Nuovi alberi da piantumare in città: affidato il servizio per 10 mila euro

Oleandri, alberelli di Schinus Molli (il cosiddetto Falso pepe) e Tabebuie da piantumare in diverse aree della città, a partire dalle formelle rimaste vuote.
Saranno posizionati nelle prossime settimane, dopo l’affidamento da parte del settore Verde Pubblico del Comune di Siracusa, del servizio di manutenzione straordinaria del verde e piantumazione di nuove alberature alla ditta “Fortuna Vincenzo- Vivaio del Mediterraneo” con sede a Cassibile. Per la piantumazione di nuove alberature nel territorio comunale erano già stati stanziati 10 mila euro, attraverso una variazione di bilancio approvata dal consiglio comunale. I tempi, tuttavia, non consentono di rientrare nell’esercizio finanziario 2025, essendo ormai l’anno concluso. Si sposterà, dunque, tutto sul 2026. L’amministrazione comunale ha proceduto con affidamento diretto. La scelta delle essenze sarebbe legata alle condizioni climatiche del territorio. Oleandri, Falso Pepe e Tabebuie sono,infatti, già state “testate” in altre aree del territorio.

Foto: repertorio




Rivolta in carcere a Siracusa, tensione nel blocco 20. Protesta per l’acqua calda e le cimici

Momenti di forte tensione si sono registrati nel pomeriggio del 28 dicembre 2025 all’interno della casa circondariale di Siracusa, dove una rivolta è scoppiata nel blocco 20, che ospita detenuti comuni. A denunciare l’accaduto è una organizzazione sindacale della polizia penitenziaria, l’Osapp, che riferisce i fatti “per diritto di cronaca”.
Secondo quanto riferito, intorno alle ore 17, dopo giorni di protesta pacifica, alcuni detenuti si sono rifiutati per più notti consecutive di rientrare nelle celle. Nonostante i reiterati inviti della Direzione a porre fine alla protesta, la situazione ha portato all’ordine di procedere con il rientro coattivo.
Per l’esecuzione del provvedimento è stato richiamato un contingente di circa 120 unità di polizia penitenziaria, che si è distribuito sui diversi piani del blocco. Se al primo piano i detenuti sono rientrati senza opporre resistenza – spiegano dal sindacato – al secondo piano si è registrata una lieve opposizione. La situazione è però degenerata al terzo piano.
Alla vista degli agenti, alcuni detenuti avrebbero dato in escandescenza, dando avvio a una vera e propria sommossa con minacce, spintoni e tentativi di respingere il personale fuori dalla sezione, “che è stata occupata e barricata”. Durante la rivolta sono state distrutte le telecamere di sorveglianza per evitare le riprese, mentre alcuni detenuti, “utilizzando telefoni cellulari, avrebbero filmato le scene per poi diffonderle sui social”. Attivati anche gli idranti, con getti d’acqua diretti contro il personale in servizio.
Nel caos della sommossa, un sovrintendente della polizia penitenziaria è stato accerchiato da un gruppo di detenuti e scaraventato a terra. L’agente, riferisce ancora l’Osapp, non ha riportato gravi conseguenze. Le lesioni sono state giudicate guaribili in cinque giorni dal medico curante. L’utilizzo degli idranti ha inoltre causato danni rilevanti alla sezione.
Solo dopo ore si è riusciti a riportare la calma, con il rientro dei detenuti nelle rispettive celle. Alla base della protesta, secondo quanto riferito, vi sarebbero alcune lamentele legate alla temperatura dell’acqua delle docce, ritenuta non sufficientemente calda. La Direzione, precisa il sindacato, era già intervenuta da giorni per aumentare la disponibilità di acqua calda nelle sezioni. Altra motivazione addotta dai detenuti riguarderebbe la presenza di cimici. Anche su questo fronte, viene sottolineato come l’amministrazione avesse già autorizzato interventi di disinfestazione sin dal periodo estivo, proseguiti anche nei mesi invernali, trattandosi – a quanto risulta – di una problematica circoscritta e non generalizzata.
“Come organizzazione sindacale riteniamo gravissimo quanto accaduto – conclude la nota Osapp – pur senza voler sminuire le eventuali ragioni della protesta, che saranno certamente vagliate dagli uffici competenti. Restano tuttavia da accertare le responsabilità penali e disciplinari di tutti i detenuti che hanno preso parte alla violenta sommossa”.

