Viadotto a rischio: si al doppio senso in carreggiata sud, resta chiuso Avola-Cassibile

Si va verso una prima risposta all’emergenza in autostrada, tra Avola e Cassibile. Con il viadotto chiuso in direzione nord, a causa di problemi strutturali che ne riducono la capacità portante, è arrivato il via libera al bypass per disporre il doppio senso di marcia sulla carreggiata sud, giudicata “sicura”. Solo le auto ed i mezzi leggeri, però, potranno percorrere il viadotto, a partire dall’8 febbraio alle 13. I mezzi pesanti, furgoni e camion oltre le 3,5 tonnellate, non potranno invece attraversare l’infrastruttura finita sotto la lente del Consorzio delle Autostrade Siciliane. Dovranno obbligatoriamente uscire ad Avola quelli in movimento verso Siracusa ed a Cassibile quelli in movimento verso Modica.
Così si è deciso al termine del Comitato Operativo per la Viabilità (Cov), convocato ieri in Prefettura a Siracusa. Nelle ore scorse è arrivata l’ufficialità del provvedimento e l’indicazione dei tempi per l’attivazione del bypass e del doppio senso. Arriva così una prima risposta al pesante traffico in aumento sulla Statale 115, con code e incidenti.
Resta da affrontare la vera emergenza: le condizioni del viadotto Cassibile. Potrebbero essere disposte a breve verifiche strutturali per definire il progetto d’intervento per lavori – si spera urgenti – di messa in sicurezza. Al momento, però, non si conoscono dettagli e tempistiche. L’autostrada Siracusa-Modica potrebbe presentarsi in queste condizioni anche in estate, quando i flussi veicolari saranno in netto aumento in entrambe le direzioni. Un problema infrastrutturale grave ed inatteso, specie in un’autostrada relativamente “giovane” eppure da sempre alle prese con noie di vario tipo. Come i continui cantieri di manutenzione che producono costanti limitazioni al traffico. Attualmente e fino alla fine di aprile, ad esempio, nel tratto tra Rosolini e Modica.
Questa la comunicazione della Prefettura di Siracusa: “Nelle more del ripristino della funzionalità del viadotto autostradale Cassibile, per alleviare il traffico che grava sul comune di Avola, dal prossimo 8 febbraio alle ore 13,00 si renderà necessario:
– imporre al traffico dei soli mezzi pesanti, che circolano in entrambe le direzioni, l’uscita sulla strada statale SS 115 nel tratto Avola-Cassibile;
– garantire agli autoveicoli e agli automezzi leggeri la circolazione nel doppio senso di marcia sul tratto autostradale, pista lato monte direzione Gela, che non è interessato dai lavori di manutenzione, tra il km 12+444 e il km 11+882.
Per garantire l’integrità del ponte Cassibile, che sarà interessato dal passaggio di numerosi mezzi pesanti l’ANAS assicurerà attraverso postazioni semaforiche la circolazione in senso alternato.
Il CAS provvederà, oltre ai provvedimenti di competenza, a dotare il tratto autostradale delle segnaletiche necessarie”.

foto archivio, un tratto della Siracusa-Gela




Quelle risatine in Consiglio comunale ma c’è (almeno) un consigliere che scuote la testa

