Maltempo in arrivo nel Siracusano: attesa una forte perturbazione tra giovedì 15 e venerdì 16 maggio

La redazione di SiracusaOggi.it ha chiesto al Centro Meteorologico Siciliano come evolverà la perturbazione che, nelle prossime ore, investirà l’intera isola. Secondo gli esperti, la provincia di Siracusa si prepara ad affrontare una significativa ondata di maltempo causata da un vortice afro-mediterraneo in formazione sul bacino del Mediterraneo.
Questo sistema ciclonico, alimentato da aria umida e instabile proveniente dal Nord Africa, porterà condizioni meteorologiche avverse su tutta la Sicilia, con particolare attenzione al settore sud-orientale dell’isola.
A partire dalla serata di mercoledì 14 maggio è previsto un progressivo peggioramento delle condizioni atmosferiche, con un aumento della nuvolosità e l’arrivo di piogge sparse. Il peggioramento più marcato è atteso tra giovedì 15 e venerdì 16 maggio, quando si prevedono precipitazioni diffuse, temporali localmente intensi e venti forti, con raffiche che potrebbero superare i 100 km/h.
Le temperature subiranno un sensibile calo, soprattutto nei valori massimi.
Le autorità raccomandano prudenza negli spostamenti e di seguire gli aggiornamenti ufficiali per eventuali allerte diramate dalla Protezione Civile.




Allerta meteo arancione, scuole chiuse in tutta la provincia di Siracusa

Scuole chiuse in tutta la provincia di Siracusa. A seguito del bollettino diramato dal Dipartimento regionale della Protezione Civile, che ha emesso un’allerta meteo arancione per la giornata di domani, giovedì 15 maggio, i sindaci dei comuni del territorio hanno disposto la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado.
A Siracusa, il sindaco Francesco Italia ha annunciato attraverso i canali social: “Domani, giovedì 15 maggio, le scuole di ogni ordine e grado, gli impianti sportivi pubblici, il cimitero comunale, le aree mercatali e gli asili comunali saranno chiusi per avverse condizioni meteo.”
Anche ad Avola, il sindaco Rossana Cannata ha disposto la chiusura: “Allerta arancione, maltempo in Sicilia. Disposta la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private, di ogni ordine e grado, del cimitero, degli impianti sportivi, parchi e giardini comunali.”
Provvedimenti analoghi sono stati adottati anche ad Augusta, dove il sindaco Giuseppe Di Mare ha scritto: “Scuole chiuse causa allerta meteo per domani, giovedì 15 maggio 2025.”
A Noto il sindaco Corrado Figura ha disposto la chiusura delle scuole per la giornata di domani, così come hanno fatto i primi cittadini di Canicattini Bagni, Floridia, Ferla, Priolo Gargallo, Buccheri e Portopalo di Capo Passero.




Allerta meteo arancione diramata dalla Protezione Civile

Il Dipartimento regionale di Protezione Civile ha diramato un’allerta meteo arancione per la giornata di domani, giovedì 15 maggio 2025. Nella nota diffusa, come di consueto, nel pomeriggio dagli uffici di Palermo, si prevede per le prossime ore un peggioramento delle condizioni atmosferiche, con precipitazioni da sparse a diffuse, prevalentemente a carattere temporalesco.
I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.
La Protezione Civile ha inoltre emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse, valido a partire dalla mattinata di giovedì 15 maggio e per le successive 24-36 ore.




Ritrovato il signor Egidio: sta bene ed è con la Polizia

Si è conclusa nel migliore dei modi la vicenda del signor Egidio, 70 anni, che da ieri pomeriggio si era allontanato dalla casa famiglia di Città Giardino, dove è ospite, senza farvi più rientro. Dopo ore di apprensione e una notte di ricerche, è stato ritrovato in Ortigia, dove ha trascorso la notte e la mattinata. Sta bene ed è ora in compagnia dei colleghi delle Volanti, Antonio e Francesco, che lo hanno rintracciato. A breve sarà riaccompagnato nella struttura.
“Grazie a tutti per la condivisione e per l’aiuto che ci avete dato con le vostre numerose utilissime segnalazioni”, ha scritto la Questura di Siracusa sui canali social.




