Scontro auto-moto in viale Tica, due feriti

Incidente stradale ieri sera, poco prima delle 22, tra un motociclo e un’auto. Secondo quanto emerso, entrambi i mezzi in circolazione su viale Tica sono entrati in collissione per cause ancora da accertare. Sul posto sono intervenuti i soccorsi e la Polizia Municipale di Siracusa per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. Il centauro e il passeggero della moto sono stati sottoposti a cure mediche presso l’Ospedale Umberto I di Siracusa.




Progetto Legalità, i Carabinieri incontrano gli studenti dell’Istituto “Elio Vittorini” di Solarino

I Carabinieri di Solarino, alla presenza del Comandante della Compagnia Carabinieri di Siracusa, Maggiore Filippo Giancarlo Cravotta, hanno incontrato gli studenti delle classi medie dell’Istituto comprensivo “Elio Vittorini”.
L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto di diffusione della cultura della legalità tra i giovani, promosso dal Comando Generale dell’Arma in collaborazione con il MIUR.
Il Maggiore Cravotta e il Comandante dei Carabinieri di Solarino, Maresciallo Capo Tommaso Sirugo, hanno affrontato temi quali bullismo, cyberbullismo e i rischi legati all’uso dei social network, con particolare riferimento alla pubblicazione di foto e dati sensibili.
Durante l’incontro sono state illustrate anche le norme del codice della strada, evidenziando l’importanza di usare il casco alla guida di ciclomotori e motocicli e i rischi per la sicurezza per chi si mette alla guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti.




Raccolta sangue, protocollo d’intesta tra Anci Sicilia e Avis Regionale Sicilia

Verrà sottoscritto domani, giovedì 20 febbraio alle ore 11.00 presso il palazzo di città del comune di Canicattini Bagni, il nuovo protocollo d’intesa tra Anci Sicilia e Avis Regionale Sicilia. A sottoscrivere l’atto di impegno reciproco per la promozione della cultura della donazione del sangue e degli emocomponenti saranno: il presidente Anci Sicilia, Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni ed il presidente dell’Avis Regionale Sicilia, Salvatore Calafiore.
Con il documento si sancisce il patto collaborativo tra i 391 comuni siciliani e le Avis presenti sul territorio regionale per lo sviluppo della cultura del volontariato; per l’educazione sanitaria e la tutela della salute dei cittadini; per la sollecitazione ad adottare e mantenere stili di vita sani e la prevenzione della diffusione dell’uso delle sostanze stupefacenti e dell’abuso dell’alcool tra i giovani; per il mantenimento dei corretti comportamenti sessuali per la prevenzione delle malattie infettive sessualmente trasmesse; per l’arruolamento di nuovi donatori e per l’incremento del numero dei donatori periodici ed associati del sangue e degli emocomponenti.
Il presidente dell’AnciSicilia, Paolo Amenta, ha sottolineato che “il rapporto collaborativo tra le istituzioni comunali e le associazioni di volontariato e del terzo settore riveste rilevante importanza per il rinsaldarsi dei vincoli di solidarietà e di reciproco sostegno e per l’esaltazione dei comportamenti virtuosi nell’ambito delle comunità cittadine e più globalmente tra la popolazione siciliana e siamo ben lieti, come Anci Sicilia, di sottoscrivere questo importante documento che sancisce la stretta collaborazione tra l’Avis e i comuni siciliani”. Da parte del Presidente Avis Regionale, Salvatore Calafiore, è stato espresso il vivo apprezzamento per la sollecitudine e la attenzione accordata da AnciSicilia. “Siamo particolarmente lieti per la sensibilità dimostrata dal Presidente Paolo Amenta che ha accolto con favore la nostra proposta ed hanno fatto si che potesse giungere in tempi rapidi alla sottoscrizione del protocollo d’intesa. Il nostro auspicio è che di questo rapporto collaborativo possano avvalersi tutte le associazioni Avis di Sicilia per far registrare alla nostra regione siciliana il progressivo incremento dei donatori e delle donazioni e l’innalzamento della qualità e della sicurezza del sangue e degli emocomponenti, garantendo l’autosufficienza regionale ed il diritto alle cure trasfusionali”.




