Vigilia di Siracusa-Enna, Turati: “I numeri sono dalla nostra parte, ma dobbiamo fare più gol”

Tiri fatti, assist, passaggi riusciti: il Siracusa doppia gli avversari del girone in tutti i numeri. Sono questi i temi su cui mister Turati si è focalizzato in conferenza stampa alla vigilia di Siracusa-Enna, gara valida per la decima giornata del girone I di Serie D. Dopo il deludente pareggio contro la Sancataldese (0-0, ndr) con poche emozioni e tanto equilibrio, il Siracusa è pronto a ripartire al “De Simone” domenica 3 novembre alle 14.30, contro l’Enna Calcio. Con un Siracusa irregolare, discontinuo e difficile da capire negli ultimi incontri, Turati analizza con lucidità i numeri della sua squadra. “Stiamo sicuramente lavorando bene, ma non siamo riusciti a produrre il numero di gol che fondamentalmente ci aspettavamo. – dice l’allenatore azzurro – Ho degli attaccanti validi e quindi so che possono fare gol in qualsiasi momento . Dobbiamo sicuramente migliorare, forse in questo momento siamo un po’ sfortunati e non ci sta girando bene soprattutto negli episodi. In questa settimana abbiamo lavorato tanto per fare passi in avanti . Sono straconvinto che i miei ragazzi domani faranno di tutto per prendere in mano la partita e dominarla come hanno fatto spesso”.




Pallanuoto, dopo la vittoria europea l’Ortigia si tuffa in campionato: sarà sfida contro la De Akker

Dopo la vittoria europea in trasferta contro il contro il Panionios (11-13, ndr), l’Ortigia è rientrata in Italia ieri, non a Siracusa, bensì in terra emiliana. I biancoverdi, infatti, sono atterrati a Bologna, dove domani pomeriggio, alle ore 14.30, affronteranno la De Akker nel posticipo della quarta giornata del campionato di Serie A1. La squadra di Piccardo deve recuperare le tante energie spese durante la gara di coppa e mantenere alta la concentrazione per tentare di fare bottino pieno e risalire un po’ in classifica. I biancoverdi, infatti, al momento si trovano sui gradini più bassi, in una posizione insolita, a quota tre punti, frutto di una sola vittoria e due sconfitte, una delle quali (contro la Vis Nova) imprevista. Per tale ragione, la trasferta di Bologna riveste un’importanza assoluta, perché l’Ortigia ha bisogno di punti e non può più permettersi passi falsi. Non sarà facile, sia perché con la De Akker la tradizione più recente non è delle migliori, sia perché le partite post coppa sono sempre un’incognita e sia perché anche gli emiliani sono chiamati a dare una scossa alla loro stagione, iniziata male. La squadra di coach Mistrangelo, rivelazione dello scorso campionato e protagonista del mercato estivo, al momento è infatti ultima a zero punti. Insomma, anche per Bologna si tratta di una gara senza appelli, da provare a vincere a ogni costo.

“Ieri abbiamo cercato di riposare, poi ci siamo focalizzati sulla gara di domani, che per noi è di un’importanza estrema, anche perché contro Bologna non abbiamo dei precedenti positivi: lo scorso anno ci abbiamo pareggiato due volte su due, facendo molta fatica in entrambe le occasioni. – dice coach Stefano Piccardo – Della De Akker temo la sua forza in casa, si tratta inoltre di una buona squadra, con due mancini molto forti, come Abramson e Gallo, con in posizione 4 un giocatore che lo scorso anno ci ha fatto molto male, che è Luongo, oltre a un difensore del centro, Milakovich, che è ancora tra i migliori della categoria”.
 
Il tecnico biancoverde indica ai suoi la direzione da intraprendere per riuscire a uscire da Bologna con un risultato positivo: “Per noi questo è un momento fondamentale della stagione, veniamo da una gara di coppa molto dispendiosa. Ora dobbiamo dimenticare il Panionios e concentrarci totalmente sulla sfida di domani, che è quella che conta di più. Dovremo giocare con intensità e cercare di stare con la testa dentro la partita in ogni suo momento, cosa che giovedì sera non ci è riuscita bene. Non dovremo tralasciare alcun dettaglio se vorremo proporre una pallanuoto che sia redditizia e dia il miglior risultato possibile”.
 
