Allerta meteo, Filcams: “Sottratte ai lavoratori ore di ferie ma serve cassa integrazione””

Quello che sta succedendo all’interno della gestione delle aziende del terziario e della distribuzione per far fronte all’allerta meteo sta creando numerosi disagi ai lavoratori spiazzati dalla presa di posizione di molte aziende. “Nella maggioranza dei casi – dichiara in merito alla questione Alessandro Vasquez, Segretario Gen. FILCAMS CGIL Siracusa – supermercati e attività del terziario, hanno riferito ai lavoratori e alle lavoratrici che le ore di astensione dal lavoro dovute alle condizioni metereologiche, verranno defalcate dal monte ore delle ferie residue, o dei permessi non goduti. Un abuso secondo noi che va celermente ripristinato, dando modo ai lavoratori e alle lavoratrici di poter recuperare le ore non lavorate o di trattenerle sotto forma di compensativo dagli straordinari o supplementari già effettuati in precedenza e ancora da retribuire. Questo avviene in presenza di un vuoto normativo che più volte abbiamo fronteggiato in questi anni e che va secondo noi celermente colmato.”
Il settore del Commercio e del terziario diffuso infatti non prevede cassa integrazione per eventi metereologici. ” Questa è una grave mancanza – continua il segretario – che non mette in condizione di affrontare episodi sempre più frequenti come le allerte meteorologiche. Non è un indisponibilità pervenuta dai lavoratori e dalle lavoratrici e pertanto non possono essere sempre loro a essere colpiti economicamente, su questa vicenda presteremo la massima attenzione diffidando da tali comportamenti unilaterali le aziende a noi note che adotteranno simili abusi.”




Indumenti usati, terza giornata ecologica a Priolo

Nuova giornata ecologica mensile dedicata alla raccolta degli indumenti usati, a Priolo, giovedì 29 gennaio, dalle 9:00 alle 14:00, presso Largo dell’Autonomia Comunale.
Si tratta della terza giornata in assoluto, dopo quelle di novembre e dicembre 2025.
Durante l’iniziativa saranno presenti gli operatori della ditta CITTÀ PULITA, incaricata del servizio di ritiro e del conferimento presso piattaforma autorizzata per il recupero dei materiali tessili.
Gli operatori provvederanno alla raccolta degli indumenti e dei tessili usati (codici EER 20.01.10 / 20.01.11), effettuando anche il controllo dei materiali conferiti e, se non conformi, il loro eventuale rifiuto.
Modalità di conferimento:
• Gli indumenti e i tessili, preferibilmente integri, devono essere consegnati in buste trasparenti.
• Si possono conferire capi di abbigliamento e accessori (inclusa biancheria intima), scarpe, borse e materiali tessili in genere: stoffe, tende, lenzuola, tovaglie, coperte, ecc.
Il Sindaco Pippo Gianni e il vicesindaco a assessore all’Ambiente Alessandro Biamonte chiedono la collaborazione dei cittadini per rendere la città più pulita e sostenibile e ricordano che dal 1° gennaio 2025 è vietato conferire indumenti nell’indifferenziata in tutta l’Unione Europea, Italia inclusa.




Ruba in un’auto in sosta, 41enne sorpreso e arrestato

Era intento a rubare all’interno di un’auto in sosta.
La scena non è sfuggita agli agenti di una pattuglia delle Volanti, impegnati in un’attività di controllo del territorio. L’uomo, un 41enne di origini marocchine, è stato bloccato in flagranza di reato. Per lui è scattato l’arresto, anche per porto di oggetti atti ad offendere.




Le spiagge sono scomparse, la provincia di Siracusa in ginocchio: danni per 160 milioni

