Il Siracusa é stato deferito, mancato pagamento di stipendi e contributi

Il Siracusa calcio é deferito dalla Procura Federale. Non un fulmine a ciel sereno, il provvedimento era purtroppo nell’aria dopo il mancato rispetto della scadenza del 16 dicembre per ottemperare ai pagamenti previsti.
La Figc ha comunicato il deferimento della società azzurra al Tribunale Federale Nazionale (Sezione Disciplinare), a seguito delle segnalazioni della Commissione per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario.
Il presidente Alessandro Ricci è stato deferito per il mancato pagamento, entro il 16 dicembre 2025, degli emolumenti relativi ai mesi di settembre e ottobre 2025, oltre al mancato versamento dei contributi Inps e delle ritenute Irpef sulle stesse mensilità.
La società è stata deferita sia per responsabilità diretta legata alle violazioni contestate al presidente, sia per responsabilità propria.
Il deferimento condurrà ad una più che probabile penalizzazione in classifica.




Walter Zenga, nuova storia social: “abbraccio ai tifosi azzurri, Turati top, Ricci incommentabile”

Walter Zenga torna a parlare del Siracusa. Lo fa sulle sue pagine IG, rispondendo ad un saluto inviato da un tifoso aretuseo. Diventa l’occasione per chiarire ancora una volta il pensiero dell’ex brand ambassador che si mostra comunque ancora vicino alla squadra ed all’ambiente azzurro. Meno al presidente Alessandro Ricci che definisce nella sua storia, tra il serio ed il faceto, “incommentabile”. Parola al miele, invece, per i tifosi azzurri, la squadra ed in particolare per Marco Turati. L’allenatore, secondo Zenga, è “la vera fortuna del Siracusa”. E quindi complimenti a lui, “al suo staff e ai giocatori”. Tre componenti che, sottolinea l’Uomo Ragno, “hanno fatto il loro dovere”. Riferimento piuttosto chiaro al confuso momento societario, con la scadenza del 16 dicembre purtroppo non rispettata per i pagamenti e che costerà una penalizzazione in classifica.




Ricci nel giorno di Natale: “Impegno per rimanere in C ora e in futuro”

Ha scelto il giorno di Natale per tornare parlare al cuore della tifoseria azzurra. Alessandro Ricci sceglie una data simbolica, quindi, per rivolgere un nuovo appello all’unità dell’ambiente, in un momento delicato della stagione e della vita societaria del Siracusa Calcio. Un messaggio che non elude le difficoltà, ma che prova a rimettere al centro ciò che conta davvero come la forza del gruppo, il valore degli uomini e la continuità di un progetto che non può e non deve andare disperso.
Il presidente non si nasconde. La mancata ottemperanza alla scadenza trimestrale del 16 dicembre è un fatto, con il più che probabile arrivo di un deferimento e di una penalizzazione. Ma Ricci guarda oltre l’ostacolo, ribadendo il proprio impegno presente e futuro per garantire al Siracusa un percorso stabile in Lega Pro. Un impegno che definisce senza ambiguità. “Metterò in campo tutte le forze necessarie affinché il Siracusa Calcio continui il proprio percorso in Lega Pro quest’anno e gli anni a venire. Questo il mio obiettivo. Questo il nostro futuro”.
Parole che arrivano dopo aver informato anche il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, e il sindaco Francesco Italia. Un segnale di responsabilità e di volontà di affrontare la tempesta a viso aperto, senza scorciatoie né fughe in avanti.
Il messaggio di Ricci è soprattutto un viaggio nella memoria recente di una piazza che ha saputo rialzarsi più volte. Dal 13 novembre 2022, quando sembrava tutto compromesso, alla notte magica del 18 giugno 2023 con i playoff vinti davanti a 7.000 spettatori al De Simone. Fino al 7 aprile 2024 e alla costruzione, passo dopo passo, del progetto culminato nella storica promozione in Serie C, celebrata il 4 maggio 2025 con 10.000 cuori azzurri in Ortigia. Cadute e rinascite, lacrime e gioie. Sempre insieme.
E proprio questo “insieme” diventa il filo conduttore del messaggio natalizio di Ricci. Un concetto che trova riscontro anche nel campo. La vittoria sul Trapani non è stata solo tre punti pesanti, ma una fotografia nitida del carattere di questa squadra. Un gruppo che cresce, che sa soffrire, che non è affondato nel mare delle difficoltà. Un valore umano prima ancora che tecnico, che rappresenta un patrimonio da proteggere.
In questo senso, il lavoro di Marco Turati emerge come uno dei pilastri del progetto. In pochi mesi ha plasmato una squadra a sua immagine: compatta, coraggiosa, sempre pronta ad andare oltre i propri limiti. I frutti di questa opera non possono essere dispersi.
Il Natale, nelle parole del presidente, diventa allora occasione per ritrovare consapevolezza. “Che questo Natale possa riportare quella serenità smarrita e soprattutto la rinnovata consapevolezza nei nostri mezzi”. Un augurio che è anche una richiesta di fiducia, in vista di un percorso che resta impegnativo ma non impossibile.
Basterà questo nuovo appello a ravvivare la fiducia della piazza? La sfida, inutile negarlo, è restare uniti. Ricci si appella alle emozioni. Insieme si è pianto, insieme si è gioito e insieme – ci si augura – si continuerà a camminare in una stagione ottovolante, in campo e fuori.