Giorgio La Rosa, difensore dell’Ortigia, parte dal successo di giovedì in Euro Cup e dalle risposte che la squadra ha dato, anche in vista dei prossimi impegni: “La vittoria contro il Panionios, ottenuta in una piscina difficile e con un ambiente caldo, è stata importante sia per il nostro cammino in Europa che per riprendere un po’ di fiducia dopo la prestazione positiva, ma senza risultato, contro Brescia. Nonostante qualche piccolo passaggio a vuoto, la squadra ha reagito bene e ha avuto grande forza mentale nel reggere la pressione e le tante decisioni arbitrali che ci hanno fatto chiudere la partita in sette. Siamo stati bravi a restare dentro il match ed è qualcosa dalla quale dobbiamo partire in vista di domani”.
 
“Contro Bologna – conclude La Rosa – sarà una gara fondamentale per il campionato. Giocheremo contro una formazione che si trova in una situazione di classifica deficitaria, quasi come la nostra, e che andrà alla disperata caccia di punti visto il suo inizio abbastanza negativo. Noi arriviamo a questa sfida con la consapevolezza che la nostra condizione sta crescendo partita dopo partita e che, se giochiamo come sappiamo, possiamo vincere. Dopo la sconfitta contro la Vis Nova, ovviamente, questa gara per noi assume una grande rilevanza, quindi siamo concentrati e, tutti insieme, ci stiamo confrontando e preparando per arrivare pronti a questo appuntamento”.




Pallanuoto, per l’Ortigia la stagione europea entra nel vivo: sarà sfida contro il Panionios

