Liste d’attesa, medici, il Pnrr ed il Pronto Soccorso: intervista con Alessandro Caltagirone

Alessandro Caltagirone taglia il traguardo dei primi 12 mesi alla guida dell’Asp di Siracusa. Secondo alcuni osservatori esterni, il suo piglio manageriale ispirato dall’esperienza ingegneristica ha dato vita ad un nuovo corso nella gestione della sanità pubblica siracusana. I problemi, tanti, rimangono ma l’approccio verso una possibile soluzione pare, in effetti, aver imboccato strade precise. “Sono molto soddisfatto”, esordisce in diretta su FMITALIA. “Possiamo migliorare e infatti più che dei risultati mi dico soddisfatto del percorso fatto in questo anno. Siamo ancora ad un livello intermedio, giusto porsi obiettivi molto più ambiziosi. Il mio approccio è abbastanza ingegneristico, tento di creare una base larga e solida. Poi si può costruire sopra”.
Un esempio? Il nuovo Pronto Soccorso dell’Umberto I. “E’ stato fatto un grande intervento, perchè abbiamo riorganizzato tutto quello che ruota intorno al delicato reparto: posti letto, turn over, radiologia, laboratori… Gli indicatori ci dicono che abbiamo ridotto del 30 per cento il tempo medio di permanenza al Pronto Soccorso. Vuol dire che sta funzionando meglio anche tutto l’importante contorno”. Anche la Regione si è accorta delle performance in miglioramento, al netto di alcuni casi limite con ore e ore di attesa lamentate dai pazienti. L’assessorato regionale alla Salute ha richiesto all’Asp di Siracusa il know-how relativo al sistema di monitoraggio che – attraverso un link – permette di seguire l’andamento clinico del congiunto in Pronto Soccorso, nel rispetto della privacy. Il progetto siracusano è piaciuto così tanto che ora la Regione vuole replicarlo in tutte le altre realtà ospedalieri siciliane.
Tra le prossime novità per il vecchio Umberto I c’è il ritorno di Oncologia a Siracusa (lavori quasi conclusi, ndr); un doppio corridoio sospeso di collegamento tra ala vecchia, ala nuova e nuovo padiglione terapia intensiva; interventi migliorativi in diversi reparti ospedalieri. Assistere a stanzoni anche con 5 o 6 letti per i ricoverati con il bagno all’esterno, nel corridoio, è uno dei tanti segni dell’indicibile vetustà concettuale dell’attuale ospedale del capoluogo.
Quanto al personale, Caltagirone fissa la sua attenzione sui centri di responsabilità. “Sono sempre stato convinto del fatto che queste caselle vadano riempite con le migliori persone che abbiamo. Quest’anno ho conferito 30 incarichi. Significa che abbiamo fissato 30 paletti importanti per rendere una unità operativa più attrattiva per il reclutamento del personale. A proposito di personale – aggiunge – abbiamo operato 487 nuove assunzioni, compensando i pensionamenti e arginando i movimenti in uscita. Sulla parte medica abbiamo ancora quel famoso concorso per i 70 posti suddivisi per specialistiche, il concorso da 150 posti del comparto sanitario e un bando per progetti biennali che uscirà la prossima settimana con 91 posti. Non ci fermiamo a questo perchè dopo un’altra settimana pubblicheremo il concorso per gli amministrativi con una 50ina di posti disponibili. Tra tutte le azioni condotte, stimo che arriveremo a quota mille assunzioni alla fine del 2025”.
Personale che verrà impiegato anche per Case e Ospedali di Comunità, finanziati con il Pnrr e da attivare nel siracusano entro il 2026. “Abbiamo 26 interventi di edilizia sanitaria tutti in esecuzione”, dice a riguardo il dg dell’Asp aretusea. “La nostra scadenza è fine 2026 e ci stiamo prendendo il tempo corretto previsto dal contratto. Abbiamo però attivato già un ospedale di comunità a Noto, in maniera sperimentale, insieme ad Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari. La Regione ci comunica che siamo l’unica azienda con il 100 per cento degli interventi Pnrr in esecuzione”.
Ma il nuovo ospedale di Siracusa? Per il momento è questione che vede in prima linea Ministero della Salute, Regione Siciliana (Dipartimento di Pianificazione) e struttura commissariale speciale. L’Asp fa da spettatrice molto interessata, con 47 milioni pronti ad essere investiti nella costruzione. “Dalle carte io leggo che l’ospedale è un Dea di II Livello”, conferma Caltagirone quasi ad allontanare i dubbi che hanno preso a circolare nelle scorse settimane. “Ho inviato una mia proposta di rete ospedaliera alla Regione ed ho subito chiesto una deroga per qualche specialista e qualche posto letto in più, per iniziare così a prepararci per il nuovo ospedale e non essere impreparati quando sarà pronto”, aggiunge il direttore generale. Le priorità, in questo percorso in deroga, chirurgia toracica e chirurgia plastica.
Inevitabile, poi, un passaggio sulle liste di attesa e il progetto di abbattimento. “Le prestazioni ambulatoriali che non siamo riusciti ad erogare al 31 dicembre 2023 erano circa 5000; un anno dopo, 31 dicembre 2024, sono scese a mille. Significa che ci stiamo impegnando e ringrazio tutti i miei collaboratori”. Per pesare bene il dato è bene ricordare che le prestazioni ambulatoriali erogate in un anno dall’Asp di Siracusa sono circa 650.000 (poco più di 2.000 al giorno).
E per i prossimi dodici mesi, il manager della sanità siracusana fissa i suoi obiettivi: “trenta nuove apparecchiature per gli ospedali con il Pnrr; informatizzazione e digitalizzazione spinta; ma la vera sorpresa sarà rappresentata da una serie di interventi implementati con l’intelligenza artificiale…”.
E magari anche l’aggiudicazione dei lavori per il nuovo ospedale. Ma per quello, bisognerà seguire i passi dell’attiva struttura commissariale guidata dall’ingegnere Guido Monteforte.




