Il Questore Benedetto Sanna su FMITALIA, “Siracusa realtà bella e complessa”

Ultimo giorno da Questore di Siracusa per Benedetto Sanna. Ore dedicate agli ultimi incontri ed ai saluti istituzionali. Pur nel vortice degli impegni, Sanna ha voluto trovare il tempo per parlare ai siracusani, attraverso FMITALIA.
Gradito ospite, il Questore ha ripercorso alcune tappe della sua importante carriera nella Polizia di Stato: i primi anni a Corleone, l’impegno contro la mafia ed i suoi boss, poi il giro d’Italia come funzionario e dirigente di prima fascia alle prese con delicati reparti, fino alla nomina a Questore di Siracusa.
Diciannove mesi durante i quali ha tracciato un solco preciso: contrastare la crescente domanda di droga, investendo al contempo nella prevenzione a partire dai 9 anni di età. E poi c’è l’emergenza crescente della violenza di genere e dei maltrattamenti in famiglia. L’importanza della denuncia, gli strumenti di tutela e difesa della persona offesa (Codice Rosso, protocollo Eva, protocollo Zeus) e lo strumento che permette di intervenire anche in assenza di denuncia di parte: l’ammonimento del Questore. Utile più di quanto generalmente si pensi.
Di seguito, la conversazione con il Questore Benedetto Sanna.




Obiettivo meno incidenti, “gli over 35 alla guida sono meno responsabili dei giovani”

Il comandante della Polizia Stradale di Siracusa, Antonio Capodicasa, ospite questa mattina di FMITALIA, ha parlato delle iniziative e dei controlli operati a novembre, mese in cui si celebra anche la Giornata Internazionale Vittime della Strada.
Non solo azioni di repressione, ma anche tanta prevenzione e formazione nelle scuole, con i volontari di Protezione civile, gli Scout, personale di Poste italiane e – ovviamente – gli studenti. Con i primi risultati evidenti: i giovani hanno una consapevolezza maggiore, mentre gli over 35 continuano a ripetere gli stessi “errori” alla guida.




Il questore Sanna in pensione: 38 anni in Polizia, 19 mesi a Siracusa. “Qui ricordo bellissimo”

Va in pensione dopo 38 anni in polizia, 19 mesi a Siracusa il questore Benedetto Sanna. Questa mattina, durante l’incontro di commiato, Sanna ha tracciato un bilancio, personale e professionale, dell’anno e mezzo trascorso a capo della Questura siracusana.
Ha parlato di “una pagina importante, che lascia un segno profondo”. Parlando della realtà siracusana, Sanna la definisce complessa.

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“Vado via con un ricordo bellissimo e con la soddisfazione di avere lavorato in maniera proficua e corale per fronteggiare le emergenze del territorio, con un impegno forte da parte di tutti noi, perché il cittadino siracusano merita risposte forti. Un lavoro certamente non facile”.
Quando il questore parla di “realtà complessa”, riferendosi a quella siracusana, si riferisce innanzitutto all’emergenza droga. Quanto a consumo, la provincia di Siracusa si piazza al settimo posto nella classifica nazionale. “E’ una delle emergenze più forti- aggiunge Sanna- per fronteggiare la quale abbiamo attuato un’attività di contrasto sia con le Volanti , sia con gli uffici investigativi e con il commissariato di Ortigia. Il fenomeno è imponente. Su questo fronte abbiamo investito le nostre risorse investigative e di contrasto”.
L’altra emergenza del territorio riguarda la violenza di genere, ha spiegato il questore.
“Un fenomeno che ci accomuna alle altre realtà siciliane purtroppo- Non c’è giorno che trascorre senza interventi nostri legati ad episodi di questo tipo. Vi è la necessità di un intervento di natura preventiva importante, perché l’aspetto repressivo è sempre assicurato”.
Il questore evidenzia la necessità di lavorare moltissimo sulla prevenzione anche sul fronte del consumo di droga. “Deve diminuire la domanda per poter arginare il fenomeno dello spaccio- fa presente- Fino a quando una persona sarà pronta a consumare, dieci saranno pronte a vendere. Le campagne di prevenzione devono partire dalle scuole elementari, già da quando inizia a formarsi la coscienza delle persone, perché siano pronte a dire no alla prima offerta di spinello”.




