Gilet gialli siracusani alla protesta dei risparmiatori della Banca Popolare di Ragusa

Ci sono i rappresentanti dei piccoli soci siracusani tra i “gilet gialli” che stanno protestando sotto la sede centrale della Banca Agricola Popolare di Ragusa. Una manifestazione pacifica per “farci vedere e farci sentire”, spiega Nicoletta Santamaria, del Comitato Piccoli Risparmiatori siracusani. “La situazione è degenerata, la banca dichiara di non poter ricomprare le azioni vendute. E questo è il nostro dramma: nonostante l’oscillazione fortissima (le azioni hanno perso 30 euro in poco tempo, ndr) non si può nemmeno vendere”. Centinaia di famiglie siracusane (rappresentato il 14% dell’azionariato) temono ora di perdere i risparmi investiti in titoli considerati sicuri. “Noi siamo risparmiatori, non speculatori. Ci avessero spiegato che poteva succedere una cosa di questo tipo, non avremmo acquistato questo genere di prodotto. Capiamo che le regole sono cambiate e la banca si è trovata a sua volta imbrigliata perchè per il resto sta bene, è solida. Avrebbe quindi la possibilità di poterci rifondere con un piano di rientro ed è quello che chiediamo. Felici del dialogo che da qualche giorno abbiamo trovato con la banca ma servono soluzioni, soluzioni concrete”. I piccoli soci vedono, infatti, il loro capitale ridursi di ora in ora, con il rischio di perdere tanto se non tutto. Il 21 gennaio il tema sarà al centro di un vertice al Ministero dell’Economia.




Siracusa. In auto con 103 grammi di cocaina, scatta l’arresto in via Sturzo

Gli investigatori della Mobile di Siracusa lo hanno sorpreso in auto con droga a bordo. Lo hanno bloccato in via Don Luigi Sturzo, rivenendo e sequestrando dentro la vettura 103 grammi di cocaina. E’ scattato così l’arresto per il 40enne Francesco Granata. Durante il controllo su strada, ha mal celato un certo nervosismo che ha spinto gli agenti ad approfondire i controlli. Granata è stato condotto in carcere.




Siracusa. Campagne colpite dal virus New Delhi: produzione ortofrutticola a rischio in provincia

Sopralluogo nelle campagne di Rosolini per la deputata regionale Rossana Cannata, dopo la segnalazione del virus “New Delhi” ai danni soprattutto delle produzioni di zucchine, con un’incidenza che avrebbe superato il 50 per cento, anche nei territori di Noto e
Portopalo. Al termine della visita, Cannata ha spiegato che si tratta di un “virus che proviene dalla vicina Spagna e che si è diffuso su produzioni come peperoni, pomodoro, patate, melanzane e frutta come meloni e angurie”. In Sicilia questo virus è stato notato per la prima volta nel 2015. “Fino ad oggi- osserva Rossana Cannata- nella nostra regione non sono stati assunti provedimenti in grado di porre rimedio alle problematiche connesse a  questa patologia. Per questo ho sentito il dovere di agire”. Il sopralluogo si è avvalso del dirigente dell’Unità periferica fitosanitaria di Siracusa, Sebastiano Vecchio e dei rappresentanti di un gruppo di imprese agricole della provincia.
“Auspico – conclude la Vicepresidente della Commissione Antimafia e Anticorruzione – che il governo
attenzioni questa patologia affinché si possano individuare risorse e misure da destinare alle aziende colpite dal virus per salvaguardare, quindi, i nostri prodotti”.




Siracusa. Lavoro nero, ispezioni dei carabinieri: sospese 5 attività

Sedici ispezioni dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro tra Lentini, Siracusa, Avola, Floridia, Noto, Melilli, Priolo Gargallo e Rosolini. Esaminate 38 posizioni lavorative, di cui 21 sono risultate irregolari sotto il profilo contributivo e retributivo.
Sono stati inoltri individuati 10 lavoratori in nero, nel corso dei controlli in cantieri edili, case di riposo, bar/pasticcerie e supermercati.
Nei confronti dei titolari di cinque aziende è scattato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per avere utilizzato “in nero” più del 20% della forza lavoro.
Nei confronti di cinque datori di lavoro, inoltre, è scattata la denuncia in stato di libertà per diverse violazioni in materia di sicurezza sul lavoro che riguardano l’omessa sottoposizione dei dipendenti a visita medica per l’idoneità al lavoro, fornitura di mezzi e strumenti di lavoro inadeguati all’attività lavorativa, omessa verifica delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e mancata adozione di opere di protezione contro il rischio di caduta dall’alto.
Ed ancora, nei confronti di 5 titolari di imprese è scattata la denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa per violazione dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, per avere utilizzato sistemi di videosorveglianza senza preventivo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Inoltre è stata disposta l’immediata cessazione del funzionamento degli impianti, in quanto consentivano il controllo a distanza dell’operato dei dipendenti.
Le sanzioni amministrative irrogate ammontano a 40mila euro e le ammende contestate a oltre 41mila euro.




