Priolo. Borse di studio per gli universitari meritevoli: fino a 500 euro per gli studenti

Borse di studio per gli studenti universitari meritevoli. La giunta comunale, retta dal sindaco Pippo Gianni ha dato il “via libera” a questa opportunità per i giovani priolesi, come da proposta avanzata da Prospettiva Priolo Gargallo che, insieme al gruppo misto ha sottoposto all’amministrazione comunale una serie di idee.
Nelle variazioni di bilancio, approvate nel settembre scorso, era stata inserita la somma di 10 mila euro proprio per agevolare gli studenti universitari meritevoli.
Ieri la giunta ha deliberato l’iniziativa.
Il contributo sarà erogato agli studenti residenti a Priolo Gargallo, che non hanno superato i 35 anni di età, iscritti ad un corso universitario nell’anno accademico 2018/2019 in posizione regolare, che hanno ottenuto almeno il 70% dei crediti formativi previsti in relazione al piano di studi prescelto. 250 euro saranno assegnati agli studenti iscritti ad atenei che si trovano nel raggio di 50 Km da Priolo, mentre agli studenti che frequentano atenei che hanno una distanza superiore a 50 Km saranno assegnati 500 euro. La graduatoria sarà stilata per merito, in base alla più alta media aritmetica e a parità di media avrà la precedenza lo studente con indice ISEE più basso. Soddisfazione viene espressa dal capogruppo di Prospettiva Priolo Gargallo, Angelo La Posata.Gli altri punti su cui la forza politica batte riguardano, nel dettaglio: l’acquisto scuola bus/navetta elettrica (per utilizzo studenti, associazioni e anziani);il contributo economico per ragazzi residenti a Priolo (per frequentare qualsiasi sport);l’ acquisto gomma di protezione per il campo Peppino Impastato;il contributo per acquisto materiale didattico per i ragazzi ;il contributo per istallazione impianti fotovoltaici ;l’ acquisto giochi per la scuola materna polivalente ; i contributi per studenti universitari fuori sede; la realizzazione di un’area giochi a San Focà.




Lo spettacolo della Cattedrale di Siracusa: tempio greco, poi chiesa cristiana

Eccolo il tempio di Atena, grazie al tecnologico mapping statico è tornato “visibile” sulla imponente facciata barocca di quella che è la Cattedrale di Siracusa. E poi anche lungo tutto il prospetto di piazza Minerva.
Uno spettacolo, una suggestione fortissima per chi quella chiesa ben conosce e per chi, al primo sguardo, se ne è innamorato.
È così che Siracusa celebra il 25.o centenario della costruzione del tempio greco che è diventa chiesa cristiana. Risale al 480 a.C. l’edificazione del tempio di Atena.
Alle 18, sul sagrato del Duomo, performance dei giovani dell’Accademia d’arte del dramma antico, poi la proiezione in mapping statico dell’immagine del tempio così com’era in origine.
Tecnologie avanzate, messe a disposizione dalla Goboservice in collaborazione con IBAM (Istituto per i beni archeologici e monumentali) del CNR (Consiglio nazionale delle ricerche), responsabile scientifico Francesco Gabellone (progetto PON Energia). La ricostruzione virtuale dell’antico tempio sarà ripetuta ogni sera fino al 10 novembre. Il progetto è stato realizzato a titolo gratuito per il Comune di Siracusa.




Siracusa. Fatima II, per la morte di Gianluca Bianca condannati a 24 anni due egiziani

