Bonifica al Vallone Moscasanti: rimossi tutti gli pneumatici

Bonifica al Vallone Moscasanti. Nel corso di un’attività di bonifica, eseguita il 14 e 28 novembre dai volontari di Natura Sicula all’interno della Zona B della Riserva Naturale Grotta Monello, sono stati rimossi una decina di pneumatici, rinvenuti all’interno del torrente.
La complessità dei lavori ha riguardato anche il trasferimento dei copertoni dal fondovalle all’altipiano. A tale scopo, per superare il dislivello di circa 30 metri, è stato utilizzato un mezzo a 4 ruote motrici munito di verricello.
La squadra di volontari, composta da una quindicina di volontari di Natura Sicula, è tornata soddisfatta per aver colmato un vuoto e per aver avuto la possibilità di risolvere una questione che stava loro a cuore, accrescendo il senso di appartenenza al territorio e costruendo forti legami sociali. Soddisfatta anche l’Università di Catania e il direttore della riserva naturale Salvatore Costanzo per il traguardo tanto atteso da quando è stata istituita la riserva (1998).
Per lo smaltimento corretto dei rifiuti, temporaneamente posti ai margini della Strada Spinagallo n. 11-13-15, in corrispondenza dell’ingresso della cava dismessa, è stato chiesto l’intervento del Comune di Siracusa.




Il successo del “Sicilia Express”: la Regione annuncia un secondo treno

Dopo il successo del “Sicilia Express” andato sold out in poco meno di un’ora, la Regione Siciliana annuncia un secondo treno.
“Il grande successo del Sicilia Express, che non ha precedenti anche secondo Ferrovie, ha confermato le nostre aspettative. – commenta l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – Gli uffici dell’assessorato delle Infrastrutture e della mobilità, d’intesa con la Presidenza della Regione, stanno lavorando in queste ore con i tecnici di Treni turistici italiani per organizzare un secondo convoglio che colleghi, nelle festività natalizie, Nord e Centro Italia con la Sicilia. I tempi dipendono dalle autorizzazioni legate a ragioni di sicurezza della circolazione ferroviaria. Con il nuovo convoglio soddisferemo le tante richieste di siciliani, e non soltanto, che desiderano raggiungere l’Isola. Entro il fine settimana ufficializzeremo il secondo treno. Tutti i dettagli con le date e le modalità per l’acquisto dei biglietti saranno comunicati subito dopo”.
Con l’approssimarsi delle festività natalizie, il “Sicilia Express” offre un nuovo modo di viaggiare che unisce il turismo lento, di qualità e sostenibile, alla valorizzazione dei paesaggi attraversati. Durante il tragitto, i viaggiatori avranno l’opportunità di vivere una moltitudine di esperienze culturali e gastronomiche che celebrano l’autenticità della Sicilia, grazie a masterclass, performance artistiche e la partecipazione di influencer siciliani di fama nazionale.
Il treno partirà sabato 21 dicembre dalla stazione di Torino Porta Nuova alle ore 15:05. Previste fermate intermedie nelle stazioni di Novara (16.12), Milano Porta Garibaldi (17.03), Parma (19.10), Modena (19.52), Bologna (20.21), Firenze S.M.N. (21.44), Arezzo (23.16), Roma Tiburtina (01.07) e Salerno (sosta tecnica con possibilità salita passeggeri).
Il convoglio varcherà quindi lo stretto di Messina a bordo della nave traghetto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) per poi dividersi in due sezioni, una diretta a Palermo con fermate a Milazzo, Capo d’Orlando, Santo Stefano di C., Cefalù, Termini Imerese, Bagheria e arrivo a Palermo Centrale alle 13.35. La seconda per Siracusa, invece, effettuerà fermata per discesa passeggeri a Taormina/Giardini, Giarre – Riposto, Acireale, Catania C.le, Lentini, Augusta e arrivo a Siracusa alle 13.15.
Il ritorno, con l’esperienza “Epifania”, verso Milano e Torino è in programma mercoledì 5 gennaio con partenza da Palermo/Siracusa prevista alle ore 15:20.
L’iniziativa è promossa dall’Assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, in collaborazione con FS Treni Turistici Italiani (Gruppo FS).




