Siracusa. Controlli a sorpresa in quattro scuderie ippiche: sequestrati farmaci

Quattro scuderie operanti nell’ambito dell’ippodromo di Siracusa sono state sottoposte a controlli dai Carabinieri Forestali del centro anticrimine Natura di Catania-Nucleo Cites, congiuntamente alla sezione operativa dei Carabinieri per i Reati in Danno degli Animali. Attività finalizzate alla prevenzione e repressione delle condizioni di maltrattamento e dell’impiego di farmaci proibiti in ambito sportivo. Sono state effettuate analisi su oltre 60 cavalli presenti in allevamento e destinati alle successive corse al galoppo.
I controlli hanno determinato la redazione di due comunicazioni di notizia di reato inviate alla competente Autorità Giudiziaria, deferendo una persona e sequestrando numerose specialità farmaceutiche, alcune delle quali occultate in luoghi immediatamente adiacenti ad alcune scuderie.
Sono state elevate inoltre contestazioni per illeciti amministrativi per un ammontare di 40.000 € circa.
Analisi di laboratorio sui prelievi effettuati verificheranno eventuali anomalie e irregolarità sulla somministrazione e su eventuali danni agli animali.




Pronto Soccorso da chiudere, nell’elenco Augusta, Avola e Noto: accessi minimi

A quattro anni dal decreto del 2015 che avrebbe dovuto rendere più efficiente e razionale la rete ospedaliera italiana, evitando sprechi di denaro pubblico, i risultati per la Sicilia sono poco incoraggianti. Lo racconta Milena Gabanelli, popolare giornalista che firma per il Corriere della Sera la rubrica Data Room.
Nella sua nuova inchiesta dedica attenzione in particolare ai pronto soccorso: quelli di Avola, Noto e di Augusta dovevano essere chiusi, sulla scorta di quanto dispongono le norme. “I reparti che non stanno nei parametri devono essere chiusi o riconvertiti”, ordinava la Lorenzin. Quindi, se non raggiungono un numero di ingressi/giorno minino, la legge parla chiaro: “per i Pronto soccorso ci vuole una media di 54 al giorno”. Su 635 Pronto soccorso, 103 risultano senza i requisiti minimi previsti e sarebbero da chiudere. Tra questi, i tre siracusani. Per Avola e Augusta media di circa 50 accessi al giorno, mentre sono 35 circa per Noto.
“Chiudere reparti per le Regioni è impopolare perché ogni volta che c’è da toccare qualcosa i cittadini insorgono al fianco di sindaci e politici locali, che nel caso di strutture pubbliche difendono la nomenclatura medica e nel caso di privati accreditati tutelano gli interessi degli imprenditori della Sanità”, spiega Milena Gabanelli. “Nessuno spiega ai pazienti che è meglio ricoverarsi in un grande ospedale un po’ più lontano che in uno sotto casa, ma senza i requisiti minimi”.




A Palazzolo Acreide si gira un film con Sebastiano Somma, le prime foto dal set

Primi ciak nel siracusano per Sebastiano Somma, popolare attore italiano, volto noto di svariate fiction tv e diverse pellicole cinematografiche. A Palazzolo Acreide sono in corso le riprese per un nuovo film che, secondo le poche informazioni che filtrano dal set, è incentrato sulla figura di Platone. Il titolo provvisorio è “Il vento”.
L’ambientazione storica (l’antica Grecia) è confermata dai primi scatti che vedono Somma insieme ad altri attori e comparse. Dopo alcune riprese in campagna, poco fuori Palazzolo, ieri sono state girate alcune scene nell’area archeologica dell’antica Akrai.

nella foto, Sebastiano Somma al centro




Minacce col coltello al bar, Salvini pubblica video da Pachino: “A mai più rivederci”