Siamo a fine ottobre e la stagione europea entra nel vivo. Domani sera, alle ore 19.30 (ora italiana), alla piscina “Nea Smyrni” di Atene, sarà Ortigia-Panionios, nel terzo turno del Group Stage di EA Euro Cup. Le due squadre si trovano appaiate a quota tre punti, dietro la capolista BVSC (6 punti) e davanti al fanalino di coda Vouliagmeni (a quota 0), dunque, una vittoria potrebbe valere un piccolo allungo sulla diretta rivale. Piccardo potrà contare su Cassia, che domenica ha subito un duro colpo allo zigomo. I biancoverdi dovranno raccogliere le energie e ripartire dall’atteggiamento e dall’ottima prestazione offerta per tre tempi contro il Brescia. Il Panionios, infatti, è una formazione forte e difficile da affrontare, soprattutto in casa, dove può contare sul calore dei suoi tifosi. Lo scorso anno, in Grecia, l’Ortigia uscì sconfitta 13-10 dopo una gara molto dura.
“Cassia ci sarà, perché gli esami hanno escluso la frattura. – dice Piccardo – Mancherà invece Kalaitizis, che salterà il match di domani e quello di domenica a Bologna. Non ha alcuna frattura, per fortuna, ma avverte un forte dolore e fa fatica a respirare. Inoltre, abbiamo un problema con Napolitano, che è a casa con la febbre. Ad ogni modo, domani affrontiamo il Panionios e domenica saremo a Bologna. In questi giorni di vigilia, abbiamo riflettuto sull’ultimo tempo e mezzo giocato contro Brescia, ossia quella parte del match in cui siamo andati meno bene. Adesso dobbiamo semplicemente serrare i ranghi e affrontare questo doppio impegno con raziocinio, perché credo che saremo contati”.
L’Ortigia conosce molto bene gli avversari di domani e il tecnico sottolinea gli aspetti ai quali bisognerà prestare attenzione: “Il Panionios è un’ottima formazione, con giocatori di livello. Ha un portiere esperto, un centroboa, Mourikis, che tutti conosciamo, sul lato destro ha il giapponese Suzuki, un giocatore bravo e molto interessante, in posizione 2 ha Kopeliadis, vecchia conoscenza del campionato italiano, a 4 e 5 giocano Gkiouvetsis e Gounas. Si tratta di una squadra proiettata all’attacco, che gioca tanto a M e contro la quale l’anno scorso abbiamo perso. Inoltre, può contare su un ambiente caldissimo. Sarà una bellissima serata di pallanuoto per i miei giocatori. Dovremo cercare di difenderci il meglio possibile, consapevoli che il focus del match sarà proprio la fase difensiva”.
Giorgos Kalaitzis, attaccante greco dell’Ortigia, arrivato proprio quest’anno dal Panionios, è rammaricato per la sua assenza, ma sprona i suoi compagni spiegando come si batte la formazione ellenica: “Di sicuro per me sarebbe stato bello giocare contro il mio ex club in Grecia, ma sfortunatamente non sarà possibile. La cosa più frustrante e triste, però, sarà non poter aiutare la mia squadra in una gara europea così importante. Ad ogni modo, l’Ortigia sta crescendo, partita dopo partita stiamo acquisendo maggiore fiducia e stiamo cercando di migliorare in entrambe le fasi, soprattutto in difesa. Contro il Brescia abbiamo approcciato il match molto bene, ma alla fine siamo rimasti senza energie. Credo che contro il Panionios dovremo avere lo stesso approccio, con la stessa mentalità, cercando di applicare al meglio il piano tattico del mister e di mantenere alta la concentrazione per tutti e quattro i tempi”.
