Antincendi, inaugurata la Sala operativa unica regionale: potenziato il presidio a Siracusa

Inaugurata stamattina dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, la nuova Sala operativa unica regionale nella sede di Sicilia Digitale, in via ammiraglio Paolo Thaon de Revel, a Palermo. Obiettivo della struttura è potenziare il sistema di controllo e monitoraggio antincendio in Sicilia, riunendo le unità dei dipartimenti della Protezione civile e del suo volontariato, del Corpo forestale e, nel periodo antincendio, anche del Corpo dei Vigili del fuoco. L’istituzione del centro operativo risponde alla volontà della giunta Schifani di ottimizzare il coordinamento delle forze in campo e di garantire interventi antincendio più rapidi ed efficaci. Al suo interno ospiterà personale del Corpo forestale e della Protezione civile che, durante il periodo della campagna antincendio, sarà affiancato da due unità dei vigili del fuoco. «La prevenzione e il contrasto ai roghi – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – richiedono uno sforzo corale. Per questo abbiamo potenziato la collaborazione con tutte le forze in campo e istituito la sala operativa unificata per gestire le emergenze. Un unico centro di controllo dotato di sistemi all’avanguardia per il monitoraggio del territorio. Un primo passo, ma sostanziale verso la control room. In questo modo potremo assicurare interventi più rapidi e un migliore utilizzo delle risorse regionali, compreso il personale, attraverso un coordinamento più efficiente delle squadre operative. La salvaguardia del nostro patrimonio ambientale – conclude Schifani – è una priorità assoluta del mio governo che ha destinato ingenti risorse e competenze specializzate per fronteggiare al meglio l’emergenza incendi». Nel corso dell’inaugurazione è stata rinnovata la convenzione con i vigili del fuoco per la campagna antincendio boschiva 2025 che prevede il rafforzamento delle squadre e degli strumenti per la lotta ai roghi. A firmare la convenzione per la Regione, il presidente Schifani, l’assessore al Territorio e ambiente, Giusi Savarino, il capo della Protezione civile, Salvo Cocina, il comandante del Corpo forestale, Dorotea Di Trapani. Per il ministero dell’Interno, il prefetto di Palermo, Massimo Mariani, e per il corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il direttore regionale, Agatino Carrolo. «Quest’anno – spiega l’assessore Savarino – sono state incrementate le squadre antincendio a Pantelleria, a tutela del Parco nazionale, e ad Agrigento, in considerazione del maggiore afflusso di turisti per l’anno della Capitale della cultura italiana. Abbiamo ampliato la convenzione con i vigili del fuoco e quella con i carabinieri così da avere un controllo più capillare del territorio. In particolare i militari dell’Arma potranno usare potenti droni in grado di operare anche in condizioni di forte scirocco per attività di monitoraggio e per individuare eventuali piromani e, in questa direzione, sarà fatto anche un ampio uso di telecamere e termocamere. Inoltre confidiamo nei cittadini affinché segnalino al numero di emergenza 1515 ogni principio di incendio e chi appicca il fuoco – conclude Savarino – e stiamo sollecitando Comuni, Province e Anas a rispettare e far rispettare le ordinanze per la pulizia delle sterpaglie ai privati proprietari dei terreni». Nel dettaglio, il piano operativo 2025 della campagna per contrastare i roghi prevede un potenziamento delle unità antincendio boschivo (Aib) nel periodo compreso fra il 24 giugno e il 13 settembre, attraverso l’impiego di 17 squadre nei comandi dei vigili del fuoco, ciascuna composta da 5 unità, per una forza lavoro di 105 persone. Le postazioni sono così distribuite: due ad Agrigento e una, rispettivamente, a Cammarata, a Caltanissetta, a Catania e Ragalna, a Enna e Piazza Armerina, una a Messina e Santo Stefano di Camastra, a Palermo e Montemaggiore Belsito, a Ragusa, Siracusa, Trapani, una a Custonaci e aggiunta una postazione anche nell’isola di Favignana. Nel mese di agosto tre squadre, distribuite tra Pantelleria, Vulcano e Ustica, saranno operative 24 ore su 24. Sul territorio opereranno nove Dos, direttori operazioni di spegnimento, insieme a nove accompagnatori, con turnazioni su base regionale e comprensoriale, in modo da garantire una copertura totale e continua. I costi della campagna, a carico della Regione Siciliana, sono complessivamente di circa 3 milioni di euro. Nella regione, durante la campagna antincendio boschivo sono al lavoro 217 postazioni del Corpo forestale costituite da squadre di operai, in funzione 24 ore su 24; 619 punti acqua, 194 torrette di avvistamento incendi e 10 elicotteri della flotta regionale, oltre al personale del Corpo.




