“Ottobre in Piazza”, continuano gli eventi a Melilli

Il palinsesto di eventi della Terrazza degli Iblei si preannuncia carico di emozioni e spettacolo. Nel salottino del centro storico di Melilli, Piazza Rizzo, condotta da Mimmo Contestabile, sabato 26 sarà una serata all’insegna del divertimento con Giovanni Cacioppo, artista noto per il suo umorismo che mescola riflessioni profonde a momenti di svago e che ha conquistato il pubblico italiano con la sua simpatia e schiettezza, rendendolo uno dei volti più amati del cabaret contemporaneo e poi spazio alla vocalità di Nesli, cantautore che ha segnato, insieme al fratello Fabri Fibra, la scena hip hop degli ultimi 25 anni.
Si continua domenica 27, stessa location, con gli Oronero Band e il ritorno alle scene di Gerardina Trovato. La cantautrice catanese, con al suo attivo numerose partecipazioni al Festival di Sanremo e al Festivalbar, ripercorrerà i brani che hanno caratterizzato la sua trentennale carriera.




Riqualificazione urbana, tocca allo Sbarcadero. Lavori in tre fasi, dureranno 12 mesi

L’ultimo dei grandi cantieri di riqualificazione urbana di Siracusa è pronto a partire. All’appello mancava solo lo Sbarcadero Santa Lucia, dopo i lavori conclusi in piazza Euripide, largo Gilippo, via Tisia-Pitia e via Agatocle. Dopo varie traversie, incluso anche il rischio corso di perdere tutto, e grazie ad un complesso gioco di equilibri in fase di riprogettazione ecco che arriva l’ora del cantiere.
Questa è la settimana della consegna dell’area di cantiere, fondamentalmente un passaggio tecnico che permette alla ditta che si è aggiudicata i lavori – la Tixe srl esecutrice per conto del Consorzio Stabile Da Vinci – di entrare in “possesso” delle aree su cui intervenire. Ma la città inizierà a rendersi conto dell’esistenza del cantiere con tanto di recinzioni – e quindi di lavori in corso – solo a partire dalla prossima settimana e, ancora più, subito dopo Ognissanti.
I tempi sono serrati: lo Sbarcadero Santa Lucia dovrà essere riqualificato entro il 20 ottobre del 2025. Individuate tre distinte fasi di intervento, ognuna impegnerà mezzi e operai per quattro mesi. La prima riguarda l’area che dall’ingresso del porto piccolo si allunga a destra verso la Lega Navale. La fase due interessa invece il tratto opposto, verso la diga foranea. Ultima area da riqualificare, quella oggi asfaltata tra le attività esistenti (ristoranti e hotel) e gli approdi.

Se da una parte affascinano le immagini che illustrano con dei render grafici come apparirà l’area una volta riqualificata, dall’altra fa tremare i polsi l’idea di un simile cantiere che finirà per sottrarre da subito posti auto oggi molto utili e persino vitale sull’asse Ortigia-Borgata. Posti auto che spariranno quasi del tutto una volta completata la riqualificazione.
Nel progetto firmato dall’architetto Ivan Minioto, approvato ad ottobre 2023 in conferenza dei servizi, lo Sbarcadero punta a diventare una seconda “Marina”. Gli spazi verranno ridisegnati con la creazione di una grande piazza sul mare, alberi e panchine laddove oggi ci si limita a posteggiare auto e caravan. Poi un’area per futuri chioschi nei pressi del molo e, dalla parte opposta, un lungo marciapiede alberato per una passeggiata fronte mare, dove oggi un muretto cinge lo sguardo. Nuove anche la pavimentazione (pietra bianca) e il sistema di illuminazione (led).
Da viale Regina Margherita si accederà al nuovo “waterfront”, costituito da spazi a vocazione principalmente pedonale e con una corsia carrabile a traffico limitato, con parcheggi laterali. Per finanziare ai lavori si attinge a Fondi Pac Infrastrutture e Reti 2014-2020. Per le alberature, la scelta è ricaduta su essenze tipo Lagunaria patersonii o simili (Jaracanda mimosifolia o Metrosideros excelsa) per ragioni di compatibilità ambientale ed effetto decorativo.




