Pallamano, Final Eight di Coppa Italia. L’Albatro vuol essere protagonista a Riccione

La Teamnetwork Albatro si prepara alla Final Eight di Coppa Italia. La comitiva blu arancio è arrivata a Riccione ieri mattina e, nel pomeriggio, Mateo Garralda ha guidato la squadra sul campo dove sabato, a partire dalle 16, i siracusani affronteranno il Merano per i quarti di finale del prestigioso trofeo.
Il tecnico navarro ha alternato l’allenamento tecnico a quello tattico. A Riccione squadra al gran completo.
“Una competizione impegnativa e che mette a dura prova i giocatori. – dice Garralda – È una rassegna importante che, sperando in una finale, ti farà giocare tre partite in tre giorni. Un dispendio fisico notevole per le squadre. Noi giocheremo contro Merano, una squadra che nell’ultimo match giocato ci ha battuti. Una squadra capace di variare gli schemi di difesa rapidamente e che gioca la palla con grande qualità. La Coppa Italia, comunque, mi piace proprio per la sua formula. – conclude il tecnico blu arancio – Ci si gioca tutto in tre giorni e si lavora molto sull’aspetto mentale che può risultare determinante. Contro Merano sarà difficile, ma bisogna guardare all’obiettivo più grande e noi ci stiamo preparando proprio per questo”.




“Contro tutto e contro tutti”, Walter Zenga si sfoga e chiama a gran voce i tifosi allo stadio

“Contro tutto e contro tutti”: è così che scrive Walter Zenga sui canali social. Si, perché l’ex portierone della Nazionale è sceso in campo un’altra volta e non per andare tra i pali, ma per difendere Turati e i suoi uomini. La sconfitta di Acireale continua a far parlare di sé e le polemiche non sembrano placarsi, anche fuori dal rettangolo di gioco. A tenere banco sono le decisioni della terna arbitrale in occasione della gara valida per la venticinquesima giornata del girone I di Serie D e, soprattutto, le due pesanti squalifiche inflitte dal Giudice Sportivo a Manuel Sarao e Mimmo Maggio. Il primo è stato sanzionato “per avere, a gioco in svolgimento, afferrato per il collo un calciatore avversario”, comportamento antisportivo e giudicato violento. Il capitano azzurro, invece, paga le tensioni post gara, in un clima quanto meno avvelenato: “al termine della gara, nell’area degli spogliatoi, spintonava alcuni calciatori avversari”, scrive il Giudice Sportivo. Walter Zenga si sfoga sui social e attacca: “Senza parole. Recentemente, in una partita giocata a Siracusa, un componente della panchina avversaria si rivolgeva a un suo giocatore urlandogli ‘spaccagli un ginocchio’, indicando un giocatore del Siracusa. Qui il nostro capitano insultato viene squalificato, differente? Contro tutto e contro tutti”.
L’Acireale se la “cava” con una multa di 1.300 euro, per la presenza in panchina di una persona non autorizzata per l’agitato finale. Squalificato per due giornate il preparatore atletico granata Alessio Sergio Zappalà, per “aver rivolto espressioni offensive ai tesserati avversari nella zona spogliatoi, innescando un principio di rissa”.
Il Club Manager e Brand Ambassador del Siracusa Calcio fa riferimento anche alle diverse perdite di tempo della squadra di casa avvenute durante la partita, con i raccattapalle spariti improvvisamente dopo il primo tempo. E Zenga ancora continua postando diverse immagini di falli da possibile calcio di rigore non fischiati dall’arbitro a favore del Siracusa. L’invito della tifoseria azzurra e sostenuto anche da Walter Zenga è quello di riempire il Nicola De Simone, domenica 2 marzo alle ore 15, in occasione della sfida tra Siracusa e Sancataldese: “Contro tutto e contro tutti”.




