Isolotto di Capo Passero e il progetto di resort, Legambiente: "rispettare le regole"

La vendita dell’isolotto di Capo Passero ed il progetto per “trasformarlo” in un resort turistico sotto la lente di Legambiente Sicilia. L’associazione ambientalista non è contraria all’iniziativa ma solleva alcuni dubbi su pareri e autorizzazioni. Sorpresa particolare ha destato l’ok della Soprintendenza in una zona soggetta a vari vincoli, anche se l’iter per la riserva si è arenato per vizio di forma. Spiega tutto il presidente regionale di Legambiente, Gianfranco Zanna, insieme a Paolo Tuttoilmondo.




Smantellata banda criminale dedita allo spaccio di droga: arresti tra Francofonte e Lentini

Si chiama Operazione “Mickey Mouse” l’attività che ha condotto i carabinieri  a smantellare una presunta banda criminale che operava nel territorio di Lentini  e Francofonte dedita allo spaccio di droga. In esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip Michele Consiglio, su richiesta del Pm Scavone e del Sostituto Vincenzo Nitti, i militari hanno posto ai domiciliari altrettante persone. L’operazione è scattata alle prime luci dell’alba, con l’impiego anche dell’elicottero del 12° Nucleo Elicotteri Catania e delle unità cinofile del Comando Provinciale della Guardia di Finanza. L’attività scoperto sarebbe stata molto simile ad un’impresa vera e propria, estremamente redditizia e con una numerosa clientela. Il nome dell’operazione riprende il soprannome di uno degli arrestati. Lo avrebbe utilizzato per eludere le mire degli investigatori. Si tratta di Sebastiano Castiglia. Tutto nasce dall’arresto di Giuseppe Gaeta, nel 2014, colto in possesso di droga, cocaina, e di 1700 euro, provento dello spaccio. Le indagini, condotte anche con l’analisi dei tabulati telefonici, intercettazioni, anche ambientali. Ai carabinieri le conversazioni ascoltate sono risultate piu’ che chiare.Evidente anche che agissero in concorso tra loro, oltre a dedicarsi alla coltivazione di canapa indiana. Scoperta l’attività di smercio di cocaina, hashish e marijuana. Le indagini sono state condotte nel periodo che va da giugno 2014 a settembre 2016. Gaeta avrebbe agito insieme a Giuseppe Circo, assicuratore. Frequentazione che è subito sembrata sospetta agli inquirenti. I due si davano appuntamenti per parlare di “contratti assicurativi”, spesso in orari in cui l’agenzia assicurativa era chiusa. Proprio negli uffici i carabinieri hanno rinvenuto bilancini di precisione, sostanza da taglio, cocaina e marijuana.Il duo si sarebbe rifornito dal francofontese Nicola De Luca, per conto di un soggetto attualmente indagato. Tra gli altri acquirenti, anche Sebastiano Castglia, collegato a Cirino Giardina, presunto spacciatore di Francofonte e ritenuto anche coltivatore, con 2.300 piante di cui si sarebbe occupato in prima persona.




Operazione Rosa dei Venti, anche Siracusa piazza di spaccio della gang italo-albanese sgominata dalla Gdf di Catania

L’hanno battezzata “Rosa dei Venti” ed è l’operazione con cui la Guardia di Finanza di Catania ha sgominato un’organizzazione criminale italo-albanese dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di armi. Undici le ordinanze di custodia eseguite.
L’organizzazione – secondo quanto ricostruito – negli ultimi anni era riuscita a trasportare in Italia dalla costa albanese oltre 3.500 kg di marijuana che veniva sequestrata, in più occasioni, nel corso di lunghe e complesse indagini.
Il sodalizio criminale, la cui disponibilità di armi e munizioni è stata accertata con l’esecuzione di sequestri di fucili del tipo kalashnikov e centinaia di munizioni, aveva acquisito il controllo dell’importazione dall’Albania di ingenti quantitativi di marijuana che poi venivano utilizzati per approvvigionare le piazze di spaccio sia di Catania che delle provincie di Ragusa e Siracusa, realizzando un giro d’affari stimabile in oltre 20 milioni di euro.
Il referente logistico e responsabile degli sbarchi in Italia dello stupefacente sarebbe Nezar Seit (nato in Albania il 30/03/1977). La componente albanese dell’organizzazione sarebbe rappresentata anche da Moisi Habilaj (cl.1978), primo organizzatore del lucroso traffico, e dai suoi collaboratori Maridian Sulaj (cl.1988) e Fatmir Minaj (cl.1962) già tratti in arresto nel ragusano il 14 ottobre scorso.