Riapertura del parcheggio Damone, per ora niente da fare. Pantano: “Individuati 55 nuovi posti auto”

Il parcheggio di via Damone al momento resterà chiuso. L’ufficio legale del Comune di Siracusa ha infatti dato responso negativo alla mozione presentata dal Partito Democratico e approvata dal consiglio comunale nel corso della seduta dedicata al “caso” del parcheggio a servizio di via Tisia. Per i legali, infatti, il ricorso ad un’ordinanza contingibile ed urgente in questa fattispecie non avrebbe solide basi normative e potrebbe esporre ad un rischio-danno ancora maggiore.
Per questo motivo l’Amministrazione sta cercando soluzioni alternative per arginare, per quanto possibile, il problema parcheggio nell’area Tisia/Pitia.
“Abbiamo in qualche modo individuato con dei sopralluoghi che abbiamo fatto in questi giorni nelle aree limitrofe alcuni posti auto”, ha detto l’assessore alla Mobilità Enzo Pantano. “Abbiamo verificato insieme ai Vigili Urbani dove c’erano le condizioni per poter realizzare qualche parcheggio e siamo riusciti a ricavare circa 55 parcheggi tra ronco a via Damone, via dell’Olimpiade e via Filisto. Il prossimo passo – continua Pantano – è fare l’ordinanza per metterli subito in atto”. Sulle tempistiche l’assessore afferma: “spero di riuscire a far fare i lavori in una decina di giorni”.
Con l’istituzione di questi posti auto si ritornerà al passato, perché cambierà il senso di marcia tra ronco di via Tisia e ronco a via Damone, la strada parallela al nuovo parcheggio. Quel tratto infatti ritornerà ad essere a senso unico per poter realizzare i vecchi-nuovi parcheggi.




