Carnevale di Floridia, un programma per divertire grandi e piccini con allegria, colori e musica

Anche Floridia si prepara per il Carnevale 2025. “Il Carnevale è alle porte e come ogni anno Floridia si veste a festa! È una nostra prerogativa cercare di essere sempre pronti ad onorare ogni nostra tradizione quindi, anche quest’anno, abbiamo il piacere di invitarvi a partecipare e unirvi a noi per la Gran Festa del Carnevale di Floridia. Saranno giorni pieni di allegria, ricchi di colori, musica e maschere, con eventi dedicati a grandi e piccini. Non mancate! Vi aspettiamo in maschera per le vie della città a festeggiare la nostra tradizione con allegria e spensieratezza! Viva il Carnevale di Floridia!”, ha scritto sui social il sindaco Marco Carianni. Dal 27 febbraio al 4 marzo saranno tanti gli eventi pensati e realizzati per divertire grandi e piccini.
Si inizia il 27 febbraio con la tradizionale sfilata del Giovedì Grasso con i bambini delle scuole dell’infanzia e primaria. In Piazza del Popolo, alle ore 11, lo spettacolo di arte di strada “Manco un cane!” giocoleria, equilibrismo e improvvisazione.
Venerdì 28, “Carnevale ‘o Chianu Carminu” con stands gastronomici, spettacoli e intrattenimento musicale con Italoduo.
Sabato 1 marzo si inizia alle ore 15 con l’animazione per bambini con la magia del “Luna Park Carnevalesco” in Piazza del Popolo, e la sera “Carnival Party” con dj Peirluigi Giacoia; M2O Party con dj Hellen e Lucia De Luca vox.
La giornata di domenica 2, dalle ore 15:30, vedrà protagonista la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati e per finire, dalle 21:30, “Carnival Party” con Leonardo Messina; Notte Anni ’90 con Vinz Proietto from top dance ‘90/2000 + Vox.
Martedì 4, dalle ore 21:30 ci sarà il gran finale con la cerimonia di premiazione dei gruppi mascherati e dei carri allegorici e a seguire Italoduo e Sapienza Dj.




Nuova Hyundai Inster, il 22 e 23 febbraio il debutto in Italia: evento a porte aperte da Syraka Iblea Auto

messaggio promozionale a cura dell’azienda

Hyundai continua la sua rivoluzione elettrica con l’arrivo in Italia della nuova Hyundai Inster, il City-SUV compatto a zero emissioni che unisce tecnologia avanzata, design moderno e massima efficienza. Progettata per la mobilità urbana e oltre, Inster si distingue per la sua versatilità, autonomia estesa e dotazioni all’avanguardia.
Un design moderno e compatto. Hyundai Inster si fa notare per il suo look innovativo, caratterizzato da linee dinamiche e proporzioni compatte, ideali per affrontare il traffico cittadino con agilità. I fari full LED e la firma luminosa distintiva conferiscono un aspetto futuristico, mentre gli interni spaziosi e ben rifiniti offrono comfort e praticità in ogni viaggio.
Autonomia e prestazioni elettriche. Grazie alla sua avanzata tecnologia elettrica, Hyundai Inster offre un’autonomia elevata che permette di affrontare sia la guida quotidiana sia i viaggi più lunghi senza preoccupazioni. La ricarica rapida garantisce tempi ridotti per tornare subito su strada, rendendo Inster la scelta perfetta per chi cerca un’auto elettrica efficiente e accessibile.
Tecnologia e connettività. All’interno, Hyundai Inster è equipaggiata con un sistema infotainment di ultima generazione, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, per un’esperienza di guida sempre connessa. Il cruscotto digitale e i comandi intuitivi permettono un’interazione semplice e immediata con tutte le funzionalità del veicolo.
Sicurezza ai massimi livelli. Hyundai pone sempre grande attenzione alla sicurezza, e Inster non fa eccezione. Il SUV compatto è dotato di un pacchetto completo di sistemi di assistenza alla guida (ADAS), tra cui frenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia e monitoraggio dell’angolo cieco, per garantire la massima protezione a conducente e passeggeri.
Porte aperte per scoprire Hyundai Inster. Il debutto ufficiale di Hyundai Inster in Italia è previsto per il 22 e 23 Febbraio, e cosi sarà anche nelle nostre concessionarie, Syraka Iblea Auto, con un evento di porte aperte a Ragusa e Siracusa.
Sarà l’occasione perfetta per scoprire dal vivo tutte le caratteristiche di questo nuovo City-SUV elettrico e prenotare con noi un test drive esclusivo.
Ti aspettiamo nei nostri showroom per vivere l’innovazione Hyundai da vicino!




