Il caso Siracusa e l'Antimafia nazionale, il senatore Giarrusso: "capire quali interessi si muovono"

La commissione nazionale antimafia convocherà presto a Roma il procuratore capo di Siracusa, Francesco Paolo Giordano, e la consigliera comunale Simona Princiotta. La conferma – implicita – arriva dal senatore Mario Giarrusso, componente della commissione presieduta di Rosy Bindi, intervenuto in diretta su FM Italia.
Nessuna indiscrezione sulla audizione secretata del sindaco di Siracusa, Garozzo. Ma spazio alla sensazione del senatore Giarrusso che parla di “una amministrazione in forte difficoltà con la sua stessa maggioranza”. A Roma il caso Siracusa sembra quindi più una bega interna al Pd, con accenni – da provare – di mala gestio più che una storia di infiltrazioni mafiose. Tutta la vicenda potrebbe allora finire all’esame del Comitato Enti Locali, sempre all’interno della Commissione Antimafia, presieduto proprio dal senatore catanese del M5S.




Siracusa. La Guardia di Finanza sequestra beni per quasi 7 milioni di euro ad un imprenditore

Sequestro preventivo sui beni e sui conti dell’amministratore della Set Impianti srl, società dell’hinterland siracusano che opera nel settore della riparazione e manutenzione di macchine per industria chimica. Provvedimento per equivalente da quasi 7 milioni di euro. La verifica fiscale della compagnia di Augusta ha evidenziato delle irregolarità definite “consistenti” nell’omesso versamento dei tributi erariali per il periodo compreso tra il 2011 ed il 2013.
Nel dettaglio, dopo la prima comunicazione di notizia di reato avvenuta nel 2013, e sulla
scorta delle direttive impartite dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano che ha coordinato le indagini e le direttive del sostituto Andrea Palmieri, le Fiamme Gialle megaresi hanno rilevato l’esistenza di un ulteriore debito tributario per il quale l’indagato Antonio Ranieri aveva ottenuto da Riscossione Sicilia un piano di rateizzazione. Secondo l’accusa, avrebbe organizzato una manovra fraudolenta “connotata da un rilevante tecnicismo e da una scientifica cronologicità degli accadimenti sottesi”, che è consistita nell’interruzione del pagamento delle rate e nella contestuale spoliazione, mediante assegni bancari mai incassati a favore della moglie e dei figli, dell’intero asset aziendale. In questo senso andrebbe anche il cambio di sede legale, posta fittiziamente in un’altra provincia, “il tutto al fine di evitare ogni possibile aggressione patrimoniale”.
Contestato l’omesso versamento dell’Iva dovuta nonché l’omesso versamento delle ritenute certificate per un importo complessivo pari a 6.967.761 per cui è scatta la confisca per equivalente sui beni e sui conti correnti dell’indagato.




Aprile 2017, da Siracusa all'aeroporto di Catania in treno. La Filt Cgil: "novità importanti"

In treno da Siracusa all’aeroporto di Catania. Da aprile 2017 potrebbe essere possibile. A piccoli passi ci si avvicina all’atteso servizio. Il pressing portato avanti anche dalla Filt Cgil di Siracusa inizia a dare i suoi frutti. E così, se già c’era già la disponibilità di Rfi (pronta a investire circa 5 milioni di euro) adesso arriva anche la giusta attenzione della Regione. L’assessore Pistorio ha garantito la necessaria rapidità d’intervento affinchè si possa presto passare alla gara d’appalto per i lavori necessari.
I binari esistono già, ci sarebbe da mettere in piedi una piccola stazione con pensilina, illuminazione e servizi essenziali. Il treno fermerebbe a Bicocca, circa 500 metri distante dallo scalo aeroportuale. Che sarà collegato alla stazioncina con bus navetta messi a disposizione dalla Sac, la società che gestisce Fontanarossa.
Corse da Siracusa quotidiane, dalle 6.40 del mattino fino a sera. Costo del biglietto circa 7 euro.
Le novità principali sono state illustrate questa mattina dal segretario provinciale della Filt Cgil, Vera Uccello (foto).




