Siracusa. Ripulita la cloaca del Talete, lancia idrica per igienizzare la scala


Ripulita la cloaca scoperta al Talete. Uno spettacolo che si commentava da solo e che aveva fatto della scala che collega il parcheggio Talete con la terrazza vista mare  un luogo dallo stato inqualificabile. Un letamaio. L’assessore Andrea Buccheri aveva disposto operazioni straordinarie di bonifica, anche attraverso l’utilizzo di calce. Operai specializzati della Tekra, in tuta bianca e mascherina, hanno inertizzato i rifiuti, intrappolato gli agenti inquinanti e trasformato tutto in sostanze non dannose per l’ambiente. Completato l’intervento attraverso l’utilizzo della lancia idrica ad alta pressione: acqua calda per sciogliere impurità. Rimossi, quindi, i rifiuti.




Siracusa. Vent'anni di progetto Icaro, strategie per contrastare gli incidenti: 2019, anno nero

Vent’anni di progetto “Icaro” e la necessità di incidere, ancora di più, in tema di contrasto a tutti quei comportamenti alla guida che causano incidenti stradali. I numeri sono alti, troppo alti. Il 2019, nel territorio, è stato un anno nero. Al liceo Einaudi, questa mattina, una giornata di approfondimento. La Polizia Stradale, con il comandante Antonio Capodicasa, ha chiamato a raccolta i dirigenti scolastici, le autorità e tutti coloro i quali possono avere un ruolo nell’ambito della sensibilizzazione dei più giovani.

Tra i relatori, il presidente della Fondazione Lorenzo Guanieri, Stefano Guarnieri, promotore della legge per il riconoscimento dell’omicidio stradale come reato e padre di una giovanissima vittima della strada. Lorenzo aveva 17 anni. A parlare di quello che è possibile fare, l’ingegnere industriale, docente e ricercatore Marco Pierini. Si occupa prevalentemente di nuove tecnologie, quelle di cui i veicoli possono essere e saranno sempre più dotati a garanzia della sicurezza e per aiutare il conducente a non sbagliare. E’ pur vero, ha reso evidente il docente del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze, che nulla può sostituire l’attenzione e il comportamento del conducente. A parlare di rischi, di tutela della propria salute, delle conseguenze del consumo di alcol e droghe, Gianni Testino, medico e coordinatore del Centro Alcologico dell’ospedale San Martino di Genova.




Siracusa. Droga e Mafia, processo Aretusa: chieste condanne per 216 anni di carcere

Formulate le richieste di condanna nei confronti dei 20 imputati del processo Aretusa. Sono accusati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Secondo la ricostruzione dell’accusa, avrebbero fatto parte di tre gruppi criminali, capaci di spartirsi il territorio per la gestione della droga. Le richieste sono partite dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Catania, Alessandro La Rosa. Sono in totale 216 gli anni di carcere presentati dal pm ai giudici della Corte di Assise . La  pena più pesante, 30 anni, è stata sollecitata per Gianfranco Urso, figlio di Agostino Urso, “u prufissuri”, storico capo clan assassinato il 29 giugno del 1992 al Lido Sayonara, a Fontane Bianche. Per i magistrati della Procura distrettuale antimafia, Gianfranco Urso, era il capo della cellula operante nella zona di via Bartolomeo Cannizzo, a nord di Siracusa, e proprio sotto casa sua che, secondo polizia e carabinieri, sarebbero avvenuti i summit per appianare gli scontri o prendere decisioni. Nel dettaglio le richieste del pm della Dda di Catania prevedono: 30 anni di reclusione per Gianfranco Urso; 22 anni per Luigi Urso; 15 anni per Andrea Abdoush,; 19 anni per Salvatore Catania; 11 anni di reclusione ciascuno per Agostino Urso e Gianfranco Bottaro; 12 anni per Daniele Romeo; diciannove anni per Lorenzo Vasile; nove anni per Franco Satornino; 15 anni per Massimiliano Midolo; 12 anni per Maria Christian Terranova; undici anni di reclusione per Lorenzo Giarratana; tre anni e sei mesi per Francesco Fontana; tre anni per Massimiliano Romano; due anni e sei mesi per Sebastiano Recupero; due anni per Angelica Midolo; cinque anni ciascuno per Salvatore Quattrocchi e Umberto Montoneri; tre anni e sei mesi per Concetto Anthony Magnano e sette anni per Salvatore Silone.




