VIDEO. Siracusa: pista ciclabile deserta, le immagini nel primo giorno di "chiusura"

Dopo l’ordinanza con cui ieri il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha disposto la “chiusura” della pista ciclabile, ecco le immagini del tracciato ciclopedonale deserto. Niente jogging e niente passeggiate. Nei giorni scorsi aveva creato stupore e qualche preoccupazione il continuo vai e vieni di persone lungo la pista dedicata a Rossana Maiorca, nonostante i divieti del decreto Io resto a casa.
Fino al 3 aprile, secondo il provvedimento, sono vietate le attività ricreative sulla pista ciclabile, anche nel caso in cui questo avvenga in solitudine, senza, cioè, altre persone. Non rientrano nel divieto i mezzi autorizzati per ragioni di igiene e sicurezza.

Le immagini sono state realizzate dallo stesso sindaco, durante uno dei diversi sopralluoghi avvenuti in giornata per verificare il rispetto dell’ordinanza.




Passeggiata, corsetta e giri in bici: il governo verso la stretta. Tutte le nuove regole

E’ probabile che arrivi dal governo una nuova stretta per passeggiate e attività sportiva all’aperto. L’eccessivo ricorso a jogging e bicicletta starebbe convincendo anche il Ministero dello Sport circa la necessità di intervenire nelle prossime ore. Lo ha lasciato intendere in maniera chiara anche lo stesso ministro Spadafora. “Bisognerà prendere in considerazione la possibilità di un divieto completo, anche all’attività all’aperto”, ha detto al Corriere della Sera. “Quando abbiamo lasciato questa opportunità, lo abbiamo fatto perché la comunità medico scientifica ci diceva di dare la possibilità a molte persone di correre, anche per altre patologie sanitarie. Ma l’appello generale era quello di restare a casa: se non viene ascoltato saremo costretti a porre un divieto assoluto”.
Nel frattempo, sono arrivati dal governo ulteriori chiarimenti. In auto si può andare massimo in due. È preferibile stare uno davanti e uno dietro per mantenere la distanza.
Chi si sposta con il ciclomotore e la bicicletta deve comunque dimostrare le “comprovate esigenze”.
La passeggiata non può andare oltre la propria zona di residenza o domicilio.
Chi porta a spasso il cane non può utilizzare questo stratagemma come scusa per rimanere fuori troppo a lungo. Il tempo necessario per i bisogni fisiologici dell’amico a quattro zampe.
Si può andare a trovare gli anziani, per portare loro i farmaci o la spesa. È necessario indossare guanti e mascherina. Evitare in ogni caso i contatti.
Chi deve andare dal medico può farlo, ma deve dimostrare il motivo della visita. Identica procedura per sottoporsi a visite specialistiche e analisi cliniche. Sul modulo va indicato anche il nome del medico e il luogo dove si effettua la visita.
Gli assembramenti sono vietati. Anche quando si è in fila per fare la spesa o per andare in farmacia, bisogna stare a distanza.
È vietato spostarsi da un Comune all’altro, a meno che non si abbiamo esigenze di lavoro o familiari.
È vietato trasferirsi nelle seconde case. Se si hanno motivi di necessità bisogna dimostrarlo. Il motivo di necessità riguarda guasti o altri problemi che possano mettere a rischio l’incolumità delle persone (ad esempio: perdite di gas o di acqua)
Chi si trovava nelle seconde case oppure all’estero al momento dell’entrata in vigore del decreto può rientrare nel proprio domicilio ma dovrà stare in quarantena.
Chi esce senza motivo rischia la denuncia con arresto fino a tre mesi e la sanzione fino a 206 euro come previsto dall’articolo 650 del codice penale. Chi viola la quarantena rischia una denuncia per procurata epidemia che prevede il carcere fino a 12 anni e altri reati che puniscono i comportamenti contro la salute pubblica.




Coronavirus, azzerata stagione crocieristica. Siracusa porto "tecnico" per Costa e Royal?

