Siracusa. Castello Eurialo ripulito in 24 giorni da 32 forestali: “gioiello da valorizzare”

Si avvicina il momento dell’attesa riapertura del Castello Eurialo. Il direttore del parco archeologico, Calogero Rizzuto, ha indicato la data del 31 luglio come quella buona per restituire alle visite la fortezza di epoca greca, unica nel suo genere. Determinante è stato l’intervento dei forestali, inviati dall’assessorato regionale all’Agricoltura, retto da Edy Bandiera, che hanno operato un massiccio diserbo e una decisa pulizia dopo mesi e mesi di incuria.
“La fruizione della fortezza rappresenta un volano importante per l’offerta turistica della regione e per i siracusani che si riappropriano di un sito dalle forti valenze storiche e culturali”, afferma proprio Bandiera. “In appena un mese d’intenso lavoro, che ha visto l’impiego di 32 unità di personale operaio per 24 giornate lavorative, è stata completata la manutenzione straordinaria della fortezza, gioiello da valorizzare, assieme ai numerosi siti archeologici di cui il territorio è denso”.
Nello specifico sono stati eseguiti interventi di manutenzione boschiva, come la potatura per favorire la ripresa vegetativa, il taglio di piante bruciate da precedenti incendi e lo sgombero del materiale di risulta. Ed ancora, su circa 7 ettari e mezzo di terreno non boscato, si è operata una manutenzione straordinaria con eliminazione del materiale erbaceo e arbustivo presente.
I terreni oggetto di manutenzione risultavano fortemente infestati da erbacce, in siti che presuppongono cautele operative in relazione all’importanza del sito archeologico per evitare danni a reperti e monumenti.




Impianti pubblici per il trattamento di rifiuti: quasi 15 milioni e mezzo dalla Regione a Siracusa

15 milioni 450 mila euro a Siracusa per finanziare nuovi impianti pubblici per il trattamento dei rifiuti. La giunta regionale presieduta da Nello Musumeci, ha approvato la proposta dell’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, di stanziare 103 milioni di euro per finanziare in Sicilia nuovi impianti. Le somme serviranno anche ad aumentare l’incidenza del pubblico nel settore in vista del 2021, quando la  differenziata dovrà raggiungere quota 65 per cento e la quantità di organico da trattare, che ne è la parte più consistente, raggiungerà le  600 mila tonnellate l’anno. La ripartizione è stata effettuata secondo una serie di criteri, fra cui le indicazioni contenute nel Piano Rifiuti. I finanziamenti saranno destinati alle Srr delle zone in cui si registra una maggiore carenza di impianti pubblici. Siracusa rientra certamente fra queste. Saranno poi le Sree e i comuni a decidere la localizzazione e la tecnologia da adottare. Il  30 per cento dei 103 milioni di euro previsti sarà destinato a Catania ( circa 30 milioni), il 25 per cento a Messina, il 30 a Palermo  e il  15 per cento a Siracusa.
Oggi gli impianti pubblici esistenti sul territorio sono in grado di trattare 111 mila tonnellate l’anno mentre i privati ne accolgono 233 mila. C’è una serie di impianti programmanti il cui finanziamento e la realizzazione determinerebbe al 2021 un totale di 321 mila tonnellate da trattare. La quantità però non basterebbe ancora e soprattutto resterebbe un grave deficit nelle province di Catania, Messina, Palermo e Siracusa. Per definire il quadro, dunque, l’assessorato all’Energia e servizi di pubblica utilità ha proposto di usare 53 milioni di fondi del Fesr 2014/2020 ancora non sfruttati, per destinarli a impianti pubblici di compostaggio. Si attende che il Comitato di sorveglianza si esprima sulla possibilità che la Regione utilizzi direttamente, quindi con procedura a titolarità, i fondi.  Altra fonte finanziaria sarà quella del Patto per lo sviluppo della Sicilia, nel quale ci sono ancora a disposizione 50 milioni di euro a disposizione sempre per impianti di trattamento rifiuti.   “Queste somme – scrive nella delibera l’assessore Pierobon – possono essere utilizzate per fronteggiare il gap delle tonnellate di rifiuti intercettate dal sistema pubblico, utilizzando come criterio di riparto la presenza o meno di impianti su base provinciale. Quindi destinando le somme a Catania,  Messina, Palermo e Siracusa, fermo restando che saranno le Srr a decidere l’esatta localizzazione e la tecnologia da adottarsi, secondo le indicazioni contenute nel piano rifiuti”. Si determinerebbe così una ulteriore capacità di 145 mila tonnellate annue che porterebbe nel 2021 la capacità pubblica a 466 mila tonnellate.