Vertice al Ministero su Versalis e le scelte per Priolo e Ragusa. I piani del governo, freddi i sindacati

Si è concluso poco dopo le 18 l’incontro convocato al Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) dedicato al futuro degli impianti Eni Versalis. C’era attesa soprattutto per ulteriori dettagli sull’annunciato piano di transizione, in particolare per quel che riguarda impianti e lavoratori di Priolo e Ragusa. Oltre ai rappresentanti della grande azienda chimica, hanno partecipato al tavolo i sindacati, grande assente la Regione Siciliana. Un’assenza che evidenzia l’importanza – non condivisa dal Ministero – di invitare all’incontro anche i sindaci dei comuni in cui ricadono gli impianti dell’area industriale siracusana. Presenti, invece, come uditori i parlamentari siracusani Luca Cannata (FdI) e Filippo Scerra (M5S) hanno seguito i lavori.
Eni ha confermato la volontà di riconvertire l’impianto di Priolo in una bioraffineria, sottolineando che si tratta di un mercato emergente con possibili opportunità occupazionali. Prevista anche la realizzazione e sviluppo del riciclo chimico.
Per quanto riguarda Ragusa, è stata ribadita la decisione di chiudere gli impianti di produzione, puntando invece su asset dedicati alla ricerca e alla sperimentazione a supporto delle nuove produzioni.
In chiusura dell’incontro, il ministro Urso non ha nascosto di vendere nella riconversione una occasione per offrire “risposte occupazionali sia ai lavoratori diretti che all’indotto”. Quanto al governo, “sta lavorando a un piano energetico basato su rinnovabili e nucleare per ridurre i costi e aumentare la sicurezza energetica”, ha aggiunto. Proposti due tavoli di approfondimento in sede ministeriale sui progetti siciliani e pugliesi.
Il segretario regionale della Uiltec Sicilia, Andrea Bottaro, uscendo dall’incontro ha espresso tutti i suoi dubbi.
“Abbiamo chiesto al Ministro di affrontare la questione in maniera più approfondita. È evidente che al momento né il governo né Eni abbiano compreso appieno le preoccupazioni dei lavoratori siracusani e ragusani. Non si è colto il grave problema sociale e occupazionale che potrebbe generarsi su quei siti. Non si può liquidare la questione dicendo che la riconversione è necessaria a tutti i costi: serve un equilibrio tra logiche industriali e responsabilità sociale”. Secondo Bottaro, “bisogna valutare attentamente gli impatti occupazionali sia sui lavoratori diretti che sull’indotto, considerando anche l’integrazione tra le aziende presenti a Priolo. Inoltre, non è accettabile cancellare la storia industriale centenaria di Ragusa dicendo semplicemente che il futuro è nel barocco. Aspetteremo i confronti territoriali per comprendere meglio i piani ed affrontare le questioni, nel frattempo valuteremo insieme ai lavoratori come proseguire questa vertenza”.

La UILTEC Sicilia ribadisce la necessità di un tavolo dedicato che affronti con serietà e responsabilità le conseguenze sociali, economiche e occupazionali di questa transizione.




La preside aggredita a scuola, 30 giorni di prognosi. “Soli davanti al disagio giovanile”

