Emergenza ciclone, oggi la commissione Territorio e Ambiente dell’Ars. Carta:”Scegliere bene le priorità”

Si riunirà in mattinata la quarta commissione legislativa permanente Territorio, Ambiente e Mobilità dell’Ars, convocata dal presidente Giuseppe Carta per le 11:30 con l’obiettivo di avviare l’esame delle misure straordinarie necessarie a fronteggiare gli ingenti danni causati dal ciclone “Harry” al comparto dei balneari, ai porti turistici e al sistema turistico regionale. La seduta si inserisce nel quadro aggiornato dall’approvazione in Aula della legge che stanzia 40,8 milioni di euro per gli interventi urgenti nei territori colpiti. La convocazione nasce su impulso del gruppo Grande Sicilia, su proposta dell’on. Ludovico Balsamo. In Commissione, stamane, il confronto entrerà nel merito di come utilizzare concretamente i fondi, delle priorità da fissare e di come tentare di dare continuità ai privati nel potersi autodeterminare con investimenti propri, dentro un perimetro di regole chiare e tempi rapidi.”L’approvazione delle risorse è un segnale importante, ma adesso viene la parte decisiva: scegliere bene le priorità e rendere spendibili i fondi, senza perdere settimane in incertezze e rallentamenti. E soprattutto dobbiamo mettere gli operatori nelle condizioni di intervenire subito, con procedure chiare, perché senza continuità e senza certezze gli investimenti si fermano”, dichiara Carta. All’audizione parteciperà il Governo regionale, rappresentato dall’assessore al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino. Sono inoltre invitati a intervenire rappresentanti istituzionali e del mondo produttivo e delle associazioni di categoria, tra cui Confindustria Sicilia, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA Balneari, Assonat, Federalberghi e realtà del settore balneare e portuale.




Auteri richiama il Governo. “Roma smetta di dare briciole alla Sicilia”

“Ad oggi dallo Stato sono arrivate solo briciole, circa 33 milioni di euro, una cifra del tutto inadeguata rispetto alla devastazione subita da famiglie, imprese, agricoltura, turismo e infrastrutture – dichiara il deputato regionale Carlo Auteri, intervenendo sull’emergenza seguita al passaggio del ciclone Harry – . La Regione ha fatto la sua parte. Ora il Governo nazionale dimostri concretamente di esserci, con risorse adeguate e strumenti straordinari. La Sicilia non chiede favori ma rispetto”. La Regione Siciliana ha agito con rapidità e concretezza – continua Auteri – mentre dal Governo nazionale continuano ad arrivare risposte insufficienti rispetto alla portata dei danni”. Il deputato regionale ricostruisce quanto avvenuto nelle ultime ore all’Ars. “Ieri si è svolta prima una riunione di maggioranza, poi il passaggio in Commissione Bilancio e infine il voto dell’Assemblea Regionale Siciliana che ha garantito l’immediata disponibilità per un primo intervento da 115 milioni di euro, fondamentale per sostenere pescatori, diportisti, stabilimenti balneari e tutte le attività che nella prima fase hanno subito danni e disagi gravissimi”. Contestualmente, l’Ars ha poi deciso di affidare al presidente della Regione Renato Schifani il ruolo di Commissario per il ripristino delle urgenze: “Una scelta necessaria – sottolinea Auteri – per accelerare le procedure, superare i colli di bottiglia burocratici e garantire interventi rapidi su infrastrutture, viabilità e servizi essenziali”. Il deputato regionale entra poi nel merito del dibattito nazionale sulle risorse: “Sentire dire che i fondi per l’emergenza potrebbero essere presi dai 5 miliardi destinati al Ponte sullo Stretto è profondamente sbagliato, al di là di come la si pensi su quell’infrastruttura. Quelle risorse sono già destinate alla Sicilia. Qui non si tratta di spostare soldi da una tasca all’altra, ma di pretendere fondi aggiuntivi, veri, straordinari, all’altezza di danni che sfiorano il miliardo di euro”.