Moon Day, cinquant’anni dallo sbarco sulla Luna: foto-omaggio anche da Siracusa

Il 20 luglio è il Moon Day: si celebra il cinquantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna, momento epocale della Storia dell’umanità. Il piccolo passo di Neil Armstrong che diventa “a giant leap” per l’umanità. La Fondazione Inda, in occasione del Moon Day, ha voluto pubblicare una foto a tema. Una immagine che vede protagonista il teatro greco “illuminato” dalla Luna che campeggia brillante in alto, nel cielo di Siracusa, con il santuario e la città sullo sfondo. Lo scatto porta la firma di Franca Centaro.
Ma sono diverse le foto con hashtag #moonday che, anche da Siracusa, rendono omaggio alla Luna ed alla straordinaria impresa di cinquant’anni fa. E insieme al nostro satellite l’altra bellezza è Ortigia.




Bombe da mortaio ripescate dai palombari della Marina nei pressi di Cassibile

Per conto della Prefettura di Siracusa, il Nucleo di Palombari di Comsubin è intervenuto a Cassibile per rimuovere dal fondo 4 bombe da mortaio ed una bomba a mano inglese, tutte a caricamento speciale.
Questi particolari ordigni, non bonificabili in mare, hanno imposto un’operazione congiunta con gli artificieri dell’Esercito del 4° Reggimento Guastatori di Palermo che li hanno presi in consegna per la loro definitiva inutilizzazione.




Siracusa. Edilizia Scolastica, il Comitato Scuole Sicure: “Bocciati i progetti del Comune”

“Fallimentare la progettualità del Comune. Bocciate 4 istanze presentate nell’ambito dell’Avviso dell’aggiornamento della Programmazione degli interventi del Piano triennale di Edilizia Scolastica della Regione Siciliana”. Il Comitato Scuole Sicure non nasconde il proprio rammarico per l’esito di quella che era stata paventata come una buona opportunità per risolvere alcuni dei problemi di edilizia scolastica del territorio. Non solo rammarico, ma anche delusione scorrendo le graduatorie. “Pare che le quattro domande presentate per interventi di ristrutturazione- spiega il presidente Angelo Troia- siano state bocciate. Nessuna di queste è stata giudicata ammissibile”. Per la verità,  il Comune di Siracusa non è il solo della provincia ad essere stato escluso. “Stessa sorte sembra avere avuto un’istanza di Francofonte. Ammessi, invece, tre progetti di manutenzione straordinaria di Priolo ed alcuni interventi richiesti dal Comune di Noto”. Troia, esprimendo il proprio disappunto, precisa di non conoscere le ragioni del rigetto del Comune del capoluogo. Preannuncia, tuttavia, un inasprimento della posizione del comitato. “Non siamo più disposti -tuona il presidente del Comitato Scuole Sicure – a tollerare improvvisazione e superficialità da parte di quegli uffici preposti alla progettazione degli interventi necessari a garantire i minimi livelli di sicurezza e decoro in tutti gli edifici del territorio”.
“Purtroppo – spiega Troia – le nostre scuole, da quelle dell’infanzia a quelle superiori, sono ben lontane dal possedere i requisiti minimi richiesti dalle normative nazionali e comunitarie, con l’aggravante di trascurare il rischio sismico e quello industriale, per l’area in cui esse sorgono”. “Abbiamo – conclude- da tempo offerto la collaborazione gratuita, a tutti gli enti locali, del nostro staff specializzato in ingegneria strutturale e in progettualità, ma sembra che in alcuni uffici in particolare si preferisca procedere a tentoni piuttosto che centrare gli obiettivi della sicurezza”. Da queste considerazioni deriva la richiesta di un tavolo tecnico da istituire in prefettura. ” Si deve provvedere ora agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria -conclude Troia- e non interrompere un pubblico servizio perché non si è stati lungimiranti. L’alibi della mancanza di fondi non regge più”. Sullo stesso tema interviene l’ex presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, Vincenzo Vinciullo. “Bontà loro (Regione)-argomenta-  viene confermato un contributo al Comune di Siracusa per un vecchio progetto, ma attingendo alle economie del mutuo 2016, quindi risalente alla scorsa Legislatura. All’anno 2020 vengono spostati i finanziamenti a due scuole di Lentini, ad una di Portopalo, a due di Sortino, a 3 di Priolo, ad una di Avola, ad una di Siracusa ed a due di Floridia.
Bocciati, invece, quattro progetti al Comune di Siracusa che ottiene l’oscar-ironizza Vinciullo –  come Comune con più progetti bocciati. Ricordo- conclude il leader di Siracusa Protagonista- che  negli ultimi sei anni la città di Siracusa, pur avendo i progetti approvati, lasciati da me, solo qualche volta, timidamente, ha fatto richiesta di finanziamento, rinunciando, di fatto, alle risorse disponibili a favore di altri Comuni”.