Il Siracusa si mangia il Trapani, che lezione nel derby: 3-0

Dopo la settimana più complessa della sua stagione, il Siracusa ritrova il campo e stordisce un Trapani mai in partita ed annichilito sin dalle prime battute di gioco. Lo strapotere degli azzurri (in maglia verde in onore di Santa Lucia) è nel 3-0 finale, frutto di 18 tiri totali di cui 10 nello specchio, con 7 parate di Galeotti. Farroni inoperoso, nessun tiro nello specchio da parte degli uomini di Aronica, a dispetto di una formazione iper offensiva. Quattro conclusioni per i granata, tutte fuori misura.
Il primo tempo è un monologo azzurro bello da stropicciarsi gli occhi. Il Trapani non si vede mai oltre la metà campo e fatica tremendamente ad uscire dalla sua trequarti. Il Siracusa, invece, si appoggia su di un ispirato Parigini, un solido Limonelli ed un coraggioso Cancellieri. A questi giocatori non manca certo il carattere. Le occasioni arrivano una dopo l’altra, come le intense gocce di pioggia che si riversano sul De Simone. All’8 Parigini stampa la traversa dopo un dai e vai con Candiano, al limite. Tiro a giro da applausi, solo il legno dice no alla gioia azzurra. Ma si tratta di appuntamento rimandato di 120 secondi, quando al 10 Contini la sblocca. Pescato libero al centro dell’area da un intelligente tocco di Limonelli, stoppa e conclude per il vantaggio sotto la curva Anna. Il
Siracusa è vivace, non c’è spazio per la reazione del Trapani. A cui saltano i nervi e la partita, dal 30, diventa spezzettata. Carriero fa di tutto per meritarsi il giallo, che arriva per fallo su Limonelli. E ricomincia il festival delle occasioni per il Siracusa. Galeotti è decisivo di piede proprio su Limonelli, poi al 39 viene graziato da Cancellieri che – dopo una bella giocata con finta al limite – si fionda in area ma chiude troppo: palla a lato, con la difesa del Trapani immobile.
Ancora pochi istanti e ci prova anche Di Paolo: parata e deviazione in angolo. Il raddoppio lo firma però Racine Ba, con un bel tocco sotto in corsa su assist di Parigini superstar. Per fermarlo, il Trapani si gioca la carta fvs per reclamare un fallo ed un secondo giallo. Ma prima che l’arbitro possa andare al monitor, deve calmare gli animi. Anche Aronica in campo per placare i suoi ed in particolare Canotto. Revisione lunga, alla fine l’arbitro Rispoli dice che non è successo nulla. Si va negli spogliatoi con il Siracusa avanti 2-0. Uno strapotere imprevisto alla vigilia. E il dato dei tiri dice tutto del primo tempo: 9-0 per il Siracusa.
Nella ripresa non cambia il copione. Il Trapani (con il nervoso Carriero che resta negli spogliatoi) prova a organizzare qualcosa a fatica, ma a segnare è ancora il Siracusa, con la doppietta di Contini al 56. Aronica ridisegna la sua squadra a cui manca equilibrio per una scelta iper offensiva che non ha pagato. Dentro Vasquez e Canotto, per un 4-3-3 da all in.
Al 65 si risistema anche il Siracusa, con Guadagni per Di Paolo e Molina per Contini. Al 72 spazio anche per Frisenna e Gudelevicius, in mezzo un giallo per Guadagni ed una bella conclusione dalla distanza sempre di Guadagni, parata in tuffo da Galeotti. Intanto dal mondo ultras siracusano, striscioni e cori contro il presidente Ricci. Qualche fischio contrariato si leva dal resto dello stadio.
Si contano i minuti fino al 90, con il Trapani che non crede più alla possibilità di ribaltarla. Il Siracusa, invece, gioca sul velluto ed all’87 non cala il poker solo grazie ad una parata straordinaria su Puzone.
Mentre il Trapani cerca ancora di capire cosa sia successo, il Siracusa si prende il derby e tre punti pesantissimi. Solo applausi convinti per la squadra di Turati, guidata oggi ancora da Giordano. I ragazzi con la maglia verde hanno fatto tutto quello che dovevano e potevano. Bravi. Anzi, bravissimi.




