Polo petrolchimico, Fiom critica dopo l’incontro con Eni: “Serve il confronto con il territorio”

“Eni fugge ancora una volta da un giusto confronto con il territorio e con i soggetti interessati e incontra le segreterie di categoria e le Rsu Cgil, Cisl e Uil per comunicare la fermata degli impianti Aromatici ed Etilene con avvio, in anticipo, l’1 luglio”. La Fiom Cgil provinciale, guidata dal segretario Antonio Recano, evidenzia come “nulla si sia detto sull’iter autorizzativo né sulle garanzie occupazionali, in un momento in cui, peraltro, Eni ha comunicato un’ulteriore riduzione di personale, pari a 49 unità, sul sito di Marghera. Per Recano si tratta della “solita politica a due tempi : oggi si chiude, domani forse si investirà”. Né per il sindacato sarebbero di conforto le garanzie di “proseguire nel monitoraggio costante per la costruzione di soluzioni condivise assieme ai lavoratori, senza poter sapere quali”. I metalmeccanici ritengono che la dismissione del cracking abbia innescato una forte reazione a catena che può essere interrotta solo se, come si chiede da mesi, si ricompone “una vertenza generale capace di affrontare la complessità di un polo industriale su cui un sistema energetico fortemente sbilanciato sulle fonti fossili”. La richiesta è quella di affrontare il tema con tutti i soggetti in campo: Eni Versalis, Sasol, Ias, Isab Goi, Sonatrach. “Le aziende del polo petrolchimico- prosegue Recano- hanno avuto in questi anni mani libere nello sfruttamento degli operai e del territorio. Eni dovrebbe smettere il piglio autarchico tenuto fino a questo momento e riconoscere ruolo e legittimità di tutte le forze sociali per costruire un percorso condiviso entro cui ripensare un nuovo modello industriale. Occorrono indirizzi di politica industriale e volontà politica di pianificare progetti chiari e raggiungibili in tempi certi”.




Giuseppe Pellizzeri, il giorno dell’ultimo saluto: “Chi fa il male non vince: distrugge già se stesso”

“Si dice che il tempo mitiga il dolore, invece il tempo fa crescere il dolore”. Sono le prime parole di don Aurelio Russo, rettore del Santuario della Madonna delle Lacrime, durante il funerale di Giuseppe Pellizzeri, il 37enne ucciso lo scorso martedì 10 giugno in via Elorina.
“Tutti noi, quando è arrivata questa notizia, abbiamo pensato che non potesse essere vera. Chi fa il male non vince: distrugge già se stesso. La via della felicità non è nell’odio, nella cattiveria e nella ritorsione,” ha detto don Aurelio Russo. “Oggi, nell’assurdità di questa situazione, a noi interessa la pace. Il male sa fare solo il male: sa seminare odio e assurdità.”
Dolore, sofferenza e un silenzio assordante hanno avvolto il gremito Santuario questo pomeriggio. La famiglia, la moglie, gli amici e i parenti si sono riuniti per dare l’ultimo saluto al Tenente di Vascello della Guardia Costiera. Molti di loro indossavano una maglietta con la scritta: “Peppone nostro, per sempre nei nostri cuori.”
Presente in prima fila il comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, Antonio Cacciatore, insieme a una folta rappresentanza della Guardia Costiera.
“Noi siamo con voi nel dolore, nella vostra preghiera, nella vostra fede e nella vostra speranza: siamo con Giuseppe”, ha aggiunto don Aurelio rivedendosi alla famiglia e alla moglie del 37enne.
Tra le lacrime, è arrivato il momento per la moglie di leggere alcune righe:
“Ciao amore mio, hai lasciato dentro di me un vuoto che non passerà mai. Non meritavi di lasciare questo mondo così presto. Con te se ne sono andati la mia voglia di vivere, le risate e i nostri sogni… ma non il nostro amore. Non passerà un solo giorno senza che io parli di te ai nostri figli.”
“Eri sempre con il sorriso tra le labbra, un ufficiale come nei film: un ufficiale gentiluomo”, dice un’amica.
“Mi dispiace, Peppe, per tutto quello che non ti ho detto. Ti vogliamo bene”, aggiunge commossa la sorella di Giuseppe Pellizzeri.
“Portavi energia nelle nostre giornate e nei nostri uffici, eri un punto di riferimento per tutti noi. La brutalità della tua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo, difficile da colmare. La Capitaneria di Porto si unisce al dolore della tua famiglia e sarà sempre un porto sicuro per loro”, sottolinea un collega del 37enne. “Buon vento e mari calmi verso le braccia del Signore”, dice un’altro agente della Guardia Costiera.
Per l’omicidio si trova in carcere il 30enne Francesco Mirabella, reo confesso poche ore dopo il tragico episodio. Alla base del gesto, dissidi economici che avrebbero inasprito i rapporti tra le due famiglie, fino allo scontro culminato nella tragedia di via Elorina.




