Siracusa Risorse, i lavoratori occupano la sede della partecipata

I lavoratori di Siracusa Risorse hanno occupato la sede centrale dell’azienda, in corso Gelone. Si tratta della società partecipata della ex Provincia Regionale. Stipendi in arretrato ed incertezze sul nuovo contratto di servizio stipulato senza il coinvolgimento di tutte le parti sociali le ragioni alla base della protesta.
Il segretario provinciale della Filcams Cgil, Alessandro Vasquez, si sta occupando della vicenda.




Siracusa. Specie aliene nelle acque del Plemmirio, immortalata murena atlantica

La foto arriva direttamente dalle acque del Plemmirio. All’interno dell’area marina protetta sono sempre più numerose le specie “aliene”. Come questa enchelycore anatina: una murena atlantica immortalata dal servizio attività a mare del consorzio Plemmirio.
“Non è la prima volta che la incontriamo”, afferma il responsabile del servizio, Gianfranco Mazza. Lo scatto, caratteristico, immortala la murena atlantica che fa capolino nei fondali della zona A. Non si tratta del primo avvistamento ed è già stato condotto uno studio in passato sulla presenza di questi esemplari.




Siracusa. Smart a fuoco in via Grottasanta, danneggiate altre tre auto

Auto in fiamme nella notte in via Grottasanta. Gli agenti delle Volanti sono intervenuti per l’incendio di una Smart. Ancora in fase di accertamento le cause all’origine del rogo. Danneggiati altri  tre veicoli ivi parcheggiati nei pressi dell’auto. Sul posto i Vigili del Fuoco.




Siracusa. Interrogatorio di garanzia per i sei arrestati nell'operazione Port Utility

Giornata dedicata agli interrogatori di garanzia delle sei persone raggiunte nei giorni scorsi da un’ordinanza cautelare (una in carcere, cinque ai domiciliari) nell’ambito dell’indagine della Guardia di Finanza ribattezzata Port Utility. Secondo l’accusa, le gare pubbliche bandite dall’Autorità Portuale di Augusta sarebbero state “turbate”. I bandi e i disciplinari, infatti, non venivano direttamente predisposti dai funzionari dell’Ente pubblico appaltante, bensì da professionisti titolari di una società di progettazione siracusana. Inoltre in alcune circostanze, alcuni commissari di gara, dopo aver svolto l’incarico di componente della commissione aggiudicatrice, ricevevano – anche con lo schermo di terzi soggetti – incarichi di consulenza dalla società che si era aggiudicata l’appalto. Una sorta di “ricompensa” per l’attività svolta a favore di chi aveva tutto l’interesse ad “indirizzare” le gare.
Particolarmente lungo, fino alla serata, l’interrogatorio dell’ingegnere Nunzio Miceli, ritenuto il regista dell’operazione e attualmente in carcere. Hanno risposto alle domande i fratelli Pietro e Giovanni Magro, per loro due di confronto ciascuno con i magistrati. Hanno avuto modo di chiarire la loro posizione, in particolare relativamente al contenuto di una conversazione whatsapp e ad una intercettazione telefonica del 2017. Hanno inoltre spiegato di essere soci dello studio di progettazione coinvolto e con quali percentuali e ruoli. Il loro difensore, l’avvocato Aldo Ganci, domattina depositerà istanza di scarcerazione ma preannuncia anche il ricorso al Riesame. Si è avvalso, invece, della facoltà di non rispondere Antonino Sparatore. Interrogatorio di garanzia anche per Giovanni Sarcià e Venerando Toscano.
I sei sono accusati di corruzione e turbativa d’asta. Gli appalti ritenuti “pilotati” rientrano in quelli previsti nella “Scheda Grandi Progetti – Hub porto di Augusta”. Le opere sono finanziate nell’ambito della programmazione 2007/2013 con fondi Pon e ammontano a circa 100 milioni di euro. Gli utili – illeciti – sarebbero stati “pagati” attraverso “consulenze”, per un volume totale di quasi 8 milioni di euro. Quanto ai due funzionari dell’Autorità Portuale, incaricati di gestire le gare di appalto, avrebbero incassato circa 500 mila euro ciascuno a titolo di incentivi per le relative attività d’istituto in realtà, rivelano le indagini, svolte dai tre professionisti titolari dello studio di progettazione.




