Dramma in carcere a Cavadonna: detenuto si toglie la vita in cella

Un detenuto si è tolto la vita nel carcere di Cavadonna, a Siracusa. L’uomo, originario della provincia di Palermo, era in detenzione dal 2013 e – secondo quanto si apprende – avrebbe dovuto scontare gli ultimi anni della sua condanna. Nella tarda serata di ieri ha però deciso di farla finita. Si sarebbe impiccato nella sua cella. Inutili, purtroppo, i tentativi di soccorso.  

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Siracusa. Covid-19, da lunedì percorsi diversificati in ospedale per ridurre rischio contagio

Saranno attivati lunedì i percorsi diversificati all’interno dell’ospedale Umberto I di Siracusa. La gestione dell’emergenza Coronavirus dovrebbe quindi fare un salto di qualità dopo quanto emerso nei giorni scorsi, con l’impossibilità, fino ad oggi, di avere i cosiddetti percorsi “puliti” e i percorsi “sporchi” nettamente separati gli uni dagli altri, così da salvaguardare quanti, altrimenti, rischierebbero di contrarre il virus. Il percorso “No Covid” e il percorso “Covid” saranno dunque operativi agli inizi della prossima settimana. Si tratta di uno dei passaggi stabiliti con l’arrivo in provincia del Covid Team inviato dall’assessorato regionale della Salute , guidato da Ruggero Razza dopo il vertice convocato d’urgenza in prefettura per analizzare le criticità emerse e le segnalazioni provenienti anche da operatori sanitari. Nelle prossime ore, inoltre, dovrebbero arrivare i reagenti necessari per eseguire i tamponi. Il ricorso a laboratori privati autorizzati, invece, dovrebbe velocizzare i tempi per l’ottenimento degli esiti dei tamponi. Si dovrebbe arrivare, in base a quanto prevede il dirigente medico Dario Chiaramida, ai tempi di altre regioni italiane, con un’attesa che non dovrebbe superare le 8 ore.




Siracusa. I prof rinunciano a parte di compensi, il Fermi consegna pc agli studenti

I docenti dell’istituto tecnico Fermi di Siracusa hanno rinunciato a delle somme loro dovute. Saranno utilizzate per acquistare pc da consegnare in comodato gratuito agli studenti che non ne sono provvisti.
I primi 10 computer sono stati già consegnati ai genitori di altrettanti studenti della scuola superiore siracusana. In totale, grazie anche a fondi statali, saranno poco più di 70 i ragazzi che potranno seguire la didattica a distanza, grazie a questa iniziativa.
A proporre questa soluzione è stato il dirigente scolastico, Antonio Ferrarini. Il collegio dei docenti, riunitosi in videoconferenza, ha approvato all’unanimità.




Coronavirus e controlli: notte d’amore in casa di un uomo, bloccata e sanzionata al rientro

Stava rientrando a casa dopo una notte d’amore trascorsa con un uomo presso un altro domicilio. Ma è stata bloccata dai carabinieri. La donna, residente a Siracusa, ha raccontato la verità sul motivo per cui si trovasse in giro alle prime luci dell’alba. Ma non è bastato per evitare la pesante sanzione per chi viola le misure di contenimento dei contagi da coronavirus. La notte di passione le è così costata diverse centinaia di euro, quelle dell’ammenda.
I controlli dei carabinieri restano serrati in tutta la provincia. Sanzionato il titolare di un bar tabaccheria, che, nonostante le disposizioni del Governo, avrebbe continuato a somministrare bevande ed altro ai clienti. Il titolare è stato sanzionato, l’attività interrotta ed allo stesso tempo è stata inoltrata alla Prefettura la richiesta di sospensione della licenza.
A Cassibile, due uomini sono stati sorpresi a passeggiare senza alcuna giustificazione; a Melilli è stato bloccato un giovane di un altro Comune del Siracusano che stava compiendo un giro a bordo della sua auto: si è giustificato dichiarando che era lì per fare acquisti. A Carlentini alcuni soggetti sono stati controllati e sanzionati mentre circolavano a bordo delle loro auto senza alcuna necessità; a Lentini ed Augusta altri sono stati sorpresi e sanzionati mentre circolavano per le vie cittadine a bordo di autovetture; a Noto e Buccheri sono state controllate e sanzionate alcune persone che circolavano in auto senza alcuna rilevante necessità; a Cassaro sono stati controllati e sanzionati due soggetti che avevano dichiarato di trovarsi lì per incontrare un amico; a Rosolini è stata controllata e sanzionata una persona che a bordo di un’autovettura stava andando nella sua casa di campagna.
Le nuove disposizioni di legge prevedono per i contravventori sanzioni da 400 a 3.000 euro, da aumentare fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo e da raddoppiare in caso di recidiva.