Dalla parte delle donne, Polizia: “Questo non è amore”, un’altra vita è possibile

La Polizia di Stato rinnova anche a Siracusa il suo impegno dalla parte delle donne, con la campagna “Questo non è amore”. La cultura del rispetto e della consapevolezza è costruita anche attorno ad iniziative divulgative come questa, che affianca l’attività quotidiana dei poliziotti e delle poliziotte della Questura di Siracusa.
L’indignazione da sola non basta, bisogna lotta contro ogni forma di violenze ed, in specie, quella di genere in ogni sua forma. E questo la Polizia lo fa, con numeri che danno la dimensione del problema: sono circa 300 i Codice Rosso attivati dall’inizio dell’anno nel siracusano, quasi uno ogni giorno; oltre duemila gli interventi delle Volanti per liti in famiglia.
A fornire i dati è Giulia Guarino, a capo delle Volanti della Questura aretusea. Con credibilità ed estremo tatto, le forze dell’ordine stanno iniziando ad aprire una breccia nel muro di rassegnazione e omertà che – per un falso retaggio culturale – circonda gli episodi di violenza sulle donne. “Sono in aumento le denunce”, conferma ospite su FMITALIA.
Le storie vere raccolte nell’opuscolo “Questo non è amore” aiutano poi a infondere coraggio nel chiedere aiuto, per venire fuori dall’incubo. E la denuncia è un passaggio necessario Rivolgersi alla forze dell’ordine o contattare la rete nazionale antiviolenza tramite il numero 1522 è fondamentale per poter uscire efficacemente dalla spirale di violenza, fisica e psicologica, di cui si è vittime.
“Non devono sentirsi sole o abbandonate, c’è una rete di vigilanza e protezione”, ricorda la dirigente Guarino.
Contro maltrattamenti, atti persecutori, violenza domestica, vessazioni morali e psichiche, quelle fisiche c’è la possibilità di chiedere aiuto anche attraverso l’app YouPol.




Dalla parte delle donne, Carabinieri: la storia del puntino “salva-vita” e “stanza per sè”

“La violenza ha molte sfaccettature, e può essere, oltre che fisica, anche morale, psicologica ed economica. Può manifestarsi sotto forma di ricatto, intimidazione, vittimismo e privazione e in nessuno di questi casi può essere sottovalutata. Una volta compreso che la propria relazione ha assunto una connotazione nella quale sono frequenti uno o più segnali di questa natura, è necessario fermarsi a riflettere, confrontarsi il più presto possibile con una persona di fiducia e con le istituzioni e non indugiare nel chiedere aiuto”. Rossana Chiriatti è un maresciallo dei Carabinieri in servizio a Cassibile e ben conosce il fenomeno della violenza di genere e di come sia purtroppo presente sul territorio provinciale.
Ospite di FMITALIA, ha raccontato come individuare i primi segnali di comportamenti “tossici” e l’importanza di chiedere aiuto. Nella sua lunga intervista, anche il racconto della storia di due amiche del siracusano. Avevano concordato un “segnale di aiuto” reciproco e segreto, che consisteva nell’invio in chat di un puntino. Ed è stato grazie a quel messaggio con il puntino “salvavita” che sono state disposte tutte le attività necessarie per “salvare” una delle due amiche che, divenuta preda di un compagno che l’aveva privata della libertà e le controllava il cellulare, aveva come unica possibilità quella di sperare nella complicità con l’amica. “Dopo quel puntino, capito il pericolo, è riuscita ad accompagnare l’amica in Caserma e con la denuncia le ha permesso di ritrovare finalmente la serenità”.




VIDEO: Ladro seriale arrestato con un’azione congiunta Polizia-Carabinieri

Era diventato il “terrore” di commercianti e residenti siracusani. Le sue incursioni notturne per derubare in locali o case “selezionate” avevano creato allarme. Ma grazie ad un’azione congiunta condotta da Polizia di Stato e Carabinieri di Siracusa, è stato arrestato il 43enne ritenuto responsabile della scia di furti. Siracusa e già noto alle forze dell’ordine, si trova in carcere a Cavadonna, su provvedimento del Gip del Tribunale di Siracusa.
“L’indagato nel tempo ha dimostrato professionalità a delinquere e determinazione nella commissione delle condotte illecite, oltre che una grande capacità organizzativa, agendo sempre di notte, in assenza di passanti”, spiegano gli investigatori.
Numerosi i suoi precedenti, anche specifici. A suo carico sono stati raccolti “gravi indizi di colpevolezza in ordine a ben 8 episodi di furto aggravato, nella forma tentata e consumata, ai danni di attività commerciali e abitazioni private della città aretusea”.
Per meglio comprendere la pericolosità sociale dell’uomo, Polizia e Carabinieri ricordano che nell’ultimo periodo aveva preso di mira e derubato, oltre che private abitazioni, anche bar, supermercati e ristoranti, causando ingenti danni alle strutture e facendo razzia di merci e di denaro.
Il modus operandi era quasi sempre lo stesso: dopo aver forzato il portoncino d’ingresso delle abitazioni o degli esercizi commerciali con qualsiasi mezzo a sua disposizione (delle volte attraverso un blocchetto di pietra, altre volte sferrando ripetuti calci, altre volte ancora utilizzando un motociclo come ariete, ndr) si impossessava dell’incasso o di altri beni presenti nei locali.
Le indagini, che si sono avvalse anche delle immagini catturate dagli impianti di videosorveglianza, hanno permesso di costruire un solido quadro probatorio.




