Siracusa. Nuovo reparto di Ginecologia e Ostetricia: bagno in camera e poltrone relax

Inaugurato l’appena ristrutturato reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Umberto I di Siracusa. Taglio del nastro affidato al  commissario straordinario dell’Asp di Siracusa Salvatore, Lucio Ficarra assieme ai direttori sanitario e amministrativo Anselmo Madeddu e Giuseppe Di Bella  e al dirigente dell’Unità Operativa, Antonino Bucolo. Benedizione impartita dall’arcivescovo, monsignor Salvatore Pappalardo. Il reparto è stato oggetto di un importante intervento di ristrutturazione e adeguamento che dovrebbe garantire una migliore funzionalità degli spazi ed un miglior confort per le pazienti, sia in termini assistenziali, sia dal punto di vista alberghiero, in conformità alla normativa sanitaria vigente.Tutte le camere sono adesso dotate confort, servizi igienici esclusivi completi di doccia e adeguato spazio per ospitare culle e poltrone per favorire il rooming in, il contatto stretto e continuo fin dalla nascita tra mamma e bambino. Negli spazi comuni sono stati realizzati adeguati locali per la nursery, il soggiorno, la cucina, l’infermeria, la stanza per medici e per il caposala, locali per visita medica e di ostetricia, deposito farmaci, spogliatoi e servizi igienici per il personale e quant’altro utile al reparto.Le camere sono nove, per sedici posti letto. La ristrutturazione è la conclusione del primo step di un progetto di rifunzionalizzazione del presidio ospedaliero .Tale percorso prevede in continuità la realizzazione del nuovo blocco operatorio e del nuovo blocco travaglio parto al piano superiore, la riorganizzazione dei percorsi del reparto di Neonatologia e Utin e il successivo completamento del reparto di degenza di ginecologia e ostetricia, per complessivi ventotto posti, che sarà realizzato nell’attuale blocco parto a completamento delle attuali degenze ultimate ed oggi rese fruibili.

 

 

 




Siracusa. Nuovo asfalto, segnaletica e autovelox per Targia: spartitraffico in stand-by

“Il Comune interverrà realizzando le opere necessarie sulla strada Targia, per limitare al massimo il pericolo del ripetersi di incidenti”. Così recitava una nota del Comune di Siracusa all’indomani del tragico scontro che costò la vita al 23enne Gianluca Ruvioli. A distanza di poche settimane diventa più chiaro il piano del settore Mobilità che prevede tre step.
Il primo riguarda il rifacimento del manto di asfalto della strada all’uscita nord di Siracusa. Il secondo, il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, per rendere sempre più evidenti i limiti di velocità e la doppia striscia continua. Il terzo – futuribile – il posizionamento di un autovelox fisso a Targia (ma anche in viale Paolo Orsi, viale Epipoli, via Elorina).
Al momento non si parla più di spartitraffico. Un progetto in stand-by in attesa delle valutazioni degli uffici di Protezione Civile che dovrebbero sciogliere ogni nodo circa la natura di “via di fuga” di Targia, in caso di calamità. A Targia, invero, sono previsti i cosiddetti cancelli di protezione civile e più che una via di fuga dalla città è una via di fuga verso la città. Lo spartitraffico è comunque già presente nel secondo tratto di Targia, che sfocia nella ex statale 114.




Siracusa. Raccolta rifiuti a singhiozzo, in agitazione i netturbini di Tekra

Giorni difficili per la raccolta rifiuti a Siracusa. Dichiarato lo stato di agitazione dai netturbini di Tekra che lamentano, attraverso i sindacati di categoria, il mancato pagamento dello stipendio di gennaio. Il 4 marzo, nel cantiere di viale Ermocrate, convocata un’assemblea retribuita di due ore per ogni fine turno. Una situazione che rischia di rallentare l’ordinaria pulizia cittadina e la raccolta dei rifiuti.




