Legalità, i carabinieri incontrano gli studenti del centro di istruzione per adulti Manzi

Nell’ambito del progetto di diffusione della cultura della legalità promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri in collaborazione con il MIUR, venerdì, i Carabinieri di Siracusa hanno tenuto un incontro presso il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti “Alberto Manzi”.
Alla conferenza, tenuta dal Comandante della Compagnia, Maggiore Giancarlo Filippo Cravotta, alla presenza della dirigente, Stefania Stancanelli e della professoressa Margherita Spadaro, referente per la legalità, erano presenti uomini e donne di diverse nazionalità, con i quali sono stati affrontati i temi della violenza di genere, i reati in materia di armi e stupefacenti e sono stati affrontati alcuni principi fondamentali della Carta Costituzionale.
L’incontro ha riscosso grande interesse tra i partecipanti che hanno avuto modo di approcciarsi al tema della legalità attraverso un contatto diretto con i Carabinieri che, nella circostanza, hanno ribadito la propria disponibilità e il proprio ruolo al servizio del cittadino.




Tenta di introdurre mezzo chilo di hashish a Cavadonna: bloccato e arrestato

Tentava di scavalcare la rete di recinzione di confine tra un agrumeto ed il carcere di Cavadonna per introdurre stupefacenti all’interno dell’istituto penitenziario. Bloccato ieri pomeriggio, all’altezza dell’area blocco 20, un uomo notato dall’operatore della sala regia, che controlla con le telecamere tutta l’area, interna ed esterna, della casa circondariale. Scattato l’allarme, un gruppo di agenti di polizia penitenziaria è intervenuto, cogliendolo in flagranza di reato, e sequestrandogli circa mezzo chilo di hashish ed infine arrestandolo. Un complice, che lo attendeva nell’agrumeto, si è invece dato precipitosamente alla fuga.
A darne notizia è Giuseppe Argentino, segretario provinciale Osapp, il sindacato della polizia penitenziaria. “Fatti del genere-commenta il rappresentante degli agenti penitenziari- non sono di certo nuovi a Cavadonna. Malavitosi tentano spesso di introdurre oggetti e sostanze non consentite all’interno dell’istituto, con modalità varie. Il sequestro di una quantità non indifferente di sostanza verosimilmente stupefacente, lascia pensare che lo scopo non fosse un uso personale. Saranno le indagini coordinate dalla Procura, con la polizia penitenziaria, che faranno luce sull’accaduto. L’uso di sostanze stupefacenti da parte dei detenuti, al di là dell’illecito penale, pone anche un problema di ordine e sicurezza negli istituti penitenziari, perché l’assunzione di tali sostanze ne altera anche l’equilibrio psicofisico conducendo, a volte, il soggetto assuntore ad azioni aggressive nei confronti di altri detenuti o di personale di Polizia Penitenziaria”.




Incendio illecito di rifiuti speciali. Intervento della polizia a Melilli

Nei giorni scorsi, a seguito di una segnalazione per una situazione di degrado ambientale, la Polizia Municipale di Melilli, è intervenuta in un’area non distante dal cimitero comunale. Durante il sopralluogo è stato accertato che l’area era stata adibita a deposito abusivo e combustione illecita di rifiuti, in particolare di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche la cui combustione sprigionava fiamme e una densa colonna di fumo nero, con evidenti rischi per l’ambiente e la salute pubblica. Grazie a una tempestiva attività investigativa, gli agenti del Comando di Polizia Municipale sono riusciti a individuare in breve tempo il responsabile dei fatti e il responsabile è stato identificato e deferito all’Autorità Giudiziaria. L’Amministrazione comunale esprime apprezzamento per la prontezza dimostrate dalla Polizia Municipale, confermando l’impegno costante nel contrasto agli illeciti ambientali e nella tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini.




Controlli anti-bracconaggio, la Polizia Provinciale a tutela della biodiversità

In occasione dell’ultima domenica di caccia del calendario venatorio siciliano, la Polizia Provinciale di Siracusa, ha messo in campo una vasta operazione di controllo a copertura in simultanea di più zone, dal quadrante Nord agli altipiani iblei tra Sortino e Buccheri, dall’area Sud fino a Pachino, con particolare attenzione ai pantani Baronelli, Ciaramidaro e Cuba, scrigni di biodiversità spesso sotto pressione venatoria.
Durante i controlli sono stati verificati alcuni cacciatori, controllate armi, documentazione e svolti accertamenti su veicoli, compresi quelli destinati al trasporto di rifiuti. Durante l’azione di controllo, elevate le sanzioni al Codice della Strada in merito a infrazioni per pesca abusiva nelle aree umide.
In merito alla missione della Polizia provinciale, il Presidente del Libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa, ha sottolineato l’importanza della missione guidata del Ten. Col. Daniel Amato. “La Polizia Provinciale – dichiara Giansiracusa – dimostra, ancora una volta, di essere all’altezza della sfida e soprattutto di scommettersi appieno nella sfida di controllare il nostro ambito territoriale, scrigno di biodiversita’ e bellezza”.




