Litiga al bar, violando l’obbligo di dimora: denuncia e arresto per un 35enne

Arresto e denuncia per un 35enne di Solarino. Sono stati i Carabinieri ad arrestarlo per resistenza a pubblico ufficiale; la denuncia è invece arrivata per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. L’uomo, con precedenti contro la persona, il patrimonio e in materia di armi e stupefacenti, era già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Solarino, con la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione durante le ore serali e notturne.
La sera dello scorso 29 ottobre, si è recato in un bar della cittadina – violando gli obblighi cui è sottoposto -ed ha preso parte a una lite scoppiata tra alcuni giovani del luogo, opponendo poi resistenza ai Carabinieri, intervenuti per calmare gli animi. L’arresto è stato convalidato.




Un lavoro per 180 detenuti, progetto nelle carceri: incluse Cavadonna, Augusta e Noto

Un percorso di inclusione socio-lavorativa per 540 persone. L’obiettivo è arrivare a 180 contrattualizzazioni. Questo in sintesi quanto prevede il progetto “Jail to Job”, promosso dalla cooperativa sociale Rigenerazioni Onlus di Palermo, con il coinvolgimento delle cooperative L’Arcolaio di Siracusa e Lazzarelle di Napoli, con il sostegno della Fondazione San Zeno. Il progetto, della durata di tre anni, propone un modello innovativo di politiche del lavoro per persone che scontano la loro pena negli istituti penitenziari di Cavadonna, Noto, Augusta e poi Ucciardone di Palermo, Pagliarelli Lorusso e Secondigliano. Coinvolti anche i servizi di esecuzione penale esterna di Siracusa, Palermo e Napoli, con il supporto dei Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria di Sicilia e Campania. L’auspicio della coordinatrice del progetto, Nadia Lodato, è che “la collaborazione con partner di consolidata esperienza sul campo, come L’Arcolaio e Lazzarelle, possa stimolare altre realtà del privato sociale ad agire in ambienti complessi come il carcere, favorendo benessere individuale e collettivo e sostenendo processi di Giustizia di Comunità”. Imma Carpiniello della Cooperativa Lazzarelle mette in evidenza l’aspetto legato ai percorso di inclusione per le donne detenute, “che possano riacquisire dignità e autonomia. Sono spesso le persone più vulnerabili del sistema penitenziario e sociale e con queste attività possono scoprire e sviluppare le proprie potenzialità”. “Crediamo nel valore della responsabilità sociale condivisa- aggiunge Adriana Anzelmo de L’Arcolaio – Da oltre vent’anni promuoviamo l’inserimento socio-lavorativo per chi è in esecuzione penale, riconoscendo come il lavoro contribuisca alla riabilitazione e alla riduzione della recidiva.” “Il lavoro diventa un modo per immaginarsi di nuovo. Per sentirsi capaci, riconosciuti, apprezzati come persone, prima che come lavoratori. L’opportunità concreta di tessere una nuova storia “, riporta Rita Ruffoli, direttrice di Fondazione San Zeno.




Ponte ciclopedonale di Ortigia, i lavori entrano nella fase clou. Pronto a dicembre

Curiosità e attesa accompagnano i lavori di costruzione del ponte ciclopedonale di Ortigia. Dopo lo stop per il G7 Agricoltura, i lavori sono ripresi ad inizio ottobre e in questi giorni vengono ultimate le “spalle” sulle due sponde. Manca l’ultimo getto di calcestruzzo di completamento e dalla settimana prossima inizieranno le operazioni di realizzazione delle rampe di raccordo del ponte con le rive.
A fine novembre, secondo il cronoprogramma, verrà varato il ponte iniziando con i due conci laterali per poi posizionare l’elemento centrale del ponte. A dicembre – spiegano dalla Solesi, l’azienda impegnata nella costruzione – verranno ultimate le opere di finitura e quindi, entro i sei mesi previsti, il ponte ciclopedonale sarà inaugurato.