Bronzi di Riace e l’origine siracusana, la geologia “forense” dato scientifico verso la verità

Il dibattito sull’origine dei Bronzi di Riace infiamma il mondo dell’archeologia. Se da un lato molti studiosi rimangono ancorati a teorie consolidate che vedono la Magna Grecia o l’ambiente ateniese come contesto d’origine, dall’altro le recenti ricerche condotte dal medico, storico e scrittore Anselmo Madeddu, che ha ripreso e rilanciato gli studi dell’archeologo americano Ross Holloway, riportano in primo piano un’ipotesi affascinante: quella dell’origine siracusana.
A rafforzare questa tesi contribuisce un elemento scientifico nuovo, di geologia “forense”. Più precisamente, le analisi delle terre di fusione interne alle statue – cioè quelle utilizzate nella saldatura dei singoli pezzi bronzei che compongono una statua – rivelano una corrispondenza geochimica sorprendente con i sedimenti dell’area del fiume Ciane, nei pressi di Siracusa.
Come noto, nell’antichità le statue bronzee venivano realizzate attraverso il metodo della cera persa, in cui ogni pezzo anatomico veniva fuso singolarmente per poi essere saldato nel luogo di esposizione. Le terre utilizzate per la fusione venivano raccolte nei pressi della fonderia, mentre quelle per la saldatura erano prelevate sul luogo dell’assemblaggio. Analizzare la composizione di entrambe può offrire quindi preziosi indizi sia sulla provenienza che sulla destinazione originaria delle statue.
Le terre rinvenute all’interno dei Bronzi di Riace, studiate grazie alla disponibilità dei dati forniti durante le operazioni di restauro, sono state confrontate con campioni prelevati nella zona di Pantanelli, nei pressi della piana alluvionale dei fiumi Ciane e Anapo. I risultati, ottenuti da un team interdisciplinare delle Università di Catania e Ferrara, parlano di una “eccezionale corrispondenza”.
Come sottolineato dal professor Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana, questa vicenda rappresenta uno dei tanti casi in cui la geologia – e in particolare la geologia forense – si rivela strumento chiave anche per l’indagine sui beni culturali. Tecniche avanzate come la spettrometria di massa al plasma (ICP-MS), la diffrazione a raggi X e la microscopia elettronica sono state applicate per tracciare una vera e propria impronta geologica delle terre contenute nei Bronzi, confermando la loro compatibilità con il territorio siracusano.
Rosolino Cirrincione, geologo dell’Università di Catania e membro della Società Geologica Italiana, ha evidenziato inoltre l’importanza delle analisi chimiche anche per smascherare eventuali falsi storici, attraverso l’identificazione dell’evoluzione tecnologica nelle leghe metalliche. Anche da questo punto di vista, le leghe dei Bronzi di Riace risultano coerenti con i metodi produttivi noti in età classica.
L’ipotesi siracusana non è nuova, ma ora gode quindi di una base scientifica più solida, grazie al contributo multidisciplinare degli studiosi.
Anselmo Madeddu stesso ha evidenziato come l’uso di terre locali nella fusione e nella saldatura fosse una pratica comune. E la corrispondenza con il territorio siracusano suggerisce almeno una fase di lavorazione avvenuta proprio in quest’area. A conferma, Carmela Vaccaro dell’Università di Ferrara ha spiegato che le analisi geochimiche e mineralogiche hanno mostrato somiglianze significative tra i campioni delle statue e quelli raccolti nella piana del Ciane.
Certo, il mistero resta aperto, e gli archeologi continuano a dividersi. Ma grazie all’apporto della geologia – scienza solitamente associata a terremoti, vulcani e risorse minerarie – si aprono nuovi orizzonti per la comprensione del passato.
Ma se ancora non c’è unanimità sull’ipotesi siracusana, di certo è emerso un legame altamente indicativo. La verità potrebbe essere ancora nascosta tra le pieghe del tempo. Forse oggi siamo un passo più vicini a scoprirla.