Siracusa. L'arcivescovo al capezzale della ex Provincia: "troppe parole e poche si concretizzano"

L’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, è andato questa mattina a portare la sua solidarietà ai lavoratori della ex Provincia Regionale di Siracusa. Da una settimana occupano permanentemente il palazzo di via Malta. Proprio accanto allo striscione che riassume e racconta i motivi della protesta, l’alto prelato ha ripetuto più volte ai lavoratori “sono vicino a voi” per poi spiegare come vorrebbe aiutarli ad “attirare maggiore attenzione sulla vostra condizione”.
Con un discorso a braccio, l’arcivescovo ha parlato del dolore che provoca “vedervi in strada e pensare alle vostre famiglie in difficoltà”. Poi un richiamo alle istituzioni ed alla politica: “troppo parole che poi non si concretizzano”, dice l’arcivescovo di Siracusa. “Non voglio creare illusione, io vi sono accanto per ascoltarvi e per portare più in alto possibile la vostra voce”. E parte spontaneo l’applauso dei lavoratori.




Siracusa. L'ira dei genitori del comprensivo Archia arriva in prefettura: "Vogliamo la nostra scuola"

Si alzano i toni della protesta dei genitori degli alunni dell’istituto comprensivo “Archia” di via Monte Tosa e plesso distaccato in via Asbesta. Questa mattina un folto numero di familiari degli studenti si sono dati appuntamento in piazza Archimede, per un sit-in davanti la prefettura, con la richiesta di un incontro con il prefetto, Giuseppe Castaldo. Una delegazione è stata ricevuta a metà mattinata.
Con i loro striscioni, i genitori hanno ribadito la netta contrarietà all’adozione di provvedimenti come i doppi turni o come il trasferimento in altri plessi scolastici. A motivare il “no” secco questioni matematiche, visto che, osservano i genitori, ” il numero degli alunni iscritti è sempre stato in esubero, fin dall’inaugurazione dell’edificio scolastico e mai ci sono stati problemi. Ora è esploso questo caso”.
La richiesta è quella di un tavolo di concertazione, da convocare in prefettura, con tutti gli attori che, in un modo o nell’altro, possono avere un ruolo in questa vicenda.Ovvero la dirigente scolastica, l’Ufficio scolastico provinciale e il Comune.




Augusta e il suo porto: grandi potenzialità, enormi ritardi. Ferrovia e diga foranea, primi lavori

Pronti a partire i primi lavori al porto di Augusta. La guida è quella della nuova autorità portuale di sistema della Sicilia Orientale ovvero del presidente Andrea Annunziata. Idee chiare ed entusiasmo per provare finalmente a rendere il porto megarese un vero hub competitivo nel Mediterraneo. Quello scalo che sin dagli anni 90 l’Unione Europea ha individuato come strategico, sino al punto da riconoscergli qualifiche uniche in Sicilia.
La posizione quasi frontale all’uscita del canale di Suez lo rendono – sulla carta – appetibile ad armatori e compagnie. Cantieristica, container e materie prime stimolo per una vera industria del Meridione. Le potenzialità di Augusta sono enormi. E c’è da mangiarsi le mani per non essere riusciti sino ad ora a sfruttarle. Il gap di ritardo accumulato è pazzesco, adesso si prova a correre. Con il fiocco ferroviario di collegamento con la rete ferroviaria e la diga foranea, primi passi di un progetto più ampio. Illustrato dal presidente Annunziata a SiracusaOggi.it

La nascita della nuova autorità portuale di sistema è stata contrassegnata da polemiche accese sulla sede. Il presidente Andrea Annunziata taglia corto e stoppa le liti tra Augusta, Siracusa e Catania. “La sede è Augusta”.