Siracusa. Il telelaser in viale Epipoli, occhio elettronico per disciplinare gli automobilisti

In attesa del via ai lavori per uno spartitraffico a Targia, strada tristemente teatro di più scontri mortali, continua il contrasto alla cronica violazione dei limiti di velocità. Per limitare la cattiva abitudine di correre quando si è alla guida di un’auto, si intensifica l’attività di contrasto della Polizia Municipale con il ricorso al telelaser. Già utilizzato a Targia per convincere i più “testardi” a rispettare i limiti di velocità a pena di una salata contravvenzione, è entrato adesso in servizio nel tratto finale, e rettilineo, di viale Epipoli. Dalla ex aeronautica alle mura dionigiane, l’occhio del telelaser è in grado di tracciare un mezzo e verificarne la velocità adeguata. Il limite su quella arteria cittadina è di 50kmh. Nonostante le condizioni della strada non siano delle migliori – buche, vegetazione, poca illuminazione, etc – spesso le auto sfrecciano incuranti.




“Ladri al Comune”, la polizia sorprende giovane: arrestato

Ladri all’interno del Municipio di Priolo. Alle 20.30 di ieri, gli agenti del locale commissariato sono intervenuti nei locali del Comune per la segnalazione, da parte del Comando della Polizia Municipale, di un furto in atto.Gli operatori, giunti sul posto, riscontravano che, poco prima, un vetro del portone d’ingresso era stato infranto e, sospettando che gli ignoti autori del gesto fossero ancora all’interno dell’edificio, facevano irruzione coadiuvati dai militari dell’Arma.All’interno del Comune erano state scardinate le porte di accesso all’aula consiliare ed alla stanza della segreteria del Sindaco.Bloccato il giovane mentre tentava di guadagnarsi la fuga. Vasile è stato posto ai domiciliari. 




“Muddica”: torna in libertà l’ex vicesindaco di Melilli, Stefano Elia

Il Riesame ha accolto l’istanza degli avvocati difensori dell’ex assessore di Melilli Stefano Elia, rimettendolo in libertà. Disposto l’annullamento dell’ordinanza con cui erano stati disposti i domiciliari lo scorso 13 febbraio. Elia venne arrestato insieme al sindaco di Melilli, Giuseppe Carta nell’ambito dell’operazione “Muddica”. L’accusa parlava di reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio in procedure di affidamento di lavori e servizi. “Confido nel lavoro della magistratura affinché emerga finalmente la verità e la giustizia”, le prime parole di Elia.
Il Riesame ha fissato intanto per il 5 marzo l’udienza del sindaco, Giuseppe Carta.




Siracusa. Tornano i “pezzi” di carta ai piedi degli impianti pubblicitari di Santa Panagia

Tornano i “resti” dei cartelloni pubblicitari ai piedi degli impianti pubblicitari 6×3 di viale Santa Panagia. Non sono state sufficienti le prime multe alle agenzie e la convocazione dei titolari al comando di Polizia Municipale. Le cartacce – pezzi di manifesti – grattate via per far spazio alle nuove pubblicazioni continuano, secondo quando suggeriscono le ultime foto realizzate dal gruppo cittadino di Nuova Siracusa, a finire in terra creando piccole discariche. In questo, il forte vento del fine settimana può aver contribuito ma non basta a giustificare (c’è stato tempo per ripulire, eventualmente…).
L’area è quella accanto al muro perimetrale della vicina parrocchia di viale Santa Panagia, nei pressi di quella già presa in considerazione dalla Polizia Municipale. Oltre ai consueti resti dei cartelloni pubblicitari, è stato scaricato ogni genere di materiale: anche i bidoni di colore giallo che vengono utilizzati per creare dei tunnel attraverso i quali assicurare la discesa di materiale di risulta proveniente da locali in via di ristrutturazione.




