Pagamenti alle imprese, Schifani:”Fine dei blocchi alla spesa per sostenere lo sviluppo”

«Ripartono i pagamenti della Regione ai creditori. E, a differenza degli anni passati e grazie a un meccanismo introdotto da questo governo, la liquidazione delle risorse non dovrà più essere interrotta in attesa del riaccertamento ordinario dei residui». Ad annunciarlo il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
Dopo l’inizio dell’anno e con la riattivazione dei capitoli di bilancio, infatti, gli uffici regionali da oggi possono tornare a pagare le risorse impegnate e liquidate nel corso del 2025, nonché quelle per cui nei primi mesi del 2026 si creeranno i presupposti di liquidabilità, a valere sui residui. La massa di pagamenti immediatamente erogabili riferita al 2025 è di 310 milioni ma raggiunge circa un miliardo se si considerano le liquidazioni di anni precedenti. La novità riguarda soprattutto le risorse impegnate ma che al 31 dicembre 2025 non erano ancora state liquidate: si tratta di 3,5 miliardi di euro che, non appena diventeranno esigibili con la richiesta dei creditori, potranno essere pagati senza che le imprese attendano il via libera al riaccertamento.
«L’obiettivo di pagare le imprese con immediatezza, verificati i presupposti, è sempre stato uno dei punti prioritari dell’azione del mio governo, per consentire agli imprenditori di procedere senza intoppi con la loro attività e sostenere lo sviluppo – dice Schifani -. E sono soddisfatto per la normalizzazione che conseguiamo oggi in Sicilia: non ci sarà più un centesimo bloccato nelle more delle verifiche contabili per la redazione del rendiconto».




Pagamenti alle imprese, Dagnino: «Svolta per l’efficienza della Regione»

«Priorità al problema del riaccertamento dei residui, con l’obiettivo di mettere fine al famigerato “blocco della spesa”. Obiettivo è raggiunto». Così l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino, a proposito della notizia dell’attivazione dei pagamenti a valere sui residui con il superamento della prassi che portava al blocco delle erogazioni dal momento dell’apertura del riaccertamento e fino al suo completamento.«All’esito di un complesso lavoro di approfondimento giuridico, recepito con l’ultimo aggiornamento del sistema di contabilità regionale Score – prosegue Dagnino -, siamo in grado di imprimere una svolta nell’efficienza nei tempi di pagamento della Regione, consentendo agli uffici di eseguire tempestivamente i pagamenti alle imprese, ai Comuni e agli altri creditori».Già nel 2025 la Regione, per la prima volta, aveva permesso il pagamento dei residui dell’anno precedente fino a fine febbraio. Adesso i pagamenti continueranno oltre questa data e senza stop. «Dopo le prime novità dello scorso anno, in cui siano riusciti a rendere possibile il pagamento nei primi mesi dell’anno – spiega Dagnino – da questo momento, con l’implementazione di nuovi sistemi organizzativi e informatici e anche a seguito di un’interlocuzione proficua con la Sezione di controllo della Corte dei conti e con il Collegio dei revisori, gli uffici regionali potranno pagare a valere sui residui e cioè sugli impegni degli anni precedenti al 2026 senza alcun blocco».




Dopo il ciclone Harry, Codacons: “Stop alle ‘mancette’, fondo unico per la ricostruzione”