Scommesse illegali, deferimento per Gaetano e Graziano Cutrufo

Ci sono anche i nomi di Gaetano e Graziano Cutrufo tra i deferiti al Tribunale Federale Nazionale della Figc. Esaminate le risultanze istruttorie dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria competente di Reggio Calabria, ed effettuate le indagini in ambito federale, il procuratore ha deciso per il deferimento agli organi competenti di giustizia sportiva.
Gaetano Cutrufo era all’epoca dei fatti amministratore unico del Siracusa Calcio, mentre il fratello Graziano era dirigente dell’ASD Sport Club Palazzolo. Deferiti anche Antonino Cormaci (all’epoca dei fatti calciatore dell’ASD Gallico Catona), Fabio Fiocco (all’epoca dei fatti calciatore dell’AS Casmo), Francesco Franco (all’epoca dei fatti dirigente dell’ASD Real) e Marco Levato (nella stagione 2016/2017 calciatore dell’SSD Avis Pleiade Policoro) per una serie di violazioni del Codice di Giustizia Sportiva relative ad attività di raccolta illegale di scommesse su gare di calcio.
A Gaetano Cutrufo viene contesto un episodio che risale al 2 ottobre 2016. “Nonostante la sua posizione di legale rappresentante pro tempore di una società affiliata alla F.I.G.C., avrebbe effettuato una scommessa live presso un
soggetto non autorizzato su di una gara di calcio ottenendo che la stessa fosse garantita dal sig. I. D., che a sua volta svolgeva attività illegale di raccolta di scommesse delle quali assicurava in proprio il pagamento”, si legge nel provvedimento di deferimento.
Graziano Cutrufo, dirigente del Palazzolo, “nel corso delle stagioni sportive 2015 – 2016 e 2016 – 2017, nonostante la sua posizione di dirigente di una società affiliata alla F.I.G.C.” avrebbe effettuato “molteplici scommesse su gare di calcio accettate dal sig. I. D., che svolgeva attività illegale di raccolta di scommesse delle quali riscuoteva la puntata ed assicurava in proprio il pagamento”.
Il Procuratore ha deferito per le condotte contestate ai rispettivi dirigenti e calciatori le società Siracusa Calcio, ASD Sport Club Palazzolo, ASD Gallico Catona 2018, AS Casmo, ASD Real e SSD Avis Pleiade Policoro.




Cambio al vertice della Digos: Maria Antonietta Malandrino subentra ad Enzo Frontera

E’ Maria Antonietta Malandrino il nuovo dirigente a capo della Digos della Questura di Siracusa. Prende il posto di Vincenzo Frontera che, per tanti anni, ha diretto l’ufficio ed ora è stato promosso Primo Dirigente della Polizia di Stato e, al termine del previsto corso di alta formazione, destinato ad altro incarico. Frontera si è sempre evidenziato per l’elevate doti professionali ed umane, in particolar modo, nella gestione delle numerose vertenze sindacali che hanno interessato la nostra provincia.
La Malandrino, da oltre trent’anni in Polizia, da venti dirige commissariati in territori difficili come Pachino, Avola, Noto e Modica. Ha condotto numerose operazioni di polizia giudiziaria, finalizzate al contrasto di gravi reati come la prostituzione, l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, alle estorsioni e ai reati contro soggetti più deboli quali bambini e donne.




Calcio&scommesse, deferito Gaetano Cutrufo: il legale, "nessun aspetto penale"

Dopo la notizia del deferimento della Procura Federale, l’avvocato Vincenzo Minnella chiarisce con una nota la posizione dei fratelli Gaetano e Graziano Cutrufo. All’epoca dei fatti contestati, i due erano rispettivamente presidente del Siracusa e del Palazzolo.
“Questa vicenda trae origine da una lunghissima e complessa indagine dalla DDA di Reggio Calabria che si è conclusa con numerosi avvisi di garanzia e misure cautelari a carico di soggetti terzi. Dalle indagini, che non hanno in alcun modo coinvolto la famiglia Cutrufo, è emersa la totale estraneità di Gaetano e Graziano Cutrufo i quali non sono stati sentiti dalla Magistratura ordinaria, neppure come persone informate sui fatti. La Procura di Reggio Calabria, poi, non ravvisando alcuna ipotesi di reato nei confronti dei fratelli Cutrufo ha trasmesso gli atti alla Giustizia Sportiva al fine di valutare, sotto tale profilo, se vi fossero state delle condotte censurabili ricordando che, ai sensi dell’art. 24 del codice di giustizia sportiva vigente, vi è divieto assoluto per i dirigenti sportivi di scommettere anche qualora si tratti di scommesse autorizzate”, scrive il legale della famiglia Cutrufo.
Quanto all’episodio contestato a Gaetano Cutrufo, “nonostante sia stato ampiamente documentata in sede di indagine sportiva l’assoluta inesistenza di riferimenti diretti a lui, la Procura Federale ha comunque ritenuto di sottoporre al Tribunale federale una circostanza (marginale) e segnatamente una intercettazione ambientale (nell’auto di un terzo soggetto, ndr) nella quale si fa riferimento ad una scommessa che, la procura federale ipotizza possa riferirsi all’ex presidente Cutrufo. Tuttavia – aggiunge ancora l’avvocato Minnella – dalle risultanze della stessa procura, nel corso della telefonata non emerge mai il nome di Gaetano Cutrufo nè circostanze concordanti che possano ricondurre allo stesso in maniera inequivocabile. Allo stato, quindi, pacificamente esclusa ogni responsabilità di natura penale ed accertata l’estraneità dei fratelli Cutrufo alle vicende giudiziarie, è ovvio che la vicenda verrà trattata dal Tribunale Federale che, certamente, ben valuterà la totale inconsistenza dell’ipotesi sopra riportate”.




