Coronavirus. È morto Nellino Carbė: l'ex sindaco era ricoverato a Pavia

Si è spento oggi a Pavia l’ex sindaco di Buscemi, Nellino Carbė. Ricoverato a causa di un tumore, è risultato positivo al coronavirus.
“Anche in compagnia del covid, sono ancora qua”, scriveva pochi giorni fa su facebook. Parole che accompagnavano una sua foto dal reparto di pneumologia dell’ospedale lombardo, dove stava combattendo la battaglia contro “il mostro”.
Carbė aveva 66 anni. Personalità solare ed elegante, è stato sindaco di Buscemi sino al 2018. Dirigente medico, aveva prestato servizio negli ultimi anni al pronto soccorso del Di Maria di Avola. Poi la scoperta del tumore e l’inizio di un nuovo percorso, drammaticamente complicato dal coronavirus.
Unanime il cordoglio della politica siracusana. Tanti sindaci della zona montana lo ricordano con affetto.
“Addio a un uomo dal sorriso gentile, un guerriero che ci ha sempre dimostrato che il bene comune è un valore assoluto da difendere con coraggio e responsabilità.Ciao Nellino Carbè, sono felice di aver potuto condividere con te una parte del mio percorso amministrativo e politico. Farò tesoro dei nostri ricordi”, il messaggio del sindaco di Ferla, Michelangelo Giansiracusa.
“Una notizia che non avrei mai voluto apprendere. Oggi va via un amico; un collega sempre disponibile ed altruista; un uomo che nonostante tutto ha sempre saputo trasmettere coraggio e serenità a chiunque lo circondasse”, ha scritto Alessandro Caiazzo, sindaco di Buccheri.
Messaggi di cordoglio da ogni parte della provincia. Messaggi semplici ma colmi di affetto verso il “dottor Carbė”, come rispettosamente in tanti erano soliti chiamarlo.




Siracusa. CuraItalia, in arrivo oltre 9 milioni di euro per le scuole siciliane: didattica a distanza

Fondi per le scuole siciliane. Si tratta di oltre 9 milioni di euro per 831 scuole siciliane stanziati nell’ambito del decreto “CuraItalia”, 85 milioni in totale, e resi già disponibili dal ministero dell’Istruzione per consentire alle istituzioni scolastiche statali di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità. Le somme sono anche destinate all’acquisto di computer da mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, per consentire a tutti di lavorare sulle piattaforme e sugli strumenti digitali attraverso cui si svolge oggi la didattica scolastica”. Così il parlamentare Paolo Ficara (M5s) commenta il recente decreto ministeriale di riparto dei fondi.
“Le risorse vengono assegnate alle singole scuole statali sulla base di determinati indicatori come il numero degli studenti iscritti per l’anno scolastico 2019-2020 e come lo status socio-economico delle famiglie degli studenti – dato ESCS, come rilevato dall’Invalsi. In misura proporzionale, incidono sulle somme ripartite per singolo intervento. E nel dettaglio, per la Sicilia, parliamo di 7,5 milioni per l’acquisto di dispositivi digitali e connettività di rete; 1 milione per piattaforme e strumenti digitali e 520mila euro per la formazione del personale scolastico”, spiega ancora Paolo Ficara.
“Stiamo introducendo elementi di innovazione utili anche per il futuro, quando ci saremo finalmente lasciati alle spalle la paura del contagio. Conoscere o prendere maggiore dimestichezza con il cosiddetto e-learning è sicuramente una competenza e una modalità di apprendere e insegnare utile. Le risorse messe a disposizione dalla ministra Azzolina e dal governo rappresentano un segnale importante di crescita voluta e cercata anche nella difficoltà. In emergenza, non rinunciamo al prezioso contributo della scuola statale”.




Oltre un etto e mezzo di marijuana in casa: presunto pusher ai domiciliari

Detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. I Carabinieri della Stazione di Priolo Gargallo  hanno tratto in arresto in flagranza di reato Giuseppe La Rocca, 31 anni.
L’uomo a seguito di perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di 1 panetto solido di sostanza stupefacente del tipo marijuana dal peso complessivo di 120 grammi, 25 dosi di marijuana per un peso complessivo di 25 grammi, verosimilmente pronte per essere vendute ad assuntori locali e, infine, 2 bilancini di precisione e vario materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente.E’ stato posto ai domiciliari.




