Siracusa. Il presidente dell'antimafia regionale, Musumeci: "problema di etica nella politica aretusea"
Pesa bene ogni singola parola, il suo commento sul “caso” Siracusa è destinato a far discutere. Nello Musumeci, deputato regionale, è il presidente della commissione regionale Antimafia. Intervenuto telefonicamente su FM Italia dopo le prime audizioni dedicate ai veleni attorno palazzo Vermexio non si perde in giri di parole. “Servono ulteriori riscontri, ma sembra emerge un contesto politico poco rassicurante”, dice. Per poi sottolineare l’esistenza “di un problema di etica nella politica siracusana” e l’esistenza di elementi che potrebbe avere “una rilevanza penale”. Tirata di orecchie anche “al sistema burocratico” che sembra tirare in ballo gli uffici comunali.
Musumeci ha confermato che la commissione ascolterà altri personaggi e la circostanza che abbia chiesto ulteriori documenti al Comune e “ad altri uffici”. Anche da Roma seguono con attenzione il caso: la commissione nazionale antimafia ha chiesto infatti la trasmissione di alcuni atti. Il 19 ottobre il sindaco, Garozzo, sarà ascoltato dalla presidente Rosy Bindi.
Siracusa. Garozzo contrattacca: "Nessun rapporto con il collaboratore di giustizia Piccione, ora denuncio io"
“Non conosco il collaboratore di giustizia Piccione. E’ tutto falso, denuncio la Princiotta per calunnia”. E’ uno dei passaggi della replica del sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, alle pesanti accuse lanciate in conferenza stampa dalla consigliera comunale. Il primo cittadino risponde all’attacco e fornisce una sua lettura di quanto sta accadendo a Siracusa.
Siracusa la barbara "stroncata" su Il Fatto Quotidiano: parla l'autrice dell'articolo
Il suo articolo è diventato oggetto di discussione e divisione. E’ uscito lunedì su Il Fatto Quotidiano e in tutte le edicole italiane ha portato un ritratto particolare di Siracusa. Crudo, senza remissione di peccati, lontano dalle immagini da cartolina del Duomo e di Ortigia. In tanti si sono arrabbiati, altri hanno dato un senso a quel ceffone dritto in faccia ad una Siracusa dove i segni di civismo sono sempre più rari.
E’ un articolo che prova a spiegare la genesi di una barbarie senza senso, quei tre ragazzi che picchiano e danno alle fiamme un anziano di 80 anni. E diventa un epitaffio per quello che c’è oltre i ponti, fuori Ortigia.
“La città non esiste in realtà se non nella proiezione fasulla di alcune vie del centro storico, tutto il resto è uno spregio cementizio, senza ordine, pudore, bellezza. Il caos è la periferia”, ha scritto la Tomassini. “Sono zone di spaccio o di nulla. Condomini simili a fortini. Torri cadenti. Mondezzai. Lager per una umanità negletta, scura, sporca, più negletta scura sporca delle altre”. E Mazzarona diventa, nell’analisi della Tomassini, un luogo simbolo, suo malgrado. “Mazzarruna è il nome generico dove passa tutto, ogni abominio e ogni falanstero. Loculi senza lucernari. Inavvicinabile, malgrado i propalatori del restyling edilizio gridino alla rinascita, millantando cooperative che a scanso di equivoci sono la pezza nuova nel vestito vecchio. E vorremmo crederci se non fosse il testamento di un fallimento, l’idea di comunità frana rumorosamente entrando a Mazzarruna e nelle vie che ne autorizzano le infamie, via Italia, Santa Panagia, via Grottasanta”.
Il giudizio sulla Siracusa di oggi, quella che non è solo Ortigia, è duro. “Siracusa è una città con la vocazione al commissariamento, con una commissione antimafia che indaga sugli illeciti del palazzo (potrebbe restare ab aeterno). La città di gettonopoli. Governa l’ignoranza, non solo intesa nel senso di preparazione (prescolare?). Una cafonaggine generale, è la definizione più giusta. Governati dalla cafonaggine (o dell’inestetica della cura). Cafonaggine da parvenu”. Lo hanno letto in tanti su Il Fatto Quotidiano. E c’è chi ha anche lanciato una petizione su change.org per chiedere al giornale di pubblicare un articolo meno pessimista su Siracusa, quasi fosse lesa maestà essere costretti a sbattere contro quello che molti vedono e pensano ma non dicono per un politicaly correct sempre meno di moda.
Siracusa. Ex Provincia, quattro mesi senza stipendio. Lenta agonia dei dipendenti: "ma no default"
Torna alta la tensione tra i dipendenti della ex Provincia di Siracusa. Da quattro mesi senza stipendio e con un futuro che non pare davvero voler regalare una soluzione definitiva, i lavoratori si preparano ad eclatanti azioni di protesta. Intanto solidarizzano con gli studenti dell’istituto Fermi e lavorano anche una nuova manifestazione a Palermo. Ma lo spettro del default fa paura ed i sindacati chiedono che si eviti la dichiarazione di dissesto pur in presenza di conti ormai quasi impossibili da mantenere.