Il bel gesto del Carabiniere: aiuta un'anziana a portare la spesa a casa

Un’anziana donna con difficoltà deambulatorie e che vive sola in un piccolo appartamento nel centro storico di Augusta, stava rincasando spingendo faticosamente un pesante carrello della spesa. Lo aveva riempito con le scorte alimentari acquistate per far fronte a questi giorni di permanenza in casa. Una gazzella dei Carabinieri di passaggio, ha notato la scena e l’equipaggio a bordo non è rimasto indifferente. Viste le difficoltà della donna, il più alto in grado dei due militari è sceso dall’auto ed ha accompagnato sotto braccio la donna fino all’abitazione, spingendo il carrello e aiutando l’anziana a portare la spesa in casa.
Lei, commossa, ha ringraziato per tanta dolcezza. Un piccolo gesto che testimonia la continua vicinanza dei Carabinieri alla popolazione.




Siracusa. Covid, Palazzo di Giustizia: i dipendenti chiedono tamponi e sanificazione

Sanificazione dell’interno palazzo di Giustizia e non soltanto dei piani in cui il magistrato risultato positivo ha lavorato e chiusura per 15 giorni, tampone a tutti i dipendenti e quarantena in attesa dell’esito. La richiesta è delle rsu del Tribunale. In una nota datata 1 Aprile, i rappresentanti dei lavoratori evidenziano il proprio dissenso per la decisione di sanificare solo gli ambienti in cui si presume abbia avuto accesso il sostituto procuratore contagiato e di riaprire gli uffici due giorni dopo. La richiesta è dunque quella di sanificare a tappeto l’intero palazzo “in quanto non si può escludere che persone venute in contatto con la persona contagiata (e a loro volta contagiate) possano aver avuto accesso nei locali più disparati e “lontani” dalla propria abituale postazione di lavoro”. I dipendenti hanno ricostruito alcuni percorsi che definiscono certi. ” Ad esempio è notizia certa che, nella giornata di ieri, un vice procuratore onorario – per il quale è facile ipotizzare un pregresso contatto con la persona contagiata- si è recato nella cancelleria penale dell’ufficio del Giudice di Pace, ufficio che si trova al piano “-1” e, quindi, in una parte del palazzo diametralmente opposta a quella solitamente utilizzata dal sostituto procuratore positivo”. L’azione da compiere, a questo punto, per le rsu dei lavoratori del tribunale, è effettuare tutti i dipendenti e contestualmente sottoporli a quarantena nell’attesa dell’esito del tampone. Questo dovrebbe comportare la revoca del provvedimento del presidente, che dispone la riapertura per domani (3 aprile) .




Siracusa. Covid, notte di super lavoro al Pronto Soccorso: "Nessun paziente viene trascurato"

 