Azzurri rullo compressore, la Reggina ancora in scia a causa di due amari pareggi

La brusca frenata del Siracusa ad Acireale permette alla Reggina di rifarsi sotto in classifica. Tre lunghezze di distanza adesso tra le due squadre, a nove giornate dal termine. A riavvolgere il nastro del campionato, viene da ripensare a quei punti “lasciati” per strada da Maggio e compagni. Il ruolino di marcia, comunque positivo, è di 18 vittorie (11 in casa), 3 pareggi e 4 sconfitte (1 in casa).
In cima alla lista delle occasioni “mancate” c’è la gara persa al De Simone contro il Sambiase, l’unica squadra capace di battere due volte su due gli azzurri. Quei tre punti avrebbero forse permesso di piazzare un break più deciso, “spazzando” già ad inizio gennaio la classifica.
Ma se in uno scontro diretto può anche essere partita da tripla, a gridare vendetta sono soprattutto alcuni pareggi: lo 0-0 con la Sancataldese, l’1-1 sofferto in case del Castrumfavara, il pari di Paternò. In almeno due di questi tre risultati, è lecito parlare di due punti persi più che di un punto guadagnato. Insomma, si potrebbe sostenere – con certa ragion veduta – che alla classifica del Siracusa mancano quattro punti.
Quanto alle sconfitte, se quella alla prima giornata con il Sambiase e poi il 2-0 rimediato a Locri possono essere state sorprendenti, si tratta comunque di risultati storti che – nell’arco di una stagione – possono anche capitare. Il vecchio adagio, in fondo, dice che non si può vincere sempre.
Però è anche vero che, tolta la bestia nera Sambiase, il Siracusa ha messo sotto tutte le big andando anche a vincere in casa loro: Reggio, Scafati e Vibo ad esempio. E sarebbe ingeneroso non sottolineare l’importanza di quelle prove, come anche il carattere immenso mostrato ribaltando Ragusa e Reggina in trasferta.
Ancora a proposito di Reggina, uno sguardo veloce in casa amaranto: 54 punti sono frutto di 16 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte. Il raffronto con gli azzurri: una sconfitta in meno, due vittorie in meno ma tre pareggi in più.
Ruolino di marcia delle ultime 5 giornate identico: 4 vittorie e 1 sconfitta. L’unica sconfitta della Reggina è quella proprio nello scontro diretto con il Siracusa, al Granillo.
Il calendario dà al Siracusa il piccolo vantaggio di poter disputare più partite in casa, da qui alla fine del campionato. In un testa a testa così serrato, anche questo può contribuire a fare la differenza.




Mano pesante del Giudice Sportivo, due turni di stop per Sarao e Maggio

La sconfitta di Acireale costa al Siracusa anche due pesanti squalifiche. Il Giudice Sportivo ha fermato Manuel Sarao e il capitano Mimmo Maggio. Il primo è stato sanzionato “per avere, a gioco in svolgimento, afferrato per il collo un calciatore avversario”. Un comportamento antisportivo e giudicato violento. Il capitano azzurro, invece, paga le tensioni post gara, in un clima quanto meno avvelenato: “al termine della gara, nell’area degli spogliatoi, spintonava alcuni calciatori avversari”, scrive il Giudice Sportivo.
L’Acireale se la “cava” con un multa di 1.300 euro, per la presenza in panchina di una persona non autorizzata er per l’agitato finale. Squalificato il preparatore atletico granata, Alessio Sergio Zappalà, è stato squalificato per due giornate per “aver rivolto espressioni offensive ai tesserati avversari nella zona spogliatoi, innescando un principio di rissa”.




Nessuno regala niente, la sconfitta di Acireale vale come una sveglia per il Siracusa