Priolo, la Cgil contro il piano Eni: “No allo smantellamento della chimica di base”

Il piano Eni per l’Italia non convince la Cgil e il sindacato regionale ha lanciato oggi l’allarme sui rischi collegati alla dismissione della chimica di base, dal cuore della zona industriale di Siracusa. Assemblea pubblica all’ex Ciapi di Priolo, uno dei simboli di quell’industria che non c’è più.
Lo stop agli impianti italiani di etilene e la riconversione annunciati per gli stabilimenti Eni Versalis di Priolo e Ragusa non piace al sindacato. “E’ una scelta miope, scellerata – ha detto il segretario confederale nazionale Pino Gesmundo – che fa saltare un asse strategico e rischia di compromettere l’intero sistema industriale italiano”.
La scelta di Eni, si evince dalle slide proiettate all’inizio della manifestazione, coinvolge in Sicilia 30 imprese della chimica di base, il 10% del totale nazionale e nel complesso. Rischia inoltre di avere ricadute su 727 imprese della filiera, incluse le materie plastiche, che contano 10.366 addetti (dati 2022) con i maggiori insediamenti insediati a Catania, Siracusa e Ragusa (283 unità locali e 6.496 addetti), più le aziende della manutenzione e dei servizi. Il valore aggiunto dei settori indicati (più quello del comparto «minerali non metalliferi), ha generato in Sicilia, nel 2022, oltre 4,2 miliardi di euro, ovvero il 4,7% del totale realizzato in regione. Il valore aggiunto delle imprese del comparto dei prodotti chimici, ha registrato in Sicilia una tendenza espansiva mediamente superiore a quella dell’Italia in complesso.
Per questo la Cgil chiede al governo modifiche sostanziali, con un tavolo ministeriale che assuma la vertenza nel suo complesso, visto l’impatto su tutto il settore industriale e più categorie di lavoratori. “Siamo pronti a stare al tavolo – ha sostenuto Marco Falcinelli, segretario generale nazionale Filctem – ma non per essere complici di una dismissione che peraltro renderebbe il nostro Paese dipendente dall’estero”.
Il timore della Cgil è che la rinuncia alla chimica di base possa avere effetti dirompenti. Nel Paese, tra diretto e indotto, impatterebbe su 20 mila lavoratori, stima il sindacato. Per quanto riguarda la Sicilia, secondo i dati resi noti oggi dalla Cgil, potrebbero venire meno circa 2mila posti di lavoro, tra diretto e indotto nell’area di Siracusa e Ragusa. Un effetto domino travolgerebbe inoltre i settori collegati: dall’alimentazione alla mobilità, dalla comunicazione all’igiene e salute, coinvolgendo oltre 15 mila lavoratori. “E’ assurdo – ha detto Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia e coordinatrice del dibattito – che questo progetto sia avallato dal Governo nazionale, dal momento che Eni è un’azienda partecipata dallo Stato, e non contrastato dal governo regionale, visti gli effetti devastanti che rischia di avere. Questa industria – ha aggiunto- può avere un ruolo cruciale per realizzare concretamente la transizione ecologica, senza sacrificare il benessere e la coesione sociale. Ad oggi non si hanno invece certezze su eventuali piani di reindustrializzazione”.
Del resto lo ha detto a chiare lettere Falcinelli: “Siamo stanchi di giocare una partita in cui il primo tempo è fatto di chiusure e dismissioni e il secondo non si gioca mai. Per tornare a fidarci e avere credibilità, dunque al tavolo, l’Eni deve cominciare col fare le cose di cui ha parlato in passato e modificare completamente l’attuale piano”.
“La chimica – ha sostenuto Falcinelli – è strategica, lo dicono sia l’Europa che il Governo italiano, allora perché non produrre più etilene e propilene? I mercati – ha aggiunto – sono ciclici, se oggi si perde, domani no. Diciamo no dunque a questo piano. Non possiamo essere complici di una dismissione che metterebbe tutta l’industria in ginocchio. Noi guardiamo agli interessi delle lavoratrici, dei lavoratori e del Paese. Questa invece è una scelta spinta dagli azionisti privati per il loro tornaconto. Ma la finanza – ha sottolineato – non può prevalere sull’industria, il nostro Paese non può consentire scelte di questo tipo”.
Il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha chiesto ad Eni di “fare la sua parte”. Poi ha aggiunto: “questa è una vertenza strategica, una battaglia più generale per il futuro dell’industria e dei lavoratori”.
“Dagli incontri tenuti a Ferrara, Brindisi e ora Priolo – ha sostenuto Gesmundo – emerge grande preoccupazione anche da parte di soggetti politici e del mondo dell’imprenditoria. La chimica incide per l’80% ed è trasversale rispetto a tutta l’industria e se salta – ha rilevato – saremmo assoggettati per gli approvvigionamenti ad altri paesi, come Cina e Usa. Chiediamo una strategia industriale, se è vero come dice l’Europa che la chimica è l’industria dell’industria, in cui la chimica di base abbia ancora un ruolo. Il governo in questo contesto – ha sostenuto – deve giocare da protagonista, in un confronto complessivo, con l’obiettivo di non perdere un solo posto di lavoro. Dobbiamo rilanciare, non smantellare”.