Sortino e i forestali, viaggi con l'asino per spegnere gli incendi: il servizio de "La 7" e la replica del sindaco Parlato

I forestali siciliani nuovamente al centro dell’attenzione dei media nazionale, con lo sguardo che torna a puntarsi sul caso di Sortino, coni suoi 323 forestali su una popolazione di circa 8.000 anime. La trasmissione de “La 7” “Piazzapulita” è andata, con le sue telecamere, nel comune della zona montana della provincia di Siracusa, descrivendo la situazione, anche alla luce delle dichiarazioni raccolte da cittadini e lavoratori stessi. Chiara Billitteri ha percorso parte dell’area boschiva di Sortino, tentando di comprendere il perchè di un numero così alto, il più alto in Sicilia, di forestali. Il punto di partenza, l’aumento di 80 euro al mese ai forestali, bacino di cui si torna a parlare in maniera importante proprio – mette in rilievo il servizio – nel bel mezzo della campagna elettorale. Un forestale per metro quadrato da una parte, l’impossibilità di intervenire quando sarebbe opportuno, dall’altra. Passeggiata a Pantalica, alla ricerca di guardie forestali, chiedendo ai turisti se ne avessero “avvistato” qualcuno. Risposta: negativa. Fino ad arrivare al paradosso, con l’immagine di un asino utilizzato per raggiungere un area in cui si era sviluppato un incendio, per portare acqua su e giù per il costone. Nessun altro e magari un po’ più moderno mezzo a disposizione se non un lento mulo che a fatica trasporta secchi d’acqua. Altrettanto imbarazzante, l’immagine di un  principio di incendio spento con una pompa d’acqua e illustrato come un caso da “eroi”, nonostante il leggero fumo sviluppato desse l’idea del contrario. Tra gli sguardi sornioni in studio e i sorrisi sarcastici, in studio, quello del leader della Lega, Matteo Salvini. Il quadro che è stato tracciato della situazione non sta affatto bene al sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato, che questa mattina parla di una rappresentazione data non veritiera. “Partiamo da una premessa fondamentale- spiega il primo cittadino- Si continua a confondere il ruolo delle guardie forestali con quello dei braccianti, che hanno ambiti di impiego ben differenti. Di guardie forestali ne abbiamo in numero assolutamente indufficiente. Il lavoro degli operai forestali, invece, dipendono ovviamente da dinamiche regionali. E’ ovvio che se le campagne di prevenzione partono in sensibile ritardo, quando le strade tagliafuoco andrebbero realizzate a marzo, si incontrano poi notevoli difficoltà”. Per il “caso dell’asino”, Parlato fa presente un altro dato. “Non siamo di certo nella Pianura Padana e nemmeno tra gli splendidi e liberi boschi del Trentino. Siamo nella Valle dell’Anapo e si tratta di un territorio impervio, con un costone roccioso che ha il 70 per cento di pendenza e strapiombi evidenti. Non disponiamo di una flotta di aerei. Si lavora nel migliore dei modi possibile, viste le condizioni”.

