Ccr della Pizzuta, l’ex assessore Foti: “Un errore posizionarlo lì e un potenziale pericolo”

“Un finanziamento da 460 mila euro circa, fondi Pnrr, per realizzare il Ccr della Pizzuta, quasi pronto ma intorno all’utilizzo del quale si sviluppano dei paradossi”. L’ex assessore ai Lavori Pubblici, Alfredo Foti punta l’attenzione sulla vicenda del Ccrr della Pizzuta, i cui lavori sono stati avviati a fine 2025. “Più il cantiere avanza-dice Foti- più si fa strada una certezza: posizionare un’isola ecologica in questo esatto punto rappresenta uno dei più grandi paradossi urbanistici che la nostra città abbia visto negli ultimi anni. Un quartiere saturo: la mappa del controsenso. Un CCR, per sua natura logistica, necessita di spazio, vie di fuga e, soprattutto, isolamento dai flussi pedonali sensibili. Via Traversa la Pizzuta, invece, è l’esatto opposto: un imbuto viario ad altissima densità di frequentazione. Nel raggio di pochissimi metri troviamo concentrati: La cittadella della salute (ASP e CUP): Collocata proprio di fronte al cantiere, nell’area dell’ex manicomio. Attira ogni giorno centinaia di utenti, spesso anziani o con ridotta mobilità. I poli scolastici: Due istituti superiori cardine della città, il Liceo Scientifico Luigi Einaudi e il Liceo Classico Tommaso Gargallo, due plessi distaccati di due Istituti Comprensivi Giaracà ed Archia; Traduzione: adolescenti che si muovono a piedi o in scooter. I giganti commerciali: Un supermercato di grandi dimensioni e un frequentatissimo McDonald’s, costanti attrattori di traffico veicolare, specie nelle ore pomeridiane e serali”.
L’ex assessore chiede come sia possibile far coesistere il traffico pesante (compattatori e camion scarrabili della nettezza urbana) e il viavai dei cittadini che vanno a differenziare i rifiuti, in una strada che è totalmente priva di marciapiedi su entrambi i lati.
“Oggi i pedoni camminano già sul ciglio della strada-ricorda Foti-schivando le auto che utilizzano questa via come una vera e propria pista di scorrimento veloce, ignorando sistematicamente i limiti di velocità. Introdurre in questo caos manovre di svolta, code all’ingresso del centro di raccolta e mezzi pesanti in transito significa servire su un piatto d’argento la ricetta per il prossimo incidente”. Poi un chiarimento.
“Nessuno contesta l’utilità dei CCR per migliorare la raccolta differenziata a Siracusa-puntualizza l’ex assessore ai Lavori Pubblici- ma la transizione ecologica non può essere fatta sulla pelle della sicurezza dei cittadini e degli studenti. I centri di raccolta vanno realizzati nelle aree artigianali o industriali (come Targia o i Pantanelli), non incastrati a forza tra scuole, uffici sanitari e fast food.
Spendere oltre 450 mila euro di fondi pubblici per creare un potenziale pericolo pubblico non è un successo della politica-conclude-ma un errore di pianificazione che la città rischia di pagare caro per i prossimi decenni”.