Acqua torbida dai rubinetti di Palazzolo, vietato l’uso. Richiesto potabilizzatore mobile

L’acqua esce torbida dai rubinetti di Palazzolo Acreide. Da domenica, ha un colore marroncino. Il sindaco, Salvatore Gallo, ha emanato un’ordinanza con cui ne vieta precauzionalmente l’utilizzo per usi umani o potabili, sino a data da destinarsi. Ed ha richiesto alla Protezione Civile regionale l’invio di un potabilizzatore mobile, temendo tempi lunghi per la risoluzione della problematica.
Ma cosa è successo? “E’ dovuto alle eccessive piogge degli ultimi giorni, sabato in particolare”, spiega il sindaco Gallo. Si teme una frana o un cedimento all’interno del pozzo di falda e questo avrebbe determinato l’intorbidimento dell’acqua. Le verifiche con sondino richiedono tempo. Esclusa la possibile contaminazione con acque superficiali.
“Stanotte – dice il sindaco – abbiamo intanto escluso quel pozzo e ne stiamo utilizzando un altro gemello per alimentare la rete cittadina. Ci vorranno alcune ore prima di un ricambio pieno delle vasche e solo allora capiremo se questa manovra basterà per produrre i primi miglioramenti”.
Per la mensa scolastica, nella preparazione dei pasti, “già da alcuni giorni si sta utilizzando acqua minerale”, rassicurano fonti amministrative. “L’acqua della rete idrica cittadina rimane comunque batteriologicamente a norma. Dispiace per il disagio, stiamo lavorando per risolverlo. Chiedo prudenza anche ai cittadini, invitandoli a non lasciarsi andare a teorie astruse sui social, creando panico o allarme ingiustificato”.




Il relamping “spegne” la città, in attesa delle modifiche perché andare avanti così?

Non funziona, in molte zone di Siracusa, il progetto di relamping avviato dal Comune per la sostituzione dei corpi illuminanti con la più moderna e sostenibile illuminazione a led. O meglio, non funziona come sperato. Interi quartieri, dalle contrade marine alla Borgata, passando per aree centrali come via Polibio, sono praticamente in penombra da quando sono stati attivati i led ed è emersa con chiarezza la necessità di correre ai ripari, raddoppiando in alcuni casi il numero di punti luce. I cittadini protestano e lamentano disagi e la mancanza di condizioni di sicurezza nelle ore serali e notturne. Il sindaco, Francesco Italia condivide questo punto di vista e si dice “particolarmente arrabbiato su questo tema”, tanto da aver sollecitato una riunione per individuare una soluzione e migliorare l’illuminazione pubblica nei quartieri già interessati dal progetto di relamping.
Dopo la sostituzione dei vecchi lampioni alla Borgata, ad esempio, era emersa la necessità di rivedere il progetto elaborato dai tecnici del Comune con Enel X. Non sembra, tuttavia, che qualcosa sia cambiato, a distanza di diversi mesi. Servono correttivi ma nell’attesa si continua, invece, a portare avanti il progressivo piano di sostituzione e così, zona dopo zona, la città sembra “spegnersi” la notte.
La scelta del rapporto di 1:1 nella sostituzione dei corpi illuminanti in effetti non si mostra vincente e non convince i cittadini. Se le vecchie lampade ad incandescenza diffondono luce a 360 gradi, con il led il raggio agisce in maniera diversa, con sistema cut-off a raggio che illumina meno della metà dell’area. In via Tisia, invece, con doppi impianti led l’illuminazione è, ad esempio, maggiormente omogenea.
L’amministrazione comunale aveva garantito, lo scorso febbraio, correttivi al sistema di illuminazione pubblica per garantirne l’efficienza. Ma quella risposta in Consiglio comunale non sembra ad oggi aver ancora molta seguito nei fatti.




Acquistati due taser per la Polizia Municipale, al via la sperimentazione della pistola a impulsi elettrici