Sasol Italy: "Investimenti per la sostenibilità e decremento delle emissioni"

Investimenti per oltre 38 milioni di euro entro il 2019 e progetti di analoga dimensione nei prossimi tre anni. Altri 10 milioni sono invece destinati alla ricerca nel prossimo triennio, mentre 4 milioni sono in programma già per l’anno in corso . Questi i numeri comunicati questa mattina da Sasol nel corso della giornata dedicata allo sviluppo sostenibile. Un incontro con il territorio e con i diversi attori del settore e delle istituzioni che, nel salone di Villa Politi, è servito per mostrare “i dati tangibili dell’impegno presente e futuro dell’impresa e per combattere le fake news”. Tra i dati sciorinati, quelli che parlano del lavoro svolto negli ultimi anni quanto ad emissioni di composti solforati: meno 96 per cento. Per quanto riguarda, invece, le emissioni diffuse e fuggitive: meno 80 per cento. Diminuzione del 71 per cento, infine, per le emissioni di ossidi di azoto. Il vice presidente Operation Sasol Italy, Sergio Corso illustra i progetti a breve, medio e lungo termine dell’azienda. Di apertura e comunicazione con il territorio ha parlato anche il Vice Presidente e Amministratore Delegato di Sasol Italy, Filippo Carletti.




Nella città dell'evasione, recuperabili 80 milioni di tasse su 400 mai pagati

Quasi non ha destato scalpore la conferma del peso mostruoso dell’evasione dei tributi locali a Siracusa. Dal 2004 al 2014 accertato il mancato pagamento di tasse per 400 milioni di euro. Una enormità difficile anche da concepire che si traduce nello stato fatiscente attuale dei servizi e nelle scarse possibilità di programmare investimenti pubblici.
Eppure i bilanci comunali di quelli anni appaiono, sulla carta, tutti in equilibrio. Possibile che mai nessuno, negli uffici, si sia accorto dell’andazzo drammatico che le cose stavano prendendo? Che stava per diventare insostenibile l’evasione? Che serviva un’azione decisa di contrasto?
A fronte della certificazione di un dato che lascia sgomenti, ne arriva oggi un altro: solo 80 di quei 400milioni sono – sulla carta, si badi bene – recuperabili. Per il resto, ovvero 320 milioni, ci si può allegramente “stuiare il musso”.
Ma non è neanche detto che il Comune di Siracusa rientrerà in possesso di quelle somme messe a bilancio negli anni passati ma mai realmente incassate o – a quanto pare – nemmeno richieste. L’assessore alla Fiscalità, Nicola Lo Iacono, ha annunciato la volontà di contrastare questo andazzo con vista sul baratro attraverso la Ifel, fondazione di Anci, pronta a mettere a disposizione degli uffici di Palazzo Vermexio l’accesso a circa 50 banche dati che consentiranno di conoscere nel dettaglio la situazione patrimoniale di ogni contribuente. E questo per capire chi è capiente – e quindi può essere “aggredito” per il recupero delle somme dovute e non pagate – e chi, invece, si trova in reale stato di difficoltà o bisogno.
Se – grazie ad un fortunato allineamento dei pianeti – si dovesse riuscire a concretizzare questa decisa azione di contrasto all’evasione, il Comune potrebbe rientrare in possesso, al massimo, di 80 milioni di euro. Quelle sono le somme ancora esigibili. Difficilmente, però, riuscirà l’ein plein. Per cui, prudenzialmente, è il caso di considerare al ribasso quella somma. Che negli anni potrebbe comunque rappresentare ossigeno puro per gli asfittici conti comunali.
Tutelare i contribuenti onesti è un punto per troppo tempo sottovalutato in ogni sindacatura degli ultimi vent’anni almeno. Eppure per l’assioma tasse=servizi non si può prescindere dall’equità fiscale per portare avanti una cittadina. I tempi dell’assistenzialismo sono finiti. Il caso Catania insegna: nessuno è grande o “protetto” abbastanza da evitare di fallire.




Siracusa. Erbacce crescono a dismisura, a tirarsi su le maniche ancora i volontari

Sacchetti abbandonati per le strade ed erbacce alte a bordo delle strade o sui marciapiedi. In alcune zone della città il decoro è messo a dura prova da incuria e inciviltà dei cittadini e lacune dei servizi pubblici incaricati. Ci provano ancora una volta i volontari che dopo un tam tam sui social network (pagina Segnala l’Erbaccia su Facebook) hanno iniziato a dare una pulita alla città.
Punto di partenza, piazza Adda. Armati di guanti e sacchetti forniti dal gestore e tanta buona volontà, hanno speso diverse ore della loro domenica per tagliare erbacce cresciute a dismisura, sino a diventare arbusti. E alle spalle delle erbacce presenti sulla pubblica via, immancabili rifiuti: persino vestiti ed immancabile topo morto.
Alla fine sono stati raccolti 12 sacchi, conferiti e smaltiti in discarica. Domenica torneranno nella stessa ampia e centrale area per completare il lavoro, poi – sempre di domenica – si dedicheranno alla Borgata. Chi volesse, può aggregarsi: anche per mezz’ora anche per offrire un caffè ai volontari, da non lasciare soli. Un segnale civico importante che si contrappone all’atteggiamento dilagante che vede tutti puntare l’indice contro qualcuno o contro qualcosa ma senza mai far qualcosa di concreto per risolvere i problemi.
Certo, lodando l’iniziativa dei volontari e l’iniziativa che si allarga su Segnala l’Erbacce, viene da chiedere all’assessorato all’Ambiente dove sono gli addetti che dovrebbero pure occuparsi di questo aspetto. Il loro lavoro purtroppo non si percepisce, come risultato finale. Qualcosa pertanto non funziona. E non potranno essere sempre e solo i volontari la soluzione. Per quanto un risveglio di civismo non guasti in una città che si sta autoseppellendo di spazzatura.