Siracusa. Lavori al "Fermi", i genitori dal commissario Arnone: "I fondi ci sono, al via le indagini statiche"
Un incontro per fare il punto della situazione, a pochi giorni dalla mobilitazione studentesca. I genitori degli studenti dell’istituto tecnico “Enrico Fermi” di Siracusa hanno raggiunto, questa mattina, il commissario straordinario del Libero Consorzio (l’ex Provincia), Giovanni Arnone, a cui hanno chiesto chiarimenti. Una riunione improvvisata, che è servita per ottenere delle garanzie. Il commissario ha annunciato che questa mattina saranno adottati due atti: “il reperimento delle risorse con una apposita delibera-ha dichiarato Arnone in diretta su FM ITALIA- e il conferimento dell’incarico ad un ingegnere strutturista (in questo caso si tratta di una struttura in cemento armato) che, con una ditta specializzata, condurrà le indagini che consentiranno di stabilire le condizioni statiche dell’edificio. Abbiamo le risorse finanziarie -ribadisce il commissario- per la sistemazione dell’intero edificio. Risolveremo il problema della risalita capillare d’acqua, con il conseguente ammaloramento dell’edificio. Pronti anche a intervenire qualora si riscontrino carenze strutturali dell’edificio”. Per il commissario straordinario, gli studenti potrebbero rientrare a scuola anche domattina. La scelta dipenderà proprio dai ragazzi, che al momento non sciolgono le riserve e annunciano l’intenzione di riprendere le normali lezioni solo dopo dei documenti che certifichino la sicurezza. Intanto, per non perdere tempo prezioso, molti studenti starebbero concordando con i docenti dei percorsi didattici da condurre in maniera autonoma, in attesa che si torni in classe.
Siracusa. "Ha visto tre uomini incappucciati": il vicino dell'anziano aggredito e bruciato parla a Canale 5. Il video
Su Canale 5 parla il vicino di casa di Giuseppe Scarso, l’80enne aggredito e bruciato in casa. Durante la diretta di Pomeriggio Cinque, in collegamento da Siracusa, ha raccontato soprattutto come già il giorno prima i balordi avessero tentato di portare a termine il loro agghiacciante piano. Non un episodio isolato, allora, ma una premeditazione criminale. Come testimonierebbero anche le denunce presentate che, però, non sono bastate a difendere l’anziano. Al vicino di casa è riuscito a raccontare di avere visto tre persone incappucciate. E intorno al barbaro e vile commando la squadra Mobile è pronta a chiudere il cerchio, con il coordinamento della Procura. Uno dei tre sarebbe già stato identificato. Clicca qui per rivedere il collegamento.
Siracusa. Grottasanta si stringe a Don Pippo, veglia per l'80enne brutalmente aggredito
Grottasanta si stringe a “Don Pippo”, l’80enne vittima di una brutale aggressione conclusa con l’uomo dato alle fiamme da balordi. Mercoledì alle 17, sul piazzale della parrocchia – distante appena pochi passi dalla casa teatro del terribile evento – si sono dati appuntamento i residenti del quartiere. Prima una veglia di preghiera per l’anziano ricoverato al Cannizzaro di Catania in prognosi riservata quindi una sorta di processione fino alla casa dell’uomo.
A Grottasanta, lontani dalle telecamere, emergono altri dettagli. Si parla di giovani che in passato avevano preso di mira anche la parrocchia, rompendo il vetro di una bacheca e rubando l’offertorio. Bestemmie e lanci di pietre. Il povero don Pippo, con qualche problema fisico e mentale, era spesso un comodo obiettivo.
Uno "stalker seriale" siracusano, Le Iene lo raggiungono fino a Dusseldorf: "basta ossessionare ragazze"
Torna – suo malgrado – protagonista di uno dei servizi trasmessi dalla trasmissione Le Iene il siracusano Roberto Catinello. Già in passato era stato raggiunto da Nina Palmieri per una vicenda di presunto stalking ai danni di una ragazza di Siracusa. Ma ad accusarlo ancora di stalking questa volta è la stessa Iena che – dopo messaggi via social network con falsi profili – ha deciso di smascherare Catinello, volando fino a Dusseldorf (dove lavora il siracusano) per un finto appuntamento divenuto buona occasione per una lavata di capo: basta ossessionare ragazze. Clicca qui per rivedere il servizio.
Siracusa. Cittadella dello sport, il bando c'è le polemiche pure: Italia prova a chiarire
Dopo lunga gestazione, pubblicato la scorsa settimana il bando per la gestione degli impianti sportivi pubblici della Cittadella dello Sport e la palestra Akradina. Un bando da 5,5 milioni di euro per l’affidamento del servizio per un periodo di 10 anni.
Società sportive, anche raccolte in associazione, potranno presentare la loro offerta corredata da un piano economico-finanziario con la previsione di interventi per migliorare le strutture. Il concessionario avrà la possibilità di utilizzare le strutture anche per manifestazioni slegate dallo sport. Ma non mancano le perplessità sulla sostenibilità di un simile investimento e di una gestione decennale da parte delle società sportive. Prova a chiarire l’assessore allo sport, Francesco Italia.
Siracusa. Pullman impaziente, forzata la sbarra del Molo Sant'Antonio: il video
Ancora immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza attive nei parcheggi comunali. Dopo la sbarra forzata al Talete, tocca al Molo Sant’Antonio. Un autista di pullman impaziente decide che non può attendere l’apertura automatica della sbarra per lasciare l’area di sosta. E così, dopo qualche secondo appena di attesa, piede sull’acceleratore e sbarra divelta. Ancora una volta paga la collettività per i lavori di sostituzione. Qunado, invece, sarebbe bastato qualche istante di pazienza in più, come tutti. Le immagini, anche in questo caso, sono al vaglio degli investigatori.