Il Codacons prende subito posizione. Dopo il ciclone Harry,che ha lasciato in Sicilia una devastazione che, secondo le prime stime, supera il miliardo di euro tra danni diretti e ristori alle attività economiche, parte la riflessione sul da farsi e sulle modalità di accesso ai fondi necessari per la ricostruzione. Il contesto resta di emergenza e la necessità di risorse adeguate che arrivino dallo Stato e dall’Unione Europea è invocata da più parti. Il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi si rifà a quanto scritto dal vicedirettore de La Sicilia, Mario Barresi in un suo editoriale, con la proposta “dal forte valore politico-spiega Tanasi – e simbolico: chiedere all’Assemblea regionale siciliana di rinunciare alle cosiddette “mancette”, ovvero ai contributi straordinari distribuiti attraverso il collegato alla finanziaria, per destinare quelle risorse a un fondo unico per la ricostruzione post-calamità”. Una proposta che il Codacons ritiene “condivisibile e meritevole di essere rilanciata sul piano istituzionale. In una fase in cui la Regione guarda al fondo di solidarietà europeo e alla riprogrammazione delle risorse FSC, mentre lo Stato è chiamato a sostenere il peso principale della ricostruzione, appare quantomeno contraddittorio mantenere in agenda un tesoretto da oltre 100 milioni di euro destinato a micro-interventi territoriali spesso opachi e di dubbia utilità collettiva.In un momento così delicato – dichiara Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – la politica regionale ha il dovere di dare segnali concreti. Rinunciare alle mancette e convogliare quelle risorse in un fondo unico per la ricostruzione non risolve il problema dei danni, ma rappresenta un gesto di sobrietà e di rispetto verso i cittadini che hanno subito le conseguenze del ciclone”.
Per il Codacons, l’emergenza Harry deve segnare un cambio di paradigma. Occorre accantonare pratiche di spesa che in passato hanno prodotto più inchieste giudiziarie che benefici reali e concentrare le risorse disponibili in uno strumento straordinario, trasparente e vincolato, dedicato esclusivamente alla ricostruzione e alla messa in sicurezza del territorio.”Una scelta-conclude Tanasi- che contribuirebbe a ristabilire un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni in una fase di emergenza senza precedenti”




Sicilia piegata dal ciclone, sabato Schifani nei luoghi più colpiti del Siracusano

Ammontano a circa 740 milioni di euro, secondo una prima stima, i danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia. Il dato è stato reso noto dal presidente della Regione, Renato Schifani al termine della giunta straordinaria convocata per oggi e nel corso della quale l’esecutivo ha dichiarato lo stato di calamità naturale. Il presidente Schifani farà tappa sabato a Siracusa, per prendere visione delle principali criticità emerse nel territorio provinciale, dove si parla di danni per quasi 160 milioni di euro tra viabilità, attività balneari e produttive, edilizia residenziale, edilizia pubblica, beni mobili e dissesti idrogeologici.
La giunta regionale ha, intanto, dato il “via libera” ad un primo stanziamento di 70 milioni per le emergenze da affrontare nell’immediato nell’isola: 50 milioni sarebbero subito disponibili, mentre gli altri 20 milioni dovrebbero arrivare attraverso una norma che sarà proposta all’Ars, l’assemblea regionale siciliana.
Siracusa risulta essere la terza provincia più colpita, dopo Catania e Messina. Nel Catanese si sarebbero registrati danni per 400 milioni di euro in totale, mentre nel Messinese 202,5 milioni di euro. Nel Sud-Est dell’isola, il Ragusano avrebbe subito danni per 29 milioni 900 mila euro circa.




“Sicilia irriconoscibile dopo il ciclone Harry”: i sindaci chiedono un cambio di passo

“Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, la Sicilia è irriconoscibile. Non solo per i danni gravissimi e le devastazioni che hanno colpito in maniera violenta, in particolare le isole minori, il Messinese, il Catanese, il Siracusano e il Ragusano, ma perché intere comunità sono state colpite al cuore, trasformate e in molti casi sfigurate rispetto alla loro conformazione, alla loro identità, al loro rapporto storico con i luoghi”. Così il presidente Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, di Anci Sicilia commentano gli effetti del ciclone Harry.
L’Associazione dei comuni siciliani “ritiene indispensabile un immediato intervento straordinario dello Stato e della Regione siciliana per sostenere i Comuni colpiti e consentire il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e vivibilità – spiegano i vertici – Ma allo stesso tempo Anci Sicilia chiede che si apra una fase nuova, non ordinaria, non emergenziale, ma strategica. Una fase in cui la ricostruzione si accompagni a un profondo ripensamento e a una nuova riprogrammazione, che potrà essere affrontata solo partendo dai sindaci – sottolineano Amenta e Alvano – Sono loro che, in queste ore, si stanno sbracciando per tenere insieme pezzi di paesi feriti, per far ripartire servizi, economie, relazioni sociali. Più di altre volte, i sindaci siciliani, in queste ore difficilissime, non hanno bisogno di ascoltare dalle altre istituzioni parole di vuota solidarietà, ma hanno necessità di constatare uno straordinario impegno e il pieno coinvolgimento sulle azioni da adottare – sostengono il presidente e il segretario – Sul piano economico e sociale, in molti Comuni sono state azzerate infrastrutture, attività e interi settori produttivi sono stati messi in ginocchio. Le economie locali faranno fatica a riprendersi”.
“Questi eventi hanno mostrato la fragilità complessiva della Sicilia. Non solo in prossimità di fiumi e torrenti, sulle montagne, nelle aree collinari, nei centri interni, ma anche negli oltre 1500 chilometri di costa della regione – affermano Amenta e Alvano – Ovunque oggi sappiamo che possono verificarsi smottamenti, frane, crolli, esondazioni. Tutto è cambiato e ciò che è accaduto potrà certamente riaccadere. Non siamo più di fronte a eventi eccezionali da archiviare come parentesi. Siamo di fronte a un nuovo scenario strutturale, che impone un cambio radicale di visione”. Per questi motivi, dice Amenta “è arrivato il tempo in cui la sola logica di individuare risorse per intervenire e ricostruire non è più sufficiente. Anci Sicilia ritiene che non si può ricostruire con le stesse logiche urbanistiche del passato. Occorre semplificare la normativa, elevare la qualità della programmazione, della pianificazione e della prevenzione. Bisogna prendere atto che le condizioni climatiche sono cambiate e che su questo cambiamento debbano fondarsi nuove politiche pubbliche e scelte urbanistiche, oltre alla gestione del demanio, alla difesa del suolo e a nuovi sistemi di protezione civile”, conclude il presidente.




Maltempo, Savarino: “Regione vicina ai cittadini, a lavoro con i Comuni per tutelare le coste”

«Desidero esprimere la mia solidarietà e sincera vicinanza a tutte le comunità che sulla nostra isola hanno subito le conseguenze del ciclone Harry. Il governo Schifani resta a fianco delle attività che hanno subìto danni ed è al lavoro per reperire le risorse necessarie a ripristinare quanto è stato danneggiato e dare ristoro. L’evento è stato straordinario, ma è chiaro che per contrastare i tragici effetti del cambiamento climatico proseguiremo con maggiore intensità nel lavoro a contrasto dell’erosione delle zone costiere». Lo afferma l’assessore al Territorio e ambiente, Giusi Savarino.
«In particolare – aggiunge Savarino – rinnovo ora più che mai l’appello ai sindaci a caricare sulla piattaforma Rendis i progetti per la difesa delle coste, presupposto tecnico indispensabile per poter ottenere i finanziamenti e concretizzare gli interventi. Ci troviamo senza dubbio di fronte a un fenomeno di portata eccezionale, che riteniamo doveroso fronteggiare con mezzi straordinari e con tutto l’impegno possibile per risollevare il territorio. Ringrazio, infine, la Protezione civile che ha coordinato le attività e fornito supporto immediato alle aree danneggiate, così come i volontari, i vigili del fuoco, gli amministratori locali e tutte le forze in campo che hanno permesso di superare questo drammatico evento».




Maltempo, Schifani: “Centinaia di milioni di danni, proclamazione stato di emergenza”

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha fatto il punto sull’emergenza maltempo che ha colpito soprattutto il litorale ionico dell’Isola con il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, che per tutta la notte scorsa, dalla sala operativa, ha coordinato gli interventi sui territori interessati
Nelle ore più critiche, l’azione si è concentrata sulla tutela dell’incolumità dei cittadini e sul monitoraggio delle situazioni più a rischio. In questa fase, invece, sono in corso la raccolta delle segnalazioni e le prime valutazioni sui danni materiali, che appaiono purtroppo molto ingenti lungo l’intera fascia costiera coinvolta.
«Ieri notte – sottolinea Schifani – eravamo concentrati sull’emergenza e sull’evitare perdite di vite umane, con particolare attenzione ai punti più a rischio per la popolazione. Ora stanno arrivando le notizie sui danni che, purtroppo, sono molto gravi su oltre 100 chilometri di litorale ionico. Parliamo di strade litoranee, stabilimenti turistici e balneari, abitazioni e strutture portuali. Da quanto emerso da una prima valutazione siamo già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro. Ho già convocato per domani una seduta straordinaria della giunta per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo centrale la dichiarazione di emergenza nazionale».
Il presidente Schifani ha infine espresso un sentito ringraziamento alla Protezione civile regionale, ai volontari, ai Comuni, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine e alle migliaia di persone impegnate, senza sosta, nelle ore più difficili dell’emergenza, evidenziando che «il sistema di Protezione civile, coordinato dalla Regione in raccordo con i prefetti e i sindaci, e con il supporto della Protezione civile nazionale, ha operato in modo efficace, consentendo di evitare la perdita di vite umane».




