Sbloccati in Sicilia 70 milioni di euro per il bando Più Artigianato

“Un segnale concreto e atteso da centinaia di imprese artigiane siciliane”. Così Piero Giglione, segretario Regionale della Cna Sicilia, commenta lo sblocco dei 70 milioni di euro del bando “Più Artigianato”, annunciato dall’Assessore Regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede dell’Associazione.
L’Assessore Tamajo ha comunicato che, grazie all’approvazione del rendiconto, le risorse del bando, fondamentali per sostenere la competitività e l’innovazione delle micro e piccole imprese, sono ora immediatamente erogabili dopo una lunga attesa.
“Accogliamo con grande soddisfazione l’annuncio dell’Assessore – dichiara Piero Giglione –. Questi fondi rappresentano un ossigeno vitale per centinaia di aziende che hanno investito tempo e risorse per presentare progetti di sviluppo. Finalmente vedono un giusto riconoscimento del loro impegno. È un primo, importante risultato del dialogo costante che portiamo avanti con la Regione a nome delle nostre imprese”.
Oltre allo sblocco del bando “Più Artigianato”, i componenti della Commissione Bilancio hanno assicurato il prossimo rimpinguo del fondo di rotazione della CRIAS (Cassa Regionale per il Credito alle Imprese Artigiane Siciliane), misura cruciale per l’accesso al credito delle imprese.
Proprio in merito a queste nuove prospettive, la Cna Sicilia ha formalmente richiesto l’attivazione di un tavolo tecnico presso l’Assessorato alle Attività Produttive. L’obiettivo è lavorare insieme alle altre Organizzazioni di categoria per individuare e definire misure ad hoc, mirate alle specifiche esigenze delle imprese artigiane e delle start-up, per massimizzare l’efficacia delle politiche di sostegno.
“La riattivazione del fondo CRIAS e lo sblocco dei 70 milioni sono la prova che un confronto serio e costruttivo produce risultati – conclude Giglione –. Ora è il momento di andare avanti. Con il tavolo tecnico che abbiamo chiesto, vogliamo costruire, insieme alla Regione, un percorso condiviso per dare risposte strutturali al nostro artigianato, che è il vero motore dell’economia siciliana. Le imprese hanno bisogno di certezze e di politiche lungimiranti per crescere e creare occupazione”.




Lavoro, 210 nuove assunzioni alla Regione. “Con i conti in ordine, altre assunzioni”