Il giocatore greco conosce bene il suo ex club e i suoi punti di forza, ma ha piena fiducia nelle qualità dell’Ortigia: “Il Panionios è una squadra forte e soprattutto in casa è un avversario davvero difficile per chiunque. L’ambiente e l’atmosfera calda dei tifosi la aiutano molto. Credo che il Panionios proverà a partire subito forte e noi dovremo essere bravi a rimanere focalizzati sulla nostra strategia, evitando di buttare via il primo tempo e di lasciarli scappare. Dobbiamo fare la nostra gara e imporre il nostro ritmo. Sono abbastanza ceto che, se saremo capaci di restare calmi in ogni momento del match, avremo buone possibilità di vincere. Per noi, nonostante le difficoltà, questa vittoria sarebbe importante, perché abbiamo un calendario intenso e ogni match conta. Ho fiducia nella mia squadra”.




Il De Simone è un fortino ma solo 7 punti in trasferta. E da 180 minuti, niente gol fuori casa

Nove giornate di campionato sono poche per azzardare un trend definito, ma sufficienti per cogliere delle indicazioni. Balza agli occhi, ad esempio, la differenza di rendimento del Siracusa in casa ed in trasferta. Il De Simone, in questo primo scorcio di stagione, è il fortino azzurro: 4 partite, altrettante vittorie. Nessuno ha portato via nulla dall’impianto della Borgata, se non l’amaro calice della sconfitta. E vale anche per la Reggina diretta concorrente. Se valessero solo le partite casalinghe, il Siracusa sarebbe secondo dietro alla Scafatese con 12 punti ma con una gara in meno tra le mura amiche rispetto ai campani. Quindi virtualmente primo. Dietro Reggina (10) e Vibonese (9).
In trasferta, invece, la truppa di Turati balbetta ed ha portato a casa 7 punti in 5 incontri (due vittorie, un pareggio, due sconfitte). Esattamente come la Scafatese (che però ha giocato 4 volte fuori casa), la Nissa e la Nuova Igea ma lontano dallo score esterno di Vibonese (11) e Reggina (9). Anche il Sambiase fa meglio in trasferta (8 punti).
Ecco perchè gli azzurri – a dispetto delle previsioni – non sono ancora “in controllo” del girone I. C’è evidentemente da migliorare il bottino esterno, magari con un atteggiamento corsaro e meno attento al bello ed all’eventuale geometria però dannatamente concreto. E pure “sporco”, se serve. I campionati – banalmente – si vincono anche passando attraverso quelle partite apparentemente inchiodate sullo 0-0 e poi vinte con un unico guizzo, un episodio. Che va cercato, costruito, sfruttato senza troppi lazzi.
L’ultima settimana non è stata tra le migliori, per il Siracusa. E dire che l’infrasettimanale con l’Acireale aveva anche regalato il momentaneo primo posto in classifica (sempre distante un punto, per carità). In mezzo però a due prestazioni diverse, eppure entrambe mal digerite dalla tifoseria: la brutta sconfitta di Locri ed il debole pari di San Cataldo. A Locri, inoltre, sono arrivati 2 dei 3 gol totali subiti dalla retroguardia azzurra, la migliore del torneo nonostante quello scricchiolio.
Semmai sono da annotare alla voce “problema” i 180 minuti di digiuno degli avanti del Siracusa lontano dal De Simone. Anche perchè Locri e Sancataldese non hanno certo reparti arretrati inviolabili: i calabresi hanno subito 8 gol, quasi uno a partita (e ne hanno segnati 8, 2 al Siracusa); la Sancataldese ha incassato 11 reti, oltre una a partita di media. E forse questi sono i numeri su cui servirebbe qualche riflessione in più in casa azzurra. Gli alibi non mancano e, fortunatamente, neanche tempo e modo per riprendere a marciare davanti a tutti, rivedendo quello che – sin qui – ha funzionato meno del previsto.