Siracusa Calcio, Ricci incontra squadra e tifosi: “Mai pensato di mollare”

Incontro oggi a Catania del presidente del Siracusa Calcio Alessandro Ricci con una delegazione della squadra e dei tifosi. Al termine del confronto, queste le dichiarazioni di Ricci:
“Oggi ho incontrato una delegazione della squadra per spiegare che il momento di difficoltà è stato superato. Non ho mai pensato di mollare perché non sono il tipo che si ritira. Ripartiamo adesso, tutti insieme, per il prosieguo della stagione. Restiamo compatti, crediamo nel lavoro quotidiano e sosteniamo la squadra. Ora più che mai abbiamo bisogno di sostegno e passione”.




Il braciere della Fiamma Olimpica si accende con Irene Burgo. “E’ tutta la vita che inseguo questo sogno”

L’accensione della fiamma olimpica è un momento simbolico che fa parte della tradizione dei Giochi dal 1936 e rappresenta i valori positivi che l’uomo ha sempre associato al fuoco, come pace e amicizia e ieri è stata la nostra Irene Burgo, campionessa di canoa, a correre l’ultima frazione del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026 a Siracusa proprio sul palco allestito in riva Nazario Sauro. “Stamattina mi sono svegliata col sorriso ripensando a tutto quello che è successo ieri sera. E’ stato un grandissimo onore essere una tedofora di Milano-Cortina 2026 ed essere soprattutto l’ultima. Accendere quel braciere ha significato tanto proprio per me che ho inseguito questo sogno tutta la vita e non sono riuscita a raggiungerlo – dichiara commossa Irene Burgo campionessa di canoa – . Tuttavia so che posso essere ancora parte delle Olimpiadi accedendo quella fiamma che ci porterà verso le Olimpiadi invernali del 6 febbraio. Questo non è un sogno che appartiene solo a me ma a tutta la città di Siracusa che ha avuto il piacere, l’onore il prestigio di ospitare una tappa di questa grande staffetta, partita dalla Grecia e che sta attraversando tutta l’ Italia. Per questa ragione il mio vuole essere un messaggio di pace, amicizia e amore, tutti i valori che ci legano allo sport e allo spirito olimpico. Ringrazio tutti i tedofori che ieri hanno fatto la staffetta con me. E’ stato un gruppo incredibile e ci siamo divertiti moltissimo. Ringrazio anche tutto il personale dell’organizzazione, perchè è incredibile il lavoro dello staff che c’è dietro un evento di questa portata. Sono stata felice anche. di ritrovare amici, conoscenti ma anche di conoscere cittadini che mi si sono avvicinati e che porterò sempre nel cuore”.