L’ormai “famoso” intervento del consigliere Zappalà è stato analizzato parola per parola. Ma come è nato? Cosa stava succedendo in aula? E davvero tutti hanno solo riso alle sue parole che scivolavano verso sessismo e omofobia? Procediamo con ordine nelle risposte.
In aula si stavano presentando i nuovi revisori dei conti del Comune di Siracusa. In quel contesto, Zappalà parte con la sua uscita che – in origine – avrebbe dovuto essere una pizzicata al Pd ed alla sua recente richiesta di aumentare le quote rosa in giunta. “Ci voleva una supplente donna, così facevamo contenti quelli del Pd”, avrebbe potuto essere il senso. Solo che al consigliere ex Italia Viva-Fuorisistema è uscita una frase completamente diversa e certo non giustificabile. Il “virus” di genere, chi entra in un modo ed esce in un altro, il rossetto e gli orecchini pronti. Il resto è cronaca.
Mentre si consumava questa bassa pagina di Consiglio comunale, non tutti ridevano. E’ vero, si sentono fastidiosi sorrisi mentre Zappalà parla al microfono. Nelle immagini disponibili, però, si vede almeno un consigliere contrariato. E’ bene precisare che magari saranno stati anche più numerosi ma nelle immagini disponibili si vede il solo Angelo Greco (Pd).
Allarga più volte le braccia, la faccia cambia espressione, scuote la testa e sembra dire qualcosa all’indirizzo della presidenza del Consiglio comunale. Di certo non ride. “Sono rimasto allibito. Più sentivo e meno credevo alle mie orecchie. Ho provato con la mia gestualità a sollecitare un intervento del presidente del Consiglio comunale. Un consigliere non ha la facoltà di interrompere l’intervento di un collega. Può farlo, invece, il presidente. E avrebbe dovuto farlo”, racconta a 24 ore dallo scoppio della polemica. “Il presidente – rincara – è il responsabile dell’aula. E’ lui che deve fare in modo che venga tutelata l’istituzione Consiglio comunale. Chiedo a voi, vi sembra che ridendo lo abbia fatto?”.
Greco però non concorda con l’etichetta che è stata appiccicata all’assemblea cittadina: omofoba. “E’ falso. La verità è che questo Consiglio comunale presta scarsa attenzione alle politiche di genere. Noi, come gruppo Pd, ci crediamo invece. E chiediamo rispetto”.
Franco Zappalà si è poi scusato, travolto dall’ondata di reazioni. “Ne prendo atto. Ma preferisco sottolineare il grande gesto di responsabilità politica di Italia Viva, che lo ha messo alla porta. La mozione di censura annunciata dal presidente del Consiglio comunale? Mi pare il minimo. Mi auguro che in futuro verranno gestite meglio queste situazioni. Togliendo la parola – conclude – quando si va oltre civiltà, educazione e rispetto”.
Nel filmato, ad onor del vero, ad un certo punto anche il consigliere Greco sembra ridere. “Macchè risata, ho sfogato con quell’espressione sconforto e tutta la mia incredulità per quello che stavo sentendo”, replica lui. “Se è sembrata una risata, vi assicuro che certo non ridevo alla pseudo-battuta di Zappalà. Se guardate con attenzione il filmato, appena lui dice ‘virus’ si vede proprio il mio cambio di espressione. Oltre alla evidente protesta con le braccia”.




Corso Umberto perde i pezzi, le basole si staccano e “volano” spinte dalle auto

Corso Umberto perde letteralmente i pezzi. E la cosa è invero pericolosa, sotto diversi punti di vista. Ma iniziamo dal racconto dell’accaduto. Questa mattina, attorno alle 7, due basole della pavimentazione stradale dell’elegante vialone – nei pressi dei Villini – spinte dal peso dei mezzi in transito (auto, bus e furgoni) non solo si sono staccate ma sono letteralmente volate: in un caso sullo stesso sottofondo di un’auto di passaggio, in un altro a due passi dal marciapiede poco distante. Fortuna che nessun pedone fosse in quel momento di passaggio e che la fermata del bus era pressochè deserta. Altrimenti ci sarebbe stata da raccontare un’altra storia.
Segnalato il pericolo, è intervenuta una pattuglia della Polizia Municipale che ha richiesto l’intervento urgente dei tecnici di Palazzo Vermexio.
Non sfugge, però, che in quel tratto ci siano stati dei lavori di riqualificazione non più tardi di un mese e mezzo fà, in occasione della processione di rientro di Santa Lucia dalla Borgata al Duomo.




