“Il paradosso siracusano”, studio sull’economia e la società aretusea: “serve cambio di paradigma”

Si intitola “Il Paradosso Siracusano” il nuovo report realizzato dal Centro Studi di Cna Siracusa, coordinato da Elio Piscitello. Questa mattina la presentazione del documento che fotografa una realtà unica in Italia, nella quale Siracusa è la provincia con la crescita del Pil più alta del Paese (tra il 2019 e il 2025 +44,7%) ma figura poi al penultimo posto per qualità della vita. Il che ha portato Cna a parlare di un modello di sviluppo che genera ricchezza ma senza distribuirla in maniera omogenea, con effetti complessi su occupazione, capitale umano e coesione sociale.
“Oggi il nostro territorio vive una doppia velocità – dice Gianpaolo Miceli, segretario di Cna Siracusa – e chi sta peggio è il mondo della piccola impresa che occupa il 98% delle aziende, non solo a Siracusa ma nel resto d’Italia. A questo punto serve avere la consapevolezza che esiste una criticità da risolvere ma allo stesso tempo abbiamo a nostro vantaggio enormi potenzialità. Il modo in cui questa cosa si riscrive è che non bisogna farlo in tenuta stagna, bisogna farlo con una grande condivisione di intenti dalla parte sociale alla parte economica fino a quella istituzionale. Il tempo di generare un impatto sociale nel territorio che mette insieme i Comuni, i rappresentanti istituzionali più importanti ma anche le associazioni di categoria e i sindacati. E’ una cosa che Siracusa in passato ha già fatto – conclude Miceli – e ha prodotto anche dei buoni risultati. E’ tempo di rifarla, di risedersi al tavolo cercando di dare delle nuove direttrici di sviluppo e incidere sulla politica regionale e nazionale perché è un territorio che ha dei paradossi ma anche delle enormi potenzialità che dobbiamo cogliere ma lo dobbiamo fare insieme”.
Lo studio effettuato indica che la crescita del nostro territorio è trainata dal polo petrolchimico, che produce il 70% del valore aggiunto manifatturiero ma impiega solo il 6,8% degli occupati. La maggioranza dei lavoratori è impiegata con contratti a termine pari al 68,3% contro il 34,2% nazionale e le retribuzioni, come in larga parte del Mmezzogiorno, restano inferiori alla media italiana con 455 euro a settimana nei servizi, circa il 21% in meno rispetto all’Italia. Il dualismo retributivo è marcato, con forti disparità tra settori e un significativo gender gap nel quale le donne guadagnano il 25% in meno degli uomini, fino al 37% nel privato. Dall’analisi emerge inoltre che la provincia è in piena transizione demografica negativa, in quanto tra il 2011 e il 2025 ha perso oltre 17.000 residenti. Siracusa è ultima in Italia per laureati tra i 25 e i 39 anni e presenta un tasso di giovani che non studiano e non lavorano del 33,7%, più del doppio rispetto alla media nazionale. La disoccupazione giovanile è al 48,7% contro il 21,1% nazionale e la fuga dal territorio dei laureati STEM raggiunge il 32%. E per concludere, il sistema di welfare eroga 1,43 miliardi di euro annui in prestazioni pensionistiche, pari al 17,1% del valore aggiunto provinciale, ben superiore alla media nazionale. Il rapporto attivi/pensionati è 1,44, con una proiezione di 1,28 nel 2030. Nonostante tutte queste criticità, Siracusa dispone di risorse strategiche quali turismo in crescita, patrimonio Unesco, potenziale ambientale e progetti innovativi come l’Hub dell’idrogeno verde. “Questi dati ci impongono una riflessione profonda – ha affermato Rosanna Magnano, presidente territoriale Cna Siracusa – non possiamo accettare che la crescita economica resti confinata a pochi settori e non si traduca in benessere diffuso. Dobbiamo operare un cambio di paradigma ed a tal proposito serve una strategia che metta al centro le persone, le imprese e il territorio lavorando su azioni specifiche tanto nell’area sociale quanto per micro e PMI. Il cambio di scenario passa necessariamente da un irrobustimento della piccola impresa”.
Cna allora indica la necessità di agevolazioni mirate alle PMI, come incentivi fiscali su investimenti a misura di micro impresa anche con target innovativi, oltre alla conferma di sgravi contributivi per le imprese che investono in contratti stabili, formazione e innovazione. Allo stesso tempo è giudicata utile la riduzione dei tributi locali per le aziende che superano determinate soglie di occupazione stabile e parità di genere. Cruciale anche l’accesso facilitato al credito, con il sistema dei Confidi e a misure stabili per la digitalizzazione e la transizione green, con priorità alle micro e piccole imprese. Occorre un vero programma di area sociale per il territorio con programmi di inserimento lavorativo qualificato e incentivi al rientro dei giovani laureati, una connessione sempre più forte tra scuola e piccola impresa. Occorrerebbe – sempre secondo Cna – stabilizzare politiche attive per l’occupazione femminile a sostegno dell’imprenditoria rosa, servizi per la conciliazione vita-lavoro come asili nido e sportelli unici sociosanitari, e monitorare in maniera trasparente i gap retributivi. C’è un’alternativa al declino, pare dire Cna Siracusa indicando nelle risorse e nel patrimonio umano e produttivo del territorio gli ingredienti per che se valorizzato può invertire la rotta.