I sospetti di Cannata sull’ex sodale Napoli: “Macchè regista occulto, io confermo tutto…”

Nell’occhio del ciclone per la bufera mediatica che lo ha investito, il parlamentare Luca Cannata (FdI) si sente vittima di “fuoco amico”. Come se a dare il via al balletto di dichiarazioni e accuse che lo chiamano in causa per una vicenda di dazioni di denaro o collette che dir si voglia, fosse stato qualcuno della sua stessa cerchia. E a domanda diretta, Cannata rende certezza il sospetto. “È dichiarato il fuoco amico. Sui giornali avrete visto una lettera di Giuseppe Napoli. Più fuoco amico di quello…”.
Qui bisogna riavvolgere il nastro. Napoli è stato sino a aprile 2024 il presidente provinciale di FdI ed in precedenza ne era il commissario provinciale. Sempre a fianco di Cannata, sembrava esserne la diretta propagazione sul territorio. Poi quelle dimissioni. Difficili da leggere, inattese e secche. In quella fase convulsa per la direzione provinciale del partito della premier, Napoli scrisse una nota riservata indirizzata ad Arianna Meloni e adesso – mesi dopo – finita sui giornali.
“Ha scritto che io ero l’accentratore del partito. Il fuoco amico quindi c’è ed esiste”, rimarca Cannata. Ma che sia solo Napoli il bersaglio del parlamentare quando indica regie occulte non è così scontato. “Lui insieme a tante altre persone. Ed è dovuto all’incapacità di traguardi politici e di raggiungere ruoli. E quindi si cerca di attaccare me”, la teoria dell’ex sindaco di Avola. “Per esempio, si da la colpa a me, in quella lettera, per la sconfitta elettorale di Siracusa. Una follia. Abbiamo avuto il candidato che ha scelto Forza Italia ed io non ho fatto altro che contribuire al centrodestra con massima lealtà”, si sfoga Cannata.
“Bisogna contestualizzare quella nota”, replica sereno al telefono Giuseppe Napoli. “Innanzitutto, l’intera struttura provinciale del partito manifestava quelle problematiche che ho riportato. Non ho fatto altro che scrivere quello che era il malcontento dei dirigenti del partito sul territorio. Anche ad Avola le voci critiche interne erano diverse. Poi non so come sia finita sulla stampa la nota riservata ad Arianna Meloni. Di certo – precisa l’ex presidente provinciale – non sono certo io il regista occulto di quanto sta accadendo. Anche perchè di questa cosa dei soldi non sapevo nulla”.
Per la cronaca, da Roma non è mai arrivato un riscontro o una risposta. “Ma io confermerei anche oggi tutto quello che era scritto nella lettera”, dice Napoli. Evita la polemica diretta con Cannata e quanto al suo impegno in politica: “per ora no, sono in stand-by”.