Conti regionali, Anci Sicilia chiede incontro in Commissione Bilancio Ars

Nel corso del direttivo di Anci Sicilia odierno, cui hanno partecipato per la prima volta i presidenti dei Liberi Consorzi Comunali, è emersa la necessità di poter contribuire alla definizione della variazione di bilancio prevista per il prossimo mese di luglio.
“A tal proposito – ha dichiarato il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta – chiediamo formalmente di poter essere auditi in Commissione Bilancio. Sulla base dei dati da noi elaboratori, relativi al confronto tra l’esercizio 2024 e quello riferito all’anno in corso, abbiamo rilevato non solo una diminuzione dei trasferimenti correnti ma anche un’attuale inadeguatezza delle risorse stanziate anche alla luce di maggiori costi che nell’esercizio in corso sono ricadute sui Comuni, in particolare per i sovraccosti dovuti alla gestione dei rifiuti e dei servizi Asacom e ricovero disabili psichici”.




Legge sulla povertà, Regione finanzia con 5 milioni il contrasto all’emergenza alimentare

Cinque milioni di euro per rifinanziare la legge sulla povertà e sostenere gli enti del terzo settore nel contrasto all’emergenza alimentare. La misura, approvata qualche giorno fa all’Assemblea regionale siciliana nell’ambito della manovra bis, è stata presentata stamattina a Palazzo d’Orléans, a Palermo, dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, assieme al responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Sicilia, Emiliano Abramo. Presenti anche il primo firmatario della legge 16/2021 “Disposizioni per il coordinamento degli interventi contro la povertà e l’esclusione sociale”, il deputato Nicola D’Agostino, e una trentina di rappresentanti di associazioni ed enti operanti in Sicilia.
Il finanziamento riguarda la prima linea di azione contenuta nella legge regionale, quella sull’intervento straordinario per i casi di indigenza, bisogno ed emergenza alimentare.
«L’approvazione di questa misura – ha detto il presidente Schifani – era una priorità assoluta per questo governo, in sintonia con la nostra visione della politica sociale fatta di attenzione verso chi vive ai margini della società. Ci eravamo impegnati a rifinanziare la legge sulla povertà e l’avevo promesso al presidente Abramo. Oggi sono particolarmente felice di poter dire che abbiamo rispettato la parola data. L’abbiamo fatto con convinzione e determinazione, trovando la condivisione di tutti i partiti, sia di maggioranza sia di opposizione. In casi come questo le istituzioni hanno il dovere di intervenire. Ho chiesto di accelerare l’iter burocratico e a breve pubblicheremo il bando rivolto alle realtà che operano sul territorio, in modo da rifinanziare le loro attività».
Come previsto dalla legge 16/2021, con una procedura pubblica saranno ammessi al finanziamento gli enti del terzo settore attivi in Sicilia da almeno 10 anni e già operanti nella distribuzione alimentare, realizzata nell’ambito del Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead). Il contributo regionale sosterrà le attività di erogazione diretta di pasti e generi alimentari o l’organizzazione e la gestione di reti di raccolta e redistribuzione di derrate.
Schifani ha anticipato il rifinanziamento anche degli altri due punti previsti dalla legge regionale che non rientrano in questo stanziamento, rivolti all’accoglienza e al ricovero di indigenti e alle attività di promozione sociale ed educativa: «Interverremo a luglio, in sede di variazione di bilancio – ha garantito il governatore – ma lo stanziamento economico deve essere ancora quantificato».
«Ringrazio il presidente Schifani – ha aggiunto Abramo – che ha voluto dialogare fortemente con noi per trovare delle soluzioni. Questa legge è una risposta intelligente a un problema concreto e sancisce un’alleanza tra le tante associazioni che operano ogni giorno sul territorio e le istituzioni regionali. Col precedente finanziamento è stato possibile erogare circa un milione di pasti caldi in tutta l’Isola e raggiungere un totale di 30 mila persone. In Sicilia il rischio povertà interessa il 38% della popolazione, siamo la seconda regione più povera d’Europa e occorre aiutare con risorse e strumenti adatti chi già opera nell’Isola. Oggi scriviamo una pagina di buona politica, che dà fiducia e speranza a tanti siciliani».
«Il governo regionale – commenta D’Agostino – ha capito lo spirito della legge e attraverso l’impulso del presidente Schifani ha permesso che la norma venisse rifinanziata all’Ars. Un contributo che non è simbolico e non ha la logica di dare una risposta estetica a un bisogno marginale, ma dà un riscontro concreto a un bisogno purtroppo crescente negli ultimi anni, come testimoniano le tante associazioni del terzo settore coinvolte e operanti sul territorio».