La Polizia municipale ha acquistato due taser per una prima fase di sperimentazione di sei mesi, dopo che il Consiglio comunale ha approvato l’adozione dell’arma ad impulsi elettrici nel mese di giugno scorso al termine di diversi articolati dibattiti.
Una volta concluso il periodo di sperimentazione seguirà una relazione della Polizia Municipale al consiglio comunale, per comprendere se l’utilizzo del Taser avrà prodotto risultati tali da rendere fissa la dotazione di tale strumento, sempre su disposizioni del Prefetto.
L’acquisto è stato effettuato dalla ditta Axon Enterprise Italia, con sede a Roma, per un costo complessivo di 16mila euro oltre Iva. L’Opzione Taser 10 è composta da: 2 pistole a impulsi elettrici Taser 10, ad alta visibilità con laser verde (Class 2); 4 Pacco batteria tattico per Taser 10; 2 Fondine Safariland per Taser 10 (Rh — per destrorsi); 1 Fondina Safariland per Taser 10 (Lh — per mancini); 40 Cartucce Taser 10 Live Cartridge; 4 Caricatori Cartucce Live Magazine; 1 Docking station core +6 bay per Taser 10. Sono previste per 10 operatori 3 giornate di attività formativa suddivise in moduli teorici, volti alla completa conoscenza dei dispositivi e moduli pratici, con scenari operativi comprensivi di utilizzo dei dispositivi con cartucce da training e operative. La pistola a impulsi elettrici è un’arma propria in grado di proiettare fino a 8 metri di distanza due dardi, che restano collegati all’arma mediante fili conduttori di corrente elettrica erogata per un tempo non superiore a 5 secondi al fine di inibire tutte le funzioni motorie volontarie del soggetto raggiunto dai due dardi.
L’utilizzo della pistola a impulsi elettrici è previsto come estremo mezzo per rendere innocui soggetti estremamente agitati e aggressivi, armati con armi da sparo, taglio o similari o in possesso di corpi contundenti tali da determinare grave pericolo per l’incolumità pubblica e degli agenti.
“Il Taser – spiegava nei mesi scorsi il comandante della Polizia Municipale, Stefano Blasco – è uno strumento in uso presso quasi tutti i corpi di polizia. Va utilizzato in casi ben individuati e normati. Ha il vantaggio di non essere un’arma letale, tramortisce senza lesioni gravi o gravissime. Può essere utilizzato dagli agenti quando sono in funzione di servizio di ordine pubblico, magari a supporto delle altre forze dell’ordine.”




Scorribande notturne alla Pizzuta, controlli sulla movida: denunciato minore

Scorribande notturne di giovani che, durante le ore serali e notturne, disturbano la quiete dei residenti, soprattutto nella zona alta della città, Pizzuta in testa. I residenti lamentano disagi e le forze dell’ordine potenziano i servizi di controllo del territorio, soprattutto a ridosso dei luoghi maggiormente frequentati dai ragazzi, soprattutto minorenni.
Ieri sera la polizia si è concentrata nei pressi di un locale pubblico particolarmente frequentato da giovani. In questo contesto un minore è stato denunciato per non essersi fermato all’Alt degli agenti. Il giovane si è resto responsabile di diverse infrazioni al Codice della Strada, a partire dalla guida senza patente, senza casco, senza assicurazione ed al superamento dei limiti di velocità. Il ciclomotore su cui il minore viaggiava è risultato sottoposto a fermo amministrativo.




Salute mentale, presentato l’intergruppo parlamentare all’Assemblea regionale siciliana

Si è tenuta questa mattina presso la Sala Pio La Torre di Palazzo dei normanni la presentazione e la prima assemblea civica dell’intergruppo parlamentare sulla salute mentale, presieduto dall’on. Valentina Chinnici (PD) e composto dall’on. Ersilia Saverino (PD), dall’on. Carlo Gilistro (M5S), dall’on. Roberta Schillaci (M5S), dall’on. Ismaele La Vardera (GM), dall’on. Vincenzo Figuccia (Lega) e dall’on. Marianna Caronia (Lega). All’assemblea hanno preso parte anche le associazioni dei familiari dei pazienti con disabilità psichica. “L’intergruppo parlamentare, trasversale – dichiara l’on. Valentina Chinnici – porterà avanti le istanze dei familiari, delle associazioni e degli operatori che a vario livello si prendono cura delle persone con disagio psicologico e mentale. Il fine è dare voce a chi di solito non ne ha ed è vittima di stigma sociale e solitudine, per promuovere politiche concrete di integrazione e inserimento socio lavorativo”.
I deputati M5S Roberta Schillaci e Carlo Gilistro, componenti dell’intergruppo Salute mentale, sottolineano l’importanza di cambiare approccio all’assistenza. “Molte le persone con disturbi mentali, ma pochissime quelle seguite, soprattutto nelle aree interne della Sicilia. Va cambiato l’approccio all’assistenza, con meno farmaci in campo e più coinvolgimento di psichiatri e psicoterapeuti, e con una maggiore sinergia dei comitati con gli assessorati Salute e Famiglia”.
“Nonostante l’ampia diffusione dei disturbi mentali, si parla di circa il 17 per cento degli italiani – dice Schillaci – solo il 30-40 per cento riceve un trattamento adeguato. Sono dati che purtroppo sono destinati a peggiorare, dato che il numero di psichiatri attivi è diminuito del 20 per cento negli ultimi dieci anni. La situazione diventa ancora più allarmante all’interno dei dipartimenti di salute mentale dell’Isola, dove il personale disponibile è insufficiente a coprire le richieste. Situazione ancora più grave nelle aree interne della Sicilia, dove l’accesso ai servizi è limitato, con tempi di attesa biblici”.
“L’obiettivo dell’intergruppo – continua Schillaci – è fare lavorare i comitati tecnici già istituiti in sinergia con gli assessorati Salute e Famiglia. Le persone con lievi disturbi vanno reinserite il più possibile in società. Personalmente mi adopererò per fare applicare la legge nazionale 68 del ’99 che prevede, da parte dell’assessorato al Lavoro, il coinvolgimento lavorativo di persone con piccoli disturbi tramite la riserva di legge d’obbligo per le assunzioni. Vanno pure coinvolte maggiormente le famiglie per adeguare le risposte ai bisogni legati al disagio psichico”.
“Bisogna fare uscire questi soggetti – afferma Gilistro – dall’emarginazione cui la società attuale e le nuove tecnologie hanno contribuito a cacciarli. Molti soggetti, i cosiddetti hikikomori, si sono letteralmente isolati dalla realtà, rifugiandosi in un mondo virtuale che per loro rischia di divenire l’unica realtà accettabile, tagliando i ponti con i coetanei, con la scuola e con tutto. L’abuso dei cellulari, dei tablet e delle altre apparecchiature digitali, specie in tenera età, fa il resto, creando nei soggetti più fragili disturbi psichici sempre crescenti e pericolosi, cui va messo un argine con una campagna di formazione e informazione sui pericoli derivanti dall’abuso della tecnologia rivolta ai genitori”.

