Maltempo, il bilancio della Prefettura: 155 interventi dei Vigili del Fuoco in 48 ore nel siracusano

Sono stati 155 gli interventi in occasione delle condizioni meteorologiche avverse della scorsa settimana con la conseguente allerta rossa diramata dalla Protezione Civile: un incremento straordinario di circa il 500% rispetto alla media quotidiana di interventi. Si tratta del bilancio emerso durante la riunione presieduta dal Prefetto Signer e allargata alla partecipazione di tutti gli attori del sistema di protezione civile provinciale.
La struttura di soccorso locale, coordinata dal Prefetto, nell’ambito del centro coordinamento soccorsi ha puntato – sin dalla diramazione dello stato di allerta da parte del Dipartimento regionale – al potenziamento della circolarità informativa, in funzione della migliore risposta alle criticità da affrontare: disagi alla viabilità, danni alle strutture, incendi di condutture elettriche, alberi pericolanti, suscettibili di mettere a repentaglio la pubblica incolumità. Nel periodo di 48 ore compreso tra la mezzanotte del 17 gennaio e la mezzanotte del 19 gennaio, i Vigili del Fuoco hanno effettuato un totale di 155 interventi, 135 dei quali direttamente correlati alle avverse condizioni meteorologiche. Le operazioni hanno incluso diverse attività, dalle rimozioni di alberi caduti, agli interventi su allagamenti, ai danni strutturali, agli incendi di natura elettrica. Il potenziamento del dispositivo di soccorso predisposto e la gestione efficace delle risorse hanno permesso di rispondere prontamente alle esigenze della popolazione durante la fase emergenziale.




Verde Pubblico, il Tar “congela” l’affidamento: verifiche in corso ma servizio garantito”

Dubbi sull’affidamento dell’appalto di manutenzione del verde pubblico in città ( e parchi e giardini comunali). Il Tar di Catania ha accolto il ricorso presentato dalla ditta arrivava Nella seconda nella graduatoria stilata dal Comune dopo la gara. Il Tribunale Amministrativo ha richiesto all’amministrazione comunale degli approfondimenti per verificare l’eventualità, sostenuta dall’impresa ricorrente- di anomalia nell’offerta. L’affidamento risale alla scorsa estate, con un ribasso del 43,87 per cento. Nella sentenza emessa, il giudice del Tar di Catania ha accolto il ricorso e ha disposto che i provvedimenti impugnati vengano annullati “in quanto il raggruppamento controinteressato aggiudicatario della gara avrebbe dovuto essere escluso in sede di verifica della congruità dell’offerta, con rinvio alla Stazione Appaltante affinché rinnovi la verifica di anomalia osservando quanto indicato nella decisione. La domanda
risarcitoria non può essere accolta, in quanto il danno lamentato potrà considerarsi verificato solo se, a seguito della rinnovazione del sub-procedimento, la ricorrente risulterà aggiudicataria”. Il Comune di Siracusa dovrà attenersi, ovviamente, a quanto disposto. Il servizio, tuttavia, non sarà sospeso, trattandosi di “servizio pubblico essenziale per la cittadinanza,pertanto non differibile, anche in considerazione della formazione di squadre di emergenza in caso di eventi calamitosi”. Il Rup, responsabile unico del procedimento avvierà le attività necessarie per l’ulteriore verifica della documentazione, che riguarda in ogni caso anche la seconda classificata.