Se vuoi, posso accorciare il pezzo, renderlo ancora più asciutto per un lancio d’agenzia o adattarlo a comunicato stampa sindacale o articolo di apertura.




Federarma Siracusa, il dottore Salvo Caruso confermato presidente

Federfarma Siracusa ha rinnovato i suoi quadri sociali per il quadriennio 2026-2029. Confermato Salvo Caruso alla guida dell’associazione provinciale che rappresenta i titolari di farmacia della provincia di Siracusa. Vicepresidenti sono stai nominati Giuseppe Martin e Valeria Rizza, Tesoriere è Salvatore Campisi, con segretario Alfio Inserra. Consiglieri: Giovanna Catania, Valentina Cicirata, Valeria Vitale. Presidente del Comitato Rurale è Francesco Lentini.
Il mandato che si conclude ha visto le farmacie siracusane protagoniste di un’importante trasformazione. Grazie all’impegno di Federfarma Siracusa, le farmacie del territorio hanno attivato il servizio CUP per la prenotazione delle prestazioni sanitarie, partecipato attivamente alle campagne di screening oncologici, avviato i servizi di vaccinazione e implementato le prestazioni di telemedicina, consolidando il ruolo della farmacia dei servizi come punto di riferimento per la salute dei cittadini.
“Ringrazio tutti i colleghi per la fiducia rinnovata”, dice il presidente Caruso. “Il nostro impegno sarà rivolto a potenziare ulteriormente questi servizi, ampliando l’offerta di prestazioni sanitarie di prossimità e rafforzando la collaborazione con il Servizio Sanitario Regionale, per rispondere sempre meglio alle esigenze di salute dei cittadini siracusani”.




Contrasto alle dipendenze, all’ospedale di Noto il nuovo Centro di Pronta Accoglienza

Da oggi l’Asp di Siracusa rende operativa, al Trigona di Noto, la struttura istituita nell’ambito della legge regionale “anti-crack”. Dotata di 12 posti letto ed un’equipe multidisciplinare per la riabilitazione intensiva, segna un passo decisivo nel potenziamento dei servizi di assistenza per le fragilità sanitarie del territorio. Tecnicamente si chiama “Centro di Pronta Accoglienza” ed è dedicato – come detto – alle dipendenze patologiche. La struttura sorge nei locali dell’ex “Hotel Covid” su una superficie di circa 460 metri quadrati e rappresenta una delle prime applicazioni concrete della legge regionale 26/2024, nota come norma “anti crack”. Il Centro, sotto la guida del direttore facente funzioni dell’Unità operativa complessa Dipendenze Patologiche Ernesto De Bernardis, è configurato come una struttura residenziale sanitaria a permanenza breve, con un limite massimo di 30 giorni, finalizzata alla stabilizzazione clinica e al contenimento del desiderio compulsivo di sostanze. Non si tratta di un reparto ospedaliero tradizionale o di una comunità ma di una fase intermedia del percorso di cura: uno spazio protetto in cui l’utente può riorganizzare la propria traiettoria terapeutica prima di proseguire con trattamenti ambulatoriali o residenziali.
“La scelta di locali recentemente sottoposti a miglioramento sismico e adeguati agli standard del decreto assessoriale 631 del 3 giugno 2025 – dice il direttore sanitario Salvatore Madonia – permette di offrire un ambiente sicuro e dignitoso. Il Centro fungerà da filtro sanitario capace di ridurre la pressione sugli altri reparti ospedalieri, garantendo al contempo protocolli rigorosi per la gestione del rischio clinico”.
L’accesso avverrà tramite segnalazione dei SERT del territorio, garantendo una piena integrazione con la rete assistenziale dell’Asp. La nascita del Centro qualifica ulteriormente l’offerta sanitaria aziendale e risponde a un bisogno di salute urgente nel territorio, offrendo un luogo attrezzato per l’assistenza a chi soffre di dipendenze grazie alla mobilitazione dell’intera Azienda per garantire un’apertura rapida ed efficace. “Il CPA rappresenta un luogo sicuro e orientato al cambiamento – sottolinea Ernesto De Bernardis direttore delle Dipendenze Patologiche – dove l’accoglienza ha un valore clinico fondamentale. Attraverso il lavoro d’équipe, sarà possibile accogliere pazienti in fase critica, stabilizzarli e avviarli verso il percorso di cura più idoneo, assicurando quella continuità assistenziale che fino ad oggi mancava in questa forma nel territorio siracusano”.




