Zona industriale, lavoratori Ias in protesta: “Lavoro e ambiente, troppe incertezze”

Cresce la preoccupazione per il futuro tra i lavoratori di Ias. E una certa agitazione inizia a contagiare anche gli occupati dell’area industriale siracusana dove tornano ad agitarsi spettri mai realmente archiviati.
Questa mattina, davanti ai cancelli del depuratore consortile, prima azione dei lavoratori Ias concertata insieme ai sindacati. Già in stato di agitazione, hanno dato vita ad un presidio insieme ai segretari di Uiltec, Femca e Filctem. Il decreto del gip del Tribunale di Siracusa ha disposto lo stop al conferimento dei reflui industriali in Ias. Il governo ha presentato ricorso. Così, sospesa, prosegue l’attività del depuratore e delle grandi industrie che contavano su di un tempo maggiore (36 mesi) per dotarsi di propri impianti di depurazione. E sullo sfondo c’è il grande quesito circa il futuro stesso del depuratore consortile, ritenuto troppo grande e costoso per sopravvivere solo operando depurazione civile per i Comuni di Priolo e Melilli. In questo quadro, peraltro, non vanno dimenticati gli ingenti investimenti preventivati dalla Regione per il depuratore e che rappresentano il tentativo di inseguire i ritardi del passato come segnalati dalla Procura di Siracusa nei suoi recenti provvedimenti.
L’incertezza, insomma, regna sovrana tra temi tutti di primo piano come la tutela ambientale e l’occupazione. Ecco perché i sindacati sono pronti a chiamare in causa anche la politica, in un’assemblea aperta con i lavoratori Ias, già nel corso del mese di agosto

Andrea Bottaro (Uiltec)

Alessandro Tripoli (Femca)

Fiorenzo Amato (Filctem)




VIDEO. Ex Idroscalo ai privati, il Comitato: “Bando fantasioso, rilanciamo l’uso pubblico”

L’idea di una parziale smilitarizzazione della grande area che ospita l’Aeronautica, lungo via Elorina, era partita dalla proposta del Comitato per la Riqualificazione di Siracusa. A presiederlo è Pucci La Torre e può contare su professionisti assortiti – ingegneri e architetti in particolare – che hanno fornito la loro collaborazione per realizzare un progetto di massima su di un uso pubblico di parte dell’area di proprietà oggi dell’Aeronautica.
Quando nel 2019 l’allora sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè (FI), proprio da Siracusa aprì alla possibilità di parziale smilitarizzazione, grande di la sorpresa. Sembrava tutto improvvisamente possibile, anche se con una serie di condizioni da rispettare per assicurare alla Forza Armata un’adeguata compensazione. Ora il bando di Valore Difesa, per riqualificare l’ex idroscalo De Filippis con idrovolanti. Entro metà novembre, eventuali investitori potranno inviare la loro proposta progettuale. “Un bando fantasioso”, lo definiscono dal Comitato per la Riqualificazione. “Vogliamo rilanciare la nostra proposta progettuale del dicembre 2019 e che ancora oggi sembra l’unica cosa sensata da fare in quel luogo, in coesistenza con una parte significativa dell’area militare. Paradossalmente, le ridotte attività potrebbero pure godere di innegabili benefici. Su questo aspettiamo una risposta della Difesa”.




I lavoratori Ias ora hanno paura. Bottaro: “Politica mantenga impegni assunti”

E adesso i lavoratori del depuratore consortile Ias hanno paura per davvero. Un timore per il futuro occupazionale raccolto e rilanciato dai sindacati e sfociato intanto nella proclamazione dello stato di agitazione. Con le grandi industrie che non possono più utilizzare quella struttura – era previsto, poteva accadere, è successo – adesso ci si domanda se un depuratore biologico consortile progettato per trattare 5000 mc/h di reflui (di cui oggi ne tratta mediamente 2000 mc/h) sarà tecnicamente in grado di depurare solo i reflui civili di Priolo, Melilli e piccoli utenti (circa 500 mc/h). Inoltre, i sindacati si interrogano sui costi di gestione annuali che “non potranno essere sostenuti dalle casse comunali senza un significativo aumento delle tariffe per la popolazione locale”. Dai livelli occupazionali a rischio, all’aumento del carico inquinante in ambiente, le sigle sindacali disegnano un futuro a tinte fosche. E chiamano in causa il ministro Urso – che aveva promesso stabilità occupazione e operativa – e chiedono l’istituzione di un tavolo tecnico con la Presidenza della Regione Sicilia per “discutere soluzioni concrete che possano garantire la tutela ambientale e la sicurezza occupazionale”.

