VIDEO. L'agghiacciante normalità di un agguato in città: gli spari, le urla, le auto intorno

In un video diffuso dagli investigatori, le vari dell’agguato di ieri pomeriggio a Grottasanta. Nel filmato si vede l’arrivo dell’uomo armato di pistola. Arma in pugno si dirige verso la vittima. Esplode i primi colpi alle spalle e quando finisce in terra il ferito, si avvicina ed urlando parole non comprensibili nitidamente, spara altri colpi. Le urla della vittima accompagnano la sequenza. Che si chiude con l’arrivo dell’auto guidata dal complice dell’autore del ferimento. Con una calma agghiacciante, placidamente sale come se nulla fosse e va via.
I due sono stati identificati ed arrestati in poche ore dalla Squadra Mobile di Siracusa. Si trovano in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria. Si tratta di Giovanni Merlino, 37 anni, e di un 40enne ritenuto il suo complice alla guida dell’auto. Sono accusati di tentato omicidio.




Il direttore e l'operaio, nelle carte dell'accusa la "sinergia" per lucrare su loculi e concessioni

Il direttore del cimitero di Siracusa ed un operaio che lavora all’interno della stessa struttura sono stati arrestati perchè ritenuti responsabili, in concorso fra di loro, di induzione indebita, abuso d’ufficio, falsità documentale e sottrazione di cadavere. Il tutto al fine di trarre un ingiusto profitto quantificato in oltre 60.000 euro.
L’incredibile vicenda trae origine dalla denuncia sporta da una delle vittime che, vivendo ormai lontana e rientrata a Siracusa nel dicembre del 2019, si era accorta che la cappella di famiglia del cimitero comunale, in cui erano state tumulate le salme dei propri congiunti, era ormai occupata da altri defunti.
Le attività investigative condotte dalla Squadra Mobile hanno poi rivelato un sistema consolidato tale per cui i due destinatari dei provvedimenti restrittivi, abusando della funzione svolta, inducevano i privati, spinti dal bisogno e dall’urgenza di dare sepoltura ai loro cari, a versare somme di denaro allo scopo di eludere le “lungaggini” delle procedure di evidenza pubblica, finalizzate all’assegnazione legale dei loculi e delle cappelle.
La costante presenza degli indagati all’interno del cimitero, consentiva loro di “intercettare” i bisogni e le difficoltà dei privati, prima ancora che gli stessi si muovessero “secondo i canali istituzionali” per ottenere l’assegnazione di un posto per i loro defunti. Insomma, secondo l’accusa, erano proprio le funzioni svolte dagli indagati all’interno del cimitero il presupposto, l’occasione per l’attuazione delle condotte illecite.
Secondo quanto ricostruito, gli indagati, aggirando le procedure di evidenza pubblica, intascavano il denaro necessario all’assegnazione dei posti rilasciando ai privati falsi titoli concessori. Inoltre, conoscendo i “meccanismi” di assegnazione pubblica dei loculi, gli stessi – sfruttando illegalmente gli strumenti giuridici della “decadenza” del possesso dei loculi in stato di abbandono – “estumulavano” arbitrariamente i cadaveri, in concorso con altri quattro impiegati comunali, per fare posto ai nuovi defunti. E questo a fronte di esosi pagamenti da parte dei familiari.
Pertanto, concludono gli investigatori, le condotte dei due indagati erano perfettamente complementari e funzionalmente collegate al perseguimento dell’illecito profitto, operando in quella che può dirsi una “perfetta sinergia”.

Appare singolare che in una prima fase dell’indagine si fosse ipotizzato che i “nuovi assegnatari” fossero stati truffati dagli indagati ed indotti a versare del danaro mediante raggiri sulla correttezza della procedura da seguire. Tuttavia, dalle complesse ed articolate attività investigative è emerso che i nuovi beneficiari avevano “cooperato”, in un certo senso, alla assegnazione irregolare delle cappelle e come tali sono risultati destinatari di avviso di conclusione indagini.
Eseguito anche il sequestro preventivo di 60.000 euro. Agli indagati è stata rinvenuta e sequestrata la somma di 35mila euro in contanti.




