Siracusa. Cestini rifiuti e deiezioni canine: sanificazioni e sostituzioni in città

Nuovi cestini per i rifiuti in città e sanificazione di quelli destinati alle deiezioni canine.  La prossima settimana, secondo quanto annunciato dall’assessore all’Igiene Urbana, Andrea Buccheri, saranno completate le rimozioni e le nuove installazioni, soprattutto nei parchi e nelle aree maggiormente frequentate. Molti cestini dei rifiuti preesistenti sono stati danneggiati, spesso vandalizzati e, non solo non assolvono al loro compito, ma restituiscono un’immagine di trascuratezza e degrado particolarmente fastidiosa.Le sostituzioni vengono effettuate in concomitanza con un altro intervento, che riguarda in maniera specifica i cestini per le deiezioni canine. In corso,a  questo proposito, la loro sanificazione, con l’impiego della lancia idrica, dunque con l’utilizzo di acqua ad alta temperatura per garantirne l’igienizzazione. I nuovi cestini saranno piazzati, assecondando le richieste dei cittadini e tenendo conto delle esigenze logistiche emerse, ai Marinaretti, in piazzetta Pineta di via Acireale, in via Augusta, in via Lentini, in via Pippo Fava, in via Salvatore Raiti e in piazza Dolomiti, ma anche al Villaggio Miano, nei pressi dell’Ufficio Postale, in via della Giudecca e in via dei Mille.




Siracusa. Quelli che…passeggiano con la spazzatura. Per lasciarla sui marciapiedi

E’ uno dei problemi maggiormente avvertiti dalla popolazione siracusana: la spazzatura abbandonata su strada, fuori dalle regole della differenziata. Eppure gran parte della responsabilità di quanto accade grava proprio in capo a quella parte di popolazione che continua a non volersi adattare alle regole di conferimento porta a porta e su base differenziata.
E tanti sono gli “insospettabili”. Persone normali e perbene che però non si fanno alcuno scrupolo nel gravare come costo e problema (di igiene e di decoro) sulle spalle della collettività siracusana. Un esempio, ma solo uno dei tanti, nel video ripreso da un’auto di passaggio nei pressi di viale Teocrito.

Sul marciapiede compare un uomo distinto che porta a passeggio dei sacchetti di spazzatura. E non appena arriva nei pressi dei contenitori per la raccolta degli abiti usati, li abbandona accanto. Come se fosse la cosa più normale del mondo. Come se fosse un dovere per la comunità pulire e raccogliere quanto lasciato da viola regole e senso civico.
A Noto, per episodi simili, è stata istituita una linea whatsapp attraverso la quale il Comune invita i cittadini alle segnalazioni per procedere con multe e sanzioni.




Siracusa. Aggressione in un locale della zona Umbertina, giovane malmenato nei bagni

Ha riportato la frattura del setto nasale il giovane di 25 anni malmenato la scorsa notte nei bagni di un locale pubblico nei pressi di via Malta. Sul posto, gli uomini delle Volanti e della Squadra Mobile. Il giovane, siracusano, ha raccontato di essere intervenuto in difesa di un’amica. Per questo il gruppo di ragazzi lo avrebbe raggiunto in bagno e aggredito. Il 25enne è stato condotto al Pronto Soccorso dell’ospedale Umberto I, dove è stato sottoposto dai sanitari alle cure del caso. La polizia ha avviato le indagini per risalire all’identità degli aggressori.




