Siracusa. Danneggiato il centro anziani di Grottasanta, vandali per poche monetine

Ancora un grave atto criminale. Nella notte, ignoti hanno preso di mira il centro sociale di Grottasanta. Hanno vandalizzato mobili e locali per poi rubare pe poche monetine contenute nel distributore di bevande. “Attaccare il centro sociale di Grottasanta, rubare e vandalizzare ciò che conteneva, è un gesto vile e da codardi, contro un luogo simbolo della vità di comunità dei nostri anziani, in un momento di emergenza nazionale e di estrema fragilità per i nostri nonni”, le parole del sindaco Francesco Italia, che ha visitato i locali.
“Continueremo a difendere in prima linea la città e la proprietà pubblica da chi vorrebbe che le istituzioni arretrassero. Sistemeremo il circolo e lo riapriremo non appena potremo nuovamente riabbracciarci”.
Nei giorni scorsi, ignoti avevano scagliato sassi contro due mezzi della Municipale, distruggendone finestrini e lunotti.




Priolo. Coronavirus, un ex hotel a disposizione di chi deve osservare la quarantena

Chiuso l’accordo, riapre le porte dell’ex hotel Le Palme di Priolo Gargallo. Verrà utilizzato per offrire una stanza a chi, rientrando da altre zone d’Italia, dovrà osservare il prescritto periodo di quarantena. Non dovrà così costringere l’intero nucleo familiare ad osservare il rigido isolamento fiduciario.
Lo ha comunicato il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, che dopo trattative durate settimane è riuscito oggi a chiudere l’accordo con il presidente della società che gestisce la struttura dell’ex hotel. Per poterne usufruire si dovrà contattare il Comune allo 0931/779209 e l’Ufficio di Protezione Civile al numero 0931/779266.
Il primo cittadino aveva già raggiunto un accordo per poter utilizzare l’albergo dell’Autoporto; lo ha reso disponile all’Asp di Siracusa, che lo sta utilizzando per ospitare i pazienti risultati positivi che devono effettuare il periodo di quarantena.
Adesso questo ulteriore via libera per poter usufruire dei locali dell’ex hotel Le Palme, per consentire a coloro che stanno tornando dall’estero o da altre regioni d’Italia e non hanno a disposizione ulteriori soluzioni, di trascorrere qui il periodo di isolamento previsto per legge.




Ventilatori polmonari, mascherine ffp2 e chirurgiche: donazione di Eni per la sanità

Ventilatori polmonari per le terapie intensive dell’Asp di Siracusa: anche Eni (attraverso il suo stabilimento di Priolo) partecipa alle donazioni per le strutture sanitarie delle città in prossimità dei suoi impianti. Sono state già consegnate 5mila mascherine FFP2 e 20mila mascherine chirurgiche.
Interventi anche a Gela e per Messina-Milazzo. A Gela, in accordo con la Azienda Sanitaria Provinciale, Eni ha realizzato il piano ingegneristico per la realizzazione di una unità di terapia intensiva all’ospedale “Vittorio
Emanuele”. È inoltre in corso sempre a Gela l’approvvigionamento di una sterilizzatrice ospedaliera per l’ospedale locale, mentre sono già state consegnate 7500 mascherine FFP2 e 30mila mascherine chirurgiche per tutto il territorio di Gela.
Per le Aziende sanitarie locali di Messina-Milazzo, la raffineria di Milazzo (joint venture Eni al 50%) supporta il progetto per l’allestimento di 10 postazioni di terapia intensiva presso l’ospedale di Milazzo e sono già state consegnate 5250 mascherine FFP2 e 15mila mascherine chirurgiche rispettivamente all’Azienda sanitaria provinciale di Messina e al Distretto sanitario di Milazzo.




