Mimmo Maggio e l’amore per il Siracusa: “Vivere tutto questo è galattico, ci unirà per sempre”

Le parole di Mimmo Maggio, attaccante e capitano del Siracusa, trasudano di emozione e immenso amore per i colori azzurri. Il numero 9 è stato uno dei simboli chiave di questa squadra in questa stagione. Mimmo Maggio è stato grande spirito di sacrificio e grinta. “Quest’anno rispetto all’anno scorso ho fatto meno gol (14) però il mister mi chiedeva di spingere, di pressare e di rincorrere. Quindi l’ho fatto perché questa città la sento dentro. Siracusa ama me e io amo loro, per me era il minimo correre, dare l’anima, buttare il cuore oltre l’ostacolo quindi per me è stato facile farlo”, ha commentato Maggio ai microfoni di SiracusaOggi.it. Poi non manca un messaggio d’amore per i tifosi azzurri: “Io ho lottato, quest’anno è stato un qualcosa di eccezionale perché essendo il capitano e vincere il campionato qui a Siracusa io sono rimasto per questo sogno e oggi questo sogno diventa realtà. vedere tutta questa gente mi emoziona, mi fa sentire bene quindi è qualcosa di eccezionale. Non si può descrivere si può solo vivere. – ha aggiunto – Ai tifosi dico grazie, se lo meritano perché sono persone che hanno fatto sacrifici, hanno lasciato famiglie a casa, hanno investito i loro soldi. I tifosi del Siracusa sono qualcosa di eccezionale”. Sulla stagione lunga e intensa, Maggio non si è nascosto: “Non era facile vincere ogni domenica, noi siamo stati sempre primi dal 20 ottobre. Penso che sia stato fatto qualcosa di eccezionale, mi sento fortunato a far parte di questa famiglia”. e poi l’ultimo messaggio d’amore: “quello che abbiamo fatto ci unirà per sempre. Dire che tutto questo è stato bellissimo sarebbe troppo poco, è stato galattico”.

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Rinascita azzurra, Walter Zenga: “Un’emozione unica, una gioia condivisa con tutti”

Rinascita azzurra. È così che possiamo definire tutto quello che è stato vissuto ieri, domenica 4 maggio. Entusiasmo, passione, gioia e amore: il Siracusa è tornato nel calcio che conta. Gli uomini di Turati sono ufficialmente in Serie C.
A festeggiare tra la folla azzurra c’era anche il brand ambassador e club manager del Siracusa Calcio, Walter Zenga. Un uomo abituato ai grandi palcoscenici e ai successi internazionali, che però ai microfoni di SiracusaOggi.it ha voluto sottolineare come questa sia “un’emozione particolare”.
“È una gioia condivisa, frutto di un anno di lavoro insieme a tutti – ha dichiarato il brand ambassador azzurro –. È sempre una grande emozione, perché chi ci mette passione e ha il desiderio di aiutare i ragazzi a crescere, conquista una vittoria importante”.
Non è mancato un elogio all’allenatore: “Turati è il nostro allenatore e non si tocca. Quando una società ha ben chiaro cosa vuole fare, l’allenatore è protetto e può lavorare in tranquillità”.
Infine, un pensiero speciale per i tifosi: “Vedere tutto questo entusiasmo è un’emozione unica, perché è più forte e vissuta in un nuovo ruolo, che ho inaugurato con una vittoria”.




Il Siracusa verso la poule scudetto: ecco le squadre qualificate

Archiviata la stagione regolare con la promozione diretta in Serie C, per il Siracusa è tempo di concentrarsi sulla poule scudetto. A partire dall’11 maggio e fino all’8 giugno (eventualmente fino all’11 giugno, in caso di finale con formula andata e ritorno), le squadre vincitrici dei nove gironi della Serie D si sfideranno per il titolo di campione d’Italia di categoria.
Le formazioni qualificate, prime classificate nei rispettivi gironi, sono:

Girone A: Bra
Girone B: Ospitaletto
Girone C: Dolomiti Bellunesi
Girone D: Forlì
Girone E: Livorno
Girone F: Sambenedettese
Girone G: Guidonia Montecelio
Girone H: Casarano
Girone I: Siracusa

La poule scudetto prevede una prima fase a gironi, articolata in tre triangolari da tre squadre ciascuno. Le tre vincitrici di questi triangolari, insieme alla migliore seconda, accederanno alle semifinali, che si disputeranno con gare di andata e ritorno. La finale si giocherà in gara unica o, eventualmente, in doppia sfida (andata e ritorno) se le squadre coinvolte ne faranno richiesta e ci sarà accordo tra le parti.
Calendario della poule scudetto:
Fase a gironi (triangolari): 11 maggio: 1ª giornata; 14 maggio: 2ª giornata; 18 maggio: 3ª giornata.
Semifinali: 25 maggio: andata; 1° giugno: ritorno.
Finale: 8 giugno (oppure 8 e 11 giugno, in caso di andata e ritorno).