Carlo Auteri lascia FdI e accusa, “gestione personalistica”. E si avvicina a Grande Sicilia

Dopo mesi piuttosto tesi, Carlo Auteri ha ufficializzato il suo addio a Fratelli d’Italia. “Lascio FdI, è una scelta che arriva dopo una lunga e sofferta riflessione, ma che oggi considero necessaria per coerenza e rispetto soprattutto verso me stesso”, dice il deputato regionale. “Non si può far politica se ci si ritrova in un clima privo di inclusione, senza quella solidarietà politica che dovrebbe essere il fondamento di una comunità di intenti. Qui in provincia il partito è stato trasformato in uno strumento di gestione personale, in cui il confronto si è ridotto a mere dinamiche di potere”, aggiunge non senza polemica. L’attacco sembra rivolto al parlamentare Luca Cannata, uomo forte del partito della Meloni in provincia di Siracusa.
“Non mi riconosco più in un sistema fatto di faide, silenzi imposti e scelte calate dall’alto. Faccio politica per servire i cittadini, non per partecipare a giochi di palazzo o subire imposizioni. A chi ritiene di poter trattare gli altri come yes man o camerieri, auguro buon proseguimento. Io vado avanti, libero e sereno”, rincara la dose Auteri.
Il deputato regionale ringrazia Giorgia Meloni e Manlio Messina per “l’opportunità che mi è stata data, ma le nostre strade si dividono”. Lo dice dopo la Commissione di Garanzia del partito che ha valutato il suo caso. “Mi rendo conto che a prescindere da qualsiasi decisione, non è più possibile immaginare un mio futuro politico in questo contesto. Non così, non con queste persone”. Secondo diverse indiscrezione, potrebbe essere imminente il suo ingresso in Grande Sicilia.
Il capogruppo di FdI a Siracusa, Paolo Cavallaro, risponde alle accuse di Auteri. ” Fratelli d’Italia è un partito inclusivo, tanto che ha dato spazio alla sua candidatura, pur essendo nuovo arrivato”, esordisce. E poi: “la verità è che la giovane militanza politica del deputato Auteri non gli ha consentito di comprendere l’importanza del rispetto delle regole statutarie di un partito, fino a spingersi in appoggi a candidature e gruppi in dissenso rispetto alle scelte della segreteria regionale. Mi auguro che tutti coloro che hanno alzato l’ascia di guerra contro la gestione provinciale del partito, compreso l’errore commesso, tornino a dare il proprio contributo per costruire una valida alternativa al governo della città, che poi è ciò che più importa ai cittadini stanchi delle diatribe politiche”.




Perdita idrica in via Augusta, lavori in corso. Traffico rallentato su Scala Greca

Una grossa perdita idrica in via Augusta è all’origine del forte rallentamento della viabilità nella nord di Siracusa. La Polizia Municipale di Siracusa sta cercando di gestire l’importante flusso veicolare. Le squadre tecniche di Siam, intanto, sono a lavoro per la complessa riparazione poco distante dalla rotonda all’incrocio con Scala Greca.
Al risveglio, questa mattina, la sorpresa: strada allagata per una copiosa fuoriuscita, verosimilmente da un tombino stradale. Per la corretta individuazione del problema e la relativa riparazione, in corso su strada le operazioni degli operai con relativi mezzi.




