Il Siracusa vince i play-off, battuta la Reggina 2-1. La festa è azzurra

Il Siracusa batte la Fenice Reggio Calabria 2-1 in rimonta e vince i play-off di Serie D. La festa è tutta azzurra al De Simone, con quasi cinquemila spettatori che hanno seguito gli oltre sei minuti di recupero con il fiato sospeso. All’ultimo secondo, la grande paura con il tiro di Relenus esce di un nonnulla. Anche la dea bendata tifa Siracusa e allora triplice fischio e abbracci, con il presidente Ricci che fatica a trattenere l’entusiasmo.
Il gol vittoria lo firma Sarao, a due minuti dal 90, con una ripartenza micidiale del Siracusa. In mezzo, un penalty reclamato e non concesso, alcune sgroppate da una parte e dall’altra e un primo tempo in cui gli azzurri partono con il freno a mano tirato.
Il gol del vantaggio ospite, al 22 con Mungo, insieme al mezzo pasticcio che quasi costa il raddoppio, suona come una sveglia. Gli uomini di Spinelli guadagnano metri e occasioni, fino all’incocciata del solito Maggio che rimette i conti in pari. Prima dell’intervallo, parapiglia davanti alla panchina calabrese con un rosso per parte. La ripresa inizia dieci contro dieci, allora. Ci sono più spazi ma anche energie da dosare per gli eventuali supplementari. La squadra amaranto è quadrata e prova ad impensierire la retroguardia azzurra. Un atteggiamento che espone inevitabilmente alle ripartenze. E proprio una di queste permette a Sarao di incrociare e alzare le braccia al cielo.
La festa si sposta all’esterno, in piazza Cuella. Il Siracusa vince e ora aspetta quelle che saranno le decisioni federali. Per un eventuale ripescaggio, la formazione azzurra è lì in prima fila.




Atletica, Matteo Melluzzo sei nella storia: 10.13 al Roma Sprint Festival

Matteo Melluzzo vola e ritocca ulteriormente il suo miglior tempo. Lo sprinter siracusano al Roma Sprint Festival ha fermato il cronometro in batteria sui 100 metri a 10.13. Cresciuto nella Milone Siracusa e oggi atleta delle Fiamme Gialle, allo Stadio dei Marmi di Roma ha scritto la storia: Matteo Melluzzo è l’atleta siciliano più veloce di sempre.
Solo qualche giorno fa, al Meeting Internazionale di Savona, lo sprinter delle Fiamme Gialle aveva fermato il cronometro, sempre sui 100 metri, a 10.21.
Il velocista siracusano, migliorando ancora il personale sui 100 metri, è diventato l’ottavo italiano più veloce di sempre.
A vincere la batteria è stato Marcell Jacobs in 10.07. Ha preceduto Chitiru Ali, secondo in 10.11, e Matteo Melluzzo terzo in 10.13.
Adesso lo sprinter siracusano mette nel mirino il Grifone Meeting ad Asti. “Mi confronterò con Filippo Tortu e Samuele Ceccarelli. Una sfida (quella contro i compagni di nazionale, ndr) per vedere se la condizione è migliore rispetto agli altri e riuscire magari a prendermi un posto in Nazionale nella staffetta. Mi sto ritagliando il mio spazio per correre almeno la batteria di qualificazione per Campionati Europei di Atletica Leggera che si svolgeranno a giugno a Roma e poi chissà”, aveva detto pochi giorni fa alla redazione di SiracusaOggi.it.