Pallanuoto, il Giudice Sportivo respinge il ricorso dell’Ortigia

Il Circolo Canottieri Ortigia 1928 ha reso noto l’esito del ricorso presentato in seguito alla contestata gara 3 della semifinale play-off contro la De Akker Bologna. Il Giudice Sportivo ha deciso di rigettare il reclamo avanzato dal club biancoverde e di omologare il risultato maturato in vasca.
Secondo l’Ortigia, il caso presenta forti analogie con quanto accaduto nella scorsa stagione, quando un errore simile, commesso dagli stessi ufficiali di gara, portò alla ripetizione della sfida tra De Akker e Posillipo. Questa volta, tuttavia, nessuna conseguenza: il risultato resta valido e a farne le spese è il club biancoverde.
L’Ortigia aveva deciso di presentare ricorso perché riteneva che la partita fosse stata gravemente compromessa da una gestione arbitrale caotica e da un errore della giuria che ha inciso sul finale di gara. In particolare, nel quarto tempo, dopo un episodio controverso riguardante il numero dei falli di Napolitano, il cronometro è stato fatto tornare indietro, annullando una possibile rimonta dell’Ortigia, proprio quando la squadra stava per calciare un rigore che avrebbe potuto riaprire il match.
“Prendiamo atto – si legge nella nota – che un errore praticamente identico, lo scorso anno, portò alla ripetizione dell’incontro, mentre oggi non produce alcuna conseguenza”.
L’Ortigia, dunque, archivia l’amarezza e guarda al futuro. Domani sarà in acqua a Roma per disputare la finale per il settimo posto. La società, con una punta di ironia, saluta con orgoglio la presenza calorosa dei propri tifosi anche in trasferta, così numerosi e appassionati da valere persino una sanzione per tifo troppo acceso: “l’unica cosa che ci rallegra di questa vicenda”.




Siracusa è Serie C, gli azzurri tornano tra i professionisti

Con la vittoria in casa dell’Igea Virtus, dopo sei lunghi anni il Siracusa torna in Serie C. L’ultima apparizione degli azzurri in terza serie risaliva alla stagione 2018/2019, un’annata amara che si concluse con il 16º posto nel Girone C e l’esclusione dal campionato successivo per problemi societari. Una ferita profonda, che sembrava aver scritto la parola fine su una storia gloriosa. Ma Siracusa non dimentica, e soprattutto non si arrende.
E dopo avere sfiorato l’impresa lo scorso anno, adesso arriva la meritata promozione, conquistata all’ultima giornata e per questo ancora più bella, espugnando con grinta e cuore la tana della Nuova Igea Virtus. I padroni di casa hanno lottato, ma nulla ha potuto fermare i leoni azzurri. Neanche le polemiche pretestuose piovute da Reggio Calabria, le gufate settimanali e la pressione. Il campo ha parlato, e ha detto “Siracusa in Serie C”.
Una stagione da incorniciare, chiusa con 78 punti. Difficile scegliere un solo protagonista, questo splendido collettivo azzurro ha dimostrato cuore e gambe, dando sempre tutto. Dai titolarissimi a chi ha disputato meno minuti in campo, per tutti onore e gloria.
Ma dietro ogni grande squadra c’è una grande guida. Applausi per Marco Turati, partito tra dubbi e critiche per poi conquistare tutti con il suo gioco e le sue idee, giornata dopo giornata. Che dire del presidente Alessandro Ricci? Ha saputo trasformare un sogno in realtà, con un progetto ambizioso e sostenibile. Ha riacceso la passione di una tifoseria delusa, riportando entusiasmo sugli spalti e fiducia nella città. Non ha sbagliato quasi nulla. Ed ha portato nei quadri societari il peso e l’esperienza di una leggenda come Walter Zenga.
Adesso è il momento di festeggiare. Il Siracusa è in Serie C e tutto si colora di azzurro a partire dal De Simone che ha sofferto e gioito davanti ai maxischermo. Il Siracusa è in Serie C. Scriviamo e leggiamolo altre cento volte. Oggi è un giorno bellissimo. E il meglio, forse, deve ancora venire.