Il caso Melfi fa scricchiolare l’intesa tra Francesco Italia ed Edy Bandiera

L’inconsueto e ripetuto scontro tutto interno alla maggioranza, con il consigliere Matteo Melfi protagonista di un ripetuto botta e risposta con l’assessore Pantano, non può essere letto semplicemente come “normale dialettica” o “richiesta di confronto” all’interno di una coalizione. La sorpresa in giunta Italia è stata tanta, per le modalità e per i tempi che sembrano porre il consigliere dell’area ScN (gruppo Edy Bandiera) più vicino all’opposizione che alla maggioranza. Già nei mesi scorsi diverse voci indicavano in Matteo Melfi uno scontento prossimo a superare la barricata e aderire ad un altro gruppo consiliare. Ma la scadenza delle elezioni provinciali aveva poi contribuito a calmare le acque. E l’avvenuta elezione di Melfi, con il contributo diretto della maggioranza, pareva aver definitivamente chiuso i discorsi.
Adesso, invece, riaffiorano tensioni tali da moltiplicare, specie in giunta, le sensazioni di una volontà quasi espressa di rottura. “Non si spiegherebbe altrimenti l’attacco e l’averlo ripetuto…”, spiega una voce che vuol rimanere anonima, nei corridoi del secondo piano di Palazzo Vermexio.
Il problema rischia di investire più il vicesindaco Bandiera che il primo cittadino. Se Melfi dovesse arrivare allo strappo, infatti, sarebbe difficile per Edy Bandiera – se non impossibile – mantenere la posizione in una squadra di governo cittadino che vuole diventare pienamente consiliare, ovvero poggiata sulla rappresentanza degli assessori in Consiglio comunale.
Al primo attacco di Melfi sulla mobilità (“Pantano si fermi e rifletta, città invivibile”), l’assessore aveva risposto secco: “Ragioniamo dei problemi ma facciamolo con dati e cognizione di causa. Il sentito dire o la sensazione non possono essere tema di confronto politico, altrimenti trasformiamo tutto in teatrino. Se qualcosa deve essere arrestato, allora, sia questo modo di pensare di fare politica, sparando nel mucchio e senza cognizione giusto per solleticare la pancia dei siracusani e cercare facili like. Piuttosto dimostriamo tutti di avere ben chiaro il nostro ruolo e le nostre responsabilità verso i cittadini”. Vicenda chiusa? No perchè il consigliere Melfi contrattacca: “Pantano ha un atteggiamento chiuso e autoreferenziale, si picca per una critica ma non si assume mai la responsabilità di un approccio che esclude, ignora e impone. Come se fosse depositario unico della verità, dimenticando che la politica è confronto, dialogo, partecipazione”. Parola che segnano probabilmente lo strappo, definitivo e consumato.




Omicidio di Avola, convalidati i due fermi: padre e figlio confermano l’aggressione

Convalidati i fermi per i due presunti autori dell’omicidio di Paolo Zuppardo, il 48enne vittima di un agguato martedì sera ad Avola. I due, padre e figlio, di 57 e 26 anni, accusati di omicidio e porto e detenzione di arma clandestina, hanno confermato l’aggressione, ma non l’esplosione di colpi con la pistola sequestrata dalla polizia e che uno dei due indagati avrebbe usato contro Zuppardo, ma utilizzandone il calcio come corpo contundente.
Dopo il tragico episodio di via Marco Polo, la Squadra Mobile e gli uomini del Commissariato avevano avviato celeri indagini che, in poco tempo, avevano consentito agli inquirenti di risalire all’identità dei due uomini, che spontaneamente si sono presentati in commissariato, confessando subito di avere percosso violentemente la vittima.
Alla base, ci sarebbero stati dissidi personali, iniziati un paio di mesi fa e degenerati nell’episodio di violenza che è costato la vita al 48enne. Il 57enne ed il 26enne sono stati condotti nuovamente presso la Casa Circondariale di Cavadonna.