Siracusa."Dimissioni dei vertici Asp", petizione on line dopo il servizio di Report

“Chiediamo che vengano rimossi immediatamente il direttore generale e il direttore sanitario dell’Azienda Sanitaria di Siracusa”. Questo quanto prevede una petizione on line lanciata su Change.org subito dopo la messa in onda del servizio di Report sulla gestione dell’emergenza Coronavirus in provincia di Siracusa,  a partire dalla triste vicenda che ha coinvolto il direttore del parco archeologico, Calogero Rizzuto, vittima del Covid-19. La petizione è stata lanciata da Giuseppe Patti. “Abbiamo riscontrato- si legge nel testo della petizione-  guardando la puntata di lunedì 6 aprile del programma Report che a Siracusa l’emergenza Covid-19 viene gestita con delle enormi lacune procedurali. Molti cittadini non si sentono tranquilli e chiedono un sistema sanitario adeguato a contrastare questa epidemia. A Siracusa quanto visto su Report non tranquillizza i cittadini e da un’immagine del sistema sanitario locale  deficitario. Avevamo un mese di vantaggio sui contagi e non è servito per porre in essere le migliori soluzioni che avrebbero consentito di limitarli almeno nel nostro territorio.Dalla gestione del Pronto Soccorso alla gestione dei tamponi. Il virus si è propagato all’interno dell’Ospedale Umberto I contaminando anche reparti sensibilissimi come quello di oncologia. Se ci fosse stata maggior celerità-conclude la petizione-  nell’effettuare i tamponi probabilmente avremmo avuto a Siracusa anche qualche decesso in meno”.




"Sei l'amante di mio marito", moglie picchia la rivale in amore: denunciata

Percosse e violenza privata. Sono i reati contestati ad una giovane di 28 anni. Gli agenti del commissariato di Noto l’hanno denunciata, ritenendola responsabile di un episodio ai danni di un’altra donna. Si tratta della presunta amante del marito. Accusandola di avere una relazione clandestina con l’uomo, la moglie sarebbe andata su tutte le furie, picchiando la presunta rivale in amore.




Siracusa. Torna dalle Bahamas e denuncia lo smarrimento di un documento…La polizia denuncia lui

Torna dalle Bahamas e si presenta in questura per denunciare lo smarrimento di un documento, serenamente, senza avere osservato i giorni di quarantena previsti dal decreto di contenimento del contagio del Coronavirus. Presentandosi all’Ufficio Denunce della Questura, è stato lui stesso denunciato. Protagonista della vicenda, un siracusano di 47 anni. Pochi giorni fa è rientrato in città dalle isole Bahamas. Non trovando più un suo documento, come niente fosse, si è presentato in questura per denunciarne lo smarrimento. E’, pertanto, scattata la denuncia a suo carico.




Una "noccoliera" in auto, 29enne sorpreso e denunciato ad Augusta

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Augusta, impegnati in servizi straordinari di controllo al territorio per verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dal Governo per contrastare la diffusione del coronavirus, hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria aretusea F.G., 29enne pregiudicato del posto, per porto di oggetti atti ad offendere.L’uomo, controllato in contrada Scardina mentre circolava a bordo della sua autovettura, pur avendo giustificato motivo per trovarsi fuori dalla sua abitazione, a seguito di accurata ispezione del mezzo è stato trovato in possesso di un attrezzo tirapugni comunemente denominato “noccoliera”, subito sottoposta a sequestro poiché il suo porto non è consentito.




Coronavirus, Siracusa e provincia: 79 contagiati, 44 ricoverati, 7 deceduti

Salgono a 79 i positivi al coronavirus in provincia di Siracusa. Due in più rispetto ad ieri. I ricoverati sono 44, 25 i guariti, 7 i decessi.
L’aggiornamento viene fornito, come ogni giorno, dalla Regione. Questi i casi di Coronavirus riscontrati nelle varie province: Agrigento, 106 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 92 (22, 4, 8); Catania, 540 (159, 25, 49); Enna, 271 (168, 1, 15); Messina, 320 (139, 17, 25); Palermo, 260 (74, 29, 12); Ragusa, 47 (7, 4, 3); Trapani, 100 (24, 1, 3).
Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.