Maschere, guanti e gel igienizzante ai volontari dalla Fondazione di Comunità Val di Noto

Mascherine, guanti e gel igienizzanti per le centinaia di volontari facenti parte delle realtà del terzo settore sostenute dalla Fondazione di Comunità Val di Noto che, in questo periodo di emergenza, stanno lavorando sul territorio, e per gli operatori delle cooperative sociali collegate alla sua rete.
La fornitura è stata garantita grazie al supporto di Assifero, l’Associazione Italiana delle Fondazioni ed Enti della filantropia istituzionale, che si è attivata per coordinare gli aiuti che gli Enti Filantropici stano portando sul loro territorio, e alla Fondazione Mon Soleil che, nelle scorse settimane, si è attivata per dare una risposta alle richieste ricevute dagli ospedali lombardi per la fornitura di mascherine, camici sterili e ventilatori polmonari ed ha messo a i suoi canali ed i sui fornitori a disposizioni di tutte le Fondazioni Italiane.
In questo periodo di emergenza dovuto alla pandemia da Covid 19, e in cui scarseggiano i dispositivi di protezione individuale per chi opera a contatto con il sociale e non solo, la Fondazione Val di Noto è riuscita ad ottenere il materiale necessario. Le maschere FFp2, guanti e gel igienizzante sono stati distribuiti alle centinaia di volontari e operatori delle cooperative delle Diocesi di Siracusa, Modica e Noto, dove opera la Fondazione ed in particolare Caritas, Casa Di Sara e Abramo, San Martino di Tours, Centri di Aiuto, Protezione civile, Confraternita della Misericordia, Casa Don Puglisi, Casa dell’Arca, Agape Pachino.
Dopo le risorse economiche liberate in favore di molti degli enti in prima linea un altro gesto, piccolo ma importante, in questo momento di particolare difficoltà che si sta vivendo che consente oggi ai volontari di operare senza rischiare il contagio e senza rischiare di essere veicolo inconsapevole di contagio.




Siracusa. Donazione all'Asp e 10mila mascherine ai lavoratori agricoli dall'Ente Bilaterale

Ancora donazioni per fornire strumenti utili al contrasto dell’emergenza Covid-19. Il comitato di gestione dell’Ente Bilaterale Agricolo Territoriale di Siracusa ( EBATCIMI) , costituito dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori agricoli Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil  e dalle organizzazioni datoriali Confagricoltura, Coldiretti e CIA ha deliberato la donazione di 20.000 euro all’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa;  l’acquisto di 10.000 mascherine destinate ai lavoratori agricoli che attualmente stanno lavorando nelle aziende agricole del siracusano.
La donazione di 20.000 euro all’Asp è stata erogata per metà mediante l’acquisto di strumentazione sanitaria per il laboratorio Covid19 e per l’altra parte con accredito diretto alle casse della Struttura sanitaria. Le 10.000 mascherine saranno, invece, distribuite alle aziende agricole operanti del territorio della provincia di Siracusa, che ne faranno richiesta all’ente, a beneficio dei lavoratori agricoli che attualmente, nonostante l’emergenza sanitaria, stanno continuando a lavorare unitamente agli imprenditori agricoli per garantire  le forniture alimentari.




Siracusa. Vandali contro le auto della Municipale. Italia: "Non fermerete i controlli"

Vandali contro le auto della polizia municipale, impegnata nell’azione di controllo del territorio per verificare e garantire il rispetto delle norme di contenimento del contagio del Coronavirus. Un episodio molto più che spiacevole, che il sindaco, Francesco Italia , rende noto attraverso la sua pagina Facebook. Il primo cittadino esprime forte rammarico per l’accaduto, condannando il grave gesto e garantendo che questo tipo di comportamento non fermerà in alcun modo l’attività.
“Solidarietà da tutta l’Amministrazione comunale-commenta il sindaco-  alle pattuglie della Polizia Municipale e del Pronto Intervento i cui mezzi – che appartengono alla collettività – sono stati vandalizzati  mentre, a tutela della salute di tutta la nostra comunità, effettuavano controlli a piedi in città a seguito di una segnalazione. Siracusa non è questa”.




Coronavirus, Siracusa e provincia: 77 contagiati, 44 ricoverati, 7 deceduti

Sono 77 i contagiati da coronavirus in provincia di Siracusa. È il dato aggiornato dalla Regione, nel rapporto quotidiano. I ricoverati, sempre in provincia di Siracusa, sono 44. I guariti 25 mentre salgono a 7 i deceduti.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 104 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 91 (23, 4, 7); Catania, 525 (153, 23, 46); Enna, 270 (170, 1, 13); Messina, 314 (138, 15, 24); Palermo, 258 (73, 29, 12); Ragusa, 41 (7, 4, 3); Trapani, 94 (24, 1, 3).
Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it.




