Augusta. Sale scommesse, giro di vite dei carabinieri: sanzioni per 22 mila euro ed una denuncia

Denuncia e sanzioni amministrative, nonché ammende per 22 mila euro alla proprietaria di un’attività commerciale di corso Sicilia, ad Augusta. La donna, secondo quanto appurato dai carabinieri, aveva omesso gli adempimenti legati alla formazione dei lavoratori in materia di sicurezza e di sorveglianza sanitaria. I Carabinieri della Stazione di Augusta e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro – nell’ambito di una campagna di prevenzione e contrasto alle forme di illegalità connesse con il gioco e le scommesse, finalizzata a tutelare le fasce più deboli della popolazione, in particolare i minori – con l’ausilio di personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, hanno effettuato una serie di verifiche controllando complessivamente 3 attività tra bar e sale scommesse.
Nel corso del servizio i Carabinieri,oltre all’intervento a carico della titolare dell’esercizio di corso Sicilia, hanno segnalato una 50enne all’Inps di Siracusa poiché impiegata in nero percependo reddito di inclusione.




Ruba arance da un’azienda agricola: denunciato, i proprietari devolvono gli agrumi in beneficenza

Avrebbe rubato 75 chili di arance da un’azienda agricola di contrada Cozzo Pantano. Bloccato poco dopo un 48enne che lunedì pomeriggio si sarebbe reso responsabile del furto. Ad intervenire, i carabinieri della Stazione di Ortigia. L’uomo, con precedenti per reati contro il patrimonio, è stato denunciato. La merce recuperata, su richiesta dei proprietari del fondo agricolo è stata devoluta in beneficenza.




Ciclone Harry: via libera del Consiglio dei Ministri allo stato di emergenza nazionale

«Lo stanziamento complessivo di 33 milioni euro da parte del Consiglio dei ministri destinati alla Sicilia per i danni del ciclone Harry rappresenta il primo passo di un percorso e un segnale di solidarietà per le popolazioni colpite. Queste risorse si aggiungono ai 70 milioni messi a disposizione dal mio governo portando così a 103 milioni complessivi le somme disponibili per i primi interventi. Sono certo che si tratti di un inizio e dopo l’ordinanza per le deroghe seguiranno altri decreti per stanziare fondi aggiuntivi». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha partecipato, con rango di ministro come previsto dallo Statuto, alla riunione del Consiglio dei Ministri di questo pomeriggio nel corso della quale è stato deliberato lo stato di emergenza nazionale per i danni del ciclone Harry.
«Nel corso della riunione ho posto un tema che ritengo quanto mai urgente – ha aggiunto il presidente Schifani – ovvero rivalutare una politica di tutela delle fasce costiere alla luce dei cambiamenti climatici. Come nel caso di altri fenomeni naturali violenti come gli incendi, è necessario pianificare in maniera precisa e concreta una difesa dei Comuni costieri che possono essere colpiti da fortissime mareggiate. È cambiato l’ecosistema ed è un nostro obbligo, come istituzioni, quello di adeguarci e potenziare la prevenzione».
Il Consiglio dei Ministri ha anche nominato i presidenti delle Regioni coinvolte commissari delegati per l’emergenza con ampi poteri di deroga.
«Adesso – conclude – si apre la grande scommessa, che io non intendo perdere, della velocità dei tempi di attuazione degli interventi. Proprio per questo, stamattina ho insediato la cabina di regia operativa per dare risposte immediate. I siciliani devono sapere che il mio governo si adopererà giorno e notte, con coraggio e dignità, per restituire loro ciò che la natura cruenta gli ha tolto, e per individuare tutte le risorse fondamentali per fare fronte agli ingentissimi danni».




Stato di calamità naturale dopo il ciclone Harry, Cannata (FdI): “Ora interventi tempestivi”