L’Eurialo Siracusa under 13 si qualifica alla Final Six

Due vittorie e qualificazione alla Final Six per l’Eurialo Siracusa. Ultimo atto del campionato under 13 comitato Monti Iblei di pallavolo femminile, grazie ai successi conseguiti ieri pomeriggio alla palestra di via Asbesta contro Angelo Custode Priolo e Akrai Palazzolo. Nella prima gara le ragazze allenate da Raffaele Moscuzza e Sibilla Zampollini hanno impiegato una cinquantina di minuti scarsi per avere la meglio sulle priolesi, battute in due set 25-12, 25-11. Punteggi larghi in un match dove l’equilibrio è durato solo fino al 7-7 del primo parziale Poi le verdeblù hanno preso il largo, rintuzzando anche il timido tentativo di reazione ospite che ha caratterizzato l’alba del secondo set, con le priolesi avanti 3-1 prima di essere riprese e poi definitivamente staccate.
L’Angelo Custode ha sfidato subito dopo l’Akrai, perdendo 2-1 (25-21, 16-25, 18-25). Nella terza e ultima partita della giornata, l’Eurialo non si è fatta sfuggire la grande occasione di prendersi il primo posto e, dunque, il pass per la fase finale. Nel primo set ha sofferto e, sotto di 4 punti, sul 15-19 ha dimostrato grande carattere, operando una rimonta che ha consentito alla formazione del vicepresidente Salvo Corso (presente insieme al tecnico della prima squadra Luca Scandurra) e compagne di vincere 27-25. Nel secondo parziale ha completato l’opera, imponendosi 25-18. Domenica 2 giugno a Canicattini e Palazzolo la Final Six, che vedrà protagonista anche la squadra aretusea.




Siracusa-Reggina, caccia al biglietto per la finale play-off con vista sui ripescaggi

Si va verso il tutto esaurito al De Simone per la finale play-off tra Siracusa e Reggina. Sold out tribuna centrale e curva, limitate disponibilità di tagliandi residui per gradinata e tribuna laterale. Il colpo d’occhio sarà degno dell’occasione.
Non sarà una finale inutile, sebbene la gara in sè non metta nulla di concreto in palio. Ma vincere – e il Siracusa lo sa bene – significherebbe mettersi alla spalle una contendente importante nell’ipotetica corsa per il ripescaggio. E un’ulteriore vittoria confermerebbe, secondo diversi calcoli, quella media punti complessiva che porrebbe la società del presidente Ricci davanti a tutti per un eventuale ripescaggio.
Il Siracusa ha il vantaggio di poter giocare per due risultati su tre. In caso di parità al termine dei novanta minuti, spazio ai supplementari. Niente rigori, dovesse rimanere il punteggio di parità anche dopo l’extratime, vince la squadra meglio classificata al termine della stagione regolare e quindi il Siracusa.
Chiarito che la prima cosa da fare è badare a vincere e così continuare ad accarezzare il grande sogno, ci sarebbe poi da attendere il regolamento per i ripescaggi. Secondo ricorrenti indiscrezioni, si va verso una formula che – in caso di mancate iscrizioni in Serie C – da precedenza alle Under 23 della Serie A (dopo Atalanta e Juve toccherebbe al Milan quest’anno). Subito dopo, dovrebbe toccare alla vincitrice play-off serie D con il migliore punteggio (e quindi al Siracusa). Una eventuale terza casella andrebbe a vantaggio di una retrocessa dalla C.
Tornando alla partita, la Reggina arriva a Siracusa carica a mille dopo aver eliminato la Vibonese e sulla scia di un buon girone di ritorno. Sarà una partita diversa, per tante ragioni, rispetto a quella vinta al De Simone dagli azzurri in stagione regolare. Finì 1-0 con rete di Alma.




Atletica, Matteo Melluzzo ritocca il suo miglior tempo: 10.21 al Meeting di Savona