Il Caravaggio di Siracusa e le due copie conservate a Roma. “Una ritorni alla Badia”

Il Seppellimento di Santa Lucia è conservato all’interno del santuario dedicato alla patrona di Siracusa, nella grande piazza della Borgata. Per ammirarlo, arrivano turisti da ogni parte del mondo e persino star come Madonna e Roberto Bolle, in occasione di alcune giornate trascorse nel siracusano, hanno chiesto di poter sostare accanto alla toccante opera del Caravaggio.
Di quel dipinto, però, ne esistono due copie dal 2020. Difficile per un profano distinguerli dall’originale, tanto il lavoro è stato attento. Oggi si trovano a Roma, una esposta nel corridoio del Provveditorato delle opere pubbliche di Lazio e Abruzzo e l’altra conservata (arrotolata e smontata dal telaio, secondo quanto si apprende) nella sede del Fec, il Fondo Edifici di Culto, che è anche proprietario del capolavoro.
Una delle riproduzioni fedeli era stata “promessa” a Siracusa. E per qualche giorno rimase in effetti nella chiesa di Santa Lucia alla Badia. Poi più nulla. Oggi, l’associazione culturale Dracma torna a chiederne formalmente la restituzione. Anche perchè un eventuale uso delle copie in altre mostre continuerebbe a togliere valor ed interesse verso il vero Seppellimento, ammirabile solo a Siracusa. Il Fec ha ricevuto la richiesta. Se fosse supportata anche da Palazzo Vermexio e dall’Arcidiocesi avrebbe una forza tale da riuscire, probabilmente, nell’intento.
Intanto, il presidente dell’associazione Dracma Giovanni Di Lorenzo ha raggiunto la sede romana del Fec per visionare tutti gli atti relativi al Seppellimento di Santa Lucia e comprendere quale sia stato l’impiego delle copie dopo la conclusione della mostra presso il Mart di Rovereto.
“Dall’esame della documentazione, emerge che le copie siano state richieste per ben tre mostre e si ha la sicurezza che, almeno in un’occasione, si sia sbigliettato senza dire apertamente che fosse una copia materica e non l’originale del quadro”, rivela Di Lorenzo dopo la lettura degli incartamenti.
Le copie furono realizzate da Factum Arte nel 2020, dopo la conclusione della mostra di Rovereto. Secondo i documenti visionati, sono state concesse per il Premio Pio Alferano a Castellabate (2021), per la mostra “I Pittori della Luce” a Lucca ed infine a Ferrara per una mostra dal titolo “Fakes: da Alceo Dossena ai falsi Modigliani”.
L’originale digitale utilizzato come “master” per le copie materiche, verrà richiesto sempre dal Fec alla società che lo ha realizzato. E questo dovrebbe mettere al riparo dalla eventualità che possano mai essere realizzati in futuro altri duplicati. “L’unicità di un’opera ne determina anche il pregio artistico e la capacità di richiamare visitatori”, ricorda Di Lorenzo.
Del caso si era occupata anche la trasmissione di RaiTre “Lo Stato delle Cose”, nell’ambito di una indagine giornalistica incentrata su Vittorio Sgarbi.




Allarme truffe agli anziani, i consigli e le precauzioni: il Codacons istituisce una task force