Il giorno della mobilitazione regionale, in migliaia in corteo a Siracusa

Sfila a Siracusa la protesta regionale, migliaia di partecipanti al corteo organizzato dai sindacati (Cgil e Uil) con l’adesione di diverse associazioni e partiti politici dell’opposizione. A sfilare accanto ai segretari regionali di Cgil e Uil ci sono, infatti, anche Anthony Barbagallo (segretario regionale Pd) e Nuccio Di Paola (coordinatore regionale M5S).
Attesi alla vigilia circa 5.000 partecipanti. Il corteo è partito poco dopo le 9 da piazzale Marconi alla volta di piazza Archimede. In piazza – spiegano i sindacati – contro le diseguaglianze sociali e per alzare l’attenzione sugli investimenti ritenuti insufficienti su lavoro e istruzione, l’assenza di politiche industriali e contro lo smantellamento della sanità pubblica e il peggioramento del sistema pensionistico.




“Siracusa in miniatura”, dieci monumenti identitari in formato ridotto: la mostra

Dieci meraviglie siracusane in miniatura, un viaggio curioso e particolare tra alcuni dei monumenti identitario del capoluogo aretuseo. Sono stati realizzati da due studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania, fondendo nuove tecnologie come la stampa 3d e tecniche artistiche manuali che assicurano un effetto due volte realistico.
Dalla Cattedrale alla fonte Aretusa, dal teatro greco al Santuario passando per il tempio di Apollo ed il castello Maniace. E’ “Siracusa in miniatura”, l’esposizione permanente che può essere visitata gratuitamente passeggiando nella galleria del centro commerciale Archimede. A proposito, tra le miniature non poteva mancare lui, Archimede, il genio matematico della Siracusa antica a cui nel 2016 è stato dedicato un monumento sul rivellino del Ponte Umbertino.
Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, il vicesindaco Edy Bandiera e il direttore del Centro Archimede, Fabrizio Di Bella.




E se i bronzi di Riace fossero in realtà…siracusani?

Ritorna d’attualità il dibattito sulla possibile origine siracusana dei bronzi di Riace. Una tesi di cui ci occupammo già nel 2021, con una intervista ad Anselmo Madeddu che pubblicò un libro sull’argomento, oggi tornato all’attenzione di diverse pubblicazioni scientifiche e studiosi.
Ma come è possibile sostenere che quelle statue siano siracusane? Lo spiega nella nostra intervista, che riproponiamo, l’appassionato di storia ed archeologica, Anselmo Madeddu, noto anche per essere il presidente dell’ordine dei Medici di Siracusa.
Da ricercatore ha contribuito tempo addietro anche alla riscoperta di una chiesetta normanna al Plemmirio.




Il progetto più ambizioso per Siracusa passa da via Elorina. Roberto Fai spiega perchè

Torna d’attualità il progetto waterfront Elorina, il grande progetto di riqualificazione urbana che passa dalla smilitarizzazione dell’area che oggi ospita l’Aeronautica. Oltre un anno dopo l’apertura dell’allora sottosegretario Mulè, si cerca ancora la strada per avviare un percorso di sviluppo che la città reclama a gran voce.
Roberto Fai, uno dei componenti del Comitato per il Decoro e la Riqualificazione di Siracusa, ha spiegato questa mattina su FMITALIA perchè si tratta del progetto più importante per il futuro della città. Un futuro che deve essere deciso oggi, con la previsione di strade, parcheggi, aree a servizio, per lo sport e il famoso waterfront lungo la linea di costa del Porto Grande. Roberto Fai a non giocare in attesa, per tornare ad attivarsi – Comune, deputazione regionale e nazionale – con il Ministero della Difesa e superare l’attuale impasse.