Ancora olio motore per sfregiare Siracusa, ecco l’imbrattatore di via Tisia: lo riconoscete?

In ciabatte e pantaloncini, zaino in spalla, con il volto coperto dal cappuccio della felpa: ecco l’imbrattatore di viale Tisia. Erano da poco passate le 23 di domenica sera, quando ha deciso di sversare un super inquinante – olio motore – sulla pietra bianca dei marciapiedi della riqualificata via Tisia. Non in un solo punto, ha proseguito indisturbato la sua opera nei quattro angoli dove sono state recentemente posizionate delle panchine.
Dopo un primo intervento con una lancia idrica ad alta pressione, il Comune di Siracusa proverà oggi a “smacchiare” le parti imbrattante con prodotti specifici. Sullo sfondo, la domanda principale: perchè? Interrogativo destinato a rimanere senza risposta. Forse più che di vandalismo, conviene accendere i riflettori sul tema del disagio, anche psichico e mentale. E interrogarsi se il sistema pubblico delle politiche sociali è ancora in grado di dare risposte e assistenza.
Nelle settimane scorse, un uomo di 53 anni aveva imbrattato con olio motore i sentieri tutto attorno alla basilica di San Giovanni alle Catacombe. I segni di quell’inspiegabile gesto sono ancora, purtroppo, visibili. Anche in quel caso, le telecamere di videosorveglianza ripresero la scena ed il responsabile. In precedenza, e sempre con olio motore, era stato colpito anche il monumento ai Caduti. Potrebbe sempre trattarsi della stessa mano? Forse è più di un semplice dubbio.
“Dalle immagini non si riesce a vedere il volto di questa persona, se qualcuno può fornirci elementi utili a risalire alla sua identità ci contatti”, spiega l’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Gibilisco. Ma cosa può fare la macchina pubblica in questi casi? Purtroppo, poco o nulla. Una denuncia, la richiesta del risarcimento del danno. Poco altro. Fino al prossimo episodio, almeno sino a quando non si punterà anche sull’evidente disagio che fa da sfondo a simili, tristi vicende.




Inaugurato a Villa Reimann il corso di laurea in Infermieristica di Unict

“Oggi chiudiamo un ciclo perché diamo compimento alle volontà di una donna giunta dalla Danimarca, che decise di vivere a Siracusa e che credeva nei giovani”. Sono le parole del sindaco Francesco Italia, che questa mattina ha aperto il primo anno del nuovo corso di laurea in Infermieristica dell’università di Catania con sede a Siracusa. Le lezioni si svolgeranno a Villa Reimann, la dimora gentilizia di via Necropoli Grotticelle, costruita nel Parco archeologico e dotata di un vero e proprio orto botanico, che l’infermiera Christiane Reimann donò alla città.
Nel dare il benvenuto agli studenti, il sindaco Italia ha auspicato un ampliamento della collaborazione con l’ateneo catanese e ha evidenziato l’importanza del progetto didattico, che risponde anche a una domanda del territorio e non solo. “Quella che vi accingente a imparare – ha detto – è una professione preziosa della quale tutto il Paese ha un enorme bisogno”.
Infermieristica a Siracusa è inglobata nella Struttura didattica speciale, che già si occupa della facoltà di Architettura e del corso di laurea in Progettazione e gestione del turismo culturale (anche questo avviato con il nuovo anno accademico), a sua volta suddiviso in due specializzazioni.
L’assessore Granata, oltre a ricordare la svolta del ritorno alla antica denominazione dell’Ateneo, il più antico in Sicilia, in Siciliae Studium Generale di Catania, Siracusa e Ragusa, ha ringraziato il direttore Caltagirone e i vertici dell’Asp per l’adesione al progetto di Infermieristica e per avere messo a disposizione gli ospedali di Siracusa e Lentini. “Avrete la fortuna – ha aggiunto rivolto agli studenti – di frequentare le lezioni in un posto particolarissimo che Christiane Reimann voleva che fosse destinato a luogo di formazione legato alle sue passioni. E tra queste c’era certamente la professione che ha praticato per tutta la vita”.
All’inaugurazione, oltre al sindaco e all’assessore alla cultura Fabio Granata, hanno partecipato i rappresentati delle istituzioni coinvolte: il dirigente del settore Cultura del Comune, Giacomo Cascio, il direttore sanitario dell’Asp, Salvatore Madonia (il direttore generale Alessandro Caltagirone era assente per ragioni istituzionali) e il presidente del Consorzio universitario Archimede, Silvano La Rosa. Ad aprire la cerimonia è stata da Antonella Agodi, direttrice del dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e tecnologie vanzate, che ha ringraziato il sindaco e tutta la città per la positiva collaborazione che sta rafforzando le già consolidate relazioni con Unict.
Nel corso della cerimonia ha preso la parola la vice presidente del corso di laurea, Martina Barchitta, e sono stati presentati i tutor cui faranno riferimento gli aspiranti infermieri.




