Alpitour World acquisisce VOI Arenella Resort

Alpitour World acquisisce la proprietà di VOI Arenella Resort. Una struttura che si estende su un terreno di circa 60 ettari affacciato sul mare, a circa 10 km dalla città di Siracusa e 70 km dall’aeroporto di Catania. L’obiettivo è quello di rafforzare la solidità patrimoniale del Gruppo, questa nuova operazione si colloca nell’ambito di un piano strategico volto ad un maggiore sviluppo della divisione alberghiera attraverso un più ampio controllo dell’intera filiera turistica.
L’operazione è stata perfezionata da VOIhotels – la catena di hôtellerie di Alpitour World che dal 2004 ha in gestione il villaggio garantendone l’efficienza operativa – tramite l’acquisto dell’intero capitale della società titolare della struttura.
Nel corso dell’anno VOI Arenella Resort sarà oggetto di un piano di ristrutturazione con l’obiettivo di riqualificare e valorizzare il patrimonio edilizio, elevando i servizi dedicati agli ospiti e adeguando la struttura ai più moderni standard di ospitalità. In particolare, il restyling riguarderà l’ammodernamento delle 460 camere distribuite tra il corpo centrale e alcune gradevoli villette, la creazione di un ristorante bar a bordo piscina e un ulteriore ristorante-pizzeria che vanno ad ampliare l’offerta gastronomica del resort. A questi interventi si aggiungono, inoltre, 2 nuovi campi da padel che accrescono l’offerta sportiva disponibile destinata ad incrementarsi ulteriormente per offrire maggiori possibilità di svago e sport alla clientela, la ristrutturazione di due spazi destinati ai piccoli ospiti con aree gioco attrezzate, un teatro arena più ampio dove assistere a spettacoli di cabaret, musica dal vivo, party e dj set e una nuova area polifunzionale di oltre 1.200 mq in grado di ospitare diverse tipologie di eventi con una capienza di oltre 700 persone.
Salgono così a 4 le strutture di proprietà di Alpitour World in Sicilia, infatti oltre a VOI Arenella Resort e VOI Marsa Siclà a Sampieri, il Gruppo possiede l’Atlantis Bay e il Mazzarò Sea Palace a Taormina.




Crisi dei rifiuti, nuova ordinanza regionale. Da mercoledì 26 riapre la discarica

Dopo un vertice convocato in Prefettura a Catania, questa sera arriva una nuova ordinanza del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per consentire il conferimento dei rifiuti nell’impianto Tmb di Lentini, in provincia di Siracusa, già da domani, 26 giugno.
Dopo il sopralluogo di Arpa Sicilia in contrada Codavolpe, riunione sull’emergenza rifiuti in prefettura a Catania al quale hanno partecipato l’assessore regionale all’Energia, Roberto Di Mauro, il prefetto Maria Carmela Librizzi, il sindaco Enrico Trantino, il capo di gabinetto del presidente della Regione Siciliana, Salvatore Sammartano e gli amministratori giudiziari della Sicula Trasporti.
Una riunione che si è resa necessaria perché la Sicula Trasporti ha comunicato stamattina l’impossibilità di poter stoccare il materiale di “sottovaglio biostabilizzato (EER 190501)” per evitare infiltrazioni di particolato nel terreno.
Con il nuovo provvedimento, il presidente della Regione ha, pertanto, disposto, con esclusivo riferimento a questa tipologia di rifiuti, di provvedere allo svuotamento delle biocelle entro otto giorni e il loro trasferimento presso impianti di recupero energetico individuati dalla stessa società. Restano invariate le disposizioni della precedente ordinanza.