I tecnici del Dipartimento Regionale di Protezione Civile sono impegnati da ore in sopralluoghi e controlli, anche in provincia di Siracusa. Stanno censendo danni e disastri inimmaginabili sino a poco tempo addietro. La fascia costiera aretusea, da Portopalo ad Augusta, è irriconoscibile. Le spiagge, di fatto, non ci sono più. Al posto della sabbia, dei lidi, dei pontili ci sono solo massi e detriti. Il danno è enorme, incalcolabile, anche per l’economia del territorio che sul turismo si appoggia e spinge.
Reagire, rispondere, riparare, ricostruire. Sono le quattro “erre” da seguire per provare a tornare alla normalità. Il ciclone Harry si è abbattuto sul siracusano con tutta la sua forza devastante. Ed anche qui, sebbene in forma minore rispetto a Catania ed a Messina, ha costretto a pagare dazio a decenni di politica distratta e che all’abusivismo ha strizzato troppo spesso l’occhio.
La stima dei danni effettuata dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile è arrivata a circa 160milioni di euro solo per la provincia di Siracusa. Ma è un numero che continua a salire e che, verosimilmente, supererà i 200milioni. Viabilità e strade, servizi, edilizia pubblica e privata, lidi, attività balneari, infrastrutture portuali, dissesti, beni mobili: nel computo finisce inevitabilmente tutto. Portopalo, Pachino, Lido di Noto, Avola, Siracusa, Augusta si leccano le ferite. Sono i centri maggiormente colpiti. Ci vorranno mesi, realisticamente anni in verità, per riuscire a recuperare. Solo grazie all’attento lavoro di autorità ed istituzioni il bilancio non è appesantito da morti o feriti. La popolazione, quasi tutta, ha compreso l’allarme ed ha risposto di conseguenza.
Il primo passo, adesso, sarà la pulizia. Detriti da eliminare, strade da liberare. Poi si passerà alla messa in sicurezza e solo dopo – confidando in risorse extra liberate in tempo record – ai veri e propri interventi strutturali. Le operazioni saranno coordinate dalla Protezione Civile regionale, in soccorso di Comuni con le casse purtroppo vuote o quasi.
Man mano che il mare rientra, però, si scoprono ancora altri guasti. La preoccupazione è quella di ingrottamenti sotto le strade, sotto le case, tra i muraglioni di Ortigia. Bisognerà controllare anche questo, dal mare appena possibile e con georadar. Capire quanti conci sono stati scalzati e dove è entrata l’acqua. Insomma, non è ancora finita. Ecco perchè gli esperti non hanno dubbi sul fatto che i danni alla fine saranno anche superiori ai 200milioni di euro.
In provincia di Catania, i danni sono stati stimati in 244milioni; nel messinese, 202,5 milioni. Insieme a Siracusa, sono le tre province colpite e affondate dal ciclone Harry. Per dare un’idea, la vicina provincia di Ragusa si è fermata ad una conta danni pari a 29,9 milioni di euro.




Sicilia piegata dal ciclone, sabato Schifani nei luoghi più colpiti del Siracusano

Ammontano a circa 740 milioni di euro, secondo una prima stima, i danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia. Il dato è stato reso noto dal presidente della Regione, Renato Schifani al termine della giunta straordinaria convocata per oggi e nel corso della quale l’esecutivo ha dichiarato lo stato di calamità naturale. Il presidente Schifani farà tappa sabato a Siracusa, per prendere visione delle principali criticità emerse nel territorio provinciale, dove si parla di danni per quasi 160 milioni di euro tra viabilità, attività balneari e produttive, edilizia residenziale, edilizia pubblica, beni mobili e dissesti idrogeologici.
La giunta regionale ha, intanto, dato il “via libera” ad un primo stanziamento di 70 milioni per le emergenze da affrontare nell’immediato nell’isola: 50 milioni sarebbero subito disponibili, mentre gli altri 20 milioni dovrebbero arrivare attraverso una norma che sarà proposta all’Ars, l’assemblea regionale siciliana.
Siracusa risulta essere la terza provincia più colpita, dopo Catania e Messina. Nel Catanese si sarebbero registrati danni per 400 milioni di euro in totale, mentre nel Messinese 202,5 milioni di euro. Nel Sud-Est dell’isola, il Ragusano avrebbe subito danni per 29 milioni 900 mila euro circa.