Palazzolo “rivuole” l’Annunciazione, il sindaco Gallo: “Lavoriamo ad un’istanza legale”

“L’Annunciazione di Antonello da Messina deve tornare a Palazzolo Acreide, nella chiesa per la quale fu dipinta”. Può sembrare una boutade, ma il sindaco Salvatore Gallo si mostra invece subito serio e determinato. “Stiamo preparando un’istanza insieme ad un legale. Abbiamo trovato diversi documenti in archivio, tra cui anche la nota di vendita avvenuta nel 1907. Riteniamo che il sacerdote che per poche lire privò Palazzolo del capolavoro, non fosse titolato alla vendita come invece stipulata con tanto di ricevuta con il Museo di Siracusa, all’epoca rappresentato da Enrico Mauceri”. Collaboratore di Paolo Orsi, ricevette l’incarico di catalogare le opera d’arte presenti nel territorio. Era il 1896. Sul finire dell’anno successivo, Mauceri “trovò” l’Annunciazione su una parete della chiesa dell’Annunziata, a Palazzolo. La raccontò come “vecchia e sciupata”, caldeggiandone l’acquisizione che poi si concretizzò nel 1907.
Pochi i dubbi sul fatto che Antonello dipinse l’Annunciazione per la parrocchia di Palazzolo Acreide. L’atto di commissione è stato rinvenuto a Messina nel 1902 e reca il nome del sacerdote palazzolese Giuliano Maniuni (o Manjuni), con tutti i dettagli dell’accordo e persino quelli compositivi per come stabiliti all’epoca. L’opera è del 1474.
Non è la prima volta che qualcuno pensa ad un ritorno dell’Annunciazione – oggi esposta alla Galleria Bellomo di Siracusa – nella chiesa per la quale venne concepita e realizzata. Un pò come per il Seppellimento di Santa Lucia del Caravaggio che da qualche anno è tornato sull’altare maggiore della chiesa della Borgata, a Siracusa. Le due vicende, però, non hanno grandi punti di contatto.
Il Comune ibleo basa la sua istanza – che potrebbe sfociare in una causa civile – sul fatto che la vendita non sarebbe valida, in quanto l’allora parroco non potrebbe essere ritenuto il proprietario del bene.
E’ utile ricordare che, dopo la soppressione degli ordini religiosi avvenuta tra XVIII e XIX secolo, molte opere provenienti da chiese e conventi – anche siracusani – furono incamerate dallo Stato e confluirono nelle collezioni pubbliche.
Quanto alla conservazione museale a Siracusa, è innegabile che abbia garantito il recupero tramite restauro, la riscoperta e la valorizzazione dell’opera. Altro discorso è quello relativo alla sua promozione, su cui si possono aprire più discussioni. Ma immaginare un ritorno nella chiesa dell’Annunziata, a Palazzolo Acreide, appare a molti cosa complessa. Non foss’altro per le necessità di sicurezza e corretta conservazione che la delicata opera – esposta a Siracusa protetta da un’apposita teca – richiede.