Viadotto Cassibile, tempi lunghissimi per rimetterlo in sicurezza: prima stima, 2027

Il Consorzio per le Autostrade Siciliane ha sottoscritto il verbale di consegna dell’esecuzione dei lavori previsti nell’Accordo Quadro per interventi urgenti finalizzati all’eliminazione dei rischi per la pubblica incolumità (inclusi viadotti e cavalcavia) della Siracusa-Gela, in esercizio fino a Modica.
Per l’esecuzione dei lavori è stata incaricata l’impresa Fenix consorzio stabile scarl che ha tempo fino al 9 gennaio 2027 per completare gli interventi previsti. Non è indicato il dettaglio dei lavori ma è facile immaginare che tra quelli da mettere in cantiere vi sia anche il consolidamento del viadotto Cassibile, nel tratto Avola-Cassibile.
Le sue condizioni sono particolarmente allarmanti, con problemi strutturali tali da limitarne la capacità portante. Motivo per cui la carreggiata in direzione nord è chiusa al traffico, con traffico deviato. Che i tempi sarebbero stati lunghi, era apparso subito chiaro leggendo le conclusioni dei tecnici dopo le verifiche urgenti sul viadotto. Servono impegnativi interventi tecnici. E due anni potrebbero forse anche non essere sufficienti. Nel frattempo, in autostrada si continuerà a circolare utilizzando il bypass a doppio senso di marcia. Una soluzione che, per il momento, sta assicurando una certa fluidità al traffico veicolare. Tutto da vedere, però, come reggerà alla prova dell’intenso traffico estivo.
I problemi principali potrebbero però verificarsi sulla Statale 115, con i mezzi pesanti (7,5 ton) che hanno l’obbligo di uscire ad Avola (direzione nord) e Cassibile (direzione sud) per superare il viadotto e rientrare quindi in autostrada. La presenza di tir e autoarticolari e il passaggio sul ponte Cassibile regolato da impianti semaforici potrebbero produrre forti rallentamenti, specie in estate. Un problema non da poco per la viabilità da e per la zona sud della provincia di Siracusa.
Curiosità sul ponte Cassibile: nel 2014 ne era stata disposta la demolizione, poi stoppata dalla Soprintendenza. Vennero allora progettati interventi di consolidamento e restauro, conclusi a cavallo del 2021 e del 2022.




Stop ai cellulari ai bambini, l’Ars approva all’unanimità la legge Gilistro. Ora la palla passa a Roma