Pallavolo, la Paomar cade all’esordio in campionato: contro il Raffaele Arpaia Lamezia finisce 3-2

La Paomar Volley Solarino lotta, ma ad avere la meglio alla prima di campionato di Serie B maschile è il Raffaele Arpaia Lamezia. La squadra di mister Peluso infatti cede al Raffaele Arpaia Lamezia solo al tie-break battagliando dopo circa due ore e trenta di gioco culminati nel definitivo 3-2 per la squadra di casa (25-18, 25-20, 20-25, 19-25, 15-12). Capitan Pappalardo e compagni danno una grande prova di carattere nel riprendere in mano una partita che sembrava irrimediabilmente volgere a favore del Lamezia, sospinto dal sempre numeroso pubblico di tifosi locali. Sotto di due parziali, la formazione della famiglia Carpinteri riesce nella rimonta pareggiando i conti nei parziali e garantendo un’emozionante testa a testa nel quinto set almeno fino al cambio campo, prima che una serie di episodi faccia scivolare il risultato a favore dei lametini. Al Palasparti di Lamezia Terme, considerato per tradizione uno dei templi della pallavolo del sud Italia.
Grande equilibrio iniziale tra le due formazioni (7 pari). Lamezia prova ad allungare (10-8) puntando soprattutto sul servizio e sulla difesa, e pian piano riesce nel distacco aiutato anche da qualche errore ospite. Il primo discrezionale è chiamato da Peluso (14-11), che prova a spezzare il ritmo di gioco avversario; l’avanzata calabra non si arresta e anche il secondo time out è gialloblù (18-13). La fuga dei padroni di casa sembra inarrestabile, al servizio si mostrano sempre più aggressivi, mentre la Paomar commette troppi errori dai nove metri. L’andamento non cambia e proprio un altro errore al servizio da parte della Paomar consegna il primo parziale ai calabresi (25-18).
All’inizio del secondo set il centrale Iorno si infortuna alla caviglia ricadendo dal muro. La Paomar sembra approfittare del momento portandosi avanti (3-5), ma la parità sul 5 a 5 è prontamente ristabilita dall’ace di Paradiso subentrato a Iorno. Un serie di disattenzioni riporta sotto i siciliani, costretti ad inseguire. La risalita degli aretusei si ferma qui, Parisi sorprende tutti e chiude di secondo tocco per il definitivo 25-20.
Sotto di due set, la Paomar non ci sta e torna in campo con ancora più determinazione e concentrazione. La Paomar si lancia verso la rimonta con Andrea Chiesa a firmare il vantaggio di +5 in pipe (5-10) e Cascio a dare conferme sempre dalla seconda linea (8-13). La formazione di Solarino prende le misure pure a muro e comincia ad arrestare pesantemente Palmeri e compagni. Lamezia riesce ad annullare tre match point sfruttando qualche imprecisione nella ricezione siracusana, poi sbaglia e il set si chiude perentoriamente sul 20-25 in favore della Paomar, rinfrancata dalla vittoria del parziale.
Il quarto set si apre con muro di Maggiore, che testimonia la forte volontà aretusea di portare a termine la rimonta. Il livello di gioco sale e gli animi si accendono, gli scambi si fanno più lunghi ma è la Paomar a spuntarla per la più. Andrea Chiesa chiude una lunga e spettacolare frazione di gioco mettendo giù di prepotenza un lungolinea che non lascia scampo alla difesa calabra (7-9). Parisi accorcia con il suo secondo tocco (17-20) e fa il proprio esordio in partita Lorusso che batte teso radente la rete, ma la ricezione solarinese si fa trovare pronta. Il muro granitico di Chillemi cancella ogni speranza lametina (18-24), il set si chiuderà senza storie 19-25.
Pappalardo inaugura il tie-break con un gran primo tempo sapientemente smarcato da Fichera (per il capitano saranno 7 punti complessivi da tabellino). La Paomar perde poi un po’ di precisione in ricezione e una serie di episodi tra invasioni e palle fuori favorisce l’impennata del Lamezia che si mantiene sempre avanti (10-8, 14-11), finché Paradiso chiude dal centro 15-12.
La Paomar Volley non riesce a raggiungere la vittoria ma la prestazione in crescendo dà consapevolezza circa le proprie risorse e i margini di miglioramento. Adesso si pensa già all’esordio in casa sabato prossimo al Tensostatico Triolo di Solarino, ore 18, contro la Volley Valley.




