Inaugurato nuovo dispositivo di distribuzione gratuita dell’acqua alla scuola di via Bondifè a Priolo

Un nuovo dispositivo di distribuzione dell’acqua è stato posizionato questa mattina nel plesso scolastico di via Bondifè, a Priolo. Si tratta del quarto distributore installato nelle scuole cittadine.
Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il sindaco Pippo Gianni, l’assessore alla Pubblica Istruzione Laura Serra, il dirigente scolastico Enzo Lonero, il prof. Lentini, le responsabili di plesso, i piccoli studenti, gli imprenditori del territorio che hanno sostenuto il progetto e la responsabile della S.T.E.I., azienda leader in iniziative di utilità sociale atte a migliorare l’ambiente.
Donate anche delle borracce in alluminio, che gli studenti potranno riempire gratuitamente ogni giorno negli appositi dispositivi. L’acqua distribuita è controllata, micro filtrata, fresca e batteriologicamente pura.
Una iniziativa voluta dall’Amministrazione Gianni per limitare il consumo di plastica e far risparmiare le famiglie, che non dovranno più comprare bottigliette d’acqua per i propri figli. Secondo le stime, ogni anno in Italia, in ciascuna delle classi, c’è un consumo di quasi 8000 bottigliette in PET.
“Sono lieta – ha affermato l’assessore Laura Serra – di presenziare anche a questa cerimonia di consegna della STEI, dove ai nostri studenti verranno consegnate delle borracce di alluminio e potranno usufruire di un’acqua decisamente migliore di quella che troviamo nei nostri supermercati, il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i nostri alunni a ridurre l’uso della plastica e nel contempo rispettare l’ambiente ed il territorio in cui vivono”.
“Qualche altro Comune – ha detto Pippo Gianni rivolgendosi ai bimbi presenti – sta posizionando questi distributori di acqua ma siamo orgogliosi perchè Priolo è il primo ad aver conquistato l’ambita meta del Plastic Free nelle nostre scuole. Si tratta di un progetto ideato per salvaguardare l’ambiente e la salute delle future generazioni. L’acqua nelle bottiglie in plastica, oltre ad inquinare, contiene microrganismi che ingeriamo e che provocano diverse malattie. Ricordo anche che all’esterno del Palazzo Comunale abbiamo posizionato un contenitore mangiaplastica; vi invito a gettare lì le bottigliette che utilizzate a casa o quando siete fuori”.
Il dirigente scolastico Lonero ha ringraziato il sindaco Gianni per questa ulteriore iniziativa che – ha detto – “risolve il problema delle tante bottigliette di plastica portate ogni giorno a scuola”. Altri distributori erano già stati installati negli anni scorsi nei plessi scolastici Manzoni, Di Mauro e Largo Scuole.




Risse, insulti e aggressioni: Pachino ha paura. “Non siamo razzisti, ma qualcuno deve aiutarci”