La dirigente scolastica del comprensivo Maiore di Noto è stata dimessa dell’ospedale e già ieri sera era tornata nella sua abitazione dopo la terribile esperienza vissuta in mattinata. Uno studente 14enne l’ha aggredita, “infastidito” per un rimprovero dovuto alle sue condotte moleste. Nonostante le giovane età, il ragazzo ha una corporatura imponente e l’avrebbe utilizzata tutta per spintonare la preside alle spalle e farla rovinare in terra.
La donna ha riportato un trauma cranico ed una dolorosa lussazione della spalla. Ne avrà per trenta giorni. “E’ una in gamba, si rimetterà. A fare male è soprattutto il fallimento che si vive quando non riusciamo a migliorare i ragazzi che ci sono affidati”, commenta una collega molto vicina alla dirigente dell’istituto netino.
“L’aggressione subita dalla nostra collega dirigente scolastica, gravemente malmenata da un alunno minorenne, rappresenta un episodio drammatico che non può lasciarci indifferenti. Esprimiamo la nostra più profonda solidarietà alla collega, colpita non solo fisicamente, ma anche nel ruolo educativo e istituzionale che ogni giorno, da anni, svolge con dedizione”, dice Pinella Giuffrida, rappresentante dell’Associazione Nazionale Preside.
“Questo atto di violenza ci impone una riflessione urgente sulla povertà educativa che caratterizza sempre più famiglie e contesti sociali. La scuola non può essere lasciata sola ad affrontare il disagio giovanile: è necessario un impegno collettivo, che coinvolga famiglie, istituzioni e società civile, per ricostruire un tessuto educativo capace di trasmettere valori di rispetto, responsabilità e convivenza civile”, aggiunge.
Su quanto accaduto nella scuola di Noto, indagano i Carabinieri. La Procura dei minori ha aperto un fascicolo e la posizione del 14enne è al vaglio dei magistrati. Secondo quanto si apprende, il ragazzo sarebbe ospite di una casa famiglia e già sottoposto ad un procedimento penale. E’ seguito dai servizi sociali del Comune di Noto.
“In questo momento difficile – conclude la responsabile provinciale dell’Associazione Nazionale Presidi – rinnoviamo il nostro sostegno alla collega e a tutto il personale scolastico che, nonostante le difficoltà, continua a svolgere con coraggio la propria missione educativa”.




Giletti porta in tv il caso “copie digitali” dei dipinti: “dove sono le due del Caravaggio di Siracusa?”

A distanza di quattro anni, si torna a parlare del prestito del Caravaggio di Siracusa (Seppellimento di Santa Lucia) al Mart di Rovereto. Un’operazione che fece molto discutere, anche per via della realizzazione di due copie digitali assolutamente fedeli – anche al tatto – all’originale. Una vicenda, quella dei dipinti “clonati” che è al centro di una inchiesta giornalistica della trasmissione di Rai 3, “Lo stato delle cose”. Durante la puntata di ieri sera, Giletti ha fornito ulteriori elementi in una storia che vede al centro il critico d’arte Vittorio Sgarbi. Tra questi, anche la storia del Caravaggio della Borgata e delle sue due copie. “Che fine hanno fatto?”, ha chiesto a gran voce – intervistato da Lo Stato delle cose – Giovanni Di Lorenzo, portavoce dell’associazione culturale Dracma che già nei mesi dell’operazione Rovereto sollevò diversi dubbi e perplessità.
“Le copie digitali in alta definizione furono realizzate da Factum Foundation per un costo di 30.000 euro”, ricorda Di Lorenzo. A pagare fu il Mart ma, secondo quanto riferisce a SiracusaOggi.it sempre il referente di Dracma, sarebbero di proprietà del Fec (Fondo Edifici di Culto) che detiene anche il Seppellimento di Santa Lucia che si può ammirare, gratuitamente, nella chiesa di Santa Lucia alla Borgata.
“Lo stato delle cose” ha trovato una delle due copie fedeli: nel 2021 era in mostra a Lucca (“Pittori della luce”) in una esposizione curata da Vittorio Sgarbi e che – aggiungono gli inviati della trasmissione – non avrebbe specificato nel catalogo che quella esposta era una riproduzione e non l’originale.
Nell’ambito del prestito al Mart, il Seppellimento venne anche sottoposto ad un restauro light all’istituto centrale del restauro di Roma. E se da Santa Lucia alla Badia è poi finalmente tornato nella chiesa per cui venne realizzato, è anche questo un aspetto strettamente legato a quel prestito.
In attesa di ulteriori sviluppi – intanto televisivi – a Siracusa c’è chi si domanda se quello sull’altare maggiore del santuario di piazza Santa Lucia sia davvero l’originale. E’ bene specificare, allora, che quando il dipinto tornò dal prestito al Mart venne visionato ed esaminato anche da esperti locali e mai nessuno ha sollevato dubbi. Resta, però, l’interrogativo: dove sono, invece, le due copie?