Giuseppe Marotta, presidente onorario dell’Ortigia, rieletto vicepresidente federale FIN

Giuseppe Marotta, presidente onorario del Circolo Canottieri Ortigia 1928, è stato rieletto vicepresidente federale FIN.
In occasione della prima riunione del nuovo Consiglio Federale della FIN, guidato dal presidente Paolo Barelli e dal segretario generale, Antonello Panza, sono stati nominati tre vicepresidenti per il quadriennio olimpico che porterà ai Giochi di Los Angeles 2028. Insieme a Marotta, che ricopre anche il ruolo di team leader del Settebello, sono stati nominati anche Andrea Pieri, già vicepresidente vicario, e la pluricampionessa di tuffi, Tania Cagnotto, che era stata eletta dall’Assemblea del 7 settembre scorso in rappresentanza degli atleti.
“Sono onorato di essere stato rieletto – commenta Marotta – e di ricoprire nuovamente il ruolo di vicepresidente federale. Una rielezione che conferma la bontà del lavoro svolto in questi anni e la piena fiducia nel perseguimento degli obiettivi futuri”.




Difesa ok ma attacco a singhiozzo, il Siracusa non riesce a tenersi la vetta. Turati: “Sfortuna”

Il momento del Siracusa sta tutto in alcuni numeri: 4 punti in 3 partite, 2 gol fatti e 2 gol subiti. Non esattamente un ruolino da promozione diretta. E infatti la piazza rumoreggia, bastava vedere la squadra ed il mister a rapporto sotto il settore occupato dai tifosi azzurri a San Cataldo per avere un’idea dell’umore. Tutti sognavo un Siracusa primo in classifica alla fine di ottobre e invece il primato è durato il tempo dell’illusoria vittoria contro l’Acireale, in mezzo a due trasferte da un punto in classifica. Mentre la Reggina corre con un ruolino di un pareggio e tre vittorie nelle ultime quattro e si rifà sotto, la Scafatese si mostra regolare e la Vibonese accetta la sfida d’alta classifica.
Nonostante un possesso palla elevato, il Siracusa fatica a costruire o capitalizzare occasioni da rete. E’ successo anche domenica, con due vere palle gol in 96 minuti di spinta quasi costante ma – purtroppo – con poco costrutto. Come a Locri e come anche nell’avvio shock in casa del Sambiase. Episodi che alla lunga pesano nell’economia di un campionato, specie per una squadra con propositi di vittoria.
Come capita in questi casi, piovono critiche all’indirizzo della panchina azzurra. “Abbiamo fatto il possibile, abbiamo dato l’anima in campo per raggiungere l’obiettivo. Purtroppo è stata una partita sfortunata, ci è mancato il guizzo vincente, la cattiveria in area di rigore che poteva cambiare le sorti dell’incontro”, ha detto al termine Marco Turati, commentando la gara sui canali social del Siracusa. Il richiamo alla sfortuna fa storcere qualche naso e prende forma una sorta di prima frattura tra l’allenatore azzurro ed i tifosi. “I ragazzi hanno spinto e gli va dato merito. Quando conduci così e non riesci a sfruttare l’episodio è normale che ci sia scoramento. Ma bisogna guardare allo svolgimento della nostra partita: dal primo al novantesimi minuto con la bava alla bocca, con la voglia dir aggiungere obiettivo e risultato. Il calcio non è una scienza esatta, possono capitare giornate così. Ma se faremo gare sempre così, presto ci sbloccheremo”, ha aggiunto l’ex difensore.
I tifosi, però, la pensano diversamente. E non nascondono la preoccupazione per i punti lasciati per strada da una squadra costruita per vincere. Ingenerosi i paragoni con lo scorso anno e, sinceramente, non applicabili. Se la difesa si mostra solida (3 gol subiti, la migliore del torneo), l’attacco – tra le quattro di vertice – è quello meno prolifico (12 reti contro le 18 della Scafatese e le 15 di Vibonese e Reggina). Maggio garantisce il suo solito contributo. Sino a qui, sei gol per l’attaccante del Siracusa (3 su rigore). Poi una rete ciascuno per Baldan, Candiano, Falla, Convitto, Acquadro e Di Grazia. Segnano tanti, ma segnano poco.
Vero, non mancano gli alibi: l’assenza di Alma, ad esempio. Ma da una squadra che vanta sulla carta un potenziale di attacco fuori categoria (Maggio, Sarao, Di Grazia, Russotto per citarne alcuni) è lecito attendersi qualcosa in più, portando a casa anche quelle partite in cui magari hai solo una vera occasione da rete.