Ortigia, la Neapolis, il Santuario: scopri Siracusa dall'alto con il video di Wergodsgn

Un vero e proprio “volo” su Siracusa. L’occhio elettronico di un drone regala nuove prospettive: il gioiello Ortigia, l’area archeologica della Neapolis, il Santuario. Singolari panoramiche per scoprire, anche dall’alto, il fascino di Siracusa.
Il video è stato realizzato da Wergodsgn ed in poche ore ha totalizzato oltre 100.000 visualizzazioni.




Siracusa. Beni confiscati alla mafia, dibattito con il prefetto Umberto Postiglione

Buone pratiche a confronto a Siracusa per la conferenza dal titolo “Da beni mafiosi a beni comuni”, promossa dalla Fondazione di Comunità Val di Noto con il sostegno di Fondazione con il Sud. Un’analisi sulle tante esperienze di gestione di beni confiscati alle mafie in Sicilia e in Italia, ma anche un focus sulle criticità da risolvere. Ma soprattutto un bilancio a dieci anni dalla legge 109 del 2006 sui beni confiscati alle mafie per capire quali progetti territoriali di comunità sono stati avviati e il ruolo svolto da associazioni, istituzioni ed enti locali, ma anche imprese e fondazioni.
Dai dati raccolti dalla ricerca “BeneItalia” realizzata da Libera e presentata a giugno emerge che il maggior numero di realtà sociali impegnate in progetti di riutilizzo è costituito da associazioni di varia tipologia (284) e cooperative sociali (131) che gestiscono per lo più appartamenti (167) e ville (115).
La regione con il maggior numero di realtà sociali che gestiscono beni confiscati alle mafie è la Lombardia con 124 soggetti gestori, segue la Sicilia con 116, la Campania con 78 e la Calabria con 77. I beni confiscati sono diventati così espressione di quella strategia di sviluppo, strumenti e risorse impegnate sul versante della legalità, della giustizia sociale, dell’inclusione. E’ necessario però velocizzare i tempi per il riutilizzo sociale dei beni.
Il prefetto Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha parlato del ruolo dell’agenzia e della presenza sul territorio. Ecco la sua intervista.




Siracusa. Il Festival della Cucina apre i battenti: tre giorni tra profumi e sapori

Profumi, sapori, colori, prodotti siciliano, artigianato. Sono gli ingredienti del sedicesimo Festival della Cucina Italiana al via domani. La tre giorni, che si svolgerà tra l’Antico Mercato, la Camera di Commercio e il Grand Hotel Ortigia, è stata presentata questa mattina nella sala Archimede del palazzo municipale di piazza Minerva. Hanno curato l’organizzazione Teresa Gasbarro e lo chef Maurizio Urso. Tanti gli appuntamenti inseriti, dai cooking show di domani, sabato e domenica pomeriggio alle 17,30 all’Antico Mercato di via Trento, con chef affermati e giovani che creeranno dal vivo i propri piatti, svelando trucchi e curiosità delle loro creazioni, alla colazione nel giardino sul mare delle 8 (e fino alle 11) con un esclusivo breakfast su un’area appositamente predisposta per i tre giorni e la degustazione di specialità dolci e salate siracusane con caffè e té. Venerdì sera, cena a 4 mani con Maurizio Urso e Massimiliano Mascia, 2 stelle Michelin del ristorante San Domenico di Imola e con Seby Sorbello, chef del ristorante Sabir Gourmanderie del Parco dei Principi di Zafferana Etnea. Sabato sera sarà della manifestazione anche lo chef Gianfranco Vissani. Previste, poi, alla Camera di Commercio degustazioni guidate di vini, formaggi, spumante. Convegni, inoltre, sugli antichi grani siciliani e sull’olio extravergine d’oliva. Tra i relatori, il pediatra e allergologo Carlo Gilistro che illustrerà, a proposito dell’olio, i principi di nutraceutica ad esso connessi.




Siracusa. Rischio speculazione a Murro di Porco? Ricorso per il faro che dovrebbe diventare hotel