Corecom Sicilia premiato, il comitato regionale è “Ambasciatore della Costituzione”

Il Corecom Sicilia, Comitato regionale per le comunicazioni, ha ottenuto il titolo di Ambasciatore della Costituzione, in occasione della cerimonia di premiazione dei contest dei progetti educativi della Fondazione Articolo 49, attiva nella realizzazione di progetti didattici gratuiti nelle scuole italiane e italiane all’estero, che si è tenuta ieri presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati a Roma.
Nelle motivazioni la fondazione, col presidente Andrea Poli, ha premiato il Corecom per “aver contribuito a diffondere i valori della Costituzione e dell’Europa nelle scuole e per il prezioso sostegno che ha permesso di radicare i progetti nei contesti scolastici e sociali, valorizzando le specificità territoriali e promuovendo la collaborazione tra scuola e istituzioni”.
Il Corecom Sicilia è tra coloro che hanno patrocinato il percorso educativo “Online Onlife – Guida all’uso consapevole del digitale”, promosso da Fondazione Articolo 49.
Il progetto, rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado, ha coinvolto 127 istituti scolastici, 325 classi e un totale di 6.247 studenti con l’obiettivo di educare i giovani a un uso consapevole e responsabile del digitale, rafforzando la cultura della cittadinanza digitale attraverso il conseguimento del Patentino digitale.
Il primo progetto-pilota per il rilascio del patentino digitale, messo a punto dal Corecom Sicilia in sinergia con Agcom, è partito dal liceo TRED – Transizione Ecologica e Digitale – “Luigi Einaudi” di Siracusa: un percorso di formazione in sette tappe per aiutare i più giovani a muoversi in rete e sui social in modo consapevole e responsabile. Attraverso incontri con docenti, esperti informatici, avvocati, educatori digitali, giornalisti, investigatori e i rappresentanti dell’Agcom, gli studenti hanno avuto la possibilità di conoscere le insidie del web e imparare a navigare in modo sicuro e produttivo.
“In un momento in cui i giovani trascorrono gran parte della loro giornata in rete, – esponendosi alle trappole e ai pericoli del web – ha detto il presidente del Corecom Sicilia, Andrea Peria Giaconia – la sinergia tra scuole, istituzioni e famiglie, con il supporto di esperti del settore, è fondamentale. Il Patentino digitale è uno strumento che supporta le nuove generazioni a muoversi con consapevolezza e responsabilità nel complicato mondo di internet ed è un’iniziativa che va coltivata, estendendola a tutti gli studenti, per rafforzare una nuova cultura digitale intesa come conoscenza delle regole e dei limiti etici”.




Politiche sociali, accoglienza extra-carceraria di genitori detenuti con figli al seguito