Non ce n’è per nessuno, Siracusa troppo forte: 3-1 in casa dell’Igea. Apoteosi

Il Siracusa è in Serie C. Vince anche l’ultima in casa dell’Igea Virtus per 3-1 e stacca definitivamente la Reggina. Partita vera al D’Alcontres, con il Siracusa contratto in avvio. Sente il peso della partita ma ha il merito di non farsi prendere dalla frenesia mentre passano i minuti.
Primo quarto d’ora senza grosse occasioni, mentre l’Igea prova due volte da fuori area ad impensierire Iovino, che blocca senza patemi.
Turati richiama Russotto e soprattutto Acquadro, a cui chiede una regia più accorta e meno frenetica. Troppi lanci lunghi, difficile così mettere in moto le fasce.
Al 27.o il primo tiro azzurro, con Maggio in acrobazia in area piccola, servito da Convitto, senza però centrare la porta.
Il gol arriva poco dopo. Al 29.o Convitto da fuori area fa partire la botta, il pallone rimbalza davanti al portiere che viene beffato. E la gara cambia completamente.
Al 33.o altra occasione: angolo battuto da Baldan, colpo di testa alto. Al 44.o annullato il secondo gol del Siracusa, per un fallo di Maggio nello staccare di testa per centrare il preciso cross di Convitto. Al 45.o Russotto si imbuca tra i difensori centrali e  prova a superare il portiere con un tocco sotto. L’estremo difensore ci mette i pugni e devia. Siracusa chiude avanti con un’altra conclusione di Russotto.
Nella ripresa, dopo 5 minuti fuori Russotto: al suo posto Limonelli. Turati rafforza il centrocampo. Al 7.o colossale ingenuità di Currò, una parolaccia (forse una bestemmia) a due passi dall’arbitro che lo caccia com un rosso diretto. All’11.o si fa male anche il portiere Costantini che deve uscire per Di Bella, alla prima presenza stagionale. Sembra tutto in discesa per il Siracusa ma al 13.o Baldan contrasta in area l’avversario. Per l’arbitro è rigore per l’Igea. Trombino con il cucchiaio pareggia. Riparte il Siracusa con decisione e al 17.o torna in vantaggio con Acquadro. Al 23.0 il terzo gol, con Puzone e il De Simone davanti ai maxischermo canta “Serie C, Serie C”.
Girandola di cambi. Candiano per Acquadro. Longo per Di Grazia. È Gestione pura per il Siracusa. Conto alla rovescia sino al fischio finale, dopo tre minuti di recupero. E dopo qualche scaramuccia fuoriluogo per le maglie celebrative degli azzurri a bordo campo, può scoppiare la grande festa . I giocatori in campo al D’Alcontres, il tifo azzurro al De Simone. In attesa del ritorno della squadra in città.




Trionfo azzurro, il Siracusa torna tra i professionisti: il pagellone degli uomini di Turati

Un sogno che si realizza: il Siracusa conquista la promozione diretta in Serie C al termine di una stagione esaltante, intensa e lunga. Una squadra compatta, grintosa, capace di emozionare e trascinare un’intera città. Dall’affidabilità di Iovino tra i pali all’estro di Russotto, passando per il carisma di capitan Maggio e la guida tecnica di Marco Turati: ecco le pagelle finali dei protagonisti di questa storica impresa azzurra.

PORTIERE
Fedele Iovino – Voto 7.5
Giovane ma già estremamente affidabile. Buoni piedi, personalità spiccata: il Siracusa può dormire sonni tranquilli tra i pali.

DIFENSORI
Marco Baldan – Voto 8
Punto fermo della retroguardia. Con Suhs forma una delle coppie difensive più solide dell’intero girone I.

Joaquin Suhs – Voto 8.5
Difensore vecchio stampo, roccioso e sempre puntuale. La sua doppietta contro la Reggina resterà scolpita nella memoria dei tifosi.

Francesco Pistolesi – Voto 7.5
Terzino tecnico, disciplinato e perfettamente inserito negli schemi di mister Turati. Una pedina preziosa.

Mattia Puzone – Voto 7.5
Instancabile sulla fascia, è una costante minaccia per le difese avversarie. Quantità, corsa e spirito di sacrificio.

CENTROCAMPISTI
Alberto Acquadro – Voto 7.5
Un faro in mezzo al campo. Intelligenza tattica e senso della posizione, decisivo con il gol vittoria contro la Scafatese.

Maiko Candiano – Voto 7.5
Tecnica sopraffina e grande visione di gioco. Sempre presente nei momenti che contano.