“Argo” al Teatro Massimo di Siracusa. Legami familiari e silenzi ereditati

Una memoria che attraversa le generazioni è il viaggio intimo fatto di legami familiari e silenzi ereditati che lo spettacolo “Argo” porta in scena porta in scena il 27 e 28 gennaio al al Teatro Massimo di Siracusa. La pièce liberamente ispirato al romanzo Storia di Argo di Mariagrazia Ciani, si affronta uno dei nodi più delicati della storia italiana del Novecento come la fuga dall’Istria dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Tuttavia la costruzione della sceneggiatura, senza intenti storicistici o romanzeschi, si fonda su un percorso poetico e interiore fatto di allusioni e metafore. Lo strappo dell’esilio e dell’abbandono forzato è raccontato attraverso la separazione di una bambina dal suo cane York, evocazione diretta del cane di Ulisse, il fedele Argo. “Ho capito che non avrei potuto mettere in scena un libro così intimo e tanto meno limitarmi ad adattarlo – spiega la regista – Avevo bisogno di un’autrice che, ispirandosi al tratto lieve e rarefatto del libro, scrivesse un testo originale, rispecchiando lo sguardo di chi, come me, ha conosciuto da lontano quella storia. Volevo che il testo fosse ambientato nell’oggi e che presentasse un confronto tra tre generazioni di donne. Ed è così che è arrivato Argo.” Il testo di Letizia Russo racconta infatti di Vera, 85 anni, Beatrice, sua figlia di 55 anni, e Carla, figlia trentenne di Beatrice, interpretate da Ariella Reggio, Maria Ariis e Lucia Limonta. Vera è affetta da Alzheimer e Beatrice decide di riportarla un’ultima volta a Pola, il luogo da cui era fuggita quand’era solo una bambina. Uno “strappo” di cui non ha mai parlato, rimasto sospeso nella memoria. Argo è un viaggio nella memoria e nelle sue eredità, un confronto tra generazioni su ciò che si trasmette, si tace, si trattiene. «Il testo – conclude Sinigaglia – in maniera delicata prova ad affrontare un tema importante come il peso della memoria. Certi vissuti, certi nodi, certi ricordi possono diventare un fardello insopportabile se non si è disposti a lasciarli andare. Solo lasciandoli andare si può andare oltre, verso un nuovo futuro.”




San Sebastiano, processione per le vie di Ortigia. Siracusa festeggia il compatrono

Siracusa festeggia il suo compatrono, San Sebastiano. La domenica successiva al 20 gennaio, il giorno della memoria liturgica del due volte martire, il simulacro viene portato in processione per le vie di Ortigia. Alle 17, dopo l’arrivo delle bande, l’uscita ed il partecipato corteo.
Una sosta alla cappella dedicata al Santo nei pressi di porta Marina, poi i fuochi d’artificio ed in serata il rientro in piazza Duomo per la tradizionale e caratteristica asta dei doni.




Assalto a bancomat, ordigno nella notte a Sortino: “Zona montana sotto attacco, serve presidio h24”

Paura nella notte a Sortino. Un forte boato, l’esplosione di un ordigno che nelle intenzioni dei malviventi avrebbe dovuto garantire loro di asportare lo sportello bancomat della Monte dei Paschi di Siena. Un tentativo andato a vuoto, ma che ricorda analoghi episodi che nelle scorse settimane si sono verificati a Palazzolo e Buccheri, motivo di preoccupazione crescente per i cittadini e per i sindaci della zona montana. Le indagini sono state avviate nell’immediato e partono dall’analisi delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza della zona. Resta, tuttavia, una forte amarezza e lo stupore di una comunità, quella della zona montana, scossa da ripetute azioni criminali di questa portata. Il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo parla dell'”ennesima conferma del fatto che i controlli e il presidio del territorio vanno necessariamente potenziati. Come abbiamo più volte fatto rilevare, la zona montana é sotto attacco, con eventi mai accaduti in passato e che stanno creando un allarme sociale sempre crescente.I cittadini cominciano ad avere paura e non avvertono più la presenza dello Stato a loro tutela.
Tutto questo deve finire-continua il primo cittadino di Buccheri-  e per far ciò tutte le caserme dei carabinieri, in orario notturno, devono essere presidiate con personale sufficiente a poter svolgere i servizi notturni. Prima lo si capisce e meglio sarà per tutti”. Le modalità adottate a Sortino sono analoghe a quelle già viste a Palazzolo. Ingenti i danni, nonostante il colpo non sia andato a segno. L’esplosione non è bastata a “liberare” il bancomat e probabilmente i malviventi hanno preferito darsi subito alla fuga, visto che in casi come questo la velocità d’azione è parte fondamentale del piano, certamente ben studiato nelle giornate o nelle settimane precedenti.