Icaro 2023, conclusa la due giorni della Polstrada dedicata alla sicurezza stradale

Si è conclusa la due giorni dedicata alla sensibilizzazione sui temi della sicurezza stradale. Il Progetto Icaro, della Polizia Stradale e dell’Ufficio Scolastico Provinciale, ha coinvolto per due mattinate centinaia di studenti delle scuole superiori della provincia di Siracusa. Un progetto che va avanti da 23 anni e a cui il comandante della PolStrada di Siracusa, Antonio Capodicasa, crede fermamente. Sul palco del Multisala Planet, in scena la Compagnia Il Sipario di Canicattini Bagni con “17 Minuti” , piéce teatrale diretta da Riccardo Lionelli che, tra momenti divertenti e commozione, il messaggio che passa è quello dell’invito all’amore vero per la vita, da custodire, la propria e quella degli altri. Il gruppo, affiatato da anni, ha entusiasmato il pubblico, composto da studenti di 17 e 18 anni, accompagnati dai loro insegnanti. Poi la testimonianza di Deborah Lentini, presidente dell’Associazione dei Familiari Vittime della Strada e mamma di Stefano Pulvirenti. La comicità dei Falsi d’Autore ha portato il divertimento in teatro. Il comandante ha parlato  agli studenti del suo lavoro, di quello che i suoi uomini non vorrebbero mai vedere durante lo svolgimento del proprio lavoro. Ha parlato di dati, numeri, ma soprattutto di persone, di vite che non devono essere spezzate, di famiglie che non devono essere devastate per quella che ha più volte definito violenza stradale. I prossimi appuntamenti saranno dedicati ai più piccoli, con Icaro Young e con i campi di sicurezza stradale, a cui partecipano i bimbi delle scuole dell’Infanzia. Come ogni anno il gruppo editoriale di FMITALIA e SiracusaOggi.it continua a credere in questo progetto. Media Partner anche per l’edizione 2023, la giornalista Oriana Vella ha condotto anche quest’anno le due mattinate, l’ennesimo successo per un progetto ben studiato e portato avanti con determinazione e soprattutto passione da parte di tutti i soggetti coinvolti.




Il comprensivo Verga verso lo smembramento, mamme sul piede di guerra: "Intervenga il Comune"

Fanno fronte comune ,pronte ad ogni azione per salvare il  comprensivo Verga di Siracusa dopo il decreto che sottrae alla scuola l’autonomia, con le conseguenze del caso. Le mamme degli alunni contestano la decisione adottata in anticipo rispetto al termine entro cui possono essere effettuate le iscrizioni, un’anomalia, secondo le famiglie, preoccupate delle conseguenze di questa scelta, che saranno anche concrete, con lo smembramento e la necessità di sparpagliare gli alunni in diverse sedi. Laddove si tratta di fratellini, comprensibili i disagi a cui le famiglie andranno incontro. I genitori chiedono con forza una marcia indietro e l’intervento diretto del Comune, anche dal punto di vista legale. Tutto partirebbe da una decisione adottata da palazzo Vermexio, quell’opzione concessa rispetto all’autonomia della scuola, che adesso si ritorce contro l’istituto, il personale scolastico che vi opera e, appunto, gli alunni. Per mercoledì è in programma una manifestazione di piazza, a cui i genitori invitano anche il sindaco, Francesco Italia, dopo la  posizione assunta sui social in merito alla vicenda. Al sindaco viene chiesto un atto concreto in difesa della scuola, la stessa in cui decise di celebrare la cerimonia di insediamento. Una scuola, raccontano le mamme, che nel tempo si è riscattata, ha ripulito la propria immagine, si è distinta con progetti e concorsi vinti, istituto ad indirizzo musicale, fiore all’occhiello della città nonostante in passato fosse soltanto legata alla collocazione in un quartiere a rischio.  “Tutto quello che è stato costruito nel tempo sta per sparire- il dispiacere delle famiglie. “Questa scuola ha ospitato generazioni- dice una giovane madre- c’è anche la nostra storia e qualcuno vuole cancellarla, a nostro avviso senza averne il diritto”.