Auto a metano in fiamme nella notte a Lentini, intervento dei Vigili del Fuoco

Paura nella notte a Lentini per l’incendio di un’autovettura alimentata a metano. L’allarme è scattato nella notte, intorno alle 2.50, quando la squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Lentini è intervenuta nei pressi di via dei Profughi.
Giunti sul posto, i pompieri hanno trovato l’auto avvolta dalle fiamme ed hanno immediatamente avviato le operazioni di spegnimento, riuscendo a domare l’incendio in tempi rapidi e a mettere in sicurezza il veicolo, evitando ulteriori rischi legati alla presenza dell’impianto a metano.
A supporto delle operazioni sono intervenuti anche i Carabinieri di Carlentini, che hanno provveduto a delimitare l’area e ad avviare gli accertamenti investigativi di competenza.
Restano da chiarire le cause del rogo. Le indagini sono in corso per stabilire se l’incendio sia di natura accidentale o dolosa.




Perdita idrica al plesso Pitia: uscita anticipata per gli studenti di Quintiliano e Corbino

Grave perdita idrica nel plesso scolastico  di via Pitia che ospita i licei Quintiliano e Corbino. Alla base del problema, un guasto all’autoclave dell’edificio. Necessario disporre l’uscita anticipata degli studenti, che alle 9:00 erano già fuori dalla scuola per cause che una circolare della dirigente del Quintiliano Simonetta Arnone ha definito di forza maggiore. I docenti sono rimasti al lavoro ma spostandosi nella sede centrale di via Tisia. La scuola, il Libero Consorzio Comunale e l’ente proprietario dell’edificio, secondo i chiarimenti della dirigenza scolastica, “stanno operando per risolvere al più presto al situazione di emergenza che si è venuta a creare”. Si attendono, pertanto, ulteriori disposizioni.  Ancora disservizi, quindi, per gli studenti delle scuole superiori del capoluogo. Ieri, la forte presa di posizione del deputato regionale Carlo Gilistro del Movimento 5 Stelle dopo un sopralluogo nel plesso Juvara di viale Santa Panagia,che ospita una parte dell’istituto Alberghiero Federico II di Svevia ed una parte del liceo Einaudi. In quel caso, il problema segnalato è quello delle basse temperature in cui la comunità scolastica deve svolgere le proprie attività e che non supererebbero i 12 gradi a fronte della necessità che nei luoghi di lavoro si registrino almeno 18 gradi. La questione, secondo quanto annunciato dal pediatra siracusano, sarà oggetto di un suo esposto in Procura.




Due esemplari di lupo cecoslovacco in giro per Siracusa, interviene il servizio randagismo

Due cane lupo cecoslovacco sono stati nelle ultime ore i protagonisti di decine di segnalazioni di avvistamento, a Siracusa. Dalla ciclabile Maiorca alla Pizzuta, sono stati notati e le foto sono finite sui social. E’ bene precisare che il lupo cecoslovacco non è un lupo, ma non è nemmeno un cane qualunque e men che meno “semplice”. È un animale affascinante, impegnativo e profondamente legato al suo branco.
A fronte di diverse telefonate e sulla scorta di foto e video divenute virali, è intervenuto il servizio randagismo della Polizia Municipale di Siracusa. Dopo avere preso in carico i due esemplari, sono stati condotti presso uno studio veterinario per i controlli del caso. E’ stato così possibile risalire al proprietario a cui, verosimilmente, i due lupi cecoslovacchi erano sfuggiti. L’uomo – spiegano fonti di Polizia Municipale – è stato sanzionato per l’omessa custodia e vigilanza, come previsto dalla normativa di settore.




Colpi ai bancomat e paura nella zona montana, ora pattuglie in strada anche di notte

Non è rimasto inascoltato lo sfogo dei sindaci della zona montana di Siracusa. “Abbiamo paura”, avevano detto all’unisono i primi cittadini di Sortino e Buccheri, dando voce alle preoccupazioni diffuse sui loro territori. “Ci siamo scoperti vulnerabili”, avevano aggiunto Vincenzo Parlato e Alessandro Caiazzo lamentando carenze nei controlli, soprattutto nelle ore notturne. Nel giro di pochi giorni, e sempre nel fine settimana, una banda specializzata nel furto di interi bancomat ha preso di mira banche di Palazzolo, Buccheri e Sortino. Esplosivo ed escavatore per portare a compimento colpi audaci, in appena 15 minuti. Una spregiudicatezza che ha creato diffuso allarme sociale.
La prima risposta arriva dalla Prefettura di Siracusa. Dalla notte scorsa, sono stati attivati controlli aggiuntivi con la presenza – a rotazione – di pattuglie interforze. La Questura di Siracusa, raccolto l’input prefettizio, raccorda e coordina le operazioni. Ai Comuni interessati è stata inviata una nota con la comunicazione relativa ai controlli nelle ore notturne. I sindaci sono stati invitati a collaborare, per tramite della polizia locale.
La reazione è un iniziale sospiro di sollievo, con controlli nelle ore notturne attivi con lampeggianti e divise a presidiare strade e luoghi sensibili nei piccoli centri montani del siracusano.