L’ennesimo incendio all’ex Casa del Pellegrino, Merlino (M5S): “Nuovo simbolo di immobilismo”

“Non deve passare inosservato quanto accaduto ancora una volta all’interno della ex Casa del Pellegrino di Siracusa. Il nuovo incendio divampato all’interno dell’edificio è grave segnale del degrado in atto e dell’incapacità di assicurare la giusta sicurezza a quanti vi abitano e lavorano accanto”. Così la referente territoriale del Movimento 5 Stelle di Siracusa, Cristina Merlino, sull’ennesimo rogo che ha avuto origine nelle prime ore del mattino di sabato 12 ottobre. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei Vigili del Fuoco che hanno dovuto fare ricorso anche all’autoscala per raggiungere i locali interessati dalle fiamme, particolarmente intense nel vano ascensore e in alcuni locali dei piani alti della struttura.
“La struttura è già stata ampiamente vandalizzata all’interno ed è divenuta ricovero per senza fissa dimora, tra le preoccupazioni ricorrenti dei residenti della centrale zona di viale Teocrito, svegliati anche ieri da acre odore di fumo in casa e sirene varie. L’inerzia degli attori principali di questa vicenda – insiste Merlino – sorprende e preoccupa. Da una parte c’è il Comune di Siracusa, proprietario dell’immobile, e dall’altra l’ente Santuario Basilica Madonna delle Lacrime; in mezzo, un contenzioso giudiziario. Nel rimpallo di responsabilità – prosegue la referente cinquestelle – l’edificio versa ormai in uno stato fatiscente e i cittadini osservano preoccupati e disillusi. Occupata abusivamente, la ex Casa del Pellegrino è ricettacolo di situazioni di vario degrado urbano che potrebbero finire per agevolare attività al limite della decenza e della legalità.Tra progetti futuri e un passato criticato, la struttura è nuovo simbolo di quell’immobilismo di cui Siracusa non ha bisogno”.




Cori razzisti dagli spalti, Jonica-Avola è un caso. “Avolesi più forti, spiace per beceri ululati”