Targhe a Pippo Cantarella e Vincenzo Maiorca: omaggio ai campioni del mondo di pattinaggio

Un’iniziativa per sottolineare il ritorno della provincia di Siracusa ai vertici del pattinaggio mondiale, attraverso un passaggio di testimone ideale tra il capoluogo e Priolo. Si terrà venerdì 19 dicembre alle ore 10:30, presso il Gabinetto del Sindaco di Priolo Gargallo, la cerimonia di consegna delle targhe commemorative dedicate a Giuseppe “Pippo” Cantarella, campione del mondo di pattinaggio nel 1976, originario di Siracusa, e a Vincenzo Maiorca, attuale campione del mondo, originario di Priolo Gargallo.
L’iniziativa intende sottolineare con forza il ritorno della provincia di Siracusa ai vertici del pattinaggio mondiale, attraverso un ideale passaggio di testimone tra il capoluogo e Priolo Gargallo, città industriale della provincia, situata a pochi chilometri da Siracusa. Un filo continuo che lega generazioni, territori e identità diverse ma complementari all’interno dello stesso contesto provinciale.
Le targhe saranno consegnate dal Sindaco, Pippo Gianni e dal Presidente di Territorio Protagonista Siracusa 2016, Arturo Linguanti, quale riconoscimento ufficiale a due campioni che, in epoche diverse, hanno portato il nome della provincia di Siracusa ai massimi livelli dello sport internazionale.
Con questa cerimonia, Territorio Protagonista Siracusa 2016 intende valorizzare la memoria sportiva come patrimonio collettivo e, al tempo stesso, ribadire il ruolo della provincia di Siracusa come spazio capace di produrre eccellenza, anche a partire da realtà industriali e urbane spesso considerate marginali.




Siracusa, che succede? Allarme stipendi, la tifoseria teme una penalizzazione

Gli sportivi siracusani sono in fibrillazione. Il timore è quello di un possibile deferimento del Siracusa, con eventuale e successiva penalizzazione in classifica. E questo perchè la società azzurra non sarebbe stata in condizione di pagare entro la scadenza (ieri, ndr) stipendi e contributi dell’ultimi trimestre.
La paura dei tifosi è quella di ritrovarsi con colpo da -4 in classifica che farebbe ripiombare in fondo Candiano e compagni. E la corsa salvezza in campo potrebbe spostarsi su un altro tavolo, quello societario. Perchè i timori sulla tenuta economica della società – in questi casi – si diffondono e moltiplicano in fretta. In molti si chiedono già adesso se questo Siracusa sarà in grado di finire la stagione o se occorrerà attivare quanto prima un piano di salvataggio. In passato, in casi analoghi, si iniziò a parlare di coinvolgimento dell’amministrazione comunale e presunte forze imprenditoriali da coinvolgere. Una trafila che finirebbe per ricordare da vicino alcune sfortunate vicende degli ultimi vent’anni di alti e bassi calcistici.
Per il momento, nessuna comunicazione da parte del club presieduto da Alessandro Ricci. Già in fase di iscrizione al torneo, il Siracusa aveva attraversato qualche sobbalzo tra mercato bloccato e fidejussione. Si sperava che tutto fosse alle spalle, anche sulla scorta di alcune dichiarazioni che puntavano con fiducia alla sessione invernale di calciomercato.
Il finale non è comunque scontato. Ci sarebbero ancora margini – seppure stretti – per non incappare in una penalizzazione. Ma bisognerebbe fare in fretta per sanare quelle che – verosimilmente – potrebbero essere segnalate come omissioni di pagamento e versamento. E soprattutto, non guasterebbe una qualche forma di chiarezza. Soprattutto verso quegli abbonati che, a scatola chiusa, hanno dato fiducia al progetto e verso quelle tremila persone che – di media – riempiono il De Simone nonostante una stagione avara di soddisfazioni.