La bella vittoria di Reggio Calabria ed il largo 7-0 rifilato al Locri avevano forse generato l’impressione che il campionato fosse davvero in discesa per il Siracusa. Ed invece, nessuno regala niente e non si vincono le partite solo in virtù del posto in classifica. Esemplificativa in questo senso, purtroppo, è la sconfitta arrivata ad Acireale. Brutto risveglio, insomma.
A sorprendere, al di là del risultato, è stato l’atteggiamento della squadra. Dopo le recenti prove di forza, era lecito attendersi la conferma del Siracusa da battaglia ammirato nelle ultime settimane. Ed invece ecco in campo (un campo pessimo, ndr) una sbiadita controfigura che fatica persino ad ingabbiare l’unico giocatore dell’Acireale che poteva creare (e infatti le crea) difficoltà alla retroguardia azzurra.
E’ comunque ingeneroso criticare le scelte di Turati. Se gli equilibri tra reparti – che sembravano acquisiti – vengono meno, con ogni probabilità non è per via di normali rotazioni a centrocampo. Si dice in questi casi che è stato sbagliato l’atteggiamento. Niente occhi di tigre, come se bastasse solo presentarsi in campo per vincere, in quanto più forti. Alle volte, però, vince chi è più sporco, convinto e – sportivamente parlando – cattivo.
La sconfitta di Acireale, da questo punto di vista, può avere il salvifico effetto di una puntuale sveglia. Se qualcuno in casa azzurra pensava di aver già messo le mani sulla promozione in Serie C, adesso sa bene che conviene correre. E lo sa meglio di tutti Marco Turati, maniacalmente attento ai dettagli e consapevole di come il troppo entusiasmo avrebbe potuto tirare qualche brutto scherzo. Ecco, è successo.
Adesso archiviare e ripartire. L’obiettivo non cambia e nulla è compromesso. E’ vero che la Reggina si avvicina, ma il vero avversario del Siracusa è solo il Siracusa. Se gioca come sa, non c’è inseguitrice che tenga. E che parlino pure dalle altre piazze. Rispetto per tutti, ma alla fine conta solo il risultato del campo, non il rumore di sottofondo.
Merita una nota a parte la condivisibile doglianza del presidente Ricci: in certe partite è bene poter contare su designazioni arbitrali adeguate. Il Siracusa non è società che si lagna o accampa scuse, anche se ce ne sarebbero almeno due o tre piuttosto evidenti ad Acireale. E’ una società che investe e rispetta le regole, assicura spettacolo e visibilità a questa bistrattata Serie D. Non chiede tutele particolari, solo giusta attenzione.




Matteo Melluzzo nominato Ufficiale della Repubblica, onorificenza per lo sprinter siracusano

Il velocista siracusano Matteo Melluzzo è stato nominato Ufficiale della Repubblica. Una onorificenza conferita dal Capo dello Stato per meriti sportivi e consegnata al velocista siracusano durante i campionati italiani indoor di Ancona. Melluzzo non scende in pista perchè bloccato da una fastidiosa pubalgia, ma ha ricevuto dal presidente Fidal Stefano Mei la preziosa pergamena.
“Non avrei mai immaginato, ad inizio della mia carriera, che potesse mai arrivare anche un riconoscimento di questa portata”, commenta visibilmente emozionato. “Ricevere questa onorificenza è per me un ulteriore traguardo. Ringrazio il Presidente della Repubblica perchè, ancora una volta, si dimostra vicino allo sport” aggiunge ricordando l’abbraccio dopo la trionfale staffetta 4×100 agli Europei di Roma.
“Questo riconoscimento arriva in un periodo che, per forza di cose, non mi vede felice. Mi dà sostegno e spinta per completare con il giusto approccio l’iter riabilitativo che spero di concludere presto”, aggiunge con riferimento allo stop imposto dai problemi fisici. Appuntamento a maggio per rivedere Matteo Melluzzo in pista.




Il Siracusa che non ti aspetti, brutto ko contro l’Acireale e la Reggina si avvicina

Brutta sconfitta per il Siracusa che cade in casa dell’Acireale per 2-1. Gli uomini di Turati, poco lucidi e nervosi, pagano un approccio non convincente e soffrono il gioco fastidioso e letale dell’Acireale. A decidere la partita è la doppietta di Benjamin Mokulu.
Approccio alla partita difficile per gli azzurri. Gli uomini di Turati cominciano timidamente contro un Acireale attento e aggressivo. Prima mezz’ora con poche emozioni, gioco frastagliato e diversi contrasti. Il primo vero lampo arriva al 33’ con l’Acireale che approfitta di un’indecisione del centrocampo azzurro e sblocca la partita con Mokulu: 1-0. Cresce il ritmo delle due squadre, aumentano i giri del Siracusa e il gol del pareggio azzurro arriva al 38’: cross velenoso di Alma su calcio di punizione, Baldan che sfiora di testa, respinta dell’estremo difensore acese e Suhs da un passo firma il gol dell’1-1. L’Acireale non si scoraggia e nel momento migliore del Siracusa arriva il gol del raddoppio con Mokulu che trafigge Iovino dopo una ripartenza letale. I primi 45’ si chiudono 2-1 per l’Acireale.
Alla ripresa lo spartito della partita non cambia: ritmo lento e spezzettato. Il Siracusa prova a fare male alla difesa acese, ma gli uomini di Turati devono fare i conti anche con le diverse perdite di tempo della squadra di casa. Al 85’ il Siracusa rimane in 10 per l’espulsione di Sarao dopo un fallo su Marchetti. La gara valida per la venticinquesima giornata del girone I di Serie D allo stadio “Aci e Galatea” di Acireale si chiude con la sconfitta per gli uomini di Turati: 2-1.
Un ko difficile da digerire per il Siracusa che non riesce a difendere il +6 sulla Reggina. La squadra calabrese, infatti, vittoriosa in casa contro l’Enna per 3-0, riduce il distacco dagli azzurri andando a -3. La classifica aggiornata è quindi: Siracusa 57, Reggina 54, Scafatese 51.