Siracusa. L'avanzata del disagio giovanile: "genitori deleteri se fanno solo gli amici"

Non si è ancora arrestata l’eco della notizia relativa alla denuncia di sei minorenni, autori di un lancio di uova contro la Municipale di Siracusa costato una denuncia in Procura. Un episodio che ha scosso una comunità sonnacchiosa, poco avvezza a “sfide” all’autorità di simile portata. Emulazione (recenti fatti simili a Napoli) o altro? Perchè si decide, a sedici anni ,di prendere un uovo e lanciarlo all’indirizzo delle divise? Lo abbiamo chiesto allo psicoterapeuta Roberto Cafiso, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Siracusa.
“La voglia di trasgredire, di sfidare il sistema, è fisiologica ad una certa età. La contestazione giovanile è quasi normale, in certe forme. Ma oggi si pensa che si può prendere di mira tutto e chiunque, godendo di impunità ad ogni livello: sociale, familiare e giudiziario”. Un clima da liberi tutti che rende – idealmente e nelle menti più giovani – ogni cosa possibile, senza freni e senza limiti.
“La bravata in sè non è sintomo di disagio. Qualcuno all’interno del gruppo ha forse pensato di sfoga l’aggressività verso una immagine, la divisa o l’auto polizia, di cui non accetta il significato”, dice ancora Cafiso.
I ragazzi provengono da famiglie siracusane normali, le classiche famiglie “perbene”. I genitori sono rimasti sorpresi, mortificati dall’accaduto con un forte senso di vergogna in alcuni casi. “I genitori devono intavolare un dialogo con i figli. Devono farsi spiegare le ragioni del gesto per poi chiarire che quella adottata non è una modalità sana di espressione. Per esprimere dissenso ci sono altre forme: lo sport, la scrittura. In famiglia genitori e figli devono dialogare. Perchè la colpa non va cercata nella società o nei modelli forniti dalla televisione. Il primo processo educativo avviene in famiglia: qualche no in più e regole meno elastiche a casa sono più che utili come freno. E invece oggi viene a mancare la percezione di quanto grave sia il gesto perchè magari i genitori non fanno i genitori adulti ma gli amici. Una simmetria che non può esserci perchè i ruoli non sono sovrapponibili. Se fanno gli amici a tempo pieno, i genitori sono deleteri”, spiega lo psicoterapeuta.
La denuncia è punizione sufficiente? “No, ritengo che debba essere affiancato dal dissenso dei genitori di questi ragazzi. Il loro biasimo e una condanna netta, senza nessuna agevolazione o alibi. Anche ammesso che ve ne siano, è bene non concederli adesso. Il momento della sanzione è importante. Non devono abbandonare i ragazzi, devono essere di supporto anche nel cammino giudiziario ma facciano capire la gravità del gesto. Al di là della sanzione che sarà eventualmente comminata loro”.




Scritte antisemite, svastica ed insulti: raid in sede scout di Noto. La rabbia del sindaco

Dopo gli episodi avvenuti nel catanese, anche in provincia di Siracusa una sede scout finisce nel mirino dei vandali. Ignoti si sono introdotti nei locali della chiesa di Sant’Agata e sulle pareti hanno tracciato con vernice spray scritte antisemite, insulti e una svastica.
Gli investigatori sperano di poter risalire agli autori visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Le scritte sarebbero recenti, forse realizzate nella notte. Questa mattina la scoperta. A rendere ancora più inquietante l’accaduto, il fatto che l’episodio si sia verificato in prossimità del giorno della memoria, dedicato alle vittime della Shoa.
Duro il commento del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti. “Agli idioti che hanno commesso questo reato di apologia del fascismo auguro di chiudere gli occhi e, per un solo attimo, sostituirsi alla bambina Liliana Segre, stringendo però la mano di un loro caro”. Riferimento a quanto scritto dalla senatrice sopravvissuta all’olocausto: “Quando lasciai la mano di mio padre, all’ingresso del campo di concentramento, non lo rividi mai più perché direttamente condotto nelle camere a gas”.
L’ex chiesa di Sant’Agata si trova nella parte nord di Noto. Alcuno dei suoi locali sono utilizzati dal gruppo scout. Gli autori delle vergognose scritte si sarebbero introdotti da un vicino edificio in abbandono.