Non si può certo bollare come razzista una comunità da sempre accogliente come quella di Pachino. Ma quanto accaduto sabato sera (clicca qui) ha fatto emergere una certa stanchezza dei cittadini verso i troppi episodi violenti che, purtroppo, hanno spesso per protagonisti alcuni dei tanti extracomunitari che vivono e lavorano nel centro agricolo del siracusano. “Il problema va avanti da un pò di tempo”, ammette il sindaco Giuseppe Gambuzza. “A tre mesi dalle elezioni, posso dire sinceramente di avere trovato non una bella situazione. E in questo ultimo mese, episodi che hanno allarmato i cittadini si sono ripetuti nel fine settimana, durante la settimana, nel pomeriggio. Questi signori forse non lavorano e bivaccano per piazza Colonna e nell’area dell’ex mercato. Diversi pachinesi, uomini e soprattutto donne, mi raccontano di essere stati insultati per strada. Sono d’accordo con l’integrazione – puntualizza Gambuzza – ma viviamo un momento in cui i pachinesi sono esasperati e la mia preoccupazione è che si possano creare delle scintille con le comunità stranieri di tunisini e albanesi”.
Si tratta di immigrati regolari, nella stragrande maggioranza dei casi. “Stiamo cercando ora di verificare quello che sta succedendo in alcune abitazioni. Qualcuno mi fa arrivare all’orecchio che magari alcune case sono state affittata, per esempio, per tre persone e poi invece ce ne sono dentro dieci”. E Gambuzza annuncia controlli su questo fronte, chiamando in causa anche i proprietari delle abitazioni affittate agli stranieri.
Cosa è successo esattamente sabato sera? “Io ero in piazza e c’erano centinaia di ragazzini mentre questo folle ha iniziato a scagliare in aria bottiglie di vetro. Gli extracomunitari si sono poi fronteggiati perchè c’è troppa tensione e basta qualunque scintilla per farla esplodere. Poteva succedere qualcosa di ancora peggiore e ringrazio quanti hanno avuto il sangue freddo di non reagire”, racconta Gambuzza su FMITALIA.
“Siamo arrivati ad un punto di non ritorno”, l’allarme del primo cittadino pachinese. “Qualcuno mi deve aiutare. In un momento di rabbia ho chiesto l’esercito e so che non posso averlo schierato a Pachino. Però neanche la risposta può sempre essere che non ci sono uomini. Io ho chiesto il 30 settembre scorso la convocazione di un tavolo tecnico per la sicurezza al nuovo prefetto. Stamattina ho inviato un’integrazione a quella richiesta, esponendo quanto accaduto il 9 ottobre (si sono presi a colpi di legno) e poi ancora sabato scorso”.
A Pachino sono in tanti ad avere paura. Anche una passeggiata in piazza allerta, specie i genitori di giovani e giovanissimi. “Cosi non va bene. Ho diversi fronti da affrontare senza avere uomini, questa è la realtà. Sono in dissesto, non posso fare concorsi e non posso assumere vigili urbani, quindi tutto diventa un problema maggiore”, dice sconsolato il primo cittadino.




Super-multa per chi abbandona rifiuti: Palazzo Vermexio studia sanzione da 1.000 euro

Cresce la voglia dei cittadini siracusani di collaborare per arrestare l’odioso fenomeno dell’abbandono di rifiuti. Sacchetti lasciati da persone “normale” in mezzo alla strada, davanti alle altrui abitazioni, nelle piazze. Nelle ultime settimane, sono sensibilmente aumentate le segnalazioni inoltrare alla Municipale ed al nucleo Ambientale. Sono spesso corredate da foto e video che immortalano la scena dell’abbandono con, in bella vista, le targhe dei mezzi coinvolti. E questo rende molto più veloce l’azione sanzionatoria. Ma la multa è “limitata”, poco meno di 170 euro. Non esattamente un deterrente per chi decide di mettere in conto “l’imprevisto”.
E allora ecco che gli assessori alla Polizia Municipale ed all’Igiene Urbana hanno deciso di proporre al Consiglio comunale di Siracusa l’inasprimento della sanzione. Nell’impossibilità di disporre il sequestro del mezzo – serve una legge che, al momento, il governo non ha allo studio – il Comune può solo spingere al massimo sulla multa. La proposta a cui stanno lavorando gli uffici, su input di Gibilisco e Cavarra, è molto semplice: modificare il regolamento comunale, portando la sanzione a 1.000 euro per abbandono di rifiuti, facendo salva l possibilità – nei casi previsti – di procedere anche ai sensi del codice penale.
L’ultima parola spetta però al Consiglio comunale. Nel giro di pochi giorni, la proposta di inasprimento della sanzione arriverà all’attenzione della Terza Commissione consiliare, presieduta da Cosimo Burti. Se il provvedimento incasserà la – preventivabile – condivisione dei consiglieri comunali, approderà in aula per la ratifica da parte dell’assise cittadina che ne disporrà l’esecutività immediata. Senza ostracismi di sorta – che sarebbero anche difficili da comprendere – entro un mese il nuovo provvedimento potrebbe essere operativo. E chi verrà sorpreso ad abbandonare rifiuti o chi verrà convocato sulla scorta di una foto o di un video chiaro, sarà multato per ben 1.000 euro, annesse tutte le procedure per eventuale riscossione coatta. Mille buoni motivi per imparare a fare la differenziata. E magari pagare la certamente più economica Tari, oggi evasa da circa il 48% della platea potenziale di contribuenti siracusani.