Porto rifugio di Santa Panagia, i lavori urgenti non sono stati definanziati

I soldi per i lavori urgenti per il ripristino della diga foranea del porto rifugio di Santa Panagia non sono scomparsi. E’ vero che i 4,6 milioni di euro assegnati alla Regione Siciliana con fondi Psc sono stati definanziati perchè “progetti privi di obbligazioni giuridicamente valide” alla scadenza del 31 dicembre 2022. Ma è altrettanto vero – come chiarisce il Cipess – che l’opera è stata comunque inserita nella nuova programmazione Fsc.
Tecnicismi che valgono una constatazione importante: questa volta le somme dovrebbero essere al sicuro. “Le risorse necessarie per il ripristino della diga foranea che sono state prontamente riallocate attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) firmato con accordi tra il presidente Schifani e la premier Giorgia Meloni. Questo garantirà la realizzazione dell’intervento con la sinergia dell’autorità portuale. Il progetto dovrà essere pronto entro giugno, lavori da concludere entro la nuova programmazione 2026, come da delibera Cipess 91/2024”, conferma il parlamentare Luca Cannata (FdI).
Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione è lo strumento finanziario principale, assieme ai Fondi strutturali europei, attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale, mirate a ridurre gli squilibri economici e sociali nel nostro Paese.
“Il nostro obiettivo è assicurare che opere fondamentali per la sicurezza e lo sviluppo del territorio, come il ripristino della diga foranea, procedano senza intoppi – dice Cannata – Continueremo a monitorare attentamente l’iter procedurale, collaborando con le istituzioni competenti, affinché i lavori vengano avviati e completati nei tempi previsti, garantendo così la piena funzionalità del porto rifugio di Santa Panagia”.
Solo pochi giorni addietro, il porto di Santa Panagia ed il porto Grande di Siracusa sono intanto formalmente passati all’AdSp della Sicilia Orientale, con il presidente Francesco Di Sarcina che conferma l’avvio degli attesi lavori alla diga foranea del porto rifugio.
Il porto rifugio è oggi parzialmente inagibile, con due distinte ordinanze della Capitaneria di Porto. Si tratta di una struttura piccola tanto quanto vitale per la marineria e l’economia siracusana. Basti, ad esempio, pensare al pontile industriale che movimenta qualcosa come 14 milioni di tonnellate all’anno di prodotti petroliferi, con circa 350 navi petroliere in ingresso ed in uscita con l’assistenza, supporto e vigilanza di pilotine e rimorchiatori di casa al porto rifugio di Santa Panagia.
Con la diga foranea in quelle condizioni, a forza di inibizioni oggi sono solo due i rimorchiatori ormeggiati a fronte dei sei previsti. Per dare un’idea, il loro intervento è essenziale per la sicurezza anche del vicino porto Grande: quando la Msc ruppe gli ormeggi, sono stati quei rimorchiatori a permettere di riportare condizioni di sicurezza ottimali, in supporto con quello già presente sul luogo.




L’assessore Tamajo a Melilli per il nuovo piano viabilità Irsap: investimenti per 7 mln di euro