Siracusa. Danneggiato con fiamma ossidrica un parcometro

Ignoti la notte scorsa hanno tentato di rubare uno dei parcometri collocati lungo via Ettore Romagnoli, nei pressi dell’ingresso al parco della Neapolis.
Ad essere presa di mira è stata la macchinetta posizionata nei pressi della della statua del Prometeo incatenato. I ladri hanno agito con la fiamma ossidrica ma, per cause sconosciute, non sono riusciti a portare a termine i loro piani. È stato lo stesso personale del Comune ad accorgersi del tentativo di furto durante i consueti controlli, notando un taglio alla base del parcometro. La fiamma ossidrica ha danneggiato i cavi e la scheda interni. L’impianto sarà riparato e a breve tornerà in funzione.
Nei mesi scorsi i ladri si erano impossessati di un altro parcometro di via Ettore Romagnoli, sostituito poche settima addietro.




Noto. "L'Infiorata patrimonio immateriale Unesco": rilanciata la proposta

L’Infiorata come patrimonio immateriale dell’Unesco. A rilanciare l’idea è il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, durante i lavori dell’assemblea annuale dell’associazione nazionale delle infiorate artistiche InfiorItalia, svoltasi nel weekend a Noto.
“Una proposta su cui siamo sempre più convinti di voler lavorare – ha detto Bonfanti durante l’assemblea – e che deve diventare un percorso da condividere con tante altre città ed associazioni che si impegnano nella valorizzazione delle arti effimere. Sappiamo che non sarà facile, ma riteniamo possano esserci tutti i presupposti per impegnarci in questa direzione: l’Infiorata è espressione e conoscenza di tante realtà che condividono un importante patrimonio culturale da conservare per le generazioni future”, le parole del primo cittadino di Noto.
L’assemblea annuale, la 30.a da quando è nata InfiorItalia, è stata organizzata dall’associazione Maestri Infioratori di Noto presieduta da Oriana Montoneri ed ha visto giungere in Sicilia le delegazioni di oltre 20 città tra cui quelle di Alatri (Frosinone), Genzano (Roma), Bracciano (Roma), Pietra Ligure (Savona) ed anche una proveniente dalla Polonia.
I lavori in sala Gagliardi sono stati aperti dall’assessore alla Cultura, Frankie Terranova, e conclusi dal sindaco Corrado Bonfanti. C’è stato spazio anche per la performance dei figuranti in abiti d’epoca dell’associazione Corteo Barocco e per il collegamento video da Buenos Aires con il documentarista italo-americano Eduardo Carbone.




Siracusa. Jersey antiterrorismo, quei brutti "cosi" in cemento: "rendiamoli belli"

Sul fatto che i jersey in cemento con funzione antiterrorismo siano brutti a vedersi c’è unanimità. Sul fatto che siano necessari ancor prima che utili, le opinioni sono varie. Ma se dobbiamo per forza tenerceli, almeno rendiamoli più belli. Una idea lanciata diverso tempo addietro da SiracusaOggi.it e rimasta inascoltata fino ad oggi. Il consigliere comunale Carlo Gradenigo ha presentato un atto di indirizzo per invitare la giunta comunale ad iniziative di maquillage dei grigi “cosi” di cemento.
Il punto di partenza: “i manufatti in cemento ad oggi utilizzati, deturpano il decoro della principale via commerciale del centro storico di Ortigia”. E visto che in diverse città hanno dato vita a bandi e concorsi di idee per abbellirli, perchè non farlo anche a Siracusa? Dove, al limite ed in massima economia, li si potrebbe colorare in maniera consona o studiare come “foderarli” con un tema diverso ogni volta.
Al sindaco ed alla giunta, Gradenigo chiede “di attuare tutte le azioni possibili mirate a rendere le attuali barriere antiterrorismo degli oggetti di arredo urbano capaci di dialogare con lo spazio cittadino in cui si trovano, in armonia con la bellezza del centro storico”.