Rifiuti, altro che soluzione: si piomba in emergenza. L’ordinanza regionale “è ineseguibile”

Nonostante l’ordinanza emergenziale della Regione, l’emergenza rifiuti in cui è piombata mezza Sicilia – e la provincia di Siracusa – deflagra in maniera ancora più violenta. Con una nota inviata agli uffici regionali, Sicula Trasporti (che gestisce la discarica di contrada Codavolpe) risponde “no”. Non ci sarà modo di accettare i rifiuti in arrivo da oltre 200 comuni, seguendo quanto previsto da Palermo. L’ordinanza regionale è – letteralmente nelle osservazioni di Sicula – “ineseguibile”.
Gli amministratori giudiziari scrivono che la società “non ha aree di stoccaggio autorizzate dove allocare i rifiuti al di là di quella di conferimento giornaliero preventiva al trattamento. L’ordinanza emessa risulta quindi impossibile da rispettare”.
Solo nella serata di ieri, per cercare di sbloccare la situazione sono stati approvati due pareri da parte del Nucleo di coordinamento della Cts in base ai quali sono esclusi dalla “Via” i progetti presentati da Sicula Trasporti per la modifica degli impianti di biostabilizzazione della frazione umida e di trattamento meccanico di rifiuti urbani non pericolosi. L’integrazione documentale fornita dall’azienda ha infatti permesso alla Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione di rivalutare positivamente le richieste respinte nel dicembre scorso.
Nelle more del completamento di tutti i provvedimenti autorizzativi, nel corso di una riunione presieduta dall’assessore all’Energia Roberto Di Mauro è stato deciso anche che, transitoriamente (venti giorni), i rifiuti potevano continuare a essere stoccati e trattati in apposite aree nell’impianto di Lentini, sotto lo stretto monitoraggio e controllo degli organi competenti.
Ma “tale stoccaggio, oltretutto, non è assolutamente praticabile per il materiale di sottovaglio biostabilizzato, che, come a tutti ben noto, viene trasportato sfuso e, non essendo possibile all’attualità imballarlo, dovrebbe essere depositato sfuso sui piazzali, con evidenti refluenze in termini di dispersione in aria e trasporto nelle reti di raccolta acque piovane”, proseguono le osservazioni di Sicula Trasporti.
“A questo aggiungasi che, oltre ai rischi ambientali, vi è pure un pericolo di incendio in quanto il preventivato deposito di 20.000 mc di rifiuti è incompatibile con il carico di incendio autorizzato. Ne consegue, si ribadisce, che è fisicamente impossibile per gli scriventi ottemperare sul piano concreto all’ordine, avverso il quale si riservano di presentare ricorso al TAR”, concludono.




Emergenza rifiuti, chiude il Ccr di Targia. Il Comune: “Chiediamo la collaborazione dei cittadini”

Il Ccr di Targia chiude per un periodo indefinito. L’improvvisa chiusura della discarica di Lentini, dove Siracusa e altri 200 comuni siciliani conferiscono i rifiuti indifferenziati, sta influendo sull’organizzazione complessiva del servizio di igiene urbana.
La raccolta della frazione organica di domani si svolgerà regolarmente ma, per fronteggiare la situazione, si è reso necessario, infatti, chiudere il Centro comunale di raccolta di contrada Targia per un periodo di tempo che non è ancora possibile determinare.
Il sindaco Francesco Italia, l’assessore all’Igiene Urbana Salvatore Cavarra e i responsabili degli uffici interessati sono costantemente impegnati a fronteggiare l’emergenza in attesa che il governo regionale individui una soluzione.
La situazione è in continua evoluzione e il Comune invita i cittadini a tenersi informati attraverso il sito e i social istituzionali. Inoltre, invita tutti a collaborare impegnandosi a differenziare i rifiuti prodotti nella maniera più rigorosa possibile.




Conto alla rovescia per il trasferimento del Pronto Soccorso e il ritorno di Oncologia

