Siracusa. Spartitraffico di via Cannizzo, si cambia: due ipotesi per migliorarlo

Il lungo spartitraffico di via Bartolomeo Cannizzo potrebbe subire modifiche. La nuova opera è quasi completata ma durante le prime settimane di “servizio” sono emerse diverse criticità. Alcune purtroppo collegate ad uno scarso senso del rispetto delle regole stradali (con continui attraversamenti dove non consentito), altre effettive specie all’altezza della rotatoria di via Italia 103. Il lungo spartitraffico vieta l’accesso a arriva dalla zona di piazza Scamporlino, costringendo ad arrivare sino alla prima rotatoria (altezza San Metodio) per tornare indietro e poi immettersi in via Italia 103. Purtroppo in pochi resistono alla tentazione di percorre una cinquantina di metri in pericoloso controsenso, pur di non dover attraversare quasi per intero in una direzione e poi nell’altra via Cannizzo.
I tecnici del settore Mobilità, retto dall’assessore Maura Fontana, hanno esaminato la situazione anche con diversi sopralluoghi. Si è allora ipotizzato un intervento in modifica, con due possibili soluzioni. La prima prevede un allungamento a goccia su via Cannizzo dell’attuale rotatoria di via Italia con contestuale “limata” al nuovo spartitraffico. L’altra ipotesi prevede lo spostamento dell’intera rotatoria di via Italia con interessamento su via Cannizzo. In entrambi i casi, garantita la maggiore sicurezza stradale che era poi l’obiettivo per cui era stato realizzato lo spartitraffico. Tocca adesso al settore Lavori Pubblici analizzare i costi di una o dell’altra soluzione e procedere alla necessaria progettazione.
C’è poi da ragionare su come limitare i pericolosi attraversamenti di carreggiata compiuti dagli scooter, in corrispondenza delle strisce pedonali.




Siracusa. Un' intera stanza abbandonata sul marciapiedi: "volevo solo pulire il garage"

Sedie, comodini, elementi vari di arredo: decine di “pezzi” abbandonati sul marciapiedi di via Ancona, alla Borgata. La scena non è però passata inosservata ed un cittadino ha prontamente segnalato quanto stava accadendo. In pochi minuti, una pattuglia della Municipale è arrivata sul posto ed ha sorpreso ancora in azione un uomo, sanzionato per abbandono di rifiuti con una super sanzione di 600 euro.
Alla vista delle divise, e di fronte alla contestazione, ha cercato di giustificarsi dicendo che stava sbarazzando il garage perchè voleva pulire l’interno, per poi riportare tutto dentro. Una tesi che non ha convinto gli ispettori della Municipale, convinti invece di essere di fronte ad un evidente e grossolano tentativo di “sbarazzarsi” di rifiuti lasciandoli sulla pubblica via. Nella loro ricostruzione, l’uomo avrebbe tentanto di disfarsi di tutti quegli ingombranti nelle ore serali, convinto di farla franca con l’oscurità come complice.
Non avrebbe però fatto i conti con una crescente sensibilità sul tema di tanti cittadini onesti, stanchi di ritrovarsi le strade sotto case zeppe di spazzatura altrui. E’ così partita una telefonata che ha permesso di evitare che venisse completata l’azione per nulla civile.




Siracusa. Topo d'appartamento seriale: 14 furti in un mese, arrestato. IL VIDEO

Sarebbe responsabile di 14 furti in appartamenti di Ortigia tra dicembre e gennaio scorsi. I carabinieri della stazione di Ortigia hanno arrestato un uomo di 36 anni, Rosario Parentignoti, ritenuto il ladro seriale che ha seminato il panico tra i residenti del centro storico ma anche tra i commercianti, visti i furti ai danni anche di negozi. L’uomo è stato condotto nel carcere di Cavadonna al termine di indagini che hanno condotto alla misura cautelare, emessa dal Gip, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Palmieri.
L’attività dei militari dell’Arma è iniziata nel dicembre 2019 a seguito della presentazione di numerose denunce di furto da parte di residenti, depredati nelle loro abitazioni di elettrodomestici, monili e denaro contante. Il giudice per le indagini preliminari ha concordato in pieno sulle risultanze dell’attività di indagine condotta dai militari.




Siracusa e il Giro di Sicilia: sfilata in piazza Duomo poi lo start in via Elorina

Conto alla rovescia per il Giro di Sicilia. La rilanciata gara ciclistica partirà da Siracusa, il primo aprile. Tappa fino a Licata con diversi passaggi in provincia. Ma sarà il capoluogo a fare da casa base per organizzatori e partenti, sin dal 31 marzo.
Il quartier generale sarà allestito all’Urban Center. Carosello di squadre e ammiraglie in piazza Duomo e piazza Minerva, ma soprattutto grandi nomi del ciclismo internazionale al via. I preparativi sono già in corso per arrivare al meglio all’appuntamento con la gara organizzata dalla Rcs Sport, la stessa del Giro d’Italia.
La presentazione della manifestazione avverrà la prossima settimana a Palermo ma oggi il sindaco, Francesco Italia,
gli assessori allo Sport e alla Viabilità, Andrea Buccheri e Maura Fontana, e il comandante della
Polizia municipale, Enzo Miccoli, hanno incontrato i giornalisti per alcune anticipazioni.