E’ stata una notte di super lavoro quella appena trascorsa al Pronto Soccorso di Siracusa. A raccontare quanto accade in questi giorni in ospedale è il dirigente Dario Chiaramida. “Questa notte abbiamo avuto un alto numero di pazienti con problemi respiratori e sospetto Coronavirus. Sono stati tutti trattati. Chiaramida coglie l’occasione per chiarire un aspetto. “Non c’è un solo paziente-garantisce il medico d’emergenza-  che non sia stato trattato in maniera adeguata, dall’inizio dell’emergenza ad oggi,  pur in un percorso che è stato particolarmente problematico visto che all’inizio illustri virologi parlavano di qualcosa di molto simile ad una normale influenza. In genere arrivano dieci-dodici pazienti al giorno. Piano piano si è scoperto che, non solo non è una normale influenza, ma siamo addirittura arrivati un gradino sotto Ebola. Non eravamo pronti a qualcosa di questo genere, una pandemia di questo tipo, ma abbiamo fatto tutto il necessario e cosi’ proseguiamo ogni giorno e ogni notte. Non abbiamo orari. Si lavora fino a quando serve e alcuni medici, per fortuna, si sono uniti a noi, a rinforzo”. Intanto questa mattina sono partiti i tamponi dei pazienti in emergenza. I tamponi dei dipendenti sono tutti in via di processazione, con tempi più lunghi rispetto a casi seri, che hanno quindi la priorità. Quando saranno attivi i laboratori privati sul territorio, in 6-8 ore gli esiti dovrebbero arrivate. Dai prossimi giorni ci saranno due percorsi ben distinti, uno “pulito”, l’altro “sporco”:  non Covid e Covid. Quando un paziente si presenterà, sarà però importante che, anche se arriva in ospedale per altre ragioni, chiarisca se ci possono essere elementi che possano ricondurlo quantomeno a contatti con persone positive al virus, il rischio è altrimenti quello di contaminare anche i percorsi cosiddetti “puliti” . Chiaramida fornisce poi alcuni consigli: tra i sintomi principali c’è certamente l’affanno, la dispnea. A questo si aggiunge la febbre (o forti brividi). Presentarsi al pre-triage può essere in questo caso opportuna. Il tampone è solo un passo, importante ovviamente, del percorso a cui il paziente viene sottoposto. “E’ chiaro che non bisogna abusare del Pronto Soccorso- dice ancora- essere onesti con se stessi e attivare tutti i canali previsti, che possono aiutarci a gestire nella maniera più opportuna tutta la situazione e rasserenarci”.




Provinciale Noto-Pachino, i lavori continuano ma slitta la riapertura a causa del covid

Questa mattina sopralluogo dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, al cantiere della bretella Noto-Pachino. Ad accompagnarlo anche il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, la deputata regionale Rossana Cannata (FdI) ed i tecnici del Cas e dell’impresa titolare dei lavori. “Malgrado l’emergenza coronavirus, le difficoltà sul rifornimento di materiali e gli ultimi giorni di maltempo, i lavori sulla Noto-Pachino vanno avanti e registriamo costanti progressi. Un particolare ringraziamento va all’impresa appaltatrice per lo sforzo garantito sul cantiere, nel rispetto dei lavoratori e delle norme di contenimento dell’epidemia”, le parole dell’assessore Falcone.
Lo scoppio dell’epidemia non permetterà di rispettare gli originari tempi di completamento lavori. “Inevitabile uno slittamento di una decina di giorni del termine di riapertura della strada provinciale 19. Ma quello che conta è il proseguimento dell’opera affinché i disagi per la popolazione del comprensorio restino contenuti a questo breve periodo”.




Siracusa. Coronavirus, 110 case di cura in provincia: "Rischio focolai, vanno monitorate"