Addio ad Arnaldo Pomodoro, genio della scultura. Fu protagonista anche al Teatro Greco

Si è spento Arnaldo Pomodoro, tra i più grandi scultori contemporanei, artista visionario e figura centrale dell’arte del Novecento. Proprio oggi, 23 giugno, avrebbe compiuto 99 anni.
Il suo linguaggio scultoreo, fatto di forme geometriche monumentali, superfici frantumate e materiali potenti, ha ridefinito il concetto stesso di scultura pubblica e ha contribuito a plasmare il paesaggio urbano e artistico di molte città nel mondo.
Pomodoro ha saputo distinguersi anche in ambito scenografico, portando la sua cifra stilistica nei teatri più prestigiosi. In particolare, resta memorabile il suo contributo al Teatro Greco di Siracusa, dove nel 2014 firmò scenografie e costumi in occasione della stagione del Centenario delle rappresentazioni classiche organizzata dalla Fondazione Inda.
Per quell’edizione straordinaria, Pomodoro ideò l’impianto visivo di tre produzioni di grande rilievo: l’Orestea, con Agamennone diretto da Luca De Fusco e Coefore-Eumenidi con la regia di Daniele Salvo; Le Vespe di Aristofane dirette da Mauro Avogadro; e Verso Argo, un progetto drammaturgico firmato da Eva Cantarella e messo in scena da Manuel Giliberti. Le sue scenografie, maestose e penetranti, riuscirono a dialogare con la pietra millenaria del teatro, restituendo al pubblico un’esperienza visiva carica di forza simbolica e bellezza contemporanea.
Nel giorno della sua scomparsa, la Fondazione Inda ha voluto ricordare l’artista con parole di sincero affetto e gratitudine: «La Fondazione Inda si unisce al cordoglio del mondo dell’arte e della cultura per la morte di Arnaldo Pomodoro. Tra i più grandi scultori contemporanei, Arnaldo Pomodoro, che oggi avrebbe compiuto 99 anni, ha ideato le scenografie e i costumi utilizzati per la stagione del Centenario delle rappresentazioni classiche, nel 2014, quando vennero messe in scena l’Orestea (Agamennone diretto da Luca De Fusco, Coefore Eumenidi per la regia di Daniele Salvo), Le Vespe con la regia di Mauro Avogadro e Verso Argo con la drammaturgia di Eva Cantarella e la regia di Manuel Giliberti».




Di nuovo fumo dalla chiesa di San Paolo a Solarino, Vigili del Fuoco in azione

Ancora una volta, Vigili del Fuoco a Solarino per della fumosità che si sarebbe sviluppata nel sottotetto della chiesa di San Paolo. Venerdì sera l’intervento per spegnere l’incendio che aveva causato anche un parziale cedimento della volta, lungo la navata centrale. Oggi questo nuovo episodio, a sorpresa, nonostante i controlli dei giorni scorsi.
La chiesa di San Paolo è chiusa da quell’episodio ed in settimana è in programma una conferenza dei servizi per accelerare la messa in sicurezza e la parziale riapertura. Questo episodio, però, rischia di far slittare ulteriormente i tempi.
Ad accorgersi del fumo che usciva da una finestrella su via Roma è stato un passante. Subito avvisato il parroco, don Luca Saraceno che, a sua volta, ha dato l’allarme. Sul posto sono arrivati in pochi istanti i mezzi dei Vigili del Fuoco. Potrebbe ancora trattarsi di quella subdola brace senza segnali (fumo e odori) sviluppatasi probabilmente in seguito ad un fulmine che mercoledì scorso avrebbe colpito il tetto della chiesa.
La zona interessata dal nuovo fenomeno è diversa da quella su cui si sono concentrati le attenzioni dei soccorritori in precedenza.