Siracusa. Stop al ritiro e conferimento degli ingombranti: inatteso problema "tecnico"

Da lunedì 27 gennaio sospeso a Siracusa il ritiro gratuito a domicilio dei rifiuti ingombranti. Già da domani, sabato 25 gennaio, non sarà possibile conferire gli ingombranti presso i Centri Comunali di Raccolta.
A comunicarlo è Tekra, l’azienda che si occupa del servizio di igiene urbana nel capoluogo. Lo stop potrebbe protrarsi per qualche settimana. Il problema non dipende dal Comune di Siracusa e neanche da un eventuale disimpegno di Tekra in vista del nuovo affidamento del servizio, dopo l’espletamento delle procedure di gara settennali.
Ci sarebbe di mezzo un inatteso contrattempo legato all’impianto dove avveniva conferimento e stoccaggio. L’improvvisa indisponibilità richiede adesso tempi tecnici per l’individuazione di una nuova sede dove continuare ad espletare regolarmente il servizio.




Siracusa. Asili nido comunali, a pochi giorni dall'apertura (?) reti di contenimento al Mazzanti

L’apertura degli asili nido comunali è attesa per le prossime settimane. La gara è stata celebrata alla fine di dicembre e, tra le polemiche e con un ricorso pendente, presentato da alcune cooperative che storicamente hanno gestito le strutture, è stata aggiudicata secondo la distribuzione in tre lotti. Se tutto procedesse senza intoppi, l’apertura è prevista verosimilmente per il mese di febbraio. Eppure ci sono strutture che presentano in maniera evidente delle problematiche. E’ il caso dell’asilo nido di via Mazzanti. Reti di contenimento rendono chiaro il rischio (o il già avvenuto) cedimento di calcinacci. Situazione non di certo ideale in vista dell’accesso di bambini, da zero a tre anni, genitori, educatori.  L’asilo in questione  è stato affidato con via Cassia e con il micro asilo del Tribunale per 643 mila euro alla Vita Si Impresa Sociale, prima classificata in ognuna delle tre gare  ma destinataria di un solo affidamento in base a quanto prevedeva il bando di gara. Difficile ipotizzare che in pochi giorni il problema possa essere risolto. L’assessore e vice sindaco, Pierpaolo Coppa è certo che nei prossimi giorni alcune risposte potranno essere fornite. Il quadro dovrebbe pertanto essere più chiaro a partire dalla prossima settimana. Intanto si attende l’esito  dell’udienza  del Tar  di febbraio, relativa al ricorso presentato dalle cooperative che non hanno partecipato alla gara, 5 milioni l’importo complessivo, ritenendo i criteri illegittimi e lesivi della dignità dei lavoratori.




Far rinascere Marina di Melilli, c'è anche l'Irsap: "servono 322mila euro per le bonifiche"

Anche l’Irsap guarda con interesse alla annunciata volontà di Melilli e Priolo per la riqualificazione di Marina di Melilli. In attesa di conoscere i dettagli delle iniziative che i due Comuni intenderebbero attuare, è stato costituito un tavolo tecnico per verificarne la compatibilità con le destinazioni previste dal Piano regolatore dell’ex Consorzio ASI di Siracusa e con la situazione della titolarità delle aree coinvolte.
Melilli e Priolo spingono per avviare il progetto di realizzare un unico litorale tra Marina di Priolo e Marina di Melilli, lungo il quale attivare servizi per la balneazione anche nella zona di competenza del Comune di Melilli, attualmente in stato di degrado.
Dopo l’approvazione del piano di caratterizzazione a cura dell’Arpa, trasmesso nel 2018 dall’Irsap al Ministero dell’Ambiente per l’indizione della conferenza dei servizi, la stessa Irsap ha quantificato i costi per la realizzazione degli interventi previsti per la caratterizzazione che ammontano a 322mila euro. Recentemente ha richiesto al servizio bonifiche del Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti il finanziamento delle somme necessarie. Nel procedimento è stato coinvolto anche il commissario liquidatore del Consorzio ex Asi per quel che riguarda le scelte future circa la destinazione delle aree.
“L’area che ricade nell’agglomerato B3 della zona industriale, di proprietà del consorzio Asi Siracusa, dovrà essere sottoposta a caratterizzazione mediante carotaggi per la valutazione delle sostanze inquinanti che si trovano nel terreno. L’assegnazione dell’area di Marina di Melilli, che per la sua posizione riveste una valenza strategica per lo sviluppo delle attività produttive e dell’occupazione del territorio, è subordinata agli interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica delle aree ricadenti all’interno della perimetrazione del Sin di Priolo”, la nota tecnica della sede siracusana di Irsap.
Il dialogo con Priolo e Melilli è aperto e non sono escluse intese e progetti comuni per rinvigorire la zona industriale e creare sviluppo sostenibile. Magari rendendo l’area nuovamente appetibile per investimenti con l’insediamento di altre aziende anche attraverso lo strumento delle Zes.