Finale incandescente e con strascichi polemici per la partita tra Jonica e Città di Avola. Gara del campionato di Eccellenza, è terminata prima del 90′ quando i padroni di casa hanno deciso di uscire dal terreno di gioco lamentando “cori razzisti” dagli spalti, da parte di alcuni tifosi avolesi arrivati al comunale di Bucalo di Santa Teresa di Riva (Me) per sostenere la loro squadra. L’Avola era in vantaggio per 3-0. Ad essere preso di mira dai “buuu” razzisti, l’attaccante messinese Jairo Alegria. La punta classe ’98 infatti si è seduta in campo, rifiutandosi di proseguire l’incontro, per poi abbandonare il rettangolo di gioco insieme ai suoi compagni.
La squadra messinese ha voluto stigmatizzare l’accaduto sui suoi canali social esprimendo ferma condanna di “cori razzisti, continuati e percepiti da tutto lo stadio, provenienti in maniera inequivocabile dal settore ospiti nei confronti del nostro tesserato Jairo Alegria, al quale esprimiamo la nostra solidarietà”.
Non si è fatta attendere la replica dell’Avola, che “smentisce e precisa le inesattezze pubblicate via social dalla Società Fc Jonica”. Per la società avolese, “la partita giocata intensamente e condotta 0-3 dai nostri ragazzi, all’ 85’ non è stata sospesa, bensì abbandonata dalla squadra locale, che riceveva ordini dai vertici societari dopo aver sentito ipotetici insulti razzisti. Semmai fosse successo, ci discostiamo nettamente da tale isolato gesto. Ma usare un tema delicato e complesso come il razzismo per mascherare responsabilità e sconfitta è un atteggiamento anti sportivo e altrettanto intollerabile. Diffidiamo chiunque proverà a ledere l’immagine della nostra società e della nostra città, solo allo scopo di alzare un polverone che nasconda la vera differenza vista in campo”.
Anche il vice presidente dell’ASD Città Di Avola Enzo Coffa ha voluto fare chiarezza. “C’è stato qualche ululato da parte di un paio di ultrà che sono stati immediatamente identificati”, dice alla redazione di SiracusaOggi. “Ma voglio sottolineare che la gran parte dei tifosi si è schierata contro l’episodio. L’unico obiettivo della Jonica era quello di vincere la partita a tavolino. Adesso si attende il referto dell’arbitro, che arriverà mercoledì, e le conseguenti decisioni del giudice sportivo. Quello che voglio sottolineare è che l’Asd Città di Avola non è una società razzista e condanna ogni forma di razzismo”.
Le polemiche però non si placano. “A margine di quanto letto tra media e web ci corre l’obbligo precisare che il Città di Avola stava vincendo largamente con merito e che non abbiamo nessuna intenzione di speculare sull’esito sportivo. Non abbiamo mai accusato di razzismo né i dirigenti nè i tesserati della compagine aretusea, né tanto meno i cittadini avolesi verso i quali abbiamo il massimo rispetto e la cui ospitalità non può essere intaccata dal gesto infausto di qualche singolo soggetto”, chiarisce la Jonica. “Riteniamo, forse sbagliando, ma è la nostra opinione, che la gara è da intendersi sospesa perché il direttore di gara non ha emesso il triplice fischio”. E la sospensione della partita diventa un giallo. Il vice presidente dell’Avola sottolinea come “la partita non sia stata sospesa dall’arbitro per gli insulti ma per l’abbandono della squadra messinese”.
Il presidente della Jonica, Roberto Cosentino, prova a spegnere le polemiche. Con lucidità spiega il senso di quel gesto alla redazione di SiracusaOggi. “La situazione è abbastanza chiara. Non è stata una volontà precisa per ottenere vantaggi sul campo, perché non sarà cosi. Il campo non ha lascito dubbi e vorrei sottolineare che l’Avola ha meritato il risultato ottenuto sul campo. Ci dispiace per la città di Avola, ma è importante combattere l’ignoranza di alcuni tifosi. Il giudice sportivo – continua – probabilmente non assegnerà i tre punti alla Jonica, ma sicuramente impedirà a questi individui l’ingresso negli stadi. Prendiamo atto di quello che è successo e adesso va affrontato. Da parte nostra ci sarà sempre rispetto per l’Asd Avola e la sua città”.
Non resta allora che attendere le decisioni del giudice sportivo, rinnovando – come fatto da tutti i protagonisti di questa vicenda – ferma condanna verso tutte le becere espressioni di razzismo.