Aria di novità per la sanità pubblica di Siracusa. E questa volta non c’entra il nuovo ospedale, anzi è proprio il “vecchio” Umberto I a far parlare di sè. Il dg Alessandro Caltagirone ha aperto le porte (e le attività) del nuovo padiglione, pensato durante il covid ma entrato in funzione solo adesso. Ospita la nuova terapia intensiva, in un tripudio di tecnologia e servizi spesso sconosciuto da queste parti. Non solo, la disponibilità di nuovi spazi, in un delicato gioco di incastri, libera adesso spazi per l’operazione “Pronto Soccorso”.
Il delicato reparto, costantemente sotto stress, tra dieci giorni tornerà nella sua precedente sede. Spazi raddoppiati, sale d’attesa consone per pazienti e familiari, ulteriore servizi tecnologici a supporto mentre continua il reclutamento di medici da assegnare al Pronto Soccorso. Sotto la guida di Caltagirone, sono sino ad ora 15 i nuovi medici che hanno risposto alla chiamata dell’Asp e destinati al Pronto Soccorso.
Ci vorrà qualche settimana in più, forse un mese, per il ritorno di Oncologia a Siracusa. Temporaneamente trasferito ad Avola durante il covid, il reparto sta per riprendersi i suoi spazi all’Umberto I. La sanità pubblica del capoluogo “ritrova” i suoi servizi e – con la nuova guida dell’Asp – può anche presentare una nuova Tac a servizio di Rianimazione ma utile anche per l’utenza esterna e quindi per abbattere le liste d’attesa.




Laser e granate stordenti, tre squadre di incursori per l’operazione speciale alla Borgata

E’ durata meno di dieci minuti l’operazione speciale degli incursori dei Carabinieri, entrati in azione lo scorso venerdì sera alla Borgata. Le immagini del blitz sono state diffuse solo ieri, subito rilanciate anche dai media nazionali.
L’obiettivo era la liberazione di un ragazzo residente a Modica e tenuto prigioniero in una palazzina a due piani, poco distante da piazza Santa Lucia. In un contrasto per un debito di droga tra due bande, una ragusana e l’altra siracusana, era maturato il sequestro.
In poco meno di 24 ore, gli investigatori sono riusciti ad individuare il covo grazie alla conoscenza del territorio ed a preziose informazioni acquisite su quell’appartamento, già interessato in passato da alcune indagini. A quel punto, sono stati allertati i Gis che – da Livorno – hanno raggiunto Siracusa per l’operazione speciale, con il supporto dei Carabinieri di Siracusa e Scicli.
Il resto, si vede nelle immagini che sembrano tratte da un film. Un drone riprende la scena dall’alto. Sono da poco passate le 22 e gli incursori entrano in azione. Alcuni arrivano a bordo di un “anonimo” furgoncino. Scendono e si avviano senza esitazione verso l’obiettivo. Si vedono dei lampi ripetuti, come esplosioni: sono le cosiddette flashbang ovvero granate stordenti che generano un intenso lampo luminoso che provoca un accecamento di circa 5 secondi. Si scorgono anche fasci di luce, sono dei puntatori laser. Anche qui, roba vista nei migliori action movie. Ma questa, invece, è la realtà. Abbattendo anche qualche ostacolo fisso (pareti, porte) i Gis ci mettono pochi istanti nel sorprendere e bloccare il 17enne che funge da carceriere. Viene arrestato. Con sè aveva una pistola.
“L’edificio è stato accerchiato – spiega il tenente Salvatore Cortese, del Nucleo Investigativo di Siracusa – una squadra era piazzata sul tetto mentre le altre due sono entrate dall’ingresso principale e dal retro della palazzina. E’ stato un intervento rapido”. Rapido ma non per questo meno complesso, nella pianificazione e nella realizzazione. Anche perchè “c’era una festa nel frattempo in piazza Santa Lucia e la zona era gremita di turisti che avevano affittato degli appartamenti”. Solo al termine dell’incursione tutti si sono accorti dell’improvviso movimento, con il via vai di Carabinieri ed auto a sirene spiegate.




Discarica riaperta, ma i mezzi sono pieni. Stop temporaneo per la raccolta di plastica

