Rissa con accoltellamento in piazza Duomo, anche tre donne coinvolte ad Augusta

Obbligo di dimora o di firma per i quattro protagonisti della violenta rissa conclusa da un accoltellamento. Ad un uomo e tre donne sono state applicate le misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Siracusa. I fatti sono avvenuti a maggio dello scorso anno, in piazza Duomo ad Augusta.
L’indagine condotta, ha chiarito che la lite era scaturita sulla scia di precari rapporti di vicinato, caratterizzati da continui e violenti diverbi verbali. Carabinieri e Polizia, che hanno operato insieme, hanno ricostruito la dinamica dei fatti. In un primo momento apparivano circoscritti ad una lite fra due uomini finita con il grave ferimento di uno degli interessati. Invece protagoniste delle triste vicenda sono anche tre donne. L’ autore del ferimento, un 32enne, è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora ad Augusta, mentre le tre donne – di 49, 42 e 27 anni – sono state sottoposte alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria poiché tutte, al culmine della lite tra i due uomini, erano intervenute per incitare l’autore del ferimento per poi aggredire fisicamente l’uomo già vittima dell’accoltellamento.




Siracusa. Rifiuti, polizia provinciale: sanzioni a raffica in aree extraurbane

Sanzioni a raffica per lo smaltimento non corretto dei rifiuti. La Polizia Provinciale è stata impegnata in una serie di attività di vigilanza. Sanzionato un noto centro di rottamazione di Siracusa per violazione delle norme ambientali, elevate quattro sanzioni per conferimento di rifiuti non differenziati in area extraurbana, nel dettaglio contrada Dammusi, denunciato un uomo, infine, per non aver bonificato aree di sua proprietà utilizzate, in località Cugni, come discariche a cielo aperto e sottoposte a sequestro giudiziario.




Siracusa. Partecipate del Comune: Plemmirio e consorzio universitario alle lente d’ingrandimento

“Via libera” del consiglio comunale alla “Revisione periodica della società partecipate”. Così  si è chiusa la sessione del consiglio comunale iniziata martedì scorso.
A relazione all’aula il dirigente Rosario Pisana: “La normativa in materia impone annualmente il monitoraggio delle società partecipate dagli Enti pubblici, nell’ottica di quella razionalizzazione delle spese che ha posto limiti sempre più stringenti. Rispetto al 2017 la situazione non è cambiata, e quindi questa proposta fotografa anche per il 2018 quanto già approvato dal precedente Consiglio. L’Ente ha partecipazioni obbligatorie in alcune società in liquidazione, quali i vari Ato o l’Asi; e facoltativa in altri, quali il Plemmirio o l’Archimede che garantiscono funzioni strategiche con oneri ridotti per il Comune e che peraltro, per la specificità della funzione, non possono essere oggetto di fusione”.
Nel merito della proposta sono intervenuti diversi consiglieri.
Per Paolo Reale “La scelta di aderire ai Consorzi deve obbligare anche al controllo dei loro bilanci. Sul Plemmirio, che rimane una giusta intuizione politica, non trovo riscontro degli ultimi bilanci approvati rispetto ai quali, come soci al 50%, risponde anche il Comune. Alla luce dei recenti rilievi della Corte dei Conti, è giusto che essi entrino a far parte del “consolidato” dell’Ente. Sul Consorzio Archimede, oltre a quello del bilancio, c’è anche un problema che attiene alla sua attività. Il Consorzio deve avere una funzione propulsiva, attrarre cioè Facoltà universitarie e non limitarsi, come sta facendo, ad organizzare convegni”.
Per Michele Mangiafico “La ricognizione delle società partecipate sarebbe dovuto servire a conoscere quali sono le attività che esse hanno svolto in questi anni. Nella proposta nulla viene detto, non sono presenti gli amministratori, non sono presenti gli assessori alle Politiche culturali e alla Risorse mare. Come Consiglio, che delibera il mantenimento in vita dei due Consorzi, vorremmo comprendere per quali motivi essi continuano ad essere definiti strategici per i fini istituzionali del Comune”.