Sorpresa per il ccr Mazzarrona, la Soprintendenza: “Deve essere delocalizzato”

C’è una sorpresa nell’iter autorizzativo per il ccr che il Comune di Siracusa ha progettato per via don Sturzo, alla Mazzarrona. Nelle ore scorse, infatti, la Soprintendenza ha depositato il suo parere con cui invita l’amministrazione a “delocalizzare” il progetto. Gli uffici dei beni culturali chiedono, in sostanza, di spostare altrove il progetto. Una richiesta poggiata, secondo alcune indiscrezioni, sul fatto che nell’area di via don Sturzo (tutela due, ndr) insistono i resti di una latomia di epoca greca.
Il Comune di Siracusa, attraverso i suoi tecnici, fornirà le proprie osservazioni alla sezione archeologica della Soprintendenza. E se risulteranno tali da superare l’esigenza di delocalizzare, porteranno all’avvio dei lavori. Altrimenti la vicenda diventa un bel problema, con tempi di esecuzione ridotti al minimo ed un finanziamento da due milioni di euro per tre ccr che rischia di andare restituito.




Ccr Mazzarrona, il consigliere Cavallaro (FdI): “È l’occasione per fermarsi un attimo a riflettere”

“È l’occasione per fermarsi un attimo a riflettere”. Così il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro, sulla richiesta della Soprintendenza di delocalizzare il Ccr della Mazzarona per la presenza di una latomia di epoca greca.
“In attesa che approdi al voto del consiglio comunale la mozione che ho proposto e che ha raccolto le firme di tutta l’ opposizione politica all’ Amministrazione Italia, ho reiterato agli uffici la richiesta della documentazione utile ad esaminare compiutamente la problematica, già richiesta con il precedente Odg e non trasmessa. – dice Cavvallaro – Il metodo della prepotenza e dell’arroganza, intrapresa da anni da questa Amministrazione e da quella precedente, può lasciare il passo all’umiltà e all’ascolto. Se c’è la volontà politica di riconoscere le esigenze, le aspettative e le sensibilità di tutti i cittadini, qualsiasi variazione può essere favorevolmente esitata dal consiglio comunale. L’alternativa non è tra continuare sull’iter di realizzazione del CCR in via Don Sturzo o perdere il finanziamento; abbiamo un anno di tempo ed è possibile cercare area alternativa, lontana dalle abitazioni, e sfruttare i finanziamenti rispettando la volontà popolare”, suggerisce il consigliere.
“E se poi dovessimo perdere il finanziamento non chiameremmo le prefiche, come si faceva in occasione di un lutto. La Mazzarona merita tanto tanto di più, essendo una delle zone più belle della città. L’amministrazione comunale non può pensare di saziare la fame di giustizia sociale dei cittadini della Mazzarona con la realizzazione, inaudita altera parte, di un CCR che, seppur utile, non è certamente un cinema, un teatro, un centro di aggregazione giovanile, un ufficio comunale o la sede distaccata della Polizia municipale. Il Sindaco, che ha mantenuto la rubrica al PNRR, si prenda qualche giorno per riflettere e raddrizzare la rotta che sembra essere volta verso uno scoglio. Pensi piuttosto a fare tutto il possibile per riaprire Arenaura – che era ottimo punto di riferimento per migliaia di cittadini – su cui è calato il silenzio nonostante solleciti e interrogazioni”, conclude Cavallaro.