Intervista di Giuseppe Schifitto




Zona industriale, Cgil e Uil: “Il progetto di Eni va fermato”. Lavoratori in assemblea

Da oggi, mercoledì 30 ottobre, al via il calendario di assemblee dei lavoratori della zona industriale di Siracusa, in preparazione dello sciopero del 12 novembre proclamato da Cgil e Uil. Dopo gli attivi dei settori industria di qualche giorno fa, infatti, Cgil e Uil questa mattina si sono ritrovate nell’area del Polo Petrolchimico durante una prima assemblea partecipata con tutti i lavoratori. Dopo questo incontro ne seguiranno altri due (il 4 e 5 novembre), propedeutici allo sciopero del 12 novembre.
“In assenza di un piano di riconversione energetica ed ecologica che coinvolga l’intero Polo industriale siracusano in tutte le sue articolazioni, nessuno escluso, il progetto di ENI va fermato. Lo abbiamo fatto nel 2015 lo faremo anche stavolta. Sciopero generale dell’intero assetto industriale siracusano il 12 novembre. E’ solo l’inizio. Noi non ci fermeremo”, hanno detto i segretari Roberto Alosi e Ninetta Siragusa.




Caso Eni, la richiesta di Abbate e Carta: “Un tavolo specifico urgente”

Un tavolo specifico urgente per discutere sul caso Eni. E’ questa la richiesta degli onorevoli Ignazio Abbate e Giuseppe Carta. Nello specifico, Abbate e Carta chiedono un confronto alla presenza del presidente della Regione Sicilia Renato Schifani e dell’assessore alle attività produttive Edmondo Tamajo, tra i rappresentanti di ENI, le sigle sindacali e gli stakeholders principali, per la trattazione delle tematiche inerenti la riqualificazione delle produzioni di polietilene di Ragusa e di cracking di Priolo. Nell’interrogazione si sottolinea che nel tavolo si affrontino le ragioni della cessazione delle produzioni e che si discuta della programmazione di un piano industriale strategico. Richieste precise che partono dalla consapevolezza delle ricadute che, un cambiamento come questo, può avere sui lavoratori: “A Priolo 500 persone lavorano per l’ENI e più di 1.000 nelle aziende dell’indotto. – afferma l’on. Giuseppe Carta – Qualora le previsioni contenute nel Piano strategico Eni fossero portate a compimento quale futuro si profila per i lavoratori? Ben venga la riconversione ma solo a patto che la tutela dei lavoratori sia garantita”.




Le scuole sono sicure? Interrogazione di Cavallaro e Romano (FdI) in Consiglio comunale

“Le risposte ricevute in consiglio comunale alle interrogazioni presentate non ci hanno soddisfatto, in particolare per quanto riguarda lo stato delle scuole comunali”. A dirlo sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Paolo Cavallaro e Paolo Romano. Questa mattina, mercoledì 30 ottobre, la seduta del consiglio comunale è stata dedicata al question time.
“Soltanto l’80% delle scuole ha il certificato di collaudo statico e quasi tutte le scuole sono carenti del certificato antincendio. – sottolineano Cavallaro e Romano – Non abbiamo ricevuto risposta in ordine alle somme necessarie per effettuare le manutenzioni straordinarie di tutte le scuole. Già l’anno scorso a tal fine avevamo presentato in aula la proposta di accensione di un mutuo, rigettata inspiegabilmente dall’aula.
Visto che Siracusa si piazza sempre agli ultimi posti in tutte le graduatorie nazionali, abbiamo rivolto un appello al Sindaco, assente cronico in aula, perché faccia dell’ edilizia scolastica un punto fermo e prioritario della sua amministrazione, colmando lacune in materia di sicurezza inaccettabili, tanto più che nelle scuole trascorrono grande parte della giornata anche coloro che sono spesso inascoltati per la giovane età, come i nostri figli e nipoti, che vogliamo sperare tornino sempre a casa coi loro piedi. – continuano – Quanto avvenuto alla Lombardo Radice poteva essere fatale e poteva prevenirsi, con gli adeguati controlli, essendo preventivabili i crolli viste le infiltrazioni d’acqua piovana degli anni passati”. Il riferimento è alla caduta di pezzi di intonaco dal soffitto di un’aula di una quarta primaria all’istituto comprensivo Lombardo Radice di via Archia, a Siracusa, nei giorni scorsi.
“Il Sindaco porti una proposta seria di finanziamento e siamo pronti ad approvarla; Siracusa almeno sulla sicurezza potrebbe finalmente classificarsi ai primi posti, dando l’ esempio a tante altre realtà regionali e nazionali dove l’ edilizia scolastica e la relativa manutenzione sono ferme al palo. Siamo pronti a perorare la chiusura delle scuole, se necessario per garantire la sicurezza di tutti coloro che le vivono giornalmente, dai nostri ragazzi ai docenti e al personale tutto; non siamo disposti ad assistere alle solite promesse o all’utilizzo dei pannicelli caldi. L’amministrazione di una città richiede coraggio e concretezza e, invece, vediamo solo sprechi e incapacità di gestire il ricco patrimonio immobiliare”, concludono.