Nuovo ospedale di Siracusa, interrogazione di Scerra (M5S): “Ora sia tempo di certezze”

Interrogazione urgente al Ministro della Salute ed al Ministro dell’Economia del parlamentare Filippo Scerra (M5S) per fornire certezze sulla realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa e risolvere i dubbi, legati alla disponibilità di tutte le somme necessarie, ai tempi di realizzazione della struttura ed alla qualifica del nuovo ospedale come Dea di II Livello
“Servono indicazioni precise, oggi come mai prima, per sottrarre al gioco delle dichiarazioni incrociate passaggi decisivi come, in particolare, la disponibilità delle risorse necessarie: ecco perché chiarire quali ed in quali termini sono effettivamente utilizzabili per il nuovo ospedale di Siracusa”, sottolinea l’esponente Cinquestelle.
“Lo scorso febbraio, – ricorda Scerra – il presidente della Regione Siciliana confermava che l’opera sarebbe stata finanziata con 200 milioni di euro dell’Accordo di programma siglato con lo Stato nel 2020. Somme provenienti dai fondi ex art. 20 (legge 67/88). E questa sarebbe la somma concretamente disponibile al momento. Altri 100 milioni avrebbero dovuto essere coperti sempre dall’appena citato fondo, però mancano conferme sull’effettivo stanziamento”, continua il parlamentare pentastellato”.
“Inoltre, mancherebbero comunque all’appello ulteriori 72 milioni di euro circa: 47 per i quali mancherebbe l’ok dall’assessorato regionale allo stanziamento da parte dell’Asp, e 27 milioni per i quali la Regione dovrebbe fare un ultimo passaggio. – aggiunge – Insomma, incertezza. Troppa e tutta attorno una struttura fondamentale che i siracusani attendono da più tempo di quanto sia lecito. Le fumose rassicurazioni dei mesi passati lasciano purtroppo aperti troppi interrogativi. I cittadini meritano, invece, di sapere come stanno esattamente le cose. Per quanto ancora è tollerabile che il nuovo ospedale di Siracusa sia solo un’opera di fantasia?”.




Truffa del finto carabiniere, arrestata coppia di catanesi: raggirate due anziane siracusane

Due presunti truffatori sono stati identificati e arrestati dai Carabinieri. Si tratta di un pregiudicato 44enne nato a Napoli ma residente a Catania – e con precedenti reiterati e specifici per truffa – e la compagna, una catanese di 40 anni. Sono indagati in concorso per truffa, sostituzione di persona e tentato indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti con le aggravanti di aver ingenerato nelle persone offese il timore di un pericolo immaginario e avere profittato di circostanze di luogo e di tempo, anche in riferimento all’età delle vittime, tali da ostacolare la privata difesa.
I due avrebbero messo in atto la cosiddetta truffa del finto carabiniere, facendosi così consegnare denaro dalle ignare vittime. Secondo quanto ricostruito durante le attente indagini, coordinate dalla Procura di Siracusa, a giugno scorso, a distanza di pochi giorni, hanno avvicinato due anziane a Testa dell’Acqua e a Buccheri. Le donne sono state prima contattate telefonicamente e poi raggiunte a casa da sedicenti appartenenti alle forze dell’ordine che, carpendo subdolamente la loro fiducia, si sono poi fatti consegnare denaro contante e carte di credito. Nel corso della classica preventiva telefonata, i truffatori avevano raccontato alle due donne che il figlio di una e il nipote dell’altra avevano provocato due gravi incidenti stradali e che per essere rilasciati dai Carabinieri dovevano immediatamente pagare una somma in contanti.
Quando le due donne si sono rese conto di essere state raggirate, hanno presentato denuncia ai veri Carabinieri. Le immediate attività investigative hanno consentito, grazie a una meticolosa analisi dei dati estrapolati delle immagini di videosorveglianza cittadina e privata, dai tabulati telefonici e dalla testimonianza, in entrambe le circostanze, di alcuni cittadini che avevano notato un’auto sospetta aggirarsi nel quartiere, di identificare i due presunti autori delle truffe.

I Carabinieri del comando provinciale di Siracusa ricordano che in caso di dubbio, è bene contattare immediatamente e senza alcun imbarazzo il numero di emergenza 112 o la Stazione Carabinieri più vicina “per richiedere un intervento, avere semplicemente un chiarimento o ricevere un tempestivo supporto, senza lasciare entrare in casa nessuno o consegnare denaro”.