Personal best per Matteo Melluzzo al Meeting Internazionale di Savona. Lo sprinter siracusano ha fermato il cronometro in batteria sui 100 metri a 10.21. Si è così migliorato di 4 centesimi nonostante un +1,6 di vento. Melluzzo ha tagliato il traguardo davanti al cubano Jenns Fernandez (10.22) e Jeerome Blacke (10.34).
“Sono molto soddisfatto, soprattutto perché le condizioni atmosferiche non erano delle migliori. Sapevo che avrei fatto bene ma non mi aspettavo il personale. Nonostante mi sia qualificato alla finale con il terzo miglior tempo e abbia vinto la mia batteria, ho preferito non rischiare, considerando le condizioni difficili”, dice Melluzzo a SiracusaOggi.it commentando la prova.
Matteo Melluzzo, cresciuto nella Milone Siracusa, oggi è un atleta delle Fiamme Gialle. Nel mese di aprile ha registrato al Firenze Sprint Festival il suo miglior esordio stagionale con un tempo di 10.27. Poi la convocazione in staffetta azzurra 4×100 per il Mondiale di Nassau (4 e 5 maggio).
Adesso lo sprinter siracusano mette nel mirino il Roma Sprint Festival (sabato 18 maggio), a cui parteciperanno anche Marcell Jacobs e Filippo Tortu. Poi sarà ad Asti, per il Grifone Meeting, il 23 maggio. “Mi confronterò con Filippo Tortu e Samuele Ceccarelli. Una sfida (quella contro i compagni di nazionale, ndr) per vedere se la condizione è migliore rispetto agli altri e riuscire magari a prendermi un posto in Nazionale nella staffetta”, sottolinea. “Mi sto ritagliando il mio spazio per correre almeno la batteria di qualificazione per Campionati Europei di Atletica Leggera che si svolgeranno a giugno a Roma e poi chissà”, conclude fiducioso Melluzzo.




Siracusa e Acireale, lungo post partita sui social. E striscioni incrociati con la Juve Stabia

Mentre il Siracusa si prepara alla finale play-off di domenica prossima, tiene banco la polemica via social con l’Acireale, in una sorta di lungo post-partita. I granata sono stati sconfitti per 3-0 al De Simone ma al loro presidente, Di Mauro, non sono andate giù alcune cose extra campo: docce fredde e ospitalità in un “gabbiotto”, su tutte.
“Francamente, il giorno dopo, dal presidente dell’Acireale Di Mauro mi sarei aspettato delle scuse e non una lettura surreale di quanto visto al De Simone. Delle scuse per tutte le offese che ha rivolto alla mia persona e alla mia famiglia (degli eventuali aspetti disciplinari se ne occuperà chi ha il compito di farlo ed era presente)”, dice un piccato Ricci, perdendo il suo usuale aplomb.
Ma Ricci sottolinea: “Quello che Di Mauro chiama ‘gabbiotto’ è in realtà uno skybox, di 50 metri quadrati, dove abbiamo avuto il piacere di ospitare, tra gli altri, i presidenti Antonini e Caffo con tutti i loro graditi accompagnatori. Riguardo ‘all’impossibilità di garantire sicurezza’, nello skybox esattamente accanto a quello destinato alla dirigenza dell’Acireale c’erano i quattro inviati (due giornalisti e due tecnici) arrivati da Acireale: uno di loro ha ritenuto di dover pubblicamente ringraziare la nostra società e in particolare il nostro ufficio stampa per l’accoglienza e l’assistenza. Se un problema c’è stato negli spogliatoi con le docce, chiediamo scusa. Vede? Non è così difficile”, chiosa il presidente del Siracusa.
Risposta da sponda Acireale pochi minuti dopo la pubblicazione del post di Ricci sui social azzurri. “Le scuse per l’episodio delle docce sono accettate. L’augurio è quello di incontrarci presto, in condizioni che facciano onore a entrambi. Lasciamo alle spalle simili fatti e guardiamo al rispettivo futuro”, chiosa Di Mauro. Una lettura invero parziale di quanto esposto da Ricci nel suo comunicato, con aspetti “caldi” non citati o chiariti dall’omologo acese.
Ma ad agitare il mondo del tifo azzurro è soprattutto il recente “trauma” della cancellazione dello storico gemellaggio con la tifoseria della Juve Stabia. I rispettivi gruppi organizzati si sono dedicati striscioni poco lusinghieri. Ma in molti sperano che si possa ritrovare spazio per il dialogo, per non cancellare un’amicizia trentennale.