Contributo alle associazioni sportive dilettantistiche, la proposta del consigliere De Simone (FI)

Riconoscere il ruolo centrale, anche in ambito educativo, alle associazioni sportive impegnate in azioni volontarie di inclusione sociale, rivolte a persone appartenenti a fasce economiche deboli. Sono questi i motivi che hanno spinto il consigliere comunale Damiano De Simone a presentare un emendamento alla Proposta di Modifica del Regolamento per l’assegnazione di contributi economici straordinari alle associazioni dilettantistiche che ha già ottenuto il parere favorevole della Delegazione Territoriale di Siracusa del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il cui Delegato è Emanuale Schiavo. “Lo sport, – spiega Damiano De Simone – attraverso l’azione inclusiva delle associazioni dilettantistiche, assume anche il ruolo di strumento sociale di contrasto alla povertà educativa, alle droghe e alla criminalità giovanile, al quale si riconosce l’azione epuratrice da un contesto ed una condizione sociale che spesso si traduce in devianze. Favorire l’accesso allo sport, vuol significare investire sulla qualità della nostra comunità siracusana attraverso l’apprendimento dei valori di comunità, solidarietà, mutuo soccorso, legalità e sana competizione”, conclude il consigliere. La proposta approderà in aula martedì 15 ottobre.




Lions Club di Lentini, tour della solidarietà: raccolta fondi a favore della Caritas di Francofonte

I Lions del club di Lentini hanno accolto lo slogan “Uniti nel segno della solidarietà e della mano verso gli altri “che ha ispirato agenti di Polizia di Stato, della Guardia di Finanza , Magistrati, vecchie glorie dello sport e associazioni di servizio a ritrovarsi per il “tour della solidarietà, giunto alla quarta edizione a misurarsi su un campo di calcio. Tutti insieme e a vario titolo per essere a fianco della solidarietà con l’obiettivo di raccogliere fondi, che sono stati devolute alle due Caritas della Parrocchia Sant’ Antonio Abate e della Parrocchia San Francesco di Francofonte, guidati dai parroci Luca Gallina e Carmelo Scalia. L’appuntamento si è svolto sabato pomeriggio allo stadio “Silvio Morina” di contrada Sant’Antonio a Francofonte. L’ evento ha fatto registrare un grande partecipazione di pubblico sotto il motto “ ciascuno può fare tanto per l’altro”. A conclusione della manifestazione sono stati raccolti, in totale, 1070 euro che sono stati divisi e consegnati ai due parroci. Tra i sostenitori dell’iniziativa, il IV tour itinerante nel triangolo siracusano, il club Lions Lentini ha supportato l’iniziativa per il secondo anno consecutivo. “La beneficenza e tutte le attività – ha detto la presidente del Lions club di Lentini Maria Teresa Raudino – che sono finalizzate ad aiutare chi ha piu’ bisogno meritano attenzione e collaborazione, anche a vario titolo. Un grazie e il merito piu’ alto va alle squadre e agli organizzatori, agli sponsor locali, sempre sensibili a questo genere di iniziative. Il nostro motto è dove c’è un bisogno un lion ci sarà sempre”. La manifestazione di Francofonte è stata organizzata dagli agenti della Polizia della Questura di Siracusa Giovanni Bruccone e Alessandro Merlo, con il supporto di Coisp, Lions club Lentini e il patrocinio del Comune di Francofonte. Le squadre che si sono sfidate sono state gli atleti della questura di Siracusa, Guardia di Finanza di Siracusa, Capitaneria di Porto di Catania, Augusta e Siracusa e l’associazione sportiva Magistrati di Catania con Ignazio Fonzo Procuratore aggiunto di Catania che ha indossato la fascia di capitano. Alla premiazione sono intervenuti il parroco Luca Gallina, l’assessore comunale allo sport Gianni De Petro, l’officer del distretto 108Yb Lions Giacomo di Miceli. Il torneo è stato vinto dagli uomini della Guardia di Finanza di Siracusa.