Finisce sui canali social del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, quanto accaduto pochi giorni fa a Pachino. Una vicenda di cronaca che sta per concludersi con l’espulsione del protagonista, un tunisino entrato in un bar-tabacchi di Pachino probabilmente in preda ai fumi dell’alcool Una discussione, parole pesanti, la situazione degenera e nonostante l’intervento di alcune guardie private l’uomo non desiste dai suoi minacciosi propositi sino a tirar fuori un coltello e minacciare i presenti.
Salvini mostra il video, con alcuni elementi oscurati per privacy. E l’occasione diventa propizia per rilanciare il suo slogan “la pacchia è finita”.
Il tunisino è stato arrestato ed è in attesa di espulsione. “A mai più rivederci”, scrive Salvini nel commentare quello che definisce un “filmato pazzesco”.




Siracusa. Sebastian Colnaghi premiato dal sindaco: “un esempio”

È stato premiato questa mattina il giovane ecologista Sebastian Colnaghi. Nella sala verde di Palazzo Vermexio è stato ricevuto dal sindaco di Siracusa, Francesco Italia, che nella consegnargli la targa lo ha ringraziato per l’impegno e l’esempio lanciato con la mobilitazione volontaria in difesa dell’ambiente e della costa di Siracusa. “Non me lo aspettavo”, ha commentato il diciottenne Colnaghi. “Per me è una soddisfazione essere premiato dalla mia città. Andrò avanti per pulire e coinvolgere sempre più persone in questa nostra avventura ambientalista”. La targa splende già in salotto. “È una soddisfazione”.




Siracusa. Lisistrata al Teatro Comunale: in scena gli allievi dell’Accademia Inda

Gli allievi del terzo anno dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico sul palco del Teatro Comunale di Siracusa. Venerdì 12 aprile, alle 21, i ragazzi della scuola di teatro “Giusto Monaco” della Fondazione Inda presenteranno alla città la commedia Lisistrata di Aristofane, la messa in scena diretta da Massimo Di Michele che dal 23 marzo al 6 aprile ha riscosso un grande successo in tutta Italia conquistando quasi 7 mila spettatori.
L’esibizione sul prestigioso palco del Teatro Comunale chiuderà la tournée che ha toccato sette regioni e undici città italiane offrendo anche la possibilità agli allievi di confrontarsi con migliaia di studenti di tutto il Paese. Con il saggio di fine triennio, i futuri attori e attrici completano il corso di studi all’interno dell’Accademia scelta ogni anno da giovani provenienti da tutta Italia.
Il regista, Massimo Di Michele, si è formato presso il Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler e ha frequentato il corso di perfezionamento Santa Cristina lavorando con Luca Ronconi. Tra le sue regie Il funerale del padrone di Dario Fo, Studio su Medea-black di Michel Azama, Orgia di Pierpaolo Pasolini, Echoes di Henry Naylor e Felicità…tà…tà… uno sguardo su Achille Campanile. La traduzione e l’adattamento del testo di Aristofane, rappresentato per la prima volta ad Atene, alle Lenee del 411 avanti Cristo, sono di Federica Rosellini, che è anche fra le attrici migliori della sua generazione, i costumi sono di Alessandro Lai, le musiche di Stefano Libertini Protopapa, le coreografie di Dario La Ferla, gli elementi scenici dell’artista Cristina Gardumi, assistente alla regia è Marcello Gravina.
“Il nome di Lisistrata si lega a una rivoluzione culturale, tutta al femminile – spiega il regista -. E’ una donna a capo di un esercito pacifico di donne più che mai decise a imporre il proprio volere su quello degli uomini. Per la prima volta consapevoli, organizzate, risolute e finalmente consce di essere parte di un pezzo di umanità riconoscibile, identificabile e fiero della sua specificità. Lisistrata è un’eroina moderna, ammantata di autorevolezza e saggezza; la sua battaglia ha il sapore di una rivolta sociale e al tempo stesso di una rivendicazione politica: contro la guerra, contro un potere di scelta che risiede stabilmente nelle sole mani degli uomini”.
Massimo Di Michele ha adottato una chiave registica dinamica, mixando diversi linguaggi, dalla commedia dell’arte al cartoon, arricchendo lo spettacolo-saggio di citazioni e riferimenti al mondo della televisione, dell’avanspettacolo, della canzone. Fra balletti su hit anni Settanta, costumi colorati ed eccentrici, un linguaggio diretto e spassoso, gag e quadri lirici, questa Lisistrata appaga tutti i palati con una classe di futuri attori, pieni di talento, verve, generosa adesione.
Danno effervescenza al palcoscenico gli allievi diplomandi: Giulia Antille, Emanuele Carlino, William Caruso, Adele Di Bella, Tommaso Garrè, Federica Gurrieri, Giulia Messina, Silvia Messina, Federico Mosca, Roberto Mulia, Salvatore Pappalardo, Stefano Pavone, Isabella Sciortino, Alba Sofia Vella, Salvatore Ventura, Gabriella Zito.