Marco Palermo – Voto 7.5
Polmone del centrocampo. Recupera palloni, lotta su ogni contrasto, incarnando lo spirito della squadra.

Carmelo Limonelli – Voto 7.5
Partito in sordina, si è guadagnato un posto da titolare con prestazioni solide. Ora è uno degli idoli della tifoseria.

ATTACCANTI
Giuliano Alma – Voto 7
Una certezza, nonostante qualche infortunio e diversi legni colpiti. L’apporto resta importante.

Roberto Convitto – Voto 7
Ha saputo farsi trovare pronto quando chiamato in causa. Il gol dell’1-0 contro il Licata ne è l’emblema.

Andrea Di Grazia – Voto 8
Funambolo del reparto offensivo. Estro, fantasia e giocate da applausi: vale il prezzo del biglietto.

Sebastiano Di Paolo – Voto 7
Sempre attento e disciplinato. Segue le indicazioni del mister con dedizione, risultando spesso decisivo.

Sebastiano Longo – Voto 7.5
Ha saputo ritagliarsi spazio con gol di pregevole fattura. Concreto ed efficace, nonostante la concorrenza.

Domenico Maggio – Voto 8
Capitano e leader indiscusso. Lotta, sgomita, serve assist e segna gol pesanti. Trascinatore.

Andrea Russotto – Voto 8
Quando è in forma, è semplicemente immarcabile. Classe e talento al servizio del Siracusa.

Manuel Sarao – Voto 7
Uomo squadra. Accetta la panchina con professionalità e si fa trovare pronto ogni volta che entra in campo.

ALLENATORE
Marco Turati – Voto 9. Spesso criticato, ha saputo rispondere con i fatti. La promozione in Serie C porta la sua firma: idee chiare, determinazione e coraggio.

Con questa promozione, il Siracusa Calcio torna tra i professionisti, pronto ad affrontare le sfide della Serie C nella stagione 2025-2026. Un traguardo importante che conferma la solidità e l’ambizione del progetto targato Alessandro Ricci. Pagellone realizzato con la collaborazione di Enzo Di Falco.




Vigilia di Igea Virtus-Siracusa, Turati: “Siamo pronti per l’ultima battaglia. Meritiamo la Serie C”

Il momento è arrivato. È la vigilia della gara valida per la trentaquattresima giornata del girone I di Serie D: una partita che vale un’intera stagione. Domani, domenica 4 maggio alle ore 15, il Siracusa affronterà l’Igea Virtus allo stadio Carlo Stagno d’Alcontres di Barcellona Pozzo di Gotto.
Come noto, la trasferta è stata vietata ai residenti nella provincia di Siracusa a causa di alcuni precedenti poco edificanti. Per i tifosi azzurri saranno installati due maxischermi allo stadio Nicola De Simone: uno da 40 metri, posizionato tra la Tribuna e la gradinata laterale, e uno da 30 metri, di fronte alla Curva Anna. L’apertura dei cancelli è prevista per le ore 13.30. La capienza massima sarà compresa tra le 2.500 e le 3.000 persone. L’accesso sarà consentito nei settori Tribuna Siringo, Tribuna Laterale e Curva Anna.
La partita contro l’Igea Virtus non è da sottovalutare per diversi motivi, a partire da un ambiente tutt’altro che ospitale e dalla tensione che, inevitabilmente, Maggio e compagni porteranno con sé.
“Abbiamo fatto una settimana diversa dalle altre. È fondamentale presentarci domani con lo spirito giusto e con le forze, sia mentali che fisiche, al massimo di quello che possiamo dare – ha detto mister Turati alla vigilia del match –. La partita con la Vibonese è stata impegnativa, quindi abbiamo dovuto recuperare”.
Sulla partita di domani l’allenatore azzurro è ben consapevole delle possibili difficoltà che la sua squadra potrà incontrare: “Mi aspetto una partita complicata, perché l’Igea è una squadra che ha fatto veramente bene e ha fatto vedere ottime cose”.
Nell’ambiente azzurro si respira la voglia di fare qualcosa di importante, con un obiettivo che è sempre stato chiaro sin dall’inizio della stagione: tornare nel calcio che conta. Il Siracusa arriva all’ultima giornata con 75 punti, in vetta alla classifica, tallonato dalla Reggina a quota 74, impegnata in contemporanea contro la Sancataldese. Agli azzurri serve una vittoria per essere certi della promozione diretta in Serie C, senza dover guardare agli altri campi.
“Siamo alla trentaquattresima giornata: per venticinque giornate, forse ventisei, siamo stati primi. Non oso immaginare un Siracusa non in Serie C, perché dal mio punto di vista ce lo siamo strameritato”, ha aggiunto Turati.
L’ondata azzurra è pronta a travolgere la città di Siracusa e lo stadio De Simone. Gli uomini di Turati sono pronti a giocarsi gli ultimi 90 minuti che li separano dal sogno. Uniti, per la Città.