Collette per il partito, bufera su Luca Cannata. “Regia occulta, non mi faccio intimorire”

La Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo sul caso dei contributi in contanti che alcuni ex consiglieri e assessori del Comune di Avola avrebbero erogato in nero all’ex sindaco Luca Cannata, oggi parlamentare di Fratelli d’Italia. La bufera che si è abbattuta sull’attuale vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera parte dalle testimonianze di tre ex assessori comunali e di un ex presidente del consiglio comunale di Avola. Sono loro a confermare di aver versato mensilmente delle quote mensili, in contanti e senza rendicontazione. Somme che sarebbero servite per pagare l’affitto e altre spese della sede del partito. Le contestazioni risalgono al periodo compreso tra il 2017 ed il 2022. Secondo le dichiarazioni raccolta da Today.it, il “versamento fisso” all’allora sindaco variava da 200 a 500 euro. E spuntano spezzoni di chat e audio che, rimbalzando di telefono in telefono, finiscono anche sulla stampa.
Cannata non si nasconde e replica attraverso i suoi canali social. Pubblica una foto in cui appare sereno, con un sorriso appena accennato. “Ne ho viste tante. Ne ho superate tante e di più complicate…”, l’incipit del post. “Sono abituato agli attacchi, alle polemiche e persino alle indagini basate su ricostruzioni false. Siamo di fronte nuovamente a qualcosa di surreale, costruito ad arte, lontano dalla verità”, scrive. “È incredibile vedere come si provi a distorcere la realtà per creare uno scandalo dove scandalo non c’è. Voglio ringraziare di cuore tutti voi per i tanti messaggi di solidarietà che mi state inviando. Il vostro sostegno è la conferma che chi mi conosce sa chi sono e come ho sempre agito: con correttezza, trasparenza, onestà e rispetto per le istituzioni”. Il sospetto di Cannata? E’ quello di “regie occulte”, forse addirittura una resa dei conti. “Non ci faremo intimorire dalla macchina del fango”, replica passando alla prima persona plurale. “Continueremo a portare avanti il nostro lavoro con la stessa determinazione di sempre. Per noi legalità, etica, coerenza e serietà non sono slogan, ma principi che guidano ogni nostra azione”.




Le domande del segretario PD sulle collette di Cannata: “Non è certo beneficenza…”

“Non sta a noi, ma alle istituzioni preposte, indagare sulla veridicità delle gravi accuse in merito a ipotesi di scambi di utilità legati a incarichi politici. Ma certamente non possono essere derubricate come una raccolta di beneficenza, una tombolata o una pizza tra amici, anche perché si tratterebbe di centinaia di migliaia di euro non contabilizzate e sfuggite ad ogni tracciamento”. E’ netto il giudizio del segretario provinciale del Pd, Piergiorgio Gerratana, sul caso mediatico che vede nell’occhio del ciclone il parlamentare di Fdi Luca Cannata.
“In passato, esponenti locali del Partito Democratico hanno negli anni più volte e con determinazione denunciato queste inammissibili pratiche. Le querele a noi rivolte si sono tutte concluse con la piena assoluzione. Oggi non si può non denunciare che la raccolta di contributi da consiglieri comunali e assessori, in contanti e fuori da ogni contabilizzazione, anche ove fosse stata destinata come sostenuto dall’On. Cannata esclusivamente allo svolgimento di attività politica, costituirebbe comunque un fatto grave, in termini di trasparenza e di finanziamento delle attività politiche ed elettorali”, insiste il segretario Pd.
“Ci chiediamo se tali somme siano state utilizzate, in tutto o in parte, per coprire spese di campagne elettorali regionali, nazionali ed europee senza che siano state contabilizzate e dichiarate ai sensi di legge. Ci chiediamo se tali somme siano siate utilizzate, in tutto o in parte, per remunerare, in nero, prestazioni di lavoro o parti di fatturazioni, ovvero per l’acquisto di beni ad uso personale, generando mancato versamento di oneri fiscali. Ci chiediamo se esista una lista dei pagamenti richiesti e ricevuti, nei vari anni, in modo che le istituzioni preposte possano ricostruire i movimenti di danaro in contanti, i beneficiari diretti e indiretti, le spese sostenute, le finalità di ciascuna spesa. Sono risposte – argomenta Gerratana – che sono necessarie, urgenti, indifferibili, inevitabili per ristabilire il corretto rapporto di fiducia tra cittadini, amministrazione, rappresentanti politici e rimuovere ogni elemento di dubbio”. Intanto il Pd starebbe preparando, con i suoi rappresentanti alla Camera, un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.