Duecentodieci nuovi dipendenti alla Regione Siciliana. Stamattina, nella sede dell’assessorato della Funzione pubblica, sono stati firmati i contratti di assunzione. Ad accogliere i neoassunti il presidente della Regione, Renato Schifani, e l’assessore Andrea Messina con il dirigente della Funzione pubblica, Salvatrice Rizzo.
«Auguro buon lavoro agli uomini e alle donne che oggi entrano a far parte della nostra amministrazione – ha detto il presidente Schifani -. Abbiamo bisogno del loro entusiasmo e della loro professionalità per proseguire con il programma di sviluppo e di rinnovamento che il mio governo sta portando avanti da due anni e mezzo. Quando sono stato eletto ho trovato una Regione che, in base a un patto siglato col governo nazionale per il contenimento della spesa, doveva rispettare il blocco delle assunzioni. Ci siamo impegnati e lavorato sodo e siamo riusciti ad azzerare il disavanzo, ottenendo quest’anno un surplus di oltre due miliardi. Grazie ai conti in ordine continueremo ad assumere. Siamo stati la Regione che è cresciuta di più come Pil a livello nazionale, attraiamo investimenti grazie alla semplificazione delle procedure e al sostegno alle imprese. Oggi la Regione è in salute e vogliamo trasformare queste risorse in investimenti sul territorio a favore dei giovani, a sostegno dei più poveri, per le imprese, per nuove assunzioni e per ridurre la pressione fiscale».
Nel dettaglio, le nuove assunzioni riguardano 161 unità per il ricambio generazionale, così suddivise: 109 funzionari del profilo amministrativo; 22 specialista informatico–statistico; 15 profilo avvocato; 14 agronomi – ambito tutela del territorio e sviluppo rurale. Altre 29 unità andranno a potenziare i Centri regionali per l’impiego, di cui 18 istruttori del profilo amministrativo contabile e11 operatori del mercato del lavoro. Alla Protezione civile regionale stabilizzati 12 dipendenti, mentre entrano in ruolo 5 operatori centralinisti non vedenti. Venerdì scorso, infine, avevano già firmato tre unità appartenenti alle categorie protette: due donne che hanno subito sfregi permanenti a seguito di violenza e una vittima di mafia.
«Esprimo grande soddisfazione per questo risultato – ha aggiunto l’assessore Messina – frutto di un vero lavoro di squadra reso possibile grazie all’impegno della dirigente generale del dipartimento della Funzione pubblica, degli uffici e di tutti i dipartimenti regionali coinvolti. L’ingresso dei nuovi assunti rappresenta un momento importante e atteso, che ci consente di guardare con fiducia al futuro. La loro energia e le loro competenze offriranno un contributo prezioso nell’affiancare il personale già in servizio, oggi impegnato in una gestione complessa e profondamente orientata al cambiamento. È un passo decisivo verso l’innovazione organizzativa e il miglioramento dei servizi resi a cittadini e imprese. Allo stesso tempo stiamo già lavorando per creare nuove opportunità occupazionali che ci permetteranno, nei prossimi mesi, di rinnovare in maniera significativa e duratura la macchina amministrativa regionale».




Catania capitale italiana della Cultura 2028, la Regione sostiene la candidatura

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è intervenuto alla presentazione della candidatura di Catania a “Capitale italiana della Cultura 2028”. Presente anche l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Sono qui per dare il mio sostegno convinto alla città, al sindaco e a tutti i catanesi”, ha detto Schifani. “Catania merita la possibilità di diventare Capitale della Cultura 2028, ha tutti i numeri, ha una storia culturale di primo piano, oltre a una industriale di grande rilievo. Sono convinto che questo progetto riuscirà a valorizzare la caratura culturale della città e, di conseguenza, di tutta la Sicilia. È una candidatura ben costruita, la relazione di quanti vi hanno lavorato mi ha stupito, è già un progetto vincente. C’è tutto l’impegno del governo regionale nell’essere al fianco di Catania in questa “sfida” culturale. In questo percorso adesso dobbiamo fare squadra, fare sistema con tutti gli operatori e le istituzioni, locali, regionali e nazionali, tutti insieme per raggiungere l’obiettivo. È questo il modo in cui sono abituato a lavorare, un metodo che sta dando frutti in diversi ambiti. Tra l’altro, la Regione è finanziariamente in salute, abbiamo avuto per la prima volta un corposo avanzo finanziario. Faremo senz’altro la nostra parte, ci credo fortemente, non possiamo né intendiamo perdere questa occasione”.




Bando per valorizzare Gibellina “Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026”