Tutelare la genitorialità delle persone recluse e l’infanzia, mettendo a disposizione dell’Autorità giudiziaria residenze idonee a evitare la presenza di bambini in carcere. L’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali pubblicherà, la prossima settimana, un Avviso rivolto agli enti del Terzo settore per selezionare un progetto sperimentale per l’accoglienza extra-carceraria di genitori detenuti con figli al seguito. Le risorse complessive assegnate dal ministero della Giustizia alla Sicilia ammontano a oltre 294 mila euro e il governo Schifani li destinerà a interventi volti alla copertura delle rette per il mantenimento sia dei genitori che dei figli presenti nella struttura e per l’attivazione di percorsi di inclusione sociale.
«La detenzione carceraria – dice l’assessore regionale alle Politiche sociali, Nuccia Albano – è sempre una grave frattura nella vita delle persone. E quando ci sono figli minori, sono loro a pagare il prezzo maggiore. È un tema che stiamo affrontando e gli uffici stanno definendo l’Avviso che ci consentirà di finanziare un progetto sperimentale. Attualmente, in Sicilia, esiste solo una struttura che può accogliere mamme detenute e i loro bambini, come nel caso della donna nigeriana con un bambino di un mese, ristretta nel carcere Pagliarelli di Palermo, trasferita poi nell’istituto penitenziario di Agrigento, dove è presente uno spazio dedicato a nido, e infine ai domiciliari nell’unico centro adeguato a Palermo. L’obiettivo del progetto è quello di offrire soluzioni alternative e più umane, riducendo l’impatto della detenzione sui bambini e sulle famiglie garantendo condizioni di sicurezza, dignità e benessere, anche attraverso interventi educativi, relazionali e di sostegno alla genitorialità, assicurando il mantenimento del nucleo familiare e il supporto materiale necessario».




Dalla Regione due milioni ai Comuni virtuosi in valorizzazione territoriale: ci sono Avola e Noto

La Regione Siciliana ha stanziato quasi due milioni di euro in favore dei Comuni che si sono distinti per l’attuazione di politiche virtuose in materia di accoglienza, sostenibilità ambientale, inclusione e valorizzazione del patrimonio turistico e culturale. Un decreto firmato dall’assessore regionale alle Autonomie locali, Andrea Messina, assegna contributi a quei centri che, nel corso del 2024, hanno ottenuto importanti riconoscimenti da parte di enti nazionali e internazionali.
«Questo intervento – dice Messina – è un segno tangibile dell’attenzione che il governo Schifani riserva alle buone pratiche messe in campo dagli enti locali. Vogliamo incentivare comportamenti virtuosi e replicabili, promuovendo modelli di sviluppo capaci di salvaguardare il paesaggio, innalzare la qualità dei servizi e rafforzare la vocazione turistica dei nostri territori. Un investimento che guarda al futuro della Sicilia, valorizzando le eccellenze che la rendono sempre più attrattiva a livello internazionale».
Le somme sono state ripartite sulla base di parametri oggettivi (comune e popolazione) tra i Comuni di una stessa categoria. In particolare, 350 mila euro sono stati assegnati ai 14 Comuni insigniti della Bandiera Blu, riconoscimento della Fondazione per l’educazione ambientale (Fea): si tratta di Menfi, in provincia di Agrigento; di Alì Terme, Furci Siculo, Letojanni, Lipari, Roccalumera, Santa Teresa Riva, Taormina e Tusa, nel Messinese; di Ispica, Pozzallo, Modica, Ragusa e Scicli, in provincia di Ragusa.
Ai Comuni che hanno ricevuto la Bandiera Verde, conferita da una commissione di pediatri italiani alle località particolarmente attente alle esigenze dei più piccoli, sono stati assegnati complessivamente 150 mila euro. Tra questi ancora Menfi nell’Agrigentino; Catania; Giardini Naxos e Lipari in provincia di Messina; Balestrate, Cefalù e Palermo nel Palermitano; Ispica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce, Scicli e Vittoria in provincia di Ragusa; Noto in quella di Siracusa; Campobello di Mazara, Marsala, Mazara del Vallo e San Vito Lo Capo nel Trapanese.
Centomila euro sono stati ripartiti tra i Comuni che hanno ricevuto il riconoscimento della Bandiera Lilla, simbolo di attenzione verso l’inclusività e l’accessibilità per le persone con disabilità. Tra questi Caltabellotta (Agrigento); Catania; i centri di Alì Terme, Furci Siculo, Letojanni, Milazzo, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Santa Teresa Riva, Savoca e Tusa nel Messinese; Avola in provincia di Siracusa e San Vito Lo Capo nel Trapanese.
Ai Comuni “plastic free” sono andati complessivamente 250 mila euro per l’impegno dimostrato nella riduzione dell’utilizzo della plastica e nella tutela dell’ambiente. Tra questi Favara (in provincia di Agrigento), Belpasso (Catania), Santa Teresa Riva (Messina), Cefalù (Palermo), Modica (Ragusa), Avola (Siracusa) e Castelvetrano (Trapani).
Un impegno particolare è stato riservato ai borghi siciliani, che custodiscono il cuore identitario della regione: 800 mila euro, infatti, sono stati assegnati ai 20 Comuni che hanno ricevuto il titolo di “Borgo più bello d’Italia”, quale sostegno per interventi di accoglienza e promozione turistica e culturale.
Infine, un contributo per complessivi 320 mila euro è stato equamente suddiviso ai Comuni designati “Borgo dei Borghi” a partire da Militello in Val di Catania, vincitore dell’edizione 2025, e proseguendo con Gangi, Montalbano Elicona, Sambuca di Sicilia e Petralia Soprana, già premiati in passato con lo stesso riconoscimento.