Via Tisia riqualificata finisce sott’acqua, sottovalutati gli avvisi? “Pronti i correttivi”

Alla fine, avevano ragione i critici. Avevano messo in guardia, anche facendo ricorso a pareri tecnici: in caso di pioggia, la riqualificata via Tisia sarebbe finita sotto centimetri di acqua. L’acquazzone di sabato scorso ha evidenziato l’esistenza del problema, decisamente più marcato rispetto al passato. Sarà forse colpa dell’innalzamento della rinnovata sede stradale, sarà forse a causa della rotonda rialzata all’incrocio con via Pitia, sarà per via di un sistema di raccolta e deflusso delle acque piovane già di suo sottodimensionato: fatto sta che non è passato inosservato quanto accaduto nella rinnovata ed elegante area, dove l’acqua ha persino raggiunto l’interno di alcuni negozi.
“Sono molto seccato”, ammette il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. “Temo sia stato sottovalutato il tema”, aggiunge. Ed è una frase sibillina. Chi ha seguito le varie fasi del grande cantiere di riqualificazione di via Tisia, infatti, ricorda come l’assessore Enzo Pantano avesse sollevato il tema della regimentazione delle acque piovane, temendo che la collettazione esistente non fosse sufficiente. Considerazione dettata anche dai problemi che via Tisia riscontrava – sotto questo aspetto – anche prima della riqualificazione che ha, però, finito per amplificarli. La considerazione fatta era semplice: c’è una condotta, ma forse era sufficiente negli anni 80 e per questo era lecito pensare ad un suo ampliamento. Perchè, alla fine non si è allora non si è fatto? “Le scelte tecniche finali – spiega pacato e senza accuse – spettano al progettista ed ai tecnici comunali. E bisogna rispettarne le competenze”.
Quanto accaduto però rende evidente come, in occasione dei progetti di riqualificazione urbana, si debba tenere conto delle nuove esigenze di regimentazione delle acque, soprattutto in un città come Siracusa ha sconta già le conseguenza della scelta duale e non felice compita a cavallo degli anni 70/80 del secolo scorso. “E’ un aspetto che terremo in considerazione”, assicura il sindaco Italia. “Certo, comporterà un aumento vertiginoso dei costi, ma dobbiamo farlo. E non ci sottrarremo”.
Ora però si deve correre ai ripari in via Tisia. E fortunatamente potrebbero aiutare semplici correttivi. Come ad esempio alcune caditoie a nastro nei pressi della rotatoria rialzata al centro delle polemiche. Questo dovrebbe bastare per far defluire l’acqua piovana prima che si acconchi pericolosamente. Confluirebbe sotto la rotatoria e da lì sarebbe incanalata naturalmente (per pendenza) verso largo Dicone e via Damone.
Poche settimane – entro novembre rassicurano fonti comunali – e questi accorgimenti saranno operativi. Non resta che attendere. E sperare che nel frattempo non piova troppo.




Sigilli al depuratore di Noto, il procuratore capo: “compromesso fiume Asinaro”

Emergono ulteriori dettagli sulle indagini che hanno condotto al sequestro del depuratore di Noto, disposto dalla magistratura. Sono 8 le persone iscritte nel registro degli indagati e tra loro il sindaco Corrado Figura ed il suo predecessore Corrado Bonfanti insieme a dirigenti della Aspecon che gestisce il servizio idrico a Noto. L’accusa è di inquinamento colposo.
I reflui – secondo quanto illustrato dagli investigatori – sarebbero stati conferiti nel fiume Asinaro senza il dovuto trattamento. Il procuratore capo di Siracusa, Sabrina Gambino, ha affermato che “allo risulta stato verificata una compromissione dell’ecosistema del fiume Asinaro”. Una circostanza che sarebbe emersa dagli approfondimenti sin qui condotti, inclusa “una consulenza assunta in contraddittorio con le parti”.
Il sindaco di Noto, Corrado Figura, si mostra sereno. “Devo approfondire, ma i fatti riguardano un periodo precedente al mio insediamento”, ha commentato. L’ex sindaco Bonfanti ha offerto piena collaborazione ai magistrati ed ha definito “un atto dovuto” l’avviso ricevuto.