Siracusa. Oncologia si trasferisce ad Avola, i locali diventano Pronto Soccorso Non Covid

Il reparto di Oncologia dell’ospedale Umberto I di Siracusa si trasferisce temporaneamente al Di Maria di Avola. E’ uno degli annunciati cambiamenti apportati all’organizzazione della gestione dell’emergenza Covid-19. Il reparto di Oncologia del nosocomio di Siracusa sarà il Pronto Soccorso Non Covid-19, in base al nuovo piano predisposto. I pazienti oncologici, invece, riceveranno i loro trattamenti chemioterapici, immunoterapici e le target therapy in regime di DSAO (Day Service Ambulatoriale Ospedaliero). L’ambulatorio per le prime visite e quelle urgenti, l’ambulatorio dedicato alle terapie orali ed i ricoveri in regime di degenza ordinaria.
Per qualunque necessità, garantisce l’Asp,  i pazienti possono continuare a rivolgersi al numero telefonico di segreteria 0931.724468, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12,30, oppure per email all’indirizzo oncologia@raosr.it.




Siracusa. L'odissea dei tamponi di fine quarantena, attesa di una chiamata che non arriva

La quarantena volontaria sta diventando infinita per molti di quei siracusani rientrati dal nord. Come prescritto dalle norme, una volta tornati in Sicilia dal Settentrione, si sono registrati, hanno segnalato il loro domicilio ed osservato scrupolosamente i 14 giorni di isolamento. Ma per poter lasciare la quarantena, come da ordinanza regionale, devono prima essere sottoposti a tampone.
Tra ritardi vari, in molti sono ormai arrivati persino a 20 giorni di isolamento. Si affidano via whatsapp all’ironia: “se non ci uccide il coronavirus, ci uccide la solitudine”. Contattati dalla nostra redazione attraverso i social, molti raccontano di essere in buona salute. Di non avere o non aver mai avuto per tutto il periodo sintomi. Vorrebbero tornare a casa, dalle loro famiglie. Qualcuno ha anche ricevuto offerte di lavoro dall’estero e rischia di perderle perchè non può ancora uscire da casa. Una odissea autentica in pieno isolamento sociale.
Come Antonio ed i suoi fratelli. Rientrati tutti e tre dalla Lombardia, dal 16 marzo sono in isolamento volontario. Doveva concludersi il 30 marzo, ma Antonio ed uno dei suoi fratelli sono ancora in attesa di notizie circa la data di effettuazione del loro tampone. Il terzo fratello è stato fortunato: “è stato chiamato e ieri alle 15 ha fatto il tampone. Però gli hanno detto che deve stare in isolamento fino a quando non arriva risultato. E ovviamente non si quando arriva questo benedetto risultato”.
C’è poi la storia di Pino. Anche lui ormai da 20 giorni in quarantena. La moglie lascia la spesa davanti alla porta e va via. Un saluto a distanza, dalla finestra, con guanti e mascherina. “Aspetto ancora un contatto o almeno una risposta ai miei quesiti. Ma niente di niente. Lo scorso 4 aprile ho ricevuto una telefonata. Speravo fosse quella dell’Asp ed invece era la Protezione Civile che mi chiedeva se tornavo a lavoro. Ma dico io, prendete in giro? Sono chiuso in casa che aspetto questo tampone e mi chiedete se vado a lavorare? Non ho parole”, si sfoga.
C’è rabbia anche nelle parole di Salvo. “Un mio parente ha finito la quarantena e ancora aspetta il tampone. Intanto il suo datore di lavoro gli ha detto che deve partire per l’Olanda. E se rifiuta rischia quasi, quasi il licenziamento”. Hanno chiamato, anche i parenti, il numero messo a disposizione dall’Asp. “Ma ci hanno risposto che loro sono un call center e non sanno cosa rispondere. Abbiamo parlato con il medico di famiglia e ci ha rimandato all’Asp per questo aspetto. Possibile che nessuno si preoccupi di queste cose?”.
Le sollecitazioni aumentano. Sotto il peso delle migliaia di rientri dal nord, il sistema è andato purtroppo in sofferenza. Ed è lo stesso sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ad intervenire. “Mi sono fatto portavoce presso i responsabili dell’Asp di Siracusa di questa problematica. Mi è stato riferito che in giornata arriveranno alcuni esiti e nei prossimi giorni arriveranno anche le altre risposte. Si devono accelerare i tempi e, soprattutto, va instaurato un rapporto diretto e costante con i cittadini, a partire da una verifica costante del corretto funzionamento della linea telefonica dedicata. Abbiamo il dovere di limitare al massimo l’esistenza di tali criticità”.