Con 47 voti favorevoli, zero astenuti e nessun voto contro la Sicilia ribadisce il no ai cellulari in mano ai bambini. Dopo l’ok all’articolato di due settimane fa, questa mattina, è arrivato il sì definitivo alla legge voto targata M5S che mira a vietare i telefonini e le apparecchiature digitali ai bambini fino a cinque anni e a limitarne fortemente l’utilizzo nella seconda e terza infanzia e in età adolescenziale.
“Tutto l’articolato – dice Carlo Gilistro, il deputato-pediatra, primo firmatario della legge – era stato approvato due settimane fa, rendendo una formalità, o quasi, il voto finale, che comunque è arrivato senza un solo voto contrario, cosa che dimostra che la gravità del problema è stata ben compresa da tutti e ci fa ben sperare che a Roma la legge prosegua il suo cammino per diventare legge dello Stato. Il sì dell’Ars è comunque un segnale fortissimo, che arriva dal Parlamento della regione più grande d’Italia. E non può non essere tenuto nella dovuta considerazione, visto anche che Roma sta muovendosi in questa direzione, considerando che il ministro Valditara, giustamente, ha annunciato il divieto degli smartphone a scuola”.
La legge prevede il divieto dell’utilizzo “dei dispositivi funzionanti tramite onde a radiofrequenza e dei videogame” nei primi cinque anni di vita e un uso limitato dai sei anni in su e, comunque, sotto la supervisione di un adulto. Il divieto di utilizzo delle apparecchiature elettroniche è previsto anche per gli alunni all’interno delle scuole medie e superiori durante le ore didattiche. La norma prevede inoltre, da parte della presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione, la promozione e la realizzazione di campagne di sensibilizzazione e informazione rivolte a insegnanti e genitori, “finalizzate alla corretta informazione sui possibili danni causati alla salute psicofisica del bambino derivanti dall’uso smodato o distorto delle apparecchiature digitali”. Per le violazioni sono previste sanzioni da 150 a 500 euro.
“Siamo consapevoli – afferma Gilistro – che un divieto del genere è difficile da far rispettare e quindi da sanzionare: ma la legge vuole essere soprattutto un disperato grido di allarme che risuoni forte nelle orecchie dei genitori, che molto spesso scambiano un cellulare per un babysitter e, per tenerli buoni, affidano ai propri figli, anche in tenerissima età, uno smartphone o un tablet, non sapendo che così facendo li espongono a pericolosissimi rischi”
Recenti studi dicono che in Italia il 30 per cento dei genitori usa lo smartphone per calmare i propri figli già durante il loro primo anno di vita e che su 10 bambini tra i 3 e i 5 anni, 8 sanno usare il cellulare dei genitori.
“Se i genitori – sostiene Gilistro – fossero informati dei pericoli cui espongono i propri bambini, si guarderebbero bene dal consegnargli queste apparecchiature, che, è bene sgomberare il campo da possibili equivoci, sono importantissime e non vanno demonizzate se usate bene e alla giusta età, ma che, se lasciate in mano a bambini piccoli e per giunta molto a lungo, possono essere un attentato alla loro salute, provocando loro addirittura disturbi permanenti”.
I pericolosi e potenziali contraccolpi dell’uso smodato delle apparecchiature digitali in tenera età sono tantissimi. “Ansia, crisi di panico, scoppi di rabbia improvvisa, svenimenti – dice il deputato Cinquestelle – sono tra i più comuni, ma anche disturbi del sonno, alterazioni dell’umore, ritardato sviluppo del linguaggio, tachicardia, azzeramento, o quasi, dei rapporti sociali. Da non dimenticare tra le possibili devastanti conseguenze anche il cyberbullismo che in soggetti fragili può provocare casi di ritiro sociale volontario (il fenomeno degli hikikomori) fino a causare suicidi”.
“Ringrazio – conclude Gilistro – i colleghi deputati di tutti gli schieramenti per avere compreso l’importanza di questo disegno di legge e di avermi permesso di tenere fede al mio giuramento di Ippocrate anche in ambito politico-parlamentare, oltre che professionale. Quando c’è in gioco la salute non possono e non devono esistere divisioni di nessun tipo”.




Borsino della politica, rimpasto light in vista a Siracusa e Forza Italia resta opposizione

Riprendono smalto le voci di rimpasto in giunta comunale, a Siracusa. Un check tra forze politiche a sostegno del sindaco Italia atteso – dai diretti interessati – per mesi ed ormai dato per imminente. Dando fede alle ultime indiscrezioni dalle segreterie politiche, la partita si sarebbe chiusa al momento sull’avvicendamento di due assessori. Come già accaduto con Cavarra e Zappulla, nessuno stravolgimento nella squadra di governo cittadino.
Ad entrare in giunta dovrebbero essere una donna ed un uomo, la prima espressione degli ex Fuorisistema Zappalà e Barbone ed il secondo di Noi per la Città/Francesco Italia Sindaco. Questo l’identikit “politico” che rafforzerebbe i numeri della maggioranza. Si era tanto chiacchierato di un feeling nascente con Forza Italia, ma il gruppo degli azzurri dovrebbe invece rimanere fedele al ruolo di forza di opposizione. Sebbene nelle ultime settimane non siano mancate occasioni di dialogo per un avvicinamento, dopo un confronto interno gli azzurri avrebbero però preferito declinare ogni proposta. Da comprende chi dovrà lasciar spazio alle due new entry e se l’opzione quote rosa sarà occasione per raddoppiare le presenze femminili in giunta o se si proseguirà con una sola casella al femminile.
Finita qui? No, perchè in estate la temperatura politica salirà per il previsto “ticket” alla presidenza del Consiglio comunale. Accordi tra alleati fissano in quel mese il passaggio di testimone per una prevista staffetta.