Il Consiglio comunale è una casbah: battutacce, urla, liti. E il presidente richiama tutti con una nota

Non c’è pace per il Consiglio comunale di Siracusa. Dopo le polemiche per l’improvvida pseudo-battuta sul “virus di genere”, ora urla e scontri a distanza tra assessori e consiglieri. Una nuova scena che non fà bene al prestigio – in costante calo – della principale e rappresentativa assemblea cittadina. Al punto che il presidente dell’assise, Alessandro Di Mauro, ha inviato questa mattina una lettera con cui richiama tutti a maggiore decoro.
Ma procediamo con ordine. Durante la seduta di Consiglio comunale, ieri sera, si discuteva del cimitero di Siracusa. L’assessore ai servizi cimiteriali, Salvo Cavarra, stava illustrando lo stato della struttura e quelli che sarebbero stati, a suo avviso, le migliorie apportate. Poi un pizzicotto alla commissione consiliare che sarebbe stata poco collaborativa e una frase su di una consigliera che “per fortuna si è dimessa”. A quel punto, è diventato incontenibile il consigliere Cosimo Burti (gruppo Misto): urla ripetute, all’indirizzo dell’assessore e del suo atteggiamento percepito dall’esponente di opposizione come non elegante se non addirittura offensivo. “Non volevo fare il teatrante”, spiega oggi Burti. “Mi sono sentito offendere e dovevo replicare ma non mi hanno voluto dare la parola. Anzi, il presidente ha chiesto all’agente di Polizia Municipale di allontanarmi dall’aula. Eppure quando Zappalà ha detto quello che detto, nessuno è stato allontanato. La verità è che questa maggioranza deve pensare prima di parlare, perchè come si muovono in aula fanno brutta figura”, aggiunge il consigliere del gruppo Misto. Per la cronaca, con lui dall’aula sono usciti anche Pd e Forza Italia. E’ invece rientrato il gruppo di FdI, che aveva due punti all’ordine del giorno da trattare, e – proprio per il misto – Franco Zappalà. “Curioso, di solito lui si è sempre contraddistinto per veloci apparizioni in Consiglio comunale. Ieri è rimasto, ha contribuito a mantenere il numero legale ed ha votato a favore dell’amministrazione. Direi che i segnali sono chiari, lui è ormai è un pezzo di maggioranza travestito da opposizione”, sentenzia Cosimo Burti.
La risposta del presidente dell’assise, Alessandro Di Mauro, è in una lettera inviata a sindaco, assessori e consiglieri comunali. “Vi scrivo con profonda amarezza nel vedere come il luogo più nobile della nostra città stia progressivamente perdendo il decoro e il rispetto che gli sono dovuti. Il Consiglio comunale dovrebbe essere il cuore del confronto e del dibattito costruttivo e invece sta assumendo sempre più i toni di un’arena, dove chi non è d’accordo con una scelta della Presidenza o con un intervento altrui ricorre alle urla e all’interruzione del dibattito”, si legge nella nota. “La Presidenza – prosegue – ha bisogno della collaborazione di tutti per garantire il corretto svolgimento dei lavori in un clima di serenità e rispetto reciproco. Confrontarsi e lottare per i propri ideali è legittimo e doveroso, ma senza mai trascendere in atteggiamenti che non si addicono al ruolo che ricopriamo. Il rispetto per le istituzioni, che hanno il compito di mantenere l’ordine e garantire la democraticità del dibattito, sta venendo meno”. Poi il richiamo al regolamento consiliare “che deve guidarci”. Quindi l’invito, “recuperiamo il senso di responsabilità che il nostro ruolo ci impone. Solo con il rispetto reciproco e la collaborazione potremo davvero onorare il mandato che i cittadini ci hanno affidato”.