Viabilità nella zona sud, sette milioni di euro per interventi migliorativi

Stanziati 7 milioni di euro dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa, per interventi riguardanti le strade provinciali della zona sud. Si tratta di lavori che troveranno piena realizzazione nel corso del 2026. Nel dettaglio, 8 progetti che ricadranno sul territorio del Comune di Noto, 3 sul territorio di Pachino, 1 su Rosolini, 1 su Avola, 1 su Palazzolo Acreide. Previsti lavori di manutenzione straordinaria volti al miglioramento delle condizioni di sicurezza e che nel complesso riguardano la manutenzione e il rifacimento del manto stradale, della segnaletica orizzontale e verticale oltre a pulizia e decespugliamento dei margini stradali.
Inoltre, nell’ambito della “Manovra ter” all’ex Provincia Regionale di Siracusa sono stati assegnati 5.575.263 euro per la realizzazione di 7 progetti immediatamente cantierabili che vedranno 175.262,67 destinati a lavori di manutenzione straordinaria degli impianti di illuminazione delle strade provinciali; 3.600.000 euro, equamente suddivisi tra zona nord, centro e sud destinati a lavori di manutenzione straordinaria per il miglioramento delle condizioni di sicurezza delle SS.PP; e 1.800.000 euro destinati ai lavori di manutenzione straordinaria per il miglioramento delle condizioni di sicurezza delle strade provinciali, con contestuale attività di pulizia e decespugliamento delle banchine.
“Alla luce di iter procedurali oggi sbloccati – dice Pietro Rosa, presidente del Consiglio Comunale di Noto e consigliere del Libero Consorzio – stiamo parlando di progettualità esecutive prossime alla realizzazione e nuovi finanziamenti ottenuti, risultato di un lavoro costante, sinergico e trasversale, che ha coinvolto più livelli istituzionali. Ringrazio il Presidente del Libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa, il consigliere delegato alla viabilità provinciale Diego Giarratana, il Settore VIII del Libero Consorzio con a capo il dott. Giovanni Grimaldi e il responsabile di servizio per la viabilità provinciale della zona sud Giuseppe Calleri, per la disponibilità e la professionalità che ogni giorno mettono a servizio del nostro Ente Provinciale”.




Il 2025 della Cgil: “lavoro povero, industria a rischio ed emergenza sociale da risolvere”