Ripercorriamo la vicenda. Nel 2019, la procura di Siracusa ha sequestrato l’impianto biologico consortile gestito da Ias avviando un’indagine che ha coinvolto anche i vertici delle industrie che sversavano reflui nel depuratore. Nel giugno 2022, Ias spa è stata posta sotto sequestro giudiziario. I tecnici della prima amministrazione giudiziaria, dopo un’attenta verifica, hanno riscontrato la buona funzionalità dell’impianto e raccomandato l’acquisizione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per garantire la continuazione dell’attività di depurazione dei reflui, civili e industriali. Tuttavia, nel settembre 2022, l’amministrazione è stata sostituita e agli utenti industriali è stato imposto di distaccarsi dal collettore e di installare nuovi impianti di depurazione autonomi. Nel settembre 2023, un decreto ha stabilito che tale distacco debba avvenire entro 36 mesi, ossia entro settembre 2026. Questo cambiamento ha comportato significativi investimenti economici per gli utenti industriali. Sino al provvedimento del gip del Tribunale di Siracusa.




“Chiedi di Lucia”, il progetto contro la violenza di genere: parla il prefetto di Siracusa Raffaela Moscarella

“Chiedi di Lucia” è l’iniziativa contro la violenza di genere che vede in prima fila la Prefettura di Siracusa con il coinvolgimento di 270 attività commerciali sparpagliate su buona parte del territorio provinciale.
Dopo la sottoscrizione nei mesi scorsi su un apposito protocollo condiviso da tutte le forze dell’ordine e dalla Procura di Siracusa, prende corpo l’utile iniziativa che permette ad una donna vittima di violenza di trovare aiuto anche svolgendo normali attività quotidiane, come entrare in uno dei 270 negozi che aderiscono all’iniziativa. Con il messaggio in codice “chiedi di Lucia” sarà, infatti, possibile fare scattare in sicurezza la rete di protezione che permetterà alla donna di uscire da un incubo. Nei giorni scorsi, in Prefettura, è stato presentato il video che promuove l’iniziativa e questa mattina ne ha parlato ai microfoni di FMITALIA il Prefetto di Siracusa, Raffaela Moscarella.




Ambulanze 118, case e ospedali di comunità, liste d’attesa: intervista con il dg Caltagirone

La coperta corta delle ambulanze del 118, con l’ultimo spostamento disposto in postazione a Portopalo che scontenta Buccheri e Buscemi; case e ospedali di comunità in provincia di Siracusa, il punto sugli interventi; e poi liste d’attesa e lo strumento che permette ai pazienti di denunciare i ritardi direttamente all’Asp di Siracusa.
Sono questi i temi trattati nel corso di un’intervista con il dg dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone.




Mare per Tutti 2024: parla Bernadette Lo Bianco, presidente di “Sicilia Turismo per tutti”




Operazione antidroga, arrestato un pusher e sequestrati 248 grammi di marijuana

Agenti del Commissariato di Augusta hanno arrestato un uomo di 46 anni nella flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nello specifico, l’arresto è stato eseguito nel corso di un’operazione di polizia finalizzata al contrasto della vendita di droga nel territorio megarese e scaturisce dall’ attività d’indagine svolta in un complesso di abitazioni, sito in contrada Scardina, dove gli investigatori notavano un via vai, da una delle palazzine, di persone conosciute alle forze di polizia in quanto assuntori di droga.
La presunta attività di spaccio veniva appurata dalla perquisizione domiciliare effettuata dagli agenti i quali rinvenivano, all’interno dell’abitazione del 46enne, 248 grammi di marijuana. L’uomo, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato posto ai domiciliari.