L’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, venerdì 6 dicembre alle 17 sarà a Melilli. In Consiglio Comunale verrà illustrato il piano di rifacimento e ampliamento della viabilità e dei collegamenti con la bretella autostradale e l’area industriale. Interventi finanziati con fondi Fsc 2021/2027 e che, stando al progetto, perfezioneranno la mobilità tra l’area Asi, l’area Pip e la bretella autostradale in territorio di Melilli. Tra le novità, ampliamenti per la realizzazione di capannoni e un nuovo percorso viario che permette di non attraversare più il parco serbatoi delle raffinerie. “Siamo felici che dopo quasi trent’anni l’Irsap (ex Asi, ndr) torni ad investire in maniera così importante tra contrada Bondifè e Pietre Nere. Parliamo di circa 7 milioni di euro che valgono come indicazione dell’importanza che il nostro territorio riveste anche in ottica regionale”, commenta il sindaco di Melilli. Giuseppe Carta.
In Consiglio comunale interverrà anche il commissario Irsap, il senatore Marcello Gualdani. Alla seduta aperta dell’assemblea cittadina potranno partecipare tutti gli interessati e gli stake holders in genere. Tra i punti all’ordine del giorno anche le linee guida generali per lo sviluppo del territorio di Melilli “volte alla valorizzazione, promozione ed efficientamento di tutte le aree aventi vocazione industriale e commerciale”.
In apertura della seduta, verrà celebrata l’onorificenza concessa dal Presidente della Repubblica al dottore Gaetano Tranchina, nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica. Tranchina è stato presidente del Collegio territoriale dei periti agrari di Siracusa ed è attualmente vicepresidente del Collegio interprovinciale di Catania-Siracusa.




Il diffuso e silente malcontento dei consiglieri comunali. E Scimonelli scrive alla Regione

Terminata una buona dose di pazienza, al consigliere comunale Ivan Scimonelli non è rimasto che rivolgersi all’assessorato regionale delle Autonomie Locali. Il capogruppo di Insieme racconta di attendere dal 24 aprile scorso un riscontro alla proposta di modifica al regolamento per l’occupazione temporanea di suolo pubblico. All’attenzione dell’assise cittadina, con tanto di protocollo, Scimonelli portò l’aspetto del privato gravato di servitù di passaggio pubblico per un dehor.
“Nonostante solleciti in ogni forma, aspetto ancora una risposta chiara e risolutiva da parte del Direttore Generale del Comune di Siracusa. Siamo davanti ad un caso di intralcio all’attività politica e per questo ho chiesto l’intervento dei funzionari regionali, in modo che producano un espresso e formale richiamo a Palazzo Vermexio. Con questo atteggiamento, la macchina comunale ha sin qui ostacolato di fatto il regolare esercizio del mio mandato politico”, accusa Ivan Scimonelli.
Non pago, rincara la dosa. “Ad aggravare la situazione, le carenti motivazioni addotte dal dirigente responsabile del settore, peraltro prive di adeguata coerenza normativa”, dice il consigliere di opposizione.
“Dare una risposta tempestiva e circostanziata alle istanze dei consiglieri comunali è un obbligo di legge. Per questo invito il Comune a verificare eventuali inadempienze e ritardi, dolosi o colposi, da parte dei dirigenti preposti, con particolare riferimento al caso esposto”.
Il caso può sembrare di poco conto. Eppure quello che Scimonelli rivela è un malessere diffuso tra i banchi del Consiglio comunale. E non solo tra quelli dell’opposizione. “Da settimane non vengono più fornite le risposte scritte alle interrogazioni dei consiglieri comunali”, spiffera una fonte che vuole restare anonima




Solarino. Mozione di sfiducia al sindaco Germano, tensione alle stelle in consiglio comunale