Cade intonaco in classe, necessari lavori di messa in sicurezza. Giovedì la riapertura della scuola

I tecnici del Comune di Siracusa sono arrivati di primo mattino all’interno dell’istituto comprensivo Lombardo Radice. Dotati anche di termocamera a infrarossi, hanno esaminato una ad una le classi della scuola dove ieri mattina si è verificato il cedimento di una porzione di intonaco da un soffitto. Si cercano eventuali infiltrazioni occulte, pericolose proprio perchè non lasciano traccia evidente come crepe o rigonfiamenti.
Uno dei sospetti, relativamente a quanto accaduto ieri mattina nell’aula al primo piano dell’istituto di via Archia, è che possa essersi trattato dell’effetto della spinta improvvisa collegata alla corrosione di uno dei ferri di armatura del calcestruzzo.
Dalle prime informazioni, sarebbero emerse altre situazioni potenzialmente critiche. Motivo per cui si è deciso di intervenire. Intanto rimuovendo altri elementi di intonaco a rischio distacco. Dopodichè si lavorerà nelle aule in cui sono emersi altri segnali di infiltrazioni o problemi simili. Non sarà necessario chiudere la scuola oltre alla giornata di domani (mercoledì), per procedere si è deciso di adottare un sistema di lavoro secondo cui due classi per volta si sposteranno in ambienti oggi liberi e sicuri. Un trasferimento per il tempo necessario ad effettuare i lavori nelle aule di volta in volta liberate. La Lombardo Radice, a questo punto, dovrebbe riaprire giovedì.
Colpisce il fatto che a marzo scorso, proprio in quella scuola, siano stati effettuati diversi lavori di manutenzione straordinaria, disposti dal Comune di Siracusa. “Impermeabilizzazione del tetto, nuovi pluviali e altri interventi minori nelle classi dove erano state segnalate infiltrazioni”, conferma il sindaco Francesco Italia. “Ma per quell’aula in cui è avvenuto il cedimento, non abbiamo mai ricevuto segnalazioni. Sono molto sorpreso, anche perchè siamo intervenuti a marzo scorso non quattro o cinque anni fà. Dobbiamo verificare cosa è successo, anche relativamente ai lavori effettuati”, aggiunge.
Intanto, tra i dirigenti scolastici siracusani sono in molti quelli che avrebbero ritenuto necessario disporre una chiusura precauzionale degli istituti nella giornata di lunedì. Il pensiero comune è che sarebbe stato utile per verificare che la copiosa pioggia di sabato (domenica le scuole era chiuse) non avesse causato problemi, tali da compromettere la sicurezza degli studenti in aula. Nessuna polemica aperta con il sindaco, ma la posizione assume oggi quasi la valenza di una richiesta preventiva, qualora dovessero ripetersi simili acquazzoni.




Le scuole sono sicure? Gilistro (M5s) porta il tema in Ars e annuncia emendamento per Siracusa

Dopo la caduta di pezzi di intonaco dal soffitto di un’aula di una quarta primaria all’istituto comprensivo Lombardo Radice di via Archia, a Siracusa, il tema della sicurezza all’interno degli istituti scolastici approda in Ars.
“Milioni di euro per acquistare attrezzature digitali e non un solo euro per mettere in sicurezza le scuole che cadono, si tratta di un paradosso inaccettabile”. Così commenta l’accaduto il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Carlo Gilistro intervenendo in Aula a Palazzo dei Normanni, che poi annuncia un emendamento ad hoc per il Libero Consorzio di Siracusa per mettere le scuole in sicurezza.
“Ho presentato un emendamento in manovra finanziaria per trasferire fondi dal bilancio regionale al Libero Consorzio di Siracusa che, essendo in dissesto, non riesce evidentemente a mettere in piena sicurezza le scuole. – dice Gilistro – Le somme devono essere vincolate alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole del territorio. Quanto accaduto ieri a Siracusa, dove il crollo dell’intonaco del soffitto di una classe di scuola elementare con il ferimento di un bambino è un fatto gravissimo. Sono bastati pochi minuti di pioggia per sfiorare una tragedia perché se quella parte di soffitto fosse crollata qualche centimetro oltre, avremmo avuto conseguenze ben più gravi e irreversibili. – conclude – Se a questo governo regionale sta a cuore la salute dei bambini, intervenga immediatamente. I genitori devono avere la certezza di accompagnare i propri figli in una scuola sicura come la propria casa”.