C’è tempo fino alle ore 10 del 30 settembre 2025 per partecipare al bando promosso dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, nell’ambito della Circolare n. 14/2025, che mette a disposizione 700 mila euro per progetti scolastici volti a valorizzare Gibellina, designata “Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea per il 2026”.
Il bando è rivolto a tutte le istituzioni scolastiche statali con sede in Sicilia, che potranno presentare una sola proposta progettuale, anche in partenariato con musei, enti culturali, gallerie, artisti o associazioni del terzo settore. Ogni progetto potrà ricevere un contributo massimo di 7.500 euro.
«Con questa iniziativa – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano – il governo Schifani punta ad avvicinare gli studenti siciliani all’arte contemporanea, stimolando la creatività, il pensiero critico e la consapevolezza del patrimonio culturale attraverso percorsi formativi, esperienze immersive e attività artistiche. Questo progetto, che si inserisce nel percorso di valorizzazione avviato in occasione del prestigioso riconoscimento ottenuto dalla città del Belice, mira a sostenere il valore strategico dell’educazione artistica e il ruolo centrale della scuola come motore di innovazione culturale e sviluppo del territorio. Gibellina, ricostruita con il contributo di grandi protagonisti dell’arte italiana del Novecento, diventa così un laboratorio educativo a cielo aperto, dove scuola, arte e comunità si incontrano».
I progetti dovranno includere un percorso formativo sull’arte contemporanea con il coinvolgimento di esperti e artisti; una visita didattica a Gibellina, città-museo e simbolo di rinascita nel Belice; la produzione di un elaborato originale (come video, podcast, installazioni, e-book, cortometraggi o rassegne fotografiche), che sarà esposto in una mostra collettiva ospitata nel Comune di Gibellina, trasformato per l’occasione un museo en plein air e un laboratorio di rigenerazione urbana. Le domande dovranno essere inviate esclusivamente via PEC all’indirizzo dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it entro le ore 10 del 30 settembre 2025. La circolare è consultabile sul portale della Regione Siciliana a questo link.




Energia, Galvagno a HeySun: “Transizione, Sicilia hub del Mediterraneo”

“La nostra Regione è finalmente riuscita a mettere i conti a posto, uscendo da una situazione debitoria, accingendosi a chiudere l’anno con un avanzo di amministrazione di oltre 2 miliardi euro. Un risultato storico, frutto del lavoro in continuità tra i Governi regionali di Nello Musumeci e Renato Schifani e grazie alla sinergia con il Governo nazionale. È proprio attraverso questa collaborazione che si sta attuando una visione che guarda alla transizione energetica con la Sicilia hub del Mediterraneo. Un tema che sarà al centro della conferenza internazionale organizzata dall’Assemblea Regionale Siciliana a Palazzo dei Normanni, dal 6 al 9 novembre prossimi, con i leader del Mediterraneo e i presidenti delle Commissioni europee. Sarà l’occasione per comprendere le sinergie da creare per politiche più giuste ed efficaci”. Lo ha detto il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno, intervenendo alla cerimonia inaugurale di HeySun, l’expo della transizione energetica in corso a Misterbianco.




Edilizia, in Sicilia nuova modulistica per l’agibilità. Savarino: “Semplificazione”

Arriva in Sicilia la nuova modulistica per la Segnalazione certificata di agibilità (Sca) in linea con il Salva casa. Le modifiche sono state approvate con un decreto firmato oggi dall’assessore regionale al Territorio e all’ambiente, Giusi Savarino. Anche nell’Isola, dunque, le procedure vengono adeguate agli standard previsti a livello nazionale, coerentemente con la normativa della Regione.
«Continuiamo a portare avanti in tempi record l’opera di semplificazione delle procedure a favore dei cittadini nel settore dell’urbanistica e dell’edilizia, secondo la direzione tracciata dal decreto Salva casa – dichiara Savarino –. Oggi introduciamo la nuova modulistica per l’agibilità nel pieno rispetto delle tempistiche e dei criteri che sono stati fissati in sede di Conferenza unificata. Con il decreto, inoltre, forniamo strumenti condivisi ai Comuni, che dovranno adeguare la loro modulistica entro ottobre, in modo da garantire uno standard unico a tutti i procedimenti di questo tipo».
Tra le novità introdotte ci sono quelle che riguardano le deroghe ai requisiti igienico-sanitari, i parametri ridotti in base ai quali il tecnico può asseverare l’agibilità in base a certi requisiti, le condizioni per applicare le deroghe stesse, i termini di presentazione e le scadenze. Nello specifico, la Sca dovrà essere trasmessa entro 15 giorni dalla conclusione dei lavori di finitura. Il nuovo modulo sarà in vigore con la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana.