“L’intergruppo parlamentare, trasversale – dichiara l’on. Valentina Chinnici – porterà avanti le istanze dei familiari, delle associazioni e degli operatori che a vario livello si prendono cura delle persone con disagio psicologico e mentale. Il fine è dare voce a chi di solito non ne ha ed è vittima di stigma sociale e solitudine, per promuovere politiche concrete di integrazione e inserimento socio lavorativo”.




Pubblica “selfie” con una pistola sui social e víola più volte i domiciliari: 46enne finisce in carcere

Un 46enne, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti, è stato arrestato dai Carabinieri di Floridia in esecuzione del provvedimento di sospensione provvisoria della detenzione domiciliare emesso dal Tribunale di Siracusa.
L’uomo stava scontando agli arresti domiciliari, da novembre 2023, una pena di 4 anni ed 8 mesi di reclusione per spaccio di stupefacenti ma i Carabinieri di Floridia, all’atto dei controlli, hanno più volte riscontrato inosservanze alle prescrizioni connesse alla misura alternativa.
Nello specifico, l’uomo aveva mantenuto il suo giro di amicizie utilizzando i social network per comunicare con persone estranee al proprio nucleo familiare ed era solito postare “selfie” in cui impugnava una pistola priva di tappo rosso. In una circostanza, durante l’orario in cui era autorizzato a uscire, l’uomo si è recato ad Avola per acquistare un motociclo e in un’altra occasione è stato trovato in possesso di 1,5 grammi di cocaina.
L’Autorità Giudiziaria, tenuto conto delle reiterate violazioni, ha disposto la sospensione della detenzione domiciliare e il 46enne è stato condotto presso la Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa.




Minacce in discoteca e aggressioni in locali pubblici, Daspo per cinque giovani

Minaccia ripetutamente un giovane durante una serata danzante. Daspo “Willy”, emesso dal questore di Siracusa, per un giovane siracusano, che non potrà accedere adesso ad una nota discoteca della città per due anni. A notificare il provvedimento sono stati gli agenti della Divisione della Polizia Anticrimine. Dopo l’episodio, il giovane era stato denunciato.
Dall’inizio dell’anno, il questore ha complessivamente emesso 17 Daspo “Willy”, in provincia, vietando loro l’accesso in determinate aree, in quanto accusati di avere commesso reati all’interno o nelle adiacenze di locali pubblici.
Gli agenti della Divisione, guidati dalla dirigente Maria Antonietta Malandrino hanno, inoltre, notificato quattro provvedimenti di DASPO “ fuori contesto” che prevede il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive, sempre a firma del Questore Roberto Pellicone, nei confronti di tre netini ed un avolese, che, lo scorso agosto, sono state denunciate perché hanno partecipato ad una violenta aggressione davanti a un locale del centro storico di Noto, ai danni di un giovane con il quale avevano avuto un diverbio causato da motivi banali.
Il Daspo “fuori contesto” è una delle misure di prevenzione atipiche adottate nei confronti di soggetti ritenuti presunti responsabili di gravi reati anche commessi in contesti diversi dall’ambito sportivo. Lo strumento, introdotto con il Decreto Sicurezza bis, ha lo scopo di impedire che soggetti violenti possano riprodurre condotte illecite anche all’interno degli stadi, con possibili gravi ripercussioni sull’ordine e la sicurezza pubblica.