Siracusa non resta a guardare, volontari di Protezione Civile in aiuto di Niscemi

Sono operativi da questa mattina a Niscemi gli otto volontari di Protezione Civile partiti da Siracusa nelle scorse ore, per fornire supporto alla popolazione colpita dalla grave frana che ha interessato il territorio, costringendo circa 1.500 persone all’evacuazione e allo sgombero di centinaia di abitazioni.
La colonna mobile aretusea, composta da diversi mezzi specializzati, tra cui la cucina mobile, ha raggiunto la cittadina nissena nella prima parte della mattinata. Seguendo le disposizioni e il coordinamento del Dipartimento Regionale di Protezione Civile, i volontari hanno provveduto al posizionamento dei mezzi e all’immediata attivazione dell’unità cucina, una struttura in grado di preparare fino a mille pasti, destinati alle persone evacuate e agli operatori impegnati nelle attività di emergenza.
Un primo, concreto intervento di conforto in un contesto segnato da paura, disagi e incertezza, in cui l’assistenza logistica e alimentare rappresenta un elemento essenziale per affrontare le ore più difficili successive all’evento calamitoso.

A rappresentare Siracusa sul campo sono i volontari del gruppo AVCS: Maurizio Rubino, Anthony Giliberto, Emanuele Salonia, Samuele Colombo, Gianluca Damiano, Sebastiano Lenares e Valeria Romeo, impegnati senza sosta a supporto della macchina dei soccorsi.
La presenza di uomini e mezzi siracusani si inserisce nel più ampio dispositivo regionale attivato per fronteggiare l’emergenza di Niscemi.




Rifiuti, passaggio da Tekra a Ris.Am. tra dubbi e perplessità. Il Comune: “Verifiche in corso”

Giorni “caldi” per il servizio di igiene urbana a Siracusa. I cittadini lamentano costanti ritardi nella raccolta, mentre i lavoratori di Tekra paiono aver dato vita ad una sorta di stato di agitazione non dichiarato, con una trentina di loro improvvisamente in malattia. I ritardi nel pagamento degli stipendi influiscono. Sullo sfondo, l’imminente “affitto” del ramo di azienda, con Tekra che ha firmato il relativo contratto di subentro con la Ris.Am. srl, giovane società con sede a Milano. Quest’ultima vicenda agita anche la politica e sarà al centro del Consiglio comunale convocato per questa sera a Palazzo Vermexio.
Il quadro non è sereno. Sindacati e lavoratori non nascondo le loro perplessità davanti alla ristrutturazione societaria avviata da Tekra. Ha poi creato più di una sorpresa la circostanza che Ris.Am. sia una società costituita meno di un anno fà. La visura camerale (Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza) riporta come data inizio attività il 16 aprile del 2025. Capitale sociale di appena 20mila euro, a fronte di un servizio per il quale il Comune di Siracusa paga in canone svariati milioni di euro, ogni anno. Amministratore unico è Vincenzo Vanacore, di Castellamare di Stabia (Na).
FdI e il gruppo consiliare del Pd hanno manifestato nelle scorse giornate tutte le loro perplessità. Nelle ore scorse, intanto, il Comune di Aversa (Caserta) ha preso posizione sul passaggio Tekra-RisAm. Anche il centro campano infatti, è interessato dall’affitto del ramo d’azienda nel settore dell’igiene urbana. E il Comune della città normanna ha proceduto alle verifiche necessarie al subentro, anche – spiegano fonti di stampa locale – per “riscontrare che l’accordo non sia stato sottoscritto con finalità elusive delle regole e dei principi stabiliti dal codice dei contratti pubblici”. Dagli accertamenti, operati dall’ufficio Ambiente del Comune di Aversa, sono emerse diverse criticità che hanno portato all’inammissibilità del subentro contrattuale. Starebbe però per essere prodotta nuova documentazione, per superare quel parere di nullità del contratto di affitto del ramo d’azienda da parte del Comune di Aversa.
A proposito di verifiche, anche l’Ufficio Igiene Urbana del Comune di Siracusa sta visionando con attenzione documenti e autorizzazioni. Filtra qualche perplessità sul tema delle garanzie (esperienza nel settore, capitale sociale limitato, ed altro) ma solo se dovesse emergere qualche carenza rispetto alle previsioni normative – fanno sapere – il Comune di Siracusa potrebbe bloccare l’operazione. Nel caso opposto, invece, dal primo febbraio diventerà effettivo il subentro, con i dipendenti che saranno assorbiti dalla nuova società con annessi tutti gli obblighi derivanti dal contratto sottoscritto da Tekra con il Comune di Siracusa.