Pallanuoto, l’Ortigia si arrende al Brescia: alla “Caldarella” finisce 8-11

Ortigia-Brescia finisce 8-11. Arriva la seconda sconfitta in campionato per l’Ortigia, che è costretta ad arrendersi alla capolista Brescia al termine di una partita intensa. La squadra di Piccardo esce dalla “Caldarella” con un po’ di rammarico, perché la prestazione è stata di alto livello, con un calo solo nel finale dovuto anche alle minori rotazioni a disposizione del tecnico biancoverde, che perde Kalaitzis nel primo tempo per un problema a una costola e poi Giribaldi, nella terza frazione, per tre falli. L’avvio è molto equilibrato, con le squadre che pressano alto e chiudono bene gli spazi. L’Ortigia è concentrata e aggressiva e, a metà parziale, sblocca il risultato con Inaba, che dal perimetro fulmina il portiere bresciano. Tempesti e la difesa arginano gli attacchi degli ospiti e dall’attenzione difensiva nasce l’ottima fase offensiva dei biancoverdi, che prima raddoppiano con Cassia (a uomo in più) e dopo triplicano con una spettacolare conclusione di Campopiano. In avvio di secondo tempo, l’Ortigia spreca due occasioni e subisce la ripartenza del Brescia che si sblocca con Alesiani. Gli uomini di Piccardo continuano a produrre tanto gioco e si riportano a +4 con La Rosa (in superiorità), ma Balzarini e Del Basso mettono i lombardi a minima distanza. Distanza che permane fino a metà gara, con l’Ortigia avanti 5-4. Nel terzo tempo, Cassia trova l’allungo ma sull’azione successiva è Dolce, tra i migliori dei suoi, ad accorciare ancora. A metà parziale, Del Basso trova il pari e i ragazzi di Bovo vanno in fiducia, anche dopo il nuovo vantaggio di Inaba, riuscendo a ribaltare il punteggio e a chiudere in vantaggio 8-7. Nella quarta frazione, i biancoverdi appaiono stanchi e meno veloci nelle transizioni, la lucidità offensiva traballa e il Brescia, cinico, ne approfitta, segnando l’allungo decisivo. Adesso, testa alla trasferta europea di giovedì contro il Panionios.
“Purtroppo abbiamo giocato praticamente tutta la gara senza Kalaitzis, che probabilmente ha una costola rotta. – analizza Stefano Piccardo – Quest’anno noi siamo un po’ più corti, quindi se perdiamo un giocatore nelle rotazioni, in una gara con un ritmo così alto, è inevitabile che alla fine paghiamo qualcosa. Nel quarto tempo, infatti, fisicamente ci hanno mangiato. Va detto, comunque, che il Brescia è una squadra che fa un altro campionato. La nostra prestazione è stata buona, abbiamo difeso bene a lungo, sono contento di aver visto Tempesti nuovamente in salute e di aver avuto delle risposte positive dalla mia squadra. Poi, ripeto, giocare a questo ritmo diventa impossibile, soprattutto quando perdi uno o due giocatori”. Il tecnico biancoverde descrive poi l’ottima Ortigia ammirata nella prima metà di gara: “La squadra si è allungata bene, abbiamo sfruttato al meglio i vantaggi costruiti con la fase difensiva. Anche in attacco abbiamo fatto un paio di ottime conclusioni. Di fronte avevamo una signora squadra, forte in tutti i reparti. Quello di oggi è stato un incontro di alto livello. Per tre tempi lo siamo stati anche noi, mentre nel quarto eravamo un po’ troppo stanchi.”.
Nel post partita, ai microfoni di RaiSport, parla anche il capitano, Christian Napolitano: “Ancora forse non siamo maturi per questo tipo di sfide, perché ogni tanto ci perdiamo in cose che dovrebbero essere semplici, però sicuramente oggi abbiamo fatto una grande partita contro il Brescia che, secondo me, sarà fra le tre squadre, insieme a Recco e Savona, che lotteranno per lo scudetto. Noi abbiamo tante potenzialità, ma dobbiamo ancora crescere e lavorare tutti i giorni, perché il gruppo è molto giovane, avendo inserito dei ragazzi classe 2005, 2006, 2007. Dobbiamo lavorare per il futuro, perché la stagione è ancora lunga”.




Il Siracusa frena contro la Sancataldese: solo 0-0 al “Valentino Mazzola”

Poche emozioni e tanto equilibrio. È il riassunto della partita tra Sancataldese-Siracusa. Gli uomini di mister Turati non riescono a sfondare contro un avversario solido. La Sancataldese resiste e mantiene l’imbattibilità casalinga contro gli azzurri.
Si conclude a reti inviolate il primo tempo di Sancataldese-Siracusa, match della nona giornata del girone I di Serie D. Allo stadio “Valentino Mazzola” vanno in scena 45 minuti equilibrati e senza nitide occasioni da gol.
La prima azione pericolosa del Siracusa si concretizza nei primi minuti del secondo tempo. Sugli sviluppi del secondo tempo Alberto Acquadro raccoglie il pallone che ti controbalzo sfiora lo specchio della porta. Alla ripresa il Siracusa alza i ritmi e la pressione. Al 55’ Mimmo Maggio si guadagna un calcio di punizione. Sul pallone si presenta Maiko Candiano che trova una grande risposta dell’estremo difensore di San Cataldo. Al 64’ un’altra occasione mancata per il Siracusa. Azione di Andrea Russotto che serve un pallone al centro dell’area per Maiko Candiano che si divora il gol del vantaggio.
Un risultato deludente e poco utile per il Siracusa, che cede nuovamente lo scettro di capolista alla Scafateses e si vede scavalcare in classifica da Vibonese e Reggina, finendo al quarto posto.