Nonostante l’ordinanza emergenziale della Regione e la possibilità di tornare a conferire i rifiuti nella discarica di contrada Codavolpe (Lentini), la raccolta a Siracusa procede oggi ancora a singhiozzo. Città come Augusta, Floridia, Priolo, Solarino hanno direttamente sospeso il servizio, nel capoluogo invece si è andato avanti regolarmente nonostante la crisi: ieri ok la raccolta organico, oggi plastica a rilento. Il servizio sarà completato entro domani. Per il momento, è arrivato lo stop alla raccolta.
In molti si sono chiesti perchè bloccare la raccolta della plastica se il problema in discarica riguarda l’indifferenziato? La risposta è semplice: con l’impianto di conferimento chiuso da venerdì scorso, i grandi compattatori utilizzati per trasportare la spazzatura di Siracusa sono ormai pressochè pieni (e adesso anche in fila per entrare nella discarica riaperta).
Se non si svuotano, non ci sono mezzi per la cosiddetta trasferenza ovvero per il passaggio della frazione raccolta (oggi la plastica) dalle vasche dei piccoli mezzi elettrici urbani ai grandi compattatori, appunto. Con i compattatori pieni e in fila a Lentini e con le piccole vasche dei furgoncini piene, è venuto fisicamente meno ogni spazio per proseguire con la raccolta. Motivo per cui, ieri sera, il Settore Igiene Urbana del Comune di Siracusa aveva invitato la cittadinanza ad esporre la plastica solo se strettamente necessario.
La situazione raccolta rifiuti si normalizzerà solo tra 12/24 ore, dopo i primi viaggi dei compattatori da e per la discarica che era stata chiusa improvvisamente venerdì e ora riaperta con soluzione emergenziale per venti giorni. Dopodichè si sposteranno i rifiuti in altre discariche siciliane. Ma attenzione, i conferimenti saranno “limitati” ad una determinata soglia per ogni città. E già ci si interroga sul come verrà gestita l’eccedenza, con dietro l’angolo la nova preoccupazione di ritrovarsi le strade cittadine piene di sacchetti di qualsivoglia rifiuto.




Rifiuti, dalla Regione una soluzione di emergenza per non finire sepolti dalla spazzatura

L’annuncio arriva nella tarda serata di lunedì 24 giugno, in coda ad un lungo vertice palermitano in raccordo costante con Arpa e le Asp di varie province, tra cui quella di Siracusa. Il presidente della Regione si mostra ottimista quando dice che è stata “individuata la soluzione per far ripartire la raccolta dei rifiuti nei circa duecento Comuni della Sicilia coinvolti dallo stop all’impianto Tmb di Lentini, nel Siracusano”. Ha appena firmato un’ordinanza straordinaria, nella qualità di commissario straordinario per i rifiuti.
Per sbloccare la situazione, importante è stata l’approvazione di due pareri da parte del Nucleo di coordinamento della Cts in base ai quali sono esclusi dalla “Via” i progetti presentati da Sicula Trasporti per la modifica degli impianti di biostabilizzazione della frazione umida e di trattamento meccanico di rifiuti urbani non pericolosi. L’integrazione documentale fornita dall’azienda ha infatti permesso alla Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione di rivalutare positivamente le richieste respinte nel dicembre scorso.
Nelle more del completamento di tutti i provvedimenti autorizzativi, nel corso di una riunione presieduta dall’assessore all’Energia Roberto Di Mauro è stato deciso anche che, transitoriamente (venti giorni), i rifiuti continueranno a essere stoccati e trattati in apposite aree nell’impianto di Lentini, sotto lo stretto monitoraggio e controllo degli organi competenti.
La seconda fase della gestione emergenziale di questa ennesima crisi dei rifiuti prevede l’intervento dei gestori delle principali discariche della Sicilia (Enna, Gela, Motta Sant’Anastasia e Siculiana). Dovranno avviare le procedure per la cosiddetta “omologa”, processo che, in base alle caratteristiche chimiche, fisiche e merceologiche dei rifiuti, consentirà di abbancare la spazzatura raccolta nei comuni che conferiscono a Lentini nei loro impianti, ma – attenzione – “limitatamente agli spazi disponibili”. Il che potrebbe creare problemi nella raccolta urbana, in città come anche Siracusa in cui l’indifferenziato non accenna a calare nonostante otto anni di raccolta porta a porta per frazione. Ancora peggiore la situazione di Catania e Palermo.
Nel frattempo, spiega la Regione, “verrà definita la procedura che consentirà la prosecuzione delle operazioni di smaltimento dei rifiuti trattati da Sicula Trasporti per l’invio presso altri impianti fuori regione”.
Per il governatore Schifani, va bene così. “Evitiamo rischi per la salute pubblica, dovuti anche alle alte temperature degli ultimi giorni. Un provvedimento straordinario e provvisorio, supportato da pareri sanitari e ambientali, in attesa della conclusione del percorso che porterà alla riapertura dell’impianto di Lentini”. Almeno fino alla prossima crisi del sistema siciliano di gestione dei rifiuti.