Università di Catania, diritto allo studio: sconto sui libri di testo e rimborsi per i fuorisede

Con l’inizio del nuovo anno accademico, l’Università di Catania rilancia due misure pensate per rafforzare concretamente il diritto allo studio e sostenere la comunità studentesca.
La prima iniziativa riguarda l’acquisto dei testi universitari. Per l’anno accademico 2025/26, tutti gli iscritti potranno usufruire di uno sconto del 25% sui libri di studio. La riduzione, resa possibile dalla collaborazione con l’Associazione Librai Italiani di Catania, sarà coperta per il 20% dall’Ateneo e per il restante 5% dalle librerie convenzionate. Due le finestre temporali previste per accedere al beneficio: dal 15 ottobre al 15 dicembre 2025 e dal 1° febbraio al 30 aprile 2026.
Per richiedere lo sconto, gli studenti dovranno accedere al Portale Studenti Smart Edu, compilare l’apposita scheda “Richiesta autorizzazione acquisto libri” con i dati del volume (autore, titolo, prezzo e libreria) e presentarla direttamente al punto vendita aderente.
La seconda misura è rivolta invece a chi affronta spese di locazione. Grazie a un finanziamento complessivo di 16,2 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’Ateneo ha già avviato la procedura di selezione per l’assegnazione dei contributi per gli affitti relativi all’anno accademico 2024/25.
Gli interessati dovranno presentare la domanda entro il 13 ottobre 2025, esclusivamente online, accedendo al Portale Studenti e seguendo il percorso: Carriera > Domande > Contributo per l’alloggio. Tutti i requisiti e la documentazione da allegare sono indicati nel bando pubblicato sul sito ufficiale dell’Università.
L’importo finale dei contributi sarà stabilito dal MUR, sulla base delle risorse disponibili e del numero di beneficiari a livello nazionale.
Due interventi che, sottolinea l’Ateneo, mirano a rendere l’università sempre più accessibile, alleggerendo il peso economico delle spese per libri e abitazione, tra le principali voci di costo per chi sceglie di studiare lontano da casa.




Rete ospedaliera, dalla Commissione Ars via libera alla proposta del governo

La Commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana ha espresso parere favorevole alla bozza della nuova Rete ospedaliera predisposta dalla Regione. Ad annunciarlo il presidente della Regione, Renato Schifani.
«Il parere favorevole della Commissione – dice Schifani – rappresenta un passaggio fondamentale verso una riorganizzazione più moderna ed efficiente della nostra rete ospedaliera. Ringrazio il presidente Laccoto per il suo impegno. La Sicilia ha bisogno di strutture in grado di garantire qualità e prossimità delle cure, con particolare attenzione alle esigenze dei territori. La scorsa settimana ho già incontrato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, con cui ho avuto un proficuo confronto su queste tematiche, ottenendo la massima disponibilità alla collaborazione. Tra le priorità ribadisco l’impegno della Regione per la salvaguardia del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina, che rappresenta un presidio di eccellenza per tutta l’Isola».
Anche l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha voluto sottolineare l’importanza del voto di oggi. «Il via libera della Commissione – afferma l’assessore – conferma la validità del lavoro svolto. La nuova Rete ospedaliera non rappresenta soltanto una riorganizzazione delle strutture per acuti e post-acuti, ma costituisce l’occasione per valorizzare le risorse disponibili e adattarle alle esigenze dei cittadini. È anche uno strumento per contenere la mobilità extra-regionale, ridurre le liste d’attesa e favorire l’uscita dal piano di rientro. Ringrazio tutte le forze politiche per aver condiviso con il governo un percorso che segna passi importanti verso un sistema sanitario regionale più vicino ai bisogni della popolazione».
La Regione proseguirà ora l’iter per arrivare all’approvazione definitiva del Piano da parte del ministero della Salute e alla sua piena attuazione.
“La rete ospedaliera? Questa rimodulazione è l’ennesima occasione persa, lo abbiamo detto più volte e lo ripetiamo: la nuova rete nasce vecchia e promette poco di buono per il paziente. Ci sarebbero tantissime cose da cambiare”.
Lo affermano i componenti della commissione Salute del M5S all’Ars Antonio De Luca e Carlo Gilistro che oggi hanno bocciato, senza alcuna esitazione, il progetto presentato dal governo.
“Hanno voluto fare in fretta piuttosto che fare bene – dicono i due deputati – e presto i nodi, che sono tanti, verranno tutti al pettine. Questa rete è il trionfo dell’improvvisazione, solo un pessimo restyling di quello del 2022, che a sua volta era una modifica di quello mai entrato in vigore dell’allora assessore Gucciardi. Non considera tantissime cose che dovevano essere invece i pilastri del nuovo piano come, solo per fare qualche esempio, il calo demografico intercorso negli anni, i flussi intraregionali e i dati di mortalità specifica per patologia che ha delle discrepanze impressionanti tra le province”.
“Abbiamo provato in tutti i modi – – concludono De Luca e Gilistro – a fare sentire le nostre ragioni in commissione per fare cambiare rotta al governo. Non c’è stato nulla da fare e ora le conseguenze le sconteranno, come sempre, i siciliani”