Calcio femminile, promessa mantenuta: il Siracusa è in serie C. “Orgogliosi delle nostre ragazze”

Il Siracusa calcio femminile è in Serie C. “Abbiamo mantenuto la promessa”, commenta con orgoglio il presidente Aziz. Allo stadio “T. Carone” di Ragalna, in provincia di Catania, le ragazze di Luciano Buda hanno sfidato la Giovanile Rocca, conquistando la partita con il risultato finale di 3-1. La tripletta di Lucrezia Rizzo ha steso la Giovanile Rocca. “Tanta emozione, le nostre ragazze sono delle leggende. Un risultato ottenuto con costanza, grinta e fame. Questa promozione è per la nostra comunità. Siamo strafelici”, commenta ancora emozionato Aziz. Dopo lo spareggio conquistato è tempo di guardare al futuro e alla prossima partita, che vedrà il Siracusa in trasferta a Cosenza per la Supercoppa nazionale.




Siracusa, è finale play-off! Battuto 3-0 l’Acireale

Sarà Siracusa-Reggina la finale dei play-off di Serie D. Gli azzurri di Fernando Spinelli piegano l’Acireale 3-0 mentre la Fenice Amaranto (Reggina) si aggiudica il derby calabrese, passando 1-0 in casa della Vibonese. E il De Simone, dopo i quasi 4mila spettatori di oggi, si prepara per un nuovo record di presenze tra sette giorni.
Ci sono voluti 66 minuti per sbloccare la gara, lungamente dominata dal Siracusa. Ma nonostante almeno tre chiare occasioni da gol – di Maggio e Vacca le più nitide – nel primo tempo manca l’ultimo giro e il pallone sembra non voler entrare. Il primo tempo è un lungo monologo di Arcidiacono e compagni. Acireale quanto meno prudente, con la chiara volontà di allungare la partita per giocarsi il tutto per tutto nel finale.
Il Siracusa è bravo a non innervosirsi ed a continuare a costruire, senza concedere nulla all’Acireale. E quando nella ripresa Spinelli cambia modulo aumentando densità nella metà campo offensiva e capacità di palleggio, l’Acireale va in confusione. Su due svarioni arrivano a breve distanza uno dall’altro i primi due gol. Sul primo, Maggio approfitta dell’errore di Galletta in uscita per battere Zizzania. L’entusiasmo con maglia lanciata durante la corsa verso la curva Anna costa il giallo al capocannoniere azzurro arrivato a 18 reti in stagione. Proprio come Alma, lesto a capitalizzare il secondo errore della retroguardia granata, un mezzo pasticcio tra difensore e portiere, con la palla che rimane a metà strada e il 21 del Siracusa deve solo appoggiare in porta.
Sotto di due reti e con una decina di minuti da giocare, l’Acireale tenta il tutto per tutto. Girandola di cambi per un paio di occasioni per tentare di riaprire la gara: sulla prima, un rimbalzo sotto porta quasi beffa Lumia che riesce a smanacciare; sulla seconda, Tejo si fa soffiare la palla in area piccola, l’Acireale non capitalizza.
Distesi in avanti, gli ospiti rischiano di incassare la terza rete che arriva al primo minuto di recupero con Forchignone, al termine di una combinazione veloce degli azzurri. Poco prima, annullata la rete di Lo Faso.
Può bastare così, triplice fischio dopo sei minuti di recupero. La festa è tutta azzurra: il Siracusa vince bene, si guadagna una meritata finale ma soprattutto conferma il primo posto nella graduatoria per eventuali ripescaggi.




Impresa per l’Atletico Siracusa: batte l’Azzurra Francofonte e si regala la promozione