VIDEO. Una via per Sergio Ramelli, sulla proposta a Siracusa confronto Cavallaro – Buccheri

I consiglieri comunali Paolo Cavallaro (FdI) e Andrea Buccheri (Francesco Italia Sindaco) si sono confrontati questa mattina su FMITALIA sulla proposta di intitolare una via di Siracusa a Sergio Ramelli. Sono stati i consiglieri Cavallaro e Romano a presentare una mozione apposita, a breve in discussione in Consiglio comunale. Andrea Buccheri, invece, ha preannunciato il suo voto contrario alla proposta toponomastica.
Le ragioni del si e le ragioni del no, nel video di seguito:




Servizio idrico, le forze progressiste sulla gestione: “Acqua non sia terreno di speculazione”

Il centrosinistra siracusano torna a sollevare dubbi sulla gestione futura del servizio idrico integrato in provincia. Le perplessità di Pd, M5S, Sinistra Italiana e Lealtà&Condivisione – insieme al Forum Acqua Pubblica – ruotano attorno al progetto della società mista Aretusacque. In una nota congiunta, le forze progressiste denunciano quella che definiscono “fase di grave turbolenza” che starebbe investendo la costituzione della nuova società, aggravata da lotte interne al centrodestra locale.
Il comunicato fa esplicito riferimento anche all’inchiesta giudiziaria in corso ad Agrigento, che coinvolge l’ex assessore regionale Marco Di Mauro, accusato – insieme al suo ex segretario particolare – di associazione per delinquere, truffa e turbativa d’asta in relazione a un appalto da 37 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica cittadina.
“Fermo restando il principio di innocenza fino a sentenza definitiva – si legge nella nota – il coinvolgimento dell’assessore che fino a pochi mesi fa monitorava le Ati siciliane lascia aperta la porta al sospetto circa l’esistenza di eventuali intrecci pericolosi tra politica e privati”. In quest’ottica, il centrosinistra siracusano chiede trasparenza su un episodio cruciale: l’incontro avvenuto in Prefettura nel dicembre 2022 tra Di Mauro e il presidente dell’Ati siracusana, il sindaco Francesco Italia. Un vertice che – secondo i firmatari – avrebbe determinato l’inversione di rotta, da una gestione totalmente pubblica al via libera alla costituzione di una società mista sotto il controllo pubblico.
“La gestione del servizio idrico a Siracusa è ancora in proroga alla Siam, i fondi PNRR da 37 milioni destinati all’ambito provinciale sono andati persi e il progetto dell’Ati è ora reso ancora più incerto dalla sentenza del CGA che ha dato ragione al Comune di Palazzolo Acreide sulla gestione in house del servizio”, concludono Pd, M5S, Sinistra Italiana, Lealtà&Condivisione e Forum Acqua Pubblica che hanno richiesto alla Prefettura il verbale di quella riunione del 2022, “nell’interesse della trasparenza e del diritto dei cittadini di conoscere le dinamiche decisionali su un bene comune fondamentale come l’acqua”.




Fermata Versalis, Scerra (M5S): “Vigilanza massima su tempi della transizone e livelli occupazione”

“La decisione di procedere con anticipo alla fermata programmata dell’impianto cracking presso il sito Versalis di Priolo, a partire dal 1° luglio, rappresenta un passaggio tecnico delicato all’interno di un piu ampio percorso di trasformazione del polo industriale, verso una nuova sostenibilità ambientale. La scelta di Versalis, guardando al contesto globale caratterizzato da grande instabilità, comporta dei rischi non indifferenti di indipendenza strategica del sistema industriale italiano relativamente alla chimica di base, ma allo stesso tempo c’è da dire che questo è l’inizio concreto di un processo di riconversione che punta a rendere le produzioni più sostenibili sul piano ambientale, economico e tecnologico. In questo contesto, se la paventata accelerazione delle autorizzazioni per i nuovi progetti corrispondesse a verità, indicherebbe la volontà di ENI di rispettare gli impegni: ma su questo è giusto vigilare, ed è quello che faremo affinché non ci siano tempi morti e sia garantita una totale garanzia occupazionale”. Così il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra, dopo la sottoscrizione del verbale tra Versalis e le parti sindacali interne, a proposito della fermata degli impianti e l’avvio del programma di riconversione annunciato mesi addietro da Eni.
“Come da accordi, le attività di fermata dovranno essere gestite con continuità operativa e pieno coinvolgimento del personale, diretto e indotto, garantendo la tutela dell’occupazione e la valorizzazione delle professionalità già presenti nel sito. La sfida della transizione industriale è complessa, ma può diventare un’opportunità concreta di rilancio per il territorio, se affrontata con responsabilità e visione. In questa fase di cambiamento di un tassello importante del complesso industriale, sarà fondamentale monitorare e garantire la sostenibilità produttiva dell’intero sito. Continuerò a seguire con attenzione questo percorso, promuovendo e accogliendo soluzioni condivise e capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e giustizia sociale, e, se del caso – conclude Scerra – convocando nuovamente tutti i soggetti che giocano un ruolo importante per la definizione di un programma di sviluppo economico e e di transizione ecologica del nostro sistema produttivo”.