Siracusa. Sono giovanissimi i vandali del Talete: le immagini della videosorveglianza

Semmai dovessimo ritrovarceli davanti questi otto giovani vandali, la domanda sarebbe: perchè? Perchè abbattere a pedate il muro divisorio di un bene pubblico, il parcheggio Talete? Quale sottile piacere, quale soddisfazione? E anche vedendo e rivedendo le immagini della loro uscita di scena “tronfia”, dopo aver portato a termine il danneggiamento, non si riesce comprende cosa possa mai spingere a comportamenti di questo tipo.
Questa volta non la chiameremo bravata. E’ un primo segno di criminalità latente, non una sciocchezza da giovinastri. Non deve restare impunita, basta col far passare un messaggio accondiscendente e buonista. C’è bisogno di esempi, anche per educare una collettività che, tra le maglie sempre più larghe della tolleranza, ha finito per farvi passare di tutto. Quindi, da qui in avanti niente sconti, per favore.
La Polizia Municipale, grazie anche al supporto offerto dal settore Mobilità e Trasporti, è riuscita a risalire all’identità di uno degli otto vandali. E’ stato denunciato, una denuncia penale. E magari, pentito o forse spaventato, aiuterà gli investigatori a risalire agli altri componenti la gang. Il Comune proverà ad addebbitare loro le spese per ricostruire il muro. Non sarà facile, non resta che confidare nelle famiglie: che facciano il loro, davanti alle immagini di un figlio che abbatte con gli amici a pedate un muro dentro un parcheggio pubblico.
E’ stato un lavoro certosino, il loro. Iniziato ai primi dell’anno e completato il 5 gennaio. Sono entrati dalla parte del Talere senza sbarre. E a pedate, scagliandosi contro il muro, hanno iniziato ad abbatterlo. Pezzo dopo pezzo, sino ad aprire il varco. Le fasi finali sono visibili nel filmato della telecamera di sicurezza che vi mostriamo allegato a questo articolo. La telecamera è puntata su alcuni stalli. Ci si accorge che qualcosa non va e, grazie ai controlli remoti, viene puntata verso la parete. Che crolla. Si intravedono i ragazzini all’opera, uno scooter che gira alle loro spalle. Proprio la targa di quel motorino ha consentito l’identificazione. I volti degli altri ragazzi perduti sfilano davanti all’occhio della telecamera una volta attraversato il “varco” da loro creato. Passano indifferenti ed incuranti. La privacy obbliga a coprirne i volti. Solo uno dei più giovani si accorge della telecamera, la segnala al compare incappucciato che – con un balzo – sposta l’obiettivo. Ma ormai è tardi. Sono stati ripresi, fotografati. Presto anche loro identificati. Il sindaco, Francesco Italia, è stato chiaro: “chi rompe, paga”.
Se vi dovesse mai capitare di leggere questo articolo, cari vandali, non sentitevi degli eroi. Resiste alla tentazione. Siete ben altro. E’ la definizione esatta è lontana, molto lontana da quella degli eroi.




Siracusa. Abbandono rifiuti, debuttano le nuove sanzioni: 3 multe da 600 euro

Debuttano le nuove sanzioni per chi abbandona rifiuti o non ne gestisce correttamente il conferimento. In meno di 24 ore sono state ben tre le multe da 600 euro ciascuna elevate dalla Polizia Ambientale.
Multati un condominio, una esercente cinese e un siracusano. Tutto nell’area della Borgata. Per loro verbali redatti in base alle nuove regole recentemente introdotte con ordinanza del sindaco, Francesco Italia. Diverse altre le multe da 50 e 100 euro.




Due ragazze siracusane a C’è Posta per Te: il loro amore contrastato dalla famiglia

Due ragazze siracusane saranno tra le protagoniste della prossima puntata di C’è Posta per Te. Nel salotto tv di Maria De Filippi parleranno della loro storia d’amore e della recente unione civile celebrata a Milano, dove da qualche mese si sono trasferite per lavoro.
Deny e Deborah hanno coronato il loro sogno d’amore ma non possono contare sull’appoggio delle famiglie. Ecco allora che hanno deciso di rivolgersi alla popolare trasmissione di canale 5. “Io lo so che non è facile accettare il fatto che sto sposando una donna…”, dice Deny travolta dalle lacrime, nella clip promozionale diramata sui social Mediaset. Dall’altro lato della busta ci sono la madre, il padre ed il fratello. “Deborah mi rende felice. Mi mancate”, la confessione.
Maria De Filippi torna così a trattare l’omosessualità nel corso del suo programma, come accaduto lo scorso anno, quando raccontò la storia d’amore di due ragazzi. “Non so come andrà a finire la puntata, ma auguro alle ragazze grande felicità. L’amore deve vincere su ogni pregiudizio”, commenta il presidente di Arcigay Siracusa, Armando Caravini. “Conosco Deborah e ammiro il loro coraggio nell’affrontare la famiglia che non accetta questa unione”.
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Siracusa sogna la stagione dei concerti: la Regione apre il Teatro Greco, ma non è semplice