Lavoratori edili in assemblea: “Rilanciamo il settore. Lo grideremo in marcia a Roma”

“Partito stamani il ciclo di assemblee per illustrare le ragioni che ci porteranno il 5 marzo a Roma. Parola d’ordine è “Rilanciare il settore per rilanciare il paese”. Gli altri due obiettivi sono: la buona riuscita dello sciopero in città e una buona partecipazione a Piazza del Popolo a Roma; 1000 lavoratori partiranno dalla Sicilia e circa 100 da Siracusa”. Lo hanno affermato i segretari di Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL, rispettivamente Saveria Corallo, Paolo Gallo e Salvo Carnevale che hanno aggiunto: “Lo sciopero generale dei lavoratori delle costruzioni, come detto nella conferenza stampa di ieri, non sarà contro qualcuno o qualcosa ma per sottolineare per l’ennesima volta la necessità di far ripartire il paese attraverso una strategia chiara di riavvio e riqualificazione del settore all’interno di un grande progetto di manutenzione, prevenzione e rigenerazione, con il ruolo attivo del Governo, delle grandi imprese, delle stazioni appaltanti e dei lavoratori. Servono le grandi opere, servono gli investimenti e servono idee chiare sulla messe in sicurezza del territorio, sulla prevenzione e sull’efficientamento energetico. Durante l’assemblea, momento importante di confronto democratico  dove abbiamo registrato anche altri punti di vista tra i lavoratori, Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL hanno dovuto constatare un fatto molto grave: a molti lavoratori non è stato consentito di partecipare all’assemblea, un diritto sacrosanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori. Questo atto deliberatamente antisindacale – che lede i diritti dei lavoratori- non è passato inosservato”.

“Dichiariamo – dicono i segretari generali provinciali di  Feneal-UIL, Filca-CISL e Fillea-CGIL Saveria Corallo, Paolo Gallo e Salvo Carnevale – sin da subito l’immediata segnalazione agli organi competenti.” “Annunciamo, comunque, che andremo a fare le assemblee presso i cantieri delle aziende che hanno privato i lavoratori di tale possibilità. E’ chiaro come vi sia, da tempo, in atto un tentativo, parzialmente diffuso, di intimidire gli operai del settore attraverso azioni vergognose come queste.”




Zona industriale, quel legame tra miasmi e petroliere: Legambiente chiede verifiche

Ad una settimana esatta dai sequestri in zona industriale connessi all’operazione No Fly della Procura di Siracusa, Legambiente interviene sulla vicenda. “Dal lavoro dei periti della Procura, emergono alcuni problemi nella conduzione delle attività industriali finora mai seriamente presi in considerazione: la omessa adozione delle migliori tecnologie e la mancata messa in opera di soluzioni impiantistiche e strutturali (copertura delle vasche acque oleose) con ciò causando l’emissione di alte concentrazioni di sostanze potenzialmente tossiche, maleodoranti e cancerogene come l’H2S (idrogeno solforato), gli NMHC (idrocarburi non metanici) ed il benzene con picchi di 90 ug/m3 (microgrammi/metrocubo) per i primi, di quasi 4000 ug/m3 per i secondi e di 500 ug/m3 per il cancerogeno benzene”, si legge nella nota dell’associazione ambientalista.
Cittadini, comitati e associazioni hanno denunciato negli anni i malesseri causati dai cosiddetti miasmi. “L’iniziativa della Procura della Repubblica di Siracusa consentirà anche di comprendere la fondatezza di queste denunce”, spiegano i responsabili locali di Legambiente.
Dito puntato sul Ministero dell’Ambiente con responsabilità che sarebbero “gravissime” secondo Legambiente se, come si ipotizza, “alcune Aia non riportavano le prescrizioni delle BAT pur dovute per legge e non erano aggiornate alle Direttive Europee in materia”. Ce n’è anche per la Regione Siciliana che “per troppi anni ha cincischiato con il Piano di Tutela della Qualità dell’Aria non mettendo a disposizione uno strumento fondamentale di tutela”. Senza dimenticare la sempre lamentata carenza normativa su determinate sostanze.
Legambiente da oltre un decennio segnala poi il pesante contributo di emissioni inquinanti che proviene anche dalle navi che sostano ed operano nei porti di Augusta e Siracusa. Proprio qualche giorno fa, Legambiente Sicilia ha ufficialmente raccomandato alle Autorità Portuali e alle Capitanerie di porto dell’Isola di vigilare e applicare rigorosamente la normativa riguardante il cambio del combustibile in porto e di attivarsi per l’elettrificazione delle banchine. I periti della procura hanno ora esaminato questo aspetto e trovato anche una sorta di corrispondenza tra l’accosto della nave e le alte concentrazioni di inquinanti verificatesi.
Con la nuova attenzione che si è accesa attorno all’area industriale siracusana, Legambiente chiede di “riesaminare tutte le AIA delle aziende del polo e verificarne la corrispondenza con norme e direttive vigenti”. Prioritaria deve poi diventare la questione riguardante “l’osservanza da parte delle navi del cambio combustibile durante la sosta in porto e la elettrificazione delle banchine”. Servono poi più controlli quindi emerge la necessità di “adeguare il numero del personale, che oggi appare largamente insufficiente, degli enti responsabili delle verifiche”.