VIDEO. Un viaggio nel tempo con la realtà immersiva, la mostra Inda da non perdere

A Palazzo Greco, sede della Fondazione Inda, inaugurato l’allestimento multimediale e interattivo della mostra “Orestea Atto Secondo”. L’esposizione permanente racconta la nascita dell’Inda e la ripresa delle rappresentazioni classiche nel 1921, dopo la Grande Guerra e l’epidemia di spagnola. Grazie all’intelligenza artificiale e ai prodigi della realtà aumentata, i visitatori potranno interagire con attori e personaggi del passato come Paolo Orsi e Mario Tommaso Gargallo, sedere al teatro greco di Siracusa nel 1921 o sfogliare foto e documenti dell’archivio storico Inda. Un’esperienza totalmente immersiva, possibile grazie a visori AI ed a tecnologie prese a prestito dal mondo dei videogiochi.
Il nuovo allestimento è stato finanziato con i fondi del PNRR per l’abbattimento delle barriere architettoniche, fisiche e cognitive. Il progetto presentato dall’Inda è risultato secondo in tutta Italia e tra i primi a essere completato. Vi portiamo a scoprire la mostra insieme alla curatrice, la consigliera delegata della Fondazione Inda, Marina Valensise.




Polizia Stradale di Siracusa, il nuovo comandante Giuffrida: “Lavoro nel segno della continuità”

Si è insediato il nuovo comandante della Polizia Stradale di Siracusa, Francesco Giuffrida. Siracusano, 54 anni, laureato in Scienze della Pubblica Amministrazione e con un master di secondo livello in Criminologia, Giuffrida è da 32 anni nella Polizia Stradale. Negli ultimi 15 anni – i più intensi, come li definisce lui stesso – ha ricoperto il ruolo di vicecomandante della Polstrada di Siracusa: 14 anni accanto ad Antonio Capodicasa e l’ultimo con Giovanni Martino.
Questa mattina, il neo comandante ha incontrato la stampa. “Ho la fortuna di aver ereditato un edificio ben strutturato, mi hanno preceduto due grandi comandanti. Ho ereditato una struttura molto performante. Sono molto contento e i feedback che abbiamo sono molto positivi”, ha dichiarato Giuffrida.
Per la Polstrada di Siracusa il lavoro continuerà quindi nel segno della continuità, con l’obiettivo di innalzare ulteriormente il livello di sicurezza. I punti chiave, ormai da 15 anni, resteranno: prevenzione, repressione e formazione.
“È fondamentale continuare a parlare con i giovani”, ha sottolineato il comandante, facendo riferimento al Progetto Icaro, attivo ormai da 25 anni, e agli altri percorsi di educazione stradale nelle scuole.




Immobilismo amministrativo: finanziati e dimenticati i lavori per la ciclabile Maiorca

Approvato, finanziato… e completamente ignorato. A Siracusa va in scena un nuovo caso di immobilismo amministrativo. Protagonista: la pista ciclabile Maiorca, ormai simbolo di abbandono e di burocrazia inconcludente.
È una storia che ha dell’incredibile. Ricostruiamola. Nell’aprile del 2024, il Consiglio comunale di Siracusa approva un emendamento al bilancio di previsione proposto dal consigliere Andrea Buccheri (Francesco Italia Sindaco). L’obiettivo è chiaro: stanzia 15mila euro per la manutenzione della pista ciclabile Maiorca in modo da poter riprendere le staccionate rotte, ripristinare il tracciato danneggiato dalle piogge e invaso dalle erbacce. Un intervento necessario, richiesto dai cittadini, approvato dall’organo politico e formalmente finanziato.
E poi? Uno si aspetterebbe la predisposizione dei lavori. Invece nulla. Un anno dopo, la situazione è identica se non peggiore. La pista ciclabile è sempre lì, trascurata, metafora perfetta del naufragio dei buoni propositi nella burocrazia siracusana.
Un’azione, in effetti, gli uffici comunali l’hanno compiuta: hanno cambiato il RUP, ovvero il Responsabile Unico del Procedimento. Ad aprile del 2025.
Non è un bel segnale se anche gli interventi più modesti finiscono ostaggio di un apparato lento, disattento. Con retorica, che non guasta: così a pagarne le conseguenze sono solo i cittadini con buona pace delle chiacchiere sul bene comune.