Siracusa ricorda Mario Francese, il giornalista siracusano ucciso dalla mafia

La figura di Mario Francese, il giornalista siracusano ucciso dalla mafia a Palermo, saranno ricordati lunedì prossimo, 27 gennaio, nel 46esimo anniversario della sua morte, dall’Assostampa di Siracusa in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia ed il presidio di Libera Siracusa intitolato proprio al cronista assassinato nel 1979.
Come ogni anno, la commemorazione si terrà al giardino a lui dedicato all’interno del Parco Archeologico (ex Casina Cuti), intitolato dal Comune al cronista assassinato.
Alle 9.30, i giornalisti siracusani deporranno un mazzo di fiori davanti alla lapide commemorativa. Saranno presenti: il prefetto, Giovanni Signer, il sindaco, Francesco Italia, i vertici provinciali di Questura, Arma dei carabinieri e Guardia di finanza, i nipoti del giornalista ucciso.
Il prossimo 6 febbraio ricorrono i 100 anni dalla nascita di Mario Francese. Una serie di iniziative sono state organizzate per celebrare un uomo che ha sacrificato la sua vita svolgendo il proprio mestiere.
Mario Francese, cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, fu ucciso da Cosa nostra il 26 gennaio del 1979 sotto la sua abitazione, alla fine di una giornata di lavoro. I processi hanno condannato mandanti ed esecutori materiali dell’agguato e hanno fatto chiarezza sul movente. Francese fu ucciso per le sue inchiesta giornalistiche con le quali aveva denunciato gli interessi economici sempre più ramificati nella attività lecite dei corleonesi di Salvatore Riina, come nel caso della costruzione della diga Garcia. Il cronista siracusano fu il primo a descrivere l’organizzazione di Cosa nostra, anticipando circostanze poi accertate nei grandi processi di mafia.
A Siracusa, il laboratorio sartoriale nato in un locale confiscato alla mafia, porta i nomi di Mario e del figlio Giuseppe che spese tutte le sue forze per far riaprire il fascicolo d’inchiesta sull’assassinio del padre permettendo la condanna degli autori.




San Francesco di Sales: 15 giornalisti siracusani a Roma per il Giubileo

Si celebra oggi la festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. E prende il via a Roma il Giubileo del Mondo della Comunicazione, primo dei grandi eventi dell’Anno giubilare, che ha richiamato nella Capitale giornalisti, esperti e operatori della comunicazione provenienti da tutto il mondo. Per tre giorni, da oggi a domenica, si susseguiranno momenti di formazione e di preghiera.
Circa quindici i giornalisti siracusani che saranno presenti in pellegrinaggio, fra cui i rappresentanti della testata “Cammino”.
Il presidente dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) Siracusa, Alberto Lo Passo, guida il gruppo che domani, sabato 25, inizierà il Pellegrinaggio alla Porta Santa di San Pietro e poi parteciperà all’incontro “In dialogo con Maria Ressa e Colum McCann”.
Il giornalista Mario Calabresi modererà il confronto con la giornalista filippina, Premio Nobel per la Pace nel 2021, e lo scrittore irlandese. Alle 12.30 è prevista l’udienza, in Aula Paolo VI, con il Santo Padre Papa Francesco. Nel pomeriggio i partecipanti potranno prendere parte a una serie di eventi culturali e spirituali. Domenica 26, alle 9.30, nella Basilica di San Pietro la celebrazione Eucaristica presieduta da papa Francesco.
Per l’Arcidiocesi di Siracusa è presente il vice direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali, Alessandro Ricupero.
Il segretario nazionale dell’UCSI, il siracusano Salvatore di Salvo, ha coordinato la presenza di centinaia di giornalisti da tutta Italia: “L’ascolto dell’altro – ha detto Di Salvo – è il primo passo di una comunicazione efficace, in grado di trasmettere un messaggio che incide nella vita dell’interlocutore. Anche di chi la pensa diversamente. Questo stile dialogico, aperto e rispettoso è oggi sempre più raro e difficile da coltivare”.




Parcheggio di via Damone, doccia gelata: si deve chiudere

Il parcheggio di via Damone rimane aperto ma sembra avere le ore contate. Con una ordinanza firmata dal dirigente del settore Mobilità e Trasporti è infatti arrivato il provvedimento di chiusura. Le auto, quanto prima, potrebbero quindi trovare sbarrato l’ingresso dell’area di sosta, vitale per la riqualificata area commerciale e residenziale di via Tisia e Pitia.
Alla base del provvedimento, la nota del RUP dei lavori che a dicembre scorso – rispondendo ad una interrogazione dei consiglieri comunali Messina e Scimonelli – aveva di fatto ammesso problemi di natura urbanistica dell’opera. Il dirigente del settore è stato allora chiamato a verificare la compatibilità dell’intervento realizzato (il parcheggio, ndr) con la destinazione urbanistica S3 dell’area. Riscontrata la difformità, è stata annullata in autotutela la determina con cui, ad agosto scorso, il parcheggio era stato aperto dopo una lunga attesa.
E adesso? Tecnicamente, l’area di sosta dovrà essere chiusa e inaccessibile alle auto. Per “salvare” la realizzazione c’è la possibilità di richiedere una variante urbanistica (da S3 a S4, in un’area carente di parcheggi) anche perchè non sono stati realizzati interventi di trasformazione della superficie di calpestio: non c’è asfalto, insomma. Ma esistono vincoli di destinazione derivanti dal finanziamento ed i tempi non sono esattamente brevi. Si parla di anni. A meno di novità su cui gli uffici comunali sono in febbrile lavoro. Per ora, quell’area rimane indicata dalla sigla urbanistica S3, ovvero destinata ad attrezzature per verde, gioco e sport. Le auto? Diventeranno il nuovo problema per la vasta area. E i commercianti del vicino Cenaco temono come conseguenza una fuga dalla riqualificata zona.