L’Atletico Siracusa compie l’impresa: batte l’Azzurra Francofonte e si regala la promozione in Seconda Categoria. Al “De Simone”, nell’ultima giornata della regular season, supera 2-1 la capolista Azzurra Francofonte e la scavalca di due punti, tenendo a distanza il Carlentini, cui non è bastato la rotonda vittoria interna sul Ferla per agganciare il primo posto. In Seconda Categoria ci va, e con pieno merito, la compagine dei tecnici Giorgio Colombo e Roberto Regina.
L’impatto degli aretusei sul match è buono ma la prima palla gol la costruisce l’Azzurra Francofonte. Al 16’, sul cross di Ville, Barone calcia ma il portiere Fontana respinge con i piedi. Al 27’ arriva il gol dei padroni di casa. Angolo di Di Natale e colpo di testa vincente di Sinatra. Passano tre minuti e l’Atletico concede il bis. Lancio per Napolitano, che resiste ad una carica avversaria, entra in area e gonfia la rete.
Nel secondo tempo i piani dell’Atletico Siracusa si complicano. L’arbitro infatti sanziona con il secondo giallo un intervento di Cocola a centrocampo su un avversario. Il tecnico Roberto Regina non la prende bene, dice qualcosa di troppo al direttore di gara, che gli mostra il rosso. E’ una ripresa di sofferenza per i padroni di casa che, però, al quarto d’ora, sfiorano il tris: punizione di Di Natale e palla sulla traversa. Passano 7 minuti e l’Azzurra riapre il match con il gran tiro di Vinci da 40 metri che pesca l’angolino alto e riaccende l’entusiasmo dei tanti sostenitori ospiti. L’Atletico si difende, cercando di non concedere nulla agli avversari e provando anche a ripartire. Nel terzo dei 4 minuti di recupero Bianca salva sulla linea la palla destinata alla rete colpita di testa in mischia da Pancari. Poi il fischio finale e la gioia sfrenata del team aretuseo per una promozione storica.
Una promozione sudata dai leoni in campo e vergata da quelli dietro la scrivania, come il presidente Enrico Abbruzzo, il suo vice Antonio Rinauro, il direttore generale Santo Motta, il dirigente Fabio Caracciolo, il segretario Peppe Graziano, il collaboratore Alessandro Saccuzzo e il main sponsor Davide Gambino. A contribuire al successo anche il responsabile dell’area tecnica Daniele Greco. Un sogno che si realizza per l’Atletico Siracusa.




Vigilia play-off per il Siracusa, sorpresa nel tifo: chiuso il gemellaggio con la Juve Stabia

Alla vigilia della semifinale play-off tra Siracusa e Acireale, con fischio d’inizio alle 16 domenica 12 maggio al De Simone, arriva la clamorosa notizia della fine della storica unione tra le tifoserie azzurra e della Juve Stabia.
Con una nota firmata dai gruppi del tifo organizzato (Curva Anna Ultras), si ufficializza quanto da una settimana sembrava essere solo un’indiscrezione. “Dichiariamo chiuso ogni rapporto di amicizia e fratellanza tra la Curva Anna e la Curva Sud della Juve Stabia”, la frase che cancella gli ultimi decenni di profondo legame con la tifoseria campana.
Ma cosa è successo? Il tifo organizzato azzurro parla di “tradimento” relativamente agli scontri della settimana scorsa in Campania, quando ultras napoletani hanno atteso il passaggio dei siracusani per dare vita a scontri e tafferugli su cui, discrete, si sono accese subito le attenzioni delle forze dell’ordine. La colpa dei tifosi della Juve Stabia? Gli ultras le riassumono così: non avrebbero avvisato, non avrebbero difeso (sui social) e non avrebbero preso posizione a favore dei siracusani. Logiche e dinamiche da tifo organizzato, fino alle estreme conseguenze.
La chiusura dello storico gemellaggio, nato nel nome di De Simone, sorprende tutti gli appassionati della maglia azzurra cresciuti nel solco della grande storia di calcio e amorea tra Siracusa e Castellamare di Stabia. “E’ stata una bellissima storia d’amore ma anche le migliori storie d’amore finiscono”, tagliano corto dalla Curva Anna. Il dibattito interno è stato acceso in questi giorni. Sino alla decisione finale, poco dopo avere festeggiato la promozione in B delle Vespe.
Adesso, occhi e cuore solo per il Siracusa. Siracusa-Acireale è il primo passo degli attesi play-off, in cui gli azzurri vogliono confermare il loro primo posto nella classifica ripescaggi, tenendo poi le dita incrociate affinchè si concretizzino quelle situazioni che potrebbero valere l’accesso alla Serie C, sebbene dalla strettissima porticina dei ripescaggi.
Su disposizione della Prefettura, divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Catania. Una logica conseguenza del clima di guerriglia urbana che si scatenò in occasione della gara tra le due formazioni giocata in infrasettimanale.

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