Fine anno, tempo di bilanci e di analisi anche per la Cgil di Siracusa. A tracciarlo è il segretario provinciale Franco Nardi che restituisce l’immagine di un territorio attraversato da fragilità profonde ma anche potenzialità che, però, rischiano di andare perdute senza una chiara visione politica e industriale.
“Il 2025 si chiude lasciandoci davanti un quadro complesso – afferma Nardi – fatto di criticità strutturali ma anche di risorse che, se governate, potrebbero ancora garantire futuro e dignità al lavoro nella nostra provincia”. A parlare, sottolinea il segretario della Cgil, sono i numeri ed in particolare quelli contenuti nel rendiconto economico-sociale dell’Inps. “Dietro quelle cifre noi leggiamo le storie di lavoratori precari, famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, giovani costretti a partire e pensionati che sopravvivono con assegni troppo bassi”.
Uno dei segnali più allarmanti riguarda la demografia. Siracusa continua a perdere residenti e non solo per il calo delle nascite. “Il dato più grave – evidenzia Nardi – è la fuoriuscita costante di giovani lavoratrici e lavoratori in cerca di opportunità che qui non trovano. È un’emorragia silenziosa che svuota le comunità e impoverisce il tessuto sociale ed economico”. Alla base, secondo la Cgil, c’è “l’assenza di un progetto di sviluppo sostenibile e inclusivo, fondato su lavoro stabile e tutelato”.
Sul fronte occupazionale, il quadro resta contraddittorio. Il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo, ma cresce il lavoro precario: tempo determinato, part-time involontario e discontinuità. “Il tasso di occupazione aumenta ma resta sotto il 50 per cento – ricorda Nardi – significa che meno della metà della popolazione in età lavorativa ha un impiego”. Aumentano anche le richieste di Naspi e di sostegni al reddito, mentre le retribuzioni medie restano inferiori alla media nazionale, con un divario ancora più marcato per le donne. “È il segno di una struttura produttiva fragile che genera lavoro povero, poco sicuro e di bassa qualità”.
Il cuore produttivo della provincia resta il polo industriale siracusano, da cui dipende gran parte dell’economia locale. “Il 96 per cento delle rinfuse liquide movimentate nel porto di Augusta è legato alle attività del polo”, ricorda il segretario Cgil, che parla di circa 8 mila addetti diretti e dell’indotto, oltre a migliaia di lavoratori nei trasporti e nelle manutenzioni. Ma il futuro è incerto. “Il polo vive un passaggio decisivo: trasformazione o dismissione”. La scelta di Eni Versalis di uscire dalla chimica di base a Priolo ha cambiato lo scenario. “Gli investimenti annunciati sono un segnale, ma rischiano di restare isolati se non inseriti in una vera strategia industriale”.
A mancare, secondo la Cgil, è proprio una politica industriale nazionale e regionale. “Non possiamo lasciare il destino del polo nelle mani di multinazionali e fondi finanziari”, avverte Nardi citando i casi Sasol, Sonatrach e Isab. “Anche quando gli investimenti puntano all’efficientamento e alla riduzione delle emissioni, il rischio di una riduzione occupazionale resta concreto”.
In questo contesto si inserisce anche la vertenza sull’impianto di depurazione Ias. “L’obbligo per le grandi aziende di staccarsi dall’impianto entro il 2026 rischia di produrre effetti devastanti con perdita di posti di lavoro, frammentazione del sistema e pericolo di nuovi scarichi nel porto di Augusta”, denuncia. Si chiede, allora, di «salvaguardare l’Ias ed inserire il depuratore consortile in un progetto organico di depurazione dell’intera provincia.
Preoccupanti poi i segnali che arrivano dall’edilizia. Dopo la spinta del Superbonus e del Pnrr, il settore rischia un brusco arresto. “Il 31 agosto 2026 finiranno le risorse del Piano di Ripresa e Resilienza e non ci sono misure di accompagnamento – osserva Nardi – mentre il caro-materiali e il taglio degli incentivi colpiscono soprattutto le piccole e medie imprese”.
Dal mondo della scuola e della pubblica amministrazione arriva un’altra denuncia forte. La Flc Cgil non ha firmato il contratto collettivo Istruzione e Ricerca. “Retribuzioni insufficienti e mancato recupero dell’inflazione hanno eroso circa due terzi del potere d’acquisto”, spiega il sindacato. Stessa posizione per la Fp Cgil sul contratto delle Funzioni Locali. “Il 2025 è stato un anno di mobilitazioni – sottolinea Nardi – segno di un disagio sociale crescente”.
La sanità pubblica resta uno dei nodi più critici, con liste d’attesa interminabili, strutture inadeguate, ritardi sul nuovo ospedale e una Missione Salute del Pnrr in forte affanno. “Molti cantieri non sono partiti o procedono a rilento – avverte il segretario Cgil – e manca il personale necessario a rendere operative le nuove strutture”.
Sul piano previdenziale, i dati Inps parlano di pensioni spesso sotto la soglia di povertà. “Dietro quei numeri ci sono uomini e donne che hanno lavorato una vita nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi”, ricorda Nardi. In un contesto in cui il tasso di povertà è aumentato del 10 per cento e gli ammortizzatori sociali si sono ridotti, “siamo di fronte a una vera emergenza sociale e occupazionale”.
Un disagio che, secondo la Cgil, rischia di riflettersi anche sul piano della sicurezza, come dimostrano i recenti episodi intimidatori ai danni di attività commerciali. “Il lavoro povero e l’esclusione sociale alimentano insicurezza”, avverte Nardi.
Guardando al futuro, l’impegno del sindacato resta chiaro. “Difendere il lavoro, governare le transizioni, garantire diritti e futuro alla provincia di Siracusa. I numeri non sono mai neutri: sono la misura della giustizia sociale”. Il 2026 si aprirà anche con la campagna referendaria sulla giustizia costituzionale. “Saremo presenti, come sempre – conclude Nardi – dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche il prossimo anno dovrà essere l’anno delle scelte”.