Danni che solo nel solo territorio siracusano ammontano a oltre 405 milioni di euro. Dopo la dichiarazione di stato di calamità e dunque emergenza nazionale, deliberato nel primo pomeriggio dal Consiglio dei Ministri, entra nel merito il parlamentare Luca Cannata di Fratelli d’Italia, che ricorda quanto evidenziato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani a seguito di una prima ricognizione che parla, per la Sicilia, di un miliardo e mezzo circa di danni, tra diretti e indiretti e con un rilevante impatto su infrastrutture, territori costieri ed economia turistica. Le cifre della Protezione Civile della provincia di Siracusa parlano adesso di 405 milioni di euro: 65 milioni per viabilità e servizi essenziali, 26 milioni per infrastrutture portuali; 51,5 milioni per strutture pubbliche, 196 milioni per versanti, consolidamento delle coste e infrastrutture idrauliche,58,5 milioni per danni alle attività produttive private, circa 8 milioni per somme urgenze.
«Si tratta di numeri che restituiscono la reale portata dell’emergenza – dichiara Cannata – e confermano la gravità dei danni lungo tutta la fascia costiera ionica. La decisione del nostro Governo Meloni, che dimostra attenzione , sensibilità e velocità , consente ora di attivare immediatamente tutti gli strumenti previsti per affrontare l’emergenza. Il lavoro proseguirà in stretto raccordo tra Governo, Regione, Protezione Civile e Comuni per garantire interventi tempestivi, la messa in sicurezza del territorio e il sostegno a cittadini e imprese colpiti. Nei prossimi giorni è inoltre prevista la presenza sul territorio del Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e del Presidente della Regione Renato Schifani, a conferma dell’attenzione istituzionale verso le comunità colpite».




Nicita (PD), “sospendere tributi per famiglie e imprese colpite dal ciclone Harry”

Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, i senatori del Pd Antonio Nicita, Irto, Meloni e Rando chiedono al Governo “di accogliere l’emendamento presentato dai deputati Pd nel Decreto Milleproroghe sulla sospensione di tasse e riscossioni per famiglie e imprese colpite” dai danni del ciclone Harry.
I parlamentari chiedono inoltre al Governo “se non intenda chiarire che gli obblighi di coperture assicurative per eventi catastrofali, già sottoscritti dalle imprese ai sensi di legge, includono, evidentemente, inondazioni e allagamenti legati a eventi meteomarini estremi quali quelli verificatisi la scorsa settimana”.
Con un’interrogazione al Governo, inoltre, i senatori Pd chiedono maggiori informazioni su “quali interventi urgenti si stiano predisponendo dopo i gravi danni causati dal ciclone ‘Harry’ in Sicilia, Calabria e Sardegna”.




Siracusa si mobilita per Niscemi, volontari in partenza con la cucina da campo

Aiuti in partenza anche da Siracusa per Niscemi, dove la spaventosa frana ha costretto all’evacuazione di circa mille persone, stravolgendo in poche ore la quotidianità di interi quartieri. Le immagini che arrivano dalla cittadina sono impressionanti e alimentano preoccupazioni crescenti per l’evoluzione del fronte franoso e per la sicurezza delle abitazioni rimaste a ridosso dell’area interessata.
Il Dipartimento regionale della Protezione civile ha attivato la macchina dei soccorsi, coordinando uomini e mezzi provenienti da diverse province siciliane. In questo quadro di emergenza, anche Siracusa è pronta a fare la sua parte.
Domani mattina, infatti, partirà alla volta di Niscemi un gruppo di volontari dell’Avcs (Associazione Volontari di Citta di Siracusa) diretto verso il centro colpito. Gli otto volontari siracusani porteranno a Niscemi la cucina mobile, un mezzo speciale in grado di preparare fino a mille pasti caldi.
Il loro compito sarà quello di assistere gli sfollati, molti dei quali hanno dovuto lasciare le proprie case in fretta, portando con sé solo l’essenziale. Un supporto concreto, che si affianca agli altri interventi messi in campo per fronteggiare quella che si configura come l’ennesima emergenza siciliana, a pochi giorni di distanza dai danni e dalle ferite ancora aperte lasciate dal ciclone Harry.
La frana di Niscemi, intanto, riaccende i riflettori sulla fragilità del territorio siciliano. In attesa di capire l’evoluzione della situazione, la solidarietà corre sulle strade della Sicilia: da Siracusa a Niscemi, con uomini, mezzi e competenze al servizio di chi, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con la forza devastante della natura.




Assalti ai bancomat, l’escalation nella zona montana. I sindaci chiedono rinforzi: “Noi vulnerabili”

