In giro in moto senza patente, denunciato sorvegliato speciale: accompagnava a scuola il figlio

Nell’ambito del servizio di controllo del territorio “Scuole Sicure”, gli agenti di Augusta l’hanno notato a bordo di un motociclo nei piazza Mattarella. Un uomo di 34 anni è stato bloccato e identificato. Si tratta di un soggetto sottoposto alla sorveglianza speciale, denunciato per guida senza patente. Inizialmente l’uomo avrebbe giustificato la sua presenza in strada con la necessità di dover andare a prendere il figlio a scuola. I poliziotti, a seguito del controllo, hanno accertato che il trentaquattrenne guidava il mezzo senza aver mai conseguito una patente ed inoltre gli hanno contestato anche altre violazioni al Codice della Strada.E’ stato segnalato all’Autorità Giudiziaria con l’aggravante derivante dal provvedimento cui è destinatario. Il motociclo è stato sequestrato. 




Rimodulazione della rete ospedaliera, nel tavolo tecnico non c’è spazio per Siracusa

Si è insediato oggi a Palermo il tavolo tecnico per la rimodulazione della rete ospedaliera in Sicilia. Ma la composizione dell’organismo incaricato di redigere una proposta per ridisegnare tematiche come posti letto e dislocazione delle discipline sanitarie nei vari ospedali dell’isola è subito un caso politico.
I suoi componenti sono tecnici e professionisti della sanità. chiamati non per rappresentare una singola Asp ma l’intero comparto regionale. Alcuni hanno incarichi di prestigio nella sanita pubblica siciliana e questo non è certo uno scandalo. Ma spicca l’assenza, nell’organismo, di personalità che conoscano o possano rappresentare le esigenze degli ospedali delle provincia di Siracusa, Ragusa e Trapani. Come se, implicitamente, questi fossero territori gestibili o assoggettabili alla sanità delle più grandi province limitrofe.
“Ho chiesto maggiori chiarimenti sulla composizione del Tavolo Tecnico per la rimodulazione della rete ospedaliera siciliana. Desidero comprendere e verificare se alcuni degli esperti possano in qualche modo avere anche un coinvolgimento territoriale che finisca, direttamente o indirettamente, per avvantaggiare qualche provincia a danno di altre. In particolare, vigilerò affinchè la rappresentanza dell’Asp di Siracusa sia non solo convocata ma anche tenuta in considerazione al momento di assumere le decisioni finali ed evitare quelle semplificazioni che hanno spesso portato a ritenere troppo semplicisticamente che Catania possa avere o prendere in sanità anche per Siracusa. La sanità della provincia di Siracusa è già stata ampiamente trascurata negli ultimi decenni, sarò vigile ed attento in Commissione Salute per evitare che possa capitare ancora”. Così il deputato regionale Carlo Gilistro (M5S).
Anche dalla maggioranza si levano voci critiche come quella del deputato regionale Riccardo Gennuso (FI). “Appena appreso della convocazione di un tavolo tecnico per la rimodulazione della rete ospedaliera regionale, che secondo quanto riportato dalla stampa non avrebbe compreso rappresentanti delle Aziende sanitarie di alcune provincie tra cui Siracusa, mi sono attivato per chiedere chiarimenti su quanto avvenuto. Non ci sono in Sicilia cittadini e comunità di serie A e di serie B e conosco bene l’attenzione che da sempre il Presidente Schifani ha rivolto alla provincia di Siracusa così come a tutti gli altri territori. Un’attenzione che sono certo non mancherà anche in questa occasione in cui affronta un tema così delicato per la vita di tutti i cittadini”, le parole di Gennuso.
I nomi dei componenti del Tavolo tecnico sono stati resi pubblici da BlogSicilia.it. E si tratta drl dirigente del Dps (dipartimento per la pianificazione strategica), il dirigente generale del Dasoe (Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico=, Luigi Aprea e Antonino Giarratano (Aoup, azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Palermo), Pierenrico Marchesa (Arnas Civico di Palermo), Giuseppe Barbagallo (Aoup di Catania), Roberto Bordonaro e Giuseppe Ettore (Arnas Garibaldi di Catania), Giuseppe Augello (Asp di Agrigento), Benedetto Trobia (Asp di Caltanissetta), Francesco Amico (Ao, azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania), Tiziana Maniscalchi (Ao Villa Sofia Cervello), Rosalia Murè (Asp di Enna), Vincenzo Marchese (Arnas civico di Palermo), Giampiero Mastroeni (Ao Papardo di Messina), Giuseppe Misuraca (Centrale operativa 118 Asp di Caltanissetta), Rossella Musolino, Antonello Seminerio, Vito Martorana, il dirigente Servizio 4 Dps programmazione ospedaliera, il dirigente A.I 2 Dasoe, Mario Tumminello e Gabriella Terrazzino, servizio 4 Dps.