Avola, dopo il ciclone danni alle infrastrutture per 20 mln

Anche oggi è stata una giornata intensa di sopralluoghi e controlli sul territorio da parte degli uffici comunali ad Avola, con particolare attenzione alle zone maggiormente colpite dal maltempo. I mezzi meccanici hanno avviato in somma urgenza gli interventi di ripristino, consentendo la liberazione delle abitazioni che risultavano isolate e il ripristino delle condizioni minime di accessibilità e sicurezza. Continueranno a operare nei prossimi giorni per cercare di recuperare la viabilità, che è stata fortemente compromessa dall’ondata di maltempo che ha colpito tutta la nostra costa e la Sicilia orientale. “Sono giornate interminabili di lavoro, ma la priorità è il ripristino della sicurezza e della viabilità per tutti i cittadini – racconta i sindaco di Avola, Rossana Cannata -. Gli interventi strutturali, come quelli per il contrasto all’erosione costiera, che sono stati realizzati negli anni, hanno dato risultati positivi in diversi tratti, attenuando in parte gli effetti devastanti dell’evento. Massi, guard rail e altri interventi di protezione hanno, in alcune zone, contribuito a limitare i danni.” Il primo bilancio dei danni subiti dalle infrastrutture è già stato trasmesso, con stime che parlano di circa 20 milioni di euro, soprattutto lungo le strade costiere. Tuttavia, la cifra è ancora in fase di quantificazione, e si prevede che possa aumentare con il proseguire delle verifiche. “La decisione del Presidente Schifani e della giunta regionale di deliberare oggi lo stato di emergenza per il maltempo rappresenta un segnale importante verso i nostri territori colpiti.Un atto necessario per attivare tempestivamente risorse straordinarie, e sostenerci nell’avviare con maggiore efficacia la fase di ripristino e messa in sicurezza.”. Nonostante la gravità della situazione, il lavoro della Protezione Civile, insieme a quello dei sindaci e delle forze di volontariato, ha fatto sì che non si registrassero vittime, e questo è il segno di un impegno straordinario da parte di tutti. “Il Comune di Avola, in collaborazione con la Protezione civile regionale – conclude Cannata – continuerà a monitorare l’evolversi della situazione, con l’obiettivo di attivare tutte le risorse necessarie per la ricostruzione”.




Siracusa fa i conti con la devastazione del ciclone Harry, danni per 35 milioni

La prima stima dei danni inferti a Siracusa dal passaggio del ciclone Harry si aggira su 35 milioni di euro. Il dato è stato comunicato alla Regione dagli uffici comunali impegnati nelle verifiche, anche se è in costante aggiornamento man mano che avanzano controlli e segnalazioni. La cifra rappresenta un primo dato cumulativo e comprende i danneggiamenti subiti da strutture ed edifici pubblici e quelli lamentati da privati ed imprese. Non è ancora un dato definitivo, ma da una idea della violenza con cui il territorio è stato attraversato dal ciclone Harry.
Sono diventate virali le immagini della devastazione ad Ognina e nelle zone balneari. Nella zona di via Arsenale, è venuto giù un ampio pezzo della parete che protegge la falesia dalle onde, con la necessità di disporre evacuazioni nelle abitazioni a strapiombo sul mare.
Il tema delle costruzioni a pochi metri dal mare ha acceso un vivace dibattito cittadino, su social e media. I condoni degli anni passati e la “tolleranza” urbanistica spesso mostrata anche di fronte alla previsione della fascia di garanzia di 150 metri mostrano, secondo più, i limiti di visione di un tempo che fu. E costringono ad una nuova riflessione sul significato della prevenzione, di fronte a coste frequentemente ormai esposte a nuovi fenomeni meteomarini.
Attese le dichiarazioni dello stato di emergenza e dello stato di calamità, parte di Regione e Governo centrale, in modo da attivare contributi e indennizzi. Ma preoccupano i tempi di attuazione delle misure, in particolare per i lidi spazzati via dalla furia di Harry, a pochi mesi dalla stagione balneare e con lo spettro dell’asta delle concessioni demaniali a restringere orizzonti e ammortamento degli investimenti. Il rischio è che alcune imprese possano gettare la spugna.




Lungomare di Levante verso la riapertura, rimossi i detriti. “Qui danni limitati”

Si va verso la riapertura del tratto finale del Lungomare di Levante, a Siracusa, rimasto chiuso al traffico nelle ore dell’emergenza meteo a causa delle violente mareggiate. Le onde hanno battuto senza sosta il muraglione su cui poggia la strada, arrivando a depositarsi anche in strada, come avvenuto anche in passato.
La forza dei marosi ha trascinato con sè, questa volta, anche detriti come – ad esempio – le mattonelle dei marciapiedi che si affacciano sul mare di Ortigia. Per ragioni di sicurezza, è stata subito disposta l’interdizione del tratto di strada, con il piazzamento di jersey bianchi e rossi. In precedenza, era stato disposto un divieto di sosta lato mare.
“La riapertura avverrà in giornata, ringrazio le squadre intervenute per rimettere tutto in sicurezza ed in breve tempo, I danni, per fortuna, sono stati limitati”, spiega il delegato per Ortigia, Raffaele Grienti.
Nel 2022, in seguito ad una mareggiata, si aprì una voragine stradale larga 12 metri e profonda 2. Il mare si era ingrottato, erodendo il riempimento e causando il cedimento che – per autentica fortuna – non vide coinvolto nessun mezzo.