Prima Palazzolo e Buccheri, adesso Sortino. La zona montana di Siracusa si scopre vulnerabile e adesso ha paura. I bancomat presi di mira, con esplosivo o con un escavatore, non appaiono più episodi isolati ma frutto di una strategia criminale che ha valutato anche la capacità di difesa di quei territori. Ed i sindaci alzano la voce. Alessandro Caiazzo (Buccheri) e Vincenzo Parlato (Sortino), condividono l’analisi e chiedono rinforzi. “Servono più uomini delle forze dell’ordine. Chi c’è, fa il possibile e li ringraziamo. Ma se le Stazioni rimangono chiuse la sera e la notte perchè non c’è personale, diventiamo comodi bersagli”, dicono entrambi intervenendo in diretta su FMITALIA. Eppure da settimane il governo parla di nuove assunzioni per implementare gli organici delle forze dell’ordine. “Ma forse sono appena sufficienti per coprire quanti sono andati in pensione. Qua di rinforzi non se ne vedono…”, dice amareggiato Caiazzo che non può certo essere considerato un oppositori di FdI per partito preso, anzi.
A Sortino il “colpo” è fallito, nonostante l’esplosivo, anche grazie alla vivacità della cittadina nelle ore notturne. Nonostante fossero le 3.30, da un vicino locale pubblico sono subito arrivati sul posto alcuni avventori. Un ragazzo, rivela il sindaco Parlato, avrebbe tentato di prelevare poco prima proprio dallo sportello bancomat preso di mira dalla banda. Qualcuno, non è stato meglio specificato, lo avrebbe invitato a desistere, lungo la strada. Forse un componente del gruppo criminale, mentre i suoi sodali predisponeva l’esplosivo.
“È assolutamente chiaro che occorrono soluzioni nuove per un problema divenuto ormai stabile e ricorrente.
Siamo totalmente a sostegno delle forze dell’ordine e del lavoro prezioso che svolgono ogni giorno. Occorre dare loro ulteriori strumenti e uomini per infondere sicurezza al territorio”, dicono da Cna Siracusa.
Tre giorni fa, la manifestazione contro ogni forma di criminalità ed intimidazione. La delinquenza, però, continua ad alzare il tiro. Una sfida alle forze dell’ordine mentre si moltiplicano sforzi e appelli.




Igiene Urbana e il passaggio ‘improvviso’ da Tekra a Ris.Am: chiarimenti in consiglio comunale

Convocata per le 17:30 di domani la seduta del consiglio comunale che avrà, tra i temi all’ordine del giorno, l’immediato futuro della gestione del servizio di Igiene Urbana a Siracusa, dopo l’annuncio di Tekra di aver affittato un ramo d’azienda a Ris.Am srl, pronta a subentrare dal primo febbraio. Fratelli d’Italia ha presentato un ordine del giorno con cui il gruppo consiliare di minoranza chiede chiarezza sulla vicenda, di cui nessuno sembrava fosse a conoscenza prima dell’annuncio ufficiale. A questo documento è stata agganciata la richiesta, del gruppo del Partito democratico, di un’informativa sull’argomento da parte dell’Amministrazione comunale. Intanto sono diverse, in questi giorni, le segnalazioni di cittadini che lamentano la mancata raccolta differenziata o ritardi nel passaggio dei mezzi della Tekra. Non è escluso che anche questo possa essere oggetto, domani, di approfondimento nell’aula Vittorini.
Sempre nel corso della seduta di domani pomeriggio, convocata dal presidente del consiglio comunale, Roberto Di Mauro sarà discussa una mozione a firma di Giovanna Porto sulla “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”. Gli altri due ordini del giorno, entrambi del Pd, riguardano, infine lo stato di avanzamento dei progetti finanziati con il Pnrr e la Rete di coordinamento ed iniziative di salute mentale. Infine un atto di indirizzo di Leandro Marino, che chiede la trasformazione temporanea ad area di parcheggio di un distributore di carburanti Esso.




Ponte sullo Stretto, Floridia (M5S): “No a decreto che annacqua i controlli”

E’ un ‘No’ perentorio quello che parte dalla senatrice del Movimento 5 Stelle e presidente della Commissione Vigilanza Rai Brabara Floridia alla bozza di decreto imbastito dal Governo in merito alle grandi opere, a cominciare dal Ponte sullo Stretto. “La preoccupazione dell’associazione Magistrati della Corte dei Conti -spiega la senatrice- è anche la nostra. Restringere i margini di controllo dei magistrati contabili alla sola delibera Cipess, senza la possibilità di consentire una valutazione dei documenti ad essa allegati, che dunque costituiscono il vero contenuto della delibera, non è accettabile. Così come non è accettabile-prosegue la rappresentante del Movimento 5 Stella- la limitazione di responsabilità erariale per i firmatari di atti illegittimi che mettono a repentaglio i soldi dei cittadini. Annacquare i controlli, o tentare di eluderli per decreto, non è un’ipotesi percorribile. Per questo il nostro è un no perentorio-ribadisce Floridia- Norme come questa rappresentano un ulteriore schiaffo nei confronti di siciliani e calabresi che in questi giorni stanno vivendo sulla loro pelle tutte le difficoltà per le devastazioni dell’uragano Harry. Invece di cercare scorciatoie normative per tenere in vita “l’affare ponte”, il governo adotti procedure eccezionali e impieghi tutte le risorse necessarie per consentire la più rapida ricostruzione possibile dei territori e delle attività colpite”.