L'accusa dello psicoterapeuta: "Atteggiamento compulsivo nel controllare il cellulare alla guida"

Il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Siracusa entra nel dettaglio di quella che purtroppo è diventata una vera e propria piaga alla guida, nella nostra città come, purtroppo, altrove. La tragedia di cui Maddalena, la diciottenne siracusana che ha perso la vita in via Luigi Monti, riporta alta l’attenzione su un tema che, purtroppo, viene affrontato e sviscerato  sempre dopo episodi che scuotono l’opinione pubbliche, le coscienze, ma forse per troppo poco tempo. Ben diverse le conseguenze per le famiglie, devastate da perdite gravissime, improvvise, laceranti. Una madre non si riprende mai dalla perdita di un figlio in queste circostanze (e di un figlio in generale) . Un padre, i fratelli, i parenti, gli amici più cari, idem . Ma perché adottiamo, incuranti, sempre gli stessi atteggiamenti alla guida? Scorretto, forse, dire “adottiamo”. Non lo fanno certamente tutti. Lo fa, tuttavia, un numero altissimo di conducenti di mezzi a quattro ruote, e spesso anche chi guida ciclomotori e motocicli. Quella testa bassa, quella luce visibile, lo schermo del telefonino, mentre l’acceleratore è ancora pigiato. Nulla, purtroppo, di nuovo, Nulla, purtroppo, di raro. Ne abbiamo parlato con il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Siracusa, Roberto Cafiso.




Riparata la grossa perdita idrica a Siracusa sud, causava pressione ridotta in Ortigia e Borgata

E’ stata completata a metà pomeriggio la riparazione della grossa perdita riscontrata su una condotta di adduzione del serbatoio Teracati, a Siracusa sud, lungo la statale 124. Durante l’ispezione sono state individuate altre due perdite più piccole su un’altra condotta, la cui riparazione è stata completata dalle squadre tecniche di Siam. L’intero sistema è stato rimesso in marcia.
Tuttavia, essendo il livello del serbatoio troppo basso, “la regolarità complessiva del servizio nelle zone interessate dovrebbe tornare nella primissima mattinata di domani”, spiega una nota della società che gestisce il servizio idrico. Le aree interessate dal disagio sono Ortigia e Borgata.




Il 2022 di Palazzo Vermexio, le parole del sindaco: “Cantieri, investimenti, riqualificazioni”

Conferenza di fine anno per l’amministrazione comunale di Siracusa. A tracciare il bilancio di questi ultimi 12 mesi è stato il sindaco, Francesco Italia, con accanto tutti gli assessori, riuniti nl salone di rappresentanza del Consorzio Plemmirio. Come un anno fa, il punto di partenza è il Pnrr: il Comune di Siracusa ha presentato progetti per complessivi 175 milioni di euro. Di questi, 26 milioni sono stati già finanziati mentre altri 65 sono stati valutati positivamente. “Cogliamo i frutti del lavoro di programmazione degli anni precedenti”, sottolinea sul punto il primo cittadino.
Una parola chiave per il 2022?Il responsabile di Palazzo Vermexio punta su “cantieri”. Ed elenca i lavori di riqualificazione avviati in più aree della città e gli interventi di manutenzione straordinaria stradale che hanno riguardato arterie di intenso traffico, dentro e fuori il perimetro urbano. Ma il 2022 è da ricordare, secondo Francesco Italia, anche come l’anno dell’edilizia scolastica: 10 milioni di euro di investimenti (in gran parte dal Pnrr, ndr) per la quasi totalità delle scuole di Siracusa. E, come esempio, viene citato il comprensivo Giaracà di via Gela, innegabilmente tornato ad avere una immagine esterna presentabile, tra facciata e prospetti. Degni di nota anche i finanziamenti ottenuti dal Comune di Siracusa per la costruzione di 4 nuovi asili e 4 nuove scuole materne. “Ma tutta la città, da nord a sud, dal centro alle periferie – sottolinea Italia – è coinvolta in progetti di varia entità: dagli oltre due milioni di euro destinati ad Ortigia, ai poli dell’infanzia a Cassibile e contrada Carrozzieri; dal vecchio Lavatoio, la Saia, di Belvedere interamente restituito alla fruizione dopo un attento restauro; al presidio di legalità in via Algeri in collaborazione con la Prefettura e il Comando provinciale dei Carabinieri; dagli indispensabili lavori in corso nelle 4 palazzine di via Barresi a casa Monteforte che tornerà a risplendere grazie al finanziamento di un progetto esecutivo, o a via Bainsizza in cui tra poche settimane inaugureremo una scuola di sartoria in un immobile confiscato alla mafia”.
Quello che va a chiudersi è anche l’anno in cui si sono gettate le basi per riuscire portare a Siracusa altri nuovi 6 corsi di laurea (Giurisprudenza, Scienze Motorie, Scienze Politiche, Consulente del lavoro, Scienze Infermieristiche), grazie ad un accordo con l’università di Messina. Ci si attendono interessanti migliorie e risparmi, poi, dal relamping affidato alla nuova società che gestisce il servizio di illuminazione pubblica a Siracusa. Ed a proposito di servizi, tra i progetti presentati nell’ambito del Pnrr c’è quello definitivo per l’ammodernamento della linea fanghi del depuratore di Canalicchio e l’installazione di un impianto di cogenerazione (valore 10 milioni); il finanziamento di un nuovo campo pozzi lungo la statale 124 (20 milioni); e un terzo progetto per attenuare il rischio idraulico causato dalla piena delle portate di fognatura mista che giungono all’impianto di sollevamento di contrada Fusco (5 milioni).