Le opposizioni lasciano l’aula e criticano Cavarra, lui: “Commento politico, nulla di personale”

Non un vero e proprio Aventino, ma la frattura tra maggioranza e opposizione in Consiglio comunale è ampia e forse insanabile. Partito Democratico, Insieme, Forza Italia e il consigliere Burti (Misto) hanno abbandonato l’aula ieri sera, in segno di protesta “verso una maggioranza arrogante e determinata a svuotare il ruolo del Consiglio”. Questa la posizione assunta dalle forze di opposizione, tranne FdI e Zappalà (Misto). “Non sono trascorsi neanche quindici giorni da quando un ‘virus’ si aggirava in Consiglio comunale, provocando le reazioni e l’indignazione della città. Giorni in cui, dopo le scuse dovute, a gran voce tutti chiedevano alla Politica di essere all’altezza del ruolo e di tenere una postura adeguata al Consiglio comunale e degna della città. Ora l’aula è di nuovo teatro di uno spettacolo indecoroso che ha obbligato i gruppi di opposizione Pd, Forza Italia, Insieme e il consigliere del gruppo misto Cosimo Burti all’ennesimo necessario atto di protesta: abbandonare l’aula”.
Tutto accade durante la discussione del primo punto all’ordine del giorno: il cimitero di Siracusa. Dopo l’intervento del consigliere Burti, con cui riassume il lavoro svolto dalla Terza Commissione, l’assessore Salvo Cavarra commenta a proposito di una ex consigliera comunale “meno male che si è dimessa”. Per le opposizioni, è “una posizione grave e offensiva”.
Nel tritacarne delle polemiche finisce anche il presidente del consiglio comunale, Alessandro Di Mauro. “Avrebbe potuto e dovuto reagire in tanti modi diversi: interrompere i lavori, scusarsi prontamente e intervenire a salvaguardia degli assenti e delle opposizioni. Decide invece di intimare al consigliere Burti l’allontanamento dall’aula, dimostrando ancora una volta di essere un presidente di parte e di non riuscire a tutelare altro che la sua maggioranza”, tuonano le opposizioni che chiedono scuse immediate, anche da parte dell’assessore.
Scuse che non arriveranno. “Non ho offeso nessuno e non ho nulla contro la persona”, spiega infatti l’assessore Salvo Cavarra. “Il mio è stato un commento politico diretto sull’operato. L’avere proposto una sottocommissione per il cimitero monumentale significa non sapere neanche che non è competenza del Comune di Siracusa ma della Soprintendenza. Quindi si fa perdere tempo alla Commissione ed alla Sottocommissione…”.




Distrutti in un impianto del siracusano 500 kg di cocaina, sul mercato avrebbe fruttato 100 mln