Rottamazione tributi locali, Castagnino: “Inutile l’atto approvato”. De Simone: “Legittimo e nei tempi”

“Sulla Rottamazione Quinquies per i tributi locali il Comune è in totale ritardo e l’atto di indirizzo approvato dal consiglio comunale non è quello che serviva per dare concretezza all’azione dell’amministrazione comunale”. Il dottore commercialista e revisore legale Salvo Castagnino torna così sul tema sollevato nei giorni scorsi e spiega che dal punto di vista tecnico, il “via libera” all’atto di indirizzo di Nadia Garro e Matteo Melfi, con l’emendamento di Damiano De Simone “non cambia nulla e non è l’atto che serve. E’ necessario un regolamento- puntualizza Castagnino- ed in tempi rapidi, che adesso non facilmente potranno essere rispettati. Sarebbe stato necessario portare in aula un regolamento e approvarne l’immediata esecutività. Per farlo sarebbe stato opportuno iniziare ad occuparsi della vicenda da quando si è iniziato a parlare del disegno di legge che prevedeva la  rottamazione, camminando di pari passo così da poter essere pronti il primo gennaio di quest’anno, con i pareri necessari. A quel punto- prosegue Castagnino- l’amministrazione sarebbe stata impegnata a comunicare agli enti di riscossione il recepimento da parte del Comune. Non esiste, ad oggi, nulla di tutto quello che davvero servirebbe per far partire la Rottamazione Quinquies dei tributi locali a Siracusa”. Nel caso in cui il Comune rientrasse nei tempi necessari, potrebbe abolire parzialmente o totalmente gli interessi relativi alle cartelle di tributi non versati dal 2000 al 2023 .  Castagnino aggiunge una considerazione. “Da tecnico dico che al momento si sta solo facendo passerella. Per aderire i tempi sono adesso particolarmente stretti, circa un mese, nell’arco del quale redigere il regolamento, richiedere i pareri tecnici, quello dei revisori dei conti, portare la proposta in aula e approvarla insieme all’immediata esecutività. Tutti passaggi obbligatori. Nessun dubbio che la misura sia ottima, non solo per i contribuenti ma anche per le casse del Comune. In molti aderirebbero certamente e questo determinerebbe entrate che altrimenti non vedremmo molto probabilmente mai più”.Alle dichiarazioni rilasciate da Castagnino su FMITALIA, replica Damiano De Simone, firmatario dell’emendamento approvato nell’ambito dell’atto di indirizzo sulla Rottamazione Quinquies. De Simone definisce quella assunta da Castagnino “una posizione che appare non solo ingenerosa, ma anche imprecisa rispetto al ruolo che la legge riserva proprio all’organo consiliare. Il Consiglio comunale, infatti-prosegue il consigliere – ha piena facoltà – come previsto dalla normativa – di indirizzare l’Amministrazione nell’individuazione dei tributi da sottoporre a definizione agevolata, nelle modalità di attuazione e, soprattutto, nella scelta se applicare l’abbattimento totale o parziale di sanzioni e interessi, lasciando al contribuente la sola quota a titolo principale. Ed è proprio su questo aspetto che è stato approvato all’unanimità l’emendamento a mia firma. Ricordo al dott. Castagnino che il Consiglio comunale è organo di indirizzo e che l’approvazione della mozione Garro-Melfi e del mio emendamento ha impegnato l’Amministrazione ad avviare l’iter per la stesura di un apposito regolamento, così come stabilito dalla legge e secondo gli indirizzi deliberati preventivamente in Aula. Questo regolamento passerà dal parere della Commissione competente e successivamente dall’esame del Consiglio per l’approvazione definitiva”.
Infine un’ulteriore passaggio. “Posso rassicurarlo -conclude De Simone- sul fatto che non c’è stata alcuna perdita di tempo, ma al contrario, un passaggio fondamentale e pienamente legittimo per dare concretezza a una misura che va incontro ai cittadini, non solo da un punto di vista fiscale ma anche sociale”.