Maltempo, la Regione delibera stato di crisi per i danni a 116 Comuni: c’è anche Siracusa

Il governo Schifani ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza per dodici mesi per 116 Comuni siciliani colpiti dall’ondata di maltempo nei giorni 16 e 17 gennaio scorsi. Lo ha deliberato la giunta regionale nella seduta di oggi in base alla relazione firmata dal dirigente generale del dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina.
Nell’elenco c’è anche Siracusa e tutti i comuni della provincia. (Augusta, Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Noto, Pachino, Palazzolo Acreide, Portopalo di Capo Passero, Priolo Gargallo, Rosolini, Siracusa, Sortino, Melilli, Francofonte).
La declaratoria consentirà di attivare le iniziative necessarie a garantire i primi interventi per la messa in sicurezza del territorio nelle aree delle sei province interessate. Secondo una prima stima, che non tiene conto del settore agricolo, i danni ammonterebbero a circa 70 milioni di euro. I comprensori maggiormente colpiti sono quelli del Messinese e del Siracusano. Il dipartimento di Protezione civile si riserva anche di proporre la richiesta di stato di emergenza nazionale, dopo avere acquisito dai Comuni tutte le relazioni sulle conseguenze del maltempo.
Il dirigente generale della Protezione civile regionale, inoltre, è stato designato commissario delegato con l’incarico di provvedere al censimento dei danni, alla redazione del piano degli interventi per la riparazione dei danni e per il ripristino e la messa in sicurezza dei luoghi, nonché per la realizzazione delle azioni di somma urgenza per ripristinare e rendere sicure le strutture stradali litoranee di Santa Teresa Riva e dei muri d’argine del fiume Alcantara a protezione del depuratore consortile di Giardini, nel Messinese.
Proprio ieri, il presidente Schifani aveva compiuto un sopralluogo sul lungomare di Santa Teresa Riva per prendere atto personalmente delle lesioni arrecate dalle mareggiate alla sede stradale litoranea della cittadina. Il governatore aveva assicurato il massimo impegno per avviare, nei tempi più brevi possibili, gli interventi necessari a ripristinare la strada e le altre strutture danneggiate e dare serenità agli abitanti.
Oltre alla Città metropolitana di Messina e al Consorzio Rete fognante Taormina, questi i 116 i Comuni interessati dal provvedimento: Città Metropolitana di Catania: Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Adrano, Bronte, Catania, Fiumefreddo di Sicilia, Giarre, Maniace, Misterbianco, Ragalna, Randazzo, Riposto, San Giovanni La Punta, Sant’Agata li Battiati, Valverde, Vizzini, Piedimonte Etneo, Mineo, Nicolosi. Provincia di Enna: Agira, Cerami. Città Metropolitana di Messina: Alcara li Fusi, Capizzi, Castroreale, Falcone, Fondachelli Fantina, Furnari, Gioiosa Marea, Letojanni, Librizzi, Lipari, Malfa, Mazzarrà S. Andrea, Milazzo, Monforte San Giorgio, Naso, Novara di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Patti, Raccuja, Roccavaldina, Rodì Milici, S. Lucia del Mela, San Pier Niceto, San Salvatore di Fitalia, Sant’Agata di Militello, S. Angelo di Brolo, San Piero Patti, Santa Marina Salina, Scaletta Zanclea, Torrenova, Tripi, Tusa, Ucria, Alì, Alì Terme, Antillo, Casalvecchio Siculo, Castelmola, Fiumedinisi, Francavilla di Sicilia, Furci Siculo, Gallodoro, Giardini Naxos, Graniti, Letojanni, Limina, Malvagna, Mandanici, Messina, Motta Camastra, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccafiorita, Roccalumera, Roccella Valdemone, S. Alessio Siculo, Santa Teresa Riva, S. Domenica Vittoria, Savoca, Scaletta Zanclea, Taormina, Condrò, Mongiuffi Melia, Moio Alcantara, Piraino. Città Metropolitana di Palermo: Ciminna, Ustica. Provincia di Ragusa: Acate, Ispica, Giarratana, Modica, Pozzallo, Santa Croce Camerina, Ragusa.