La Guardia di Finanza di Catania, con l’ausilio della componente specialistica “Antiterrorismo e Pronto Impiego” alla sede e dei finanzieri del Gruppo Aeronavale di Messina, nei giorni scorsi ha provveduto allo smaltimento di 450 panetti di cocaina, per un peso complessivo di 500 kg, sequestrati dal Nucleo PEF etneo lo scorso settembre a largo delle coste orientali della Sicilia. L’operazione di distruzione dello stupefacente è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Siracusa a conclusione del procedimento di analisi e campionatura della sostanza illegale. I risultati di laboratorio hanno evidenziato l’elevato grado di purezza della cocaina rinvenuta, consentendo di avvalorare l’ipotesi secondo cui la sostanza fosse di produzione sudamericana.
Considerano l’enorme valore di mercato di mezza tonnellata di cocaina, per lo smaltimento del quantitativo di stupefacente è stato approntato dalle Fiamme Gialle un importante servizio di scorta e vigilanza in modo da assicurare la più ampia cornice di sicurezza nel corso di tutte le fasi dell’operazione: dal caricamento al trasferimento e al successivo conferimento a un impianto di termodistruzione in provincia di Siracusa. In particolare, il trasporto è stato effettuato utilizzando un mezzo blindato scortato da un dispositivo misto composto da unità specializzate della Compagnia Antiterrorismo e Pronto Impiego e del Nucleo PEF di Catania. È stata inoltre prevista apposita sorveglianza aerea mediante l’impiego di un elicottero.
Il maxi sequestro fu uno dei più rilevanti quantitativi di cocaina scoperti in Italia. La Guardia di finanza di Catania nel mese di settembre, infatti, intercettò un peschereccio con stipati a bordo 540 chili di stupefacenti. Cinque persone furono arrestate: quattro siracusani e un serbo. La cocaina era contenuta in colli imballati in modo da evitare infiltrazioni di acqua e assicurati da dei galleggianti.
L’operazione nel suo complesso ha evitato che la droga finisse nelle mani di gruppi criminali per la successiva illegale commercializzazione sul territorio italiano, la cui disponibilità avrebbe consentito di inondare letteralmente di cocaina le piazze di spaccio domestiche e di conseguire elevatissimi guadagni, nell’ordine di circa 100 milioni di euro al dettaglio.




Sbarco “fantasma”, 35 migranti bloccati tra Pachino e Portopalo nella serata di martedì

Trentacinque migranti sono sbarcati nella serata di ieri tra Pachino e Portopalo, a Punta delle Formiche. Il gruppo degli stranieri è stato intercettato dalla Polizia in un terreno poco distante dalla spiaggia. Secondo le prime informazioni, sono tutti uomini proveniente da Bangladesh e Siria. Non vi sarebbero donne o minorenni.
Sono apparsi in buone condizioni di salute e, dopo essere stati rifocillati, sono stati sottoposti alle ordinarie procedure di identificazione ed accompagnati presso un centro di prima accoglienza ad Augusta. La Polizia di Stato ha contestualmente avviato le indagini del caso, raccogliendo anche le testimonianze dei 35 stranieri sul viaggio e la presenza di eventuali scafisti. Intervenute anche la Guardia Costiera e la Protezione Civile di Pachino.

foto: Ivan Sortino




Caso Margaret Spada, Scerra (M5S) presenta un’interrogazione al Ministero della Salute

“A tre mesi dalla tragica morte della 22enne Margaret Spada, ho chiesto al ministero della Salute ulteriori accertamenti e approfondimenti”. Così il parlamentare siracusano del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra dopo aver depositato un’interrogazione al dicastero guidato da Orazio Schillaci. “È una storia triste quella toccata in drammatica sorte alla giovane ragazza di Lentini e dobbiamo fare tutto il possibile affinché le strutture sanitarie pubbliche e private siano luoghi sicuri”, continua Scerra.
La lentinese Margaret Spada si è sentita male dopo un intervento al naso in un centro specializzato in Medicina estetica nel quartiere romano dell’Eur. Il decesso è poi avvenuto lo scorso 7 novembre, dopo un’agonia di tre giorni all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. La morte della 22enne sarebbe avvenuta per arresto cardiocircolatorio in un “quadro generale compromesso” e di “sofferenza acuta”. E’ quanto emerso dai primi risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della ragazza di Lentini presso l’Istituto di medicina legale del policlinico di Tor Vergata a Roma.
“Al ministero chiedo di assumere urgenti misure per effettuare nuovi controlli e adottare i provvedimenti del caso per assicurare che le Regioni facciano rispettare alle strutture sanitarie autorizzate, in modo particolare quelle estetiche ormai frequentate anche dalle giovani generazioni, il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.
Dobbiamo fare in modo che casi come quello che ha riguardato la giovane ragazza siciliana – che ha perso la vita a novembre del 2024 in seguito ad un intervento di rinoplastica parziale in un centro medico romano privato – non si ripetano”, conclude l’esponente pentastellato.