Agenda Urbana e 21 milioni per Siracusa: occasione per dimostrare tutte le capacità

Che cosa ci farà il Comune di Siracusa con i 21 milioni di euro di Agenda Urbana, il programma di interventi per lo Sviluppo urbano sostenibile finanziato dall’Unione europea? E con che tempi verranno spese queste somme? E’ una somma cospicua, con cui si può cambiare il volto della città in quei settori di intervento previsti dalla convenzione con la Regione. Ma…
Note sono le linee di massima: le risorse maggiori saranno destinate al contenimento dei consumi di energia, soprattutto negli edifici pubblici, ed alla mobilità urbana, e poi investimenti nei servizi socio-sanitari e nel cosiddetto social housing contro l’emergenza abitativa. Le altre linee di intervento sono rivolte al dissesto idrogeologico, alla fruizione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e all’inclusione sociale. Sin qui, gli indirizzi.
Per capire qualcosa in più, abbiamo raggiunto il vicesindaco, Giovanni Randazzo. A cui abbiamo subito girato i due interrogativi di partenza. “Quei 21 milioni non sono ancora nelle casse del Comune”, precisa. “La Regione ha autorizzato la sottoscrizione della convenzione per interventi che rientrano nel programma operativo regionale ma con fondi europei per il 2014-2020”, aggiunge. Quali siano nel dettaglio però i progetti da finanziare a Siracusa non è ancora dato saperlo. “Siamo ancora in una fase preliminare. I progetti vanno perfezioni e presentati alla Regione che guida la cabina di regia di Agenda Urbana. Da tempo siamo in fase istruttoria, al Comune di Siracusa è stata riconosciuta la possibilità di attingere a quelle somme”. Messa così, anche Agenda Urbana rischia pericolosamente di prendere le forme di un nuovo libro dei sogni. Insomma, ci vorrà del tempo.
“Il prossimo passaggio è la sottoscrizione della convenzione, che ancora non c’è. Abbiamo solo il decreto. A giorni ci chiameranno e quindi si potrà concretamente avviare il programma. Alcuni progetti esistono. Altri devono essere elaborati”, ammette il vicesindaco di Siracusa.
In linea di massima, si interverrà per l’efficientamento energetico delle scuole e la loro manutenzione straordinaria. Poi, come conferma Giovanni Randazzo, “parcheggi e piste ciclabili. Potrebbero finalmente essere realizzate la ciclabile Santa Panagia e la Pizzuta. Quindi valorizzazione dei beni culturali. Ma non parliamo di interventi operativi immediati. Occorre la presentazione del progetto e la successiva approvazione”. Insomma, tutto in prospettiva futura.
Nel frattempo, è il caso che a Palazzo Vermexio inizino a tirare fuori dai cassetti i progetti che possono diventare esecutivi in breve tempo ed essere cantierabili. Il buon obiettivo centrato con l’accesso a risorse per 21 milioni di euro diventa ottimo solo se trasformato in qualcosa di reale e concreto.




Firmata a Roma l’istanza per i 76 lavoratori Spaccio Alimentare: cassa integrazione

Al Ministero del Lavoro si è discusso oggi della difficile vertenza Cambria, la proprietà dell’insegna Spaccio Alimentare che a Siracusa aveva rilevato il ramo di azienda dell’ipermercato Carrefour in quello che era il centro commerciale I Papiri.
Mentre per la struttura commerciale il 2019 dovrebbe rappresentare l’anno della riqualificazione e del rilancio, i 76 lavoratori ex Cambria attendono di conoscere il loro futuro. A Roma, i sindacati hanno sottoscritto l’istanza per la cassa integrazione dal 21 gennaio. “Questo permetterà di effettuare i lavori di ristrutturazione del supermercato di Siracusa perchè sospenderanno l’attività a zero ore”, spiega il segretario provinciale della Filcams, Alessandro Vasquez. Presenti al tavolo anche le segreterie di Palermo e Messina, ugualmente interessate alla vertenza.




Siracusa. Da simbolo del legame con il mare a rifiuto, la storia della motovedetta

Da simbolo del legame tra Siracusa ed il mare a scomodo rifiuto. Il passaggio è stato, purtroppo, breve per la motovedetta dismessa dalla Guardia Costiera e donata al Comune di Siracusa che decise di piazzarla in un angolo del parcheggio Molo Sant’Antonio.
Come tutte le cose, anche un “monumento” ha bisogno di attenzioni e manutenzioni. Quasi nascosta in fondo al parcheggio, la motovedetta è diventata negli anni ricettacolo di rifiuti di ogni sorta e – suo malgrado – involontaria spettatrice di un triste fatto di cronaca: la morte di un clochard che lì trovava riposo.
Quello che doveva essere un simbolo è ora quasi un fastidio. La banchina 3, destinata allo sbarco dei passeggeri della navi da crociera, confina proprio con quella motovedetta alla mercè dei vandali. E secondo gli operatori marittimi, non è il migliore dei biglietti da visita per chi scende da un hotel galleggiante.
Morale della favola, la richiesta è: toglietela. Si, ma chi? Il Comune non vuole farsi carico dei costi. Identica la posizione degli operatori marittimi. Uno stallo che rafforza, ma solo moralmente, la presenza della motovedetta dismessa in quell’angolo tra la banchina 3 ed il parcheggio del Molo Sant’Antonio.