Gli industriali siracusani e la riconversione, “bene gli annunci ora politica passi ai fatti”

Gli industriali siracusani vedono “una luce in fondo al tunnel”. Ad usare l’espressione, riferendosi all’incontro della scorsa settimana con il ministro Urso, è Maria Pia Prestigiacomo presidente della sezione imprenditori metalmeccanici di Confindustria Siracusa. Ma le dichiarazioni sul polo industriale siracusano modello di riconversione sostenibile, “devono però tradursi in atti concreti in tempi ragionevolmente brevi”, puntualizza subito. Fiducia si, ma non in bianco. “Il rischio è che la riconversione sostenibile dell’apparato industriale di Priolo-Augusta-Melilli, da tutti auspicata, arrivi troppo tardi per salvare le imprese dell’indotto industriale, nato 60 anni fa e consolidatosi a supporto del polo petrolchimico”, analizza la Prestigiacomo.
Ecco allora che dal tavolo di sistema auspicato dal ministro Urso entro il mese di marzo, gli industriali siracusani si attendono decisioni concrete. “Si assumano scelte operative con celerità. L’annuncio di cambiare le politiche industriali e l’impostazione europea del green deal devono tradursi in iniziative e provvedimenti celeri e mirati, altrimenti rischiano di restare belle intenzioni, destinate a scontrarsi con un pericolo, concretissimo, di deindustrializzazione, perdita di posti di lavoro e tensioni sociali. Attendiamo fiduciosi, dunque, di vedere progetti chiari, tempistiche stringenti, prospettive convincenti: il mondo delle imprese è pronto per questa sfida”, assicura la presidente degli imprenditori metalmeccanici di Confindustria Siracusa.
“Siamo convinti – conclude Maria Pia Prestigiacomo – che il futuro delle attività del sito in chiave di sostenibilità ambientale sia una prospettiva ineludibile. Tuttavia riteniamo che è necessario preservare il patrimonio delle imprese dell’indotto che ruota attorno alla zona industriale siracusana. Un patrimonio che oggi appare seriamente a rischio, con gli elevati costi dell’energia e dell’anidride carbonica prodotta, che stanno costringendo a ridurre linee produttive ritenute non più competitive, con conseguenti riflessi negativi nel settore metalmeccanico e dei servizi. E questo accade in un’area del Mediterraneo che oggi, con il Piano Mattei e i progetti di collegamento per il trasporto dell’energia dall’Africa all’Europa, è diventata uno snodo geografico fondamentale per ogni iniziativa, soprattutto per creare un ponte per trasferire energia pulita fra le due sponde del mare nostrum”.




Industria, la nota politica del segretario Gerratana causa una prima frattura nel Pd