Regole per l’utilizzo dei telefonini da parte dei giovanissimi, cresce il fronte politico del “si”

“Ci fa piacere che anche la maggioranza sia sulla nostra lunghezza d’onda sulla limitazione ai bambini dell’uso dei cellulari e degli altri dispositivi digitali. Se siamo in tanti a pensarla allo stesso modo all’Ars, la meta che, come M5S, ci prefiggiamo da tempo è sicuramente più vicina e possiamo tutelare al meglio la salute dei nostri ragazzi, che l’abuso di queste apparecchiature tecnologiche mette certamente a rischio”. Lo afferma ad AdnKronos il deputato regionale siracusano Carlo Gilistro (M5S) che commenta così il ddl voto presentato dal deputato della Lega, Figuccia, per introdurre limitazioni nell’uso dei dispositivi elettronici ai bambini. Nei mesi scorsi, proprio Gilistro aveva presentato una proposta per regolamentare l’uso di cellulari e dispositivi elettronici da parte di giovani e giovanissimi, anche come misura di prevenzione da nuove e dilaganti dipendenze nell’età dello sviluppo cognitivo.
“È evidente – dice Gilistro all’agenzia – che il tema dell’abuso dei dispositivi elettronici da parte dei bambini, che abbiamo lanciato lo scorso febbraio presentando il nostro ddl voto, comincia ad essere sentito da molti. I contraccolpi per i nostri ragazzi possono essere numerosi e soprattutto gravi, cosa che, dalla mia posizione privilegiata di pediatra, ho avuto modo di constatare”.
Per il deputato siracusano, questa nuova proposta di regolamentazione è la prova “del sentire comune che ormai c’è a Palazzo dei Normanni sui pericoli dell’abuso di cellulari, tablet e videogiochi soprattutto in tenerissima età. Non a caso, l’intergruppo che ho costituito su questa tematica annovera la presenza trasversale di deputati di maggioranza e opposizione. Lo convocherò al più presto per decidere le azioni da portare avanti, tra cui la pianificazione di una campagna di informazione diretta ai genitori sui pericoli derivanti dall’abuso degli apparecchi digitali da parte dei bambini piccoli”.
Nelle settimane scorse, in Parlamento, anche il deputato Filippo Scerra (M5s) ha depositato una proposta di legge alla Camera, assegnata alla commissione Affari sociali. Verrà discussa nelle prossime settimane. “Il tema è ampio, con delicatissimi aspetti sociali che toccano l’apprendimento, la salute psicologica e le dinamiche sociali”, ha spiegato il parlamentare siracusano.




Il futuro incerto della zona industriale, le preoccupazioni dei lavoratori in assemblea

Cresce la preoccupazione per il futuro tra i lavoratori del petrolchimico siracusano. Dopo lo “stop” al conferimento dei reflui industriali nell’impianto di depurazione, disposto dal Gip del Tribunale di Siracusa, si attendono gli esiti del ricorso presentato dal Governo. Un clima di incertezza che alimenta i timori dei sindacati di categoria. Filctem, Femca e Uiltec hanno indetto questa mattina un’assemblea (retribuita) di quattro ore. Dalle 8 è, dunque, in corso, la riunione nel parcheggio ex mensa Ovest sito Nord. “I gravi problemi che affliggono la zona industriale siracusana, con particolare riferimento alla vicenda Ias e al rilancio del polo industriale” sono i temi su cui i sindacati dei chimici di Cgil, Cisl e Uil si confrontano in queste ore per stabilire eventuali nuovi passi da compiere a tutela dei lavoratori. Così, sospesa, prosegue l’attività del depuratore e delle grandi industrie che contavano su di un tempo maggiore (36 mesi) per dotarsi di propri impianti di depurazione. E sullo sfondo c’è il grande quesito circa il futuro stesso del depuratore consortile, ritenuto troppo grande e costoso per sopravvivere solo operando depurazione civile per i comuni di Priolo e Melilli. In questo contesto, peraltro, non vanno dimenticati gli ingenti investimenti preventivati dalla Regione per il depuratore e che rappresentano il tentativo di inseguire i ritardi del passato come segnalati dalla Procura di Siracusa nei suoi recenti provvedimenti. Regna l’incertezza sullo sfondo di temi cruciali, a partire da quelli legati alla tutela ambientale da coniugare alla salvaguardia dell’occupazione.