Agricoltura, l’assessore Sammartino giura all’Ars: “Ripartiamo dalle riforme”

Con il giuramento all’Ars, davanti al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’assessore all’Agricoltura e vice presidente della Regione Luca Sammartino è entrato ufficialmente nel pieno delle sue funzioni.
«Ricominciamo dalle priorità del governo Schifani – ha detto l’assessore – portate avanti in maniera straordinaria dal professore Barbagallo, che ringrazio per il lavoro e la dedizione che ha profuso durante il suo incarico. Ripartiamo da quello che i siciliani oggi si aspettano, ovvero l’impegno per fronteggiare l’emergenza idrica grazie alla pianificazione messa in campo dal mio predecessore, che va portata avanti sia nella Sicilia occidentale che in quella orientale. L’obiettivo è ridurre le perdite d’acqua ma, soprattutto, sostenere al meglio gli investimenti in agricoltura. Ripartiamo anche dalle grandi emergenze che la politica europea sta determinando nel comparto della pesca siciliana».
Tra gli obiettivi, la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche dell’Isola. «Siamo e saremo al fianco di tutti i produttori che vogliono portare nelle tavole il brand della Sicilia: ogni pasto, ogni materia prima siciliana rappresenta l’identità, le radici e la storia di questa straordinaria regione. Il governo è impegnato a introdurre nuove economie per far sì che le nostre aziende possano competere sempre di più nei mercati internazionali».
Sammartino ha quindi illustrato la strategia di continuità con il suo predecessore: «Il governo regionale già nelle prossime ore sarà impegnato sulle riforme tanto attese dalle organizzazioni dei produttori e dei sindacati, come quella del comparto forestale e quello dei consorzi di bonifica».




Termovalorizzatori in Sicilia, affidati i servizi per la progettazione di fattibilità tecnico-economica