Classifica dei migliori ospedali italiani: il Trigona di Noto “promosso” per l’area muscolo-scheletrica

L’ospedale Trigona di Noto tra i migliori ospedali italiani per l’area muscolo-scheletrica. La struttura sanitaria della zona sud della provincia di Siracusa figura tra i 14 ospedali italiani che nel 2023 hanno superato il 75 per cento di interventi effettuati entro le 48 ore, trend rispettato anche nei tre anni precedenti.
Quella relativa al Trigona (Ospedale Unico Avola-Noto) è l’unica menzione di strutture sanitarie pubbliche della provincia. Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, che rappresenta una fotografia puntuale dell’assistenza sanitaria. Il dato nazionale parla di un incremento delle ospedalizzazioni, quasi 8 milioni , che rappresenta del resto un dato in linea con il periodo prepandemico, sia per i ricoveri urgenti sia per quelli programmati e diurni.Tra le realtà siciliane, spicca, per fare solo un esempio, anche Palermo, con il Civico, per la tempestività degli interventi di angioplastica coronarica.
Il Programma Nazionale Esiti ha realizzato il monitoraggio delle performance assistenziali di 1.363 ospedali italiani, pubblici e privati, focalizzando l’attenzione su alcuni ambiti cruciali per la salute dei cittadini. La pubblicazione del report annuale rappresenta un termometro importante, che fornisce dati certi in termini di appropriatezza e qualità delle cure erogate nell’ambito del servizio sanitario nazionale. Serve – secondo quanto l’Agenzia spiega- anche per identificare le strutture con criticità. “L’edizione 2024 del PNE fa riferimento all’attività assistenziale effettuata nell’anno 2023 da 1.363 ospedali pubblici e privati, e a quella relativa al periodo 2015-2023 per la ricostruzione dei trend temporali. Sono stati calcolati complessivamente 205 indicatori, di cui: 180 relativi all’assistenza ospedaliera (70 di esito/processo, 88 di volume e 22 di ospedalizzazione) e 25 relativi all’assistenza territoriale, valutata indirettamente in termini di ospedalizzazione evitabile (14 indicatori), esiti a lungo termine (7) e accessi impropri in pronto soccorso (4). Rispetto all’edizione 2023 sono stati inseriti 10 nuovi indicatori, tutti relativi all’ambito ospedaliero”. Le migliori strutture italiane, secondo i risultati emersi, sono l’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche di Ancona e l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. La Sicilia, nonostante il ben noto e storico gap, secondo quanto ha evidenziato il direttore dell’Agenas, Domenico Mantoan, “ha fatto un buon balzo in avanti. Si vede che l’impegno profuso sta dando i suoi risultati”.




Furti, rapine, auto in fiamme e Rosolini ora ha paura. Il sindaco chiede rinforzi in Prefettura

Furti, aggressioni, rapine. A Rosolini sale la preoccupazione, in coda a giornate segnate da tanti, troppi episodi criminali. Gli ultimi nelle ore scorse: un furto commesso in un bar e una tentata rapina al supermercato solo nella giornata di ieri. Il sindaco Giovanni Spadola lancia l’allarme. “Gli episodi hanno assunto una frequenza impressionante e allarmante. I cittadini, ma soprattutto i commercianti, quotidianamente rivolgono appelli alla mia persona timorosi per la propria incolumità e per le sorti delle attività portate avanti con enormi sacrifici”, racconta a Siracusaoggi.it. “Come Sindaco sento il dovere di farmi garante del bisogno di legalità che tutta Rosolini desidera. Per questo reitero la richiesta di un intervento di Sua Eccellenza il Prefetto di Siracusa, auspicando la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica della Provincia di Siracusa per concordare e pianificare immediatamente il coordinamento delle operazioni di contrasto della criminalità a Rosolini”.
Nella cittadina della zona sud, ventimila abitanti, c’è solo una stazione dei Carabinieri con 13 militari. Ma alle 20, la stazione chiude. “Abbiamo bisogno di presidi di legalità e della presenza delle forze dell’ordine”, taglia corto il sindaco di Rosolini, dando voce alla richiesta di sicurezza che parte dai cittadina. “Dopo le venti, c’è una sorta di libera tutti” ed ecco il recente susseguirsi di episodi criminosi. Spesso la disperata ricerca di soldi per acquistare della droga spinge alcuni a compiere reati predatori, fenomeno purtroppo noto in tutto il territorio provinciale.
Anche il deputato regionale Riccardo Gennuso (FI), originario di Rosolini, fa sentire la sua voce. “Adesso basta con questa grave escalation di atti criminali. È inaccettabile che i miei concittadini debbano vivere nel terrore. Se qualcuno riconosce gli artefici di questo ennesimo reato me lo riferisca e sarà mia premura andarli a denunciare. Da adesso in poi tolleranza zero!”.