Per rivedere il servizio di “Piazzapulita” clicca qui




Siracusa. Nuovo ospedale, la ministra Lorenzin assicura: "i soldi ci sono, oggi si costruisce in due anni"

Un nuovo ospedale in Italia si costruisce in due anni. Con tutte le nuove tecniche e materiali ad hoc, come vernici con germicida e disposizione della cartella elettronica del paziente. A Siracusa, però, di anni ne sono passati quasi venti e del nuovo ospedale non c’è traccia se non in uno stantio dibattito, ripescato ciclicamente senza concreti passi avanti.
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in visita “elettorale” a Siracusa, prova allora a fissare certi punti. A partire da un finanziamento che c’è, garantisce. Disponibile perchè recuperato dopo aver rischiato più di una volta di vederlo cancellato. “Il nuovo ospedale serve al territorio che non può andare avanti con una struttura degli anni 30”, spiega la titolare dell’importante dicastero.
Attualmente, dopo il pronunciamento del Consiglio Comunale sull’individuazione dell’area su cui costruire il nuovo nosocomio, tocca all’Asp predisporre il progetto da presentare agli uffici regionali (e nazionali) per il via libera.
Intanto, una mistra Lorenzin incantata dalla bellezza di Siracusa (“è la mia prima volta qui…”) lancia l’idea del turismo sanitario, sul modello Baleari o Florida.


Per le immagini si ringrazia Medical Excellence




Siracusa. Ex Provincia, dissesto dietro l'angolo. Il commissario Arnone: "Situazione finanziaria davvero grave"

La dichiarazione di dissesto dell’ex Provincia Regionale è praticamente dietro l’angolo. Non è ormai solo un’ipotesi, ma una concreta prospettiva che trova conferma nelle parole del commissario dell’ente, Giovanni Arnone. Gli uffici finanziari stanno lavorando all’opzione default e al termine dell’ispezione regionale di verifica dei conti, attualmente ancora in corso, dovrebbe arrivare la dichiarazione di dissesto. Sarebbe, quindi, solo una questione di tempo, tanto che gli uffici stanno già lavorando agli atti propedeutici a questo passo. In caso di dissesto sarà necessaria una rimodulazione dell’organizzazione dell’ente con le conseguenze principali che potrebbero riguardare la società partecipata, Siracusa Risorse. Arnone, incontrando anche i sindacati, ha fatto il punto della situazione finanziaria, definita “grave”. Per quanto riguarda i fondi stanziati da Palermo, i primi 2.7 milioni di euro saranno disponibili in cassa nella prima parte della prossima settimana. Per gli altri 11,7 milioni di euro, invece, dovrebbero essere necessari almeno 20 giorni.
Nessun timore, da parte di Arnone, per l’annunciata volontà dell’ex Provincia di Ragusa di impugnare il provvedimento, visto che l’iter si è snodato secondo quanto previsto da una legge speciale della Regione.
Ai lavoratori che hanno occupato il palazzo di via Malta, il commissario ha chiesto di sospendere la protesta pur comprendendo umanamente le ragioni alla base dopo quasi sei mesi senza stipendio.




Siracusa. In aeroporto con il treno, l'assessore regionale fissa la data: "servizio attivo da fine 2018"

In treno da Siracusa all’aeroporto di Catania e viceversa. Un vecchio desiderio che si avvicina, faticosamente, a diventare realtà. L’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Luigi Bosco, questa mattina a Siracusa per un convegno organizzato da Cgil, Cisl e Uil ha spiegato che la fermata “aeroporto” sulla tratta ferroviaria in questione sarà attiva dalla fine del prossimo anno. “Consentirà a chi abita a Siracusa di arrivare direttamente in aeroporto. Gli ultimi 700 metri saranno coperti con una navetta. Non serviranno taxi o altro. Il costo del servizio è limitato. Finanziamento e studi di fattibilità sono ok”, assicura l’assessore regionale. I treni giornalieri da Siracusa per Catania, con fermata aeroporto, saranno dieci.
“Bisogna quanto prima, però, dotare la tratta Siracusa-Catania di doppio binario. Solo così sarà possibile passare alla alta capacità che comunque non va confusa con l’alta velocità”. Quest’ultima arriverà in Sicilia solo nel 2024 sulla Catania-Palermo con treni Minuetto.