Antibracconaggio, è polemica: Confagricoltura critica, la Polizia Provinciale replica e la Lipu…

Si accende il dibattito sui controlli contro il bracconaggio messi in atto dalla Polizia Provinciale di Siracusa, dopo una presa di posizione ufficiale di Confagricoltura Siracusa che, pur ribadendo il proprio sostegno alla legalità e alle forze dell’ordine, solleva alcune perplessità sulle modalità e sulle priorità degli interventi.
Nel comunicato diffuso, Confagricoltura chiarisce di apprezzare l’attenzione della Polizia Provinciale verso il territorio e l’attività di contrasto al bracconaggio. Tuttavia, l’associazione agricola chiede che lo stesso rigore venga riservato anche ad altri fenomeni che incidono pesantemente sulle campagne e sull’ambiente, come l’abbandono abusivo di rifiuti di ogni genere, che in molte zone della provincia ha dato vita a vere e proprie discariche a cielo aperto, con costi di bonifica che ricadono sui proprietari dei terreni.
Confagricoltura esprime inoltre apprezzamento per il lavoro svolto dai coadiutori selecontrollori regionali impegnati nel contenimento dei cinghiali, sottolineando il contributo concreto offerto agli agricoltori, spesso a costo di sacrifici personali. Sul piano normativo, viene richiamata più volte la posizione della Regione Siciliana, secondo cui nelle aree di particolare interesse ambientale – come i siti Natura 2000, le ZPS e le zone umide – l’assenza di una chiara tabellazione o di recinzioni può esporre anche soggetti inconsapevoli a sanzioni, aprendo contenziosi destinati a finire nelle aule giudiziarie.
Nel mirino anche quella che viene definita una presunta “vicinanza” della Polizia Provinciale ad alcune associazioni animaliste. Secondo Confagricoltura, un corpo di polizia dovrebbe mantenere una posizione di assoluta neutralità, garantendo un’azione omogenea a tutela di tutte le categorie: dagli agricoltori e allevatori che subiscono danni, ai cittadini colpiti da furti, atti intimidatori e reati ambientali.
Alle critiche ha risposto proprio il Comando della Polizia Provinciale di Siracusa, che ha respinto le accuse giudicandole infondate e dai toni inappropriati. Nella replica ufficiale viene ribadita l’assoluta neutralità del Corpo, che – si legge – non agisce per compiacere alcuna organizzazione né ambientalista né venatoria, ma applica esclusivamente la legge con rigore ed equilibrio.
La Polizia Provinciale sottolinea come il dialogo istituzionale non sia mai stato precluso e come eventuali criticità avrebbero potuto essere affrontate in modo più costruttivo attraverso un confronto diretto. Viene inoltre ricordato che il contrasto al bracconaggio e alla caccia abusiva rappresenta un tema di primaria rilevanza pubblica, così come la vigilanza ambientale e la lotta all’abbandono dei rifiuti, attività che – assicurano dal Comando – proseguono con continuità, seppur con strumenti e tempi diversi.
Nel dibattito interviene anche la Lipu Siracusa, che prende le difese della Polizia Provinciale e giudica “di estrema gravità” le prese di posizione di Confagricoltura e di alcune associazioni venatorie. Secondo l’associazione ambientalista, dichiararsi dalla parte delle forze dell’ordine e al tempo stesso contestarne l’operato equivale a una posizione ambigua che rischia di legittimare comportamenti illegali.
La Lipu ribadisce come il bracconaggio rappresenti un reato grave e un danno irreparabile per il patrimonio naturale, oltre a nuocere allo stesso mondo venatorio. Definito “fuori luogo” anche il richiamo alle discariche abusive, letto come un tentativo di spostare l’attenzione dal problema centrale: la repressione della caccia di frodo. Quanto alla presunta mancanza di neutralità della Polizia Provinciale, l’associazione parla apertamente di accuse grottesche, esprimendo piena solidarietà agli agenti impegnati nella tutela delle zone umide del Siracusano, un patrimonio di valore internazionale che – conclude la Lipu – dovrebbe unire istituzioni e cittadini senza ambiguità.