Trasporto studenti pendolari nel siracusano, accordo tra Ast e aziende private: in arrivo altri 8 mezzi

“Grazie ad un accordo tra l’AST ed alcune aziende private andiamo a soddisfare le esigenze degli alunni della provincia di Siracusa”. A darne notizia è il presidente della IV Commissione Territorio Ambiente e Mobilità con delega ai Trasporti, Giuseppe Carta . Le tratte in questione riguardano: Melilli/Siracusa (2 mezzi), Sortino/Siracusa (2), Palazzolo Acreide/Siracusa (1). Da Domani, 15 ottobre, si aggiungeranno Cassaro/Solarino/Floridia (1) e Pedagaggi/Carlentini/ Lentini (1). Giorno 21 Ottobre è calendarizzato l’avvio della tratta Villasmundo/Siracusa (1).
“Ringrazio il presidente dell’AST Alessandro Virgara e il direttore di Siracusa Giovanni Amico per aver trovato la quadra con celerità accorciando i tempi di attesa per un servizio imprescindibile, questi 8 mezzi restituiscono, finalmente, equità tra tutti gli alunni della provincia si Siracusa”, conclude Carta.




Ancora olio motore per sfregiare Siracusa, ecco l’imbrattatore di via Tisia: lo riconoscete?

In ciabatte e pantaloncini, zaino in spalla, con il volto coperto dal cappuccio della felpa: ecco l’imbrattatore di viale Tisia. Erano da poco passate le 23 di domenica sera, quando ha deciso di sversare un super inquinante – olio motore – sulla pietra bianca dei marciapiedi della riqualificata via Tisia. Non in un solo punto, ha proseguito indisturbato la sua opera nei quattro angoli dove sono state recentemente posizionate delle panchine.
Dopo un primo intervento con una lancia idrica ad alta pressione, il Comune di Siracusa proverà oggi a “smacchiare” le parti imbrattante con prodotti specifici. Sullo sfondo, la domanda principale: perchè? Interrogativo destinato a rimanere senza risposta. Forse più che di vandalismo, conviene accendere i riflettori sul tema del disagio, anche psichico e mentale. E interrogarsi se il sistema pubblico delle politiche sociali è ancora in grado di dare risposte e assistenza.
Nelle settimane scorse, un uomo di 53 anni aveva imbrattato con olio motore i sentieri tutto attorno alla basilica di San Giovanni alle Catacombe. I segni di quell’inspiegabile gesto sono ancora, purtroppo, visibili. Anche in quel caso, le telecamere di videosorveglianza ripresero la scena ed il responsabile. In precedenza, e sempre con olio motore, era stato colpito anche il monumento ai Caduti. Potrebbe sempre trattarsi della stessa mano? Forse è più di un semplice dubbio.
“Dalle immagini non si riesce a vedere il volto di questa persona, se qualcuno può fornirci elementi utili a risalire alla sua identità ci contatti”, spiega l’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Gibilisco. Ma cosa può fare la macchina pubblica in questi casi? Purtroppo, poco o nulla. Una denuncia, la richiesta del risarcimento del danno. Poco altro. Fino al prossimo episodio, almeno sino a quando non si punterà anche sull’evidente disagio che fa da sfondo a simili, tristi vicende.