Ciclone Harry e frana Niscemi, Scerra (M5S):”Dal Governo risposta insufficiente”

“Le risorse finora stanziate dal Governo sono assolutamente insufficienti rispetto alla portata dei danni in Sicilia, dopo il passaggio del ciclone Harry. C’è la fastidiosa sensazione che, per l’esecutivo Meloni, questa sia una emergenza di serie B. E la risposta istituzionale debole, rende ancora più pesanti i danni subiti. Per questo, ho chiesto con una interpellanza urgente di prevedere la sospensione di tasse e riscossioni per famiglie e imprese colpite, oltre ad incrementare con urgenza il Fondo per le emergenze nazionali per la Sicilia”. Così il parlamentare e Questore della Camera dei Deputati, Filippo Scerra (M5S) che nei giorni scorsi aveva incontrato il prefetto di Siracusa per un primo punto della situazione.
L’esponente Cinquestelle non dimentica la spaventosa frana di Niscemi. “Una vera e propria emergenza nell’emergenza con oltre 1.500 cittadini evacuati e decine di abitazioni a rischio. I cittadini stanno affrontando tutto con dignità, ma lo Stato non può permettersi esitazioni. Ai Cittadini di Niscemi esprimo il rammarico per uno Stato che probabilmente non è stato abbastanza vicino a loro nei passati anni, ma che dovrà esserlo adesso per rimettere la città in sicurezza e garantire a tutti il diritto ad abitare in una casa ed in un territorio al riparo da drammatiche sorprese. La lentezza e la debolezza delle risposte istituzionali pesano quasi quanto i danni materiali. Non bastano le dichiarazioni di circostanza: servono interventi immediati, strutturali e proporzionati”, insiste Scerra.
“Il Sud è fragile perché per decenni è stato trascurato. Per questo chiediamo un Piano strutturale di prevenzione per il Mezzogiorno, che punti alla messa in sicurezza idrogeologica, alla manutenzione costante del territorio, al ripristino del sistema dunale e a una pianificazione urbanistica seria. Senza prevenzione, continueremo solo a contare danni e disastri”.




La desolazione di Marina di Priolo dopo il passaggio del ciclone Harry

Il passaggio del ciclone Harry ha “cancellato” Marina di Priolo. Le spiagge non si vedono più ed appaiono notevolmente ridotte in ampiezza. Qualcosa, si dice, il mare la restituirà. Per il resto, si proverà a rispondere con del ripascimento. Sono iniziate le operazioni di pulizia, intanto. La rimozione di alcuni dei tanti massi scagliati dalla furia dei marosi, ha intanto portato ad una triste scoperta: la strada che costeggia il lungomare è stata distrutta. Voragini e ampie porzioni dissestate, va tutta ricostruita. E’ il danno principale subito da Priolo Gargallo, cittadina industriale a nord del capoluogo che – con il suo litorale – è diventato un punto di riferimento estivo per migliaia di siracusani, nonostante le tante battute che accompagnano da sempre la balneabilità di quel tratto (censito e monitorato ambientalmente, ndr).
“Quella strada è anche una via di fuga”, ricorda il sindaco Pippo Gianni. “Domani si riunirà in Comune il tavolo tecnico per gli interventi da avviare. Oggi siamo in call con la Regione per quel che riguarda i lidi e l’economia turistica. Tutto quello che c’era a Marina di Priolo, adesso non c’è più. E’ grave”, racconta il primo cittadino.
Il sindaco di Priolo lamenta poi una certa freddezza della zona industriale. “Solo una grande azienda ci ha contatto per mettersi a disposizione in aiuto del territorio. Le industrie sono qui, ormai danno poco lavoro ma hanno da sempre una certa ricaduta ambientale. Era l’occasione per dimostrare responsabilità sociale. Mi spiace che solo un’azienda lo abbia fatto, sino ad ora”, si sfoga Gianni.