La Corte d’Assise del Tribunale di Siracusa ha condannato a 24 anni di carcere gli egiziani Mohamed Ibrhaim Adb El Moatti Hamdy e Elasha Rami Mohamed. Per i giudici sono stati loro ad uccidere il comandante del peschereccio Fatima II, il siracusano Gianluca Bianca. Il suo corpo non è mai stato ritrovato e da anni la vicenda è al centro di un caso di cronaca internazionale. La Corte ha ritenuto i due colpevoli di omicidio volontario e sequestro di persona. Assolto invece il tunisino Jelil Abdel Slimane.
I due egiziani, al momento irreperibili, sono stati condannati anche al risarcimento delle parti civili con provvisionale di 40mila euro per la moglie e per la madre di Bianca e di 20mila per ciascuno dei figli.
L’avvocato difensore Alessandro Cotzia anticipa la volontà di impugnare in appello la sentenza. “Non comprendo come la Corte abbia potuto ritenere credibile la versione dei tre italiani, in ordine al sequestro di persona asseritamente patito, e al contempo assolvere l’imputato tunisino pure da tale reato, oltre che dall’omicidio. I tre italiani a bordo del peschereccio avevano accusato anche lui. Non comprendo quale delle tante versioni sia stata condivisa dalla Corte per ritenere che solo i due egiziani siano colpevoli di omicidio volontario. Aspetto di leggere le motivazioni della sentenza”.
I fatti risalgono al luglio del 2012. A brodo del Fatima II, secondo le testimonianze degli italiani che facevano parte dell’equipaggio, ci sarebbe stato un ammutinamento contro il comandante, Gianluca Bianca, ad opera dei tre stranieri. I testimoni parlarono di un colpo di pistola udito. I nordafricani avrebbero raccontato di aver ucciso Bianca e di aver gettato in mare il corpo. Corpo che non è mai stato ritrovato.
A bordo di due gommoni di salvataggio, i tre italiani a bordo raggiunsero Creta mentre il motopesca siracusano venne ritrovato al porto di Rashid, in Egitto. Molti aspetti della tragica vicenda sono rimasti avvolti nel mistero.




Siracusa. Due condanne per l’omicidio di Gianluca Bianca, la madre: “sono indignata”

In aula, al momento della lettura della sentenza, non c’era Antonina Moscuzza. La madre di Gianluca Bianca aveva accusato un malore e si trova ricoverata in ospedale. Viene però subito raggiunta dalla notizia: condanna a 24 anni per i due egiziani che avrebbero guidato l’ammutinamento, uccidendo suo figlio e gettandone il corpo in mare.
“Sono indignata”, dice con rabbia. “Mi vergogno di essere italiana. Tanto valeva la vita di mio figlio: 24 anni, neanche un ergastolo. La verità è ancora lontana. Mi devono dire perchè mi hanno ammazzato un figlio, cosa ha fatto scatenare la lite. Voglio sapere quali sono state le sue ultime parole. Abbiamo assistito ad un processo insolito, con gli imputati latitanti e una difesa basta su messaggi di amici e conoscenti. Tre accusati ma solo due colpevoli. Per me sono tutti, tutti colpevoli”.




Siracusa fuori dalla classifica di Legambiente: ecco perchè non è stata inviata la risposta

“Un disguido”. Se Siracusa è uno dei due capoluoghi italiani ai margini della classifica di Legambiente sulle città più green, è tutta colpa di “un disguido”.
Niente da nascondere, non c’è stata voglia carbonara di tenere segreti o riservati chissà quali dati relati ai 18 indicatori presi in considerazione da Ecosistema Urbano. Su alcuni, anzi, Siracusa avrebbe fatto registrare lievi miglioramenti rispetto a tre anni addietro. Molto più semplicemente, nessuno ha coordinato la preparazione della risposta ai questi che avrebbero richiesto l’iterazione tra diversi uffici comunali che, a vario titolo, si occupano di aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Insomma, a Palazzo Vermexio nessuno s’è filato la mail di Legambiente.
Era arrivata il 7 maggio scorso. Conteneva tutte le istruzioni e l’indicazione della scadenza di fine giugno per far pervenire la risposta. Nessuno degli uffici ha però dato seguito alla mail.”E’ mancato chi facesse da collettore, da coordinamento”, ammettono a mezza bocca. Ecco perchè è stato “un disguido”. Ad onor del vero, è la ripetizione di un disguido perchè anche lo scorso anno Palazzo Vermexio non ha inviato alcuna risposta a Legambiente.