Mozione di sfiducia al sindaco di Solarino, Giuseppe Germano. L’hanno presentata ufficialmente i cinque consiglieri di opposizione, che chiedono la convocazione di un’apposita seduta. Nel documento sottoscritto da Salvatore Oliva, Emilio Terranova, Sebastiano Scorpo, Carmelo Carpinteri, Concetta Pricone, Letizia Oliva, l’attività amministrativa guidata da Germano da giugno 2022 viene bocciata in toto. Pesanti le accuse rivolte al primo cittadino e alla sua giunta, il cui operato, secondo la minoranza, avrebbe “inferto gravi danni amministrativi alla stabilità economica dell’ente”. Germano, alle richieste di chiarimenti, si sarebbe spesso arroccato su posizioni inaccettabili, sottraendosi ripetutamente al confronto democratico e ostacolando più volte il diritto dei consiglieri di opposizione all’accesso alle documentazione”, nonché “lasciando inevase legittime interrogazioni”. La giunta, nello specifico, sarebbe “in troppe occasioni apparsa inadeguata e impreparata”. Nella mozione presentata dai consiglieri di minoranza vengono citati casi specifici di progetti discussi “e poi scomparsi come fossero solo annunci lanciati nel vuoto, senza mai specificare come e quando si sarebbero trasformati in realtà”. Il riferimento è a “parcheggi dati per finanziati e poi oggetto di ricorso bocciato dal Tar”, al progetto “Sport e Inclusione Sociale” dell’Unione Europea, che secondo i cinque firmatari della mozione di sfiducia non sarebbe mai stato presentato. Altra critica rivolta a Germano riguarda l’utilizzo di risorse pubbliche, per “inutili e poco partecipati convegni, passerelle politiche, feste e contributi elargiti senza criterio”. A questo si aggiungerebbero le richieste di accensione di mutui per quasi due milioni di euro. “Il primo per gli impianti sportivi, 700 mila euro condizionato alla spesa di un milione e 600 mila euro”, il secondo, per 200 mila euro, sarebbe relativo all’acquisto del cine-teatro Diana”. La maggioranza non avrebbe accolto tale richiesta nell’ambito delle ultime variazioni di bilancio approvate in consiglio comunale. Adesso, tuttavia, secondo l’opposizione, ci sarebbe un’accelerazione di cui gli esponenti di minoranza dichiarano di non comprendere la ragione. I firmatari della mozione di sfiducia tornano, poi, a parlare di conduzione disinvolta delle finanze dell’ente e di “scorribande finanziarie”, che metterebbero il Comune in rischio default. La previsione che avanzano gli esponenti di minoranza non è di certo rosea, motivata da numeri come quelli relativi “all’aumento del disavanzo”. Spostando l’attenzione su altri versanti, i consiglieri ritengono che nell’ambito del servizio di gestione dell’Igiene Urbana, la ditta non abbia mai fornito sacchetti biodegradabili ai cittadini, pur essendo una voce inserita nel capitolato d’appalto e pertanto pagata. Un passaggio del documento ripercorre le fasi della decadenza del consiglio comunale, con le dimissioni dei sei esponenti di maggioranza, secondo l’opposizione studiata a tavolino con il sindaco e poi giudicata illegittima dalla giustizia amministrativa, con una sentenza del Cga “che ha anche condannato il Comune e la Regione”. “Oggi la giunta è composta da cinque di quei consiglieri- fanno notare i rappresentanti di minoranza”. Infine l’episodio dello scorso 25 novembre, quando il primo cittadino e la sua giunta “hanno abbandonato l’aula consiliare, comportamento che rende ancora più evidente la mancanza di rispetto nei confronti del consiglio comunale”. L’occasione a cui si fa riferimento è quella nel corso della quale si è verificato un fin troppo colorito scontro verbale tra la vicepresidente del consiglio comunale, Concetta Pricone e lo stesso Germano (leggi qui).




Rimossa nella notte l’edicola abusiva di via Piazza Armerina

Rimossa nella notte l’edicola di giornali non più in attività di via Piazza Armerina, per cui da tempo non veniva versata al Comune la tassa di occupazione del suolo pubblico. L’intervento è stato condotto dagli operai della ditta incaricata.
La decisione, dopo alcuni solleciti ai proprietari, è stata presa dal settore Attività produttive e l’esecuzione è stata curata dal responsabile del Suap, Giuseppe Vinci, con l’ausilio della sezione Annona della Polizia municipale. Sul posto erano presenti anche gli operai della Tekra, che hanno provveduto alla rimozione delle macerie a alla pulizia del luogo. Toccherà ai proprietari dell’edicola farsi carico della spesa dei lavori.
L’intervento rientra nell’ambito di un piano di lotta all’occupazione abusiva degli spazi pubblici e per il decoro della città, annunciato dal Comune. Lo scorso aprile erano stati rimossi un’altra edicola, in corso Gelone, e un dehor in viale Montedoro.