Mafia, tentata estorsione ai danni di un commerciante: due arresti tra Avola e Noto

Sono accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso i due uomini arrestati dai Carabinieri ad Avola e Noto. Eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catania, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Destinatari sono Antonino Carbè e Paolo Masuzzo.
L’indagine, avviata nel mese di aprile 2021, è partita dalla denuncia di un commerciante di Avola. I due gli avrebbero richiesto 25.000 euro che sarebbero serviti per sostenere alcune spese processuali. E per rendere la richiesta ancora più credibile, avrebbero anche lasciato intendere di essere stati mandati da un esponente di vertice del locale clan mafioso dei “Pinnintula”. Nel tipico gergo mafioso e intimidatorio – spiegano gli investigatori – avrebbero l asciato intendere che se non avesse acconsentito, ci sarebbe state conseguenze.
Il commerciante si è rivolto ai Carabinieri di Siracusa che, coordinati dalla Procura Distrettuale di Catania, hanno raccolto indizi di colpevolezza ritenuti “gravi” a carico dei due, destinatari della misura cautelare emessa dal Gip di Catania
Il quadro probatorio ricostruito, in attesa degli ulteriori sviluppi processuali, avrebbe trovato positivo riscontro nelle riprese filmate che hanno documentato gli incontri tra gli indagati e il commerciante nonché nelle altre attività tecniche di intercettazione.




L’idea della Regione contro il caro voli: privatizzare gli aeroporti. L’annuncio di Schifani

Non si ferma la battaglia della Regione Siciliana contro il caro voli. Dopo le denunce pubbliche del presidente Renato Schifani e l’attivazione di un team legale per coinvolgere nella battaglia anche l’Antitrust, sono stati diversi i leader di partito regionali ad unirsi all’iniziativa. A dicembre come in estate, i prezzi dei voli da e per la Sicilia schizzano alle stelle, spremendo soprattutto i siciliani residenti ed i fuorisede.
“È un fatto inaccettabile e scandaloso, continueremo la nostra battaglia fino in fondo. Non faremo sconti a nessuno, così come lavoreremo per privatizzare gli aeroporti: più vettori e più efficienza nell’interesse dei cittadini”, dice il presidente Schifani. Ma quel passaggio sulla privatizzazione degli aeroporti rischia di aprire un nuovo fronte di scontro in una politica sin qui compatta sul “core” della battaglia. Per quel che riguarda l’aeroporto di Catania, ad esempio, basti ricordare che una buona percentuale azionario è siracusana, tra Libero Consorzio e CamCom.




Ruspe all’Arenella, rimozione delle parti in cemento dell’ex lido Aeronautica

Arrivate le ruspe, si completa l’opera di rimozione delle parti in cemento e di altri detriti nell’area dell’ex lido Aeronautica, all’Arenella. Operazione commissionata dalla stessa forza armata, con poco più di sedicimila euro. Prevista la distruzione di ciò che rimane di alcune strutture dello stabilimento balneare, fino ad alcuni anni addietro in uso all’Aeronautica e poi in concessione ad un noto resort.
Negli ultimi anni frequenti le richieste di interventi per la messa in sicurezza, da parte di residenti e associazioni. Ad allarmare, le balaustre in cemento ed alcuni pezzi di recinto visibilmente ammalorati.
Una ordinanza della Capitaneria di Porto di Siracusa ha disposto nei mesi scorsi il divieto di qualsiasi attività in un’area di 3 metri dalla foce del torrente Mortellaro, proprio nei pressi dell’ex lido Aeronautica.

Poco distante, sempre all’Arenella, farà a breve la stessa sorte anche la struttura in cemento nota come ex lido Polizia. E’ pericolosamente inclinata verso la spiaggia, con un costante rischio di distacco o – peggio – crollo.