Falsa partenza per la gestione unitaria del partito promessa dal neosegretario provinciale del Pd, Piergiogio Gerratana. In una lunga nota di commento sulla seduta di Consiglio comunale di Siracusa dedicata alla crisi del polo industriale, Gerratana non cita il deputato regionale Tiziano Spada (Pd) e l’ex presidente provinciale del partito (oggi presidente di Anci Sicilia) Paolo Amenta, eppure presenti in aula Vittorini. Non sfugge che si tratti di personalità del Partito Democratico di Siracusa che, al recente congresso, non hanno appoggiato la sua candidatura. Una svista o una precisa volontà politica? Quale che sia la risposta, intanto arriva subito la prima frattura in casa democratica dell’era Gerratana. Non una novità in un partito frequentemente vittima del correntismo interno e che delle divisioni ha fatto bandiera.
Il segretario del Pd attacca poi il centrodestra ed in particolare Gennuso e Cannata impegnati – secondo Gerratana in “inutili schermaglie da prima donna”. Da spettatore della lunga seduta consiliare a Siracusa, dispensa una citazione di merito per il deputato regionale Giuseppe Carta e per il sindaco di Priolo, Pippo Gianni. Elogia il senatore Nicita (non presente in Consiglio comunale, ndr) quindi il capogruppo del Pd, Massimo Milazzo, e il segretario della Cgil Alosi. “Hanno centrato – spiega – il punto di snodo di tutta la problematica: il ruolo di Eni e la sua volontà di abbandonare la produzione di etilene negli impianti di Ragusa, Priolo e Brindisi trasformandosi sostanzialmente in un intermediario commerciale tra l’Italia e gli stabilimenti di produzione esteri avvantaggiati da un minore costo dell’energia e da una legislazione più permissiva dal punto di vista ambientale”.
Gerratana, nella sua analisi, si scaglia contro le politiche industriali del governo: “I nuovi patrioti stanno trasformando il nostro Paese in una colonia dipendente dal punto di vista energetico, chimico e della raffinazione del petrolio da altri Paesi europei ed extraeuropei. Capisco che per chi ha fondato il proprio successo politico sull’idea di demolizione dell’Europa, oggi ha difficoltà serie a riconoscere che tutto questo può trovare soluzione soltanto in una nuova strategia industriale europea con investimenti seri e reali per uniformare i costi dell’energia tra tutti i paesi europei, eliminare balzelli, come la tassa sulla CO2, che non rendono competitive le produzioni su suolo europeo e finanziare una intelligente transizione ecologica senza compromettere i livelli occupazionali”.
Parole che causano la reazione di FdI. “Ancora una volta, il Partito Democratico dimostra di essere maestro nell’agitare paure e allarmismi senza mai proporre soluzioni concrete. Parlano di smantellamento dell’industria italiana, quando sono stati proprio loro, con anni di scelte sbagliate, a lasciare il nostro sistema produttivo in balia della burocrazia, di costi energetici insostenibili e di un’Europa che non hanno mai saputo governare politicamente per il bene del nostro paese. Noi, invece, stiamo lavorando concretamente per il futuro dell’industria italiana e della zona industriale di Priolo, Ragusa e Brindisi”, si legge nella nota.
“Il nostro deputato Luca Cannata – continua – ha lavorato affinché le istanze delle imprese e dei lavoratori del polo industriale fossero ascoltate dal Governo e tradotte in azioni concrete. Ha partecipato a tavoli di confronto con le aziende del settore, con i sindacati e con il ministro per costruire soluzioni realistiche e attuabili, non semplici slogan. Il Pd . conclude FdI Siracusa – oggi cerca di ergersi a difensore dell’industria, ma dove erano quando si firmavano accordi europei che ci hanno reso meno competitivi? Dove erano quando i costi dell’energia per le nostre aziende salivano alle stelle senza nessun intervento concreto?”




Con un masso “sfonda” auto in via Elorina, la Polizia è sulle sue tracce

La Polizia è sulle tracce dell’uomo che, nella tarda serata di ieri, ha seminato il panico nell’area di sosta accanto al Bingo di via Elorina, a Siracusa. Per motivi ancora poco chiari, avrebbe prima tentato di accedere all’interno dell’attività poi, una volta respinto per via del suo atteggiamento, avrebbe sfogato la sua rabbia sulle auto posteggiate all’esterno. Con un grosso masso ha mandato in frantumi alcuni finestrini, prima di darsi alla fuga. Un danno non da poco. Secondo alcune testimonianze, al vaglio degli investigatori, l’uomo sarebbe apparso in un presunto stato di alterazione.
In attesa di risvolti investigativi, già da questa sera intanto la proprietà del Bingo predisporrà una vigilanza rafforzata nell’area di sosta prospiciente all’attività.