Siracusa. Via Agatocle, pulizia e bonifica dell’ex cintura ferroviaria: “Ora la recinzione”

Interventi di pulizia a bonifica nell’area di cantiere ex FS di via Agatocle, dove un tempo si trovavano i binari, attraversati dai treni. Ad annunciare il completamento dei lavori, l’assessore Giusy Genovesi. “Sono stati ripristinati – racconta attraverso la sua pagina Facebook- il decoro, le normali condizioni igieniche e sanitarie ed è stato eliminato il rischio che si potessero sviluppare, in quel tratto incolto,  degli incendi”. Si tratta di un’area a ridosso della quale si trovano anche diverse abitazioni. Gli interventi condotti non sono, comunque, gli unici in programma. L’assessore Genovesi preannuncia, infatti il prossimo passaggio: la recinzione.




Riaperto lo spazio areo dell’aeroporto Fontanarossa: partenze regolari

Riapre ma parzialmente lo spazio aereo dell’aeroporto di Catania. Alle 6.30 è arrivata la nuova comunicazione della Unità di Crisi. “A causa della diminuzione dell’emissione di cenere vulcanica in atmosfera, disposta la parziale riapertura dello spazio aereo dell’aeroporto di Catania. Fino alle ore 11 di oggi, sabato 20 luglio, sarà consentito l’arrivo di 6 aeromobili ogni ora: nessuna limitazione per le partenze, ma ovviamente tutti i voli potranno subire ritardi e disagi. Si pregano i gentili passeggeri di chiedere informazioni sui singoli voli esclusivamente alle proprio compagnie aeree”.




Resort Pillirina e Spero: due progetti, stessa sorte. Per il Tar vince il Piano Paesaggistico

Due sentenze del Tar che potrebbero pesare come un macigno sugli investimenti privati che si erano immaginati negli anni passati e che avrebbero dovuto cambiare l’immagine di Siracusa: il progetto noto come Spero (waterfront di via Elorina) e il resort alla Pillirina.
In comune hanno il pronunciamento negativo dei giudici amministrativi. I ricorsi presentati sono stati dichiarati, in tutto o in massima parte, inammissibili. Il piano paesaggistico vince su tutto. E pare rafforzare i timori a più riprese manifestati dagli edili che paventano il blocco dello sviluppo e delle nuove progettualità. Esultano, invece, gli ambientalisti che hanno lottato e difeso per il piano, i vincoli e la loro applicazione. Chi abbia realmente ragione è, oggi, difficile da capire. Il dilemma di fondo resta: Siracusa può ancora attrarre investimenti privati e muovere la sua economia o è condannata al piccolo cabotaggio? Molto dipenderà anche dal tipo di utilizzo sostenibile che si riuscirà a fare dell’immenso patrimonio naturalistico di cui la città gode.
Quanto ai due provvedimenti, entriamo nel dettaglio. Elemata Maddalena, la società che aveva presentato il progetto per il resort alla Pillirina poi negli anni riveduto in chiave meno cementificata, aveva presentato ricorso al Tar contro il piano paesaggistico. Evidenziati, in particolare, “i profili di incompatibilità costituzionale della violazione, da parte di diverse disposizioni del Codice Urbani, sia delle regole di partecipazione sociale che del principio della concertazione istituzionale tra tutti i diversi livelli di potere pubblico legislativo ed amministrativo”. Ma alla fine delle 24 pagine della sentenza, i giudici del Tar di Catania non ritengono di dover accogliere il ricorso e le motivazioni aggiuntive. Non finisce qui per Elemata che – in una sorta di spola continua – sta preparando il ricorso al Cga.
Stessa iniziativa al vaglio del legali di Spero che avevano presentato al Tar ricorso contro il piano paesaggistico parlando di “eccesso di potere per difetto radicale dei presupposti, travisamento dei fatti, difetto di istruttoria, difetto di motivazione, illogicità e contraddittorietà manifesta”. Ed inoltre “violazione dei principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell’attività amministrativa: l’approvazione del Piano sarebbe avvenuta in violazione di legge, considerata la carenza assoluta dell’intero iter procedimentale, a seguito della sentenza del Tar di Catania che ha annullato l’adozione del Piano in questione”. La Prima sezione del Tribunale amminsitrativo si è però pronunciana sul ricorso e sui motivi aggiunti dichiarandoli “in parte inammissibili e per il resto li respinge”.