Voci dal "fronte", Dario Chiaramida: "medici contagiati in ospedale, sono solo il 4,32%"

“Ad oggi sono risultati positivi al tampone 7 medici in servizio presso l’ospedale Umberto I di Siracusa. Di questi, 3 sono stati ricoverati in Malattie Infettive e già dimessi, uno è attualmente ricoverato nello stesso reparto in buone condizioni generali e 3 in quarantena domiciliare”. Il dirigente medico Dario Chiaramida, incaricato attualmente della gestione del Pronto Soccorso, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook i numeri relativi ai sanitari siracusani contagiati. “Il numero dei colleghi infermieri ad oggi positivi al tampone è 1.
Sospetti per sintomatologia almeno 4, ma tutti in buone condizioni”, aggiunge poi. Quest’ultimo dato, però, risente della mancanza di riscontro ai tamponi effettuati il 28 ed il 30 aprile sugli infermieri e non refertati dal laboratorio di Catania, per cui lunedì si dovrà procedere con nuovi tamponi.
“Il numero totale dei contagiati per la provincia di Siracusa ad oggi è 72. Pertanto la percentuale di medici contagiati è del 4,32%. Le percentuali italiane vanno dal 39,20% per la Sardegna, al 25,37% per il Molise e 13,76% per la Lombardia, allo 0.1% della Valle D’Aosta. La Cina, considerata virtuosa è al 3,8%. Noi al 4,32%”, scrive ancora Dario Chiaramida. “Si poteva fare meglio. Stiamo, quotidianamente e criticamente, analizzando il nostro operato per migliorare gli standard operativi ed i percorsi di gestione. Ma è altrettanto certo che non esiste alcuna emergenza sanitaria tra gli operatori della nostra Asp. Abbiate fiducia ed abbiate pazienza…ce la faremo !”, chiosa il dirigente medico impegnato in prima linea.




Siracusa. Attacco frontale: "commissariare l'Asp, via il direttore dell'Umberto I"

E’ una nota durissima quella con cui la Fp Cgil chiede il commissariamento dell’Asp di Siracusa. Un attacco frontale, dopo la denuncia dello stesso sindacato di nuovi sanitari positivi al coronavirus in Pronto Soccorso, all’Umberto I di Siracusa. “L’Asp di Siracusa va immediatamente commissariata, vanno destituiti temporaneamente il direttore generale, il direttore sanitario e il direttore del presidio ospedaliero Umberto I. E si accertino cause e responsabilità: vanno verificati anche i motivi perché ad oggi non sono stati ancora consegnati i risultati dei tamponi eseguiti ai sanitari del pronto soccorso dopo oltre dieci giorni dalla loro esecuzione. Forse sono andati persi”, dice con rabbia il segretario provinciale della Funzione Pubblica, Franco Nardi.

Franco Nardi (Fp Cgil)
Franco Nardi (Fp Cgil)

E non si ferma qui. “Vanno immediatamente bonificati e sanificati i locali del pronto soccorso, vanno tracciati, senza alcun indugio, i contatti avuti dai sanitari contagiati e vanno eseguiti i tamponi su tutto il personale sia medico che infermieristico ed ausiliario nonché ai loro famigliari”, aggiunge d’un sol fiato. Su questo fronte, l’Asp ha già annunciato l’avvio, a partire da domani, di uno screening a tappetto per tutti i sanitari, con tamponi che verranno refertati nel laboratori autorizzati del siracusano. Ma proprio la scelta di piazzare l’ambulatorio analisi tamponi presso il reparto di ematologia preoccupa il sindacato. “Serve un’area diversa. Se venisse piazzato lì, il rischio di contagio per infermieri e medici di quel reparto sarebbe altissimo, come alto sarebbe il rischio per i tanti malati immunodepressi che giornalmente lo frequentano. Speriamo che per una volta prevalga il buon senso, si metta al centro di ogni decisione la salute e la vita delle persone”.




Siracusa. Il dg Ficarra (Asp) al contrattacco: "la Cgil crea allarme sociale"

“Anziché mettere da parte le beghe personali nel superiore interesse pubblico, si cerca di pescare nel torbido in un momento così complesso creando un ingiustificato allarme sociale visto che gli indici di Siracusa sul covid 19 sono tra i migliori della Sicilia”. Il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra, replica a brutto muso alle affermazioni del segretario Fp Cgil, Franco Nardi. Il sindacato non è stato tenero verso l’operato dell’Asp di Siracusa nella gestione dell’emergenza coronavirus. “Ci sarebbe stato tempo e modo – dice Ficarra – ma ognuno ha il suo stile e questo è quello di alcuni delatori che gettano gratuitamente discredito sulla sanità di Siracusa. Finita l’emergenza, che è quello che mi sta a cuore, avremo modo di chiarire il tutto e senza retromarce e dei motivi della chiara difesa d’ufficio allo stato dell’anonimo protagonista di un filmato per il quale ad oggi non ci sono riscontri di veridicità su quanto detto, magari svelando l’autore dello stesso”.
Per il manager della sanità siracusana, “la Cgil è mossa verso la mia persona dalle delusioni che già per accuse simili nel recente passato ha visto condannare un proprio esponente a mio favore del risarcimento del danno per accuse infondate e ad oltre 5000 euro di spese processuali (Sez. Penale Tribunale di Gela sentenza n. 5/2015 del 24/4/2015) ma evidentemente non è bastato”.