Maltempo, Sammartino: “Regione pronta a deliberare lo stato di crisi”

«Voglio esprimere la mia vicinanza alla popolazione e ai territori flagellati dal ciclone Harry. Ringrazio le donne e gorni difficili, abbiamo assistito a gesti di grande solidarietà che hanno dimostrato la pronta capacità di reazione del popolo siciliano che ha nel proprio dna il senso della comunità». Lo afferma l’assessore per l’Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca mediterranea e vice presidente della Regione Luca Sammartino.
«La Regione continuerà a monitorare attentamente la situazione e collaborerà con le amministrazioni locali per assicurare una ripresa rapida ed efficace – ha aggiunto Sammartino – garantendo risorse e supporto a famiglie, lavoratori, imprese, Comuni e tempi certi e celeri per le opere di ricostruzione. Esamineremo con il presidente Schifani tutte le possibilità per snellire gli iter autorizzativi e sono certo che il governo nazionale non farà mancare il suo sostegno. Già domani delibereremo lo stato di crisi e di emergenza regionale. Sono consapevole che la ricostruzione richiederà tempo e determinazione, ma insieme supereremo anche questa prova. La Sicilia saprà rialzarsi, più unita che mai».




Ciclone Harry, M5S: “Cento milioni per i comuni danneggiati”

Cento milioni a favore dei Comuni siciliani danneggiati in queste ore dal ciclone Harry. Ho depositato un emendamento al collegato alla Finanziaria che sarà discusso a breve all’Ars. Il governo pensi a correre in aiuto ai Comuni flagellati dal maltempo e che sono abbandonati a se stessi e un po’ meno alle mancette per accontentare i desiderata della maggioranza. Se domani ci sarà qualche campo di padel in meno in giro, i siciliani non ne soffriranno di certo”.
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.
Le notizie che arrivano dai Comuni, specie da quelli della Sicilia orientale – dice De Luca – sono veramente preoccupanti, a Santa Teresa Riva nel Messinese, addirittura, si è aperta una voragine sul lungomare, inghiottendo un’auto. Ma segnalazioni di danni cominciano ad arrivare da ogni parte dell’isola. Non perdiamo altro tempo: istituiamo un fondo di cento milioni che sarà ripartito, si spera nel più breve tempo possibile, in proporzione ai danni subiti, ai Comuni che avranno denunciato seri danneggiamenti. Si dichiari inoltre lo stato di emergenza: i soldi del governo Meloni devono andare ai bisogni degli italiani, non a finanziare gli armamenti”




Schifani incontra Tajani: definiti accordi Ministero-Regione per sostegno a imprese siciliane

Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha incontrato stamattina a Palazzo d’Orléans il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Nel corso della visita istituzionale è stato affrontato il tema dell’attualità politica internazionale e, in particolare, quello dei dazi doganali e dei possibili riflessi sul sistema produttivo e sull’export siciliano.
Tajani e Schifani hanno definito i termini dell’accordo che a breve il Ministero – attraverso la rete degli istituti del Sistema Italia all’estero – firmerà con la Regione per rafforzare l’internazionalizzazione delle imprese siciliane. L’intesa prevede un coordinamento per sostenere export, investimenti e promozione del patrimonio culturale e creativo dell’Isola, offrendo alle aziende strumenti concreti per competere sui mercati internazionali.
Schifani ha ricordato gli interventi voluti dal governo della Regione in favore delle imprese e la norma, poi stralciata dalla finanziaria regionale, che destinava 10 milioni di euro per sostenere i costi di esportazione delle aziende. Il presidente della Regione ha confermato a Tajani la volontà di presentare nuovamente l’emendamento.