Pare una nuova versione dello scontro tradizionale tra “ambientalisti” e “cementificatori” ma con alcune novità sostanziali. Al centro, il faro di Capo Murro di Porco. Con il Progetto Valore dell’Agenzia del Demanio è stato concesso, insieme ad altre dieci strutture simili, per cinquant’anni a privati. A Siracusa ha vinto il progetto firmato da Sebastian Cortese un giovane imprenditore under 30. Ha proposto un modello di business articolato su vari fronti: ristorazione, marketing, congressi, eventi e 14 posti letto tra suite e boutique apartment.
Ma adesso irrompe sulla scena l’annunciato ricorso al Tar del Lazio da parte dell’imprenditore terzo classificato, Fabio Portella, ex avvocato con tre lauree ma diver e ambientalista per passione.
Il progetto di Cortese non potrebbe essere realizzato, secondo Portella, perchè non terrebbe conto dei vincoli esistenti sulla zona ed un parametro in particolare (l’aumento di valore al termine dei cinquant’anni di concessione) ne risulterebbe falsato. Motivo per cui entro fine novembre verrà chiesta la sospensiva dell’aggiudicazione prima che i giudici amministrativi si pronuncino sull’aggiudicazione.




Depuratore consortile Ias: rimane ancora un mistero il futuro. "Per ora efficiente, ma ci sono carenze"

Il depuratore consortile Ias è considerato il “fegato” della zona industriale: depura e purifica fanghi ed altri materiali che rischierebbero, altrimenti, di compromettere il corretto funzionamento degli impianti industriali e il mare di marina di Priolo.
Da trent’anni svolge egregiamente il suo compito ma la crisi di governance che si è venuta recentemente a creare, con uno stop anche alla manutenzione, rischia di mettere in difficoltà la sua funzione primaria.
In mezzo, il futuro anche dei dipendenti. Finita la proroga, la società è tecnicamente in liquidazione dal primo gennaio. Esisterebbe un progetto alternativo, una nuova società, che però rimane ancora un mistero a livello pubblico. Difficile così capire cosa ne sarà della struttura e dei dipendenti.




Siracusa, Priolo e Melilli insieme: "più attenzione per il fenomeno dei miasmi"

Per la prima volta insieme, i sindaci di Siracusa, Priolo e Melilli hanno chiesto più attenzione per il fenomeno dei miasmi. Un fenomeno su cui sino ad ora si è assistito ad un certo scaricabarile tra Roma e Palermo. Adesso, dopo gli esposti presentati singolarmente dai tre primi cittadini l’annuncio di un’azione comune. Non un attacco alla zona industriale, hanno chiarito Garozzo, Rizza e Cannata quanto invece la richiesta di un nuovo equilibrio che possa contemplare anche la salute dei cittadini, con maggiore attenzione rispetto a quanto fatto finora.
Da qui la volontà di inoltrare precise richieste da inserire nelle prossime autorizzazioni ambientali, in discussione al ministero dell’Ambiente. I tre si presenteranno con un documento unico, chiedendo l’inserimento di nuove prescrizioni.
Tirata d’orecchie ai deputati regionali che non essere riusciti ad aggiornare il piano qualità dell’aria e per le pochissime risorse concesse ad Arpa, l’agenzia regionale protezione ambiente, oggi in difficoltà.




Siracusa. E' scontro totale: Simona Princiotta sfida il sindaco, "commissariare Palazzo Vermexio"

E’ scontro totale. Simona Princiotta da una parte, il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo dall’altra. Con accuse pesanti che piovono in mezzo ad audizioni in commissione regionale antimafia e in attesa dell’entrata in campo della commissione nazionale.
A dare fuoco alle polveri è la consigliera comunale che con accuse e denunce ha dato la stura a varie indagini attorno palazzo Vermexio. Il giorno dopo la sua audizione in commissione regionale antimafia si presenta in conferenza stampa per illustrare i temi oggetto dell’incontro palermitano. Non lesina dettagli e nomi: consiglieri, dirigenti e funzionari comunali con i relativi dubbi e sospetti spesso oggetto di indagine. Ma è soprattutto all’indirizzo del sindaco Garozzo che lancia le sue bordate.
La principale è relativa ai presunti rapporti tra il primo cittadino ed il collaboratore di giustizia Rosario Piccione. “Ho potuto certificare con prova documentale e audio che il Piccione viene aizzato e contatto personalmente dal sindaco a fare dichiarazioni contro la sottoscritta”, dice la Princiotta. A stretto giro di posta arriva la replica di Giancarlo Garozzo. “Falso, non ho nessun rapporto con il collaboratore di giustizia. Neanche per interposta persona. Non lo conosco. Mi sono già consultato con il mio legale per procedere per calunnia nei confronti della consigliera Princiotta”, spiega. Lei, intanto, va dritta per la sua strada e invoca il commissariamento del Comune per uscire dal momento buio.