Dallo stop al via libera, concerti al Teatro greco: ecco cosa è cambiato. E c’è anche Il Volo

Ha riacceso entusiasmi sopiti la notizia di una nuova stagione di concerti al teatro greco di Siracusa. L’estate del 2025 riserverà questa gradita sorpresa che fa sorridere non solo gli amanti della grande musica dal vivo ma anche tutto il circuito dell’accoglienza: alberghi, b&b, ristoranti, taxi, ncc, bus. Un indotto che fà economia, spinto da nomi di primo piano della musica italiana, protagonisti in uno scenario incomparabile come quello offerto dal teatro greco di Siracusa.
Ma cosa è cambiato rispetto allo scorso anno, quello dei divieti e dello stop ai concerti al Temenite? A voler sintetizzare, due elementi: il clima politico e alcune rassicurazioni su tempi e modi di “impegno” del teatro greco.
Un anno addietro, ricorderete, sui live nell’antica cavea si consumò un feroce scontro che spinse l’assessore regionale Scarpinato ad azzerare il casus belli: troppe contrapposizioni, via i concerti dal teatro greco. Dodici mesi dopo, invece, si è compreso come la provincia abbia perso attrattività e competitività turistica – a favore di centri vicini – e pertanto anche le voci più critiche hanno preso atto dell’opportunità di non costruire barricate ideologiche che finiscono solo per mortificare l’economia e la vitalità del tessuto siracusano. Abile tessitore, va riconosciuto, è stato il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. Un’azione, la sua, avviata durante il G7 Agricoltura, con una serie di interlocuzioni a più livelli, da Siracusa a Palermo e sino a Roma.
E il teatro greco, le sacre pietre e la musica che le danneggia? A quanto sarebbe emerso, i “problemi” del teatro passerebbero da altre situazioni e certamente serve massima cautela e rispetto perchè il peso dei secoli si avverte. Ma non sarebbero un acuto o un colpo di basso a crear guasti. Il punto, semmai, era legato alla copertura protettiva che da maggio a settembre non permetteva ai tanti turisti di godere pienamente della vista del monumento. Per risolvere, allora, l’ultimo nodo critico si è studiata una soluzione in due passaggi: il primo, i concerti al teatro greco saranno in numero limitato e tutti in luglio, per poi “liberare” in agosto l’antica cavea; il secondo, la musica dal vivo alla Neapolis proseguirà all’Ara di Ierone, come lo scorso anno. Questa volta, però, la capienza sarà ridotta e la stagione sarà gestita dal Parco Archeologico di Siracusa insieme al Comune di Siracusa. La contrapposizione dello scorso anno sembra, quindi, cosa passata. Con il vantaggio che il poter iniziare a programmare da gennaio, mette nelle condizioni di poter scegliere per agosto nomi di primo piano, anche per l’Ara.
A proposito di nomi, chi si esibirà al teatro greco di Siracusa? Il primo, ufficiale, è quello di Giorgia che tornerà il 25 luglio – dopo il sold out del 2023 – con una delle tre date del suo evento speciale “Come Saprei Live 2025”, per festeggiare insieme al pubblico i trent’anni di “Come Saprei”. Oltre a Siracusa, sarà di scena alle Terme di Caracalla di Roma ed alla Reggia di Caserta.
Quello di Giorgia non sarà però il primo concerto della nuova stagione di Stelle al Teatro. Il 19 luglio, infatti, sarà di scena un trio amatissimo dal pubblico internazionale e che con la Sicilia ha un legame particolare. Tutte indicazioni che conducono a Il Volo.
In attesa di conferma, poi, un’altra straordinaria serata dedicata al belcanto, il cui protagonista dovrebbe essere uno degli interpreti più acclamati a livello planetario. In mezzo, un’altra serata di elegante pop con un altro nome di sicuro richiamo, alla sua prima volta al teatro greco di Siracusa.
Ma, attenzione, anche per la seconda parte della stagione – quella all’Ara di Ierone – iniziano a circolare rumors che lasciano trasparire come si continuerà a mantenere un livello alto, se non altissimo. Nelle prossime settimane, attese, arriveranno le conferme.