È ancora allarme truffe agli anziani nel siracusano. Nei giorni scorsi si sono verificati altri episodi di truffe agli anziani utilizzando stratagemmi finalizzati a farsi consegnare del denaro dalle ignare vittime.
Ancora una volta è stata inscenata la truffa del finto incidente stradale. Il modus operandi è sempre lo stesso. La vittima, spesso un anziano che vive da solo, riceve una telefonata da parte di una persona che si finge appartenente alle forze dell’ordine. Il finto maresciallo comunica alla vittima che il figlio è coinvolto in un incidente stradale da lui causato e che per essere rilasciato è necessario pagare una somma che varia dai 5 mila ai 7 mila euro. Il truffatore preannuncia all’anziano che un collaboratore sarebbe passato da casa per ritirare il contante.
In questo senso anche il Codacons ha denunciato un’escalation di truffe ai danni degli anziani in tutta Sicilia, con raggiri sempre più sofisticati che sfruttano la fiducia e la vulnerabilità delle persone più deboli. Per contrastare questo fenomeno, l’associazione ha deciso di istituire la Task Force Antitruffa Anziani, fortemente voluta dal Giurista e Segretario Nazionale Francesco Tanasi e coordinata dagli avvocati Giovanni Petrone, Bruno Messina, Carmelo Sardella e Marcello Drago. Il pool di legali sarà a disposizione per offrire assistenza gratuita alle vittime e avviare azioni legali contro i responsabili.
Negli ultimi mesi, numerose segnalazioni hanno evidenziato truffe sempre più diffuse, tra cui:
Truffa del finto incidente: un individuo si spaccia per un avvocato o un appartenente alle forze dell’ordine e comunica alla vittima che un parente è stato coinvolto in un incidente. Chiede quindi denaro per evitare presunte conseguenze legali.
Truffa del finto tecnico: falsi operatori di luce, gas o acqua si presentano a casa degli anziani con la scusa di controlli urgenti e, una volta dentro, derubano denaro e oggetti di valore.
Truffa telefonica bancaria: truffatori si spacciano per operatori di banca o di poste, avvisando l’anziano di movimenti sospetti sul conto e inducendolo a fornire i propri dati personali, portandolo così a subire prelievi non autorizzati.
Truffa del finto nipote: un truffatore contatta la vittima fingendosi un parente in difficoltà economica e chiede un prestito immediato, che ovviamente non sarà mai restituito.
Per contrastare queste e altre forme di raggiro, la Task Force Antitruffa Anziani è operativa su tutto il territorio siciliano per offrire supporto legale alle vittime e avviare denunce e azioni giudiziarie contro i responsabili. Il Codacons invita tutti a contattare l’associazione sia in caso di dubbi, ad esempio dopo una telefonata sospetta, sia dopo aver subito una truffa per ricevere supporto legale e assistenza. Le vittime possono rivolgersi al numero 095441010 o inviare un’email all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com. Inoltre, è disponibile un servizio WhatsApp al 3715201706 per ricevere consulenza in modo rapido e discreto.
“Per difendersi da simili truffe è necessario utilizzare semplici accortezze e sapere che le forze di polizia non chiedono soldi in nessun caso”, sottolinea la Questura di Siracusa. “Infatti, l’istituto della libertà su cauzione non esiste nel nostro ordinamento penale ma esiste negli Stati Uniti nei casi in cui si possa consentire all’imputato di rimanere libero in attesa di giudizio. Pertanto, – continua – nel dubbio è bene non effettuare alcun pagamento e chiamare immediatamente la Polizia di Stato. Ricordiamo che nel recente passato un anziano signore siracusano, ormai conosciutissimo perché ospitato in alcune trasmissioni televisive, ha fatto arrestare dei truffatori che gli volevano estorcere del denaro chiamando senza esitazione il numero unico di emergenza 112.




Parcheggio in viale Epipoli, Buccheri: “Centomila euro in arrivo dalla Regione”

Dalla Finanziaria regionale arrivano centomila euro per il Comune di Siracusa. Si tratta di fondi destra nati alla realizzazione di un parcheggio in viale Epipoli, nell’area antistante l’ingresso dell’ospedale Rizza.
“Ringrazio fortemente l’amico deputato regionale Tiziano Spada– dichiara Andrea Buccheri, consigliere comunale – che ha dimostrato di essere più che mai vicino al nostro territorio con azioni concrete e rispondenti a bisogni della città e dell’intera provincia. L’area di viale Epipoli antistante l’ospedale Rizza, sede del Cup e di molti reparti ed ambulatori, è un luogo altamente frequentato che necessita di una riqualificazione e di un parcheggio adeguato al flusso dei visitatori che provengono da gran parte della provincia. Sarà mia cura seguire, presso l’ufficio viabilità e mobilità e nelle commissioni consiliari di riferimento, l’iter relativo alla realizzazione dell’opera. Sono certo che con l’onorevole Spada si lavorerà in costante sinergia e in piena e proficua collaborazione anche in futuro”, conclude Buccheri.
Sulla realizzazione del parcheggio sono intervenuti i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, Paolo Cavallaro e Paolo Romano.
“Da anni gli utenti dell’Ospedale sono costretti a posteggiare in un’area sterrata e infangata, dopo le piogge, senza che né l’Amministrazione attuale né quella precedente si fossero mai veramente attivate per asfartarla e renderla decorosa. Ricordo – scrive Cavallaro – che sul tema il 26 febbraio dello scorso anno abbiamo presentato un’interrogazione in consiglio comunale a cui seguirono solo promesse e che di recente (il 30 gennaio, ndr) è stata trasmessa all’Ufficio del Consiglio comunale una mozione, a firma del gruppo di Fratelli d’Italia, per impegnare l’Amministrazione alla realizzazione dell’opera. La mozione è già stata discussa in conferenza dei capigruppo e sarà inserita al più presto all’odg. Ci auguriamo che in consiglio comunale la mozione abbia il via libera di tutti i consiglieri, anche di maggioranza, e che, quindi, oltre ad un parcheggio funzionale si realizzi anche un semaforo a chiamata per consentire agli utenti di attraversare la strada in sicurezza. Daremo, quindi, il nostro supporto alla realizzazione dell’opera e vigileremo perché il finanziamento non venga perso”, concludono Cavallaro e Romano.