Pista “Rossana Maiorca”, 2,5 milioni per riqualificarla: ecco gli interventi previsti

Stimata in circa 2 milioni e mezzo di euro la cifra complessiva necessaria per la riqualificazione della pista ciclabile “Rossana Maiorca”, che versa in condizioni precarie e tali da non garantire la sicurezza degli avventori. Una determina del dirigente Marcello Dimartino e del Rup, responsabile unico del procedimento, Elisabetta Romana approva in linea tecnica il Documento di Indirizzo alla Progettazione, in cui si stabiliscono gli interventi da realizzare. La Pista Rossana Maiorca è molto frequentata, soprattutto nel tempo libero e per attività sportive all’aperto. Si tratta di un’area ritenuta di elevato valore naturalistico e paesaggistico ma sono parecchi i problemi che i fruitori vi riscontrano ogni giorno e che rappresentano elementi che mettono a rischio l’incolumità pubblica: la pavimentazione è deteriorata, con numerose buche e punti dissestati, la staccionata in legno è fortemente danneggiata (e ci sono tratti che si affacciano direttamente sulla scogliera), l’impianto di illuminazione è malfunzionante. Mancano, inoltre, spazi attrezzati per la sosta e la fruizione paesaggistica, nonché la segnaletica. E’ lo stesso settore Programmazione Opere Pubbliche che riconosce che “tali condizioni incidono negativamente sulla sicurezza degli utenti, sull’accessibilità universale del percorso e sulla piena valorizzazione del contesto costiero”. I lavori, inseriti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, dovrebbero garantire una migliore accessibilità, con particolare attenzione alle persone con disabilità. Sarà sistemato l’esistente e saranno inseriti nuovi elementi di arredo urbano, con aree di sosta e punti panoramici. Saranno, inoltre, piantumare essenze autoctone. In vista della progettazione degli intervento, lo scorso ottobre, è stato eseguito un rilievo aereo georeferenziato il drone in dotazione alla polizia giudiziaria della Municipale della Procura di Siracusa, operazione preliminare indispensabile per l’avvio dell’attività. Il documento di indirizzo alla Progettazione è stato redatto dall’architetto Elisabetta Romano. I soli lavori dovrebbero costare un milione di euro. Comprendono la realizzazione di opere per l’accessibilità di persone con disabilità, una staccionata in legno nuova per delimitare la pista, manutenzione straordinaria della pavimentazione per eliminare buche ed altri danni strutturali, l’installazione di segnaletica orizzontale e verticale lungo tutto il percorso, la creazione di punti panoramici caratterizzati da panchine e aree relax, l’installazione di elementi di arredo urbano, come cestini e portabiciclette;- la piantumazione di alberi e arbusti autoctoni per migliorare l’ombreggiatura e l’estetica del per l’estetica del percorso.
Si passerà adesso alle successive fasi progettuali e attuative dell’intervento;




Parcheggio Damone: decisa l’apertura temporanea in attesa della variante

E’ una riapertura temporanea ma potrebbe rappresentare quella definitiva.Per il Parcheggio Damone il Comune, con una determina dirigenziale firmata da Marcello Dimartino, potrà riaprire per 180 giorni, tempo ritenuto congruo per poter concludere l’iter verso la variante urbanistica necessaria perchè l’area di sosta risulti in regola con il piano urbanistico. Il parcheggio è chiuso dal 23 gennaio scorso, in quanto realizzato in un’area destinata a verde gioco e sport (S3). Una vicenda intorno alla quale si sono sviluppate anche aspre polemiche. L’assessore alla Mobilità Enzo Pantano avrebbe chiesto agli uffici di avviare con urgenza il percorso per variare la destinazione dell’area e di attivare un procedimento amministrativo per autorizzare l’apertura temporanea del parcheggio. L’area sarà gestita direttamente dall’ente in questa fase. Il collaudo, invece, è già stato effettuato. Non ci sarebbero, inoltre,interventi da attuare all’interno dell’area, né ulteriore consumo di suolo. Il parcheggio viene, in realtà, utilizzato “abusivamente” da molti automobilisti ormai da settimane. Quell’area è stata inserita nell’ambito della riqualificazione della zona Tisia-Pitia, per agevolare i clienti dei negozi del centro naturale commerciale.