Postazione 118 di Fontane Bianche, l'ambulanza non c'è: ritardi e disservizi

Da oltre 20 giorni l’ambulanza della postazione 118 di Fontane Bianche è stata trasferita ad altra sede. Ed il presidio che serve anche la vicina Cassibile e le contrade balneari di Siracusa si ritrova costretta a chiudere momentaneamente i battenti.
“Questo è il risultato nefasto della scelta di declassare il 118 di Fontane Bianche da H24 a H12”, denuncia Enzo Vinciullo. “Questa abitudine scellerata deve cessare, perché i cittadini di Cassibile non sono cittadini di serie B. E non lo sono quelli delle vicine contrade marinare. Numerosi cittadini hanno protestato per i ritardi con i quali arrivano i soccorsi, ma gli operatori del 118 non hanno alcuna responsabilità perché devono arrivare da Siracusa. Mi rivolgo quindi alla Regione affinché faccia ritornare, con l’urgenza che impone il caso, l’ambulanza”, dice Vinciullo che pizzica l’amministrazione comunale: “è assente e non difende i diritti dei cittadini di Cassibile”.




Appalto pulizie della Marina Militare: vertenza ok, lavoratori salvi. "Unione fa la forza"

Chiusura positiva del verbale di cambio appalto della vertenza degli addetti delle pulizie della Marina Militare, tra cui Augusta. I lavoratori transiteranno con gli stessi parametri orari e reddituali nella nuova società. Soddisfazione viene espressa dalla Filcams di Siracusa. “Questi lavoratori hanno dimostrato che la determinazione e la lotta in difesa dei propri diritti determinano una grande forza contrattuale con le controparti. Dopo 4 giorni di sciopero si è riusciti a chiudere positivamente l’accordo di cambio appalto, facendo transitare i lavoratori con i medesimi orari e livelli reddituali. Notiamo con spiacevole riguardo, la totale assenza di risposte concrete del Ministero della Difesa che ha bandito un contratto capestro e che solo con il buon senso degli attori presenti oggi al tavolo ha evitato ripercussioni sociali a noi intollerabili.”




Siracusa. L'incompiuta ex Tonnara, c'è una speranza per la ripresa dei lavori. "Possibile se…"