Un intervento urgente di prevenzione e monitoraggio di tutte le strutture di residenza per anziani e fasce fragili della comunità.
Lo hanno chiesto, in una lettera congiunta inviata al Prefetto di Siracusa, al Direttore generale dell’ASP locale e ai ventuno sindaci della provincia, i segretari generali di SPI Cgil, FNP Cisl e UilP Uil, Valeria Tranchina, Vito Polizzi, Sergio Adamo e Salvo Lantieri.
Il sindacato torna a chiedere un intervento immediato per evitare qualsiasi rischio nelle tante strutture sparse nel territorio.
“Abbiamo lanciato l’allarme nei giorni scorsi e non è stato dato nessun segnale – lamentano i quattro segretari – Dobbiamo evitare che, come già accaduto in altre zone della regione, qualche struttura possa diventare rischioso focolaio per gli ospiti e tutti gli operatori.
Ad aggravare la situazione – aggiungono ancora Tranchina, Polizzi, Adamo e Lantieri – la non conoscenza, da parte dell’ASP e dei singoli comuni, del numero di strutture esistenti. Molte di queste sono private ed evidentemente sfuggono ad un regolare controllo delle amministrazioni.
Noi siamo pronti a consegnare il censimento che abbiamo effettuato e che possiamo mettere subito a disposizione per la mappatura completa delle strutture. Parliamo di circa 110 strutture per anziani sparse per l’intera provincia.
Per questo chiediamo ai Comuni e all’ASP – dicono ancora i segretari – di intervenire urgentemente. Bisogna avviare controlli medici, sorveglianza sanitaria preventiva, tamponi per tutti gli operatori e sanificazione dei locali.
Ci siamo rivolti al Prefetto perché coordini e controlli che tutto ciò avvenga. Troppe segnalazioni di sintomi sospetti, come ci è stato segnalato, vengono sottovalutati. Rimpalli di responsabilità per l’intervento che coinvolgono i medici curanti, il distretto sanitario, gli stessi ospedali. Insomma, il rischio che questi anziani possano diventare amplificatori del virus è purtroppo reale.”
Il sindacato unitario dei pensionati torna, così, a lanciare un grido d’allarme in favore di una larga fetta di popolazione che oggi è in evidente pericolo.
“Se aggiungiamo che molti non potranno essere portati negli ospedali per carenze di attrezzature – aggiungono -, aumentiamo il rischio che restino abbandonati al loro destino dentro le strutture. Materia buona per il Covid Team nominato dalla Regione. Ai tre commissari chiediamo di assicurare il piano di emergenza per tutti gli anziani.
Sappiamo di casi già segnalati e assai preoccupanti – continuano nella loro nota i sindacalisti – non vorremmo che tutto questo, però, che queste informazioni venissero sottaciute o sottovalutate per non generare allarmismo.
Bisogna trovare immediatamente una strategia d’azione comune e urgente, – concludono Tranchina, Polizzi, Adamo e Lantieri – il tempo stringe e non possiamo permetterci il lusso di temporeggiare per una irresponsabile sottovalutazione del rischio che non può attendere i tempi dell’ordinario.”




Siracusa. Carenza di reagenti, interrogazione del deputato regionale Cafeo

Interrogazione urgente al presidente Musumeci e all’assessore alla Salute Razza in merito alla “preoccupante situazione riguardante la quantità, le modalità, le carenze dei reagenti nei laboratori di analisi e le conseguenti lunghe tempistiche dei tamponi utilizzati per individuare la positività al Covid-19”. Ad annunciarlo è Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione ARS Attività Produttive. “Considerata l’importanza di avere con rapidità l’esito dei tamponi effettuati – prosegue Cafeo – e alla luce delle recenti notizie, confermate da fonti dirette, a proposito di criticità e carenze talmente gravi da compromettere la delicata e fondamentale azione di rilevazione e gestione dei contagi, soprattutto a Catania e a Siracusa dove si sono registrati addirittura casi di smarrimento dei tamponi, ho voluto chiedere con urgenza le ragioni che hanno determinato la paradossale situazione rappresentata e se, in particolare, siano state fornite idonee istruzioni affinché alla distribuzione di tamponi per la rilevazione corrisponda al contempo un’adeguata fornitura dei reagenti richiesti per il loro esame”. “Anche se sono arrivati in queste ore dalla Protezione Civile nazionale ulteriori 12 mila tamponi – spiega ancora Cafeo – resta la necessità di verificare per le migliaia di cittadini rientrati dal nord che si sono autodenunciati o iscritti al portale nelle scorse settimane l’esito della quarantena, un lavoro che deve essere svolto per forza di cose in maniera precisa e senza gli intoppi fin qui verificati”.
“Inoltre, ho fatto presente la possibilità di affiancare ai soliti tamponi oro-faringei anche l’utilizzo degli esami sierologici – continua Giovanni Cafeo – più rapidi ed in grado di intervenire precocemente sugli infetti, individuando facilmente la presenza degli anticorpi specifici in circolo”.
“Infine non ho potuto che sollevare ancora una volta l’attenzione sul personale sanitario in prima linea nella lotta al coronavirus – conclude l’On. Cafeo – chiedendo nella mia interrogazione se e quali atti di competenza si intendono assumere affinché si proceda con priorità al monitoraggio delle eventuali condizioni infettive fra medici, infermieri e volontari presenti negli ospedali, anche per evitare che gli stessi diventino involontariamente e incolpevolmente veicoli di propagazione”.