Energia, istituita la commissione “Sblocca royalties”. Colianni: «Risposte alle esigenze degli enti locali»

Lo scopo è accelerare l’iter di finanziamento per i progetti di infrastrutture presentati dai Comuni interessati da concessioni di coltivazione di idrocarburi che, per questo, hanno accesso a misure compensative. Istituita la commissione “Sblocca royalties”, iniziativa dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni.

«Vogliamo rispondere – dice l’assessore – alle richieste degli enti locali e alla necessità di superare criticità organizzative e amministrative. Si tratta di un passo decisivo del governo Schifani per rendere pienamente operativi e tempestivi i meccanismi di utilizzo delle royalties e di un atto concreto a sostegno dei territori produttivi che, da oggi, potranno finalmente vedere realizzati interventi strategici e miglioramenti strutturali attesi da anni».

Del gruppo di lavoro, istituito con decreto del dirigente del dipartimento dell’Energia, Calogero Burgio, fanno parte i dirigenti Maurizio Pirillo e Salvatore Pignatone, e l’Energy manager della Regione Siciliana, Roberto Sannasardo. Le nomine sono a titolo gratuito.

La commissione farà in modo che vengano impegnate tutte le somme previste per il finanziamento dei progetti ammessi e presentati dai Comuni di Agira, Bronte, Cerami, Cesarò, Gagliano Castelferrato, Gela, Mazara del Vallo, Nicosia, Nissoria, Ragusa, Regalbuto, Scicli e Troina. Le richieste ammontano complessivamente a oltre 33 milioni di euro, dei quali 5,7 sono stati già finanziati recentemente. In quest’ambito, 16 milioni di euro saranno utilizzati per l’adeguamento dei progetti già trasmessi aggiornati al nuovo Codice degli appalti e al prezziario regionale. Al ricevimento degli altri progetti aggiornati, si procederà con ulteriori decreti di finanziamento e l’impegno delle relative somme.

Entro due mesi, intanto, l’ufficio regionale per gli Idrocarburi e la geotermia provvederà a liquidare le risorse già impegnate per 27 progetti esecutivi riferiti agli esercizi finanziari 2018 e successivi, per un valore complessivo superiore a 16 milioni di euro, a favore dei Comuni di Gagliano Castelferrato, Gela, Ragusa, Troina e del Libero Consorzio Comunale di Enna.

I finanziamenti previsti per i Comuni interessati da concessioni di idrocarburi sono destinati, in base alle norme regionali, a interventi strategici nei territori in cui insistono i giacimenti. I fondi saranno impiegati per monitoraggi ambientali, progettazione e realizzazione di infrastrutture, manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico, investimenti sanitari, con particolare attenzione alle valutazioni di impatto sulla salute pubblica. Le risorse provenienti dalle royalties, ottenute a decorrere dal primo gennaio 2018, sono ripartite per un terzo alla Regione e per due terzi ai Comuni interessati.