Pachino al setaccio, posti di controllo con il Reparto Prevenzione Crimine: tre denunce

Azione di contrasto alla criminalità nelle zone periferiche e nel centro storico di Pachino. Numerosi i posti di controllo allestiti ieri dagli agenti del locale commissariato, insieme al Reparto Prevenzione Crimine di Catania e con il supporto della Polizia Municipale.
Il dispositivo, che ha la finalità di innalzare il livello di sicurezza percepita negli abitanti del centro pachinese, ha consentito l’identificazione di 149 persone e il controllo di 73 mezzi.
Denunciate tre persone: un uomo ed una donna, rispettivamente di 55 e 63 anni, per aver chiuso con dei cavi d’acciaio in una pubblica via sita nel centro di Pachino e una terza persona, un uomo di 30 anni, per avere occupato abusivamente un appartamento di edilizia popolare.




Pnrr, la Ragioneria dello Stato incontra i comuni delle province di Siracusa e Ragusa

Il 23 ottobre si è tenuto, presso la Camera di Commercio del Sud est Sicilia di Siracusa, un incontro sul PNRR con i Comuni delle Province di Siracusa e Ragusa organizzato dalla Ragioneria territoriale dello Stato di Siracusa/Ragusa, con la collaborazione dell’Ispettorato Generale del PNRR.
All’evento sono intervenute diverse autorità, tra cui il prefetto di Siracusa, Giovanni Signer, il viceprefetto Vicario di Ragusa, Cettina Pennisi, il ragioniere generale della Regione Siciliana, Ignazio Tozzo, e il presidente dell’Anci, Paolo Amenta.
La dottoressa Cristina Corso, direttore della RTS di Siracusa/Ragusa ha sottolineato l’importanza dell’incontro come occasione di confronto diretto e scambio tra i Soggetti attuatori e gli esperti dell’Ispettorato, confermando la piena disponibilità dei Funzionari della RTS Sangrigoli e Garro per la provincia di Siracusa e Ferraro e Cavalieri per le province di Ragusa a supportare in modo concreto ed efficace i Comuni per la realizzazione dei progetti del Piano.
La dottoressa Manuela Dagnino, Direttore Generale dell’Area Sud Sicilia, ha moderato l’incontro e la dottoressa Antonella Merola, Dirigente dell’Ispettorato Generale, ha svolto un focus sullo stato dei Progetti annunciando alcune novità in materia di finanziamenti.
I relatori dell’Assistenza tecnica di Regis hanno illustrato gli adempimenti in ambito di monitoraggio e rendicontazione e fornito risposte ai quesiti dei Comuni che sono intervenuti in grande numero dimostrando interesse e ampia e collaborativa partecipazione.




Coppia sequestrata e rapinata in una villa all’Arenella: condannati altri due rapinatori

Gli ultimi due componenti della banda che ha consumato una rapina con sequestro di persona all’Arenella sono stati condannati. Nella giornata di lunedì pomeriggio, nel corso dell’ultima udienza, il Tribunale di Siracusa ha condannato con sentenza emessa a seguito di giudizio abbreviato, rispettivamente a 8 anni e a 8 anni 2 mesi di reclusione, per rapina pluriaggravata, ricettazione e porto di coltello.
L’episodio risale al 27 gennaio del 2023, quando venne presa di mira una villa di contrada Arenella-Fanusa. La presunta banda di rapinatori – secondo le indagini condotte dai Carabinieri – si sarebbe introdotta nella villa per poi immobilizzare la coppia con delle fascette in plastica. Mostrando delle armi per rendere esplicite le loro minacce, riuscirono ad ottenere informazioni su denaro e preziosi in casa e dove fossero custoditi. I ladri portarono via anche una cassaforte, poi rinvenuta insieme a passamontagna e guanti. Dagli esami sugli oggetti rinvenuti, venne individuato il Dna di uno degli uomini adesso coinvolti nel procedimento giudiziario. Due degli imputati, Danilo Casto di 40 anni e il catanese Luca Ignazio Scattamaglia di 42, hanno optato per il rito ordinario, con contestuale rinvio a giudizio. Rito abbreviato per il 36enne catanese Antonino Guardo, condannato a 6 anni e 4 mesi, 6 anni e 8 mesi per il 22enne Giuseppe Piterà.