Sembrava essere uno dei più inviolabili tabù: la musica pop al teatro greco di Siracusa o, più in generale, i concerti. Ci sono state in passato rare occasioni in cui quel genere di spettacolo ha fatto irruzione tra le antiche pietre del Temenite. E nei vicini siti dell’anfiteatro romano e persino dell’ara di Ierone.
I “lacci e lacciuoli” della burocrazia sono sempre stretti verso un sito – il teatro greco – per il quale ha sempre vinto la cautela nella fruizione e conservazione.
L’avviso pubblicato dalla Regione, con il placet degli assessorati al Turismo ed ai Beni Culturali, sembra invertire la rotta. E apre, attraverso le manifestazioni di interesse, anche ai concerti al teatro greco di Siracusa.
Da qui ad immaginare una Taormina Due però ce ne passa. Non sarà così facile – per eventuali organizzatori- disporre del contenitore culturale datato V secolo a.C. Innanzitutto le manifestazioni di interesse dovranno essere corredate da schede progettuali che prevedono consenso dell’artista, specifiche dello spettacolo, ipotesi di incasso e pubblico presente. Poi, sarà una commissione ristretta a valutare spettacolo per spettacolo e di questo gruppo decisorio faranno certamente parte il Comune di Siracusa, la Fondazione Inda e la Soprintendenza.
“Non siamo contro i concerti al teatro greco ma occorrerà valutare con attenzione ogni singola proposta”, spiega l’assessore alla Cultura, Fabio Granata. “Il confronto con la Regione sarà rigoroso”, aggiunge suggerendo poi la possibilità di tornare ad utilizzare l’anfiteatro romano per spettacoli come concerti, balletti ed altro.
Mentre la fantasia dei siracusani più giovani vola verso chissà quale possibile concerto ed i più anziani riportano alla memoria le esibizioni al Temenite di Intillimani, Litfiba, Dalla-Morandi, Claudio Baglioni, Franco Battiato e pochi altri, va subito detto che Siracusa riuscirà verosimilmente ad ospitare due o tre concerti l’anno, al termine della stagione del teatro classico.
La collaborazione con la Fondazione Inda è determinante. Per allestire il teatro e consentire le sedute servono almeno tre settimane di lavoro e somme non indifferenti, parliamo di centinaia di migliaia di euro. Senza parlare del costo dell’impianto audio e delle luci. Un “peso” di partenza che renderebbe antieconomico anche il più grandioso dei concerti. Per rendere l’idea: a Verona come a Taormina, allestimento, luci e audio sono permanenti per tutta la stagione proprio per non incorrere in questo genere di problemi. La Fondazione Inda ha know how e risorse tali da mettere gli organizzatori di concerti nelle migliori condizioni di operare, anche a Siracusa. Ma bisognerà dialogare. Senza considerare che per le autorizzazioni bisognerà chiamare in causa di volta in volta la Commissione Pubblici Spettacoli, non il più “blando” degli adempimenti.

foto: Franca Centaro




Il partito dei sindaci che difendono la sanità siracusana: da Priolo a Pachino, cresce l’asse

Sindaci uniti per opporsi alla mortificazione della sanità siracusana. Basta tagli ai servizi, la provincia cerca unità politica per rilanciare anche sul nuovo ospedale e la necessità di costruirne uno di secondo livello, il massimo. Da Priolo a Pachino, prende corpo la battaglia comune dei primi cittadini. A lanciare la proposta è stato Pippo Gianni, sindaco di Priolo, che ha trovato la sponda indiretta della parlamentare Stefania Prestigiacomo e dell’ex deputato regionale Enzo Vinciullo. Anche il sindaco di Pachino si unisce al ristretto – ma aperto – gruppo. “La prossima settimana- spiega Pippo Gianni- Francesco Italia convocherà la conferenza dei sindaci, come richiesto. Sarà il momento giusto per avviare una battaglia comune, a prescindere dalle convinzioni e dalle appartenenze politiche. Per il momento ha meno senso parlare dell’area su cui realizzare il nuovo ospedale di Siracusa. E’ fondamentale attrezzare al meglio quello di cui attualmente disponiamo, l’Umberto I, a cui destinare attrezzature e personale adeguato. Chiediamo, inoltre, l’intervento dell’Ordine dei Medici per esprimere chiaramente una posizione, essendo parte integrante del contesto di cui stiamo andando ad occuparci. I deputati nazionali, Pasqua per primo, vedano, invece, di incidere a Roma, con il ministro Giulia Grillo, sua compagna di partito, per rivedere scelte scellerate ai danni della provincia di Siracusa”.