Parcheggio davanti all’ospedale Rizza, Buccheri: “Arrivano i fondi, si colma una lacuna”

Pubblicato dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti ha pubblicato il decreto di finanziamento di 100.000 euro per un’area di parcheggio nell’area antistante l’ospedale Rizza di viale Epipoli. Ad annunciarlo, esprimendo soddisfazione, è il consigliere comunale Andrea Buccheri, che evidenzia come si tratti di “un’opera necessaria e strategica, oggetto di interesse, negli anni, da parte di varie istituzioni cittadine: penso alle riunioni e alle delibere della circoscrizione Tiche nelle consiliature 2008/2013 e 2013/2018, prima della loro abolizione a partire dal 2018; agli interventi in Consiglio comunale e in seno alle commissioni consiliari competenti”.
Secondo il consigliere di maggioranza, “la pubblicazione del decreto, dopo un lungo ed articolato iter, segna finalmente il passaggio dalla fase valutativa alla fase operativa, che richiederà attenzione riguardo alle tempistiche perché la cittadinanza attende da troppo tempo un’opera importante come questa”. Il progetto preliminare è stato realizzato dagli uffici del settore Mobilità e Trasporti. L’emendamento alla Finanziaria 2025 con cui si è ottenuto il finanziamento ,invece, è a firma del deputato regionale Tiziano Spada, “che ringrazio- aggiunge Buccheri- per avere accolto questa mia istanza che faceva seguito a molteplici richieste di tanti cittadini, e per essersi quindi attivato presso gli uffici competenti fino al raggiungimento dell’obiettivo”. Un intervento che dovrebbe colmare un’evidente e attuale lacuna, visto che l’area utilizzata attualmente come parcheggio, davanti all’ospedale Rizza, non lo è nella realtà, è improvvisata e presenta una serie di criticità, come dimostra il suo stato dopo le giornate di maltempo legate al ciclone Harry. L’area è allagata e questo arreca disagio ai numerosi utenti che ogni giorno raggiungono la struttura sanitaria pubblica di viale Epipoli. Buccheri ricorda, in particolar modo “quanti frequentano l’Hospice e della riabilitazione, agli ambulatori di Radioterapia e al reparto della R.S.A., agli sportelli del Cup, oltre agli uffici amministrativi per le richieste di esenzioni o per la scelta del medico curante.
Questo investimento, una volta realizzato-conclude Buccheri- riqualificherà una zona periferica della città e metterà a disposizione un’area a parcheggio dignitosa, in grado di poter ospitare non soltanto i numerosi frequentatori della struttura ospedaliera”.




Ciclone Harry, Cna Sicilia: “subito stato di calamità, fondi e un tavolo per la ricostruzione”

“E’ un’emergenza senza precedenti”, dice il presidente di Cna Sicilia Filippo Scivoli. “La gente e le imprese sono in ginocchio. Davanti a eventi di questa portata, non ci sono alibi burocratici che tengano”, aggiunge indicando la lunga scia di danni lasciati dal ciclone Harry. “Chiediamo al Presidente della Regione e al Governo di ascoltare il grido di dolore che arriva dai territori e di agire ora. La dichiarazione dello stato di calamità e lo stanziamento dei fondi devono essere la priorità assoluta delle prossime ore. Le nostre imprese, già provate da anni di difficoltà, rischiano di chiudere per sempre se lasciate sole”.
E mentre la conta dei danni pare destinata a superare il miliardo di euro, il segretario di Cna Sicilia Piero Giglione invita a trovare “un metodo”.
“È fondamentale – spiega – sedersi subito a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti: Regione, Protezione Civile, Anci, e le organizzazioni imprenditoriali. Dobbiamo definire insieme criteri chiari, snellire le procedure, evitare che la ricostruzione si perda in mille rivoli. Cna Sicilia è pronta a portare il proprio contributo di conoscenza del territorio e del tessuto produttivo. Il tempo è il fattore più critico: ogni giorno di ritardo è un colpo mortale per l’economia e la tenuta sociale delle aree colpite”.
Intanto, sui territori attivate tutte le strutture provinciali della Confederazione, per supportare le migliaia di imprese associate nel complesso iter delle richieste di risarcimento. “Le imprese, gli artigiani, i commercianti, i cittadini e i Comuni colpiti non possono aspettare. La devastazione a infrastrutture, attività produttive, abitazioni e suolo richiede una risposta straordinaria e senza indugi”.