Arrestato corriere della droga nigeriano: quattro ovuli di cocaina nello stomaco

Per eludere ogni controllo e consegnare della cocaina destinata allo spaccio locale, un 30enne nigeriano aveva ingerito 4 ovuli contenenti la sostanza stupefacente. Una accurata indagine degli agenti del commissariato di Pachino ha permesso di svelare il sistema di approvvigionamento utilizzato e di arrestare l’uomo, in possesso di un regolare permesso di soggiorno.
Tutta una serie di sospetti hanno finito per spingere i poliziotti sulla pista giusta. Fermato in compagnia di altri due uomini per un controllo, Eustace Ikemdinachi Onwukwe ha consegnato spontaneamente 10 grammi di marijuana. Tutto troppo facile per ingannare gli agenti, convinti trasportasse ben altro. Disposti, allora, per il 30enne accertamenti sanitari all’ospedale di Avola. La Tac ha rivelato la presenza nello stomaco di quattro ovuli contenenti sostanza stupefacente. Due sono stati espulsi dall’arrestato, rivelando il contenuto: 23 grammi di cocaina.
Svelato così come uno dei canali di approvvigionamento di cocaina si avvalga anche di cittadini stranieri, muniti di permesso di soggiorno, insospettabili proprio per il metodo di trasporto: l’ingestione degli ovuli di droga. Un sistema che, peraltro, mette a repentaglio la vita del corriere se uno degli ovuli dovesse rompersi.




Quasi 3.000 soci siracusani in rivolta: “Banca Popolare Ragusa, azioni invendibili”

Un nuovo caso di risparmio tradito investe anche Siracusa. Nella crisi della Banca Agricola Popolare di Ragusa sono infatti coinvolti anche 2.842 piccoli azionisti siracusani che hanno investito liquidazioni e risparmi di una vita nell’istituto bancario. Detengono il 14,69% delle azioni. Ma adesso non riescono a venderle. Al borsino delle Popolari (Hi-Mtf), dove gli scambi sono fermi per mancanza di acquisti, il titolo è crollato in pochi giorni da 117,40 euro a 83,50.
La banca non può più comprarli con fondi propri per precisa norma di regolamento. Ed i piccoli soci sono preoccupati. Dopo Ragusa, la provincia con il maggior numero di azionisti Bapr è proprio quella di Siracusa. E saranno in tanti, domani, a partecipare alla manifestazione di protesta, con tanto di gilet giallo, davanti alla sede centrale della banca. Ad agitare i loro pensieri, il paradosso: l’asserita solidità patrimoniale dell’istituto che però si scontra con la crisi di liquidità delle azioni. Intanto, raccontano, dal 2016 stanno subendo il blocco della liquidità delle azioni sottoscritte negli anni, in seguito alle decisioni del cda della banca.
“Il consiglio continua a valutare tutte le strade per ricondurre ad una condizione fisiologica gli scambi sulle proprie azioni, consapevole del fatto che le regole e le forze di mercato in questo percorso saranno preponderanti e non potranno in alcun modo essere manipolate”, spiega al Corriere della Sera il dg della Banca Agricola Popolare di Ragusa, Saverio Continella.
Il governo segue con attenzione. A Roma, al Mef, incontro dedicato alla vicenda. Il sottosegretario all’Economia, Alessio Villarosa, sta seguendo da vicino le evoluzioni.




Siracusa. Scuole al freddo, non si ferma la protesta: aule ancora vuote, domani corteo

Ancora senza soluzione il problema dei riscaldamenti spenti in molte scuole superiori del siracusano. Il sit-in di protesta dello scorso venerdì non ha prodotto alcun risultato e non pare che la ex Provincia Regionale sia in grado di venirne a capo in tempi brevi.
Domani gli studenti siracusani torneranno a sfilare in corteo, direzione proprio il palazzo della ex Provincia, in via Roma. Una delegazione dovrebbe essere ricevuta dal commissario straordinario, Carmela Floreno. A lei il cerino, dopo che anche la Prefettura ha spiegato ai ragazzi che ogni competenza è del Libero Consorzio.
Oggi, intanto, classi ancora vuote per freddo al liceo Corbino e nelle sedi distaccate del Quintiliano e dell’Alberghiero. Un elenco che viene aggiornato di minuto in minuto.
La situazione è paradossale. Scuole al freddo e impossibilità presunta di interventi da parte di chi di competenza. C’è chi ricorda i milioni di euro ciclicamente inviati dalla Regione alla ex Provincia Regionale di Siracusa. Somme utilizzate prioritariamente per stipendi e debiti vari. Di servizi erogati da un ente con circa 600 dipendenti oggi, però, non c’è traccia.