Sono ingenti i danni che l’emergenza coronavirus sta arrecando al settore portuale di Siracusa. Le prime tappe di alcune crociere nel Mediterraneo sono saltate, cancellati gli arrivi di yacht e le prenotazioni. Tengono ancora in piedi i numeri di maggio ma per marzo e aprile non c’è nulla fare. Slitta la partenza della stagione del turismo crocieristico. E la falsa partenza costa decine e decine di migliaia di euro all’economia siracusana. Considerando l’indotto – quindi i servizi portuali, dagli ormeggiatori alla spazzatura – la perdita secca lieviterebbe pericolosamente vicina ai 100.000 euro, secondo alcune fonti.
Il porto Grande di Siracusa tiene per ora come scalo “tecnico”. Un rifugio sicuro per le grandi navi da crociera che sperano di poter presto tornare a solcare con regolarità i mari, insieme al loro carico di turisti. Interessate a Siracusa sono una delle navi della flotta Costa e due della Royal (Celebrity Constellation e Jewel of the Sea). A bordo solo l’equipaggio.
Dovrebbero distribuirsi tra la rada e la banchina, per procedere ad attività di rifornimento cibo e bunkeraggio. Nelle previsioni, almeno un mese di stop tecnico a Siracusa, in attesa di indicazioni su di un possibile ritorno alla normalità.
Una situazione che sarà valutata nei prossimi giorni dalle autorità, con in testa la Capitaneria di Porto, per le determinazioni del caso.




Covid-19: I positivi in provincia di Siracusa adesso sono 28: +7 rispetto a ieri

Salgono a 28 i positivi al coronavirus in provincia di Siracusa. Il dato è aggiornato alle 12 di questa mattina.  In Sicilia sono in  totale  282 , di cui 129 ricoverati (29 in terapia intensiva), 138 in isolamento domiciliare, dodici guariti e tre deceduti. A Siracusa i ricoverati sono 12. Questa la divisione nelle varie province: Agrigento, 24; Caltanissetta, 6; Catania, 131; Enna, 8; Messina, 16; Palermo, 47; Ragusa, 6; Siracusa, 28; Trapani, 16.

 




Coronavirus: 12 i ricoverati a Siracusa, 282 i contagiati in Sicilia: 45 in più di ieri

Sono 12 i pazienti ricoverati a Siracusa perchè positivi al Coronavirus. Lo dicono i dati aggiornati alle 12 di oggi e comunicati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 3.294, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità, invece, 282 campioni (45 più di ieri). Risultano ricoverati 129 pazienti (23 a Palermo, 58 a Catania, 13 a Messina, 2 ad Agrigento, 4 a Caltanissetta, 6 a Enna, 3 a Ragusa, 12 a Siracusa e 8 a Trapani) di cui 29 in terapia intensiva, mentre 138 sono in isolamento domiciliare, dodici sono guariti (sei a Palermo, due ad Agrigento e Messina, uno a Enna e Ragusa) e tre deceduti.

 