Zona industriale, Scerra all’assemblea dei lavoratori: “Tracciamo una road map che guardi ai prossimi 20 anni”

“Ribadisco anche in questa sede la proposta di un Tavolo permanente tra politica, soggetti del territorio, associazioni di categoria, per tracciare assieme una road map che guardi ai prossimi vent’anni e che porti il polo industriale di Siracusa ad essere protagonista della necessaria conversione industriale e di un rilancio strategico come fulcro di un nuovo piano energetico per l’Italia, in modo da valorizzare e non disperdere quell’unico patrimonio produttivo e di competenze che abbiamo nella nostra provincia e che sarà fondamentale per fare vincere al nostro paese la sfida verso un’industria sempre più competitiva e green, anche nella produzione di energia”. Così il parlamentare Filippo Scerra (M5S), intervendo all’assemblea dei lavoratori del polo petrolchimico di Siracusa.
“Bisogna darsi tempi e scadenze con progetti concreti da elaborare, con impegni precisi che mettano innanzitutto la sicurezza e l’ambiente al primo posto, ma anche i livelli occupazionali. La politica – ha proseguito Scerra – deve avere oggi il coraggio e la forza di guidare questo processo, ma non con facili slogan bensì con la consapevolezza della sua complessità . Una consapevolezza che ad oggi è mancata. Come dimostra, ad esempio, il caso depurazione e la vicenda Ias in cui la politica regionale prima e quella nazionale poi brillano per la loro assenza operativa”.
Con Filippo Scerra ha partecipato all’assemblea dei lavoratori del polo petrolchimico di Siracusa anche il deputato regionale Carlo Gilistro (M5S). “Ora è il momento di andare oltre al baratto lavoro/salute. Quindi ben venga una cabina di regia che spinga sull’acceleratore della transizione sostenibile. Questo polo industriale è strategico per il Paese, qui si produce oltre il 30% del carburante nazionale e una quota importante del settore energia oltre a facilities varie. Quindi non c’è posto migliore per avviare e far germogliare il nostro new green deal industriale, di rilancio e di respiro moderno per le aziende, per i lavoratori e per il territorio. Dalle nuove consapevolezze maturate nei territori e dalle attente sensibilità sviluppatesi dentro e fuori gli impianti industriali – conclude Gilistro – la politica dica si alla road map proposta da Filippo Scerra e si dia così la speranza di un futuro produttivo, duraturo, moderno e sostenibile al polo industriale di Siracusa”.




Tributi evasi, il Comune pronto a innalzare il limite per le imprese: “Da 300 a 3 mila euro”