Il Siracusa si morde le mani, in vantaggio con Parigini poi la Cavese lo riacciuffa (1-1)

Il Siracusa esce indenne dalla trasferta di Cava dei Tirreni. Ma deve mordersi le mani per avere subito ancora una volta una rimonta. Al Lamberti finisce 1-1 con gli azzurri (oggi in maglia verde in omaggio alla Patrona Santa Lucia) che masticano amaro. Erano passati in vantaggio in chiusura di primo tempo, poi la rete della Cavese in avvio di ripresa su calcio di punizione. Anche questa volta, come contro Atalanta e Foggia, il Siracusa finisce rimontato. È il secondo pareggio consecutivo per gli azzurri che negli scontro diretti con Foggia e Cavese non sono riusciti a trovare una zampata.
È Carmine Giordano a guidare il Siracusa della panchina, con Turati e Spinelli fermati dal Giudice Sportivo. Formazione ridisegnata, tra squalifiche e indisponibili. In difesa si rivedere Sapola. L’altro lituano, Gudelevicius torna in campo dal primo minuto. In attacco c’e Molina.
Parte meglio il Siracusa. Al 16 la prima conclusione, alta, di Frisenna. Al 18 destro a lato di Parigini. La Cavese prova a farsi vedere con una sortita di Fusco, senza particolari problemi per Farroni. Ma al 26 un problema fisico per Zanini scombina i piani. Prova a stringere i denti ma al 28 deve lasciare il posto a Puzone. E proprio Puzone al 38 va vicino al gol, in un flipper in area campana. In precedenza, brivido per Farroni con Nunziata che calcia di poco fuori. Valente intanto impegna Boffelli su calcio di punizione. Più Siracusa che Cavese, ma sono i campani a sfiorare il vantaggio al 43 con Fusco, Farroni si supera sul colpo di testa. Il primo tempo pare avviato a chiudersi a reti inviolate quando, al 44, c’è un tocco di mano in area della Cavese. L’arbitro non fischia, proteste del Siracusa. La panchina chiede la revisione Fvs. È rigore, batte al 48 Parigini: Boffelli para ma sulla ribattuta, l’azzurro si fa perdonare segnando il gol del vantaggio. Festa per i 28 tifosi siracusani arrivati a Cava. Si va all’intervallo con il Siracusa avanti.
Nella ripresa, Cavese subito battagliera. Orlando impegna Farroni al 51. Ed è la prova generale del pareggio che lo stesso Orlando realizza al 52 su punizione. Il Siracusa accusa il colpo e fatica a riorganizzarsi. Prova a suonare la carica Molina al 59, con un tiro alto dalla distanza. Sessanta secondi dopo, occasione clamorosa per gli azzurri in contropiede. Molina avvia l’azione, cross dalla destra di Valente su cui lo stesso Molina si getta malamente in spaccata, spedendo fuori. Si dispera la panchina del Siracusa, sembrava un gol fatto.
Allora la Cavese capisce che bisogna cambiare qualcosa. Triplo cambio al 61. E 5 minuti dopo, il neo entrato Sorrentino si gira in area con troppa facilità, fortunatamente per Farroni la palla finisce fuori di un soffio.
Servono energie fresche anche per il Siracusa. E Giordano allora gioca la carta Frosali per Ba. All’81, sugli sviluppi di un corner, si reclama un rigore per fallo su un avanti azzurro. Lunga revisione Fvs, nulla da fare: non è rigore. Entrano anche Limonelli e Di Paolo (per Frisenna e Valente) per tenere nei minuti finali. Il recupero è extralarge: 7 minuti. Ma non succede più nulla sino al triplice fischio.




Pallamano, serei A1. L’Albatro si aggiudica lo scontro diretto di Bolzano (32-27)

La Teamnetwork Albatro si impone di forza a Bolzano (32-27) e si aggiudica uno scontro diretto importante in ottica play off scudetto.
I siracusani mettono in campo rabbia agonistica e grande concentrazione. Squadra che dimostra il proprio valore senza mai far calare la tensione verso l’unico obiettivo nel mirino di questa prima giornata di ritorno.
Ci vogliono però più di 3 minuti per vedere il primo gol. Da quel momento è un continuo crescendo degli uomini di Mateo Garralda che, al 24’, raggiungono il vantaggio massimo sul +8.
Nella ripresa i siracusani tornano in campo con lo stesso piglio. Poche concessioni agli altoatesini che riescono a risalire la china fino al momentaneo -4.
Biancoblu che tornano subito a segnare il vantaggio e mettere nuovamente distanza. La difesa torna a mostrare il proprio potenziale, l’attacco riesce a concludere senza concedere troppi riferimenti ai padroni di casa.
In porta Hermones si fa rimpiangere come non mai dalla sua ex squadra Bolzano.