La tradizione si rilancia, Fiera dei Morti a Siracusa: oltre 70 espositori, 5 giorni di eventi

Nuovi stand in legno, oltre 70 espositori e cinque giorni di eventi, mattina, pomeriggio e sera, per intrattenere piccoli e grandi. Per l’amministrazione comunale la Fiera dei Morti 2024 ha un obiettivo ben preciso: riportare l’appuntamento allo splendore degli anni in cui richiamava le famiglie da tutti i quartieri di Siracusa e dai paesi della provincia. Cambia solo il luogo: non più Ortigia ma i Villini di corso Umberto, uno spazio più funzionale e, soprattutto, meno impattante sul traffico cittadino perché gli stand non occuperanno le strade.
La Fiera è stata presentata questa mattina in conferenza stampa dal vicesindaco Edy Bandiera che, in questo caso, è intervenuto soprattutto come assessore alle Attività produttive perché in tale veste si è impegnato alla realizzazione del progetto; con lui il dirigente del settore, Salvatore Correnti.
“Le giornate dedicate ai defunti – ha detto il sindaco Francesco Italia – sono in Sicilia particolarmente sentite, forse più che in altre regioni italiane, e allora abbiamo ritenuto giusto recuperare un’antica tradizione che a Siracusa rischiava di essere dimenticata. Abbiamo allungato la durata approfittando della ponte festivo, abbiamo ampliato gli spazi per gli espositori e abbiamo puntato molto sugli eventi per le famiglie spalmati lungo le giornate. Vogliamo che i siracusani possano godere della festa senza doversi spostare in altre città e auspichiamo che l’evento sia apprezzato dai turisti che ancora in questi giorni stanno affollando la città”.
Un’edizione completamente rinnovata, più vasta in termini di offerta e con una trentina di appuntamenti, organizzata dall’assessorato alle Attività produttive all’insegna del rilancio di un’antica tradizione siracusana e della promozione dei prodotti locali: dell’artigianato ma soprattutto dell’agroalimentare con qualche eccellenza. Sarà presente il consorzio Limone femminello Igp e, venerdì alle 18, interverrà la condotta Slow Food con un laboratorio dedicato ai dolci tipici siracusani dei giorni dedicati ai defunti.
“Uno sforzo che meritava di essere fatto. Questi giorni di festa – ha sottolineato il vice sindaco Bandiera – sono certamente occasione di divertimento e di spensieratezza ma hanno pure una valenza economica. Il commercio ambulante è una fetta importante della nostra economia e lo abbiamo sperimentato con le tante richiesta di espositori arrivate fino a stamattina, anche da fuori regione, e alle quali abbiamo dovuto dire di no. Le fiere in occasione di festività continuano ad essere un fattore di attrazione per visitatori e commercianti ma il messaggio che lanciamo ai siracusani e di restare in città dove possono trovare ciò che negli anni scorsi hanno cercato altrove, anche percorrendo decine e decine di chilometri”.
Per andare incontro ai visitatori, l’Amministrazione ha previsto un servizio di bus navetta, che dal parcheggio Elorina permetterà di raggiungere l’area della Fiera con il percorso via Elorina, piazzale Marconi, Foro siracusano, Pantheon, via Catania, via Elorina. Mentre la navetta avrà gli stessi costi del consueto servizio di trasporto pubblico, il parcheggio Elorina sarà fruibile gratuitamente. Il servizio sarà attivo dalle 17 alle 24 nelle giornate di mercoledì 30 e giovedì 31 ottobre; e dalle 9 alle 24 nelle giornate di venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 novembre.
Infine, per consentire una comoda fruizione della Fiera e lo svolgimento delle iniziative, fino alle ore 24 di domenica 3 novembre in corso Umberto I, nel tratto che costeggia i Villini, è stato istituito il divieto di transito e di sosta con rimozione obbligatoria su entrambi i lati; non sarà possibile parcheggiare nemmeno sul lato sinistro del senso di marcia in una delle due bretelle, nel tratto interposto tra corso Umberto e viale Montedoro. La auto che si muovono nella zona dei Fiera, giunte all’altezza del Foro siracusano, dovranno percorrere le due bretelle in direzione del Pantheon.