Noto. Punto nascita del Trigona temporaneamente chiuso: manca personale

Il punto nascita dell’ospedale Trigona di Noto da sabato 2 marzo sarà provvisoriamente trasferito all’ospedale Umberto I di Siracusa. Una scelta assunta “per garantire la sicurezza dei nascituri e delle partorienti”, spiega l’Asp di Siracusa. A sollevare il caso era stata la Cisl con la sigla di categoria sanitaria. Manca il personale per la riattivazione del punto presso il presidio di Noto dove, comunque, continueranno ad essere garantite tutte le altre attività ambulatoriali e di day service. Una carenza determinata dalla difficoltà di reperire le figure specialistiche a causa dell’esiguo numero disponibile dalle Scuole di Specializzazione e per l’improvvisa temporanea assenza di alcune unità in organico al reparto di personale medico.
In realtà, precedentemente, il direttore sanitario aziendale Anselmo Madeddu, congiuntamente ai direttori dei Dipartimenti di Emergenza Michele Stornello e Materno Infantile Antonino Bucolo, avevano disposto per il mese di marzo una turnazione straordinaria su Noto con specialisti pediatri provenienti dai reparti di Neonatologia e di Pediatria di Siracusa e Lentini. Tuttavia l’ulteriore imprevedibile momentanea indisponibilità di altre unità di personale medico ha reso vana la turnazione aziendale già predisposta.
Il settore Gestione Risorse umane dell’Azienda ha immediatamente già pubblicato, in piena emergenza, un avviso per l’assunzione a tempo determinato di unità di specialisti pediatri. Nelle more dell’espletamento della procedura selettiva, venute meno le ragioni di sicurezza per i bambini, la direzione strategica aziendale, ha convocato una riunione cui hanno partecipato i direttori dei dipartimenti e dei presidi interessati, disponendo a conclusione il temporaneo trasferimento del Punto nascita per un periodo di trenta giorni. E comunque, non appena sarà reperito il personale necessario il Punto nascita di noto potrà essere riattivato al Trigona anche prima della scadenza dei 30 giorni.
Il sindaco di Noto Corrado Bonfanti durante una riunione stamane con il commissario straordinario dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra, ha concordato l’impegno dell’Azienda per la risoluzione del problema nel più breve tempo possibile e l’assicurazione che non appena sarà reperito il personale necessario il Punto nascita di Noto si riattiverà al Trigona di Noto anche prima della scadenza dei 30 giorni. Piena disponibilità del commissario per lo sviluppo ed il potenziamento dei servizi dell’Ospedale di Noto.