Siracusa. Fortini della droga, cancello blindato rimosso dalla polizia. Il questore: “Lotta senza tregua”

Un nuovo intervento della polizia per il contrasto alle piazze di spaccio. Ieri mattina la squadra Mobile, insieme agli agenti delle Volanti, sono intervenuti in via Immordini, dove un fabbro stava installando, nell’atrio del portone di ingresso, un cancello blindato. Strutture simili, finalizzate ad impedire l’accesso alle forze dell’ordine in alcune aree ove sono attivi dei soggetti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono state rimosse nelle scorse settimane e nelle scorse ore su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Anche questa struttura in ferro è stata rimossa e posta sotto sequestro.
“L’azione repressiva e preventiva che la Polizia di Stato sta conducendo senza tregua in questi mesi, finalizzata al contrasto alle piazze dello spaccio siracusane – afferma il Questore Gabriella Ioppolo – sta fornendo apprezzabili risultati investigativi, dimostrando con i fatti che lo Stato presidia in maniera efficace il nostro territorio, non tollerando nessuna zona franca ove i criminali possano svolgere indisturbati i lori traffici. Tali operazioni di Polizia, conclude il Questore, continueranno senza soluzione di continuità per i mesi a seguire”.




Noto. A 10 anni piazzano il colpo: furto alla mostra d’arte

È stata ritrovata dalla Polizia di Noto la palla da biliardo in bronzo facente parte dell’opera d’arte di Man Ray denominata “Assemblange”, riproducente una mano che tiene una biglia.
La sua scomparsa era stata denunciata il 23 ottobre scorso, dalla responsabile della mostra d’arte al Convitto Ragusa.
Dagli accertamenti espletati e dalla verifica in particolare dell’impianto di video sorveglianza, gli agenti hanno scoperto che gli autori erano
minori di circa 10, 11 anni, caminanti, non imputabili per la giovane età.
Si sono introdotti nella sala al piano superiore ove era collocata l’opera d’arte e,sollevata la teca di protezione, hanno asportatato la biglia in bronzo adagiata sulle dita della mano, anch’essa in materiale bronzeo. L’opera era stata assicurata per un valore di 25mila euro.
Il pezzo mancante è stato ora rinvenuto e consegnato all’avente diritto. Gli atti venivano trasmessi all’Autorità Giudiziaria competente (procura dei minori di CT) per le valutazioni del
caso trattandosi di minori assolutamente non imputabili.




E alla fine Philippe Daverio si scusò. “Ho generalizzato, non dovevo. Ma Bobbio ha vinto”