Scene di ordinaria follia in centro a Pachino e il sindaco ora chiede l’Esercito

Sabato sera ad alta tensione per le vie di Pachino. Sono dovuti intervenire i Carabinieri per riportare ordine in zona mercato, dove alcuni cittadini extracomunitari hanno dato vita ad una violenta colluttazione, poco dopo le 22. Tutto inizia in piazza Colonna e poi deflagra nelle aree vicini. Due stranieri sono stati bloccati e identificati. Una terza persona ha riportato ferite giudicate lievi.
In attesa degli ulteriori accertamenti investigativi, sui social scoppia la rabbia dei cittadini di Pachino.
Decine di post raccontano ulteriori dettagli dell’accaduto: da un petardo fatto esplodere in piazza, sino alle scene da far west con la rissa tra gli stranieri, verosimilmente in preda ai fumi dell’alcol, e bottiglie di vetro lanciate in aria mettendo tutto e tutti in pericolo. Tra le parole emerge una certa insofferenza per atteggiamenti violenti ritenuti sempre più diffusi e di cui i cittadini attribuiscono la responsabilità alla folta comunità straniera, da tempo presente nel centro agricolo siracusano.
Il sindaco di Pachino, Giuseppe Gambuzza, ringrazia i Carabinieri ma si dice pronto a chiedere al Ministero dell’Interno anche l’intervento dell’esercito. Nelle settimane scorse aveva sollevato il caso sicurezza nella cittadina della zona sud anche in Prefettura. E ora annuncia controlli anche sulla regolarità dei contratti di affitto stipulati dai privati con i tanti stranieri presenti in città.




La Galleria Bellomo chiude ancora per emergenza personale, Uil Fpl: “Non dipende dai lavoratori”

“A nome nostro e del personale di custodia, fruizione e accoglienza della Galleria Regionale di Palazzo Bellomo associato, ci scusiamo dell’ennesimo disservizio arrecato a visitatori e utenti per la mancata apertura del pregevole sito culturale in questo giorno festivo”. Così scrivono il coordinatore provinciale dei dipendenti regionale Giuseppe Giudice e la segretaria generale provinciale della Uil Fpl Gesualda Altamore, dopo l’ennesimo avviso della direzione della Galleria regionale di Palazzo Bellomo a Siracusa, che ancora una volta è costretta a modificare i propri orari, questa volta chiudendo per l’interna giornata di domenica 13 ottobre.
“Si comunica ai visitatori che questa Galleria rimarrà chiusa al pubblico domenica 13 ottobre 2024”, si legge sulla pagina social di Palazzo Bellomo. L’emergenza personale non è più una novità al Bellomo, la direzione nell’ultimo periodo (tra luglio, agosto e settembre, ndr) si è vista costretta a modificare gli orari di apertura e chiusura diverse volte. I custodi sono pochi e tra ferie e impreviste malattie diventa difficile garantire la normale apertura.
“Sia chiaro che tutto ciò non dipende dalla volontà dei lavoratori, sottolineano Giudice e Altamore, ma da una carenza cronica di personale che la Regione Siciliana non ha adeguatamente incrementato o sostituito da più di vent’anni. Non solo, ma nonostante il personale abbia manifestato la disponibilità ad attuare il superamento delle ore contrattualmente previste, questa disponibilità si è frantumata davanti al muro di gomma che è oggi la Amministrazione della Regione Sicilia. Sappiamo che non dovremmo certo essere noi a scusarci, ma lo facciamo al posto di una Amministrazione sorda e miope soprattutto nei confronti di chi, anche oggi, è costretto a perdersi la visita, nella nostra bellissima Ortigia, di quello che è un vero e proprio gioiello, la Galleria di Palazzo Bellomo. – concludono – Questa è la politica sulla fruizione dei beni culturali in Sicilia!”.




Detenzione e spaccio di droga, 71enne condannato a quasi 3 anni di reclusione

Un 71enne è stato arrestato dai Carabinieri di Lentini in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa. L’uomo deve scontare 2 anni e 6 mesi di reclusione per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, fatti verificatisi ad Augusta nel 2012. Il 71enne è stato condotto presso la Casa di Reclusione di Brucoli.




Furto in abitazione, 44enne condannata a 1 anno e 4 mesi di reclusione

Una 44enne è stata arrestata dai Carabinieri di Noto in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze. La donna, di origini toscane ma residente nel comune netino, deve scontare 1 anno e 4 mesi di reclusione per un furto in abitazione commesso nel capoluogo toscano nel maggio 2023. La 44enne è stata condotta presso la Casa Circondariale “Piazza Lanza” di Catania.