Muddica: il sindaco di Melilli, Peppe Carta, lascia i domiciliari

Dopo oltre cinque mesi ai domiciliari, torna in libertà il sindaco di Melilli, Giuseppe Carta. Per il Tribunale sono venute meno le condizioni che richiedono il mantenimento della misura cautelare.
Carta era stato arrestato lo scorso14 febbraio nell’ambito dell’operazione “Muddica”.




Il protagonista: giubbotto anti-proiettile e sangue freddo per sventare rapina alle Poste

“Bravi tutti, complimenti. Un onore guidare questi uomini”. Il maggiore Alessandro Chichi distribuisce meriti e pacche sulle spalle ai suoi. Ma il vero protagonista di giornata è proprio lui, ufficiale al comando della Compagnia Carabinieri di Siracusa.
Se la rapina alle Poste di Belvedere si è conclusa con l’arresto del responsabile e soprattutto senza che nessuno si sia fatto male seriamente, è grazie al suo intervento. Nelle fasi calde dell’operazione, con l’uomo armato chiuso all’interno dell’ufficio postale con diversi ostaggi ed i carabinieri schierati tutti attorno all’edificio, ha indossato il giubbotto antiproiettile e si è diretto verso un finestrone delle Poste. Da lì ha iniziato a parlare con il rapinatore, tentando di aprire un canale di dialogo e magari convincerlo alla resa. Lavoro da negoziatore. “Aveva il volto travisato da occhiali e cappellino. Era evidentemente nervoso, si rendeva conto che per lui non c’erano alternative all’arresto”, racconta al telefono su FMITALIA.
Hanno discusso per diversi minuti, anche degli ostaggi. “In quel momento, con un uomo armato e nervoso, erano la nostra priorità. Quando ha finalmente accettato di poggiare per terra la pistola, accogliendo il mio invito, ho capito che potevamo portare in salvo le persone all’interno. C’era in particolare un uomo disteso sul pavimento, l’estrema tensione gli aveva causato un malore. Sembrava accusare anche delle convulsioni. Siamo riusciti a convincere il rapinatore a consentire i soccorsi. Per questo voglio ringraziare il personale del 118 intervenuto, sono stati bravi anche nel seguire scrupolosamente le nostre indicazioni”, dice ancora il comandante della Compagnia Carabinieri di Siracusa.
Poi, improvvisa, l’escalation. Ormai in trappola, il rapinatore decide di giocare il tutto per tutto. Si fa scudo di quattro ostaggi ed esce dall’ufficio postale. Ha ripreso la pistola, i carabinieri si tengono a debita distanza per evitare gesti inconsulti. E quando si lancia in una corsa disperata, si lanciano all’inseguimento. C’è anche il maggiore Alessandro Chichi. Troveranno in pochi minuti il rapinatore nascosto su di un albero, all’interno di un fondo agricolo. “Non poteva scappare”, commenta secco l’ufficiale. Mentre il rapinatore viene ammanettato, i carabinieri raccolgono alcune mazzette di denaro: le aveva perdute arrampicandosi. Erano parte del bottino (poco meno di 13mila euro) nascosto nei pantaloni. E restituito alle Poste.