Dalle spiagge a Pantalica, da aprile finalmente in strada i 3 bus turistici Valle dell'Anapo

Dal primo aprile finalmente in strada i bus turistici che collegheranno i centri del turismo siracusano (Noto ed il capoluogo) con Pantalica e la Valle dell’Anapo, passando anche per i comuni del distretto turistico e dell’Unione Valle degli Iblei.
Dopo una interminabile trafila burocratica, ed un tentativo di gestione da parte dell’Unione non riuscito, il comune capofila del progetto (Canicattini) ha aggiudicato il servizio attraverso una manifestazione pubblica di interesse. Ad occuparsi del nuovo collegamento turistico sarà la Eurotour di Città Giardino, società che vanta già una qualificata esperienza nel settore proprio a Siracusa.
I percorsi passano ora all’esame della Motorizzazione Civile di Catania, competente per territorio. Itinerari e fermate, così come il costo del biglietto, saranno così definiti nel dettaglio rispettando i paletti fissati nel decreto regionale. Da aprile ad ottobre, in ogni caso, i tre bus collegheranno la costa con la zona montana, permettendo ai turisti di raggiungere direttamente anche i luoghi patrimonio Unesco della necropoli di Pantalica e la Valle dell’Anapo.
Certo, sarebbe utile che la Regione accelerasse i lavori per rendere agevolmente percorribile una via importante come la Val d’Anapo, dopo le frane degli anni scorsi, a pena di mortificare il servizio turistico in rampa di lancio. Da questo punto di vista, è già partito il pressing a Palermo, condotto anche dal sindaco di Canicattini, Marilena Miceli, che ricorda il lavoro del suo predecessore (Paolo Amenta, ndr) nell’intuizione relativa al servizio e nelle procedure che hanno portato all’acquisto dei bus ed al progetto.
Per la gestione del servizio, il gestore privato riconoscerà al pubblico un canone di 2.000 euro all’anno per bus. Somme che saranno reinvestite per interventi sulle strade dell’area montana.




Siracusa. Avviata la distruzione dei limoni turchi sequestrati: "non si lucra sui siciliani"

Avviata oggi la distruzione dei limoni di origine turca sequestrati qualche giorno fa ad un importatore siracusano. Secondo i controlli svolti, sarebbero stati trattati con prodotti cancerogeni e per questo non idonei al consumo.
Personale della Regione sta seguendo le operazioni di distruzione degli oltre ventimila chili di limoni di varietà Meyer.
“Che sia di monito ed esempio, per quanti pensano di lucrare sulla salute e sull’economia dei Siciliani”, commenta l’assessore regionale all’agricoltura, Edy Bandiera.
L’operazione di sequestro è stata condotta dall’Ispettorato centrale per la qualità e la repressione delle frodi agroalimentari della sede distaccata di Catania e dal Corpo forestale della Regione Siciliana. I limoni non presentavano le caratteristiche idonee all’immissione al consumo, “come stabilite dalla normativa comunitaria prevista dal regolamento Ue 543/2011”.