Un ‘ponte’ coperto tra Pronto Soccorso e Rianimazione, finger anche per Malattie Infettive

Due collegamenti sopraelevati, il primo per unire il Pronto Soccorso al nuovo padiglione che ospita la Rianimazione; il secondo, collegato a Malattie Infettive. Le due “rampe” saranno realizzate all’ospedale Umberto I di Siracusa, per evitare di dover effettuare, come invece accade oggi, alcuni spostamenti, soprattutto di pazienti, in maniera tutt’altro che agevole. Il direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone parla di un lavoro già avviato e di un’opera appaltata dalla precedente struttura commissariale, nell’ambito delle cosiddette opere Covid. Per realizzare il collegamento tra il Pronto Soccorso e Rianimazione è stato necessario tenere conto della zona archeologica su cui la struttura ricade. Niente scavi, quindi, ma due plinti ed una struttura prefabbricata da apporvi. Il principio sarà il medesimo anche per l’altro collegamento da realizzare. Il risultato sarà una sorta di “anello”. Attualmente, nel caso in cui un paziente condotto al Pronto Soccorso dell’ospedale di via Testaferrata abbia la necessità di essere trasferito in Rianimazione, occorre trasportarlo in ambulanza, quindi dall’esterno, nonostante si tratti di strutture l’una ad un passo dall’altra. Non è di certo il sistema ideale, soprattutto considerando che lo spostamento riguarda persone in condizioni particolarmente delicate. “Chiudendo”, invece, il percorso, si scongiureranno situazioni difficoltose e disagi connessi. L’iter burocratico sarebbe stato in buona parte completato, non è ancora preventivabile, tuttavia, una tempistica precisa per il completamento delle due strutture.
Oltre agli aspetti strutturali, intanto, l’Asp lavora alla dotazione di nuove figure specialistiche da inserire nell’organico dell’ospedale, insieme a qualche posto letto a supporto. Impossibile immaginare un Trauma Center all’Umberto I. Caltagirone ha, pertanto, fatto presente la necessità di una deroga, in sede di rimodulazione della rete ospedaliera, per qualche posto letto (da inserire magari in Chirurgia), per Neurochirurgia, Chirurgia toracica e Chirurgia plastica. Tornerebbero di certo utili, soprattutto in casi di emergenza che ancora oggi obbligano i sanitari a disporre trasferimenti fuori provincia.




Nuovo ospedale, Scerra e Gilistro (M5S): “Ritardi dovuti a un passaggio burocratico. Vigili sulla vicenda”

“Nelle settimane scorse abbiamo interloquito con il Ministero della Salute per verificare l’avanzamento dell’iter per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa. Dai colloqui è emerso che risultava ancora mancante la modifica della rete ospedaliera regionale, con Siracusa nosocomio Dea di II Livello. Abbiamo allora ritenuto necessario dialogare con il Dipartimento della pianificazione strategica dell’Assessorato alla Salute. Gli uffici regionali sono stati compulsati affinchè producessero in tempi brevissimi il documento atteso da Roma, in modo da sbloccare le restanti fasi procedurali”. Così il parlamentare Filippo Scerra ed il deputato regionale Carlo Gilistro, entrambi del Movimento 5 Stelle, hanno aggiornato in Consiglio comunale circa lo stato dell’arte del percorso per la realizzazione del nuovo ospedale.
Nelle scorse ore l’Osservatorio Civico di Siracusa ha sottolineato come siano “passati cinque anni da quando venne approvato il provvedimento che prevedeva la realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa entro due anni, con la stessa procedura straordinaria seguita per il ponte Morandi di Genova. Ci risulta, e lo ripetiamo ormai da tempo – hanno sottolineato il presidente dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello e i due vice Donatella Lo Giudice e Alberto Leone – che l’iter per poter arrivare finalmente agli espropri e al progetto esecutivo del nuovo ospedale di Siracusa sarebbe ancora fermo presso il Nucleo di valutazione delle opere pubbliche del Ministero della Salute, che attende dalla Regione Siciliana una indispensabile integrazione della documentazione presentata. Servirà successivamente anche il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”.
Sulla questione Scerra e Gilistro hanno spiegato che “si tratta di un mero passaggio burocratico che però stava causando l’ennesimo rallentamento in un iter che deve invece correre spedito verso la gara d’appalto per la costruzione in un unico lotto del nuovo ospedale di Siracusa. L’attenzione del Movimento 5 Stelle sulla vicenda è costante”, hanno sottolineato i due pentastellati.