Forza Italia vince a Pachino, mano tesa agli (ex) alleati: “Torni unità oltre ai personalismi”

I vertici provinciali di Forza Italia hanno il sorriso stampato in volto. Il mese di giugno ha un sapore dolcissimo per gli azzurri siracusani. Non lo nasconde il coordinatore provinciale Corrado Bonfanti. Prima le Europee, poi la vittoria a Pachino con Giuseppe Gambuzza. Nessuno lo dice apertamente, ma fosse per la base di FI le “gerarchie” politiche del centrodestra aretuseo sarebbero subito da riscrivere ed aggiornare subito. “Mi piacerebbe tornasse la stagione dell’unità, con un centrodestra capace di andare oltre protagonismi e gelosie”, è invece la tesi ufficiale di Forza Italia. La considerazione di Bonfanti è semplice: “Insieme, al primo turno avremmo vinto subito”. E quella parola – insieme – vale come riferimento a Mpa e soprattutto FdI che hanno operato scelte diverse a Pachino. Fratelli d’Italia ha corso per Sebastiano Fortunato, rimasto però fuori dal ballottaggio. Il Movimento per l’Autonomia ha seguito invece la corsa di Barbara Fronterrè che si è fermata a dieci voti appena da Gambuzza, candidato di Forza Italia.
“Tanto lavoro, tanta pazienza. Ecco come arrivano i risultati”, spiega Corrado Bonfanti. “Il centrodestra non può essere l’espressione della forza di un singolo bensì di un gruppo. La sinistra non è ancora ben organizzata nelle nostre zone, ma se continuiamo con queste incomprensioni rischiamo di moltiplicare ogni volta le loro chance di vittoria”, è l’onesta lettura di Bonfanti.
“È stata una lunga ed entusiasmante battaglia nella quale ho creduto fin dall’inizio chiedendo al caro amico Giuseppe Gambuzza di mettere a disposizione della comunità di Pachino le proprie competenze, la propria passione e la propria storia personale. A questa battaglia – aggiunge il deputato regionale Riccardo Gennuso – ha partecipato tutta Forza Italia, dai singoli militanti al presidente Schifani. Sono certo che sarà il sindaco di tutti i cittadini di Pachino, lavorando per ricostruire l’unità di una comunità che in questi anni non ha avuto l’amministrazione che meritava. Ci dispiace che non tutto il centrodestra abbia supportato questa scelta. Forza Italia esce rafforzata, con un nuovo sindaco e sei consiglieri, destinati certamente a crescere fino a dieci, in provincia di Siracusa”.




Tributi sospesi del ’90, un’ “odissea” lunga 34 anni: la protesta solitaria di un cittadino

Da 34 anni rivendica il diritto ad ottenere il rimborso delle somme versate in eccesso nel ’90, prima che i tributi fossero sospesi a seguito del sisma. Salvatore Scaccianoce ha 84 anni e attende ancora l’accredito della cifra che, da sentenza, deve essergli restituita. Dopo una lunghissima battaglia legale ha ottenuto il 50 per cento della cifra che gli spetta. Nessuna traccia, invece, degli 8 mila euro circa che lo Stato gli deve ancora. Stanco di risposte evasive e di inviti alla pazienza, ha deciso di dare vita ad una protesta eclatante, per il momento da solo, ma nella speranza che altri cittadini nella sua stessa situazione si uniscano a lui, anche a Catania e a Ragusa. Questa mattina, con un cartello in cui sintetizza la vicenda, si è piazzato davanti all’Agenzia delle Entrate. Continuerà a manifestare anche nei prossimi giorni e finché qualcuno non gli fornirà un riscontro concreto ed una garanzia.