foto: repertorio




Siracusa. Carcassa di delfino alla Pillirina, forse sbalzato da una mareggiata

La carcassa di un delfino è stata rinvenuta nei pressi della Pillirina. La presenza del corpo senza vita del mammifero è stata segnalata all’Amp Plemmirio ed alla Guardia Costiera per gli interventi del caso. Secondo una prima ricostruzione, il delfino sarebbe stato sbalzato sulla terra ferma dall’ultima violenta mareggiata, registrata circa una settimana fa. Impossibile per lui tornare in acqua.
A segnalare alle autorità la presenza della carcassa è stato Sebastian Colnaghi, ormai personaggio noto dell’ambientalismo siracusano nonostante i suoi 18 anni appena. Evidente il dispiacere di Patrizia Maiorca, alla guida del consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. “Vedere un delfino morto sulla spiaggia di Siracusa-commenta-  è un dolore grandissimo per chi come me ama il mare. Non abbiamo idea di cosa sia successo. La Capitaneria di Porto è stata messa al corrente di quanto accaduto affinchè possa comunicarlo a chi studia i cetacei. E’ stato portato dalla mareggiata dei giorni scorsi. Non è escluso-conclude la presidente dell’Amp-  che sia rimasto incagliato in una rete o essere stato vittima della plastica, come è accaduto in altri casi riscontrati nei mari italiani”.




Fiocco rosa in casa Ardita: è nata la piccola Eligia Maieli, Luisa è mamma

Una grande gioia, dopo tanto dolore,  per la famiglia Ardita. E’ nata nella notte, alle 3.04, la piccola Eligia, 3,4 chili . Luisa, la sorella di Eligia Ardita, l’infermiera morta nell’appartamento in cui viveva con il marito, accusato del suo omicidio, ha partorito una bella femminuccia. L’ha chiamata come la compianta sorella. Dalla redazione di FMITALIA e SiracusaOggi.it, tanti auguri a mamma Luisa e a papà Graziano.