Nuovo passo avanti verso la realizzazione dei due termovalorizzatori in Sicilia. È stato firmato questa mattina, a Palazzo d’Orléans, l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura relativi alla progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due impianti da realizzare a Palermo e a Catania.
A sottoscrivere questo affidamento il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il dirigente ad interim dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti Salvo Cocina, i rappresentanti delle aziende del raggruppamento temporaneo di impresa che si è aggiudicato la gara gestita da Invitalia: Franco Stivali, amministratore delegato di Crew Srl (mandataria, società del gruppo Fs) e Lamberto Cremonesi, founder di Crew, oltre a quelli di Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l’ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl. Tra gli intervenuti anche Corrado Clini, consulente per il piano rifiuti della Regione.
«Oggi – ha detto il presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti, Renato Schifani – raggiungiamo uno degli obiettivi intermedi che ci porterà alla realizzazione dei termovalorizzatori. È un risultato importante: abbiamo lavorato tanto, abbiamo individuato le somme, 800 milioni che intendiamo incrementare con altri fondi del Fsc per ulteriori opere accessorie. Abbiamo individuato le aree e anche adottato il piano rifiuti, che sta alla base di tutto. Abbiamo sottoscritto un accordo con l’Autorità nazionale anticorruzione con la quale ci confrontiamo continuamente su tutte le procedure. E soprattutto stiamo rispettando il cronoprogramma. Garantisco a questo raggruppamento di imprese e professionisti che si è aggiudicato l’appalto, il massimo impegno da parte dell’amministrazione per realizzare il miglior prodotto e con la maggiore tempestività. Il nostro è un progetto ambizioso ma realistico che comincia a tracciarsi con concretezza. Con la firma di oggi diciamo ai siciliani che stiamo andando avanti nel garantire alla nostra regione un piano di smaltimento rifiuti efficiente anche in considerazione del fatto che spendiamo 100 milioni di euro all’anno per trasportare i rifiuti all’estero. Una spesa inaccettabile perché queste risorse potrebbero essere impiegate per lo sviluppo della Sicilia».
«I termovalorizzatori – ha spiegato Cocina – sono un tassello di tutta la gestione del ciclo dei rifiuti. Sono, infatti, una parte del piano che è stato recentemente adottato dal governo e che si pone l’obiettivo di risolvere il problema in modo organico e in maniera definitiva. La gestione pubblica degli impianti, inoltre, permetterà di avere costi ridotti, anche perché una parte di energia servirà per il loro funzionamento, mentre la quota restante verrà immessa nella rete».

I servizi affidati
I servizi affidati oggi hanno un valore di quasi 22 milioni di euro e riguardano la progettazione di fattibilità tecnico-economica (Pfte), il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario (pef) di massima. Il raggruppamento guidato dalla Crew Srl ha ottenuto un punteggio complessivo pari a 79,475, per un corrispettivo di 14,117 milioni di euro, oltre Iva e oneri di legge. L’aggiudicazione prevede anche l’opzione di affidamento dei servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, per un importo aggiuntivo stimato di 22,4 milioni, al lordo del ribasso.

Il cronoprogramma
A partire da oggi il raggruppamento di imprese ha 150 giorni (cinque mesi) per la redazione dei progetti comprensivi delle indagini geologiche. Il cronoprogramma prevede poi che serviranno altri quattro mesi circa per i pareri da parte della Cts, per il decreto assessoriale per la valutazione di impatto ambientale (Via) e per il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). E ancora cinque mesi per l’espletamento e l’aggiudicazione della gara per la progettazione esecutiva, compresi i tempi per le varie approvazioni e per l’occupazione dei terreni. L’inizio dei lavori è previsto per gennaio 2027 e a giugno 2028 la loro conclusione.

Le risorse
Le risorse complessive destinate alla realizzazione dei due impianti provengono dall’Accordo per la coesione, siglato a maggio 2024 tra il presidente della Regione Schifani e il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, e ammontano a 800 milioni di euro.

Caratteristiche degli impianti
I due impianti sorgeranno a Bellolampo, a Palermo, e nell’area industriale di Catania, siti già individuati dal Piano regionale dei rifiuti. Il primo servirà in totale 2,31 milioni di abitanti delle province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta; il secondo 2,53 milioni di abitanti delle province di Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa. La capacità di trattamento di ciascun termovalorizzatore sarà di 300 mila tonnellate annue di “combustibile solido secondario Css”. La potenza elettrica installata di 50 megawatt elettrici con un’energia ceduta in rete di circa 200 mila megawatt orari.

Il piano rifiuti
Inoltre, i termovalorizzatori saranno integrati in un sistema di raccolta e trattamento di rifiuti secondo il piano regionale di gestione che prevede, per la chiusura del ciclo, il 65% di recupero di materia entro il 2030, il conferimento massimo in discarica del 10% entro lo stesso anno, 16 impianti pubblici di selezione, recupero e raffinazione di materia, 31 impianti di compostaggio e 24 biodigestori.