E alle fine arrivano le scuse di Daverio. Parziali e a mezzo facebook. “Mi scuso con i siciliani, perché ho generalizzato dicendo a tanti ciò che era destinato a pochi facinorosi”, scrive in apertura di un lungo post nel quale, però, dimostra di averla presa davvero male e – forse – non ancora compreso cosa è accaduto.
“Sono talvolta ingenuo e come tale, dopo una lunga giornata di viaggio e di lavoro, dopo una sommatoria di insinuazioni d’interesse mio privato lanciatomi da politici siciliani per il mio voto libero nella trasmissione dei borghi e dopo aver ricevuto minacce d’ogni genere e anche di morte a me e alla mia famiglia, mi sono trovato pure inseguito da una iena della nota trasmissione, ex candidato sindaco di Palermo, che mi ha posto una serie di tranelli. Mi ha fatto ribollire il sangue e ho sbottato come lui sperava che facessi. Non tollero i ricatti, dal nord o dal sud. E ho reagito in un modo ironico che ha generato confusione e da parte di spiriti malversati reazioni spropositate. Al Presidente della Regione Sicilia che ha dato una intervista contro di me sul Giornale di Sicilia nella quale esige la mia espulsione dagli schermi della Rai ho scritto una lettera aperta”.
Una lunga lettera dal tono ironico nella qual ricorda i suoi anni siciliani, da insegnante alla Facoltà di Architettura a Palermo e consulente per il festino di Santa Rosalia. “Ho più d’una volta in Sicilia litigato con dei siciliani; sono umano e sanguigno come lo erano i miei parenti svevi ed è forse la mia quota sveva che mi ha reso possibile intendere la complessità dell’animo siciliano, nel bene sempre e nel male talvolta”, scrive tra l’altro, rivendicando subito dopo con fierezza la sua origine francese ma il suo essere italiano al tempo stesso. Quanto al caso dei casi, le votazioni per la scelta del Borgo dei Borghi con Bobbio preferito a Palazzolo Acreide, “anche gli altri due componenti della Giuria hanno votato a favore di Bobbio: ritenere che siano stati influenzati da me è un drammatico insulto alla loro professionale competenza e alla loro rispettabilità. Sono l’una olimpionica con varie medaglie d’oro, la gentile signora triestina Margherita Granbassi e il geologo Mario Tozzi, il quale ha votato pure per Rotondella in provincia Matera, dove ha lavorato per anni (sarà quindi anche lui mosso da conflitto d’interesse per via del martelletto da geologo?) e per la quale ho votato pure io (c’eravamo forse messi d’accordo con dei pizzini passati sottobanco?). La cultura del sospetto e delle insinuazioni è repellente”. Daverio richiama la libertà di espressione e di pensiero, citando l’articolo 21 della Costituzione, e si rammarica di non poter più lavorare in Sicilia dove il clima d’odio nei suoi confronti avrebbe partorito persino minacce di morte via social.
“Le scuse a tutti i siciliani le faccio con sommo piacere, e so che alcuni mi capiranno, almeno quelli non troppo suscettibili ai pizzicotti critici”. Basterà per chiudere la polemica?




Il sindaco di Palazzolo, Gallo: “Non so se stringerei oggi la mano a Daverio…”

Al sindaco di Palazzolo Acreide, Salvo Gallo, le scuse di Philippe Daverio a mezzo social network non sono apparse “di cuore”. Il caso, pertanto, non è ancora chiuso. “Non può sostenere che il voto è valido. Non possono uscirsene tutti così”, dice ancora riferendosi al casus belli ovvero la posizione della giuria della trasmissione di Rai 3 “Il Borgo dei borghi”.
Domenica il primo cittadino di Palazzolo è stato invitato in tv, per stringere la mano al collega di Bobbio e stemperare le polemiche. Appuntamento davanti alle telecamere di Kilimangiaro. “Ma col sindaco piacentino non abbiamo niente. Anche loro, alla fin fine, sono parte lesa in questa vicenda. Non si stanno potendo godere la vittoria piena per via delle ombre che si sono allungate. Altro che stretta di mano, possiamo anche abbracciarci. Il problema non è Bobbio. Comunque non ho ancora deciso se andrò o meno in tv”.
Potrebbe esserci anche Daverio. La sua presenza non è confermata e in Rai, comunque, circola qualche imbarazzo. “Ecco, oggi non so se a lui stringerei la mano. Dipende, non pianifico. Certo, se le scuse fossero sincere e di cuore non ci sarebbero problemi. Ho letto quello che ha scritto e secondo me non ha capito bene cosa ha combinato. Crea dei solchi, divide e soffia sui regionalismi vanificando il lavoro di segue la via dell’unità, dell’Italia una e dell’Europa unita. Quel tipo di messaggio è pericoloso, mica il cannolo…”.




Siracusa, alta vincita al Lotto: quasi 39mila euro per una giocata da 50

Una giocata da 50 euro “premiata” dalla dea bendata con una vincita al Lotto con quasi 39 mila euro. A Siracusa è stata così registrata la vincita più alta dell’ultimo concorso con sei ambi, quattro terni e una quarte. Il fortunato giocatore ha puntato 50 euro complessivi sui numeri 5-16-19-31-57 su tutte le ruote.
Ad Avellino, invece, è stato centrato un terno secco (22-69-73 su Napoli) da 22.500 euro. Sul podio anche la vincita da 21.660 euro di Vercana (CO).
Si ricorda di giocare con moderazione.