Corpus Domini, l’Arcivescovo Lomanto: “Rigettiamo ogni forma di violenza”

“In questi giorni gravi fatti di sangue ‒ ancora una volta – hanno seminato paura e incertezza. Non è accettabile ferire o procurare la morte degli altri. Siamo vicini ai familiari che piangono per la morte dei propri congiunti la cui vita viene spezzata per futili motivi. Gesù ci indica la via del rispetto e dell’accoglienza, della mitezza e della carità, rigettando ogni forma di violenza e offesa verso l’altro”. E’ uno dei passaggi della riflessione dell’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ieri sera al termine della processione del Corpus Domini. La celebrazione eucaristica ha avuto luogo nella Basilica Santuario della Madonna delle Lacrime. Poi la processione, formata da sacerdoti, religiosi, associazioni e confraternite, fedeli, fino al sagrato della chiesa San Tommaso al Pantheon dove l’arcivescovo ha impartito la benedizione eucaristica.
Nel corso della sua riflessione al Pantheon, mons. Lomanto si è soffermato sull’Eucaristia, “presenza di speranza, di pace e di carità”. Poi ha ricordato: “Non siamo distaccati dalle vicende di questo mondo che ogni giorno ci fanno sperimentare contraddizioni, smarrimenti e sconvolgimenti. La nostra speranza ha i piedi ben piantati in terra, ma lo sguardo fisso in avanti, nell’eternità di Dio. Anche se sperimentiamo contrarietà e resistenze, persecuzioni e guerre, abbiamo certezza che Gesù ha vinto il peccato e la morte. Papa Leone ai vescovi d’Italia ha detto: «Auspico che ogni Diocesi possa promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza, iniziative di mediazione nei conflitti locali, progetti di accoglienza che trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro. Ogni comunità diventi una “casa della pace”, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono. La pace non è un’utopia spirituale: è una via umile, fatta di gesti quotidiani, che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi, più che mai, la nostra presenza vigile e generativa» (Id.)”.
Infine l’Eucaristia come presenza di carità: “La presenza di Gesù nell’Eucarestia ci deve impegnare maggiormente nella Carità che è la forza che vince il male e il peccato. La Carità di Gesù deve prendere dimora dentro di noi, nella nostra vita, nella nostra storia e nelle scelte importanti. Ogni nostra azione deve essere motivata e costruita nella Carità di Dio. Non lasciamoci intimorire o paralizzare dai colpi di coda delle opere del male, di chi vuole contrastare il bene. La carità di Gesù può scardinare i cuori più induriti. I nostri Santi e Martiri hanno testimoniato la verità della Parola di Gesù con la loro stessa vita. San Paolo, Santa Lucia, San Sebastiano lo hanno fatto con il sangue. La Madonna lo ha confermato a Siracusa con le sue lacrime. Tutte le nostre scelte, i nostri programmi, le nostre azioni siano sempre guidati dall’Amore di Cristo che si è sacrificato sull’altare della croce e si è fatto Pane di vita. Guardiano a Gesù Eucarestia, professiamo con coraggio la nostra fede e facciamo nostro l’invito di San Paolo che ci ricorda: «Al di sopra di tutto ci sia la carità!» (Col 3,14)”.