Si riaccende la speranza per la ex Tonnara di Santa Panagia. I lavori di riqualificazione, bloccati nel 2017 e con lo strascico di un contenzioso ancora aperto tra la ditta e la Soprintendenza, possono ripartire. Verosimilmente entro l’estate.
Di fronte al rischio di ritrovarsi alle prese con l’ennesima incompiuta, si è messo in moto l’Osservatorio regionale dei contratti pubblici che con una indovinata opera di mediazione tra amministrazione pubblica e impresa privata è riuscito a trovare la quadra.
Si va allora verso una soluzione extragiudiziale del contenzioso, in modo da poter ripartire con i lavori e senza la necessità di una nuova gara. Cosa che avrebbe allontanato ancora in avanti, e di diversi anni, la riqualificazione della ex Tonnara siracusana.
Per rendere tutto ufficiale manca solo il decreto con cui il Dipartimento Regionale dei Beni Pubblici impegna la somma necessaria per pagare alla Melita Group i lavori svolti in passato (ma mai riconosciuti, ndr) e quanto necessario per completare il restauro del blocco centrale della ex Tonnara. L’accordo tra le parti ci sarebbe già: poco meno di 2 milioni di euro per chiudere il pregresso e altri 3, almeno, per il restauro degli edifici principali. Nei giorni scorsi è stato anche condotto un sopralluogo congiunto sui luoghi
Nel corso della visita in quello che era il cantiere della ex Tonnara di Santa Panagia, è stato messo nero su bianco il grave degrado dei luoghi, in gran parte vandalizzati. Rubato tutto quello che poteva essere rubato, comprese le assi in legno dei tetti. I soffitti rischiano così di crollare ma in generale tutto è da riprendere, anche quanto era stato riqualificato in passato. Persino la pietra degli archi demoliti, come da progetto della Soprintendenza, è scomparsa. I vari pezzi erano stati conservati all’interno dell’area di cantiere: sono stati rubati.
Mario Parlavecchio ed Egidio Marchese, funzionari che hanno seguito il caso per l’Osservatorio dei contratti pubblici, dettano le priorità. “Bisogna innanzitutto mettere in sicurezza tutta l’area della Tonnara. Oggi può entrare chiunque, a rischio della propria incolumità. Non basta solo una recinzione, lì bisogna predisporre anche un servizio di vigilanza”. E il vicino casello finanziario potrebbe essere acquisito per farne un avamposto di controllo e legalità in una zona dove purtroppo frequenti sarebbero gli episodi critici.
Per andare avanti sarà necessaria una variante rispetto a quanto era stato originariamente previsto. “Il progetto originario presentava delle oggettive carenze”, ammettono a malincuore Parlavecchio e Marchese dopo aver studiato nel dettaglio tutti gli incartamenti della vicenda. “Non era stata prevista una strada per raggiungere il cantiere e nemmeno l’allaccio alla rete elettrica del cantiere, con cabina distante centinaia e centinaia di metri. Queste due cose dovranno essere considerare nel progetto di variante”, spiega i professionisti. La progettazione in variante e la direzione lavori delle opere impiantistiche non verranno affidate mediante bando, ma saranno affidate ad uffici tecnici del Genio Civile.
C’è poi anche da considerare come il mare si sia ingrottato nella scogliera sottostante la ex Tonnara, con evidente rischio di dissesto idrogeologico. Per ovviare, si potrebbe utilizzare l’indagine geologica che era stata realizzata, a sue spese, dalla Melita Group, con l’indicazione di interventi per il consolidamento della falesia.
Venire a capo di fatti, piccoli e grandi, relativi ai lavori alla ex Tonnara di Santa Panagia non è stata operazione semplice. I tecnici dell’Osservatorio Regionale di contratti pubblici hanno faticato non poco anche a trovare gli atti amministrativi relativi. In una lettera partita dagli uffici regionali si lamenta, ad esempio, “la dispersione dell’archivio ed il non rinvenimento del giornale dei lavori, dello stato finale dei lavori e l’atto del 29/09/2016 di approvazione della variante in corso d’opera da parte del rup”. Difficoltà accertate anche dal consulente tecnico d’ufficio, nominato dal Tribunale di Siracusa nel contenzioso in atto che potrebbe così chiudersi in via extragiudiziale anche grazie al nuovo orientamento della Soprintendenza di Siracusa e la dichiarata volontà della Melita di portare comunque a conclusione i lavori.
“Non ci sentiamo di confermare le cifre. Confermo che è in corso il tentativo di comporre il contenzioso, in seno al quale, il ctu ha confermato le gravissime lacune del progetto, le inadempienze della direzione lavori e del rup nonché lo stato di pericolo in cui versa l’immobile, a rischio crollo. La disponibilità a riprendere i lavori è condizionata al pagamento di quelli già eseguiti ed ai danni subiti”, precisa Gianluca Rossitto, il legale che rappresenta la Melita Group.




Non ce l'ha fatta il 39enne che si è dato fuoco: morto in sala operatoria al Cannizzaro

Non ce l’ha fatta Salvo, il 39enne di Floridia che si ieri mattina si è dato fuoco nel cortile della sua abitazione, nei pressi delle case popolari. Soccorso dai vicini e trasferito in gravi condizioni al Cannizzaro di Catania, è deceduto in sala operatoria prima di essere trattato. Aveva ustioni sul 98% del corpo.
Secondo una prima ricostruzione, dopo esserci cosparso di liquido infiammabile avrebbe usato un accendino per trasformarsi in una torcia umana. Ancora ignote le ragioni del suo gesto. Profondo sgomento a Floridia.

foto archivio