Ars, approvato il ddl ‘Liberi di scegliere’, Gilistro (M5S): “I nostri ragazzi non vanno lasciati soli”

“Il via libera di sala d’Ercole al ddl “Liberi di scegliere”, che prevede interventi di sostegno e protezione sociale in favore di soggetti inseriti in contesti di criminalità è un grande atto di civiltà del quale ringrazio la commissione di cui faccio parte e l’intera deputazione. I nostri ragazzi non vanno lasciati soli, i rischi per chi vive in contesti mafiosi sono tanti, ma anche per chi vive in contesti connotati da basso livello socioculturale, dove ai bambini, anche in tenerissima età, vengono affidati telefonini ed altre apparecchiature digitali cui viene pericolosamente delegato il ruolo di baby sitter con conseguenze spesso devastanti”. Così il deputato M5S Carlo Gilistro, componente della commissione Salute dell’Ars, ha commentato l’approvazione all’unanimità del ddl “Liberi di scegliere”.
“Dobbiamo creare – dice Gilistro – spazi di aggregazione sociale che al Sud mancano e che alla lunga contribuiscono all’esplosione del ritiro sociale e ad alimentare il cosiddetto fenomeno, che sta raggiungendo dimensioni veramente preoccupanti, degli hikikomori, cioè dei ragazzi chiusi in casa che hanno contatti col mondo solo attraverso gli apparecchi digitali”:




Il fenicottero rosa torna alle saline di Priolo. “Vittoria della natura e simbolo di rinascita”

Il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus) è tornato a nidificare nella Riserva naturale orientata “Saline di Priolo”, nel siracusano. Un piccolo nucleo di coppie si è insediato nella riserva, che fa parte del Sistema delle aree naturali protette della Regione Siciliana ed è gestita dalla Lipu.
“Le saline di Priolo – ha detto l’assessore regionale al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino – sono uno dei simboli più forti e struggenti della rinascita ambientale in Sicilia. In un luogo segnato da decenni di impatti industriali, la natura ha dimostrato di potere ancora vincere. Il ritorno del fenicottero rosa non è solo una conquista ecologica, è un segnale potente che ci invita a credere in una Sicilia capace di rinascere, anche nei territori più complessi. Ovviamente non tutti i problemi della zona sono risolti ma questo è un bell’esempio di come le strade per la ripartenza di un’area anche degradata possano essere molteplici e avvincenti”.
La notizia della nidificazione è la conferma dell’eccezionale valore ecologico e simbolico di questo sito Natura 2000, che ospita habitat prioritari e specie protette a livello comunitario, e che nel 2015 divenne celebre per la prima nidificazione accertata del fenicottero in Sicilia. Il ritorno avviene dopo tre anni di assenza, dovuti all’abbandono della colonia in seguito allo sparo di fuochi d’artificio a ridosso dell’area, nella zona che ospita un mercato e dove si svolgono manifestazioni ed eventi musicali.
“Non possiamo più permettere – sottolinea Savarino – che la fruizione incontrollata, la musica ad alto volume o i fuochi d’artificio mettano a rischio questo patrimonio naturale unico. La sfida non è impedire le attività economiche, ma costruire insieme regole chiare e condivise. Dobbiamo lavorare per una convivenza intelligente, che permetta agli operatori commerciali di continuare le loro attività, ma nel pieno rispetto della legge e della biodiversità. È un dovere verso le future generazioni. Le Saline hanno offerto al territorio priolese un’occasione rara di riconversione d’immagine, attirando migliaia di visitatori ogni anno, anche dall’estero, e restituendo alla comunità un luogo di bellezza, pace e speranza. Preservare questo miracolo della natura significa tutelare anche un’opportunità turistica e culturale che può rappresentare il motore di una nuova economia sostenibile”.




Infrastrutture, è polemica per il rischio tagli. La Regione rassicura, opposizioni all’attacco