Il programma:




Ancora incidenti stradali, Pizzuta e Borgata: auto contro moto, sospese due patenti

Non si arresta la scia di incidenti stradali nel perimetro urbano di Siracusa. Nella serata di ieri, quasi in contemporanea, due i sinistri con feriti, fortunatamente lievi. Alla Pizzuta, tra via Randone e via Braille, impatto tra un’auto ed uno scooter. Le due persone a bordo della moto sono state accompagnate in ospedale per le cure del caso, con una prognosi di pochi giorni. Illese le persone a bordo dell’auto. L’impatto è avvenuto nel trafficato incrocio e, secondo i primi rilievi della Municipale di Siracusa, sarebbe stato causato dal mancato rispetto della precedenza. Al trasgressore è stata ritirata la patente e sarà la Prefettura a stabilire la durata della sospensione. Usualmente, è proporzionata ai giorni di prognosi stabiliti dal referto medico.
E sarebbe da addebitare ad una mancata precedenza anche il secondo incidente, avvenuto in viale Luigi Cadorna. All’altezza dell’intersezione con via Pindaro, scontro tra un’auto ed una moto. Alla guida della vettura, proveniente da via Pindaro, una donna di anni 32. In sella allo scooter, una ragazzo di 17 anni che si muoveva in direzione piazza Euripide. Il tratto di strada dove è avvenuto l’incidente è stato chiuso al traffico, per consentire i rilievi e gli interventi di messa in sicurezza del manto stradale. Fortunatamente, il giovane in moto non ha riportato nessuna particolare conseguenza, nonostante la caduta sull’asfalto. Anche in questo caso, spiega la Municipale di Siracusa, scattate le sanzioni previste dal Codice della Strada.
Secondo gli ultimi dati disponibili (Aci ed Istat, 2023) nel corso del 2023 sono stati 398 gli incidenti stradali avvenuti a Siracusa. In media, poco più di uno al giorno. Hanno causato 7 decessi (tasso mortalità 17,59) e ben 544 feriti. Il numero principale di sinistri si è registrato lungo le strade urbane, all’interno quindi dell’abitato cittadino: 340 (5 morti e 452 feriti). Lungo strade provinciali o stradali gli altri gravi incidenti (40, 2 morti e 67 feriti). Appena 3 in autostrada (4 feriti) ma questo dato è inficiato dalla classificazione atipica del tratto iniziale della Siracusa-Catania fino allo svincolo di Augusta, quando inizia la vera e propria autostrada. I pedoni investiti nel corso del 2023 sono stati 31 (con loro tasso di corresponsabilità al di sotto del 20%, ndr), con 2 decessi.
Coinvolti negli incidenti stradali, in totale, 700 veicoli tra auto, bus, moto, bici, motopattini, ecc. Di questi, ben 289 mezzi sono entrati in “contatto” lungo un rettilineo, 255 in un incrocio, 51 in curva e “appena” 50 nelle tanto criticate rotatorie. Curiosità: sono state 12 le biciclette coinvolte in incidenti di varia natura, avvenuti a Siracusa nel 2023; 3 i monopattini e 2 le bici elettriche.
Interessante anche soffermarsi sulle cause presunte di incidente. Nel 42,72% dei casi sarebbe colpa del mancato rispetto dei segnali stradali (stop, dare precedenza, etc); nel 20,12% dell’alta velocità; quindi mancato rispetto della distanza di sicurezza (10,53%); mentre solo il 5,88% sarebbe causato da guida distratta secondo i dati Aci-Istat.
Il giorno “peggiore” della settimana per il numero di incidenti a Siracusa? Il venerdì, con una media di 70 scontri.