Servizio idrico, quanto manca alla gestione Aretusacque? Adempimenti, scadenze, personale

Entro fine marzo sarà ufficialmente costituita Aretusacque spa, il nuovo soggetto che si occuperà per 30 anni del servizio idrico integrato in provincia di Siracusa. Società mista, partecipata al 51% dai Comuni e al 49% dal socio privato in rti tra Acea Molise (100% Acea) e Cogen.
Nelle prossime settimane, e comunque entro la fine del mese di marzo, davanti ad un notaio verrà ufficialmente costituita la società. Verranno quindi indicate le cariche sociali: 3 componenti del consiglio di amministrazione, 5 componenti del consiglio di sorveglianza e, ovviamente, il presidente. Quest’ultimo verrà scelto all’interno del cda. Per il momento, massimo riserbo sui nomi. Il primo atto sarà poi la firma del contratto con l’Ati di Siracusa.
Quanto al personale: gli attuali dipendenti Siam, la società che gestisce in proroga il servizio idrico nella sola Siracusa, saranno automaticamente assorbiti nella nuova società. Lo stesso accadrà negli altri comuni aretusei, dove la gestione è stata condotta, sin qui, “in economia”. Resterà in stand-by Noto, con l’Aspecom al momento sotto sequestro in seguito ad un’indagine della Gdf.
Una volta costituita la società, si passerà alla fase operativa della nuova gestione. Primo step, la presa in carico degli impianti (reti, centrali e depuratori). Non sarà contestuale per tutti i comuni ma si procederà, verosimilmente, secondo un calendario scaglionato che tenga conto del grado di “preparazione” al passaggio delle varie realtà. E’ facile presumere così, ad esempio, che il capoluogo sarà tra i primi della lista.
In ogni caso, se non dovessero emergere difficoltà di sorta, Aretusacque dovrebbe iniziare la sua vita “attiva” dal primo luglio.
Il servizio ha un valore stimato di oltre 1,2 miliardi di euro e riguarda la gestione di circa 2.000 km di rete idrica, di circa 1.300 km di rete fognaria, di 166 mila utenze idriche, pari a 390 mila abitanti serviti. Gli investimenti previsti in gara ammontano a 366 milioni di euro.




Incidente sul lavoro, apprensione per l’operaio 56enne: “traumi gravi, prognosi riservata”

Sono ore di apprensione per l’operaio rimasto vittima di un incidente sul lavoro ieri pomeriggio a Siracusa (clicca qui). Trasferito in elisoccorso al Cannizzaro di Catania, si trova ricoverato in Rianimazione. Le sue condizioni sono definite critiche, a causa dei gravi traumi riportati. I medici si sono riservati la prognosi sulla vita.
Secondo una prima ricostruzione, il 56enne – originario di Avola – si trovava a bordo di un muletto, impegnato in alcune operazioni all’interno di un’azienda agricola della zona sud del capoluogo. Per cause al vaglio degli investigatori, il mezzo si sarebbe ribaltato. L’uomo è stato soccorso da altri colleghi che hanno allertato il 118.
Le sue condizioni sono subito apparse serie ed è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso.
La Procura di Siracusa ha aperto un’inchiesta. Le indagini sono state delegate alla Polizia di Stato, intervenuto sul posto. E’ il terzo incidente sul lavoro a Siracusa in appena due settimane. Una triste striscia che riaccende le attenzioni sul tema della sicurezza sul luogo di lavoro.
Proprio sette giorni addietro, un altro operaio è rimasto vittima di un incidente mentre era impegnato in alcune operazioni sul cestello di un mezzo meccanico. Precipitato sull’asfalto, ha perso la vita dopo tre giorni di agonia in ospedale dove i medici hanno disperatamente tentato di strapparlo alla morte. Lo scorso venerdì il suo cuore ha cessato di battere. Sul fronte delle indagini, la Procura ha emesso i primi avvisi di garanzia.