“Colgo la sfida del collega Pippo Gianni: sindaci tutti uniti per far fronte comune a tutela della sanità della nostra provincia. Noi inizieremo sabato, nella nostra città, a far sentire la nostra voce contro i tagli ai servizi di riabilitazioni, vitali per molti bambini”, spiega Roberto Bruno. “Ha fatto bene il sindaco Gianni a chiamare a raccolta tutti i sindaci del siracusano per affrontare un argomento che non ha bandiere, non ha partiti né possono esserci posizioni differenti se non l’unica plausibile: quella di difendere la salute dei cittadini che rappresentiamo. La nostra sanità, e parlo in qualità di sindaco di un territorio di frontiera, è stata razziata, mortificata e scippata. Due i casi: il servizio di riabilitazione, svolto dall’Aias, che sarà chiuso a giorni e una Residenza sanitaria assistenziale mai aperta. C’è una Rsa potenzialmente pronta: è stata riqualificata, attrezzata e arredata. E c’è anche il dirigente in servizio da più di un anno nominato dall’Asp. L’apertura consentirebbe ai cittadini bisognosi di ottenere cure sanitarie 24 ore su 24. Non si può più attendere su un servizio sanitario così importante per il territorio, ma tutt’ora rimane chiusa senza alcuna motivazione. Inoltre, i servizi di riabilitazione offerti dall’Aias sono stati un punto di riferimento per il welfare e la sanità per tanti bambini della nostra città che assieme alle loro famiglie vivono una situazione di difficoltà. E ce li vogliono togliere”. Sabato alle 16 nel salone di via Unità della Chiesa Madre si svolgerà una manifestazione per dire “no” ai tagli sanitari in città. C’è già una consistente mobilitazione popolare e tra i testimonial d’eccezione ci sono campioni olimpici del calibro di Stefano Barrera e Giuseppe Gibilisco, ma anche le eccellenze sportive pachinesi come il boxeur Fabrizio Luciano, il runner Alex Vizzini, il capitano del Pachino calcio, Francesco Mallia. Inoltre saranno presenti all’incontro le delegazioni delle società sportive cittadine, gli studenti e i docenti dell’istituto superiore “Michelangelo Bartolo”, Pina Casalino, presidente del centro Aias di Pachino e l’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo. “È da un anno che provo a dialogare con l’assessore regionale Razza, ma non ho mai ricevuto una risposta. Ecco perché serve una mobilitazione generale che debba avere come unico obiettivo la tutela del cittadino. Io sarò al fianco dei miei concittadini e di tutti coloro che vorranno lottare per garantire un dignitoso livello qualitativo della sanità”.




Melilli. Primo sequestro di buste in plastica e batterie: oltre 130mila euro di sanzioni

Questa mattina, agenti della Polizia Municipale di Melilli ed i carabinieri di Priolo hanno effettuato una serie di controlli che hanno portato al sequestro di 1.951 sacchetti di plastica e di 1.200 batterie. “Siamo tutti coscienti di come materiali simili inquinino a livello ambientale, basti pensare alle isole di plastica che stanno mettono in serio pericolo infinite specie di esseri viventi”, ha detto il sindaco di Melilli, Peppe Carta, commentando il sequestro. Accompagnato peraltro da due pesanti sanzioni: 10.400 euro per le buste e 123mila euro per le batterie. Il sequestro di queste ultime è avvenuto principalmente per ragioni di sicurezza: mancavano del marchio di riciclaggio e la ditta che ha importato le suddette non sembra essere iscritta alla Camera di commercio.
“E’ il primo sequestro di questo tipo nella provincia di Siracusa. Noi crediamo fermamente nella tutela dell’ambiente, che va difeso con ogni mezzo a nostra disposizione”, spiega il sindaco Carta.




Siracusa. Acquario comunale, c’è il nuovo gestore: Civita Sicilia. Canone da 20mila euro/anno

La “Civita Sicilia srl” è la società palermitana che si è aggiudicata per i prossimi 5 anni la gestione a titolo oneroso dell’acquario comunale. Il canone annuale che sarà versato al Comune sarà pari a 20mila euro, quello a richiesto a base d’asta era di 18mila euro, essendosi seguita la procedura aperta al prezzo più alto.
“L’acquario comunale svilupperà quel modello virtuoso di gestione pubblico-privato in cui il primo ha il compito di stabilire le regole e controllarne il rispetto, ed il secondo di curare tutti gli aspetti gestionali. Questo assicurerà all’Ente non solo un risparmio ma anche delle entrate in questo caso ragguardevoli, svilupperà l’offerta turistica e darà occupazione. Ma darà anche qualità e valore ai nostri beni: l’acquario infatti si inserirà a pieno titolo tra le attrattive che Siracusa potrà offrire, ad esempio, alle scolaresche, come avvenuto lo scorso anno con la Casa delle farfalle”: lo dichiara Nicola Lo Iacono, assessore alle Politiche sportive.
La Civita ha già organizzato diverse mostre di successo a Siracusa e fa parte della stessa famiglia societaria che si occupa di sbigliettamento, bookshop e servizi nei musei regionali e all’interno dell’area archeologica di Siracusa.