Siracusa. Sulle mascherine è scontro a distanza tra i medici di famiglia e l'Asp

Tra medici di famiglia, pediatri di libera scelta ed Asp di Siracusa è scontro a distanza sui dispositivi di protezione individuale, ed in particolare le mascherine. Nei giorni scorsi, le segreterie provinciali della Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) e dei Pediatri (Fimp) avevano inviato una nota congiunta di diffida alla Prefettura, alla Protezione Civile e per conoscenza all’Azienda Sanitaria. A causa della mancata fornitura di mascherine e dpi, Fimmg e Fimp declinavano “ogni responsabilità per danni (da covid-19, ndr) arrecati a terzi dai propri iscritti”, ritenendo invece responsabile l’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa.
Una posizione che non è andata giù al direttore generale dell’Asp. “Spiace ricevere una simile lettera da chi, invece di collaborare con le istituzioni, cerca esclusivamente di tenersi lontano da responsabilità civili e penali, anzichè assumersi quelle morali e deontologiche”, scrive il manager Salvatore Lucio Ficarra. “I medici di Medicina generale ed i pediatri di libera scelta non sono dipendenti dell’Asp ma si tratta di liberi professionisti”, aggiunge. Non essendoci pertanto un rapporto di lavoro diretto, “resta in capo a ciascuno dei professionisti approvvigionarsi dei dpi e di quanto necessario per proteggere sè e gli altri dall’infezione coronavirus”. Il direttore dell’Asp anticipa poi controlli negli studi dei medici, per verificare il rispetto delle normative vigenti.
Il segretario della Fimmg di Siracusa, Giovanni Barone, si mostra sorpreso “dal tono aggressivo usato nei confronti dei medici di Medicina Generale, come se non volessimo fare la nostra parte in questo difficile momento”. Barone non lo conferma espressamente, ma molti colleghi hanno pesato come esagerata ed esasperata la reazione dell’Asp. “Questi presidi di protezione purtroppo non si trovano. L’assessore regionale alla Salute ha detto che, se arriveranno, saranno distribuiti anche ai medici di famiglia. Ed alla fine questo era quello che avevamo chiesto in più di una occasione. Vorremmo solo poterci difendere. Siamo in prima linea ed accettiamo con dedizione la responsabilità verso i nostri pazienti”.
Gli studi medici rimangono infatti aperti, “ma con tutte le precauzioni del caso come disposto dalle norme vigenti”, ricorda Barone. Così, ad esempio, in caso di sintomi influenzali potenzialmente sospetti, scatta il pre-triage telefonico con contatti continui tra medico e paziente. In caso di peggioramento, il medico di famiglia coordina il passaggio del caso al 118 ed alla struttura sanitaria di emergenza-urgenza. “Seguiamo scrupolosamente le norme e teniamo anche alla protezione nostra e dei nostri collaboratori di studio. Senza dimenticare che i medici di medicina generale tornano anche loro ogni sera a casa dalle loro famiglie”.
Con una sua nota, intanto, l’Asp “si rimette al senso di responsabilità richiesto in questo momento di grande emergenza, invitando tutti a prendere atto con oggettività della carenza di dispositivi di protezione individuali, problematica che investe tutto il territorio nazionale”.

foto da igv.it




Rientrano in Sicilia i lavoratori siracusani bloccati a Villa San Giovanni: "ora quarantena"

Si sono imbarcati nella tarda mattinata i lavoratori siracusani bloccati da ieri sera a Villa San Giovanni. Tra le nuove disposizioni che “chiudono” la Sicilia e le norme di prevenzione del contagio da covid-19, si erano visti negata la possibilità di traghettare lo Stretto per fare rientro a casa.
Erano partiti dalla Lombardia, dalla provincia di Pavia, dove erano impegnati nella ricostruzione dello stabilimento di San Nazzaro de’ Burgondi, andato in fiamme lo scorso anno. Distribuiti a bordo di tre furgoni da nove posti, per garantire un’adeguata distanza gli uni dagli altri, e dotati di autodichiarazione, si erano messi in marcia alle 4 di martedì. L’azienda ha infatti comunicato che l’attività è sospesa e riprenderà a pieno regime quando la situazione si sarà normalizzata.
Per i lavoratori fuori sede, quindi, è stato disposto il rientro nei rispettivi domicili. Il siracusano Pino, uno dei 9, ci racconta dell’odissea che hanno vissuto. “Abbiamo avviato tutte le procedure, come previsto dalla legge- spiega- le comunicazioni regolari, le registrazioni, la trasmissione, da parte dell’azienda, dell’elenco dei nominativi di quanti sono destinati al rientro a casa. Abbiamo fatto 1.500 chilometri senza alcun problema. Una volta arrivati a Villa San Giovanni, però, l’azienda che gestisce i percorsi in traghetto per raggiungere la Sicilia, ci ha negato a lungo la possibilità di fare i biglietti. Nessuna spiegazione ci viene fornita su quello che dovremmo fare per poter tornare a casa. Il problema è paradossale e risiede nel tipo di mezzo che utilizziamo. Il furgone a nove posti, sebbene con sole tre persone dentro, a quanto pare, non può passare. Passano, tuttavia, le auto con cinque persone a bordo o i mezzi di trasporto promiscuo”.
Evidente la stanchezza dei lavoratori che hanno passato la notte nella speranza di poter attraversare lo Stretto. “Ci era stato addirittura consigliato di lasciare i mezzi e di traghettare a piedi. Ipotesi assurda, perchè una volta a Messina non sapremmo come muoverci e paradossalmente, nel caso in cui avessimo il virus sarebbe ancora più rischioso per tutti”.
Dopo fitte interlocuzioni, è finalmente arrivato il via libera per il loro rientro in Sicilia. “Alcuni di noi sono diretti a Siracusa, altri a Gela. Ci sono colleghi che devono tornare ad Augusta, a Palazzolo. Siamo in contatto con i nostri medici ed abbiamo organizzato le nostre quarantene. Io andrò in villetta, isolato, senza contatti con la mia famiglia. Gli altri faranno altrettanto. Ci atterremo scrupolosamente alle indicazioni. Però pensate che abbiamo attraversato tutta Italia e non ci ha fermato nessuno per un controllo. Mentre eravamo fermi a Villa San Giovanni, abbiamo continuato a misurarci la temperatura per scrupolo. Godiamo di ottima salute, ma con una stanchezza addosso che aumenta minuto dopo minuto. Presto sarà finita”.