Portare da 300 a 3 mila euro l’importo di evasione per l’avvio di riscossione coattiva e delle altre misure di recupero dei tributi comunali eventualmente non versati dalle imprese.
E’ questo l’orientamento emerso in quinta commissione consiliare “Tributi e Bilancio” presieduta dal consigliere (e dottore commercialista) Simone Ricupero. La commissione è pronta a sottoporre all’assise cittadina la proposta, che quasi certamente- questi i rumors – avrà il via libera nel corso della prossima seduta . Il principio è chiaro. “Trecento euro sono una cifra troppo bassa perché un imprenditore possa avere la possibilità di estinguere il suo debito con il Comune senza che l’attività che svolge venga sospesa o che eventuali licenze vengano revocate. Portare questa cifra a 3 mila euro potrebbe, invece, già essere una possibilità ed uno stimolo a ripianare la situazione debitoria con Palazzo Vermexio”.
Il Regolamento da modificare è quello relativo al Decreto Legge 34 del 30 Aprile 2019, applicato in realtà da un paio di anni. Attualmente è previsto che 300 euro sia l’importo massimo da non superare “ma risulta essere un parametro non adeguato alle finalità perseguite dallo stesso regolamento- fa notare Ricupero- Non lo sarebbe nemmeno per le utenze domestiche, figuriamoci per un’attività produttiva. Se il Comune continuasse ad agire in questa direzione si rischierebbe di arrecare un danno importante alle aziende che, non potendo più lavorare, non potrebbero di conseguenza nemmeno pagare il dovuto. Se, a fronte di questo, decidesse anche di presentare ricorso e lo vincesse, arriveremmo alla produzione di debiti fuori bilancio che non farebbero che appesantire le casse comunali”.
L’idea è, dunque, quella di creare un contesto maggiormente “abbordabile” e che possa indirizzare gli imprenditori, I commercianti, gli artigiani, I liberi professionisti a mettersi in regola senza sentirsi “strangolati”. “Non dimentichiamo- aggiunge Ricupero- che molte aziende stanno a fatica riprendendosi soltanto adesso dal disastro causato dall’emergenza Covid. Il nostro compito è al contempo quello di tutelare I contribuenti, le famiglie di chi ha un’attività produttiva a Siracusa e di proteggere il Comune”.
In futuro il tema potrebbe tornare allo studio della Commissione Tributi, con ulteriori modifiche al regolamento, secondo le quali si potrebbe decidere di creare delle fasce con determinate previsioni, a seconda dell’importo del debito con l’amministrazione comunale. Non è escluso, inoltre, che dopo il passaggio sulle utenze non domestiche si possa passare alle utenze domestiche, prevedendo strade che possano agevolare il recupero dei tributi evasi mettendo, però, le famiglie, nelle condizioni di pagare più agevolmente.




Bus per gli studenti pendolari siracusani, Carta convoca i vertici Ast in Commissione

Giuseppe Carta, presidente della IV commissione Territorio, Ambiente e Mobilità e sindaco di Melilli, ha convocato per mercoledì mattina in commissione i vertici dell’AST e l’assessorato per discutere delle tratte del territorio siracusano interessate dall’interruzione di servizio. “Apprezziamo la celerità del presidente Renato Schifani per la risoluzione dello spinoso problema che riguarda il servizio di trasporto extra-urbano degli studenti – dice Carta – Il coinvolgimento delle aziende private servirà per uniformare un servizio necessario per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti fuori sede”, sottolinea.
Nei giorni scorsi, la Regione ha individuato una soluzione temporanea, non ancora pienamente operativa, per le corse dei bus extraurbani – destinati in particolari agli studenti pendolari – che l’Ast non sta riuscendo ad effettuare. Attraverso il cosiddetto “atto impositivo” l’assessorato alle Infrastrutture da lunedì 16 settembre ordinerà alle altre società concessionarie dei servizi di trasporto pubblico di garantire i collegamenti che Ast, oggi stesso, comunicherà di non poter coprire nelle prossime settimane.




Controlli in Ortigia: 6 denunce, 4 daspo “Willy”, sequestro droga e di un club di ultrà

Sei denunce, 4 daspo “Willy”, sequestro di 30 dosi di sostanza stupefacente di hashish e cocaina e il sequestro preventivo di un locale, luogo di un circolo di una tifoseria sportiva. Sono i risultati dei servizi di controllo dei Carabinieri di Siracusa, coadiuvati da personale della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento “Sicilia” e del Nucleo Cinofili di Nicolosi (CT), al fine di contrastare episodi di movida violenta e disturbo alla quiete pubblica.
I Carabinieri hanno avviato la serie di controlli dopo un’aggressione avvenuta in un ristorante di Ortigia in danno di un cittadino inglese, riuscendo a identificare e denunciare in stato di libertà 5 persone, di età compresa tra i 18 e i 34 anni, per lesioni personali e danneggiamento in concorso, risultate appartenenti alla frangia estrema di una tifoseria sportiva locale. Per quattro di loro, i Carabinieri di Ortigia hanno richiesto anche l’emissione della misura di prevenzione del daspo “Willy”.
All’interno della sede del club ultrà frequentato da alcuni degli indagati, “Riley”, il cane antidroga dell’unità cinofila dei Carabinieri, ha segnalato la presenza di droga, complessivi 19 grammi di sostanza suddivisa in cocaina e hashish, già predisposta in dosi e pronta per lo spaccio, nascosta in intercapedini appositamente ricavate dietro gli scaffali in legno utilizzati per l’esposizione di magliette e striscioni. Due uomini, di 32 e 68 anni, già denunciati in passato per reati legati agli stupefacenti, sono stati nuovamente denunciati per detenzione a fini di spaccio.