Incidenti sul lavoro in preoccupante aumento, la Uil: “Più controlli e pene severe”

“Siamo vicini all’operaio rimasto gravemente ferito oggi in un’azienda agricola di Siracusa a causa di un incidente sul lavoro. Per lui e per i suoi familiari, confidiamo in una chiara e tempestiva ricostruzione dell’accaduto. Si allunga, intanto, la terribile lista degli infortuni sul lavoro mentre dalla politica non arrivano le risposte efficaci che noi sollecitiamo da sempre”. I segretari di Uil e Uila Sicilia, Luisella Lionti e Nino Marino, insieme con Sebastiano Di Pietro, segretario della Uila di Siracusa, commentano con “inquietudine e costernazione” le notizie sull’incidente avvenuto ieri (lunedì) in un’azienda agricola di Siracusa, con un lavoratore ora ricoverato in Rianimazione al Cannizzaro di Catania.
“Nella sola provincia di Siracusa lo scorso anno le denunce all’Inail per infortuni sul lavoro hanno superato quota 2mila. Per l’esattezza sono state 2.034, in crescita rispetto all’anno precedente quando erano state 1.980. In agricoltura, peraltro, il Rapporto Inail 2024 segnala nel Paese un’impennata del 12.4%”.
Sicurezza e prevenzione, informazione e formazione rappresentano per la Uil la soluzione. Insieme ad un numero maggiore di ispettori e controlli nei campi, nelle fabbriche, nei cantieri. Il sindacato chiede anche norme più severe, “fino alla previsione specifica del reato di omicidio sul lavoro nel Codice penale”.




Riapre la discarica di Lentini, rientra l’emergenza rifiuti in mezza Sicilia

“Viste le note del Dirigente del Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti, attesi l’ordine e la diffida, pur non condividendo l’interpretazione fornita delle Ordinanze Regionali, comunichiamo che il conferimento dei rifiuti urbani è riaperto. L’ingresso in impianto, però, giovedì è posticipato alle ore 8”. Così Natura Sicura annuncia il rientro dell’emergenza rifiuti in mezza sicilia e la riapertura della discarica di Lentini.
La discarica aveva chiuso all’alba i suoi cancelli. Con una comunicazione inoltrata alla Regione, l’impianto in cui conferiscono il loro indifferenziato circa 200 comuni siciliani – tra cui Siracusa – aveva anticipato la rapida chiusura. La discarica infatti attendeva il trasferimento all’estero delle eco-balle, attraverso il solito (e costoso) viaggio in nave.
Disagi a cascata in mezza Sicilia con diverse cittadine – Rosolini e Priolo nel siracusano – che hanno dovuto sospendere la raccolta dei rifiuti. Nella giornata di ieri, infatti, i cittadini sono stati invitati a ritirare sacchetti e mastelli esposti; nelle scorse ore è fortunamente rientrata l’emergenza. Il sindaco di Priolo Pippo Gianni ha informato i cittadini che a partire da venerdì sarà nuovamente garantita a Priolo la raccolta dei rifiuti frazione indifferenziata. Anche a Rosolini, appresa la notizia, è tornato in servizio il regolare conferimento dei rifiuti.
A Siracusa, l’ufficio di igiene urbana ha monitorato la situazione della raccolta dei rifiuti in città dopo la chiusura della discarica di Lentini. Nessun provvedimento però è stato adottato, solo un invito ai cittadini a differenziare correttamente.