Cane investito da un’auto, salvato dagli “angeli” della Polizia Stradale

Nel pomeriggio di ieri la pattuglia della Polizia Stradale di Noto ha soccorso un cane di razza meticcia che era stato poco prima investito da un’auto in transito. Trovato riparo nelle vicinanze di un cespuglio al di fuori della carreggiata, l’animale, tremante ed impaurito, è stato immediatamente assisitito dai ragazzi della Stradale che lo hanno dissetato ed accudito sino all’arrivo del veterinario della locale ASP.
Il personale sanitario intervenuto ha constatato la frattura di una zampetta posteriore e ne ha subito disposto il ricovero presso uno studio veterinario in attesa della perfetta guarigione e del successivo affidamento al Rifugio Sanitario di Noto in attesa di un eventuale adozione.
Non è la prima volta, purtroppo, che “gli angeli della Stradale” salvano animali vaganti o feriti ed anche questo, anche questo, fa parte del bagaglio umano e professionale che contraddistingue i valori della Polizia diStato.




Durante lavori, riemerge in piazza a Pachino la botola di accesso al rifugio anti-aereo

Durante i lavori di riqualificazione di piazza Vittorio Emanuele, a Pachino, è riemersa una botola di accesso al rifugio antiaereo. Le operazioni di svellimento in corso, hanno riportato alla luce il precedente piano stradale e la “buca” che conduceva al sottostante rifugio, utilizzato durante il secondo conflitto mondiale. Non una sorpresa in senso assoluto, esistono diverse foto d’epoca in cui si scorgono in piazza due botole, coperte con teli mimetici.
A differenza del passato, però, questa volta la botola non sarà ricoperta dalla nuova piazza. Gli uffici comunali stanno infatti valutando la possibilità di ricorrere ad una copertura a vetro, con illuminazione, per mantenerla “a vista”. Un’ipotesi su cui i tecnici si pronunceranno a breve.
Intanto i lavori proseguono senza particolari intoppi. E sono in tanti, a Pachino, ad attendere di scoprire il nuovo volto della centrale piazza, riqualificata grazie ad un progetto finanziato con fondi del Pnrr.

foto Ivan Sortino




Caso Zappalà, prendono le distanze Mpa, Forza Italia e M5S. La Cgil contro il Sindaco