Siracusa. Tornano i rifiuti per strada, l'emergenza fa dimenticare le regole

All’emergenza Coronavirus rischia di aggiungersi adesso anche una possibile emergenza rifiuti. Ma questa volta nessun indice da puntare contro nessuna istituzione. Se si verificasse una situazione del genere, la responsabilità sarebbe esclusivamente di alcuni cittadini. In molti sembrano aver dimenticato quanto previsto dalle regole della raccolta differenziata “porta a porta”, servizio che si svolge regolarmente . Sacchetti dell’indifferenziata, dunque, hanno fatto la loro comparsa in diversi luoghi della città, come se ci fosse bisogno di ulteriori rischi igienico-sanitari. A rischiare di più sono ovviamente gli operai di Tekra, ogni giorno al lavoro e adesso costretti anche a porre rimedio ad un comportamento incomprensibile.




"Io resto a casa": chi sta in piazza, chi esce con gli amici, chi sfrega "gratta e vinci"

“Ancora casi di evidente superficialità”. I carabinieri riassumono così la situazione riscontrata in tutta la provincia nelle scorse ore, nell’ambito dei controlli sul rispetto del decreto “Io resto a casa”. Capita così di individuare  tra Augusta, Melilli, Carlentini, Francofonte e Sortino  casi come quello di un soggetto sorpreso per strada mentre era intento a sfregare un “gratta e vinci” e quello di un altro soggetto che ha tentato di giustificarsi dicendo di essere di ritorno da un supermercato dopo aver fatto la spesa, pur non avendo all’interno dell’autovettura alcun genere alimentare; o ancora alcuni che, controllati in automobile, sono stati sorpresi insieme a persone non conviventi. Dei giovani minorenni sono stati sorpresi a chiacchierare tranquillamente in piazza o a circolare fuori dai comuni di residenza. I carabinieri colgono ulteriormente l’occasione per ricordare che “-gli unici spostamenti devono essere determinati da “comprovate esigenze lavorative”, “situazioni di necessità”, “motivi di salute” o il “rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.




Siracusa. Autolavaggio aperto, nonostante i divieti: denunciato il titolare, 2 mesi di stop

Il titolare di un autolavaggio è stato denunciato a Siracusa. A suo carico, richiesta anche la sospensione di due mesi dell’attività. Nell’ambito dei controlli quotidiani, la Polizia Municipale è intervenuta nella zona alta del capoluogo, per verificare il rispetto di quanto previsto dal Dpcm.
Il ricorso allo stratagemma della saracinesca abbassata per trequarti non è bastato ad eludere una verifica accurata da parte della pattuglia. Gli agenti hanno così potuto riscontrare come fosse in corso l’attività, eppure non tra quelle consentite dalle ultime norme governative.
Da qui la denuncia e la sospensione dell’attività.