Eni punta forte sul Saf, il biocarburante per aviazione che sarà prodotto anche a Priolo

Il piano di Eni per il futuro dell’impianto Versalis di Priolo è tracciato: stop alla produzione di etilene già nel 2025, per avviare una riconversione che punta al 2028. Due nuove linee produttive: riciclo chimico della plastica e soprattutto bio-carburante per l’aviazione.
Tra le perplessità locali dei sindacati e preoccupazioni occupazionali – su cui Eni ha formalmente rassicurato – il grande gruppo industriale mostra di avere le idee ben chiare. E con la controllata Enilive ha intanto implementato la produzione di biojet a Gela, sito “riconvertito” green nel 2019. A dare manforte a questa nuova produzione, con domanda crescente, sarà proprio l’impianto di Priolo. L’obiettivo del gruppo è quello di arrivare ad una produzione pari a 2 milioni di tonnellate all’anno di bio-jet, tecnicamente detto Saf.
L’acronimo sta per Sustainable Aviation Fuel, vale a dire carburante alternativo (prodotto da rifiuti industriali, vegetali e domestici) che promette di rendere l’aviazione più sostenibile. Secondo i dati Icao, se tutti gli aerei utilizzassero il Saf, si ridurrebbero del 63% le emissioni su tutti i voli internazionali entro il 2050. Con un grande vantaggio: per utilizzare il Saf, non vanno modificati i sistemi di alimentazione e i motori degli attuali velivoli.
Una spinta in tal senso arriva dal regolamento europeo ReFuelUe che fissa una percentuale crescente di Saf nel carburante per aviazione fino al 70% da raggiungere entro il 2050. Questa percentuale indica quindi quella che sarà la curva crescente della domanda di un prodotto che, al momento, vede in prima linea il sito produttivo di Gela.
Proprio dall’impianto nisseno, l’ad di Enilive Stefano Ballista ha orgogliosamente sottolineato come quella italiana sia una delle prime compagnie al mondo a produrre quantità importanti di Saf. “Le aspettative di un ritorno economico dei Saf sono molto solide – ha dichiarato – e previste in doppia cifra rispetto agli investimenti. Ogni impianto ha un impegno di centinaia di milioni”.
Il piano di rilancio degli (ex) impianti chimici Versalis poggia su investimenti annunciati per 2 miliardi di euro, con un taglio previsto – in termini di emissioni – di circa 1 milione di tonnellate di CO2, circa il 40% delle emissioni di Versalis in Italia. Poco meno di un miliardo di euro è l’investimento su Priolo, per la riconversione verso la produzione di biojet e riciclo chimico della plastica.




Sonatrach, al via la fermata della raffineria: manutenzione, sostenibilità ambientale e sicurezza

Inizierà domani, venerdì 24 gennaio, il “Turnaround” della raffineria Sonatrach di Augusta. La fermata di manutenzione avrà la durata di circa tre mesi e prevederà, inoltre, un secondo blocco nell’ultima parte del 2025. Vedrà impegnati, insieme ai dipendenti della raffineria, più di duemila lavoratori delle ditte appaltatrici.
Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria saranno accompagnati dalla realizzazione di investimenti finalizzati a migliorare ulteriormente gli elevati standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e competitività del sito di Augusta. Nel corso del Turnaround l’operatività dei depositi di Augusta, Napoli e Palermo rimarrà inalterata.




Versalis, il ministro Urso: “Lavoratori garantiti”. E su Ias chiede cooperazione

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, era oggi a Palermo per il convegno “Digital Connectivity and Mediterranean: investment opportunities, innovation and sustainable development”. A margine dell’appuntamento, ha parlato della riconversione Versalis e del depuratore Ias di Priolo.
“Su Versalis c’è l’assoluta garanzia per tutti i lavoratori, anzi sia a Brindisi che nel polo di Priolo-Ragusa-Siracusa pensiamo che ci possano essere ulteriori sviluppi occupazionali”, ha detto all’AdnKronos.
Poi ha definito una “necessità” il passaggio “da una produzione fuori mercato in Europa a una sostenibile nel tempo e che ci consenta anche di sviluppare l’economia circolare biosostenibile che fa parte del progetto più complessivo dell’Europa. Una riconversione produttiva nei settori in forte sviluppo, maggiormente competitivi e anche remunerativi”. Un endorsement alle scelte operate da Eni.
Sulla questione del depuratore, il ministro ha assicurato massima attenzione. “Sappiamo quanto importante sia per tutta l’area industriale e per le città che vi gravitano intorno. Tutte le Istituzioni – ha concluso – devono cooperare al meglio per trovare le soluzioni più sostenibili”.