La nuova storia del Porto Grande di Siracusa comincia da novembre

Entro metà novembre si completerà il passaggio di consegne dalla Regione all’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale. Da quel momento, anche il Porto Grande di Siracusa (e il porto rifugio di Santa Panagia, ndr) entrerà nel perimetro di governance dell’AdSP guidata dal presidente Francesco Di Sarcina. L’ente che si occupa dello sviluppo e dell’operatività dei porti che rientrano sotto il suo ombrello (Augusta, Catania, Pozzallo e a breve anche Siracusa) ha le idee chiare sul da farsi in uno scalo, come quello aretuseo, che vuole avere ambizioni da destinazione top.
Già nei mesi scorsi l’AdSP aveva cominciato a studiare e capire la situazione del porto Grande di Siracusa. E con pazienza attende il momento in cui potrà avviare le prime azioni. “Ci vogliono cura e dedizione. I problemi sono diversi: la banchina 2, le condizioni del piazzale su cui si può fare motocross, il fondale da dragare, la stazione marittima. Ma si può fare”, spiegava Di Sarcina poche settimane addietro a SiracusaOggi.it.
Il piano per il Porto Grande ha due priorità di partenza: completare la banchina 2 destinata alle grandi navi e mai entrata in funzione; mettere in sicurezza il porto rifugio di Santa Panagia.
Per la banchina 2, occorre procedere con il dragaggio dei fondali per aumentarne il pescaggio e renderla utile per il motivo per cui è stata costruita. Nel taccuino del presidente Di Sarcina, durante uno degli ultimi sopralluoghi informali, sono finiti anche alcuni cedimenti nel piazzale retrostante – che sarebbe in condizioni tali da dover essere integralmente livellato – e la quota della banchina (“bassissima”, ndr) tipica da diporto e non esattamente indicata per le navi da crociera.
I lavori non sono considerati impossibili dall’AdSP della Sicilia orientale. Vanno chiaramente programmati e realizzati in tempi ragionevoli. Anche perchè alle porte ci sarebbe l’interesse di nuove compagnie crocieristiche, interessate a fare di Siracusa uno dei loro esclusivi porti di imbarco e sbarco. Questo obbliga ad affrontare in maniera decisa il tema della stazione marittima. “Non si può fare crocierismo con i container o con i gazebo. Apprezzabili i sacrifici di chi ha fatto il possibile per rendere funzionale il porto di Siracusa. Ma se lo guardiamo nel panorama internazionale, non è quello il modo di presentarsi”, disse sul punto Francesco Di Sarcina intervistato in diretta su FMITALIA. Come fare? Difficile che si possa costruirla solo contando sulle risorse della società consortile Porto di Siracusa. Probabile, allora, che si studi una soluzione “mista”, come quella adottata a Catania “sull’onda” di una proposta privata.
In coda a questo anno bisesto, pare proprio stia iniziando una nuova storia per il porto Grande di Siracusa.