L’intervento del capogruppo di Fuori Sistema, Franco Zappalà, due giorni fa in consiglio comunale continua ad essere al centro dell’attenzione. Ma riavvolgiamo il nastro e riepiloghiamo cosa è successo nell’ultime ore. Poco dopo l’apertura dei lavori, il presidente dell’assise cittadina, Alessandro Di Mauro ha dato la parola al consigliere che, prima di entrare nel merito del suo primo intervento, ha usato parole che non sono passate inosservate e hanno creato un certo imbarazzo perché ritenute da molti sconvenienti. “Potevate nominare una donna come sostituto- ha premesso, Zappalà, che ha proseguito, rivolgendosi al presidente- Lei è per caso….Perché qua c’è un virus, occhio che capita. Si entra buono e si esce in un altro modo. Ci siamo attrezzati: rossetto, orecchini…”. Zappalà ha subito dopo puntualizzato: “Si può scherzare, eh…Anche per smorzare un po’ in un consiglio che non è abbastanza animato”. Non sono passate inosservate neanche le risate in sottofondo, ma quello che è filtrato in linea generale è imbarazzo.
Non sono mancate le reazioni della politica e delle associazioni, come Stonewall, Agedo e Arcigay (clicca qui).
“Condanniamo con estrema fermezza le parole pronunciate dal Consigliere Comunale di Siracusa Franco Zappalà durante la seduta di Consiglio Comunale di ieri sera. Si sarà confuso, forse avrebbe voluto dire altro, ma frasi di questo tenore sono inaccettabili, a maggior ragione se arrivano dallo scranno di un aula consiliare dove si devono rappresentare e difendere i diritti di tutti”. A scriverlo sono stati il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso e i componenti del gruppo Consiliare di Siracusa di Forza Italia, ribadendo la necessità di tenere lontano frasi sessiste e che ledono la dignità di genere dal dibattito politico. “Frasi del genere e un linguaggio discriminatorio non possono trovare alcun spazio nei dibattiti politici – ha aggiunto il deputato regionale Riccardo Gennuso – o nelle istituzioni. Rischiano di vanificare il grande impegno portato avanti su temi come la parità di genere, il rispetto reciproco e la tutela dei diritti di tutte e di tutti. Sappiamo che il consigliere Zappalà ha già chiesto scusa e questo era un atto più che dovuto, ma non si può restare indifferenti a frasi di questo tenore, che rischiano di allontanare ancor di più la politica dai cittadini”. “L’impegno della politica – aggiungono i componenti dei gruppo Consiliare di Siracusa di Forza Italia – deve essere quello di favorire l’inclusione e contrastare le forme di discriminazione. Prendere le ovvie distanze da simili esternazioni e condannarle è anche un modo per impegnarsi affinché non si verifichino più simili episodi”.
Anche Luciano Aloschi, commissario cittadino e capogruppo MPA, è intervenuto sul caso Zappalà. “Le istituzioni devono essere un modello di integrità e rispetto. Chi ricopre cariche pubbliche ha il dovere di mantenere un comportamento esemplare, promuovendo il senso civico e il rispetto delle regole. Evitiamo espressioni, disguidi o battute che possano offendere o peggio discriminare e porgere il fianco a strumentalizzazioni politiche. Abbiamo il dovere morale di preservare sempre la credibilità delle istituzioni che quotidianamente rappresentiamo”.
“Auspico che episodi come questi non vengano resi banco di rilancio per azioni populiste e servano solo da monito, affinché si rafforzi l’impegno nel garantire un dibattito pubblico decoroso e inclusivo, nel pieno rispetto dei valori democratici e della dignità di ogni individuo. Vedo di buon occhio le scuse di Zappalà e invito l’intera assise a tornare nei banchi per lavorare e dare risposte ai siracusani”, conclude Aloschi.
“Il caso nato a seguito del brutto intervento del consigliere Zappalà in Aula Vittorini pone un serio problema agli occhi della cittadinanza: quello sulla qualità della principale assemblea cittadina. Oggi fioccano le prese di distanza ed i distinguo, ma il livello di certe discussioni ed i toni utilizzati lasciano i cittadini perplessi”, scrive Cristina Merlino, referente territoriale M5S Siracusa. “Generalizzare è un errore, lo so bene. Tra i 32 consiglieri ci sono tante e lodevoli eccezioni che sono però finite schiacciate da quelle terribili risatine che hanno accompagnato le parole di Zappalà. Si è scusato ed è apparso sinceramente contrito. Ma non tutto si può risolvere con delle scuse postume. Se si cancella il concetto di responsabilità delle proprie azioni, con quale coraggio l’istituzione comunale può chiedere ai cittadini di fare meglio?
La responsabilità delle proprie azioni, avrebbe richiesto – oltre alle scuse – anche il ricorso a quel desueto istituto di responsabilità (ripeto) che sono le dimissioni. Ovviamente, neanche preso in considerazione. E così l’esempio che si fornisce ai cittadini è che si può anche dar vita a comportamenti borderline e – se scoperti – chiedere scusa per farla franca. Abbandoni spazzatura? Chiedi scusa e tutto a posto. Fai un abuso edilizio? Chiedi scusa e tutto a posto. Operi senza licenze? Chiedi scusa e tutto a posto.
Ecco, il valore dell’esempio. Se i consiglieri comunali – che rappresentano i cittadini – sono i primi ad ignorare il concetto di responsabilità, non si chieda ai siracusani di essere diversi o migliori. L’unico virus realmente pericoloso è quello di rimanere attaccati alle poltrone. Nel solito e non sorprendente silenzio anche del sindaco di Siracusa”, conclude Cristina Merlino.
Sull’accaduto sono anche intervenute le donne della Cgil con Adriano Drago e Yvonne Motta, rispettivamente responsabile del coordinamento donne Cgil e responsabile sezione parità di genere. “È grave che un sindaco preferisca tacere, invece di prendere posizione e indicare al consigliere che si è reso protagonista di un disdicevole siparietto sulla sessualità, come ci si comporti nel rispetto di tutti”. È la presa di posizione del Coordinamento provinciale donne della Cgil con la sezione della Parità di genere, che tirano in ballo anche il presidente del Consiglio comunale. “Tutti hanno notato come abbia accolto l’intervento del consigliere in questione con risatine per nulla celate, salvo poi ricondurre all’ordine l’esponente di Italia Viva, ma solo dal punto di vista istituzionale, senza alcuna menzione dal punto di vista morale, umano, comportamentale. Se sono questi gli uomini che istituzionalmente ci rappresentano.”