Melilli, nuova stagione da grandi numeri: Presepi e Christmas Town traino delle feste

Melilli è risultata una delle destinazioni natalizie più “ricercate” della Sicilia Orientale. I numeri di presenze e quelli che viaggiano sui social aiutano a dare la misura e la percezione. I presepi viventi – Melilli e Villasmundo – hanno fatto segnare in media 7.000 visitatori complessivi per ogni giornata di apertura; poco più di 15mila sono stati invece i visitatori della Christmas Town in piazza San Sebastiano.
Più complesso quantificare con un numero esatto, poi, quanti hanno raggiunto la terrazza degli Iblei per assistere a mostre, concerti o altri appuntamenti gratuiti. Ma il volume delle auto in entrata ed in uscita da Melilli – come analizzato dalla Polizia locale – aiuta ad avere una misura: una media di 10mila veicoli in transito nei giorni principali (26, 28 dicembre, 1, 4 e 6 gennaio) con picchi fino a 14.468, come rilevato dalla Municipale.
Un osservatore attento non sarà sorpreso dal nuovo exploit di Melilli, in occasione delle feste natalizie. I grandi appuntamenti come il carnevale o San Sebastiano confermano, infatti, la nuova capacità di attrazione – anche da fuori provincia – di una cittadina che negli ultimi sette anni ha ribaltato la sua immagine, non più legata solo alla zona industriale ma capace di parlare di turismo, di luoghi unici come la Pirrera, di storia con le chiese e il suo santuario.
Elementi emersi nel corso della conferenza stampa odierna, durante la quale il sindaco Giuseppe Carta ha anche illustrato il rendiconto di oltre un mese di appuntamenti: poco più di 318mila euro, in parte fondi Ars e in parte fondi propri.




Santuario, verso l’avvio dei lavori: “Da metà gennaio le ispezioni e le indagini preliminari”

Entrano nella fase operativa gli interventi per la tutela del Santuario della Madonna delle Lacrime. Il 15 gennaio è infatti prevista la consegna dei lavori di ispezione e indagini preliminari, primo passaggio tecnico dell’intervento di consolidamento strutturale e manutenzione straordinaria del complesso religioso. La conferma arriva dal deputato Luca Cannata di “Fratelli d’Italia”.
I lavori preliminari, affidati all’impresa ICPA S.r.l., hanno un importo contrattuale pari a 22.605,81 euro e una durata prevista di 90 giorni. Questa fase consentirà la redazione del progetto esecutivo dell’intervento complessivo.
“L’opera rientra in un finanziamento complessivo di 2,5 milioni di euro, inserito nel programma del Ministero delle Infrastrutture, con il nostro Governo Meloni, dedicato alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e storico – ricorda il deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Bilancio Cannata – Con l’avvio dei lavori preliminari entriamo finalmente nella fase concreta. È un intervento che ho seguito fin dal primo momento, in raccordo con il MIT e con il Governo insieme a Padre Aurelio, rettore della Basilica della Madonna delle Lacrime. È lo stesso metodo che ha già portato all’avvio del cantiere dei Cappuccini, oggi in fase esecutiva. La Madonna delle Lacrime è un luogo simbolo per Siracusa e per l’Italia. Tutelarne la sicurezza strutturale significa investire sull’identità, sulla fede e turismo religioso e sul futuro del territorio”.