I corridori inizieranno a muoversi da piazza Duomo alle 11,35; percorreranno corso Matteotti e corso Umberto per poi imboccare via Elorina dove, alle 11,45, all’incrocio con via Columba, inizierà la gara vera e propria. La tappa è di 194 chilometri, fino a Licata passando per Cassibile ed Avola, con un traguardo volante a Gela. Fino ad oggi si sono iscritti 15 squadre del World Tour,
quindi le più quotate.
Ci sarà Quintana, vincitore del Giro del 2014, e gli organizzatori stanno lavorando per avere Froome, più volte vincitore del Tour.
Il quartier generale sarà in funzione già dal 31 marzo all’Urban Center dove si svolgeranno tutte le fasi accreditamento e di iscrizione delle squadre. Il giorno della gara, in piazza Duomo sul podio firma, sfileranno tutti i corridori mentre le ammiraglie saranno schierate in piazza Minerva.
Poi, con la scorta della Polizia municipale e della Stradale, il gruppo colorato sfilerà fino alla partenza di via Elorina.




Siracusa. Legge antinquinamento, Prestigiacomo: "Sbagliata e incostituzionale"

“Una legge sbagliata, inapplicabile, chiaramente incostituzionale”. La deputata di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo contesta il testo approvato ieri dall’Ars in materia ambientale. Prestigiacomo parla di “una saga in cui demagogia si somma a mancanza di conoscenza del quadro normativo generale e ad una cultura anti-industriale che è devastante per la nostra Regione. Noi abbiamo bisogno di lavoro-tuona Prestigiacomo- di industrie pulite, di green economy non di slogan e vaffà. E mi rincresce e sorprende che questo testo anti-produzione, anti-lavoro e anti-sviluppo porti la firma anche del mio partito, Forza Italia”. La parlamentare sostiene che il testo sia “una sequela di approssimazioni prive di fondamento, bandiere da agitare. Non è possibile infatti dimostrare che il superamento dei limiti di emissione di un singolo impianto (regolati dall’Aia e dal decreto legislativo 152) determinino il superamento dei limiti fissati dal 155/2010 per un territorio.  Inserire postazioni di controllo x verificare emissioni di parametri non normati e pubblicarli genera solo confusione nella informazione ambientale. Non è comunicazione ambientale ma allarmismo tanto al chilo”. L’ex ministro ritiene che non si possano “introdurre per gli impianti Aia nuove sanzioni non previste dal 152 e non si possano inserire norme che riguardino impianti Aia se non a livello statale. Le leggi sulla qualità dell’aria ci sono tutte, basta applicarle e farle rispettare dagli organi preposti ai quali è demandato il controllo, ovvero il sistema nazionale di protezione ambientale costituito da tutte le agenzie regionali e che fa capo ad Ispra”. Prestigiacomo teme “il far west, in cui “alcuni comuni saranno più rigidi e altri più “laschi”, in un tema serissimo come la tutela ambientale. Inutile fare battaglie su plastic tax e sugar tax-conclude la deputata- Questo è molto peggio: si cancella l’economia siciliana a colpi di incomprensibile demagogia”.




Porto Spero, la Soprintendenza verso un nuovo "no". Pianese: "Valuteremo il da farsi"

La Soprintendenza ha presentato una nota scritta di sei pagine, un “preavviso di parere negativo” che racchiude la posizione dell’ufficio sul progetto Spero del 2012, quello che prevedeva la realizzazione di opere anche in mare nell’ambito della riqualificazione dell’area di via Elorina. Si è conclusa così la conferenza dei servizi che era stata prescritta dal Cga e dedicata al riesame del precedente diniego della Soprintendenza di Siracusa perchè le motivazioni non sono state ritenute sufficientemente motivate.
“Avevamo ipotizzato diversi scenari, questo era uno di quelli”, spiega al termine il presidente della Spero, Vittorio Pianese. “Valuteremo il contenuto del documento e poi vedremo il da farsi”, aggiunge. E’ ancora presto per dire se il progetto torna in un cassetto o ci sarà spazio per nuovi capitoli di una lunga e complicata storia. “E’ troppo presto per dirlo”, si limita a dire Pianese. Quanto alla possibilità di apportare modifiche al progetto analizzato – quello originario – per il momento vale un cordiale ma fermo “no comment”.
Rumoreggiano intanto le associazioni ambientaliste riunite in Sos Siracusa. Ribadito il no alla cementificazione della costa con tanto di invito a mettere al centro del dibattito il futuro urbanistico del Porto e del waterfront di via Elorina.