Pallavolo, Melilli Volley da sogno con il San Lucido: vittoria in rimonta e vetta della classifica

Pallavolo, Melilli Volley da sogno: vittoria in rimonta e vetta della classifica
Da 0-2 a 3-2, come due settimane fa a Catania. La rimonta sta diventando un marchio di fabbrica di Melilli, che vince ancora e vola in testa. Approfittando del turno di riposo del Volley Valley Catania, la squadra guidata da Santino Sciacca si accomoda in cima alla graduatoria del campionato di serie B2 con 7 punti in tre partite.
La prima battuta del match è di Vescovo, ma il punto è delle locali. Melilli pareggia subito, poi però San Lucido prende il largo, portandosi sul 6-1. La squadra di casa gioca bene, attaccando con potenza e precisione dai lati e mettendo in difficoltà le siciliane, che non riescono a rimanere nel set. Da segnalare il debutto assoluto di Giorgia Drago, che entra sul 18-13 al posto di Federica Mancino (entrambe di San Lucido), presentandosi subito al servizio. Resterà in campo per una manciata di minuti, perché non ancora al meglio, uscendo sul 21-18. Melilli non ha la forza per recuperare un set fin da subito incanalato sui binari della squadra di casa, che si impone 25-19 con ultimo punto realizzato da Nardone.
Il secondo ricalca per una buona metà il primo, con le locali che accumulano subito 5 punti di vantaggio (6-1), allargando la forbice fino al 19-12 (massimo vantaggio). Sciacca le prova tutte con le rotazioni, mandando in campo Chiara Miceli (in precedenza era entrata Marcello) e le sue hanno un sussulto d’orgoglio, mettendo a segno un break di 6-0 che le riporta sotto: 22-21. Il finale di set è al cardiopalma. San Lucido va avanti fino al 24-22, Melilli recupera con le schiacciate di Vescovo, ma sul più bello, arrivano i due punti finali delle padrone di casa, che chiudono sul 26-24.
Partenza negativa nel terzo parziale. Le siracusane vanno sotto 4-0 e Sciacca chiama time out. Inizia da qui una rimonta incredibile. Le ospiti mettono a segno tre punti consecutivi, ma sono le padrone di casa a condurre fino all’11-10 quando Vescovo e Miceli trovano la parità. Poi ancora la giocatrice palermitana mette le mani nel muro che dà il primo vantaggio del match alla sua squadra: 12-11. Melilli allunga approfittando anche di un paio di errori in attacco avversari. Marcello, Di Lorenzo e Vescovo mettono a segno punti pesanti. Sul 16-21 è massimo vantaggio per le ragazze del presidente Distefano, che poi non sbagliano più, chiudendo il set con 5 punti di vantaggio.
Il quarto parziale è combattuto e avvincente. Parte meglio Melilli, che va sul 4-1, le avversarie raggiungono la parità. Si gioca sul filo dell’equilibrio e, sul 9-10, l’arbitro mostra un rosso alla panchina di casa. Punto alle ospiti ma sull’11-9 break di 4-0 delle cosentine. Melilli non si arrende, e si arriva al 23-23. Vescovo mette a segno il 24° punto attaccando bene la profondità e poi in battuta fa 25-23.
La schiacciatrice con il numero 14 protagonista in avvio di tie-break con il primo punto. Poi altro rosso alle locali e 2-0 melillese. Minervini in battuta fa 3-0, Vescovo sbaglia la giocata e San Lucido accorcia le distanze. I tifosi ospiti sostengono a gran voce la squadra e Marcello colpisce con potenza sotto rete, realizzando il 5-1. Di Lorenzo e Chiara Miceli portano le melillesi sull’8-1. Al cambio campo, tre punti consecutivi delle calabresi, ma Melilli riallarga la forbice, ed è 14-8. Le locali non mollano, ci pensa Vescovo (premiata con un mazzo di fiori dalla società ospite come migliore in campo) a chiudere il discorso. Finisce 15-13 e la festa è tutta melillese.