Lungomare di Levante, la segnalazione: “Ringhiere corrose e cedimenti, urgente il ripristino”

“Barriere frangionde deteriorate e non più efficienti nel contenere la forza delle mareggiate, erosione della banchina, con cedimenti del piano di calpestio e pavimentazione sconnessa, parapetti metallici fortemente corrosi, con il concreto rischio di cedimenti, vulnerabilità crescente, rispetto a eventi meteo sempre più intensi e frequenti”. E’ il quadro che l’ex consigliere del quartiere Santa Lucia Francesco Candelari segnala rispetto al Lungomare di Levante, soprattutto dopo quanto accaduto nei giorni scorsi con la tempesta Harry e le conseguenze che ha determinato nelle aree costiere della Sicilia, in particolar modo orientale. All’assessore ai Lavori Pubblici, Candelari chiede un intervento urgente per mitigare il “grave degrado in cui il tratto versa” e ricordando che si tratta di “una delle aree più frequentate e strategiche della città,ad alta densità di strutture turistiche, alberghi, ristoranti, b&b”. Candelari sottolinea come “una situazione come questa non possa più essere ignorata. Serve una messa in sicurezza immediata delle parti maggiormente compromesse e la progettazione di nuovi frangionde adeguati alle condizioni climatiche future, oltre ad una programmazione strutturale seria e non più rinviabile, per evitare di esporsi a rischi sempre maggiori”.




Medici, nuove regole per le prestazioni intramoenia: “Verso un sistema più trasparente”

“Ordine nell’attività libero-professionale intramuraria dei medici siciliani e rendere il sistema più equo, trasparente e vicino ai bisogni dei cittadini”. A sottolinearlo è il presidente della Regione, Renato Schifani, commentando il decreto che ridefinisce i volumi delle prestazioni e il rapporto tra sanità pubblica e attività privata svolta all’interno delle strutture.

«L’obiettivo – evidenzia Schifani – è rafforzare le prestazioni in regime istituzionale, ridurre le distorsioni che si sono accumulate negli anni e garantire un accesso più giusto alle cure. Stiamo facendo ogni sforzo per ridurre le liste d’attesa e per individuare le soluzioni affinché in futuro non si ripresentino condizioni che appesantiscano il sistema e penalizzano i cittadini in attesa di prestazioni sanitarie».

Il provvedimento, firmato dall’assessore alla Salute Daniela Faraoni, aggiorna una materia ferma da oltre dieci anni e introduce criteri più rigorosi per l’organizzazione dell’attività intramuraria per le aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale.

Il volume delle prestazioni libero-professionali dovrà essere aderente al fabbisogno reale e coerente con l’attività svolta in regime pubblico: in pratica, le direzioni strategiche delle aziende sanitarie dovranno fissare per ogni struttura e per ogni dirigente medico i volumi minimi di attività istituzionale, che diventano anche il limite massimo per l’attività in “Alpi”. L’attività libero-professionale non potrà quindi superare né i volumi né l’impegno orario del servizio pubblico e dovrà essere sempre svolta fuori dall’orario di lavoro.

«È un’operazione complessa – osserva Faraoni – ma necessaria per aumentare le prestazioni in regime istituzionale, migliorare la trasparenza e garantire più facilità di accesso alle cure nel rispetto del principio di equità».

Il decreto prevede, inoltre, sistemi distinti di prenotazione e incasso, tracciabilità delle prestazioni e controlli trimestrali, sia da parte delle aziende sia dell’assessorato regionale. Le autorizzazioni già rilasciate saranno verificate entro 30 giorni per valutarne la compatibilità con l’organizzazione delle strutture e con l’andamento delle liste d’attesa.

«L’obiettivo del governo regionale – aggiunge l’assessore – è quello di tutelare i cittadini, assicurando tempi di attesa più regolari, e allo stesso tempo mettere i professionisti nelle condizioni di esprimere al meglio la propria attività all’interno di regole chiare e monitorate».

Infine, sul fronte delle prenotazioni, le direzioni generali dovranno eliminare quelle che sono state successivamente fruite in regime libero-professionale per evitare che i tempi di attesa siano “disallineati” da prestazioni non più necessarie.

 

Immagine generata con l’IA a titolo esemplificativo.