Siracusa. Incidente mortale, perde la vita un centauro 40enne a Santa Teresa Longarini

E’ un uomo di 40 anni la vittima del tragico incidente avvenuto questa mattina nei pressi di Santa Teresa Longarini. Non è ancora chiara la dinamica del drammatico scontro che ha visto coinvolte due auto e la moto dello sfortunato 40enne.
Per lui non c’è stato nulla da fare, nonostante disperati tentativi di rianimazione operati sul luogo dai primi soccorritori. Il tratto interessato è stato chiuso al traffico dalla Polizia Municipale per le delicate fasi dei rilievi.
La vittima si chiamava Massimo Saccuzzo, di Siracusa. La sua moto, una Honda Cbr, è finita nella campagna oltre la sede stradale, pare dopo una tremenda carambola con due auto.




Precipita ultraleggero, a bordo c'erano due persone: morti istruttore e allievo

Un aereo ultraleggero è caduto questa mattina nei pressi di Carlentini. A bordo, secondo le prime informazioni, c’erano due persone, istruttore ed allievo. Per loro non c’è stato nulla da fare. Si tratta di un ultraleggero dell’Aeroclub Catania, un Tecnam P2002.
Era decollato poco prima da Catania. Stava sorvolando la campagna del siracusano quando ha improvvisamente iniziato a perdere quota ed è precipitato. Tremendo lo schianto al suolo. L’istruttore ai comandi, Stefano Baldo 53 anni, era considerato molto esperto e con molte ore di volo alle spalle. Accanto a lui c’era l’allievo Gioele Bravo, di 20 anni, originario di Aosta.
Sul posto Carabinieri, Vigili del Fuoco e 118. Arrivati anche ispettori dell’Agenzia nazionale sicurezza volo e dell’Ente nazionale aviazione civile per i rilievi del caso. La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta.




Siracusa. Falsi invalidi, due indagati fanno scena muta: confermati i domiciliari

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Rosaria Mangiafico e Santo Cultrera. I due sono finiti ai domiciliari in seguito all’inchiesta “Povero Ippocrate” su falsi invalidi e medici compiacenti. Sono ritenuti dagli investigatori figure di primo piano nel sistema che avrebbe facilitato l’ottenimento della pensione di invalidità o l’accompagnamento anche a chi, in realtà, non ne avrebbe avuto diritto.
Assistiti dai loro legali, hanno fatto scena muta davanti alle domande dei magistrati siracusani. Il neurologo Cultrera si è però riservato, attraverso il proprio avvocato, la successiva possibilità di rilasciare dichiarazioni spontanee.
A loro carico è stata confermata la misura degli arresti domiciliari. La Procura di Siracusa, intanto, ha chiesto al Riesame il riconoscimento dell’aggravante dell’associazione a carico degli indagati, insieme a più pesanti misure patrimoniali sui loro beni.




Siracusa. Riemerge l'idea del mercato coperto: il Comune lo vorrebbe in piazza Scamporrino

Un mercato coperto nella zona alta della città. Un gruppo di operatori e cittadini sembra pronto a rilanciare una vecchia idea, tentando di coinvolgere il Comune e di fare pressing attraverso una petizione. L’iniziativa sembra sia ripartita attraverso i social. Il vecchio progetto che qualcuno vorrebbe rispolverare prevedeva il trasferimento dell’attuale mercato di via Giarre con un’area chiusa in viale Santa Panagia. Il vantaggio sarebbe legato alla possibilità di lavorare a prescindere dalle condizioni climatiche e di disporre di un’area di parcheggio adeguata. Ci sarebbero, tuttavia, una serie di aspetti che l’assessore alle Attività Produttive, Cosimo Burti fa notare. In realtà un’idea alternativa esiste. Il Comune avrebbe un’area pronta per la realizzazione del mercato coperto, con un progetto per cui chiedere il necessario finanziamento. L’area su cui l’amministrazione comunale intenderebbe puntare è quella di piazza Scamporrino, davanti all’istituto comprensivo Martoglio. “Quell’area sarebbe subito disponibile, praticamente pronta, con un notevole potenziale e senza nessun ostacolo- spiega Burti- Eppure gli operatori di via Giarre non sembrano disposti a spostarsi in quella zona, convinti che si tratti di un luogo eccessivamente periferico e popolare. Un errore di valutazione, secondo il mio parere”. Tra le aree che, invece, piacerebbero agli ambulanti, ci sarebbe l’attuale terrazza del parcheggio Mazzanti. “Ipotesi non percorribile- replica Burti- così come lo è un altro luogo su cui punterebbero, nell’area dell’ex Tonnara”. Nel caso in cui si arrivasse ad un’intesa e il mercato di via Giarre fosse trasferito in piazza Scamporrino, non è escluso che si possa anche estendere il numero di stalli da mettere a bando, sulla scorta di quanto accade per il mercato settimanale di piazzale Sgarlata. Intanto, nei prossimi giorni, partiranno gli interventi di riqualificazione di via Giarre. Un primo step a cui ne seguiranno ulteriori, per ripristinare le condizioni di decoro della strada,che versa attualmente in stato di degrado.