Siracusa favorito dagli arbitri? Quattro episodi paiono raccontare un’altra storia…

Tutto in novanta minuti. Gli ultimi, decisivi novanta minuti di una stagione avvincente e combattuta. Il Siracusa in casa dell’Igea Virtus, la Reggina di scena sul campo della Sancataldese per l’ultimo atto di una volata resa emozionante da due squadre di assoluto valore.
Purtroppo, però, questo finale di stagione viene appesantito da settimane con polemiche fuori luogo. Da Reggio Calabria sono giunte, con insistenza, accuse di presunti favoritismi arbitrali nei confronti del Siracusa. Un esercizio sterile, che rischia solo di sminuire l’eccezionale percorso delle due contendenti e che manca di rispetto ad una società e ad una squadra – il Siracusa – che con solidità e costanza si trova meritatamente al primo posto.
Una riflessione, allora. Il calcio, si sa, è materia imperfetta e gli errori arbitrali fanno da sempre (anche in tempo di Var nelle serie superiori) parte del gioco. Nel corso di una lunga stagione finiscono però per annullarsi e compensarsi. E questo vale per tutti. Anche per la Reggina, che non è stata immune da decisioni arbitrali favorevoli.
In Ragusa-Reggina (0-1), ad esempio, fa discutere un tocco di mano in area della Reggina, a tempo scaduto. Poteva essere il possibile pari degli iblei ma l’arbitro lascia correre.
Non si può dimenticare, poi, Paternò-Reggina (0-1): parrebbe esserci un altro mani in area calabrese, su tiro diretto in porta. Non sanzionato. Possibile rigore del pareggio per il Paternò e invece nulla.
Oppure Sambiase-Reggina (0-1), quando, sullo 0-0, viene ignorata un’azione sospetta per una spinta su un attaccante del Sambiase, apparso in area in vantaggio sul difensore calabrese. La Reggina troverà il gol vittoria al 94’.
Ancora, in Reggina-Castrumfavara (3-1) appare evidente un tocco in area con il braccio largo da parte del numero 17 amaranto. Non è dello stesso avviso l’arbitro.
Il presidente della Reggina lamenta l’assenza di rigori a favore: evidentemente, con una battuta, alla sua squadra non se ne fischiano neppure contro…
Poi c’è la triste vicenda del ritiro dell’Akragas, a campionato in corso. Coincidenza vuole che sia arrivato proprio dopo la sconfitta con la Reggina, assicurando due punti in più in classifica ai calabresi. Non dovrebbero servire spiegazioni, tanto è chiaro il meccanismo.
Le polemiche – tutte da una sponda – non fanno onore ad una stagione intensa e ricca di contenuti tecnici. Siracusa e Reggina hanno dimostrato di essere squadre strutturate, competitive e degne della categoria superiore. Almeno a novanta minuti dalla fine, che si lasci parlare il pallone senza nascondersi dietro alibi o insensate accuse.




Silvana Gambuzza nominata delegata provinciale Coni di Siracusa

Silvana Gambuzza è la nuova delegata provinciale Coni di Siracusa. Lo ha deciso il pesidente regionale del Comitato Olimpico Nazionale, Enzo Falzone. Succede a Liddo Schiavo e porta con sé una lunga e prestigiosa esperienza nel mondo dello sport, sia a livello federale che associativo.
Silvana Gambuzza, 60 anni, è figura di riferimento nel panorama sportivo locale e regionale: per due mandati ha ricoperto la carica di presidente regionale della FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak), è stata componente della giunta regionale CONI ed è da decenni alla guida del Canoa Club Siracusa. A questo si aggiunge l’impegno come Presidente provinciale del Panathlon Club Siracusa, di cui oggi è Past President.
“Porterò al servizio delle società tutta la mia esperienza – dichiara la neo delegata – puntando soprattutto a un dialogo maggiore e aperto con ogni soggetto, scuola ed ente che vorrà interfacciarsi con i nostri uffici. La nostra idea è quella di creare un vero e proprio gruppo di lavoro che sia di riferimento per le società sportive, accompagnandole nel loro percorso di crescita e sostenendole nelle attività. Vogliamo essere finalmente presenti e vicini al territorio, come purtroppo non è stato negli ultimi anni”.