Tifo violento, denunciati due ultras: lancio di oggetti contro bus dei tifosi del Ragusa

Questa volta, tutto è filato liscio tra le tifoserie di Siracusa e Ragusa. Nessun episodio degno di cronaca, se non quella meramente sportiva con l’ampio successo dei leoni di Marco Turati. Merito anche del buon lavoro delle forze dell’ordine, con il dispositivo della Questura di Siracusa che ha evitato ogni occasione di contatto. Controlli rafforzati dopo il precedente di Coppa Italia dello scorso primo settembre, quando si sono affrontate al De Simone sempre Siracusa e Ragusa. Al termine dell’incontro, mentre agenti di Polizia di Stato scortavano il pullman della tifoseria ospite, notavano tre uomini a bordo di un ciclomotore e senza casco che lanciavano oggetti in direzione del bus dei ragusani: un fumogeno e pericolose bottiglie di vetro. Subito dopo, i tre sono fuggiti.
Poco dopo, il pullman veniva raggiunto da altri nove siracusani – sempre a bordo di scooter – che hanno lanciato altre bottiglie contro il bus dei tifosi ospiti. Il raid violento è stato contenuto anche dal personale in borghese della Polizia. Scattate le indagini della Digos, sono stati identificati due dei responsabili delle condotte violente: due ultras siracusani di 19 anni e di 67 anni.
Il diciannovenne è stato denunciato per aver lanciato il fumogeno rosso e diverse bottiglie di vetro in direzione del pullman della tifoseria ospite, come il sessantasettenne trovato in possesso di oggetti contundenti.
Inoltre, quest’ultimo, già destinatario di un Daspo sportivo, è stato sottoposto anche alla misura della sorveglianza speciale di P.S.




Indice della Criminalità, Siracusa 25esima nella classifica del “Sole 24 Ore”

La provincia di Siracusa 25esima in Italia nella classifica sull’Indice della Criminalità del “Sole 24 Ore”. L’indagine traccia una fotografia dei territori più e meno sicuri del Paese, registrandone gli i cambiamenti sulla base delle denunce sporte. In provincia di Siracusa,nel corso del 2023, ne sono state presentate 3 mila 819,8 ogni 100 mila abitanti, questo l’indice, che significa 14.653 denunce totali. In Sicilia si piazzano più in alto Palermo, 21esima e Catania, al 24esimo posto. Seguono Trapani, con la 46esima posizione nella classifica nazionale, Ragusa 55esima, Caltanissetta, 57esima, Messina all’81esimo posto, Agrigento al 93esimo ed infine Enna che occupa la posizione numero 100. Dati che, come sempre, possono avere diverse chiavi di lettura. Basandosi sulle denunce, infatti, non si può escludere che in alcuni casi a determinare i risultati possa anche essere la reticenza a rivolgersi alle forze dell’ordine, soprattutto per taluni reati ed in alcune aree della nazione.  Le peggiori in Italia rimangono le metropoli Milano, Roma e Firenze. Tra i dati che emergono a livello nazionale, quello relativo all’aumento del numero delle denunce. E’ la prima volta dal 2013 e potrebbe rappresentare un’inversione di tendenza. L’aumento è del 3,8 per cento rispetto al 2022, soprattutto in tema di reati violenti come omicidi, lesioni, rapine. Le province più sicure sono Oristano, Potenza e Treviso. La provincia di Siracusa è sesta nella classifica relativa alle minacce. L’indice è  184,3 denunce per 100 mila abitanti. Si piazza al 23esimo posto in tema di percosse, 16esima per lesioni dolose, con 130,9 denunce ogni 100 mila abitanti. Alta anche la posizione in tema di stupefacenti: la provincia è 14esima in Italia con un indice di 70,6 denunce per 100 mila abitanti.  56esima  posizione per violenze sessuale, con un indice di 9,6 denunce ogni 100 mila abitanti, 55esima per sfruttamento della prostituzione, 67esima quanto a furti con strappo (i cosiddetti scippi). Decimo posto in Italia per le denunce per usura. Undicesimo alla voce Spaccio. Il reato di associazione di tipo mafioso vede la provincia di Siracusa al 18esimo posto nella graduatoria nazionale. Quanto ad estorsioni, infine, sedicesima posizione per il territorio.