Siracusa. Truffa del finto avvocato ad anziani: arrestati padre e figlio

Truffa aggravata ai danni di anziani. La polizia ha eseguito questa mattina l’ordinanza emessa dal Gip della Procura di Siracusa a carico di Antonio e Vincenzo De Martino, padre e figlio di 69 anni e 44 anni, entrambi napoletani, già detenuti a Poggio Reale. I due sono gravemente indiziati di tre episodi di truffa aggravata ai danni di persone ultrasessantacinquenni residenti a Siracusa.
L’attività investigativa, svolta dalla Squadra Mobile di Siracusa, su direttive del Sostituto Procuratore Gaetano Bono e con il coordinamento del procuratore aggiunto Fabio Scavone, è stata avviata a seguito di una serie di truffe, avvenute nel capoluogo  tra i mesi di agosto e dicembre 2018, in danno di donne anziane, note come “truffe del finto avvocato” e accomunate dal medesimo modus operandi.
Secondo lo schema delittuoso, le vittime venivano contattate telefonicamente da un soggetto, che si qualificava come “avvocato” o “maresciallo dei carabinieri” e che riferiva che un loro parente, di solito il figlio o il nipote, si trovava in stato di fermo, per aver causato un grave incidente stradale. I truffatori, tuttavia, paventavano la possibilità di evitare il carcere al loro congiunto, grazie al pagamento immediato di una somma di denaro, che oscillava tra i 5 mila e gli 8 mila euro, e che il “finto avvocato” riscuoteva personalmente, presentandosi a casa delle vittime poche ore dopo.
Decisiva, dunque, per carpire la buona fede del malcapitato di turno, era la perfetta conoscenza dei nominativi e delle abitudini dei familiari delle vittime.
La complessa attività di indagine, basata sulla analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, delle celle telefoniche e dei transiti stradali, ha di permesso di acquisire gravi indizi in relazione a tre distinti episodi, nel corso dei quali i due indagati sarebbero riusciti a farsi consegnare dalle vittime denaro e oggetti preziosi per un valore di oltre 10 mila euro.
Padre e figlio, entrambi napoletani, sarebbero giunti in Sicilia con autovetture prese a noleggio, e avrebbero alloggiato in alberghi di rinomate località turistiche, per poi muoversi nelle diverse province siciliane e perpetrare le loro truffe. Entrambi erano già stati raggiunti da ordinanze analoghe emessa dal Gip di Ragusa per analoghi episodi commessi nella provincia ragusana.




Piano (segreto) della Regione per evitare il sequestro del depuratore Ias: funzionerà?

L’ottimismo che circolava nelle prime ore di quest’oggi circa un salvataggio sul filo di lana del depuratore consortile, evitando commissariamento o peggio i sigilli, pare essersi già affievolito. Era infatti atteso da Palermo l’arrivo della proposta redatta dai legali dell’assessorato regionale alle Attività Produttive, annunciato anche alla Prefettura di Siracusa.
Ma quando mancano 24 ore all’assemblea dei soci Ias – che gestisce l’impianto di proprietà regionale – nessuno avrebbe ancora ricevuto il “piano” che dovrebbe permettere di rispondere agli impegni chiesti dalla Procura. E quando anche fosse arrivato, secondo alcuni dei soci privati di Ias, basse sarebbero le possibilità di approvarlo in un battito di ciglia, senza aver avuto prima la possibilità di studiarlo nei dettagli.
Non si parla di bruscolini ma di fidejiussioni ed impegni per lavori milionari e in grado di garantire il miglioramento della resa ambientale del depuratore. I soci privati (le industrie) sarebbero anche disponibili ad intervenire economicamente, ma quale formula tecnica lo permetterebbe, considerando che la proprietaria dell’impianto è la Regione? E attraverso quale procedura verrebbero assegnati i lavori? Senza tacere che, sborsando milioni di euro, ai privati non si può certo chiedere di passare per meri benefattori.
E quindi, a meno che la proposta della Regione (al momento top secret) non sia in grado di tirar fuori a sorpresa il coniglio dal cilindro, la situazione si complica col passare delle ore. L’assessore regionale Turano rischia di restare col cerino in mano. Nel vertice palermitano di ieri ha posto una serie di paletti come l’azzeramento del cda Ias, ribadendo il “no” al ritiro del bando di gara in corso per la futura gestione del depuratore che si occupa dei reflui civili di Priolo, Melilli e parte di Siracusa ma soprattutto dei reflui della zona industriale, di cui è il “fegato”.
Il 15 scade la proroga concessa dalla Procura ad Ias. Il rebus si infittisce. E torna sullo sfondo la figura del commissario se non, addirittura, il rischio di un sequestro con tanto di sigilli che avrebbe come effetto il blocco dell’attività industriale.