Inaugurato a Villa Reimann il corso di laurea in Infermieristica di Unict

“Oggi chiudiamo un ciclo perché diamo compimento alle volontà di una donna giunta dalla Danimarca, che decise di vivere a Siracusa e che credeva nei giovani”. Sono le parole del sindaco Francesco Italia, che questa mattina ha aperto il primo anno del nuovo corso di laurea in Infermieristica dell’università di Catania con sede a Siracusa. Le lezioni si svolgeranno a Villa Reimann, la dimora gentilizia di via Necropoli Grotticelle, costruita nel Parco archeologico e dotata di un vero e proprio orto botanico, che l’infermiera Christiane Reimann donò alla città.
Nel dare il benvenuto agli studenti, il sindaco Italia ha auspicato un ampliamento della collaborazione con l’ateneo catanese e ha evidenziato l’importanza del progetto didattico, che risponde anche a una domanda del territorio e non solo. “Quella che vi accingente a imparare – ha detto – è una professione preziosa della quale tutto il Paese ha un enorme bisogno”.
Infermieristica a Siracusa è inglobata nella Struttura didattica speciale, che già si occupa della facoltà di Architettura e del corso di laurea in Progettazione e gestione del turismo culturale (anche questo avviato con il nuovo anno accademico), a sua volta suddiviso in due specializzazioni.
L’assessore Granata, oltre a ricordare la svolta del ritorno alla antica denominazione dell’Ateneo, il più antico in Sicilia, in Siciliae Studium Generale di Catania, Siracusa e Ragusa, ha ringraziato il direttore Caltagirone e i vertici dell’Asp per l’adesione al progetto di Infermieristica e per avere messo a disposizione gli ospedali di Siracusa e Lentini. “Avrete la fortuna – ha aggiunto rivolto agli studenti – di frequentare le lezioni in un posto particolarissimo che Christiane Reimann voleva che fosse destinato a luogo di formazione legato alle sue passioni. E tra queste c’era certamente la professione che ha praticato per tutta la vita”.
All’inaugurazione, oltre al sindaco e all’assessore alla cultura Fabio Granata, hanno partecipato i rappresentati delle istituzioni coinvolte: il dirigente del settore Cultura del Comune, Giacomo Cascio, il direttore sanitario dell’Asp, Salvatore Madonia (il direttore generale Alessandro Caltagirone era assente per ragioni istituzionali) e il presidente del Consorzio universitario Archimede, Silvano La Rosa. Ad aprire la cerimonia è stata da Antonella Agodi, direttrice del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e tecnologie vanzate, che ha ringraziato il sindaco e tutta la città per la positiva collaborazione che sta rafforzando le già consolidate relazioni con Unict.
Nel corso della cerimonia ha preso la parola la vice presidente del corso di laurea, Martina Barchitta, e sono stati presentati i tutor cui faranno riferimento gli aspiranti infermieri.




L’ennesimo incendio all’ex Casa del Pellegrino, Merlino (M5S): “Nuovo simbolo di immobilismo”

“Non deve passare inosservato quanto accaduto ancora una volta all’interno della ex Casa del Pellegrino di Siracusa. Il nuovo incendio divampato all’interno dell’edificio è grave segnale del degrado in atto e dell’incapacità di assicurare la giusta sicurezza a quanti vi abitano e lavorano accanto”. Così la referente territoriale del Movimento 5 Stelle di Siracusa, Cristina Merlino, sull’ennesimo rogo che ha avuto origine nelle prime ore del mattino di sabato 12 ottobre. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto fare ricorso anche all’autoscala per raggiungere i locali interessati dalle fiamme, particolarmente intense nel vano ascensore e in alcuni locali dei piani alti della struttura.
“La struttura è già stata ampiamente vandalizzata all’interno ed è divenuta ricovero per senza fissa dimora, tra le preoccupazioni ricorrenti dei residenti della centrale zona di viale Teocrito, svegliati anche ieri da acre odore di fumo in casa e sirene varie. L’inerzia degli attori principali di questa vicenda – insiste Merlino – sorprende e preoccupa. Da una parte c’è il Comune di Siracusa, proprietario dell’immobile, e dall’altra l’ente Santuario Basilica Madonna delle Lacrime; in mezzo, un contenzioso giudiziario. Nel rimpallo di responsabilità – prosegue la referente cinquestelle – l’edificio versa ormai in uno stato fatiscente e i cittadini osservano preoccupati e disillusi. Occupata abusivamente, la ex Casa del Pellegrino è ricettacolo di situazioni di vario degrado urbano che potrebbero finire per agevolare attività al limite della decenza e della legalità.Tra progetti futuri e un passato criticato, la struttura è nuovo simbolo di quell’immobilismo di cui Siracusa non ha bisogno”.