Bilancio di previsione all’esame del Consiglio comunale: oltre 300 gli emendamenti. Tutti i numeri

È iniziata stamattina in consiglio comunale, in anticipo rispetto all’anno di riferimento, la discussione sul bilancio triennale di previsione 2026-28. La proposta è un documento complesso poiché lo strumento finanziario è corredato dal Dup, nel quale viene esplicitata la programmazione dell’Ente partendo dal “Programma di mandato” del sindaco. Al Dup, a sua volta, sono stati allegati il Piano triennale delle opere pubbliche, il Piano triennale dei servizi e delle forniture e il Piano triennale delle alienazioni e valorizzazione dei beni patrimoniali. Sulla proposta sono stati presenti oltre 300 emendamenti, 193 riferiti al Documento unico di programmazione e 111 sul bilancio vero e proprio. La circostanza ha portato il presidente del consiglio comunale, Alessandro Di Mauro, a proporre, nella battute iniziali della seduta, di limitare la durata dei tempi della discussione sui singoli emendamenti, soluzione respinta dall’opposizione ma che poi è passata con 19 sì e 11 voti contrari. A illustrare in chiave politica il bilancio di previsione sono stati il sindaco Francesco Italia e l’assessore Pierpaolo Coppa. Italia ha sottolineato l’importanza di avere portato in aula, lo strumento finanziario entro la fine dell’anno precedente, risultato reso possibile dal fatto che la macchina amministrativa comunale, in tutte le componenti, ha dato il suo contributo. Non si tratta, ha detto, di una medaglia da appendersi al petto ma di una prova di serietà poiché, anche se la scadenza era stata fissata al 28 febbraio, anticipando i tempi sarà possibile lavorare da subito alla realizzazione di “ciò che i cittadini ci chiedono per migliorare la loro vita”. Lo strumento finanziario per il triennio 2026-28 prevede entrate complessive per 271 milioni di euro. Le poste delle entrate sono così suddivise: tributi 93 milioni di cui 30 milioni provenienti dall’Imu, 34 dalla Tari, 9 dall’addizionale comunale Irpef, 2,6 dall’Imposta di soggiorno, 16 dai fondi perequativi statali; 34 milioni di euro sono le entrate da trasferimenti, di cui 12 dallo Stato e 22 da altre amministrazioni; 34 milioni sono anche le entrate extratributarie, le cui voci più consistenti sono i 14 milioni di proventi dalla gestione dell’Ente e i 13 dalle attività di controllo e repressione delle irregolarità e tra questi anche le violazione al codice della strada. E infine ammontano a circa 34 milioni anche le entrate in conto capitale per finanziare gli investimenti.
Sul fronte delle uscite, pesano per 159 milioni le spese correnti le cui principali voci sono: gli 83 milioni destinati all’acquisto di beni e servizi, i 31 per stipendi e contributi e i 24 accantonati per il fondo crediti di dubbia esigibilità. Ammontano, poi, a 3,3 milioni i rimborsi per i mutui e a 34 milioni le spese per investimenti. Nel bilancio è stata prevista, tra le spese, la quota del disavanzo di amministrazione, pari a 683 mila 782 euro derivante dal riaccertamento straordinario dei residui a seguito dell’entrata in vigore della contabilità armonizzata. Sulla parte generale, dai banchi sono intervenuti Paolo Romano, Zappulla, La Runa, Marino, Greco, De Simone, Milazzo e Burti.




Malamovida in Ortigia, maxi-rissa nella notte di sabato nei pressi di piazza delle Poste

Si torna a parlare di malamovida in Ortigia dopo che, nella tarda serata di sabato scorso, una decina di persone hanno dato vita ad una maxi-rissa poco distante da piazza delle Poste. Erano da poco passate le 23, orario centrale nel fine settimana ed in periodo di feste. Per cause che non sono state ancora chiarite, i due gruppi di giovani – siracusani e magrebini – sono venuti alle mani, allarmando residenti e passanti. “Alcuni di loro si erano armati con bottiglie di vetro”, racconta un testimone alla redazione di SiracusaOggi.it.
Tra urla e violenza urbana, ad avere la peggio sarebbe stato un ragazzo che ha cercato rifugio all’interno di un’attività commerciale della zona. “Sono stato tra i primi ad arrivare, ho subito proposto di chiamare un’ambulanza ma ha rifiutato”, rivela un altro testimone, residente in zona e sceso in strada per provare a calmare gli animi.
In pochi minuti, sul posto sono arrivate le Volanti della Polizia allertate anche da un agente libero dal servizio che ha dato l’allarme e seguito il primo intervento. All’arrivo delle sirene, i due gruppetti di giovani si erano dileguati. Non risultano, al momento, accessi al Pronto Soccorso o danneggiamenti. Proseguono le indagini, anche attraverso la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.