Abusi sessuali su tre bimbi: assolti la madre, un carabiniere ed un 46enne

Assolti dai Giudici della Corte d’Appello di Catania i tre imputati finiti sotto processo per presunte violenze sessuali commesse nel 2014 su tre bambini a Francofonte.
Tra le persone coinvolte figurava anche la madre dei bimbi, accusata di prostituzione minorile. Gli altri imputati erano un carabiniere in servizio presso la Stazione di Francofonte, persona nota nel comune agrumicolo, ed un uomo di 46 anni, padre della compagna del figlio maggiorenne della donna. Per i due uomini l’accusa era di violenza sessuale aggravata su minori. In primo grado, furono tutti condannati: 24 anni di reclusione alla donna (oltre a tre anni e sei mesi per maltrattamenti in famiglia), 13 anni al carabiniere e dieci al 46enne.
Secondo quanto emerso, la donna avrebbe consentito abusi sui figli di 3,4 e 7 anni dietro il pagamento di piccole cifre, fra i 10 e i 20 euro. La vicenda prese le mosse da una denuncia degli assistenti domiciliari. Gli imputati si sono sempre dichiarati innocenti.




Infissi ammalorati, aule allagate al liceo Corbino e all’Itc Rizza: interventi in corso ma non basta

Giornate difficili per gli alunni e il personale scolastico del liceo Corbino e dell’Istituto Commerciale Rizza, dopo il maltempo di sabato. Le abbondanti precipitazioni che in poche ore si sono abbattute su Siracusa, infatti, hanno determinato l’allagamento di alcuni locali scolastici, tanto che ieri mattina, alla svelta, sono state avviate operazioni del caso, con l’intervento di “Siracusa Risorse”, per consentire lo svolgimento delle lezioni scolastiche. Il problema sarebbe sia strutturale, sia legato alla manutenzione che l’ex Provincia regionale, oggi Libero Consorzio Comunale, dovrebbe garantire, a partire dalla pulizia delle grondaie. Sono in corso degli interventi, partiti dal Rizza e in queste ore estesi al Corbino. Con i fondi del Pnrr, intanto, si dovrebbe agire sul tetto dell’edificio, intervento che sarà,però, solo parzialmente risolutivo. “Il vero tallone d’Achille- spiega la dirigente Lilly Fronte- sono gli infissi. L’acqua piovana passa attraverso le finestre ed è pertanto necessario sostituirle”. La questione edilizia scolastica tornerà sotto i riflettori nei prossimi giorni. Gli alunni del Liceo Corbino, probabilmente con il coinvolgimento degli alunni di altre scuole superiori della città, starebbero preparando una grande manifestazione di protesta. Un problema atavico, a cui si aggiunge la questione legata alla ripartizione delle aule scolastiche. Diverse scuole, infatti, si ritrovano costrette a contendersi aule, a fronte di un numero di alunni superiore rispetto agli spazi a disposizione. Situazioni che inevitabilmente creano qualche tensione anche tra dirigenti scolastici. Il caso del liceo Gargallo non è di certo l’unico in città. Non è escluso che la tematica possa “esplodere” nelle prossime settimane.




Violenza sessuale di gruppo su una 54enne: arrestati due giovani

Un 21enne e un 19enne, entrambi con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio, sono stati arrestati dai Carabinieri di Palazzolo Acreide per essere gravemente indiziati di violenza sessuale di gruppo, rapina e lesioni personali commesse nei confronti di una donna di 54 anni. Il provvedimento di fermo d’indiziato di delitto è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa che ha coordinato le attività investigative condotte dai Carabinieri e scaturite dalla denuncia di una 54enne che ha riferito di avere subito violenze da parte dei due giovani residenti a Palazzolo Acreide.
Dalla ricostruzione dei fatti, effettuata anche grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza cittadina e privata, sarebbe emerso che i due, conoscenti della vittima, dopo essersi recati a casa sua con il pretesto di consumare insieme delle birre e di farle compagnia essendo la casa al buio, temporaneamente priva di corrente elettrica, avrebbero tentato un approccio sessuale. Al rifiuto della donna di consumare il rapporto, il 21enne avrebbe colpito la 54enne selvaggiamente al volto con pugni e schiaffi, procurandole lesioni giudicate guaribili in 30 giorni. Il 19enne avrebbe assistito alle violenze registrando un video con il proprio cellulare. I due, prima di darsi alla fuga, le avrebbero anche 100 euro dalla borsa.
All’esito della convalida dei fermi, il 21enne è stato condotto presso la Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa e il complice sottoposto agli arresti domiciliari.