VIDEO. G7 Agricoltura, “Divinazione” dal 21 al 29 settembre a Siracusa

Si è tenuto questa mattina, all’Urban Center di Siracusa, l’incontro in preparazione del G7 Agricoltura di settembre. L’appuntamento internazionale, a fine settembre, sarà preceduto e accompagnato da una serie di eventi che rientrano nella manifestazione denominata “Divinazione”: un expo con oltre 200 aziende e prodotti, in Ortigia.




E se i Bronzi di Riace fossero siracusani? Una nuova scoperta avvalora la tesi

L’ipotesi che i Bronzi di Riace abbiano in realtà origine siciliana non è del tutto nuova. A conferma di questa ipotesi Anselmo Madeddu e di Rosolino Cirrincione hanno presentato nuove prove. In particolare, lo studio geochimico che supporta la tesi della probabile origine siciliana dei Bronzi di Riace. Secondo alcune ipotesi, sarebbero stati parte di un complesso statuario che faceva bella mostra di sé nell’antica Siracusa, in ricordo dei tiranni Dinomenidi.
Le più recenti conoscenze archeometriche sembrerebbero individuare in Argo l’origine delle terre di cottura presenti all’interno dei bronzi, ma non delle terre sottese alle saldature, che sono del tutto differenti. I bronzi, infatti, vennero realizzati in pezzi separati per poi venire assemblati nel luogo dove furono definitivamente collocati.
Ebbene, le terre delle saldature – le uniche davvero indicative del luogo di collocazione – sono risultate dal punto di vista geochimico comparabili con limi campionati nell’area siracusana. Da qui la svolta nelle indagini condotte dagli studiosi siciliani Anselmo Madeddu, medico ed esperto di storie di bronzistica greca, e Rosolino Cirrincione, direttore del Dipartimento di Scienze biologiche geologiche e ambientali dell’Università di Catania. I due studiosi, insieme all’equipe del Dipartimento etneo, Carmelo Monaco e Rosalda Punturo, d’intesa con Carmela Vaccaro dell’Università di Ferrara, hanno confrontato le caratteristiche geologiche delle terre e delle saldature dei Bronzi di Riace con quelle di diversi campioni prelevati in prossimità della foce del fiume Anapo a sud di Siracusa, riscontrando una sorprendente corrispondenza dei parametri geochimici.
“Ciò che sorprende maggiormente – dichiarano Madeddu e Cirrincione – è la straordinaria corrispondenza dei contenuti di elementi in traccia tra le terre di saldatura e i campioni prelevati nell’area dell’Anapo. Si tratta di elementi considerati immobili dal punto di vista geochimico e dunque non modificabili da fattori esogeni e pertanto fortemente indicativi, così da diventarne una sorta di DNA, di codice genetico, che individua e distingue i vari tipi di litotipi argillosi. La composizione percentuale di questi elementi osservati nelle terre delle saldature dei bronzi di Riace e in quelle oggetto del prelievo effettuato in questa precisa area del siracusano sono identiche. L’altra grande novità è che il nostro studio è stato per la prima volta condotto direttamente su campioni di terra, e a diversi livelli stratigrafici, procedura dunque scientificamente molto più attendibile”, concludono.




Siccità, il ministro Lollobrigida a Siracusa: “Interventi strutturali e basta ritardi”

Da ieri a Siracusa per una serie di incontri in vista del G7 Agricoltura in programma a settembre, il ministro Francesco Lollobrigida ha fatto anche il punto sull’emergenza siccità che attanaglia la Sicilia. Ed ha illustrato il piano che prevede interventi per recuperare l’acqua ma anche un maggiore controllo sulle perdite lungo le condotte idriche. Su questo fronte, il ministro ha annunciato una task force contro la dispersione idrica illegale composta da Carabinieri, Guardia di Finanza e Forestale siciliana.
E’ chiaro che servono massicci investimenti per quegli interventi strutturali oggi mancanti o carenti. Lollobrigida ha rivendicato il lavoro svolto dal governo, con 15 milioni di euro per andare incontro alle difficoltà del settore agricolo siciliano. Ed ha sottolineato come anche la Regione Siciliana si sia mossa seguendo linee di intervento simili.
In Sicilia, però, i ritardi cronici nel completamento degli interventi costringono ad inseguire le emergenze, come nel caso della siccità. Per cui la priorità è completare quanto in corso o avviato, migliorando la capacità di limitare perdite e furti di acqua.