“Borderi è famiglia e l’amore non brucia”: le parole degli imprenditori dopo il rogo di stanotte

Poche parole ma intense, affidate ai social. Così i proprietari del caseificio Borderi commentano quanto accaduto la scorsa notte, quando il loro magazzino di via De Benedictis è andato a fuoco. Le fiamme potrebbero essere state appiccate da un uomo che sarebbe stato ripreso dagli impianti di videosorveglianza della zone e non è escluso che possa essere stato cosparso del liquido infiammabile. Le indagini faranno luce sull’episodio, che potrebbe dunque essere una nuova intimidazione ai danni di esercenti e imprenditori del capoluogo, dopo quelle che hanno colpito la pasticceria Brancato ed altri bar di diverse zone della città.
“In queste ore Borderi si è fermato-scrivono i proprietari della nota attività- Non per scelta, ma per un imprevisto che stiamo affrontando con calma e responsabilità. Vogliamo però dirvi una cosa prima di tutto: stiamo bene. E vogliamo ringraziare, dal profondo del cuore, chi in queste ore ci sta dimostrando affetto, vicinanza e sostegno. I messaggi, le chiamate, l’abbraccio del mercato e della città non sono scontati. Borderi non è solo un luogo, ma una famiglia. Fatta di persone, lavoro, sacrifici e amore per quello che facciamo ogni giorno. E l’amore non brucia.
Vi terremo aggiornati”.




Rogo in un magazzino del mercato di Ortigia, indagini in corso: non escluso il dolo

Un incendio nella notte si è sviluppato all’interno di un basso di via De Benedictis, strada in cui si svolge ogni mattina il mercato di Ortigia. Il locale è adibito a magazzino, al momento oggetto di lavori con materiale di risulta e spazzatura che avrebbero alimentato le fiamme. L’allarme è arrivato alla sala operativa dei Vigili del Fuoco poco prima delle 2 della notte scorse. Una volta sul posto, i pompieri hanno domato il rogo in pochi minuti. Sul posto anche la Polizia di Stato per le indagini del caso.
Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati saranno determinanti anche per individuare possibili movimenti sospetti. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, inclusa quella del dolo.




Fuoco al magazzino Borderi, il sindaco Italia: “Segnale inquietante, alzare la guardia”

«L’incendio avvenuto nella notte al mercato di Ortigia è un altro inquietante segnale della recrudescenza della criminalità in città”. Questa la dichiarazione del sindaco, Francesco Italia, che esprime preoccupazione alla luce degli episodi intimidatori ai danni di imprenditori e commercianti che si sono verificati nelle ultime settimane nel capoluogo.  “Nonostante le statistiche descrivano un trend inverso, per il quale ringrazio le forze dell’ordine-commenta il primo cittadino- nelle ultime settimane registriamo un incremento delle intimidazioni ai commercianti rispetto alle quali alzeremo ancora di più la guardia. Come sempre con il prezioso coordinamento della Prefettura, le istituzioni e le organizzazioni sociali sapranno reagire con iniziative che non saranno solo repressive. Alla famiglia Borderi esprimo la mia solidarietà e l’invito a proseguire con maggiore slancio nella loro attività».

 

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Intimidazione a Borderi, Nicita (Pd): “Chiesto a Piantedosi intervento sugli attentati di Siracusa”

“Piena solidarietà a Bordieri, alla famiglia tutta e ai lavoratori”.
La esprime il senatore del Partito Democratico, Antonio Nicita dopo il rogo della scorsa notte nel magazzino di via De Benedictis. Le immagini racconterebbero di un individuo che avrebbe cosparso liquido infiammabile, poi l’incendio, domato dai vigili del fuoco. Dopo l’ultimo episodio ai danni di imprenditori del capoluogo, Nicita comunica “di aver integrato l’interrogazione rivolta al Ministro Piantedosi sui temi della emergenza sicurezza nella città di Siracusa, nella quale si sono manifestati diversi episodi e attentati alle sedi di esercizi commerciali, a danno degli imprenditori locali. Sollecitiamo il Governo-conclude Nicita- ad intervenire tempestivamente e in modo deciso con un pacchetto di misure di prevenzione, monitoraggio, indagini, tutela del territorio”.