Pallamano, l’Albatro batte la Raimond Sassari: al PalaAkradina finisce 31-27

La Teamnetwork Albatro batte la Raimond Sassari nel big match della quinta giornata di ritorno della Serie A Gold 24/25 e aggancia i sardi al terzo posto in classifica.
Al Pala “Pino Corso” i siracusani concedono poco e nulla agli avversari e riescono a portare a casa una vittoria importante alla vigilia della Fina Eight di Coppa Italia in programma nel prossimo fine settimana.
Parte forte la squadra di casa con un parziale di 4 a 0. Gli ospiti rispondono riportandosi sotto, ma i blu arancio reagiscono iniziando ad allungare il vantaggio. Gli uomini di Laera sbagliano troppo in avanti, i padroni di casa chiudono la difesa e lasciano poco in avanti. Il vantaggio sale anche fino al +6.
Nella ripresa i sassaresi accennano una timida reazione. Dura troppo poco perché Vinci e compagni ricominciano a martellare in avanti e a chiudere nuovamente la difesa.
Il sette di Garralda ricomincia ad allungare consentendo poco e nulla agli avversari. Alla fine la vittoria è netta e rappresenta un buon viatico per la competizione in programma a Riccione.
“Complimenti alla squadra – commenta al termine Mateo Garralda – Abbiamo sbagliato poco tranne negli ultimi dieci minuti. Presentarsi alla Coppa Italia con questa vittoria è importante per il morale e per far crescere ancora di più la consapevolezza nei ragazzi”.




Vigilia di Acireale-Siracusa, Turati: “Stiamo bene, vogliamo continuare la nostra marcia”

È vigilia di campionato per il Siracusa. Domani domenica 23 febbraio alle ore 14.30, gli uomini di Turati affronteranno l’Acireale allo stadio “Aci e Galatea”. Il Siracusa dovrà fare a meno dei propri tifosi. Su indicazione del CASMS, infatti, è stato disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Siracusa.
In vista della gara valida per la venticinquesima giornata del girone I di Serie D, Turati predica concentrazione. Dando uno sguardo alla classifica, infatti, si tratta di una partita sulla carta abbordabile, ma che potrebbe nascondere alcune insidie, anche per via del clima che si potrebbe trovare allo stadio di Acireale. “Giocare contro l’Acireale è sempre molto complicato, perché è una squadra molto fisica e dentro il loro stadio hanno sempre ottenuto risultati importanti. Nelle ultime settimane abbiamo sfornato prestazioni di alto livello, quindi i miei ragazzi stanno bene. Vogliamo continuare la nostra marcia”.
Sulle pressioni mediatiche esterne Turati è chiaro: “Sento moltissimo rumore. Ora cominciamo a dare fastidio, perché oltre ad ottenere risultati sforniamo anche ottime prestazioni. Noi vogliamo guardare solo al nostro percorso.” Così risponde l’allenatore azzurro alle dichiarazioni di Gianluca Atzori, allenatore della Scafatese, e ad alcuni articoli di testate calabresi. Nello specifico, Atzori nelle ore scorse ha parlato a Diretta Studio su Radio Gamma No Stop: “Per me la Reggina è la squadra più forte del campionato. – ha detto – Sono rimasto molto, molto sorpreso del ko di qualche settimana fa. Nel primo tempo ha stradominato, poi il Siracusa con due calci piazzati ha fatto due gol e quindi merita il primo posto”. Il 6 aprile sarà la volta di Siracusa-Scafatese al Nicola De Simone e Atzori non si è nascosto.”Quando dovremo andare a Siracusa prepareremo la gara al 300%. Noi vogliamo vincerle tutte”, ha concluso l’allenatore.