Parcheggio Damone, Lealtà & Condivisione: “Stalli a spina di pesce e bus tra piazzale Sgarlata e via Tisia”

“Subito interventi al Parcheggio di via Damone, le chiacchiere stanno a zero”. Non usa giri di parole “Lealtà & Condivisione”, presieduta dall’ex assessore Carlo Gradenigo. “Trascorsa una settimana dalla chiusura del posteggio- fa notare Gradenigo- non si vede neanche l’ombra di soluzioni. In compenso i negozi continuano a chiudere e i disagi aumentano, mentre anche le multe fioccano”.

Un quadro desolante quello tracciato da Gradenigo, che fa seguire a questa premessa una serie di richieste, che “Lealtà & Condivisione” avanza all’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Francesco Italia.

Il primo punto riguarda la viabilità: istituzione immediata del senso unico su ronco via Damone, riabilitando gli stalli soppressi, oggetto di contravvenzioni. Al Comune il movimento chiede, inoltre, “la possibilità di convertire- valutandone la possibilità- a spina di pesce gli stalli posti lungo via Damone, rimodulando temporaneamente, se necessario, il cordolo della pista ciclabile”.Un altro passaggio potrebbe riguardare, secondo Gradenigo, Piazzale Sgarlata, davanti al Parco Robinson, in cui occorrerebbe, a suo dire, realizzare la segnaletica orizzontale e verticale. Non si tratta di un’area prossima al viale Tisia, ma nella visione di “Lealtà & Condivisione” tornerebbe comunque utile, se si considera l’ultimo tassello indicato, nella nota diffusa, subito dopo: la richiesta di istituire “un collegamento bus stabile tra i parcheggi Von Platen e Sgarlata,  che attraversi via Tisia e permetta di sfruttare gli oltre 800 posti auto dei sopracitati parcheggi scambiatori posti entrambi a 700 mt dall’area del Cenaco, il centro naturale commerciale”. Gradenigo non nasconde il proprio rammarico e ne illustra la ragione. “Non è accettabile- conclude- che dopo tre anni di disagi e lunghi mesi di attesa in attesa della variante, si possa rimanere un solo minuto di più a guardare crescere l’erba del parcheggio vuoto, mentre gli unici a pagare per tale disastro restano ancora una volta i cittadini che qui risiedono e lavorano”.