L’assessore regionale alle Infrastrutture prova a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. “Non risultano ad oggi provvedimenti statali che decurtino risorse destinate ad infrastrutture viarie o ferroviarie in Sicilia”, afferma Aricò. “Qualora venissero paventati tagli a danno di opere strategiche per l’Isola, il governo Schifani si batterà per far valere le proprie ragioni a tutela della mobilità e della sicurezza dei cittadini siciliani”, aggiungein merito all’allarme lanciato negli ultimi giorni da amministratori e costruttori.
“L’unica riduzione di risorse, lineare in tutta Italia per un valore di 350 milioni di euro, riguarda le ex Province per la manutenzione straordinaria delle strade – prosegue l’assessore – Nel dettaglio, la ricaduta sui Liberi consorzi e le Città metropolitane in Sicilia è di circa 34 milioni per il biennio 2025-2026. Ma su questo aspetto desidero rassicurare i cittadini: continueremo a investire con determinazione sulla sicurezza e sull’ammodernamento della rete viaria dell’Isola. In particolare, vista l’importanza che il governo regionale riconosce ai collegamenti interni, con il presidente Schifani abbiamo già concordato che, nel caso in cui ci fossero già obbligazioni giuridicamente vincolanti, le risorse necessarie all’esecuzione delle opere saranno garantite da fondi regionali”.
L’assessore Aricò ricorda anche che, in sede di predisposizione del Fondo di sviluppo e coesione (Fsc), circa 640 milioni di euro sono stati destinati alla viabilità delle aree interne, delle ex Province e dei territori più fragili. A questi si aggiungono ulteriori fondi regionali per la manutenzione straordinaria, la sicurezza stradale e il completamento di opere strategiche, oltre ai vari programmi di investimento programmati che ammontano a 37 miliardi di euro ripartiti in strade, opere ferroviarie, porti ed edilizia statale.
“Proprio sul fronte delle infrastrutture ferroviarie – conclude Aricò – nei giorni scorsi Rfi ha assicurato che l’operazione di rimodulazione dei progetti comporterà un incremento complessivo delle risorse destinate alla Sicilia da circa 1,5 miliardi a oltre 1,8 miliardi di euro”.
Ma non basta per placare le opposizioni. “E’ inaccettabile l’ennesimo taglio di risorse perpetrato dal governo Meloni ai danni della Sicilia. Cosa ancora più grave se questi fondi sottratti alla Sicilia, complessivamente circa 3 miliardi di euro, vengono dirottati alle già ricche regioni del Nord Italia. Tagliare di oltre 70% le somme destinate alla manutenzione delle strade provinciali, alla mobilità sostenibile e alle rigenerazione urbana ad una regione come la nostra, in cui le arterie stradali interne sono abbandonate e gli spostamenti tra le città capoluogo avvengono in tempi medievali, è letteralmente una vergogna”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo. “E’ sconfortante per altro – aggiunge – leggere che oggi anche da alcuni esponenti della maggioranza di centrodestra venga rilevata l’estrema lentezza dei cantieri aperti e una spesa troppo bassa come abbiamo già più volte detto anche noi, in questi mesi, in particolare per quanto riguarda l’alta velocità Palermo-Catania e quelli per l’autostrada Ragusa-Catania per i quali abbiamo più volte sollecitato – conclude – sia Rfi sia Anas ad essere più solerti possibile”.
Anche la pentastellata Adorno alza la voce. “Il definanziamento di ben tre miliardi destinati alla Sicilia rappresenta un fatto gravissimo che penalizza ancora una volta la nostra regione, già fortemente provata da anni di ritardi infrastrutturali. Solo con l’ultimo atto del Ministero delle Infrastrutture, guidato da Matteo Salvini, sono stati cancellati 900 milioni di euro destinati a progetti di manutenzione e mobilità, colpendo duramente quattordici interventi tra Comuni e Liberi Consorzi, tra cui quelli previsti lungo l’asse Palermo-Catania”.
Tra le penalizzazioni più gravi si segnala l’estromissione dal PNRR di due tratti fondamentali della linea ferroviaria dell’alta velocità Palermo-Catania: il segmento Dittaino-Catenanuova, per il quale erano stati previsti 588 milioni di euro, e 13 dei 15 chilometri del tratto Dittaino-Enna, finanziato con quasi 594 milioni. A questi si aggiunge anche il definanziamento del bypass ferroviario di Augusta, da 116 milioni, senza alcuna indicazione su tempi e modalità di eventuale rifinanziamento.
“È evidente che il governo Meloni, con la complicità del ministro Salvini, continua a trattare la Sicilia come una riserva da cui attingere fondi per poi riallocarli altrove, secondo logiche che nulla hanno a che fare con l’equità territoriale. E il governatore Renato Schifani cosa fa? Guarda da spettatore. Un nuovo smacco da parte di un alleato di governo che, ancora una volta, decide a proprio piacimento il destino di risorse fondamentali, penalizzando di fatto tutti i siciliani”, accusa la deputata cinquestelle catanese. “Presenterò un’interrogazione parlamentare urgente. Prendendo atto di quello che è accaduto, vogliamo sapere cosa intende fare il presidente Schifani. I 3 miliardi devono tornare nella disponibilità della Regione Siciliana”.