Pallanuoto, per l’Ortigia è grande sfida alla “Paolo Caldarella”: arriva la Pro Recco

Uno spartiacque, l’ultima tappa del primo terribile ciclo di partite che ha già visto l’Ortigia affrontare due delle prime tre formazioni del campionato, e che precede un nuovo impegnativo ciclo di gare fondamentali e più alla portata dei biancoverdi. Adesso tocca alla Pro Recco, capolista in condominio con il Brescia, misurare il livello di crescita degli uomini di Piccardo, reduci dalla onorevole sconfitta sul difficile campo di Savona, dove hanno sfoderato una buonissima prestazione, che ha lasciato anche qualche rammarico per il risultato. Domani, alle ore 12.00, presso la piscina “Paolo Caldarella” di Siracusa, l’Ortigia ospiterà i liguri di Sandro Sukno e dell’ex Ciccio Condemi, nel match valido per la diciannovesima giornata della Serie A1 di pallanuoto maschile. Una gara sulla carta proibitiva contro quella che, risorta dai problemi estivi, si è confermata essere la solita corazzata, ancora imbattuta in questo campionato (così come il Brescia). I biancoverdi, ancora privi di capitan Napolitano, che deve scontare l’ultima delle due giornate di squalifica, proveranno a mettere in acqua tutto il loro orgoglio e quella lucida organizzazione difensiva con cui sabato scorso ha messo in difficoltà il Savona.
“Sicuramente ci troveremo davanti una squadra forte e difficile da battere, però l’esperienza ci insegna che dobbiamo sempre puntare a fare il miglior risultato possibile. – dice il portiere biancoverde Stefano Tempesti – Dobbiamo avere la massima umiltà, ma senza per questo precluderci alcun tipo di obiettivo. Abbiamo visto a Savona che, pur presentandoci con una formazione rimaneggiata, se non fosse stato per due-tre episodi chiave, li avremmo messi ancora più in difficoltà, ottenendo magari un risultato diverso. Pertanto, il Recco lo affronteremo a testa alta, non faremo certo da agnello sacrificale, approcciando il match con una mentalità diversa da quella con la quale abbiamo affrontato la trasferta di Brescia, quando siamo andati probabilmente con nella testa l’idea di essere già sconfitti”.
Il numero uno dell’Ortigia sottolinea poi l’importanza, a livello mentale, di offrire una prestazione positiva nel match di domani, in vista delle prossime sfide fondamentali per il campionato dei biancoverdi: “Fare una buona gara contro il Recco deve essere un obiettivo importante, come lo è stato all’andata, quando siamo andati lì in un momento per noi di grandissima difficoltà, con molti che sostenevano che per noi fosse la cosa peggiore affrontare il Recco, e abbiamo fatto una buona prestazione. A dimostrazione che, quando si è in una fase di difficoltà, sfidare una squadra così è l’allenamento migliore che si possa fare, perché ti confronti con i migliori, giochi un match in cui non hai un grosso carico psicologico e quindi è il modo ideale per giocare, crescere e prepararti alle sfide successive ”.
Per George Avakian, centroboa americano dell’Ortigia, che per la prima volta in carriera affronterà la gloriosa formazione ligure, la gara di domani sarà difficile, ma a livello personale sarà anche un momento molto emozionante: “Sappiamo che il Recco è una delle migliori squadre al mondo, ma nonostante questo possiamo dare battaglia. Certo, sarà difficile senza il nostro capitano, Christian Napolitano, ma è importante prepararsi bene per provare a dare il massimo. Crescendo negli Stati Uniti, il mio sogno è sempre stato quello di giocare a pallanuoto in Europa, con e contro i migliori giocatori del mondo, e di vivere gare come queste. Grazie a Dio mi trovo qui oggi. Ne sono estremamente lieto”.