Incendio Borderi,il gruppo “Insieme” chiede un consiglio comunale aperto: focus sulla legalità

Solidarietà alla famiglia Borderi e allo staff del caseificio che gestiscono dopo l’incendio della scorsa notte ai danni del magazzino di via De Benedictis, che ospita il mercato di Ortigia. Ad esprimerla è il gruppo consiliare INSIEME. “Il Caseificio Borderi-commentano i consiglieri Ivan Scimonelli, Daniela Rabbito e Ciccio Vaccaro non è solo un punto di riferimento per la produzione e la promozione dei prodotti caseari tipici della nostra terra, ma rappresenta anche un simbolo della tradizione, del lavoro artigiano e dell’ospitalità che contraddistinguono la nostra città. La sua quotidiana presenza nel cuore pulsante di Ortigia è meta di siracusani, visitatori e turisti da tutto il mondo, contribuendo in modo significativo alla vitalità economica e culturale del nostro centro storico. Al Caseificio Borderi auguriamo di superare questo momento con coraggio e serenità, e di continuare a contribuire, con il loro lavoro, alla ricchezza e all’identità culturale della nostra città”.
Il gruppo Insieme condanna “con fermezza ogni forma di intimidazione e attacco ai danni di chi, con impegno e passione, investe nel proprio territorio, crea lavoro e promuove l’eccellenza locale. Eventi come questo non possono trovare spazio nella nostra comunità: la criminalità e la violenza vanno contrastate con decisione, a tutela di chi rispetta le regole e di chi opera nel rispetto della legge”. Scimonelli, Rabbito e Vaccaro preannunciano, infine, l’intenzione di richiedere la convocazione di una seduta straordinaria e aperta del consiglio comunale sul tema della legallità, ” da svolgersi in tempi rapidi, coinvolgendo istituzioni, forze dell’ordine, associazioni di categoria e cittadini. Siracusa ha il dovere di ribadire, senza ambiguità, che non c’è spazio per la violenza, l’intimidazione e l’illegalità”.

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“No al trasferimento dell’istituto Rizza”: studenti in piazza e sit-in davanti all’ex Provincia

Convocato per il 19 gennaio mattina il tavolo tecnico nell’ambito del quale si decideranno, tra gli altri aspetti, le sorti dell’istituto  Rizza di Siracusa. Gli studenti sono scesi questa mattina in piazza per chiedere il mantenimento della storica sede del palazzo degli studi. Dopo  l’incontro nell’aula magna della scuola e la decisione di istituire un tavolo tecnico che il Libero Consorzio comunale attiverà nei prossimi giorni con l’obiettivo di arrivare entro febbraio ad una nuova soluzione condivisa, gli alunni della scuola retta dal dirigente Pasquale Aloscari tengono  alta l’attenzione e organizzano una manifestazione che dal piazzale del Pantheon li condurrà fino alla sede dell’ex Provincia con un sit-in. La richiesta resta quella di evitare l’annunciato trasloco dell’istituto nella sede dell’ex Insolera di via Modica. Il piano approvato lo scorso 23 dicembre prevede una serie di passaggi per dismettere gli affitti, riorganizzare gli spazi delle scuole superiori e ridurre pertanto i costi a carico dell’ente. La dirigenza scolastica, dopo l’apertura al dialogo manifestata dal presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, ha messo in standby ulteriori iniziative.Gli studenti hanno comunque deciso di rendere evidente la propria preoccupazione. Ieri hanno organizzato, pertanto, delle assemblee in classe per affrontare il tema e per preparare gli striscioni che oggi utilizzano nel corso della manifestazione. Il trasferimento del Rizza rappresenta un tema particolarmente sentito in città, tra polemiche, mugugni, accuse, repliche e chiarimenti. Al tavolo tecnico, che si potrebbe svolgere la prossima settimana, parteciperanno i dirigenti scolastici delle scuole superiori interessate dal piano e i rappresentanti del consiglio provinciale, che oggi torna a riunirsi su altre tematiche, fra cui la surroga del consigliere Vanessa Impeduglia, decaduta a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale di Francofonte, e il subentro di Giovanni Rametta, primo dei non eletti della lista “Comuni al centro”. I consiglieri discuteranno anche di modifiche in materia di patrocinio legale e di una convenzione per l’esercizio associato delle funzioni di segreteria generale.