Cori razzisti dagli spalti, Jonica-Avola è un caso. “Avolesi più forti, spiace per beceri ululati”

Finale incandescente e con strascichi polemici per la partita tra Jonica e Città di Avola. Gara del campionato di Eccellenza, è terminata prima del 90′ quando i padroni di casa hanno deciso di uscire dal terreno di gioco lamentando “cori razzisti” dagli spalti, da parte di alcuni tifosi avolesi arrivati al comunale di Bucalo di Santa Teresa di Riva (Me) per sostenere la loro squadra. L’Avola era in vantaggio per 3-0. Ad essere preso di mira dai “buuu” razzisti, l’attaccante messinese Jairo Alegria. La punta classe ’98 infatti si è seduta in campo, rifiutandosi di proseguire l’incontro, per poi abbandonare il rettangolo di gioco insieme ai suoi compagni.
La squadra messinese ha voluto stigmatizzare l’accaduto sui suoi canali social esprimendo ferma condanna di “cori razzisti, continuati e percepiti da tutto lo stadio, provenienti in maniera inequivocabile dal settore ospiti nei confronti del nostro tesserato Jairo Alegria, al quale esprimiamo la nostra solidarietà”.
Non si è fatta attendere la replica dell’Avola, che “smentisce e precisa le inesattezze pubblicate via social dalla Società Fc Jonica”. Per la società avolese, “la partita giocata intensamente e condotta 0-3 dai nostri ragazzi, all’ 85’ non è stata sospesa, bensì abbandonata dalla squadra locale, che riceveva ordini dai vertici societari dopo aver sentito ipotetici insulti razzisti. Semmai fosse successo, ci discostiamo nettamente da tale isolato gesto. Ma usare un tema delicato e complesso come il razzismo per mascherare responsabilità e sconfitta è un atteggiamento anti sportivo e altrettanto intollerabile. Diffidiamo chiunque proverà a ledere l’immagine della nostra società e della nostra città, solo allo scopo di alzare un polverone che nasconda la vera differenza vista in campo”.
Anche il vice presidente dell’ASD Città Di Avola Enzo Coffa ha voluto fare chiarezza. “C’è stato qualche ululato da parte di un paio di ultrà che sono stati immediatamente identificati”, dice alla redazione di SiracusaOggi. “Ma voglio sottolineare che la gran parte dei tifosi si è schierata contro l’episodio. L’unico obiettivo della Jonica era quello di vincere la partita a tavolino. Adesso si attende il referto dell’arbitro, che arriverà mercoledì, e le conseguenti decisioni del giudice sportivo. Quello che voglio sottolineare è che l’Asd Città di Avola non è una società razzista e condanna ogni forma di razzismo”.
Le polemiche però non si placano. “A margine di quanto letto tra media e web ci corre l’obbligo precisare che il Città di Avola stava vincendo largamente con merito e che non abbiamo nessuna intenzione di speculare sull’esito sportivo. Non abbiamo mai accusato di razzismo né i dirigenti nè i tesserati della compagine aretusea, né tanto meno i cittadini avolesi verso i quali abbiamo il massimo rispetto e la cui ospitalità non può essere intaccata dal gesto infausto di qualche singolo soggetto”, chiarisce la Jonica. “Riteniamo, forse sbagliando, ma è la nostra opinione, che la gara è da intendersi sospesa perché il direttore di gara non ha emesso il triplice fischio”. E la sospensione della partita diventa un giallo. Il vice presidente dell’Avola sottolinea come “la partita non sia stata sospesa dall’arbitro per gli insulti ma per l’abbandono della squadra messinese”.
Il presidente della Jonica, Roberto Cosentino, prova a spegnere le polemiche. Con lucidità spiega il senso di quel gesto alla redazione di SiracusaOggi. “La situazione è abbastanza chiara. Non è stata una volontà precisa per ottenere vantaggi sul campo, perché non sarà cosi. Il campo non ha lascito dubbi e vorrei sottolineare che l’Avola ha meritato il risultato ottenuto sul campo. Ci dispiace per la città di Avola, ma è importante combattere l’ignoranza di alcuni tifosi. Il giudice sportivo – continua – probabilmente non assegnerà i tre punti alla Jonica, ma sicuramente impedirà a questi individui l’ingresso negli stadi. Prendiamo atto di quello che è successo e adesso va affrontato. Da parte nostra ci sarà sempre rispetto per l’Asd Avola e la sua città”.
Non resta allora che attendere le decisioni del giudice sportivo, rinnovando – come fatto da tutti i protagonisti di questa vicenda – ferma condanna verso tutte le becere espressioni di razzismo.